Buongiorno. Mi chiedo come gestire le discussioni con una persona che, nel mezzo della discussione,
Buongiorno. Mi chiedo come gestire le discussioni con una persona che, nel mezzo della discussione, interrompe la comunicazione. Non parlo di vero e propria sparizione, ma della classica frase "Apposto così, bene così, chiudiamola qui" detta quando in realtà il conflitto non si è risolto, non si è trovato un punto di incontro. Ed anzi, spesso per me non va "bene così", avrei ancora altro da esporre e da dire. Mi è successo ieri con un amico, ma non è la prima volta che accade anche con altre persone, che tende appunto a decidere quando la discussione è sufficiente per lui. Premetto, peraltro, che i toni non erano accessi o sbagliati, non sono volati insulti, il confronto era calmo e civile. Però ecco...come fare, in questi casi? Io ho fatto presente che mi era dispiaciuta questa chiusura così netta. Lui, per tutta risposta, dopo una mezz'oretta ha cambiato completamente discorso. Vi ringrazio in anticipo per le risposte
35 risposte
Salve gentile utente, spesso le discussioni nascono o si alimentano proprio per via di una comunicazione poco efficace tra le parti, in cui non si riescono a comunicare bene i bisogni di fondo o l'altra parte non è pronta ad accogliere certe comunicazioni. Tenga perciò conto che nel dialogo è più efficace essere completamente sinceri/e e diretti/e rispetto ai propri bisogni ma tenga anche conto che l'altra parte potrebbe non essere predisposta in quel momento ad accoglierli. A proposito dei rapporti interpersonali e soprattutto del tema "comunicazione" potrebbe trovare utile leggere il libro della psicologa Sue Johnson dal titolo "Stringimi forte" Le auguro una buona serata
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Buongiorno, gestire discussioni con persone che chiudono bruscamente il confronto, come descrive, può essere complesso e anche frustrante, specialmente quando la chiusura impedisce una reale risoluzione o comunicazione. Questo comportamento è spesso una strategia difensiva: può indicare un disagio nel proseguire la discussione o un modo per evitare emozioni scomode. È possibile che, pur essendo il confronto civile e pacato, il suo interlocutore non abbia sviluppato o non si senta a suo agio nel confrontarsi fino in fondo. Per gestire queste situazioni, potrebbe essere utile cercare un momento di apertura in cui l’altro non si senta “con le spalle al muro” e possa sentirsi più sicuro nell’esprimersi. Ad esempio, potrebbe dire: “Capisco che a volte parlare di queste cose è difficile, ma per me sarebbe importante continuare il discorso per poter capire il tuo punto di vista e chiarirci”. Questo approccio, che valorizza i bisogni reciproci, potrebbe aiutare il suo interlocutore a sentire che c'è spazio per continuare senza sentirsi giudicato o pressato. Se la persona evita comunque di approfondire, sarebbe utile prendere atto di questo limite, riflettendo su come regolarsi nelle future discussioni con lui o come comunicare eventualmente i propri bisogni, se lui non è predisposto ad accoglierli del tutto.
Buonasera, posso comprendere la sensazione di fastidio che si può provare in queste circostanze, ma nei fatti...non possiamo forzare una persona che non vuole andare avanti nel confronto per le sue motivazioni. Oltre a tentare di chiedere un confronto e comunicare il suo sentire, come ha fatto anche condividendo il suo dispiacere...non può fare altro. Cambiare discorso immagino la faccia sentire non riconosciuta in quello che sta provando...qui sta a lei decidere se questa modalità può andarle bene o meno ed agire di conseguenza. Un saluto.
Salve a lei. Mi sembra che stia parlando di differenze caratteriali che spesso sono da attribuirsi anche a diversi stili di Attaccamento. Comunque sia, la cosa che può fare è spiegare il suo malcontento in una modalità assertiva. Un cordiale saluto. Dott.ssa Marina Bonadeni
Gentile utente grazie per la condivisione di questo suo disagio. Per affrontare questa difficoltà le propongo di iniziare un percorso terapeutico. Il mio approccio consiste in una prima call gratuita telefonica dove viene fatta una prima raccolta anamnestica e dove viene circoscritta la problematica a cui far seguire un percorso terapeutico online oppure in presenza. Per ulteriori delucidazioni non esiti a contattarmi. Cordialità dott. Gaetano Marino
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo quanto possa essere difficile convivere con questa situazione riportata. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente. Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi e disfunzionali che mantengono in atto la sofferenza impedendole il benessere desiderato. Ritengo altresì utile un approccio EMDR al fine di favorire la rielaborazione del materiale connesso con la genesi della sofferenza in atto. Resto a disposizione, anche online. Cordialmente, dott FDL
Gentile paziente, deve essere molto frustrante voler esprimere il proprio pensiero, ma trovarsi di fronte un muro! Certo che non è in nostro potere cambiare gli altri, ma possiamo lavorare su noi stessi: cosa vuol dire per lei poter chiudere la discussione, esprimere il proprio pensiero, quali sono i criteri per poter definire una discussione chiusa, perché le dà fastidio il fatto che l'altro non ascolti più, ecc. Interrogandosi su questi ed altri aspetti, lavora su di sé e, di conseguenza, l'impatto che hanno eventi simili nella sua vita, cambia
Gentile utente, capisco la sua frustrazione, è molto difficile quando si sente di avere ancora qualcosa da dire, ma l’altra persona chiude la discussione in modo brusco. Rispondere a situazioni di questo tipo richiede sensibilità e alcune strategie di comunicazione assertiva come esprimere i propri bisogni in modo diretto e calmo insieme a cosa si prova quando una conversazione si interrompe bruscamente, facendo capire che si ha ancora qualcosa da condividere. Può essere utile domandare all’altro se ci sia un motivo specifico per cui preferisce terminare, ossia chiedere un feedback e cercare di comprendere il suo punto di vista. A volte può aiutare proporre di riprendere la conversazione più tardi. Spesso una pausa permette a entrambi di riflettere e tornare con maggiore disponibilità all’ascolto reciproco. Queste modalità le consentono di dare spazio ai suoi bisogni senza sminuire quelli dell’altro, costruendo al tempo stesso un terreno di dialogo aperto e rispettoso. Inoltre può servire a far emergere aspetti del vostro rapporto che magari non sono stati ancora approfonditi e portare a una maggiore comprensione reciproca. Cordialmente, dott.ssa Sara Magliocca
Buongiorno. Ha appurato se nella durata di mezz'ora non si è ripetuta più che a sufficienza da subire una risposta come ha evidenziato? Se va bene così alla persona può voler dire che accoglie la sua versione. In caso contrario potrebbe sollecitare una risposta o evidenziare la tendenza all'evitamento del confronto. Un training assertivo che permette di attraversare il conflitto potrebbe essere d'aiuto in questo caso. A disposizione Dottor Gianpietro Rossi
Gentilissimo/a, innanzitutto grazie per aver esposto i suoi dubbi in questa piattaforma. Spesso il "va bene così" può rappresentare per il suo interlocutore la messa in atto di strategie di coping, dette anche meccanismi di difesa, come l'evitamento o la resa, utilizzati (in maniera inconsapevole, subitanea per la maggior parte delle volte) per gestire sensazioni, situazioni, emozioni spiacevoli che potrebbero emergere durante il colloquio. In tal modo, la persona potrebbe cercare di "fuggire" dall'oggetto di discussione o "arrendersi" ad esso, per cercare di terminare l'afflusso di tali sensazioni. Spero di essere stata il più chiara possibile. Un caro saluto, Dott.ssa Chiara Lo Re Torino ed Asti Consulenze online
Buongiorno, sono persone che evitano il confronto. Non evitano la comunicazione perchè il primo assioma della comunicazione umana è che è impossibile non comunicare, quindi comunicano la loro indisposizione nel comunicare. Non approfondiscono gli argomenti perchè vivono in superficie. Sono anche più comunemente chiamati "Presuntuosi" e non discutono perchè sentono di avere ragione. Fanno anche le vittime. Questi sono comportamenti passivo aggressivi e alla lunga confondono e creano un forte disagio. Ci sono delle strategie da utilizzare con queste persone e dei passi da fare per non farsi manipolare. "Se la verità per alcune persone non fosse terrorizzante non avrebbero bisogno di mentire". Per ulteriori informazioni può contattarmi. Buona giornata
Salve, può succedere che alle volte che alcune persone per evitare di generare i conflitti possano evitare le discussioni, oppure altre volte non si ritiene opportuno continuare la conversazione perché si prende atto di aver opinioni differenti a riguardo e non è necessario cercare di far cambiare idea all'altro. Da come espone il problema sembra che la cosa che le provoca disagio sia la percezione di aver altro da dire che però non viene accolto, forse riprendere la conversazione in un secondo momento può aiutare. Oppure magari può valutare se il suo modo di esporre le sue opinione alle volte risulta poco efficace e quindi magari trovare strategie più efficaci.
la frustrazione che si prova quando, nel mezzo di una discussione, l’altra persona decide di chiudere senza arrivare a un punto d'incontro, lasciando in sospeso le tue emozioni e pensieri. In questo tipo di situazione, l’approccio della Emotionally Focused Therapy (EFT) può aiutare a trasformare il momento di disconnessione in un’opportunità per riconnettersi in modo più profondo. Esprimi il tuo bisogno emotivo: Invece di insistere sulla continuazione della discussione, prova a comunicare il tuo stato emotivo sottostante. Potresti dire qualcosa come, "Quando chiudiamo la conversazione così, mi sento come se le mie emozioni non fossero accolte, e questo mi lascia una sensazione di incompiutezza." In Emotionally Focused Therapy, dare voce ai nostri bisogni emotivi può aiutare l’altro a capire che il tuo desiderio di continuare a parlare non è un attacco, ma una richiesta di connessione. Aiuta l’altra persona a riconoscere le sue emozioni: A volte chi chiude il discorso può farlo per evitare sentimenti di disagio o di vulnerabilità. Potresti, con delicatezza, riconoscere questa possibilità e dirgli, "Capisco che questa discussione possa crearti un certo disagio o farti sentire in difficoltà. Il mio desiderio è solo di riuscire a sentirmi compreso e di capire meglio il tuo punto di vista." Questo approccio tipico della Emotionally Focused Therapy aiuta a creare uno spazio sicuro per entrambi, permettendo alla discussione di andare oltre le difese. Invita alla riconnessione in un momento più sereno: Se percepisci che in quel momento la persona non è pronta, puoi proporre di riprendere la conversazione in un momento in cui entrambi vi sentiate più sereni. Potresti dire, "Mi piacerebbe che trovassimo un momento per chiudere questo discorso in modo che entrambi ci sentiamo ascoltati." Questo ti permette di rispettare i suoi limiti e, allo stesso tempo, di non abbandonare il tuo bisogno di esprimerti. La Emotionally Focused Therapy ci insegna che dietro queste dinamiche c’è spesso il bisogno di sentirci ascoltati, accolti e connessi all’altro. Dare spazio alle tue emozioni e a quelle del tuo interlocutore può essere la chiave per trasformare un momento di incomprensione in un dialogo autentico e soddisfacente per entrambi. nonostante gli esempi sopra citati spesso un esperienza di coppia agevola la comuicazione emotiva
Gentile utente, la ringrazio per la sua riflessione. Chiedersi come gestire una chiusura netta in una discussione è un segnale di grande attenzione alla qualità della comunicazione. La tendenza di alcune persone a chiudere bruscamente può derivare da un bisogno di controllo o da un disagio nel gestire il confronto prolungato. Una strategia potrebbe essere quella di esprimere il proprio bisogno di continuare il dialogo in modo rispettoso, comunicando all’amico che un confronto più aperto aiuterebbe entrambi a chiarire meglio i rispettivi punti di vista. In futuro, osservare questi pattern potrebbe aiutarla a gestire le sue relazioni con maggiore efficacia. Un caro saluto, Dott. Fabio di Guglielmo.
Gentile utente, parta dal fatto che la comunicazione è sostanzialmente uno scambio per cui non può prevedere e controllare le modalità di comunicazione dell'altro. Di fronte a una comunicazione tendenzialmente aggressiva la risposta migliore è l'assertività, si concentri sui suoi bisogni, provi a esprimere come si è sentita e si sta sentendo, probabilmente non cambierà il comportamento dell'altro ma di sicuro si sentirà più "soddisfatta". In bocca al lupo!
Buongiorno, grazie mille per la condivisione. In queste situazioni, può essere utile provare a trovare un equilibrio tra il bisogno di chiudere della persona e il tuo di continuare la discussione. Potresti rispondere dicendo: "Mi rendo conto che per te può andare bene così, ma per me c’è ancora qualcosa di importante da chiarire. Possiamo magari parlarne con calma più avanti?" In questo modo, mostri comprensione verso la sua posizione ma comunichi anche il tuo desiderio di completare il confronto. Quando la conversazione si interrompe bruscamente, può anche aiutare condividere il tuo vissuto senza aspettarti una risposta immediata. Un modo può essere dire: "Capisco la tua necessità di chiudere, ma a me lascia un senso di incompiutezza." Questa frase permette di esprimere il tuo disagio in modo delicato e rispettoso, invitando l’altro a riflettere. A volte può essere necessario accettare che il tuo interlocutore abbia un limite diverso per il dialogo e preferisca non entrare troppo nel confronto. In questo caso, tornare sull’argomento in un momento più disteso e informale potrebbe aprire spazi per un dialogo più completo, senza il rischio di alimentare tensioni. Spero possa offrirti un altro spunto utile!
Buonasera, quella persona le sta dando un confine personale entro cui non è disposto ad andare oltre per diversi motivi. La domanda è come mai lei ha bisogno necessariamente che ci sia una risposta da parte dell'altro? Sicuramente umanamente è un diritto ricevere una risposta e lei ha diritto a chiedere, se per lei è importante ci può tornare in un momento diverso, ma a un certo punto se l'altro non vuole procedere non possiamo costringerlo, bisogna chiedersi se lei riesce a stare in quella non risposta e cosa le succede quando è lì. Un caro saluto, Michela Romano
Buongiorno, chiudere la comunicazione in modo sbrigativo può essere l'effetto di un disinteresse, ma a volte anche della mancanza di argomenti; sarebbe importante far capire all'altro il proprio bisogno, il bisogno di parlare di sè, di sviscerare maggiormente le questioni; provi a comunicare con calma e sincerità che desidera chiarire, che per lei è fondamentale confrontarsi.
Gentil*, la situazione che descrive può generare frustrazione perché è un tentativo da parte dell'altro di interrompere la comunicazione in maniera brusca e non funzionale alla sua persona. Le consiglio di esprimere i suoi bisogni in maniera assertiva facendo presente all'altro che sarebbe stato importante per lei continuare il discorso. Non sempre gli altri sono disposti ad accogliere le nostre richieste, dunque potrebbe essere necessario non investire in quel tipo di relazione. Se accade ciò, il mio consiglio è quello di focalizzarsi sulla sua emotività: perché queste modalità mi generano frustrazione, come mi sento io? In questo modo potrebbe essere più semplice per lei gestire la sua emotività. Se dovesse avere bisogno di un supporto, resto a disposizione. Cari saluti.
Buongiorno, La comunicazione è un elemento fondamentale della vita quotidiana, sia a livello personale che professionale, capisco la sua frustrazione. E' un mezzo per esprimere idee, pensieri e sentimenti ed essere in grado di comunicare efficacemente significa essere in grado di trasmettere queste informazioni in modo chiaro e comprensibile agli altri. Da quello che intuisco sembra ci sia una visione diversa di pensiero tra lei e il suo interlocutore per cui uno dei due alla fine taglia corto e interrompe il discorso. Se è così quello che le suggerisco è chiedersi se la sua comunicazione voleva persuadere l'altro della sua idea/punto di vista, se è così il "fallimento" della comunicazione è molto alto. Provi a riflettere sull'obiettivo della sua comunicazione tutte le volte che si trova in situazioni simili, se vuole persuadere forse dovrà fare un passo indietro. La comunicazione è un mezzo per esprimere idee, pensieri e sentimenti, può essere usata per motivare e ispirare gli altri e può anche essere usata per persuadere gli altri a sostenere le proprie idee o punti di vista ma sempre considerando il punto di vista dell'altro per capire quando non è più fruttuoso continuare. Spero di averle dato un punto di riflessione su cui vale la pena soffermarsi.
Buongiorno gentile utente, penso che lei possa chiedere dei feedback durante il processo comunicativo. Mi spiego meglio, quando le capita di trovarsi nella situazione da lei descritta provi a chiedere al suo interlocutore cosa sta provando in quel momento e quale motivazione lo spinga a scegliere di chiudere la conversazione. Faccia caso anche a come si sente lei e potrebbe anche condividerlo. Dirsi come si sta facilita il dialogo, apre a probabili modalità alternative e soprattutto non è giudicante nei confronti dell’altra/o. Cordialmente
gentile utente, grazie per aver raccontato la sua esperienza. Sento di dirle che ciascuno ha la propria modalità di condurre un dialogo, e la propria reazione quando la comunicazione tocca particolari corde emotive. Certamente anche la sua modalità nel cercare il chiarimento attiene a sè, alla sua storia. Se lo ritiene opportuno, potrebbe essere senz'altro un tema da approfondire e rispetto al quale individuare le sue risorse, in una psicoterapia. Le consiglio in questo caso di richiedere una consulenza psicologica. resto a disposizione, dott.ssa Amelia Capezio
Gentile utente, sento che il punto principale della sua richiesta è il senso di disagio e di sofferenza che emerge nell'accettare lo stop comunicativo. Anziché puntare sulla lunghezza della discussione e cercare per forza un punto di incontro, potrebbe allora invece provare a puntare sulla qualità della discussione e sullo sviluppo della sua assertività personale. Vale a dire: ascoltare il punto di vista dell'altro e riuscire a dire le proprie convinzioni in modo diretto e sintetico senza pensare di trovare necessariamente un punto d'incontro. Potrebbe senz'altro giovarle intraprendere un percorso di psicoterapia individuale per capire quale sono le cause psicologiche ed emotive che la spingono a dover sperare di risolvere per forza il conflitto e di dare doverosamente tutte le proprie spiegazioni e provare comunque il fastidio di non essere compresi appieno. Accettare un breve confronto anche non per forza non risolutivo, senza soffrirne, può senz'altro farle risparmiare molte energie e stati di disagio e di insicurezza. Cordialmente, dr. Angeletti
Salve, grazie per aver condiviso la sua esperienza e il suo vissuto con così tanta chiarezza. Comprendo quanto possa essere frustrante e stressante gestire una situazione in cui il confronto si interrompe bruscamente, soprattutto quando sente che la discussione non ha raggiunto un punto di incontro soddisfacente. Queste dinamiche di comunicazione possono generare ansia e nervosismo, poiché il bisogno di esprimersi completamente e di sentirsi ascoltati è fondamentale per il benessere mentale e relazionale. È positivo che abbia fatto presente il suo dispiacere al suo amico, dimostrando un desiderio di trasparenza e apertura. Tuttavia, la sua reazione di "cambiare discorso" potrebbe indicare difficoltà da parte sua nell'affrontare il conflitto o nel proseguire un confronto che considera emotivamente impegnativo. Per gestire situazioni simili in futuro, potrebbe essere utile esplorare tecniche di gestione delle emozioni e strategie di comunicazione assertiva, che le permettano di far valere il suo punto di vista senza alimentare tensioni. In particolare, un approccio centrato sul "linguaggio io" (ad esempio: "Io sento il bisogno di continuare questa conversazione perché è importante per me") può aiutare a mantenere aperta la comunicazione. Se queste dinamiche si ripetono spesso con altre persone, potrebbe essere utile approfondire la questione in un percorso di supporto psicologico o psicoterapia, magari con un focus su problemi relazionali e gestione dello stress. Questo tipo di intervento può aiutarla a comprendere meglio i suoi bisogni emotivi, migliorare l'autocontrollo nelle situazioni di tensione e affinare le sue capacità di dialogo. La invito a considerare la possibilità di parlare con un professionista, per esplorare più a fondo queste tematiche e trovare strumenti efficaci per costruire relazioni più appaganti. Un caro saluto, Dott. Giuseppe Saracino Psicologo - Iscritto all’Ordine degli Psicologi del Lazio n. 23027
Buonasera grazie per la condivisione . Capisco quanto possa essere frustrante trovarsi in una situazione del genere. Quando una persona decide di chiudere la discussione, spesso può essere un segnale che ha raggiunto il proprio limite emotivo o mentale in quel momento. Tuttavia, questo non significa che i suoi bisogni di comunicazione debbano passare in secondo piano. In questi casi, è utile spiegare con calma, magari in un momento successivo, quanto sia importante per lei concludere il confronto in modo più completo. Può dire qualcosa come: “Capisco che ieri volevi chiudere il discorso, ma per me non era ancora tutto chiaro. Mi piacerebbe avere l’occasione di riprendere il punto, perché ci tengo a capirci meglio.” La comunicazione funzionale si basa proprio su questo: esprimere i propri bisogni senza giudicare o accusare, creando uno spazio di ascolto reciproco. Se l’altra persona è disponibile, si può trovare un modo per riprendere la conversazione in un clima sereno. Altrimenti, è importante accettare che non sempre si può risolvere tutto immediatamente, ma lasciare aperto un canale di dialogo per il futuro.
Sembra proprio che ci sia una differenza di sensibilità fra te e le persone di cui parli. Tu hai bisogno di approfondire gli argomenti, loro preferiscono fermarsi prima.Entrambi i punti di vista sono leciti, solo che il loro è diverso dal tuo.Quale strada possibile, se non quella di spiegarvi e di arrivare a chiarire questa diversità. Le discussioni probabilmente finiranno troppo presto in rapporto alle tue esigenze, ma almeno vi sarete capiti un po' di più!
Buonasera, grazie mille della sua condivisione. Lei è stato molto bravo ad esprimere il suo vissuto, dicendo all'amico che era dispiaciuto rispetto alla chiusura. Purtroppo il suo amico non ha avuto lo stesso bisogno, ed ha utilizzato un meccanismo di difesa per distogliere l'attenzione dall'argomento. A volte su certe cose siamo impotenti e dobbiamo accettarlo. Anche in psicoterapia sono le nostre lenti che cambiamo, non cambiamo gli altri. Ognuno di noi ha la propria storia e il proprio vissuto, e non tutti possono e riescono a mettersi in discussione. Un caro saluto.
Gentile utente, comprendo il suo disagio nel trovarsi di fronte a una chiusura brusca della comunicazione, soprattutto quando sente di avere ancora qualcosa da esprimere. Questo tipo di dinamica può essere frustrante, poiché impedisce un vero scambio e la possibilità di raggiungere una comprensione reciproca più profonda. Ogni persona ha un proprio modo di gestire il confronto: alcuni, di fronte a un argomento che percepiscono come scomodo o già sufficientemente trattato, tendono a interrompere il dialogo per evitare ulteriore stress o conflitto. Non necessariamente lo fanno con l'intento di sminuire il suo punto di vista, ma può essere una loro modalità di autoregolazione emotiva. Il dialogo è un processo a due, e talvolta l’altro potrebbe non essere pronto o disponibile a gestirlo nel modo che desideriamo. Accettare questa diversità di stili comunicativi, cercando comunque di esprimere i propri bisogni in modo chiaro e rispettoso, può aiutare a ridurre la frustrazione e a trovare un equilibrio migliore. Spero che queste riflessioni possano esserle utili. Un cordiale saluto.
Gentile utente, comprendo la sua frustrazione di fronte a interruzioni brusche come "Apposto così" durante una discussione, specialmente quando il confronto è civile e sente di non aver espresso tutto. Mi chiedo, in queste situazioni, cosa prova esattamente quando la discussione viene troncata in quel modo? Sente più frustrazione, rabbia, o magari un senso di impotenza? E come reagisce di solito immediatamente dopo? Tenta di riportare la conversazione sull'argomento, si chiude in sé stesso, o fa altro? Infine, c'è un aspetto specifico di queste interruzioni che la infastidisce particolarmente? Capire meglio le sue reazioni ed emozioni in quei momenti potrebbe aiutarla a individuare le strategie più efficaci per affrontare queste dinamiche comunicative. Resto a disposizione anche per consulenze online. Un caro saluto, Dott.ssa Valentina De Chiara Brescia
Non esiste una risposta unica, perché ogni conversazione ha una sua dinamica e ogni interlocutore può scegliere di interromperla per motivi diversi: dalla necessità di prendersi tempo per elaborare, alla volontà di evitare un tema scomodo, fino a forme di comunicazione passivo-aggressiva. Come ricorda la prima regola della comunicazione, “è impossibile non comunicare”: anche un silenzio o un “chiudiamola qui” sono messaggi, e talvolta dicono molto più delle parole. In questi casi può essere utile: – far sapere all’altro, con calma, che per te la questione non è conclusa; – proporre di riprendere la conversazione in un momento successivo, quando entrambi sarete più disponibili; – riflettere sulle possibili ragioni che spingono la persona a chiudere, così da decidere come e se riaprire il dialogo. In questo modo si tutela sia il bisogno di esprimersi sia quello di mantenere la relazione in uno spazio di rispetto reciproco.
Salve, lei porta un tema molto delicato, ovvero l'attenzione alle modalità di comunicazione nelle relazioni, un fattore molto importante perché tutti desideriamo di sentirci ascoltati, presenti e in connessione con l’altro. Questo può riguardare anche la dinamica conflittuale, che non deve per forza tradursi in una “vittoria” o una “sconfitta”. Può essere invece un confronto tra punti di vista diversi, che può accadere naturalmente perchè ognuno di noi interpreta la realtà attraverso le lenti personali che sono state costruite nel corso della propria storia. Potrebbe essere di aiuto esplorare all'interno di un percorso con un professionista le dinamiche comunicative ricorrenti nelle relazioni e ampliare il ventaglio delle possibilità a disposizione.
Salve, trovo che l'esperienza che porta sia un'ottima domanda perché riguarda dinamiche relazionali diffuse e molto più comuni di quanto si pensa. Quando ci troviamo a confrontarci con l'altro che porta opinioni divergenti dalla nostra non è sempre semplice trovare un punto di incontro che soddisfi entrambe le parti. E questo può creare una certa dose di frustrazione, che alle volte può sfociare anche in sensazioni di rabbia o tristezza. Inoltre non possiamo avere il controllo su quanto l'altro voglia o non voglia comunicare in un preciso momento. Quando si decide di voler cambiare discorso o interromperlo, può darsi che in quel momento di dialogo stia diventando troppo "pesante" da sostenere per svariate ragioni che non c'entrano necessariamente con quanto espresso dall'altra persona. Mi chiederei curiosamente come mai c'è una parte di lei che non accetta la chiusura, ritenuta brusca, di alcuni confronti. Sembra essere infatti importante per lei poter avere in una minima parte di potere decisionale su questo. Ma più interessante sono i significati che lei associa al "non potersi spiegare o chiarire". Non tollerare la chiusura di un confronto può esprimere il bisogno profondo di essere ascoltati, riconosciuti e di concludere i conflitti in modo condiviso. Per rispondere alla sua domanda: in questi casi potrebbe essere utile fermarsi e chiedere a se stessi come ci si sta sentendo in quel momento e quale bisogno stiamo chiedendo implicitamente all'altro di soddisfare. Saluti, Dott.ssa Stefania Schiraldi Psicologa-Psicoterapeuta
Buongiorno, quello che descrive tocca un punto delicato nelle relazioni: non solo cosa ci si dice, ma come si sta dentro ad un confronto. Sicuramente racconta di due modi (il suo e dell'amico) di vivere diversamente le discussioni. Una domanda utile per lei può essere: quanto è importante, nelle sue relazioni, poter stare con qualcuno che riesca a mantenere il confronto anche quando non immediatamente risolutivo? Io sono la dott.ssa Laura Servidio, trova i miei contatti su google o sulla piattaforma Miodottore. Cordiali saluti.
In una relazione ciascuno ha il diritto di interrompere una conversazione quando sente di non volerla o poterla proseguire, ma questo non significa necessariamente che il problema sia risolto. Il punto utile è distinguere una pausa da una chiusura definitiva. Può comunicare con calma che rispetta il bisogno dell’altra persona di fermarsi, ma che per lei la questione resta aperta e desidererebbe riprenderla in un momento successivo. Non può costringere l’altro al confronto, ma può osservare se esiste reciprocità nella disponibilità a comunicare. Se la chiusura diventa sistematicamente un modo per evitare qualsiasi confronto, il problema non è più la singola discussione ma lo stile relazionale.
Salve Mi sembra di capire che le capita frequentemente di vivere situazioni relazionali in cui, di fronte a delle incomprensioni, i tempi di chiusura ed elaborazione di quanto è accaduto tra lei e l'altro sono diversi. Cosa si aspetta al termine di un confronto? Come vorrebbe concluderla? E' possibile che la sua frustrazione legata a "dopo una mezz'oretta ha cambiato completamente discorso" sia legata a sue aspettative verso l'altro o come si aspetta di chiudere un confronto?
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