Salve,mi sento anche stupida, ma nei mesi di convivenza col mio compagno,ho iniziato a cercare u
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Salve,mi sento anche stupida, ma nei mesi di convivenza col mio compagno,ho iniziato a cercare un modo per fargli cascare la maschera da angioletto.lui dice che ragiona con la testa,che certe situazioni non le farebbe e fatte, invece volevo metterlo alla prova con profilo Instagram fake,(lo so non si fa)e ha risposto di nascosto..sia prima di andare a letto e andare a lavorare, la chat iniziava con
Ciao sembri un bell' uomo
E varie domande
Poi apro un altra app e vedo foto e chat salvate con lui e una ragazzina
Un po' intime (conosciuta dopo la separazione dall ex moglie poi vari contatti che aveva scritto su altri siti d incontri.
Perché l ho fatto? perché lui nn mai tradito,, che è troppo di testa
Quindi lo metto alla prova
Per fargli cadere la maschera
Compro SIM card e gli scrivo,per rimorchiarlo..ma lui prima vorrebbe per un caffè.
Un caffè con una che vuole andare a letto con te,cosa dimostra a me? Che nn hai rispetto,e alla ragazza una probabilità che lui ci caschi.
Volevo vedere fin dove arriva.
Perché sono così?non lo sento sincero
Soprattutto del suo passato,e che su certe situazioni,la testa che dice di avere non c'è
Quindi ci è o ci fa? Vorrei un vostro parere, grazie mille.
Ciao sembri un bell' uomo
E varie domande
Poi apro un altra app e vedo foto e chat salvate con lui e una ragazzina
Un po' intime (conosciuta dopo la separazione dall ex moglie poi vari contatti che aveva scritto su altri siti d incontri.
Perché l ho fatto? perché lui nn mai tradito,, che è troppo di testa
Quindi lo metto alla prova
Per fargli cadere la maschera
Compro SIM card e gli scrivo,per rimorchiarlo..ma lui prima vorrebbe per un caffè.
Un caffè con una che vuole andare a letto con te,cosa dimostra a me? Che nn hai rispetto,e alla ragazza una probabilità che lui ci caschi.
Volevo vedere fin dove arriva.
Perché sono così?non lo sento sincero
Soprattutto del suo passato,e che su certe situazioni,la testa che dice di avere non c'è
Quindi ci è o ci fa? Vorrei un vostro parere, grazie mille.
Salve non avere fiducia nel proprio partner è un elemento che può compromettere il vostro rapporto e la vostra serenità. Questi dubbi con continue prove potrebbe compromettere anche la sua serenità e farla entrare in un circolo di sospetti e ansie pesanti da sostenere. Le consiglio di parlare apertamente di questi dubbi con il suo compagno e anche di quello che sta vivendo in questo momento . Inoltre potrebbe essere utile per lei capire se queste emozioni e dubbi siano nate da qualcosa di recente legate alla convivenza o se sono esistiti fin da quando vi siete conosciuti.
Forse oltre a non sentirlo sincero riguardo al suo passato non lo sente sincero rispetto al suo presente che in questo caso coinvolge anche lei e le sue emozioni.
Un saluto, Dott Alex Pagano.
Forse oltre a non sentirlo sincero riguardo al suo passato non lo sente sincero rispetto al suo presente che in questo caso coinvolge anche lei e le sue emozioni.
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Salve, non la definirei “stupida”. Direi piuttosto che è entrata in un circuito molto logorante: non si fida, cerca prove, trova segnali ambigui, si sente confermata, e a quel punto sente il bisogno di controllare ancora di più.
Da quello che racconta, alcuni comportamenti del suo compagno meritano certamente attenzione: rispondere di nascosto a un profilo che lo approccia in modo seduttivo, aprire alla possibilità di un caffè, avere chat o contatti che lei vive come ambigui, non sono elementi da liquidare con leggerezza. È comprensibile che questo la ferisca e le faccia dubitare della sua coerenza.
Allo stesso tempo, però, creare profili falsi, comprare SIM e metterlo alla prova rischia di farla stare ancora peggio. Può darle l’illusione di avvicinarsi alla verità, ma in realtà la tiene dentro una domanda senza fine: “fin dove sarebbe arrivato?”. Se risponde alla chat, poi vorrà sapere se sarebbe uscito; se esce per un caffè, poi vorrà sapere se sarebbe andato oltre. Così la relazione diventa un’indagine, non un legame.
Il punto non è solo capire se lui “ci è o ci fa”. Il punto è chiedersi cosa sta succedendo a lei dentro una relazione in cui sente di dover tendere trappole per vedere la verità. Perché se per sentirsi al sicuro deve trasformarsi in investigatrice, qualcosa nella fiducia è già molto compromesso.
Una strada più pulita potrebbe essere fermare i test e portare sul tavolo i fatti concreti: “Ho visto comportamenti che per me non sono compatibili con il rispetto in una convivenza. Non voglio più controllarti o metterti alla prova, ma ho bisogno di capire se siamo dentro una relazione sincera oppure no”.
Poi osservi la sua risposta. Non solo le parole: anche il modo. Si assume una responsabilità? Minimizza? La fa passare per pazza? Ribalta tutto su di lei? Continua di nascosto?
Lei non deve convincerlo a essere fedele con le trappole. Deve capire se può stare con una persona di cui non sente più affidabile la parola. Se da sola non riesce a uscire da questo circuito di sospetto, controllo e sofferenza, un confronto professionale può aiutarla a distinguere intuizione, paura, prove reali e confini da mettere.
Se vuole, può continuare a scrivere o parlarne con un professionista anche online per rimettere ordine prima di prendere decisioni impulsive.
Un caro saluto.
Da quello che racconta, alcuni comportamenti del suo compagno meritano certamente attenzione: rispondere di nascosto a un profilo che lo approccia in modo seduttivo, aprire alla possibilità di un caffè, avere chat o contatti che lei vive come ambigui, non sono elementi da liquidare con leggerezza. È comprensibile che questo la ferisca e le faccia dubitare della sua coerenza.
Allo stesso tempo, però, creare profili falsi, comprare SIM e metterlo alla prova rischia di farla stare ancora peggio. Può darle l’illusione di avvicinarsi alla verità, ma in realtà la tiene dentro una domanda senza fine: “fin dove sarebbe arrivato?”. Se risponde alla chat, poi vorrà sapere se sarebbe uscito; se esce per un caffè, poi vorrà sapere se sarebbe andato oltre. Così la relazione diventa un’indagine, non un legame.
Il punto non è solo capire se lui “ci è o ci fa”. Il punto è chiedersi cosa sta succedendo a lei dentro una relazione in cui sente di dover tendere trappole per vedere la verità. Perché se per sentirsi al sicuro deve trasformarsi in investigatrice, qualcosa nella fiducia è già molto compromesso.
Una strada più pulita potrebbe essere fermare i test e portare sul tavolo i fatti concreti: “Ho visto comportamenti che per me non sono compatibili con il rispetto in una convivenza. Non voglio più controllarti o metterti alla prova, ma ho bisogno di capire se siamo dentro una relazione sincera oppure no”.
Poi osservi la sua risposta. Non solo le parole: anche il modo. Si assume una responsabilità? Minimizza? La fa passare per pazza? Ribalta tutto su di lei? Continua di nascosto?
Lei non deve convincerlo a essere fedele con le trappole. Deve capire se può stare con una persona di cui non sente più affidabile la parola. Se da sola non riesce a uscire da questo circuito di sospetto, controllo e sofferenza, un confronto professionale può aiutarla a distinguere intuizione, paura, prove reali e confini da mettere.
Se vuole, può continuare a scrivere o parlarne con un professionista anche online per rimettere ordine prima di prendere decisioni impulsive.
Un caro saluto.
Gentile utente,
più che “perché sono così?”, forse la domanda da porsi potrebbe essere: che cosa dentro di me mi porta ad aver bisogno di verificare, controllare, smascherare? Perché spesso questi comportamenti non nascono dal nulla, ma da una ferita, da una paura o da qualcosa che dentro di noi non riesce a sentirsi al sicuro.
Da ciò che racconta, sembra esserci una grande fatica nel fidarsi. E, allo stesso tempo, alcuni elementi concreti che hanno alimentato il suo dubbio (chat, contatti su siti di incontri, aspetti del passato percepiti come poco chiari). Quando la fiducia vacilla, la mente cerca prove: vuole capire, anticipare il dolore, evitare di essere ferita o ingannata.
Mi sembra importante però soffermarsi su un punto delicato: mettere alla prova l’altro spesso non porta serenità, ma altra inquietudine. Anche quando si ottiene una “risposta”, il dubbio raramente si spegne davvero; anzi, rischia di trasformarsi in un circolo fatto di controllo, sospetto e sofferenza.
Le farei una riflessione, con delicatezza: che cosa l’ha colpita di più? Il fatto che abbia risposto? L’idea che potesse essere disponibile a conoscere un’altra persona? O il sentirsi confermata nel timore che “la maschera” potesse cadere? A volte la parte più dolorosa non è il comportamento dell’altro, ma ciò che quel comportamento attiva dentro di noi.
Un caffè, da solo, può avere significati molto diversi e probabilmente non basta per definire intenzioni o verità assolute. Tuttavia, il punto forse non è stabilire se lui “ci sarebbe cascato”, ma chiedersi: oggi questa relazione le fa sentire fiducia e sicurezza oppure prevalgono ansia, controllo e sospetto?
Credo che tutto questo meriti uno spazio di ascolto più profondo. Un percorso di psicoterapia potrebbe aiutarla molto, non per giudicare ciò che ha fatto, ma per comprendere da dove nasce questo bisogno di verifica e come costruire relazioni in cui sentirsi più al sicuro, dentro di sé e con l’altro.
A volte dietro il bisogno di smascherare qualcuno c’è una parte di noi che, semplicemente, ha molta paura di essere ferita.
Rimango a disposizione per qualunque chiarimento.
Dott.ssa Veronica Savio
più che “perché sono così?”, forse la domanda da porsi potrebbe essere: che cosa dentro di me mi porta ad aver bisogno di verificare, controllare, smascherare? Perché spesso questi comportamenti non nascono dal nulla, ma da una ferita, da una paura o da qualcosa che dentro di noi non riesce a sentirsi al sicuro.
Da ciò che racconta, sembra esserci una grande fatica nel fidarsi. E, allo stesso tempo, alcuni elementi concreti che hanno alimentato il suo dubbio (chat, contatti su siti di incontri, aspetti del passato percepiti come poco chiari). Quando la fiducia vacilla, la mente cerca prove: vuole capire, anticipare il dolore, evitare di essere ferita o ingannata.
Mi sembra importante però soffermarsi su un punto delicato: mettere alla prova l’altro spesso non porta serenità, ma altra inquietudine. Anche quando si ottiene una “risposta”, il dubbio raramente si spegne davvero; anzi, rischia di trasformarsi in un circolo fatto di controllo, sospetto e sofferenza.
Le farei una riflessione, con delicatezza: che cosa l’ha colpita di più? Il fatto che abbia risposto? L’idea che potesse essere disponibile a conoscere un’altra persona? O il sentirsi confermata nel timore che “la maschera” potesse cadere? A volte la parte più dolorosa non è il comportamento dell’altro, ma ciò che quel comportamento attiva dentro di noi.
Un caffè, da solo, può avere significati molto diversi e probabilmente non basta per definire intenzioni o verità assolute. Tuttavia, il punto forse non è stabilire se lui “ci sarebbe cascato”, ma chiedersi: oggi questa relazione le fa sentire fiducia e sicurezza oppure prevalgono ansia, controllo e sospetto?
Credo che tutto questo meriti uno spazio di ascolto più profondo. Un percorso di psicoterapia potrebbe aiutarla molto, non per giudicare ciò che ha fatto, ma per comprendere da dove nasce questo bisogno di verifica e come costruire relazioni in cui sentirsi più al sicuro, dentro di sé e con l’altro.
A volte dietro il bisogno di smascherare qualcuno c’è una parte di noi che, semplicemente, ha molta paura di essere ferita.
Rimango a disposizione per qualunque chiarimento.
Dott.ssa Veronica Savio
Cara utente mi spiace per la situazione che racconta. Non credo però che la domanda corretta da farsi sia “perché sei così?”, ma cosa ti ha portata a non fidarti. Da quello che racconti, avevi già molti dubbi sulla sua sincerità e hai cercato una conferma. Il profilo fake non è stato un modo fantastico di gestire quei dubbi, ma il punto centrale resta che la fiducia nella relazione sembra molto compromessa. Più che chiederti se lui “ci è o ci fa”, forse vale la pena chiederti se oggi ti senti davvero al sicuro e rispettata con lui.
Buongiorno, leggendo quanto scrive si comprende che tutta questa situazione la mette in estrema difficoltà. Evitando le ragioni e le spiegazioni, provi a chiedersi quanto questa cosa la mette in uno stato di poca serenità e come la ricerca della conferme ai suoi dubbi le tolgano tutto quello che di buono le accade. Cordialmente.
Quello che emerge da quello che racconti non è semplicemente “la voglia di smascherarlo”, ma un livello di allerta dentro la relazione che ti sta consumando.
Ti dico subito una cosa importante: il punto non è se lui sia “angioletto” o no. Il punto è che tu sei entrata in una posizione mentale in cui non riesci più a fidarti e quindi hai iniziato a cercare prove invece di poter osservare la relazione per quello che ti fa vivere ogni giorno.
Quando una persona arriva a costruire profili falsi, test, verifiche, prove, di solito non lo fa per curiosità, ma perché dentro c’è una domanda molto più profonda: posso fidarmi oppure verrò ingannata?
Ti faccio una prima domanda che in seduta sarebbe centrale: cosa è successo dentro di te, nella tua storia o nelle relazioni precedenti, per cui “fidarti” non è più una cosa possibile, ma qualcosa che devi continuamente verificare?
Perché il problema non è il gesto in sé, ma il bisogno che lo ha generato.
Tu dici una cosa molto significativa: “non lo sento sincero”. Questo è il punto vero. Non stai parlando solo di Instagram o chat, stai parlando di una sensazione interna costante di dubbio. E quando questa sensazione diventa forte, la mente cerca controllo, verifica, conferme.
Ma ti faccio notare una cosa delicata: più lo controlli, più la tua ansia aumenta. Perché ogni risposta non chiude davvero il dubbio, lo alimenta.
Ti chiedo: se anche trovassi una “prova” definitiva, cosa succederebbe dentro di te il giorno dopo? Ti sentiresti davvero tranquilla o inizieresti a cercare altro?
Questo serve a capire se il problema è lui o il circuito che si è creato dentro di te.
Un altro punto importante: il bisogno di “fargli cadere la maschera” spesso nasce quando dentro si è già in una posizione di difesa. Ma in una relazione, quando si entra nella logica della prova, non si sta più costruendo fiducia, si sta costruendo investigazione.
E ti faccio una domanda che vale molto: in questa relazione, ti senti più nella posizione di una partner… o di qualcuno che deve scoprire continuamente la verità?
Perché questa differenza cambia tutto.
Rispetto ai contenuti che hai trovato o alle sue chat, è comprensibile che ti abbiano attivata. Ma anche qui il punto centrale non è solo “cosa ha fatto lui”, ma cosa significa per te questo tipo di comportamento e perché ti ha portata a sentirti così insicura da arrivare a metterlo alla prova.
Ti propongo un punto di lavoro molto concreto che in un percorso avrebbe spazio: invece di continuare a cercare conferme su di lui, iniziare a esplorare cosa ti succede quando senti che qualcosa non torna. Cosa temi esattamente? Essere tradita, essere presa in giro, essere “ingenua”?
Perché lì c’è la radice.
Ti lascio con una domanda che spesso apre molto in seduta: se non avessi bisogno di dimostrare nulla, come ti sentiresti in questa relazione oggi, così com’è, senza prove, senza test, senza verifiche?
La risposta a questa domanda è molto più importante di qualsiasi chat o profilo.
Ti dico subito una cosa importante: il punto non è se lui sia “angioletto” o no. Il punto è che tu sei entrata in una posizione mentale in cui non riesci più a fidarti e quindi hai iniziato a cercare prove invece di poter osservare la relazione per quello che ti fa vivere ogni giorno.
Quando una persona arriva a costruire profili falsi, test, verifiche, prove, di solito non lo fa per curiosità, ma perché dentro c’è una domanda molto più profonda: posso fidarmi oppure verrò ingannata?
Ti faccio una prima domanda che in seduta sarebbe centrale: cosa è successo dentro di te, nella tua storia o nelle relazioni precedenti, per cui “fidarti” non è più una cosa possibile, ma qualcosa che devi continuamente verificare?
Perché il problema non è il gesto in sé, ma il bisogno che lo ha generato.
Tu dici una cosa molto significativa: “non lo sento sincero”. Questo è il punto vero. Non stai parlando solo di Instagram o chat, stai parlando di una sensazione interna costante di dubbio. E quando questa sensazione diventa forte, la mente cerca controllo, verifica, conferme.
Ma ti faccio notare una cosa delicata: più lo controlli, più la tua ansia aumenta. Perché ogni risposta non chiude davvero il dubbio, lo alimenta.
Ti chiedo: se anche trovassi una “prova” definitiva, cosa succederebbe dentro di te il giorno dopo? Ti sentiresti davvero tranquilla o inizieresti a cercare altro?
Questo serve a capire se il problema è lui o il circuito che si è creato dentro di te.
Un altro punto importante: il bisogno di “fargli cadere la maschera” spesso nasce quando dentro si è già in una posizione di difesa. Ma in una relazione, quando si entra nella logica della prova, non si sta più costruendo fiducia, si sta costruendo investigazione.
E ti faccio una domanda che vale molto: in questa relazione, ti senti più nella posizione di una partner… o di qualcuno che deve scoprire continuamente la verità?
Perché questa differenza cambia tutto.
Rispetto ai contenuti che hai trovato o alle sue chat, è comprensibile che ti abbiano attivata. Ma anche qui il punto centrale non è solo “cosa ha fatto lui”, ma cosa significa per te questo tipo di comportamento e perché ti ha portata a sentirti così insicura da arrivare a metterlo alla prova.
Ti propongo un punto di lavoro molto concreto che in un percorso avrebbe spazio: invece di continuare a cercare conferme su di lui, iniziare a esplorare cosa ti succede quando senti che qualcosa non torna. Cosa temi esattamente? Essere tradita, essere presa in giro, essere “ingenua”?
Perché lì c’è la radice.
Ti lascio con una domanda che spesso apre molto in seduta: se non avessi bisogno di dimostrare nulla, come ti sentiresti in questa relazione oggi, così com’è, senza prove, senza test, senza verifiche?
La risposta a questa domanda è molto più importante di qualsiasi chat o profilo.
Buon pomeriggio. Immagino che la situazione che ci ha descritto sia pesante per lei e le causi un certo grado di sofferenza psicologica. Per questo motivo, penso che potrebbe esserle utile cercare di capire cosa la spinga ad agire in questo modo, con l'obiettivo di stare meglio con se stessa e viversi con più leggerezza le relazioni di coppia.
Al di là del comportamento e delle parole del suo compagno, infatti, credo che potrebbe aiutarla riuscire a trovare una sua stabilità, in modo da non essere costretta a reagire ad alcune situazioni che si trova a vivere ("far cascare la maschera da angioletto", per esempio).
Se lo desidera, sono disponibile per un colloquio più approfondito.
Al di là del comportamento e delle parole del suo compagno, infatti, credo che potrebbe aiutarla riuscire a trovare una sua stabilità, in modo da non essere costretta a reagire ad alcune situazioni che si trova a vivere ("far cascare la maschera da angioletto", per esempio).
Se lo desidera, sono disponibile per un colloquio più approfondito.
Buongiorno,
da quello che racconta mi sembra che nella vostra relazione sia presente una forte difficoltà legata alla fiducia.
Lei descrive il desiderio di capire se il suo compagno sia davvero coerente con ciò che dice e se l'immagine che mostra di sé corrisponda a ciò che pensa e fa nella realtà. Per cercare una risposta a questi dubbi ha scelto di metterlo alla prova attraverso un profilo falso, nella speranza di ottenere maggiore chiarezza.
Tuttavia, quando si entra in una dinamica di verifiche e test, spesso accade che i dubbi non si risolvano davvero. Anzi, ogni elemento raccolto rischia di generare nuove domande e nuove incertezze. Si crea così un circolo in cui il bisogno di rassicurazione porta a cercare ulteriori conferme.
Comprendo che alla base di questo comportamento possa esserci la sensazione di non riuscire a fidarsi pienamente di lui o di percepire delle incongruenze che la fanno sentire poco sicura. Per questo motivo, forse la domanda centrale non è soltanto se lui sia affidabile o meno, ma anche che cosa la porta a sentirsi così dubbiosa e quanto spazio ci sia, nella vostra relazione, per parlare apertamente di queste preoccupazioni.
Più che concentrarsi esclusivamente sul comportamento del suo compagno, potrebbe essere utile interrogarsi su come si è costruita questa sfiducia e su quali elementi concreti la alimentino oggi.
Se sente che questi dubbi occupano molto spazio nella sua vita emotiva o nelle sue relazioni, un percorso psicologico potrebbe aiutarla a comprendere meglio i suoi vissuti e i bisogni che stanno dietro a questa ricerca di conferme, favorendo modalità di confronto più serene e dirette.
Un saluto, Dott.ssa Ginevra Pardi
da quello che racconta mi sembra che nella vostra relazione sia presente una forte difficoltà legata alla fiducia.
Lei descrive il desiderio di capire se il suo compagno sia davvero coerente con ciò che dice e se l'immagine che mostra di sé corrisponda a ciò che pensa e fa nella realtà. Per cercare una risposta a questi dubbi ha scelto di metterlo alla prova attraverso un profilo falso, nella speranza di ottenere maggiore chiarezza.
Tuttavia, quando si entra in una dinamica di verifiche e test, spesso accade che i dubbi non si risolvano davvero. Anzi, ogni elemento raccolto rischia di generare nuove domande e nuove incertezze. Si crea così un circolo in cui il bisogno di rassicurazione porta a cercare ulteriori conferme.
Comprendo che alla base di questo comportamento possa esserci la sensazione di non riuscire a fidarsi pienamente di lui o di percepire delle incongruenze che la fanno sentire poco sicura. Per questo motivo, forse la domanda centrale non è soltanto se lui sia affidabile o meno, ma anche che cosa la porta a sentirsi così dubbiosa e quanto spazio ci sia, nella vostra relazione, per parlare apertamente di queste preoccupazioni.
Più che concentrarsi esclusivamente sul comportamento del suo compagno, potrebbe essere utile interrogarsi su come si è costruita questa sfiducia e su quali elementi concreti la alimentino oggi.
Se sente che questi dubbi occupano molto spazio nella sua vita emotiva o nelle sue relazioni, un percorso psicologico potrebbe aiutarla a comprendere meglio i suoi vissuti e i bisogni che stanno dietro a questa ricerca di conferme, favorendo modalità di confronto più serene e dirette.
Un saluto, Dott.ssa Ginevra Pardi
Ciao, varrebbe la pena parlarne con lui per cercare di capire cosa lo spinge a comportarsi in determinati modi. Così come varrebbe la pena cercare di capire quali risposte stai veramente cercando per te.
Salve, una consulenza psicologica può aiutarla a capire cosa la spinge a cercare prove, creare profili falsi e mettere alla prova il suo compagno, perché quando una relazione arriva a questo livello di controllo significa che la fiducia è già molto compromessa. È comprensibile che alcune sue risposte o comportamenti la facciano sentire ferita e poco rispettata, soprattutto se lui si presenta come una persona “di testa” e poi agisce in modo ambiguo. Tuttavia, anche controllare, provocare e testare l’altro non porta davvero serenità: può darle una conferma momentanea, ma poi alimenta ancora più sospetto, rabbia e bisogno di verificare. Il punto non è solo capire se lui “ci è o ci fa”, ma chiedersi se questa relazione oggi le permette di sentirsi al sicuro, rispettata e lucida. Se ha bisogno di smascherarlo per stare tranquilla, forse qualcosa nel legame non funziona più. Un percorso di sostegno psicologico, online o in presenza, può aiutarla a lavorare su gelosia, fiducia, controllo e confini, così da scegliere se ricostruire il rapporto oppure proteggersi da una dinamica che la sta consumando.
un caro saluto.
Dott. Giulio Blasilli
un caro saluto.
Dott. Giulio Blasilli
Leggendo il suo racconto, la domanda che mi viene spontanea è: quante prove sente ancora di dover cercare?
Perché sembra che una singola prova non le sia bastata e che, nel tempo, sia entrata in una ricerca continua di conferme rispetto alla sua sfiducia. Comprendo il bisogno di capire se una persona è sincera, ma a un certo punto il rischio è che tutta l'attenzione resti concentrata sull'altro e sui suoi comportamenti.
Più che chiedersi se lui "ci è o ci fa", forse potrebbe essere utile chiedersi cosa la porta a rimanere in una relazione in cui sente il bisogno di mettere continuamente alla prova il partner per verificare se è affidabile.
Da ciò che racconta, sembra ormai piuttosto evidente che il rispetto e la trasparenza all'interno della coppia siano compromessi. Ma è importante interrogarsi anche sul rispetto che lei sta avendo verso se stessa, restando in una situazione che la porta a vivere così tanta diffidenza, controllo e sofferenza.
Forse la questione centrale non è più scoprire chi è lui, ma capire cosa desidera davvero per sé e per le proprie relazioni.
Perché sembra che una singola prova non le sia bastata e che, nel tempo, sia entrata in una ricerca continua di conferme rispetto alla sua sfiducia. Comprendo il bisogno di capire se una persona è sincera, ma a un certo punto il rischio è che tutta l'attenzione resti concentrata sull'altro e sui suoi comportamenti.
Più che chiedersi se lui "ci è o ci fa", forse potrebbe essere utile chiedersi cosa la porta a rimanere in una relazione in cui sente il bisogno di mettere continuamente alla prova il partner per verificare se è affidabile.
Da ciò che racconta, sembra ormai piuttosto evidente che il rispetto e la trasparenza all'interno della coppia siano compromessi. Ma è importante interrogarsi anche sul rispetto che lei sta avendo verso se stessa, restando in una situazione che la porta a vivere così tanta diffidenza, controllo e sofferenza.
Forse la questione centrale non è più scoprire chi è lui, ma capire cosa desidera davvero per sé e per le proprie relazioni.
Buonasera, la fiducia non è la base del vostro rapporto in questo momento. Ha già ottenuto le risposte che cercava mi sembra, è possibile per lei poter andare avanti in questo rapporto?
Salve, da ciò che racconta sembra che da tempo convivano due elementi: il desiderio di fidarsi del suo compagno e la sensazione che qualcosa non torni. Per questo ha cercato delle verifiche concrete, fino a metterlo alla prova con un profilo falso. È comprensibile che quando una persona ci appare poco trasparente, si cerchino conferme ai propri dubbi. Tuttavia, le chiederei di osservare un aspetto: lei ha creato il profilo per capire se poteva fidarsi di lui, ma il risultato sembra essere che oggi si fida ancora meno di prima. Quando la fiducia viene sostituita dal controllo, spesso si crea un circolo vizioso: più si cercano prove per rassicurarsi, più si trovano elementi che alimentano nuovi dubbi e la necessità di ulteriori verifiche. La domanda che mi viene da restituirle è questa: se sente il bisogno di metterlo continuamente alla prova, quanto spazio è rimasto per la fiducia in questa relazione?
Salve, innanzitutto vorrei dirle che dalle sue parole emerge molta sofferenza, ma anche una grande confusione emotiva. Non credo sia utile definirsi "stupida" per ciò che ha fatto. Piuttosto, sembra che abbia messo in atto un comportamento che nasce da un forte bisogno di capire, di trovare conferme o smentite rispetto a dei dubbi che da tempo la accompagnano nella relazione. Leggendo il suo racconto, infatti, colpisce un aspetto in particolare: più che il profilo fake in sé, sembra esserci una domanda di fondo che continua a tormentarla. Lei scrive di non sentirlo sincero, di avere dubbi sul suo passato, di percepire una discrepanza tra ciò che dice e ciò che fa. Quando la fiducia viene messa in discussione, la mente spesso inizia a cercare prove, controlli e verifiche. È un tentativo comprensibile di ridurre l'incertezza, ma molto spesso produce l'effetto opposto. Da una prospettiva cognitivo comportamentale, infatti, quando una persona sente di non potersi fidare completamente dell'altro, può sviluppare la tendenza a monitorare, verificare o mettere alla prova il partner. Il problema è che questi comportamenti raramente portano a una serenità duratura. Se si trova qualcosa di sospetto, aumentano le preoccupazioni. Se non si trova nulla, spesso il dubbio continua a esistere e la mente cerca nuove verifiche. Si crea così un circolo che alimenta continuamente il malessere. Lei chiede se il fatto che lui fosse disposto a prendere un caffè con una donna interessata a lui rappresenti una mancanza di rispetto. Comprendo il suo ragionamento, ma credo che sia difficile attribuire un significato univoco a quel comportamento. Persone diverse possono interpretare una situazione simile in modi molto differenti. Alcuni la considererebbero una semplice curiosità o un'occasione per conoscersi, altri la riterrebbero inappropriata all'interno di una relazione. Il punto centrale, però, non è stabilire quale interpretazione sia universalmente corretta, ma comprendere cosa significa per lei e perché questa situazione abbia avuto un impatto così forte. Mi sembra che la questione più importante non sia tanto capire se lui "ci è o ci fa", ma comprendere come mai lei senta il bisogno di verificare continuamente la sua autenticità. A volte, quando la fiducia è fragile, ogni comportamento dell'altro viene osservato attraverso una lente che cerca conferme ai propri timori. Questo non significa che i dubbi siano necessariamente infondati, ma che meritano di essere esplorati più in profondità. C'è poi un altro aspetto che ritengo importante. Lei racconta di aver trovato in passato fotografie, chat e contatti con altre persone. Non è possibile sapere oggi quale fosse il contesto preciso di quei comportamenti, ma è comprensibile che abbiano contribuito a creare delle ferite nella fiducia. Quando una relazione si costruisce su dubbi irrisolti, spesso si finisce per vivere in uno stato di continua allerta, cercando di anticipare eventuali delusioni future. Forse la domanda che potrebbe aiutarla maggiormente non è "come faccio a smascherarlo?", ma "cosa mi impedisce di sentirmi tranquilla in questa relazione?". Sono due domande molto diverse. La prima porta a concentrare tutta l'attenzione sull'altro. La seconda permette di esplorare anche il proprio vissuto emotivo, le proprie paure e i propri bisogni. Se questa sensazione di sospetto e di incertezza continua ad accompagnarla, potrebbe essere molto utile approfondirla all'interno di un percorso psicologico. Un percorso cognitivo comportamentale può aiutare a comprendere come si formano questi dubbi, quali pensieri li alimentano e quali esperienze personali possono contribuire a mantenere vivo il bisogno di controllare o verificare. Non tanto per stabilire chi abbia ragione o torto, ma per capire meglio il funzionamento della relazione e il suo modo di viverla. Una relazione affettiva può essere soddisfacente quando accanto all'amore esiste anche una sufficiente sensazione di sicurezza. Se questa sicurezza manca, spesso la sofferenza diventa molto più grande dei singoli episodi che la generano. Per questo motivo credo che sarebbe importante dedicare attenzione non solo ai comportamenti del suo compagno, ma anche alle emozioni, ai timori e ai significati che questi comportamenti assumono per lei. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Gentile Signora,
più che stupida, dalle sue parole mi arriva l’immagine di una persona che da tempo non riesce a fidarsi completamente del partner e che ha sentito il bisogno di cercare delle prove concrete per verificare ciò che intuitivamente percepiva. Il profilo fake non nasce dal nulla. Di solito comportamenti di questo tipo emergono quando dentro la relazione si è già accumulata molta sfiducia, quando si avverte una distanza tra ciò che l’altro dice di essere e ciò che si teme che possa essere. Detto questo, il punto centrale forse non è tanto stabilire se il suo compagno “ci è o ci fa”, ma chiedersi cosa abbia visto lei in quei comportamenti. Se una persona impegnata in una relazione accetta di avviare una conversazione con una sconosciuta che manifesta un interesse esplicitamente seduttivo e si mostra disponibile a incontrarla per un caffè, è comprensibile che il partner possa viverlo come una mancanza di trasparenza o di rispetto verso la relazione.
Allo stesso tempo, colpisce il fatto che lei senta il bisogno di “far cadere la maschera”. Questa espressione suggerisce che il dubbio sulla sua sincerità fosse presente già prima dell’esperimento. Per questo motivo potrebbe essere utile domandarsi: cosa, al di là di questo episodio, la porta a non sentirlo autentico? Ci sono stati comportamenti, omissioni o incoerenze che negli anni hanno alimentato questa sfiducia?
Spesso il problema più profondo non è ciò che si scopre, ma il fatto che la relazione sia arrivata al punto in cui uno dei due sente di dover indagare per ottenere risposte.
Un caro saluto.
Eleonora Rossini
più che stupida, dalle sue parole mi arriva l’immagine di una persona che da tempo non riesce a fidarsi completamente del partner e che ha sentito il bisogno di cercare delle prove concrete per verificare ciò che intuitivamente percepiva. Il profilo fake non nasce dal nulla. Di solito comportamenti di questo tipo emergono quando dentro la relazione si è già accumulata molta sfiducia, quando si avverte una distanza tra ciò che l’altro dice di essere e ciò che si teme che possa essere. Detto questo, il punto centrale forse non è tanto stabilire se il suo compagno “ci è o ci fa”, ma chiedersi cosa abbia visto lei in quei comportamenti. Se una persona impegnata in una relazione accetta di avviare una conversazione con una sconosciuta che manifesta un interesse esplicitamente seduttivo e si mostra disponibile a incontrarla per un caffè, è comprensibile che il partner possa viverlo come una mancanza di trasparenza o di rispetto verso la relazione.
Allo stesso tempo, colpisce il fatto che lei senta il bisogno di “far cadere la maschera”. Questa espressione suggerisce che il dubbio sulla sua sincerità fosse presente già prima dell’esperimento. Per questo motivo potrebbe essere utile domandarsi: cosa, al di là di questo episodio, la porta a non sentirlo autentico? Ci sono stati comportamenti, omissioni o incoerenze che negli anni hanno alimentato questa sfiducia?
Spesso il problema più profondo non è ciò che si scopre, ma il fatto che la relazione sia arrivata al punto in cui uno dei due sente di dover indagare per ottenere risposte.
Un caro saluto.
Eleonora Rossini
Gentile Utente, la ringrazio per aver condiviso un vissuto così delicato e complesso. Dalle sue parole non emerge tanto una persona “stupida”, quanto una persona che da tempo convive con dubbi, insicurezze e una profonda difficoltà a fidarsi del partner. Quando la fiducia viene percepita come fragile, può accadere che si cerchino conferme, anche attraverso comportamenti che poi noi stessi riconosciamo come poco funzionali.
Più che domandarsi se il suo compagno “ci è o ci fa”, potrebbe essere utile interrogarsi su cosa l'abbia portata a sentire il bisogno di metterlo costantemente alla prova. Spesso, quando sentiamo di non poter credere fino in fondo a ciò che l'altro racconta, la questione non riguarda soltanto il singolo episodio, ma il significato che attribuiamo a una serie di segnali che nel tempo hanno alimentato sfiducia e sospetto.
È comprensibile che la scoperta di conversazioni nascoste, contatti su siti d'incontri o scambi percepiti come ambigui possa aver rinforzato le sue preoccupazioni. Allo stesso tempo, però, le prove e i test raramente riescono a restituire serenità: spesso producono nuove domande e nuove ferite.
Forse il punto centrale non è stabilire fin dove sarebbe arrivato lui, ma comprendere se questa relazione le permette davvero di sentirsi al sicuro, rispettata e serena. Quando una relazione porta a controllare, verificare e cercare continuamente conferme, può essere importante fermarsi a riflettere su ciò che manca nel rapporto e su quali bisogni emotivi non trovano risposta.
Le auguro di poter guardare a questa situazione con gentilezza verso se stessa e con la curiosità di comprendere più a fondo ciò che sta vivendo.
Dott.ssa Silvia Falqui - silviafalqui.it
Più che domandarsi se il suo compagno “ci è o ci fa”, potrebbe essere utile interrogarsi su cosa l'abbia portata a sentire il bisogno di metterlo costantemente alla prova. Spesso, quando sentiamo di non poter credere fino in fondo a ciò che l'altro racconta, la questione non riguarda soltanto il singolo episodio, ma il significato che attribuiamo a una serie di segnali che nel tempo hanno alimentato sfiducia e sospetto.
È comprensibile che la scoperta di conversazioni nascoste, contatti su siti d'incontri o scambi percepiti come ambigui possa aver rinforzato le sue preoccupazioni. Allo stesso tempo, però, le prove e i test raramente riescono a restituire serenità: spesso producono nuove domande e nuove ferite.
Forse il punto centrale non è stabilire fin dove sarebbe arrivato lui, ma comprendere se questa relazione le permette davvero di sentirsi al sicuro, rispettata e serena. Quando una relazione porta a controllare, verificare e cercare continuamente conferme, può essere importante fermarsi a riflettere su ciò che manca nel rapporto e su quali bisogni emotivi non trovano risposta.
Le auguro di poter guardare a questa situazione con gentilezza verso se stessa e con la curiosità di comprendere più a fondo ciò che sta vivendo.
Dott.ssa Silvia Falqui - silviafalqui.it
Buongiorno,
qui mi sembrano emergere due questioni importanti:
se sente che la persona con cui sta è qualcuno di cui non ci si può fidare, al punto da sentire il bisogno di "fargli cadere la maschera da angioletto" perchè restarci insieme? Non crede che se non si sente tranquilla in questa relazione questa sia una motivazione sufficiente a interromperla a prescindere dalle prove concrete di una eventuale infedeltà?
E secondo: se invece sente che le sue insicurezze abbiano a che fare più con se stessa che con lui potrebbe valere la pena di pensare a un percorso psicoterapeutico per "guarire" la sua parte più sospettosa.
In ogni caso penso che sarebbe utile cercare un supporto per lavorare su questi aspetti.
Cordiali saluti
qui mi sembrano emergere due questioni importanti:
se sente che la persona con cui sta è qualcuno di cui non ci si può fidare, al punto da sentire il bisogno di "fargli cadere la maschera da angioletto" perchè restarci insieme? Non crede che se non si sente tranquilla in questa relazione questa sia una motivazione sufficiente a interromperla a prescindere dalle prove concrete di una eventuale infedeltà?
E secondo: se invece sente che le sue insicurezze abbiano a che fare più con se stessa che con lui potrebbe valere la pena di pensare a un percorso psicoterapeutico per "guarire" la sua parte più sospettosa.
In ogni caso penso che sarebbe utile cercare un supporto per lavorare su questi aspetti.
Cordiali saluti
Gentile utente,
quello che racconta porta con sé molta sofferenza, confusione e anche senso di colpa, che si percepiscono chiaramente nelle sue parole. È importante riconoscere innanzitutto questo: non si sta descrivendo come “stupida”, ma come una persona che sta cercando, anche se in modo poco funzionale, di trovare sicurezza dentro una relazione che in questo momento non la fa sentire tranquilla.
Il bisogno che emerge è molto chiaro: capire se può fidarsi del suo compagno. Quando la fiducia non è solida o è stata messa in dubbio (per esperienze passate, informazioni ambigue, o vissuti personali), può attivarsi un forte bisogno di “verifica” e controllo. In questi casi, alcune persone arrivano a mettere in atto comportamenti come quelli che lei descrive, non tanto per “scoprire la verità”, ma per ridurre un’ansia interna molto intensa e difficile da tollerare.
Detto questo, è importante anche riflettere con sincerità su un punto: questi tentativi di verifica, soprattutto attraverso profili falsi o “test”, tendono purtroppo a peggiorare la qualità della relazione. Non perché lei sia “sbagliata”, ma perché spostano il focus dal dialogo alla prova, e aumentano diffidenza, sospetto e sofferenza da entrambe le parti.
Rispetto alla domanda “perché sono così?”: più che una questione di essere “così”, sembra una difficoltà nel fidarsi e nel tollerare l’incertezza affettiva. A volte questo si lega a esperienze precedenti, a paure di essere traditi o ingannati, oppure a segnali ambigui che non sono stati chiariti nel rapporto.
In questo momento sarebbe utile provare a spostarsi da “devo capire se lui è sincero attraverso una prova” a “di cosa ho bisogno io per sentirmi al sicuro in questa relazione, e posso chiederlo direttamente?”. Questo può includere un confronto aperto con il suo compagno sui suoi vissuti, senza accuse ma con l’espressione chiara del suo disagio.
Un lavoro psicologico può essere molto utile per aiutarla a distinguere tra ciò che appartiene al comportamento dell’altro e ciò che invece si attiva dentro di lei, soprattutto rispetto alla fiducia e al controllo. Anche un percorso di coppia, se entrambi disponibili, potrebbe aiutare a ricostruire uno spazio di comunicazione più trasparente e meno basato sul sospetto.
Infine, è importante che non si giudichi in modo così duro: il senso di colpa che prova indica che si è già resa conto che questo modo di agire non la fa stare meglio. Questo può diventare un punto di partenza prezioso per cambiare modalità, non per colpevolizzarsi.
Se vuole, possiamo approfondire insieme cosa ha attivato in lei questo bisogno di “mettere alla prova” e cosa teme maggiormente in questa relazione.
quello che racconta porta con sé molta sofferenza, confusione e anche senso di colpa, che si percepiscono chiaramente nelle sue parole. È importante riconoscere innanzitutto questo: non si sta descrivendo come “stupida”, ma come una persona che sta cercando, anche se in modo poco funzionale, di trovare sicurezza dentro una relazione che in questo momento non la fa sentire tranquilla.
Il bisogno che emerge è molto chiaro: capire se può fidarsi del suo compagno. Quando la fiducia non è solida o è stata messa in dubbio (per esperienze passate, informazioni ambigue, o vissuti personali), può attivarsi un forte bisogno di “verifica” e controllo. In questi casi, alcune persone arrivano a mettere in atto comportamenti come quelli che lei descrive, non tanto per “scoprire la verità”, ma per ridurre un’ansia interna molto intensa e difficile da tollerare.
Detto questo, è importante anche riflettere con sincerità su un punto: questi tentativi di verifica, soprattutto attraverso profili falsi o “test”, tendono purtroppo a peggiorare la qualità della relazione. Non perché lei sia “sbagliata”, ma perché spostano il focus dal dialogo alla prova, e aumentano diffidenza, sospetto e sofferenza da entrambe le parti.
Rispetto alla domanda “perché sono così?”: più che una questione di essere “così”, sembra una difficoltà nel fidarsi e nel tollerare l’incertezza affettiva. A volte questo si lega a esperienze precedenti, a paure di essere traditi o ingannati, oppure a segnali ambigui che non sono stati chiariti nel rapporto.
In questo momento sarebbe utile provare a spostarsi da “devo capire se lui è sincero attraverso una prova” a “di cosa ho bisogno io per sentirmi al sicuro in questa relazione, e posso chiederlo direttamente?”. Questo può includere un confronto aperto con il suo compagno sui suoi vissuti, senza accuse ma con l’espressione chiara del suo disagio.
Un lavoro psicologico può essere molto utile per aiutarla a distinguere tra ciò che appartiene al comportamento dell’altro e ciò che invece si attiva dentro di lei, soprattutto rispetto alla fiducia e al controllo. Anche un percorso di coppia, se entrambi disponibili, potrebbe aiutare a ricostruire uno spazio di comunicazione più trasparente e meno basato sul sospetto.
Infine, è importante che non si giudichi in modo così duro: il senso di colpa che prova indica che si è già resa conto che questo modo di agire non la fa stare meglio. Questo può diventare un punto di partenza prezioso per cambiare modalità, non per colpevolizzarsi.
Se vuole, possiamo approfondire insieme cosa ha attivato in lei questo bisogno di “mettere alla prova” e cosa teme maggiormente in questa relazione.
Salve dal suo messaggio si capisce che c'è molta ansia e angoscia e che questo argomento la sconvolge. Secondo me ci sono due aspetti da analizzare. Innanzitutto la sua insicurezza e paura che l'ha portata a creare questa "trappola" per il suo compagno. Lei dovrebbe fare un percorso per superare i suoi problemi di autostima e acquisire maggiore sicurezza e consapevolezza di se e del suo valore. Secondo aspetto è che mi pare di capire che il suo compagno sia caduto nella sua"trappola" e che non abbia rifiutato di chattare e incontrarsi anche solo per un caffè, con una sconosciuta che ha come obiettivo una relazione a sfondo sessuale. Quindi capisco la sua rabbia e credo che la vostra coppia sia arrivata ad un bivio e che dobbiate capire i vostri sentimenti.
Per quanto riguarda le relazioni precedenti invece non consiglio di farsi influenzare dal passato perchè le persone cambiano e anche le situazioni si evolvono.
Spero di esserle stata d'aiuto e le auguro di trovare presto, anche con una terapia psicologica, una nuova serenità.
Per quanto riguarda le relazioni precedenti invece non consiglio di farsi influenzare dal passato perchè le persone cambiano e anche le situazioni si evolvono.
Spero di esserle stata d'aiuto e le auguro di trovare presto, anche con una terapia psicologica, una nuova serenità.
Buonasera. La ringrazio per aver condiviso questa situazione così intima, complessa e dolorosa. Ci tengo a dirle subito una cosa per aiutarla ad alleggerire il carico emotivo: non si senta affatto stupida. Il fatto che lei sia arrivata a compiere un gesto così estremo, come comprare una nuova SIM e creare un profilo falso per mettere alla prova il suo compagno, non è il segno di una sua mancanza di intelligenza, ma è il sintomo evidente di un disperato bisogno di verità e di protezione.
Quando viviamo accanto a una persona che si dipinge come perfetta, mossa solo dalla pura ragione e incapace di cadere in tentazione, ma il nostro intuito profondo continua a percepire segnali di incoerenza, si crea un cortocircuito intollerabile. Questa discrepanza tra ciò che lui diceva di essere e ciò che lei sentiva nella pancia l'ha spinta a cercare una prova tangibile. Lei non ha fatto tutto questo per il gusto di ingannarlo, ma perché l'ambiguità e la sensazione che lui non fosse sincero sul suo passato stavano diventando una prigione psicologica troppo dolorosa da sopportare. Aveva bisogno di far crollare quella maschera da angioletto per trovare finalmente una conferma ai suoi dubbi e smettere di dubitare delle sue stesse percezioni.
La trappola che ha teso ha purtroppo scoperchiato una realtà amara. Il fatto che lui abbia risposto di nascosto, nei ritagli di tempo prima di dormire o di andare al lavoro, accettando l'invito a prendere un caffè con un profilo che si era posto in modo chiaramente provocatorio, risponde alla sua domanda: lui ci fa. Questo comportamento dimostra che quella razionalità e inflessibilità morale di cui si vantava erano solo una facciata narrativa. Accettare quel contatto dimostra una mancanza di rispetto verso di lei e verso i confini della vostra convivenza, oltre alla chiara intenzione di esplorare una possibilità esterna tenendola nell'ombra. A questo si aggiunge la scoperta delle vecchie chat intime con la ragazza e delle tracce sui siti d'incontro, elementi che confermano come il suo passato e il suo presente siano molto diversi dal ritratto ideale che le ha sempre venduto.
Ora che la maschera è caduta e che lei ha ottenuto la dolorosa certezza che cercava, il focus deve necessariamente spostarsi da lui a lei. Continuare a monitorarlo o cercare di vedere fin dove possa spingersi rischia di trasformarsi in un gioco al massacro che consumerà le sue ultime energie, lasciandola in un perenne stato di allarme e tossicità. La fiducia, una volta crollata in modo così evidente, non può essere ricostruita ignorando l'accaduto.
Il passo successivo, per quanto difficile, richiede di affrontare la realtà di ciò che ha scoperto. Portare alla luce quanto accaduto vi costringerà a guardare in faccia la crisi del vostro rapporto: da una parte l'incoerenza e la clandestinità dei suoi comportamenti, dall'altra il fatto che lei sia dovuta ricorrere a un profilo fake per potersi fidare delle proprie sensazioni. Se sente che il peso di questo confronto e la nebbia della sfiducia sono troppo difficili da gestire da sola, le consiglio vivamente di fare qualche colloquio con un professionista della salute mentale. Un percorso psicologico le offrirà uno spazio protetto per elaborare questa forte delusione, aiutandola a ritrovare la sua centralità e a capire se esistono ancora i presupposti per stare in questa relazione o se sia il momento di proteggere la sua serenità altrove. Un caro saluto.
Quando viviamo accanto a una persona che si dipinge come perfetta, mossa solo dalla pura ragione e incapace di cadere in tentazione, ma il nostro intuito profondo continua a percepire segnali di incoerenza, si crea un cortocircuito intollerabile. Questa discrepanza tra ciò che lui diceva di essere e ciò che lei sentiva nella pancia l'ha spinta a cercare una prova tangibile. Lei non ha fatto tutto questo per il gusto di ingannarlo, ma perché l'ambiguità e la sensazione che lui non fosse sincero sul suo passato stavano diventando una prigione psicologica troppo dolorosa da sopportare. Aveva bisogno di far crollare quella maschera da angioletto per trovare finalmente una conferma ai suoi dubbi e smettere di dubitare delle sue stesse percezioni.
La trappola che ha teso ha purtroppo scoperchiato una realtà amara. Il fatto che lui abbia risposto di nascosto, nei ritagli di tempo prima di dormire o di andare al lavoro, accettando l'invito a prendere un caffè con un profilo che si era posto in modo chiaramente provocatorio, risponde alla sua domanda: lui ci fa. Questo comportamento dimostra che quella razionalità e inflessibilità morale di cui si vantava erano solo una facciata narrativa. Accettare quel contatto dimostra una mancanza di rispetto verso di lei e verso i confini della vostra convivenza, oltre alla chiara intenzione di esplorare una possibilità esterna tenendola nell'ombra. A questo si aggiunge la scoperta delle vecchie chat intime con la ragazza e delle tracce sui siti d'incontro, elementi che confermano come il suo passato e il suo presente siano molto diversi dal ritratto ideale che le ha sempre venduto.
Ora che la maschera è caduta e che lei ha ottenuto la dolorosa certezza che cercava, il focus deve necessariamente spostarsi da lui a lei. Continuare a monitorarlo o cercare di vedere fin dove possa spingersi rischia di trasformarsi in un gioco al massacro che consumerà le sue ultime energie, lasciandola in un perenne stato di allarme e tossicità. La fiducia, una volta crollata in modo così evidente, non può essere ricostruita ignorando l'accaduto.
Il passo successivo, per quanto difficile, richiede di affrontare la realtà di ciò che ha scoperto. Portare alla luce quanto accaduto vi costringerà a guardare in faccia la crisi del vostro rapporto: da una parte l'incoerenza e la clandestinità dei suoi comportamenti, dall'altra il fatto che lei sia dovuta ricorrere a un profilo fake per potersi fidare delle proprie sensazioni. Se sente che il peso di questo confronto e la nebbia della sfiducia sono troppo difficili da gestire da sola, le consiglio vivamente di fare qualche colloquio con un professionista della salute mentale. Un percorso psicologico le offrirà uno spazio protetto per elaborare questa forte delusione, aiutandola a ritrovare la sua centralità e a capire se esistono ancora i presupposti per stare in questa relazione o se sia il momento di proteggere la sua serenità altrove. Un caro saluto.
Se anche scoprissi che lui è il problema, TU sei la sola cosa che puoi davvero esplorare, scoprire, CAPIRE ed eventualmente cambiare. Non concentrarti su di lui, per quanto discutibile sembri.
Gentile utente,
Innanzitutto, la ringrazio per aver condiviso con sincerità i suoi pensieri e le sue emozioni. Da ciò che racconta, emerge un forte senso di insicurezza e un bisogno di conferme rispetto alla relazione con il suo compagno. È importante sottolineare che provare dubbi o paure non la rende “stupida”: sono sentimenti umani, che spesso emergono quando sentiamo che qualcosa non è chiaro o ci manca la fiducia nell’altro o nella relazione.
Il fatto di aver cercato di “mettere alla prova” il suo compagno attraverso profili falsi e messaggi è comprensibile come tentativo di proteggersi da possibili delusioni, ma rischia di alimentare ulteriormente il circolo della sfiducia. Queste strategie, seppur mosse dal desiderio di capire la verità, spesso portano più confusione e dolore che chiarezza.
Le suggerisco di fermarsi un momento e chiedersi che cosa la spinge davvero a dubitare? È qualcosa che nasce da comportamenti concreti del suo compagno, oppure sono insicurezze personali, magari legate a esperienze passate? Spesso, il bisogno di “far cadere la maschera” nell’altro riflette un bisogno di rassicurazione dentro di sé.
Un altro aspetto da considerare è la comunicazione all’interno della coppia. Ha provato a parlare apertamente con il suo compagno dei suoi dubbi e delle sue paure? Il dialogo sincero, seppur difficile, può aiutare entrambi a comprendere meglio i rispettivi bisogni e limiti.
Infine, si chieda che cosa vuole davvero per sé: una relazione basata sulla fiducia reciproca o un continuo bisogno di “mettere alla prova” l’altro? Ricordi che la fiducia si costruisce giorno dopo giorno, anche accettando la possibilità che l’altro possa sbagliare, ma scegliendo di confrontarsi e crescere insieme.
Se sente che le sue insicurezze sono profonde o che la situazione le procura troppa sofferenza, potrebbe essere utile intraprendere un percorso di sostegno psicologico individuale, per lavorare sulla sua autostima e sul modo in cui vive le relazioni. Oppure potrebbe richiedere una terapia di coppia in cui lei e il suo compagno potreste affrontare insieme il tema della fiducia reciproca.
Un caro saluto.
Innanzitutto, la ringrazio per aver condiviso con sincerità i suoi pensieri e le sue emozioni. Da ciò che racconta, emerge un forte senso di insicurezza e un bisogno di conferme rispetto alla relazione con il suo compagno. È importante sottolineare che provare dubbi o paure non la rende “stupida”: sono sentimenti umani, che spesso emergono quando sentiamo che qualcosa non è chiaro o ci manca la fiducia nell’altro o nella relazione.
Il fatto di aver cercato di “mettere alla prova” il suo compagno attraverso profili falsi e messaggi è comprensibile come tentativo di proteggersi da possibili delusioni, ma rischia di alimentare ulteriormente il circolo della sfiducia. Queste strategie, seppur mosse dal desiderio di capire la verità, spesso portano più confusione e dolore che chiarezza.
Le suggerisco di fermarsi un momento e chiedersi che cosa la spinge davvero a dubitare? È qualcosa che nasce da comportamenti concreti del suo compagno, oppure sono insicurezze personali, magari legate a esperienze passate? Spesso, il bisogno di “far cadere la maschera” nell’altro riflette un bisogno di rassicurazione dentro di sé.
Un altro aspetto da considerare è la comunicazione all’interno della coppia. Ha provato a parlare apertamente con il suo compagno dei suoi dubbi e delle sue paure? Il dialogo sincero, seppur difficile, può aiutare entrambi a comprendere meglio i rispettivi bisogni e limiti.
Infine, si chieda che cosa vuole davvero per sé: una relazione basata sulla fiducia reciproca o un continuo bisogno di “mettere alla prova” l’altro? Ricordi che la fiducia si costruisce giorno dopo giorno, anche accettando la possibilità che l’altro possa sbagliare, ma scegliendo di confrontarsi e crescere insieme.
Se sente che le sue insicurezze sono profonde o che la situazione le procura troppa sofferenza, potrebbe essere utile intraprendere un percorso di sostegno psicologico individuale, per lavorare sulla sua autostima e sul modo in cui vive le relazioni. Oppure potrebbe richiedere una terapia di coppia in cui lei e il suo compagno potreste affrontare insieme il tema della fiducia reciproca.
Un caro saluto.
Da quello che racconti, mi sembra che ci siano due questioni intrecciate: il comportamento del tuo compagno e il clima di sfiducia che si è creato nella relazione.
Da una parte, dici che non lo hai mai percepito del tutto sincero, soprattutto riguardo al passato, e che hai trovato elementi che hanno alimentato i tuoi dubbi: conversazioni con altre donne, contatti su siti di incontri e la disponibilità a interagire con il profilo che avevi creato. È comprensibile che questi episodi abbiano rafforzato la tua impressione che ci sia una differenza tra ciò che dice e ciò che fa.
Dall'altra parte, il fatto di aver creato un profilo falso per metterlo alla prova suggerisce che la fiducia era già molto compromessa prima ancora di avere una conferma dei tuoi sospetti. Quando si sente il bisogno di verificare, controllare o tendere una "trappola", spesso significa che qualcosa nella relazione non viene percepito come chiaro, sicuro o affidabile.
Alla domanda "ci è o ci fa?", nessuno dall'esterno può rispondere con certezza. Quello che si può osservare è che il comportamento che descrivi non sembra coerente con l'immagine di una persona completamente disinteressata alle attenzioni di altre donne. Tuttavia, non è possibile sapere fin dove sarebbe arrivato realmente o quali fossero le sue intenzioni.
Forse la domanda più utile non è se lui avrebbe tradito, ma se ciò che hai scoperto è compatibile con il tipo di relazione che desideri. Se senti di dover continuamente verificare ciò che dice perché non riesci a fidarti, vale la pena interrogarsi su quanto questa relazione ti faccia sentire serena e rispettata.
In sintesi: non mi sembra che tu abbia fatto tutto questo "senza motivo". Dai tuoi dubbi emergevano già segnali che ti mettevano in allarme. Allo stesso tempo, una relazione in cui si arriva a testare l'altro con profili fake è una relazione in cui la fiducia appare già profondamente incrinata. La questione centrale potrebbe essere proprio questa.
Rimango a completa disposizione
Un caloroso saluto.
Dott. Michele Basigli
Da una parte, dici che non lo hai mai percepito del tutto sincero, soprattutto riguardo al passato, e che hai trovato elementi che hanno alimentato i tuoi dubbi: conversazioni con altre donne, contatti su siti di incontri e la disponibilità a interagire con il profilo che avevi creato. È comprensibile che questi episodi abbiano rafforzato la tua impressione che ci sia una differenza tra ciò che dice e ciò che fa.
Dall'altra parte, il fatto di aver creato un profilo falso per metterlo alla prova suggerisce che la fiducia era già molto compromessa prima ancora di avere una conferma dei tuoi sospetti. Quando si sente il bisogno di verificare, controllare o tendere una "trappola", spesso significa che qualcosa nella relazione non viene percepito come chiaro, sicuro o affidabile.
Alla domanda "ci è o ci fa?", nessuno dall'esterno può rispondere con certezza. Quello che si può osservare è che il comportamento che descrivi non sembra coerente con l'immagine di una persona completamente disinteressata alle attenzioni di altre donne. Tuttavia, non è possibile sapere fin dove sarebbe arrivato realmente o quali fossero le sue intenzioni.
Forse la domanda più utile non è se lui avrebbe tradito, ma se ciò che hai scoperto è compatibile con il tipo di relazione che desideri. Se senti di dover continuamente verificare ciò che dice perché non riesci a fidarti, vale la pena interrogarsi su quanto questa relazione ti faccia sentire serena e rispettata.
In sintesi: non mi sembra che tu abbia fatto tutto questo "senza motivo". Dai tuoi dubbi emergevano già segnali che ti mettevano in allarme. Allo stesso tempo, una relazione in cui si arriva a testare l'altro con profili fake è una relazione in cui la fiducia appare già profondamente incrinata. La questione centrale potrebbe essere proprio questa.
Rimango a completa disposizione
Un caloroso saluto.
Dott. Michele Basigli
Gentile Utente,
da ciò che racconta emerge un aspetto molto importante: più che il comportamento del suo compagno, sembra che lei stia vivendo un forte stato di dubbio e sfiducia nei suoi confronti. Quando in una relazione si sente il bisogno di "mettere alla prova" l'altro, spesso non è tanto il test in sé il problema, quanto il fatto che la fiducia sia già compromessa o che vi siano elementi percepiti come incoerenti tra ciò che il partner dice e ciò che fa.
Nel suo racconto riferisce di aver trovato chat, contatti su siti di incontri e conversazioni che hanno alimentato i suoi sospetti. In questo contesto, la creazione di profili fake non appare come un gesto fine a sé stesso, ma come un tentativo di ottenere conferme rispetto a dubbi che già erano presenti. Questo non significa che sia una modalità efficace o salutare per affrontare il problema, ma aiuta a comprendere il motivo per cui ha sentito il bisogno di farlo.
Per quanto riguarda il comportamento del suo compagno, è difficile stabilire con certezza "ci è o ci fa". Il fatto che abbia risposto ai messaggi e si sia mostrato disponibile a un incontro può certamente essere vissuto da lei come una mancanza di trasparenza o di rispetto nei confronti della relazione. Tuttavia, non è possibile dedurre automaticamente da questo che avrebbe necessariamente tradito o che tutta la sua immagine di persona affidabile sia falsa. Le persone possono avere comportamenti contraddittori e non sempre ciò che dichiarano coincide perfettamente con le loro azioni.
La domanda che forse merita maggiore attenzione è: cosa le impedisce di fidarsi di lui? È una sensazione legata esclusivamente ai comportamenti che ha osservato oppure è una dinamica che si ripresenta anche in altre relazioni? E ancora: ritiene di poter costruire una relazione serena con una persona che sente il bisogno di controllare per verificare se sta dicendo la verità?
Una relazione soddisfacente si fonda sulla possibilità di comunicare apertamente dubbi, paure e aspettative, senza dover ricorrere a prove o stratagemmi per ottenere risposte. Se la sfiducia è diventata così intensa da spingerla a continui controlli, probabilmente il problema non riguarda più soltanto il comportamento del partner, ma il funzionamento della relazione nel suo complesso.
Per questo motivo, sarebbe consigliabile approfondire la situazione con uno specialista, che possa aiutarla a comprendere meglio le dinamiche di fiducia, i suoi vissuti emotivi e il significato che questa relazione sta assumendo per lei.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
da ciò che racconta emerge un aspetto molto importante: più che il comportamento del suo compagno, sembra che lei stia vivendo un forte stato di dubbio e sfiducia nei suoi confronti. Quando in una relazione si sente il bisogno di "mettere alla prova" l'altro, spesso non è tanto il test in sé il problema, quanto il fatto che la fiducia sia già compromessa o che vi siano elementi percepiti come incoerenti tra ciò che il partner dice e ciò che fa.
Nel suo racconto riferisce di aver trovato chat, contatti su siti di incontri e conversazioni che hanno alimentato i suoi sospetti. In questo contesto, la creazione di profili fake non appare come un gesto fine a sé stesso, ma come un tentativo di ottenere conferme rispetto a dubbi che già erano presenti. Questo non significa che sia una modalità efficace o salutare per affrontare il problema, ma aiuta a comprendere il motivo per cui ha sentito il bisogno di farlo.
Per quanto riguarda il comportamento del suo compagno, è difficile stabilire con certezza "ci è o ci fa". Il fatto che abbia risposto ai messaggi e si sia mostrato disponibile a un incontro può certamente essere vissuto da lei come una mancanza di trasparenza o di rispetto nei confronti della relazione. Tuttavia, non è possibile dedurre automaticamente da questo che avrebbe necessariamente tradito o che tutta la sua immagine di persona affidabile sia falsa. Le persone possono avere comportamenti contraddittori e non sempre ciò che dichiarano coincide perfettamente con le loro azioni.
La domanda che forse merita maggiore attenzione è: cosa le impedisce di fidarsi di lui? È una sensazione legata esclusivamente ai comportamenti che ha osservato oppure è una dinamica che si ripresenta anche in altre relazioni? E ancora: ritiene di poter costruire una relazione serena con una persona che sente il bisogno di controllare per verificare se sta dicendo la verità?
Una relazione soddisfacente si fonda sulla possibilità di comunicare apertamente dubbi, paure e aspettative, senza dover ricorrere a prove o stratagemmi per ottenere risposte. Se la sfiducia è diventata così intensa da spingerla a continui controlli, probabilmente il problema non riguarda più soltanto il comportamento del partner, ma il funzionamento della relazione nel suo complesso.
Per questo motivo, sarebbe consigliabile approfondire la situazione con uno specialista, che possa aiutarla a comprendere meglio le dinamiche di fiducia, i suoi vissuti emotivi e il significato che questa relazione sta assumendo per lei.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Mi domando perché investire tante energie. A che scopo dimostrare come è fatto lui? Credo che potrebbe essere meglio approfondire con se stessa come è lei. E ovviamente dimenticarsi di lui.
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