Salve, sento la necessità di scrivervi per esporre il mio problema in poche righe e per capire cos'è

33 risposte
Salve, sento la necessità di scrivervi per esporre il mio problema in poche righe e per capire cos'è possibile fare in queste situazioni.
È da qualche mese a questa parte che ho costanti litigi con mia madre, la quale trova ogni minimo pretesto per arrabbiarsi. Queste litigate, che continuano con alcuni battibecchi fra me e lei, alla fine sfociano in pianto da parte mia (nonostante io abbia 20 anni è il modo in cui sfogo tutto quello che provo in quel momento, perché ormai la situazione sta diventando pesante) e, in questo periodo di tempo, mi sono anche resa conto di aver sviluppato un senso di rabbia, che sento che prima o poi si trasformerà in aggressività verso me stessa (o con degli oggetti) (e questa cosa per me è strana perché sono la persona più pacata di tutte e soprattutto che non ha mai provato queste cose che disapprovo completamente).
Cosa succede in questi casi? Com'è possibile risolvere il tutto?
Non so più veramente che cosa fare, perché in questi momenti non vorrei fare altro che sparire.

Vi ringrazio anticipatamente per la risposta :)
Dott. Emilio Selvini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Buongiorno,

Mi spiace per la situazione difficile e stressante con sua madre che sta attraversando in questo periodo, e grazie per averlo condiviso qui.

Sicuramente tra lei e sua mamma c'è molto di più che "semplice battibecco", tanto che poi reagisce piangendo ma invece che una sensazione di sfogo questa risposta le provoca rabbia! E la sua sensazione che prima o poi tutto quello che sta passando si trasformerà in aggressività è un campanello d'allarme che va tenuto in conto e proprio per questo deve prevenire il momento della crisi e farsi aiutare. Anche solo un breve confronto con uno/a psicoterapeuta potrebbe già essere di aiuto. Avere uno spazio protetto e sicuro di confronto con un professionista, dove portare i propri vissuti, con le emozioni, sensazioni e pensieri ad essi legati possono portarle ad alleggerirsi subito. Spazio ancora più necessario se sente di essere sola in tutto questo, senza avere altre figure di riferimento e supporto per lei, con le quali confrontarsi, come parenti (nonni, zii, cugini etc..) o amici.

Spero di esserle stata di aiuto,

Cordiali saluti,

Dr Emilio Selvini (Milano)

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Dott.ssa Tiziana Vecchiarini
Psicologo, Psicoterapeuta
Pozzuoli
Ciao
grazie per aver condiviso con noi la tua situazione. Capisco quanto possa essere difficile e frustrante vivere con costanti litigi e tensioni familiari, specialmente quando queste portano a un forte impatto emotivo su di te.
È importante riconoscere e affrontare i tuoi sentimenti e la tua rabbia, poiché reprimere queste emozioni può portare a conseguenze negative, come l’aggressività verso te stessa o gli oggetti, come hai menzionato. Ecco alcuni passi che potresti considerare per affrontare e migliorare questa situazione:
1. Terapia Individuale: Parlare con uno psicologo può aiutarti a esplorare e comprendere le cause profonde dei tuoi sentimenti. La terapia ti fornirà strumenti e tecniche per gestire la rabbia, lo stress e le emozioni negative in modo sano.
2. Comunicazione: Prova a migliorare la comunicazione con tua madre. Può essere utile parlare con lei in un momento di calma, esprimendo come ti senti senza accusarla. Utilizza frasi che iniziano con "io" piuttosto che "tu" per evitare che si senta attaccata. Ad esempio, "Mi sento molto triste quando litighiamo" invece di "Tu mi fai sentire triste".
3. Tecniche di Gestione della Rabbia: Apprendere tecniche di gestione della rabbia, come la respirazione profonda, la meditazione, o l'attività fisica, può aiutarti a calmarti in situazioni di stress.
4. Supporto Familiare: Potrebbe essere utile coinvolgere un terapeuta familiare che possa lavorare con te e tua madre insieme, per migliorare la vostra relazione e risolvere i conflitti in modo costruttivo.
5. Attività di Sfogo: Trovare attività che ti aiutino a sfogare la tensione in modo positivo, come il disegno, la scrittura, o lo sport, può essere molto benefico.
6. Prendere una Pausa: Quando la situazione si fa insostenibile, prendere una pausa temporanea, magari uscire per una passeggiata o trovare uno spazio tranquillo, può aiutarti a calmarti e a evitare escalation nel conflitto.
Ricorda che è normale provare emozioni intense in situazioni di stress, e chiedere aiuto è un segno di forza. La cosa più importante è non ignorare questi sentimenti e cercare supporto quando necessario. Se ti senti sopraffatta o in pericolo, non esitare a contattare un professionista della salute mentale o un servizio di emergenza.
Spero che questi suggerimenti ti siano utili e ti aiutino a trovare una via d’uscita da questa situazione. Siamo qui per supportarti.
Sono disponibile anche online
Cordiali saluti
Dott. Tiziana Vecchiarini
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.

Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.

Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.

Resto a disposizione, anche online.

Cordialmente, dott FDL
Dott.ssa Jasmine Scioscia
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Bologna
Ciao, mi sembra che i colleghi ti abbiano già dato un po' di strumenti per migliorare la situazione con tua mamma. Io ti direi in più a questo punto, di tenere un diario e scrivere quello che ti succede quando litighi con lei, come stai, cosa provi, cos'é che ti fa più arrabbiare in quel momento oquale parte di mamma senti poco comprensiva. IL diario ti può aiutare a stare in contatto con te e capire e dare un nome alle emozioni che provi quando litighi con lei ,questo ti servirà per poter in qualche modo, aiutare nella gestione delle tue emozioni e a migliorare la dinamica conflittuale. Stare in contatto con ció che si sente e la prima cosa per capire cosa si vuole e cercare poi la direzione per ottenerla, certo non è semplice ma pian pianino se vogliamo volerci maggiormente bene riusciamo a fare cose che ci aiutano a poter stare meglio. Poi se vedi che questo non è sufficiente rivolgiti a uno specialista della relazione d'aiuto. Per qualunque cosa se vuoi puoi chiedermi tranquillamente, ciao e in bocca al lupo .Cordialmente Dr. Jasmine Scioscia
Dott.ssa Liza Bottacin
Psicologo, Psicoterapeuta, Professional counselor
Padova
Salve,

rispondo rapidamente alle sue domande, anche se richiederebbero una conoscenza più approfondita di lei, di sua madre e del vostro legame. Mi sembra di capire che si trovi nel bel mezzo di una frustrazione relazionale, che le causa molta tristezza e rabbia a causa di questi continui attacchi e pressioni. Non mi è chiaro quale strategia abbia già adottato, ma noto che il pianto e la rabbia che avverte sono conseguenze dei vostri battibecchi.

Per questo motivo, sarebbe opportuno cercare di evitare questi scontri, allontanandosi temporaneamente o, se non possibile, rimanendo calma e rispondendo in modo assertivo e tranquillo. Nei momenti di serenità, potrebbe far presente a sua madre quali comportamenti trova inaccettabili e quali conseguenze potrebbero avere se si ripetessero.

Infine, le consiglio di trovare qualcuno con cui potersi sfogare e comprendere meglio le ragioni di questa situazione, come un amico fidato o un terapeuta.
Sperando di averle fornito un contributo, un caro saluto

Liza Bottacin
Dott.ssa Elena Pellegrini
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Pisa
Salve, condivido quello che dicono i colleghi, queste situazioni di conflitto, che possono dirsi piuttosto tipiche anche della tua età, possono diventare molto frustranti. Sembra che stia diventando molto complicato per te sostenere la rabbia di tua madre e la tua. In questi casi sarebbe importante capire meglio quali sono le situazioni che scatenano tutta questa rabbia, cosa vuole tua madre da te e cosa pensi sia ingiusto o eccessivo per te da sopportare. Forse c’è un punto di incontro? Forse no. In ogni caso è importante che tu arrivi a dare valore a quello che pensi e che senti, se riesci a “tradurlo” in parole da dire, le emozioni negative si trasformano in qualcos’altro, dando sollievo.
La rabbia agita attraverso le azioni è espressione di qualcosa che fai fatica ad esprimere in altro modo. Di solito la ricerca di un sostegno con una buona psicoterapia, aiuta molto, ma anche permetterti di avere altri tipi di supporto, persone con cui ti senti al sicuro di poter essere te stessa ed esprimere le difficoltà di questo momento, attività che sono per te un’alternativa alle emozioni negative. Spero di averti dato un piccolo spunto.
Queste situazioni non durano per sempre, ma è importante darsi la possibilità di esplorare meglio cosa sta succedendo dentro e fuori di noi.
Un caro saluto

Dott.ssa Gabriella Pringigallo
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Torino
Buongiorno, comprendo la fatica che sta facendo nel trovarsi all'interno di una relazione così profonda e a volte complessa come sono le relazioni genitoriali. Sarebbe importante sapere quali sono i principali motivi di contrasto e cosa la porta ad avere razioni di pianto e rabbia. Le consiglio di cercare (se come immagino, non ha possibilità economica di rivolgersi ad un professionista privato), nella sua città, un centro o un'associazione specializzata nell'ascolto di adolescenti e giovani adulti. Uno spazio di parola che possa aiutarla a dare un senso alle emozioni.
Cordialmente dott.ssa Gabriella Pringigallo
Dott.ssa Arcangela Guadagno
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Portici
Salve, il "confidare" il suo malessere è un ottimo passo per conoscersi.
Sento dalle sue parole sofferenza, ma sento ancor di piu senso di colpa "nonostante io abbia 20 anni" da chi si è sentita giudicata per aver espresso le sue emozioni? Sento un forte giudizio, sa le emozioni sanno comunicare molto, anche piu delle parole, comunicano a noi stessi, in quanto le reazioni emotive possono essere segnali o allarmi su una situazione che stiamo vivendo.
Le consiglio uno spazio privo di giudizio dove sentirsi libera e vulnerabile di potersi confidare ed amare.
Saluti Dott.ssa Arcangela Guadagno
Dr. Richard Eugen Unterrichter
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Trento
Da quello che scrivi mi sembra una situazione difficile e credo che le relazioni burrascose, soprattutto con le persone per noi importanti, siano tra le cose più dolorose della vita. Credo che il rapporto con tua madre possa essere migliorato e quindi il tuo umore, cercando di comprendere l'origine di quella rabbia che da un punto di vista psicologico è possibile affrontare e risolvere, lavorando sui bisogni della persona, in questo caso sui tuoi, di cui, per qualche motivo magari non hai piena consapevolezza o possibilità, a sufficienza, di soddisfare. Spero di esserti stato un po' di aiuto, nel caso avessi bisogno contattami, possiamo vedere insieme come risolvere la tua sofferenza. Un saluto
Dott.ssa Antonella Cramarossa
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Bari
Gentile utente, fino a quando sarà "costretta" a vivere con sua madre, il suggerimento che le do è quello di cercare in tutti i modi di evitare il conflitto e quindi sottrarsi ai tentativi di sua madre di innescare uno scontro, così da evitare l'escalation di rabbia che dice di provare, ma soprattutto scongiurare i gesti autolesivi che minaccia. Inoltre, sarebbe opportuno che si rivolgesse ad uno specialista, non solo per affrontare questa specifica situazione, ma anche la condizione esistenziale che vive. Cordialmente, Dott.ssa Antonella Cramarossa
Dott.ssa Cristina Sinno
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Napoli
Buonasera gentile utente, purtroppo nel suo breve racconto non descrive i motivi dei litigi, il fatto che Lei pianga dopo è del tutto normale e denota anche la sua grande sensibilità e dispiacere per la situazione che si crea con sua madre, ma soprattutto scrivendo qui, ha centrato che c'è un problema da risolvere subito. Si dia a questo punto la possibilità di intraprendere un percorso di psicoterapia per risolvere e ridare colore a tutto. Resto a disposizione per qualsiasi informazione e sono disponibile anche per terapie online. Un caro saluto, D.ssa Cristina Sinno
Dott.ssa Silvia Di Carlo
Psicologo, Psicoterapeuta
Pescara
Gentilissima, sento forte la connessione con altre mie pazienti della sua età che vivono un forte disagio con la propria madre, sono sensazioni ricorrenti e molto frequenti, spero questo possa esserle d'aiuto per non farla sentire sola in questo periodo difficile. Condivido quanto scritto dai colleghi, un percorso di psicoterapia può aiutarla nell'affrontare conflitti interni.
A disposizione
Silvia
Dott.ssa Alessandra Domigno
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Buongiorno cara ragazza, quello che forse sta vivendo in questo momento nella relazione con sua madre è qualcosa di molto naturale e comprensibile nel passaggio verso una sua differenziazione ed individuazione rispetto sua madre e questo quasi sempre passa attraverso delle crisi. Forse ha bisogno di qualche incontro di psicoterapia e sostegno per affrontare al meglio questo momento che la sta mettendo in difficoltà. Se desidera sono disponibile anche per un colloquio conoscitivo on line o in presenza. Dott.ssa Alessandra Domigno

Grazie per aver condiviso la sus situazione. Capisco quanto possa essere difficile affrontare questi conflitti con sua madre, specialmente quando sembrano diventare sempre più frequenti e intensi. È importante che lei abbia riconosciuto questi sentimenti e stia cercando aiuto, perché questo è un primo passo fondamentale.

In situazioni come questa, migliorare la comunicazione può fare una grande differenza. Potrebbe provare a trovare un momento tranquillo per parlare con sua madre, cercando di esprimere i tuoi sentimenti senza accusarla. Spesso, frasi come "Mi sento" anziché "Tu fai" possono aiutare a ridurre le difese e aprire un dialogo più costruttivo.

È anche utile trovare modi per gestire la rabbia che sta sentendo. Attività come la respirazione profonda, la meditazione o l'esercizio fisico possono aiutarti a ridurre i livelli di stress e a calmarla nei momenti di conflitto. Prendersi del tempo per sé stessi, ritirandosi in un luogo tranquillo, può darti lo spazio necessario per riflettere e rilassarti.

Parlare con un terapeuta, in particolare, può aiutarla a sviluppare strategie per affrontare meglio i conflitti familiari e gestire le tue emozioni.
Un caro saluto
Dr.ssa Montefusco
Dott.ssa Monica Marchetti
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Torino
situazione senza dubbio molto pesante da gestire ma si è rivolta ad uno psichiatra per il senso di rabbia? Con sua mamma io vedrei funzionale incotri insieme per potervi confrontare cono psicoterapeuta In bocca al lupo
Dott.ssa Elga Mazzoleni
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Bergamo
Buongiorno, sembrerebbe opportuno intraprendere un percorso di psicoterapia per riuscire a cambiare la modalità con cui lei e la sua mamma gestite il conflitto, ma soprattutto per indagare i motivi profondi di risentimento che si celano dentro al vostro complesso legame. Sembrerebbe giunto il momento di lavorare ai temi della separatezza e dell'individuazione di se stessa come giovane donna, salvaguardando contemporaneamente il rapporto con la sua mamma... Se lo desidera sono a sua e vostra disposizione. Dott.ssa Elga Mazzoleni
Dott.ssa Maria De Masis
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Portici
Buongiorno, comprendo la forte frustrazione che si può generare dallo scontro con sua madre; per quanto possa sembrare tipico vivere determinati litigi, lo stress relazionale può incidere fortemente sulla qualità del benessere mentale della persona. E' difficile definire la situazione attraverso i pochi elementi descritti, sarebbe interessante approfondire i vissuti e i trascorsi tra lei e sua madre per comprendere in maniera più completa la situazione. Sembrerebbe giunto il tempo di lavorare sull'individuazione e la separazione come individuo giovane/adulto; indagare se c'è del risentimento, quali sono le vostre modalità comunicative e di conflitto (anche il conflitto è importante e serve).
Resto a disposizione per eventuali chiarimenti, se lo desidera.
Dott.ssa Maria De Masis
Dott.ssa Elisa Popolizio
Psicologo, Psicoterapeuta
Pavia
Buongiorno, la ringrazio per aver raccontato, con coraggio, di questo rapporto faticoso. E' naturale provare le emozioni che ha descritto, così come il pianto in cui sfocia; in particolare quest'ultimo, può esser inteso, in questo momento, come una sana strategia di espressione delle sue emozioni. Iniziare un percorso di supporto psicologico, potrebbe aiutarla ad integrare ciò che sta vivendo adesso con ciò che ha vissuto in passato, con l'obiettivo di costruire un percorso consapevole. Un saluto, dott.ssa Elisa Popolizio
Dott.ssa Maria Sara Siddi
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Cagliari
Buonasera,
lei si trova in una fase della vita in cui normalmente i figli si individuano e si svincolano dai genitori.
Non so quale sia la sua situazione, se lei lavora o studia, se ha dei progetti di vita o degli affetti.
E' impossibile darle un consiglio senza contestualizzare le circostanze in cui lei sente tanta rabbia, frustrazione per che cosa? E anche riguardo a sua madre come mai solo ora cerca un qualunque pretesto per litigare?
Il pianto è uno sfogo sano delle emozioni, ma lei avrebbe bisogno di approfondire i suoi sentimenti in una relazione d'aiuto professionale, si può parlare di tutto e c'è sempre un altro modo di vedere le cose.
saluti. dott.ssa M.Sara Siddi
Dott.ssa Silvia Ragni
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno, lei si trova in quell'età tipica nella quale compaiono i conflitti con i genitori. Questo non vuol dire considerarli normali e ineliminabili, ma è utile dargli un senso e poi valutare delle modalità di risoluzione, se ci sono. In un momento di calma ne ha parlato con sua madre? Le ha detto della sua difficoltà? Quali sono i motivi che scatenano i battibecchi? Sempre gli stessi o diversi? é cambiato qualcosa nella vostra vita familiare? Ci sono delle novità nella sua vita?Sua madre potrebbe avere qualche motivo di preoccupazione che la rende più nervosa? Se questo tipo di confronto non fosse possibile o risultasse infruttuoso, potrebbe rivolgersi ad uno psicologo per essere supportata. Rispetto alla rabbia e alla paura di aggressività tenga presente che sono molto "umane" e il fatto che non le abbia avute finora potrebbe essere che le represse. Ma da piccola era una "brava bambina" ed ora non lo è più? Ha ricevuto molte risposte. Valuti e poi proceda, ricordandosi che ci sono migliaia di ventenni che sono in acque simili alle sue. Un cordiale saluto ditt.ssa Silvia Ragni
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Dott.ssa Fabiana Mazzoni
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
La relazione madre figlia é altamente complessa.
Mi sento sintonica con i contributi suggeriti dai colleghi.
Altresì queste sembrano difficoltà che offrono un'occasione:
se scegliamo di crescere e affrontare il costo o aspettare perchè il costo è troppo alto!
Dott.ssa Eleni Karliampa
Psicologo clinico, Psicologo, Psicoterapeuta
Milano
Salve, mi spiace per la situazione difficile e stressante con sua madre che sta attraversando, e grazie per averlo condiviso qui. Da quello che leggo dalla sua domanda, capisco che probabilmente c'è qualcosa di più in questi litigi o addirittura non detto tra lei e sua madre. Con le reazioni che dice di avere, faccio l'ipotesi che in questi litigi ci sia qualcosa che le risuona, forse il contenuto dei litigi, e il fatto che siano ripetuti nel tempo è un fattore aggiunto che può creare questo disagio. Forse potrebbe comunicarlo a sua madre, potrebbe comunicare i suoi sentimenti e il suo punto di vista e spiegarle il disagio che questa situazione le sta causando. Inoltre potrebbe rivolgersi a un professionista per un supporto psicologico individuale per spiegare e gestire il sentimento di rabbia che lei dice di avere o anche familiare con sua madre per avere una comprensione maggiore della situazione.
Spero di esserle stata di aiuto, Cordiali saluti, Dottoressa Eleni Karliampa (Milano)
Dott.ssa Giovanna Nonnato
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Bari
Buonasera, mi sembra di capire che la relazione conflittuale con sua madre sia diventata insostenibile. Quando la sua legittima reazione di pianto sfocia nella rabbia, ne descrive bene l'intensità.
Malgrado siano emozioni scomode e forti, non cerchi mai di soffocarle perché la strada giusta per affrontarle è comprenderle.
Credo che le radici delle vostre discussioni siano ben più profonde delle motivazioni apparenti che sembrano scatenarle.
Confrontarsi con una Psicoterapeuta sistemico-familiare è il primo passo per guardarsi dentro e valutare nuovi punti di vista per reagire in modo più costruttivo alle dinamiche familiari disfunzionali che si presentano quotidianamente.
Il risultato del lavoro terapeutico alimenterebbe una maggiore consapevolezza, finalizzata ad una nuova fiducia in sé stessi, indispensabile per costruire relazioni sane.
Spero d'averle regalato una piccola riflessione.

Distinti saluti,
Dottoressa Giovanna Nonnato, Bari.
Dott.ssa Giorgia Colombi
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Monterotondo
Ciao, grazie per aver condiviso qui questo momento e spero che possano esserti d'aiuto gli spunti che arriveranno. Si tratta sicuramente di una situazione stressante e frustrante che ti porta a sperimentare emozioni molto forti e che probabilmente, al momento, non sai come gestire nel modo migliore, essendo nuove e intense. Il lavoro con un terapeuta ti aiuterà a identificare meglio la natura di queste emozioni, a riconoscerne i fattori che le innescano, a gestirne in maniera funzionale le conseguenze e le tue reazioni in modo da poter vivere un clima familiare più positivo possibile.
Un saluto, Dott.ssa Giorgia Colombi
Dott. Federico Fasiello
Psicoterapeuta, Psicologo
Roma
Cara utente, la sua necessità di scriverci è proprio comprensibile, così come è positivo il suo bisogno di comprendere cosa accade e come porvi rimedio. Immagino che lei si senta proprio provata dalla sensazione di attacco e aggressività continui da parte di sua madre, così ripetuti e costanti da farla confondere con la sensazione distruttiva, e autodistruttiva, che lei non vada bene così com'è. Al momento la sua rabbia è l'unico modo che sente di avere per difendersi da questa sensazione così brutta, e da sua madre. Le auguro iniziare al più presto una buona psicoterapia per avere più chiaro cosa stia accadendo e prendersene cura nel migliore dei modi trovando risorse alternative a quella di agire la rabbia. Sarà importante capire cosa è avvenuto alcuni mesi fa per cui la situazione in casa è cambiata e comprendere che margine di manovra ha per sentirti più serena. Potrà imparare di più sulle dinamiche di relazione tra voi, e su come gestire e sfilarsi dalle situazioni minacciose. Inoltre potrà recuperare la percezione serena e positiva di sé stessa. Le raccomando di monitorarsi e di chiedere aiuto se si rende conto che sta per rivolgere la sua rabbia contro sé stessa, o se sente di perdere il controllo delle proprie emozioni. Se non sa a chi rivolgersi può contattare anche i servizi territoriali di pronto soccorso. Lei ha il diritto di vivere una situazione familiare più rilassata in cui si senta serena e amabile agli occhi suoi e dei suoi cari! Le faccio i miei migliori auguri.
Dott. Massimo Martucci
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Buongiorno,

Capisco quanto possano essere difficili questi conflitti con sua madre e la frustrazione che ne deriva. La rabbia che prova è una reazione naturale allo stress, e riconoscerla è il primo passo per gestirla. Provi a comunicare con sua madre in un momento tranquillo, cercando di esprimere i suoi sentimenti in modo calmo, lontano dalle discussioni. Quando sente la rabbia crescere, attività come l’esercizio fisico o scrivere ciò che prova possono aiutare a sfogare la tensione. Se la situazione persiste, parlare con un professionista potrebbe aiutarla a gestire meglio queste emozioni e i rapporti familiari.

Un cordiale saluto e un incoraggiamento per tutto!
Massimo Martucci, Psicologo a Milano, Psicoterapeuta, Ipnoterapeuta e Neurotrainer
Dott. Mauro Vargiu
Psicoterapeuta, Sessuologo, Psicologo
Milano
Gentile utente,

mi trovo in accordo con gran parte delle considerazioni espresse dai colleghi, che denotano un approccio professionale e rispettoso nei confronti del tema da lei esposto.

Cordiali saluti
Dott.ssa Valentina De Chiara
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Brescia
Gentile utente, comprendo perfettamente quanto lei possa sentirti confusa e sopraffatta da questa situazione. È normale provare rabbia e frustrazione quando si verificano costanti conflitti con una figura così importante come quella della madre, soprattutto se si tratta di una situazione prolungata nel tempo. È importante sottolineare che la rabbia non è un'emozione negativa di per sé, ma un segnale che qualcosa non va. In questo caso, la rabbia sta segnalando la presenza di un disagio profondo. Le consiglio di iniziare un percorso psicologico per indagare l’origine di questa rabbia e verbalizzare le sue emozioni. Il timore che questa rabbia possa trasformarsi in aggressività verso se stessa è un aspetto da attenzionare.
Resto a disposizione.
Un caro saluto Dott.ssa Valentina De Chiara
Dott.ssa Ivana Cerruti
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Torino
Gentile utente, credo possa essere importante trovare modi per esprimere ciò che senti. Potresti considerare di parlare con qualcuno di fiducia, come professionista, che possa offrirti supporto e aiutarti a esplorare queste emozioni intense e nuove.
Cordiali saluti.
Dott.ssa Cerruti
Dott. Eugenio Mamo
Sessuologo, Psicologo clinico, Psicologo
Milano
Salve, dalle sue parole emerge una situazione emotivamente molto intensa, che sta diventando pesante da sostenere. È comprensibile che litigi frequenti, soprattutto in un rapporto così importante come quello con la madre, possano generare pianto, frustrazione e rabbia. In alcuni casi, ciò che viviamo come sintomo — le lacrime, la rabbia, il bisogno di chiudersi o “sparire” — può avere anche una funzione nascosta: spostare l’attenzione, smuovere reazioni negli altri o proteggere da emozioni ancora più difficili. Alcuni approcci chiamano questo fenomeno “effetto pragmatico del sintomo”.
Un percorso terapeutico potrebbe aiutarla a comprendere più a fondo quali dinamiche e bisogni si attivano in questi momenti, e a trovare modi più sicuri e costruttivi di esprimere ciò che sente. Nell’attesa, può essere utile annotare le situazioni che scatenano il conflitto e le emozioni che ne seguono: questo le darà materiale prezioso da portare in terapia e le permetterà di riconoscere schemi ricorrenti.
Dott.ssa Cecilia Cicchetti
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Ciao, grazie per aver condiviso con tanta sincerità quello che stai vivendo, non è affatto semplice. Quello che descrivi – litigi continui, accumulo di tensione, pianto come sfogo e una rabbia che non ti riconosci – è spesso il segnale che dentro c’è molto stress emotivo e un disagio che fatichi a gestire. A volte, quando siamo in un contesto familiare dove le dinamiche si fanno pesanti, può succedere che le emozioni si accumulino e si manifestino in modi che ci spaventano, come la rabbia verso se stessi o verso oggetti, anche se non è nel nostro carattere abituale.

In questi casi è importante prima di tutto riconoscere che quello che stai vivendo è una reazione umana a una situazione difficile, e non un “difetto” di te stessa. Quello che senti – tristezza, rabbia, voglia di sparire – sono segnali importanti che meritano attenzione e cura.
Dott.ssa Stefania Schiraldi
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Bologna
Salve, non deve essere facile in questo momento poter gestire tutte queste emozioni che ha descritto, che alle volte sembrano accumularsi in maniera così intensa che si ha paura possano esplodere in gesti autolesivi.
Ritengo importantissimo già aver chiesto aiuto e consiglio perché sta dando al problema la sua giusta importanza. Non possiamo e dobbiamo ignorare come ci sentiamo, perché sono sempre il segnale che qualcosa nella nostra vita relazionale non sta andando come dovrebbe.
Potrebbe essere utilissimo in questo momento poter affrontare un percorso di psicoterapia per esplorare meglio questi vissuti di rabbia che sente e la relazione con sua madre. Una terapia potrebbe guidarla a capire non solo la natura dei suoi sentimenti, ma anche le dinamiche interpersonali e trovare strategie più adattive per risolvere tali conflitti.

Saluti,
Dott.ssa Stefania Schiraldi
Psicologa-Psicoterapeuta
Dott.ssa Denise Cavalieri
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Ravenna
Buongiorno, Ti ringrazio per aver condiviso questo vissuto così faticoso.
Quello che descrivi — il passaggio dalla pacatezza al pianto liberatorio, fino a una rabbia che ti spaventa — non è 'strano', ma è il segnale che il tuo sistema emotivo è saturo.
A 20 anni sei in una fase delicata di crescita in cui il bisogno di autonomia si scontra spesso con dinamiche familiari che tendono a trattenerti in vecchi ruoli.
Ecco alcuni punti per aiutarti a inquadrare la situazione:
La rabbia non è cattiveria: Sentire rabbia non significa che non sei più una persona pacata. La rabbia è una 'emozione sentinella' che ti avvisa che un tuo confine è stato calpestato. Quando non riesce a essere espressa a parole con tua madre, la rabbia 'torna indietro' verso di te (auto-aggressività) o verso gli oggetti.
Il pianto come scarico: Non scusarti per il pianto; è una reazione fisiologica che il tuo corpo usa per abbassare i livelli di cortisolo (l'ormone dello stress) dopo uno scontro.
Cosa fare nella pratica:
Crea uno spazio 'altro': Quando senti che il litigio sta per esplodere, se possibile, esci di casa o cambia stanza prima di arrivare al punto di rottura. Non è una fuga, ma una protezione per te stessa.
Scrivi ciò che senti: Poiché il confronto verbale con tua madre sembra improduttivo, prova a scrivere su un diario quello che vorresti dirle. Aiuta a far uscire l'emozione senza che diventi aggressività fisica.
Cercare un mediatore: Quando la comunicazione in famiglia diventa un 'muro contro muro', parlarne con un professionista può aiutarti a costruire quegli strumenti di comunicazione necessari per proteggere la tua serenità senza dover 'sparire'.
Puoi informarti presso il Consultorio Familiare della tua zona o presso il centro di ascolto giovani del tuo comune; sono servizi pensati proprio per la tua fascia d'età.

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