buongiorno, mio fratello è ludopatico, ha seguito diversi percorsi sia con il pscologo, che con un g
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buongiorno, mio fratello è ludopatico, ha seguito diversi percorsi sia con il pscologo, che con un gruppo anonimo di giocatori d'azzardo e ultimamente anche con un psichiatra, ma non è mai stato costante. Seguo il suo conto corrente, è stato lui stesso di sua spontanea volontà a chiedermi di farlo. Gli ho prestato anche soldi per restituire i debiti ed evitare che continuasse a giocare per recuperarli. Nonostante controlli il suo conto riesce a farsi prestare i soldi dai suoi amici, rendendosi disponibile nell'effettuare ordini on line, ma poi gli ordini non gli fa e si gioca i soldi che gli hanno prestato ritrovandosi poi a giocare nuovamente per recuperare i debiti.
Come ci dobbiamo comportare oltre a dargli il nostro sostegno, la situazione è insostenibile, io non posso continuare a prestargli soldi e sinceramente non so se queste terapie aiutino visto che non riesce ad essere costante nel seguirle, credo che sia proprio lui che non ha voglia di guarire.
Come ci dobbiamo comportare oltre a dargli il nostro sostegno, la situazione è insostenibile, io non posso continuare a prestargli soldi e sinceramente non so se queste terapie aiutino visto che non riesce ad essere costante nel seguirle, credo che sia proprio lui che non ha voglia di guarire.
Buongiorno gentile utente e grazie per la sua condivisione. Considerando la complessità della situazione da lei descritta, le consiglio fortemente di rivolgersi ai servizi presenti nel suo territorio di appartenenza. Esistono strutture apposite per il trattamento di specifiche dipendenze, inclusa la ludopatia, una condizione che richiede un accurato processo di valutazione diagnostica e successiva formulazione del piano terapeutico. Resto a sua disposizione per ulteriori informazioni. Un caro saluto, dr. Omar Isa
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Gentile utente, grazie per la condivisione. In accordo con il Dott. Isa consiglio anche io di rivolgervi a strutture presenti sul territorio con un'equipe specializzata nel trattamento di dipendenze, tra cui la ludopatia. Questa specifica patologia richiede una presa in carico a 360 gradi ed è fondamentale anche il coinvolgimento dei familiari affinchè il trattamento possa avere esito positivo.
Mi sento di sottolineare che il fatto che suo fratello le abbia dato volontariamente accesso al conto e abbia chiesto il suo aiuto sia un punto di forza a favore del buon esito di un percorso.
Restando a disposizione, un saluto. Dott.ssa Sonia Castagnolo
Mi sento di sottolineare che il fatto che suo fratello le abbia dato volontariamente accesso al conto e abbia chiesto il suo aiuto sia un punto di forza a favore del buon esito di un percorso.
Restando a disposizione, un saluto. Dott.ssa Sonia Castagnolo
Buongiorno, come suggerito anche dal collega di Grottaferrata, sono ad invitarla a rivolgersi ai SerT, SerD di zona - ATS per una presa in carico a 360°; sarete seguiti da un'équipe composta da psichiatri, psicologi, assistenti sociali, infermieri e accompagnati nel percorso di recupero che come ha descritto lei è faticoso per la persona e per il nucleo familiare più in generale. Comprendo le sue preoccupazioni e credo non debba farsene carico da sola. Le auguro un 2024 di cambiamento e di svolta, per lei e per suo fratello. Cordialmente, dott.ssa Debora Calci
Gentile utente,
è certamente una situazione di difficile gestione e necessiterebbe una presa in carico di rete che supporti anche la famiglia. Se è già seguito da psicologo, psichiatra e gruppo di auto-mutuo-aiuto, è bene che lui sia più costante e che la famiglia lo sostenga nel proseguire il suo percorso, che è l'unica cosa che gli può davvero essere utile. So che esistono anche gruppi di auto-mutuo-aiuto per i parenti delle persone che soffrono di dipendenze, potrebbe guardare se ne fanno anche nella sua zona. Il peso che portano i famigliari è molto grande e immagino quanto possa essere difficile per lei sopportare tutto questo dibattendosi tra il voler bene a suo fratello e il volerlo aiutare, e la frustrazione che nutre nel non vederlo riuscire nel suo percorso di cura. Magari potrebbe pensare di prendere uno spazio per se dove portare il suo disagio personale, che certamente necessita di qualcuno che se ne occupi e che la aiuti. Se vuole parlarne sono disponibile.
Cordialmente, Dott.ssa Cecilia Bagnoli
è certamente una situazione di difficile gestione e necessiterebbe una presa in carico di rete che supporti anche la famiglia. Se è già seguito da psicologo, psichiatra e gruppo di auto-mutuo-aiuto, è bene che lui sia più costante e che la famiglia lo sostenga nel proseguire il suo percorso, che è l'unica cosa che gli può davvero essere utile. So che esistono anche gruppi di auto-mutuo-aiuto per i parenti delle persone che soffrono di dipendenze, potrebbe guardare se ne fanno anche nella sua zona. Il peso che portano i famigliari è molto grande e immagino quanto possa essere difficile per lei sopportare tutto questo dibattendosi tra il voler bene a suo fratello e il volerlo aiutare, e la frustrazione che nutre nel non vederlo riuscire nel suo percorso di cura. Magari potrebbe pensare di prendere uno spazio per se dove portare il suo disagio personale, che certamente necessita di qualcuno che se ne occupi e che la aiuti. Se vuole parlarne sono disponibile.
Cordialmente, Dott.ssa Cecilia Bagnoli
gentile utente, in accordo con i colleghi, la ludopatia è una condizione che crea disagio non soltanto nella persona che la sta vivendo ma a tutto il contesto che gli sta intorno, amici, familiari, colleghi. Purtroppo, proprio per le svariate richieste economiche si può arrivare a perdere questo sostegno, soprattutto se si va avanti da tanto tempo, come tutte le dipendenze è fondamentale non rimanere da soli, non soltanto suo fratello ha bisogno di sostegno ma anche voi per sapere come meglio affrontare questa situazione, comprese le diverse richieste economiche, al fine di non attuare una costanza nella richiesta e non finire in mani sbagliate in caso di negazione. Suo fratello dev'essere seguito da strutture del territorio competenti che abbiano possibilità di lavorare in equipe, e quindi con la presenza di diverse figure professionali.
Spero vivamente che possiate trovare dei professionisti, delle persone che possano guidarvi, aiutarvi e sostenervi nell'uscire da questa condizione.
un caro saluto
dott.ssa Mariacarmela Pagano
Spero vivamente che possiate trovare dei professionisti, delle persone che possano guidarvi, aiutarvi e sostenervi nell'uscire da questa condizione.
un caro saluto
dott.ssa Mariacarmela Pagano
Gentile utente, posso immaginare la complessità della situazione e mi dispiace molto. Mi sento di dirle che, trovandoci nell'area delle dipendenze, uno degli ostacoli più grandi da superare risiede proprio nella costanza all'aderenza al trattamento. E' difficile che qualsiasi trattamento risulti efficace se non si è seguiti con costanza per un lungo periodo e se non si ha a disposizione un'equipe multidisciplinare coesa che si confronti sul singolo caso. Le suggerisco di fare affidamento ai SerD della sua zona di competenza, in queste strutture viene coinvolta e formata anche la famiglia su come supportare al meglio il paziente nel percorso di cura.
Un caro saluto, Dott.ssa Giulia Pelini
Un caro saluto, Dott.ssa Giulia Pelini
Buongiorno, posso comprendere come la situazione che ha descritto le rechi molta sofferenza e come ormai sia diventata difficile da sostenere. Solitamente data la complessità di queste situazioni è necessaria una presa in carico che coinvolga più figure professionali. Come riportato anche dai miei colleghi le consiglio di rivolgersi ai servizi presenti sul suo territorio; potranno offrire un sostegno sia a suo fratello sia alle persone che gli sono vicine. Purtroppo un percorso del genere necessita della volontà al cambiamento di suo fratello, per cui è importante che sia lui a volerlo prima di tutti. Ciò che potete fare è motivarlo e sostenerlo nel suo percorso. Un saluto ed un augurio.
Gentile utente, grazie per la condivisione. Intanto mi dispiace per la situazione che state vivendo e mi sembra che stiate facendo ciò che vi è possibile per sostenerlo. Il mio consiglio, come quello di altri colleghi, è quello di rivolgervi ai servizi territoriali che, mediante un team multidisciplinare, possono offrire una presa in carico adeguata.
In bocca al lupo
In bocca al lupo
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo quanto possa essere difficile convivere con questa situazione riportata. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi e disfunzionali che mantengono in atto la sofferenza impedendole il benessere desiderato.
Ritengo altresì utile un approccio EMDR al fine di favorire la rielaborazione del materiale connesso con la genesi della sofferenza in atto.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi e disfunzionali che mantengono in atto la sofferenza impedendole il benessere desiderato.
Ritengo altresì utile un approccio EMDR al fine di favorire la rielaborazione del materiale connesso con la genesi della sofferenza in atto.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Salve, le consiglio di rivolgersi ai servizio sanitario pubblico di vostra appartenenza, in quanto è bene che, in caso di ludopatia, sia un' equipe multidisciplinare a prendere in carico la persona che ne soffre. La ludopatia è infatti, una sofferenza che coinvolge diversi ambiti della vita della persona ed è necessario un tipo di supporto differenziato. Risulta utile, in questi casi, che anche la famiglia o le persone vicine alla persona, vengano supportate ad affrontare adeguatamente la situazione, per questo le consiglio di richiedere un supporto in tal senso, al servizio pubblico o privato a professionisti esperti di ludopatia. Cordialmente, C.E.
Mi dispiace sentire che stai affrontando una situazione così difficile con tuo fratello. È importante ricordare che la ludopatia è una dipendenza complessa e difficile da affrontare. Nonostante il tuo sostegno, è essenziale che tuo fratello sia motivato e impegnato a guarire. Potrebbe essere utile coinvolgere un consulente specializzato in dipendenze per valutare la situazione e fornire un supporto specifico. È anche importante impostare dei limiti chiari riguardo al prestito di denaro, proteggendo le tue finanze e incoraggiando tuo fratello a cercare aiuto professionale costante. Rimango a disposizione, Dott.ssa Francesca Gottofredi
Salve, mi dispiace molto per la vostra situazione. La dipendenza dal gioco d'azzardo è molto complessa da affrontare: è necessario il supporto di professionisti altamente qualificati ed eventualmente anche di un lavoro d'equipe. Vi consiglio quindi di rivolgervi al Serd del vostro territorio di appartenenza, che sicuramente avrà le conoscenze e le competenze giuste per aiutare suo fratello. Inoltre ritengo sia fondamentale la collaborazione ed il supporto di familiari ed amici. Per tale ragione credo possa essere utile che anche lei si faccia sostenere da un aiuto psicologico, per ricevere gli strumenti più adeguati nel affrontare questo momento.
Rimango a disposizione. Dott.ssa Veronica Savio
Rimango a disposizione. Dott.ssa Veronica Savio
Buongiorno gentile utente. In accordo con i colleghi, la ludopatia è una condizione che crea disagio non soltanto nella persona che la vive ma a tutti i contesti della sua vita (familiare, sociale, lavorativo, di coppia ecc). Consiglio fortemente di rivolgersi ai servizi presenti sul suo territorio, per una presa in carico a 360 gradi, che coinvolga di conseguenza sia il diretto interessato, sia le persone più prossime a lui, per una migliore riuscita del piano terapeutico. Perciò è fondamentale che il paziente possa continuare ad avere il sostegno che fino a questo momento gli è stato fornito, insieme a quello di un'equipe professionale in grado di intraprendere con lui un percorso terapeutico in grado di motivarlo e sostenerlo. Uscire da una dipendenza richiede tempo e una grande forza di volontà. Resto a sua disposizione, Dott.ssa De Iaco.
Buongiorno,
È difficile da accettare ma non si può aiutare chi non vuole essere aiutato...
Se fosse in carico da professionisti privati, le consiglio di segnalare la situazione ai servizi pubblici della zona.
Dott. Marco Cenci
È difficile da accettare ma non si può aiutare chi non vuole essere aiutato...
Se fosse in carico da professionisti privati, le consiglio di segnalare la situazione ai servizi pubblici della zona.
Dott. Marco Cenci
Buongiorno, purtroppo la motivazione al trattamento deve essere molto forte da parte di suo fratello. La cura della dipendenza è un percorso duro e tortuoso. Provi a sostenerlo, dal punto di vista emotivo più che economico, a chiedere aiuto insieme a lui, non solo dal punto di vista farmacologico.
Salve, non è semplice per voi famiglia quanto meno per lui, nonostante magari abbia la consapevolezza di quanto grave sia la situazione e le conseguenze, riuscire a dominare i propri impulsi risulta essere talvolta impossibile. Poiché leggo che già sono stati effettuati tentativi di trattamento di vario tipo, le suggerisco di affidarsi a una struttura dedicata al trattamento della ludopatia in cui lui possa trascorrere del tempo monitorato e aiutato da professionisti h24.
Dott.ssa Marzia
Dott.ssa Marzia
Gentile utente, la ringrazio per aver condiviso con noi la sua esperienza. La ludopatia richiede un percorso che coinvolge anche tutti gli altri membri della famiglia e lei con la sua presenza sta già contribuendo molto. Il fatto che lei sia a conoscenza di tante dinamiche che suo fratello vive dimostra da parte sua la voglia di guarire ma solo con pazienza e costanza potrà ottenere dei risultati e questo dipenderà solo dalla sua volontà di continuare la terapia.
Un caro saluto
Dott.ssa Veronica Guidi
Un caro saluto
Dott.ssa Veronica Guidi
Mi dispiace sentire che tuo fratello stia affrontando una situazione così difficile legata alla ludopatia, e comprendo le tue preoccupazioni. La ludopatia è una dipendenza comportamentale molto complessa, e può essere difficile da gestire, specialmente quando il paziente non è costante nel cercare aiuto.
Ecco alcune considerazioni importanti su come potete affrontare questa situazione:
Comunicazione aperta: Continuate a sostenere tuo fratello attraverso la comunicazione aperta e l'empatia. Fategli sapere che siete preoccupati per lui e che siete lì per aiutarlo.
Confronto: Potreste cercare di organizzare un incontro con tuo fratello insieme a un professionista della salute, come uno psicologo specializzato in dipendenze o uno psichiatra. Questo potrebbe aiutare a evidenziare l'importanza della sua situazione e della necessità di impegnarsi nelle terapie.
Gruppi di supporto: Continuate a incoraggiarlo a partecipare ai gruppi anonimi di giocatori d'azzardo o a cercare altre forme di sostegno. Questi gruppi possono fornire un ambiente di supporto in cui condividere le esperienze e trovare ispirazione da chi sta affrontando problemi simili.
Terapia individuale: Considerate la possibilità di una terapia individuale continua con uno psicologo o uno specialista in dipendenze. Potrebbe essere utile per lui lavorare più a fondo sulle sue motivazioni e i suoi schemi di pensiero legati al gioco d'azzardo.
Controllo delle finanze: È positivo che tu abbia cercato di aiutare tuo fratello controllando il suo conto corrente. Continua a monitorare le sue finanze e cerca di limitare l'accesso ai soldi per il gioco d'azzardo.
Assistenza professionale: Se tuo fratello continua a lottare e non sembra disposto a seguire le terapie, potreste considerare di coinvolgere uno specialista in intervento di crisi o un consulente familiare. Questi professionisti possono aiutare la famiglia a sviluppare strategie per affrontare la situazione in modo più efficace.
Autonomia di scelta: È importante ricordare che tuo fratello deve prendere la decisione di impegnarsi nel suo recupero. Puoi offrire supporto e risorse, ma alla fine la decisione di guarire deve venire da lui.
Prendersi cura di sé: Questa situazione può essere molto stressante per te e la tua famiglia. Assicuratevi di prendervi cura delle vostre esigenze emotive e fisiche e considerate la possibilità di cercare supporto anche per voi attraverso un consulente o un gruppo di familiari di persone con dipendenze.
La ludopatia è una malattia complessa e può richiedere tempo e sforzo considerevoli per superarla. Continuate a essere pazienti e a sostenere tuo fratello, ma ricordate che è importante anche prendervi cura di voi stessi e stabilire limiti per evitare di essere coinvolti in modo dannoso nella sua dipendenza.
Ecco alcune considerazioni importanti su come potete affrontare questa situazione:
Comunicazione aperta: Continuate a sostenere tuo fratello attraverso la comunicazione aperta e l'empatia. Fategli sapere che siete preoccupati per lui e che siete lì per aiutarlo.
Confronto: Potreste cercare di organizzare un incontro con tuo fratello insieme a un professionista della salute, come uno psicologo specializzato in dipendenze o uno psichiatra. Questo potrebbe aiutare a evidenziare l'importanza della sua situazione e della necessità di impegnarsi nelle terapie.
Gruppi di supporto: Continuate a incoraggiarlo a partecipare ai gruppi anonimi di giocatori d'azzardo o a cercare altre forme di sostegno. Questi gruppi possono fornire un ambiente di supporto in cui condividere le esperienze e trovare ispirazione da chi sta affrontando problemi simili.
Terapia individuale: Considerate la possibilità di una terapia individuale continua con uno psicologo o uno specialista in dipendenze. Potrebbe essere utile per lui lavorare più a fondo sulle sue motivazioni e i suoi schemi di pensiero legati al gioco d'azzardo.
Controllo delle finanze: È positivo che tu abbia cercato di aiutare tuo fratello controllando il suo conto corrente. Continua a monitorare le sue finanze e cerca di limitare l'accesso ai soldi per il gioco d'azzardo.
Assistenza professionale: Se tuo fratello continua a lottare e non sembra disposto a seguire le terapie, potreste considerare di coinvolgere uno specialista in intervento di crisi o un consulente familiare. Questi professionisti possono aiutare la famiglia a sviluppare strategie per affrontare la situazione in modo più efficace.
Autonomia di scelta: È importante ricordare che tuo fratello deve prendere la decisione di impegnarsi nel suo recupero. Puoi offrire supporto e risorse, ma alla fine la decisione di guarire deve venire da lui.
Prendersi cura di sé: Questa situazione può essere molto stressante per te e la tua famiglia. Assicuratevi di prendervi cura delle vostre esigenze emotive e fisiche e considerate la possibilità di cercare supporto anche per voi attraverso un consulente o un gruppo di familiari di persone con dipendenze.
La ludopatia è una malattia complessa e può richiedere tempo e sforzo considerevoli per superarla. Continuate a essere pazienti e a sostenere tuo fratello, ma ricordate che è importante anche prendervi cura di voi stessi e stabilire limiti per evitare di essere coinvolti in modo dannoso nella sua dipendenza.
Le suggerisco di rivolgersi al più presto ad una struttura specializzata nel gioco d'azzardo. Il Telefono Verde Nazionale per le problematiche legate al Gioco d'Azzardo è un servizio di counselling telefonico rivolto all'intera popolazione e in particolare a persone che presentano problematiche legate al gioco d'azzardo e loro familiari. Spero possa risolvere questa sua dipendenza. Non esiti a contattarmi per ogni dubbio o chiarimento.
In ambito psicologico sistemico relazionale, potrebbe essere utile approfondire le dinamiche familiari che possono avere un impatto sulla ludopatia del tuo fratello. Potrebbe essere utile coinvolgere un terapeuta familiare che possa aiutare a comprendere come il sostegno della famiglia possa influenzare il comportamento del tuo fratello.
Inoltre, potrebbe essere importante riflettere sulla possibilità di impostare dei limiti chiari e non negoziabili riguardo ai prestiti di denaro. Potresti stabilire un piano finanziario con il tuo fratello, in cui eventuali aiuti economici siano legati al suo impegno nel seguire i percorsi di terapia e nel rispettare determinate regole.
Può essere anche utile sperimentare diverse modalità di sostegno, come ad esempio coinvolgere altri membri della famiglia o cercare un sostegno esterno da parte di un gruppo di supporto per familiari di persone ludopatiche.
Infine, potrebbe essere utile cercare un terapeuta specializzato nella ludopatia che possa offrire un approccio più specifico e adatto alle esigenze del tuo fratello. È importante ricordare che la volontà di guarire deve venire principalmente da lui, ma il sostegno della famiglia può svolgere un ruolo fondamentale nel processo di recupero. Rimango a tua disposizione per un eventuale colloquio di consultazione.
Dott. Cordoba.
Inoltre, potrebbe essere importante riflettere sulla possibilità di impostare dei limiti chiari e non negoziabili riguardo ai prestiti di denaro. Potresti stabilire un piano finanziario con il tuo fratello, in cui eventuali aiuti economici siano legati al suo impegno nel seguire i percorsi di terapia e nel rispettare determinate regole.
Può essere anche utile sperimentare diverse modalità di sostegno, come ad esempio coinvolgere altri membri della famiglia o cercare un sostegno esterno da parte di un gruppo di supporto per familiari di persone ludopatiche.
Infine, potrebbe essere utile cercare un terapeuta specializzato nella ludopatia che possa offrire un approccio più specifico e adatto alle esigenze del tuo fratello. È importante ricordare che la volontà di guarire deve venire principalmente da lui, ma il sostegno della famiglia può svolgere un ruolo fondamentale nel processo di recupero. Rimango a tua disposizione per un eventuale colloquio di consultazione.
Dott. Cordoba.
Buongiorno, grazie per la sua condivisione.
Sicuramente, la volontà personale è molto importante ma, talvolta, non ci si rende conto di quanto siano pericolosi per noi certi rischi. Sicuramente, il percorso terapeutico è molto importante. Non posso, chiaramente, dirle che percorso specificatamente deve stendere lo specialista, ma quello per cui voglio incoraggiarla è: aiuti suo fratello a decidere di proseguire la terapia seriamente per rompere definitivamente questo circolo. Potreste considerare, in una prima fase, di fare un percorso insieme.
E' chiaro che, in una situazione come quella di suo fratello, non c'è una apparente volontà di rompere tutto questo, perché ci sono dei meccanismi psicologici e neurobiologici che mantengono tutto. Ma posso assicurarle che c'è possibilità a 360 gradi di ricominciare una nuova vita e riscrivere una nuova storia. Sicuramente, uno psicologo che si occupa specificatamente di questo è utilissimo più che di altri.
Rimango a disposizione per un consulto,
cordialmente
Dr. ssa Marta Landolina
Sicuramente, la volontà personale è molto importante ma, talvolta, non ci si rende conto di quanto siano pericolosi per noi certi rischi. Sicuramente, il percorso terapeutico è molto importante. Non posso, chiaramente, dirle che percorso specificatamente deve stendere lo specialista, ma quello per cui voglio incoraggiarla è: aiuti suo fratello a decidere di proseguire la terapia seriamente per rompere definitivamente questo circolo. Potreste considerare, in una prima fase, di fare un percorso insieme.
E' chiaro che, in una situazione come quella di suo fratello, non c'è una apparente volontà di rompere tutto questo, perché ci sono dei meccanismi psicologici e neurobiologici che mantengono tutto. Ma posso assicurarle che c'è possibilità a 360 gradi di ricominciare una nuova vita e riscrivere una nuova storia. Sicuramente, uno psicologo che si occupa specificatamente di questo è utilissimo più che di altri.
Rimango a disposizione per un consulto,
cordialmente
Dr. ssa Marta Landolina
buongiorno, sicuramente la motivazione al cambiamento è uno dei fattori terapeutici di maggior importanza in tutte le terapie, specialmente in questo caso. Per questo è fondamentale riuscire a creare un giusta alleanza terapeutica che consenta di creare uno spazio condiviso di fiducia e rispetto in cui lavorare su questo aspetto del gioco d'azzardo.
Buongiorno,
quello che sta vivendo la sua famiglia è estremamente difficile e logorante, e la sua richiesta è del tutto legittima. E' importante partire da un punto: la ludopatia è una vera e propria dipendenza comportamentale, con caratteristiche molto simili alla tossicodipendenza. Il circuito cerebrale del piacere e della gratificazione si modifica nel tempo, portando la persona a mentire, manipolare, razionalizzare e autoconvincersi che recuperare i soldi persi sia una soluzione. Ma in realtà questo è parte integrante della malattia stessa.
Quindi, no, non è solo “mancanza di voglia di guarire”. È una malattia che impedisce alla persona di sentire davvero il bisogno di cambiare, finché non si tocca un punto di crisi personale profondo.
Lei sta già facendo moltissimo: controlla il conto corrente, ha prestato soldi, si è esposta finanziariamente ed emotivamente. Ma ,e lo dico con molta delicatezza ,continuare a coprire i debiti, anche con amore e buone intenzioni, alimenta il ciclo della dipendenza.
Si parla in psicologia di co-dipendenza: quando i familiari, nel tentativo di aiutare, finiscono per proteggere il dipendente dalle conseguenze delle sue azioni. Questo, paradossalmente, ritarda il momento in cui la persona prende coscienza del problema e cerca davvero aiuto. Ciò che potete fare di concreto è innanzitutto stabilire dei confini chiari e non negoziabili come ad esempio non prestare più denaro, anche se questo significa che dovrà affrontare i creditori o le conseguenze legali, non coprire più le sue bugie con gli amici o nei rapporti sociali, comunicare con fermezza (ma non con rabbia): “Noi siamo con te, ma non possiamo più aiutarti a distruggerti”.
Comunque Il fatto che abbia iniziato più percorsi terapeutici è positivo, ma serve costanza e continuità. La dipendenza da gioco richiede spesso un trattamento integrato: psicoterapia cognitivo-comportamentale, supporto psichiatrico e gruppi (come i Giocatori Anonimi o altri percorsi di riabilitazione anche residenziale, nei casi più gravi).
Esistono anche gruppi e percorsi di supporto psicologico per familiari di persone con dipendenze, dove è possibile elaborare il proprio carico emotivo, uscire dalla posizione di “salvatore” e imparare a impostare limiti sani.
Questo è fondamentale per proteggere anche la tua salute mentale e la tua vita personale!
quello che sta vivendo la sua famiglia è estremamente difficile e logorante, e la sua richiesta è del tutto legittima. E' importante partire da un punto: la ludopatia è una vera e propria dipendenza comportamentale, con caratteristiche molto simili alla tossicodipendenza. Il circuito cerebrale del piacere e della gratificazione si modifica nel tempo, portando la persona a mentire, manipolare, razionalizzare e autoconvincersi che recuperare i soldi persi sia una soluzione. Ma in realtà questo è parte integrante della malattia stessa.
Quindi, no, non è solo “mancanza di voglia di guarire”. È una malattia che impedisce alla persona di sentire davvero il bisogno di cambiare, finché non si tocca un punto di crisi personale profondo.
Lei sta già facendo moltissimo: controlla il conto corrente, ha prestato soldi, si è esposta finanziariamente ed emotivamente. Ma ,e lo dico con molta delicatezza ,continuare a coprire i debiti, anche con amore e buone intenzioni, alimenta il ciclo della dipendenza.
Si parla in psicologia di co-dipendenza: quando i familiari, nel tentativo di aiutare, finiscono per proteggere il dipendente dalle conseguenze delle sue azioni. Questo, paradossalmente, ritarda il momento in cui la persona prende coscienza del problema e cerca davvero aiuto. Ciò che potete fare di concreto è innanzitutto stabilire dei confini chiari e non negoziabili come ad esempio non prestare più denaro, anche se questo significa che dovrà affrontare i creditori o le conseguenze legali, non coprire più le sue bugie con gli amici o nei rapporti sociali, comunicare con fermezza (ma non con rabbia): “Noi siamo con te, ma non possiamo più aiutarti a distruggerti”.
Comunque Il fatto che abbia iniziato più percorsi terapeutici è positivo, ma serve costanza e continuità. La dipendenza da gioco richiede spesso un trattamento integrato: psicoterapia cognitivo-comportamentale, supporto psichiatrico e gruppi (come i Giocatori Anonimi o altri percorsi di riabilitazione anche residenziale, nei casi più gravi).
Esistono anche gruppi e percorsi di supporto psicologico per familiari di persone con dipendenze, dove è possibile elaborare il proprio carico emotivo, uscire dalla posizione di “salvatore” e imparare a impostare limiti sani.
Questo è fondamentale per proteggere anche la tua salute mentale e la tua vita personale!
Grazie per la fiducia e per aver condiviso una situazione così delicata. Rispondo con attenzione e rispetto, secondo i principi della Psicologia del Secondo Cervello (SBP), che possono offrire una chiave di lettura diversa e più profonda del comportamento di tuo fratello e, soprattutto, di come voi familiari potete agire in modo efficace e sano.
La ludopatia secondo SBP: quando il gioco non è più un gioco
In SBP, la dipendenza da gioco d’azzardo non è vista solo come un problema di volontà o autocontrollo, ma come un’espressione profonda della Memoria Emotiva viscerale: un tentativo inconscio di coprire, sfuggire o ricreare emozioni e codici affettivi non risolti.
Il comportamento compulsivo (come il gioco) è spesso un “programma installato” nel Secondo Cervello per scaricare una tensione interna o per provare un’emozione forte, che sostituisce un vuoto più profondo.
Cosa ci dice il suo comportamento?
Dal racconto emerge una dinamica tipica in chi ha una Matrix Emotiva sbilanciata:
-Instabilità affettiva ed economica = instabilità interna non riconosciuta
-Ciclo debito–gioco–debito = meccanismo ripetitivo per tentare di sentirsi “vivo”, “in controllo”, o per “riparare” un fallimento profondo
-Chiede aiuto ma non è costante = conflitto tra la mente logica e la mente viscerale
Non è che “non ha voglia di guarire”: il punto è che non può ancora accedere alla parte di sé che desidera davvero uscire da questo meccanismo, perché quella parte è coperta da codici emotivi di colpa, rabbia, svalutazione o fallimento.
Cosa dice SBP su questi casi: tre livelli da considerare
1. Livello viscerale (Secondo Cervello)
- La ludopatia è una fuga viscerale da vissuti non elaborati, spesso legati a fallimenti personali, carenze affettive, o vissuti di esclusione e frustrazione.
- Il Secondo Cervello agisce come una centralina emotiva autonoma, che, se non decodificata, impone comportamenti disfunzionali anche quando la mente logica dice “basta”.
2. Memoria Emotiva
-Tuo fratello probabilmente ha accumulato stress emotivi non digeriti. Il gioco diventa una via di sfogo per emozioni represse (rabbia, vergogna, inadeguatezza).
Anche le cadute ripetute fanno parte del ciclo: perché ogni “fallimento” conferma un codice profondo: “non ce la farò mai”.
3. Codice Emotivo bloccato
Potrebbe avere un codice radicato come:
> “Solo attraverso il rischio o il debito mi sento vivo o importante”
> “Se esco dal gioco, perdo anche l’identità che ho costruito nel fallimento”
Cosa può fare la famiglia secondo SBP
1. Non sostituitevi alla sua volontà
Continuare a prestargli soldi o a coprire le sue azioni (anche in buona fede) lo mantiene nel ciclo di dipendenza.
In SBP si parla di “reazioni collaterali affettive”: ogni azione che fate con amore, se non calibrata, può rinforzare il codice disfunzionale.
2. Distinguete aiuto da alleanza
Aiutare non significa sostenere il suo sistema; significa proporre una cornice chiara, con confini emotivi e pratici.
Per esempio:
“Ti vogliamo bene e vogliamo aiutarti, ma non possiamo più sostenere i tuoi debiti. Possiamo però accompagnarti in un percorso se decidi veramente di affrontarlo.”
3. Valutate un percorso SBP individuale o familiare
-Un check-up psico-emotivo SBP aiuterebbe a identificare la sua Matrix Emotiva dominante, i blocchi nella Memoria Emotiva e i Codici che rinforzano la dipendenza.
-Ma anche tu (o altri familiari) potresti beneficiarne, per uscire da un ruolo salvifico o di controllo che, alla lunga, logora e genera senso di impotenza.
Cosa NON aspettarsi
-Che basti la volontà
-Che uno “scossone” o la minaccia bastino a farlo smettere
-Che il cambiamento sia lineare
In SBP, il cambiamento avviene quando cambia il Codice Emotivo alla base. E questo richiede un intervento non solo psicologico, ma psico-emotivo profondo.
In sintesi
La ludopatia di tuo fratello non è una mancanza di volontà, ma il segnale di un conflitto profondo tra cervello logico e cervello viscerale. La vostra posizione migliore ora non è quella del salvataggio, ma del limite affettivo e del dialogo consapevole.
Solo così potrà, se vorrà, attivare davvero un desiderio di trasformazione interno.
Armando Ingegnieri, Psicologo e Fondatore della Second Brain Psychology
La ludopatia secondo SBP: quando il gioco non è più un gioco
In SBP, la dipendenza da gioco d’azzardo non è vista solo come un problema di volontà o autocontrollo, ma come un’espressione profonda della Memoria Emotiva viscerale: un tentativo inconscio di coprire, sfuggire o ricreare emozioni e codici affettivi non risolti.
Il comportamento compulsivo (come il gioco) è spesso un “programma installato” nel Secondo Cervello per scaricare una tensione interna o per provare un’emozione forte, che sostituisce un vuoto più profondo.
Cosa ci dice il suo comportamento?
Dal racconto emerge una dinamica tipica in chi ha una Matrix Emotiva sbilanciata:
-Instabilità affettiva ed economica = instabilità interna non riconosciuta
-Ciclo debito–gioco–debito = meccanismo ripetitivo per tentare di sentirsi “vivo”, “in controllo”, o per “riparare” un fallimento profondo
-Chiede aiuto ma non è costante = conflitto tra la mente logica e la mente viscerale
Non è che “non ha voglia di guarire”: il punto è che non può ancora accedere alla parte di sé che desidera davvero uscire da questo meccanismo, perché quella parte è coperta da codici emotivi di colpa, rabbia, svalutazione o fallimento.
Cosa dice SBP su questi casi: tre livelli da considerare
1. Livello viscerale (Secondo Cervello)
- La ludopatia è una fuga viscerale da vissuti non elaborati, spesso legati a fallimenti personali, carenze affettive, o vissuti di esclusione e frustrazione.
- Il Secondo Cervello agisce come una centralina emotiva autonoma, che, se non decodificata, impone comportamenti disfunzionali anche quando la mente logica dice “basta”.
2. Memoria Emotiva
-Tuo fratello probabilmente ha accumulato stress emotivi non digeriti. Il gioco diventa una via di sfogo per emozioni represse (rabbia, vergogna, inadeguatezza).
Anche le cadute ripetute fanno parte del ciclo: perché ogni “fallimento” conferma un codice profondo: “non ce la farò mai”.
3. Codice Emotivo bloccato
Potrebbe avere un codice radicato come:
> “Solo attraverso il rischio o il debito mi sento vivo o importante”
> “Se esco dal gioco, perdo anche l’identità che ho costruito nel fallimento”
Cosa può fare la famiglia secondo SBP
1. Non sostituitevi alla sua volontà
Continuare a prestargli soldi o a coprire le sue azioni (anche in buona fede) lo mantiene nel ciclo di dipendenza.
In SBP si parla di “reazioni collaterali affettive”: ogni azione che fate con amore, se non calibrata, può rinforzare il codice disfunzionale.
2. Distinguete aiuto da alleanza
Aiutare non significa sostenere il suo sistema; significa proporre una cornice chiara, con confini emotivi e pratici.
Per esempio:
“Ti vogliamo bene e vogliamo aiutarti, ma non possiamo più sostenere i tuoi debiti. Possiamo però accompagnarti in un percorso se decidi veramente di affrontarlo.”
3. Valutate un percorso SBP individuale o familiare
-Un check-up psico-emotivo SBP aiuterebbe a identificare la sua Matrix Emotiva dominante, i blocchi nella Memoria Emotiva e i Codici che rinforzano la dipendenza.
-Ma anche tu (o altri familiari) potresti beneficiarne, per uscire da un ruolo salvifico o di controllo che, alla lunga, logora e genera senso di impotenza.
Cosa NON aspettarsi
-Che basti la volontà
-Che uno “scossone” o la minaccia bastino a farlo smettere
-Che il cambiamento sia lineare
In SBP, il cambiamento avviene quando cambia il Codice Emotivo alla base. E questo richiede un intervento non solo psicologico, ma psico-emotivo profondo.
In sintesi
La ludopatia di tuo fratello non è una mancanza di volontà, ma il segnale di un conflitto profondo tra cervello logico e cervello viscerale. La vostra posizione migliore ora non è quella del salvataggio, ma del limite affettivo e del dialogo consapevole.
Solo così potrà, se vorrà, attivare davvero un desiderio di trasformazione interno.
Armando Ingegnieri, Psicologo e Fondatore della Second Brain Psychology
Buongiorno gentile utente grazie per aver esternano questa situazione problematica; come ulteriore supporto, se suo fratello è d'accordo, potrebbe intraprendere un percorso di supporto psicologico volto al miglioramento della sfera comportamentale. Per quanto concerne la gestione delle finanze potrebbe proporre, sempre previo accordo da parte di suo fratello, un amministratore di sostegno finanziario così che lei si può sollevare da questo carico di responsabilità.
Resto a disposizione per ulteriori informazioni
Dott.ssa Psicologa Pinessi Giorgia
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Dott.ssa Psicologa Pinessi Giorgia
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