Salve, La mia e una curiosità. So che dite di non eliminare nessun cibo, ma da nutrizionisti, ci
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Salve,
La mia e una curiosità.
So che dite di non eliminare nessun cibo, ma da nutrizionisti, ci sono alimenti che proprio non volete mai vedere ( würstel...)
La mia e una curiosità.
So che dite di non eliminare nessun cibo, ma da nutrizionisti, ci sono alimenti che proprio non volete mai vedere ( würstel...)
Salve,
Come nutrizionista, personalmente non “abolisco” nessun alimento. Non esistono cibi da demonizzare in assoluto: esiste il contesto, la frequenza e soprattutto l’educazione alimentare.
Quello che per me è fondamentale è rendere consapevole la persona di ciò che indicano le linee guida e di come alcuni alimenti (soprattutto se processati o ultra‑processati) vadano inseriti con una certa attenzione, in base al suo stato nutrizionale e alla sua salute.
Il punto non è vietare, ma capire quanto spesso alcuni alimenti possono essere inseriti all'interno di un'alimentazione varia ed equilibrata.
Lo ammetto: quando vedo prodotti con liste ingredienti lunghissime, piene di additivi e nomi chimici, mi si accende un campanello.
Non perché siano “velenosi”, ma perché spesso indicano un alimento molto processato, poco nutriente e lontano da ciò che possiamo definire “salutare” nel quotidiano
E questo rientra a pieno titolo nel lavoro di educazione alimentare.
Dott.ssa Giada Gattari
Come nutrizionista, personalmente non “abolisco” nessun alimento. Non esistono cibi da demonizzare in assoluto: esiste il contesto, la frequenza e soprattutto l’educazione alimentare.
Quello che per me è fondamentale è rendere consapevole la persona di ciò che indicano le linee guida e di come alcuni alimenti (soprattutto se processati o ultra‑processati) vadano inseriti con una certa attenzione, in base al suo stato nutrizionale e alla sua salute.
Il punto non è vietare, ma capire quanto spesso alcuni alimenti possono essere inseriti all'interno di un'alimentazione varia ed equilibrata.
Lo ammetto: quando vedo prodotti con liste ingredienti lunghissime, piene di additivi e nomi chimici, mi si accende un campanello.
Non perché siano “velenosi”, ma perché spesso indicano un alimento molto processato, poco nutriente e lontano da ciò che possiamo definire “salutare” nel quotidiano
E questo rientra a pieno titolo nel lavoro di educazione alimentare.
Dott.ssa Giada Gattari
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Buongiorno,
in nutrizione difficilmente esistono alimenti da "vietare per sempre". Ciò che conta è soprattutto frequenza e quantità di consumo.
Detto questo, ci sono alcuni prodotti che personalmente consiglio di limitare il più possibile perché offrono poco dal punto di vista nutrizionale e sono spesso ricchi di sale, grassi di scarsa qualità e additivi. Tra questi:
würstel;
carni ultra-processate;
snack confezionati consumati abitualmente;
bevande zuccherate.
Questo non significa che mangiare un würstel una volta ogni tanto sia un problema. Il punto è che non dovrebbe diventare una presenza frequente nell'alimentazione.
Più che demonizzare un singolo alimento, è importante costruire un'alimentazione basata prevalentemente su cibi semplici e poco processati.
Distinti saluti,
Dr Luca Agostini
in nutrizione difficilmente esistono alimenti da "vietare per sempre". Ciò che conta è soprattutto frequenza e quantità di consumo.
Detto questo, ci sono alcuni prodotti che personalmente consiglio di limitare il più possibile perché offrono poco dal punto di vista nutrizionale e sono spesso ricchi di sale, grassi di scarsa qualità e additivi. Tra questi:
würstel;
carni ultra-processate;
snack confezionati consumati abitualmente;
bevande zuccherate.
Questo non significa che mangiare un würstel una volta ogni tanto sia un problema. Il punto è che non dovrebbe diventare una presenza frequente nell'alimentazione.
Più che demonizzare un singolo alimento, è importante costruire un'alimentazione basata prevalentemente su cibi semplici e poco processati.
Distinti saluti,
Dr Luca Agostini
Buongiorno,
più che “alimenti vietati”, esistono cibi che dal punto di vista nutrizionale hanno una qualità meno favorevole e che sarebbe meglio consumare solo occasionalmente.
Tra questi:
würstel e carni ultra-processate
snack industriali molto ricchi di zuccheri e grassi
bevande zuccherate
prodotti con molti ingredienti, sale e additivi
Il problema non è il singolo alimento in sé, ma la frequenza e il contesto generale della dieta.
più che “alimenti vietati”, esistono cibi che dal punto di vista nutrizionale hanno una qualità meno favorevole e che sarebbe meglio consumare solo occasionalmente.
Tra questi:
würstel e carni ultra-processate
snack industriali molto ricchi di zuccheri e grassi
bevande zuccherate
prodotti con molti ingredienti, sale e additivi
Il problema non è il singolo alimento in sé, ma la frequenza e il contesto generale della dieta.
Buongiorno, grazie per la sua osservazione, che permette di chiarire un punto importante.
Quando diciamo che non è necessario eliminare nessun alimento, non intendiamo dire che tutti gli alimenti abbiano lo stesso valore nutrizionale o lo stesso impatto sulla salute. Più che parlare di alimenti “vietati”, preferisco parlare di frequenza, quantità e contesto.
Ci sono però alcuni prodotti che, sulla base delle principali linee guida in materia di prevenzione, non dovrebbero essere presenti abitualmente nell’alimentazione. Tra questi rientrano le carni processate e trasformate, come würstel, insaccati, salumi e prodotti simili. Il loro consumo andrebbe evitato o quantomeno fortemente limitato, non perché un singolo consumo occasionale sia “pericoloso” in sé, ma perché un’assunzione frequente è associata a un maggiore rischio per la salute, in particolare sul piano cardiovascolare e metabolico e nella prevenzione di alcune patologie.
Il punto, quindi, non è creare paura o rigidità, ma imparare a fare scelte consapevoli: nella quotidianità è preferibile orientarsi verso alimenti freschi, poco trasformati e di buona qualità, lasciando eventualmente alcuni prodotti più critici a occasioni sporadiche.
In nutrizione non esiste quasi mai il “mai” assoluto, ma esistono alimenti che è bene non rendere abitudini.
Quando diciamo che non è necessario eliminare nessun alimento, non intendiamo dire che tutti gli alimenti abbiano lo stesso valore nutrizionale o lo stesso impatto sulla salute. Più che parlare di alimenti “vietati”, preferisco parlare di frequenza, quantità e contesto.
Ci sono però alcuni prodotti che, sulla base delle principali linee guida in materia di prevenzione, non dovrebbero essere presenti abitualmente nell’alimentazione. Tra questi rientrano le carni processate e trasformate, come würstel, insaccati, salumi e prodotti simili. Il loro consumo andrebbe evitato o quantomeno fortemente limitato, non perché un singolo consumo occasionale sia “pericoloso” in sé, ma perché un’assunzione frequente è associata a un maggiore rischio per la salute, in particolare sul piano cardiovascolare e metabolico e nella prevenzione di alcune patologie.
Il punto, quindi, non è creare paura o rigidità, ma imparare a fare scelte consapevoli: nella quotidianità è preferibile orientarsi verso alimenti freschi, poco trasformati e di buona qualità, lasciando eventualmente alcuni prodotti più critici a occasioni sporadiche.
In nutrizione non esiste quasi mai il “mai” assoluto, ma esistono alimenti che è bene non rendere abitudini.
Buongiorno, solitamente si cerca un compromesso tra le linee guida per una dieta mediterranea, lo stile di vita, le preferenze e le esigenze del paziente. Ci sono veramente pochi alimenti sconsigliati. tra questi l'alcool.
A disposizone.
Dott. Cristian Stranieri
A disposizone.
Dott. Cristian Stranieri
Buongiorno. Da nutrizionista non elimino nessun alimento, nemmeno i würstel.
Ci sono certamente alimenti che, per caratteristiche nutrizionali, è opportuno consumare meno frequentemente rispetto ad altri, ma questo è diverso dal considerarli proibiti (a meno di condizioni cliniche particolari).
Ciò che conta davvero è la qualità generale della dieta, la frequenza di consumo e le quantità, non il singolo alimento.
Ci sono certamente alimenti che, per caratteristiche nutrizionali, è opportuno consumare meno frequentemente rispetto ad altri, ma questo è diverso dal considerarli proibiti (a meno di condizioni cliniche particolari).
Ciò che conta davvero è la qualità generale della dieta, la frequenza di consumo e le quantità, non il singolo alimento.
Salve,
più che alimenti “da eliminare in assoluto”, esistono prodotti che come nutrizionisti tendiamo a limitare fortemente nella frequenza e nelle quantità, perché dal punto di vista nutrizionale hanno un profilo poco favorevole.
Esempi tipici sono i prodotti ultraprocessati come würstel, snack confezionati, bevande zuccherate e dolci industriali: non perché siano “vietati”, ma perché apportano molte calorie e pochi nutrienti utili, e se consumati spesso possono sbilanciare l’alimentazione.
L’approccio corretto resta comunque quello della moderazione e del contesto complessivo della dieta, più che la demonizzazione del singolo alimento.
più che alimenti “da eliminare in assoluto”, esistono prodotti che come nutrizionisti tendiamo a limitare fortemente nella frequenza e nelle quantità, perché dal punto di vista nutrizionale hanno un profilo poco favorevole.
Esempi tipici sono i prodotti ultraprocessati come würstel, snack confezionati, bevande zuccherate e dolci industriali: non perché siano “vietati”, ma perché apportano molte calorie e pochi nutrienti utili, e se consumati spesso possono sbilanciare l’alimentazione.
L’approccio corretto resta comunque quello della moderazione e del contesto complessivo della dieta, più che la demonizzazione del singolo alimento.
Più che alimenti da non vedere mai, esistono alimenti che consigliamo di consumare il meno possibile perché apportano pochi benefici nutrizionali e spesso sono ricchi di sale, zuccheri e grassi di bassa qualità. Tra questi rientrano ad esempio würstel, carni ultra-processate, snack confezionati, bibite zuccherate e alcuni prodotti da fast food. È vero che non tutti i cibi ultraprocessati sono uguali, ma la frequenza con cui si consumano tali alimenti è che fa la differenza e si consiglia di consumarli il più raramente possibile.
Detto questo, nessun singolo alimento determina da solo la qualità della dieta: conta soprattutto la frequenza di consumo e l'equilibrio complessivo dell'alimentazione. Un consumo occasionale di questi alimenti, all'interno di uno stile di vita sano, non rappresenta generalmente un problema.
Detto questo, nessun singolo alimento determina da solo la qualità della dieta: conta soprattutto la frequenza di consumo e l'equilibrio complessivo dell'alimentazione. Un consumo occasionale di questi alimenti, all'interno di uno stile di vita sano, non rappresenta generalmente un problema.
Salve, più che “alimenti da eliminare per sempre”, parlerei di alimenti da limitare molto perché nutrizionalmente poco interessanti e spesso associati a eccesso di sale, grassi saturi, zuccheri o additivi.
Tra questi rientrano, ad esempio: würstel, carni processate, salumi molto grassi, snack confezionati, merendine, bevande zuccherate, alcolici, fritti industriali e prodotti molto ultraprocessati.
Questo non significa che un singolo consumo occasionale rovini l’alimentazione. Il punto è la frequenza: se diventano abitudini quotidiane o molto ricorrenti, allora possono incidere negativamente sulla qualità della dieta e sulla salute metabolica.
Quindi sì: alcuni alimenti sarebbe meglio vederli raramente, non perché “vietati”, ma perché offrono poco beneficio rispetto al loro impatto nutrizionale.
Tra questi rientrano, ad esempio: würstel, carni processate, salumi molto grassi, snack confezionati, merendine, bevande zuccherate, alcolici, fritti industriali e prodotti molto ultraprocessati.
Questo non significa che un singolo consumo occasionale rovini l’alimentazione. Il punto è la frequenza: se diventano abitudini quotidiane o molto ricorrenti, allora possono incidere negativamente sulla qualità della dieta e sulla salute metabolica.
Quindi sì: alcuni alimenti sarebbe meglio vederli raramente, non perché “vietati”, ma perché offrono poco beneficio rispetto al loro impatto nutrizionale.
Alcuni alimenti che, pur non essendo “vietati”, un professionista preferirebbe non vedere come abitudine quotidiana perché offrono poco dal punto di vista nutrizionale e possono aumentare il carico infiammatorio o metabolico. Parlo soprattutto di carni processate come i würstel, ricche di sale e additivi; snack industriali molto salati o ricchi di grassi ossidati; merendine confezionate piene di zuccheri e farine raffinate; bevande zuccherate prive di valore nutrizionale; e fritti frequenti, che appesantiscono digestione e infiammazione.
Salve, più che parlare di alimenti “vietati”, preferisco distinguere tra alimenti da consumare abitualmente e alimenti da lasciare a un consumo occasionale.
Non esiste un singolo cibo che, da solo, rovina un’alimentazione. Però ci sono prodotti che, per composizione e grado di lavorazione, sarebbe meglio non rendere abituali: ad esempio carni processate come würstel, salumi e insaccati, snack molto ricchi di sale e grassi, bevande zuccherate, dolci confezionati e prodotti molto elaborati.
Questo non significa che vadano eliminati per sempre, ma che dovrebbero avere uno spazio limitato e non rappresentare la base della dieta quotidiana. L’obiettivo non è creare paura verso il cibo, ma costruire un’alimentazione in cui la maggior parte delle scelte sia semplice, varia e di buona qualità.
Cordiali saluti,
Dott. Gabriel Russo – Dietista
Non esiste un singolo cibo che, da solo, rovina un’alimentazione. Però ci sono prodotti che, per composizione e grado di lavorazione, sarebbe meglio non rendere abituali: ad esempio carni processate come würstel, salumi e insaccati, snack molto ricchi di sale e grassi, bevande zuccherate, dolci confezionati e prodotti molto elaborati.
Questo non significa che vadano eliminati per sempre, ma che dovrebbero avere uno spazio limitato e non rappresentare la base della dieta quotidiana. L’obiettivo non è creare paura verso il cibo, ma costruire un’alimentazione in cui la maggior parte delle scelte sia semplice, varia e di buona qualità.
Cordiali saluti,
Dott. Gabriel Russo – Dietista
Gentilissimo/a
personalmente non c'è un cibo che non vorrei mai vedere. Bisognerebbe capire la quantità, la ripetitività settimanale ed il contesto. Se una persona mangia bene e si allena non può mangiare il sabato un wurstel se ne ha voglia?
La saluto cordialmente.
Dott. Matteo Barbanera
personalmente non c'è un cibo che non vorrei mai vedere. Bisognerebbe capire la quantità, la ripetitività settimanale ed il contesto. Se una persona mangia bene e si allena non può mangiare il sabato un wurstel se ne ha voglia?
La saluto cordialmente.
Dott. Matteo Barbanera
Salve, bella domanda!
Personalmente non ragiono in termini di alimenti "vietati" o da eliminare per sempre, perché il rapporto con il cibo dovrebbe essere il più possibile equilibrato e sostenibile nel tempo.
Ci sono però alimenti che consiglio di consumare solo occasionalmente, non perché siano "proibiti", ma perché dal punto di vista nutrizionale apportano poco e spesso sono ricchi di sale, zuccheri, grassi saturi. Tra questi possono rientrare alcuni prodotti ultraprocessati come snack confezionati, bevande zuccherate o i würstel.
Detto questo, ciò che conta davvero è l'alimentazione nel suo complesso: un singolo alimento consumato ogni tanto non è determinante. La differenza la fanno le abitudini quotidiane e la frequenza di consumo dei diversi alimenti.
Personalmente non ragiono in termini di alimenti "vietati" o da eliminare per sempre, perché il rapporto con il cibo dovrebbe essere il più possibile equilibrato e sostenibile nel tempo.
Ci sono però alimenti che consiglio di consumare solo occasionalmente, non perché siano "proibiti", ma perché dal punto di vista nutrizionale apportano poco e spesso sono ricchi di sale, zuccheri, grassi saturi. Tra questi possono rientrare alcuni prodotti ultraprocessati come snack confezionati, bevande zuccherate o i würstel.
Detto questo, ciò che conta davvero è l'alimentazione nel suo complesso: un singolo alimento consumato ogni tanto non è determinante. La differenza la fanno le abitudini quotidiane e la frequenza di consumo dei diversi alimenti.
Salve, perchè nel caso dei wurstel si tratta di scarto di scarto di alimento trattato quindi a livello nutrizionale non apporta nulla; stesso discorso per il surimi ad esempio
Buongiorno,
In generale, da nutrizionista non ragiono in termini di cibi “proibiti per sempre”, perché nella maggior parte dei casi conta soprattutto la frequenza con cui un alimento viene consumato e il contesto generale della dieta. Detto questo, esistono alimenti che faccio davvero fatica a considerare una buona abitudine, e i würstel sono tra questi, soprattutto se finiscono spesso in tavola.
I würstel, come altre carni lavorate, tendono ad avere un contenuto elevato di sale, grassi saturi e additivi come nitriti e nitrati, e proprio per questo un consumo frequente non è una scelta favorevole per la salute. Inoltre il consumo regolare di insaccati e carni processate è associato a un aumento del rischio cardiovascolare e a un maggior rischio di tumori, in particolare del colon-retto. Questo non vuol dire che mangiarli una volta ogni tanto “rovini” tutto, ma significa che personalmente li collocherei tra le eccezioni e non tra gli alimenti abituali.
Se devo dirle un vero “mai”, allora le direi soprattutto di non mangiarli crudi o appena tolti dalla confezione, perché restano alimenti deperibili e possono rappresentare un rischio microbiologico, in particolare per la Listeria, con un’attenzione ancora maggiore in gravidanza o nei soggetti più fragili. Per il resto, più che demonizzare un singolo cibo, preferisco insegnare a riconoscere quelli che danno poco dal punto di vista nutrizionale e che quindi meritano uno spazio molto limitato nell’alimentazione quotidiana.
Se desidera impostare un’alimentazione più semplice, equilibrata e sostenibile, senza estremismi ma con criteri chiari, una consulenza nutrizionale può aiutarla a capire meglio cosa tenere ogni giorno e cosa lasciare davvero solo ogni tanto.
Un cordiale saluto,
Dott. Riccardo Pambira
Biologo nutrizionista
Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate
In generale, da nutrizionista non ragiono in termini di cibi “proibiti per sempre”, perché nella maggior parte dei casi conta soprattutto la frequenza con cui un alimento viene consumato e il contesto generale della dieta. Detto questo, esistono alimenti che faccio davvero fatica a considerare una buona abitudine, e i würstel sono tra questi, soprattutto se finiscono spesso in tavola.
I würstel, come altre carni lavorate, tendono ad avere un contenuto elevato di sale, grassi saturi e additivi come nitriti e nitrati, e proprio per questo un consumo frequente non è una scelta favorevole per la salute. Inoltre il consumo regolare di insaccati e carni processate è associato a un aumento del rischio cardiovascolare e a un maggior rischio di tumori, in particolare del colon-retto. Questo non vuol dire che mangiarli una volta ogni tanto “rovini” tutto, ma significa che personalmente li collocherei tra le eccezioni e non tra gli alimenti abituali.
Se devo dirle un vero “mai”, allora le direi soprattutto di non mangiarli crudi o appena tolti dalla confezione, perché restano alimenti deperibili e possono rappresentare un rischio microbiologico, in particolare per la Listeria, con un’attenzione ancora maggiore in gravidanza o nei soggetti più fragili. Per il resto, più che demonizzare un singolo cibo, preferisco insegnare a riconoscere quelli che danno poco dal punto di vista nutrizionale e che quindi meritano uno spazio molto limitato nell’alimentazione quotidiana.
Se desidera impostare un’alimentazione più semplice, equilibrata e sostenibile, senza estremismi ma con criteri chiari, una consulenza nutrizionale può aiutarla a capire meglio cosa tenere ogni giorno e cosa lasciare davvero solo ogni tanto.
Un cordiale saluto,
Dott. Riccardo Pambira
Biologo nutrizionista
Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate
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