Salve , ho una situazione con una ragazza che lavora che mi fa male. Dal giorno 1 eravamo vicini, co
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Salve , ho una situazione con una ragazza che lavora che mi fa male. Dal giorno 1 eravamo vicini, connessi, sempre a parlare e c'erano di interesse foete da entrambe le parti. Col tempo, anche dopo qualche uscita, tutto e svanito. Quando le dissi che mi piaceva tanto, mi disse che mi vedeva come un fratellino avendo 6 anni in piu di me. Fatto sta che i rapporti erano sempre buoni, fino a che ho avuto un periodo molto buio tra gennaio e marzo dove avevo scoperto che aveva detto di questa mia confessione in giro con amici nostri. Questa cosa mi ha fatto arrabbiare, le ho levato il saluto e non abbiamo piu avuto contatti a parte visivi dato che ci vediamo tutti i giorni a lavoro. Io sto male, non so più che fare e credo di averla trattata male. Mi manca tuttoo, vorrei solo prenderla e abbracciarla e dirle che e tutta colpa mia, che lei è unica e che io le voglio bene ma è.come se avessi preso l abitudine di non calcolarla. cosa faccio?
Buonasera,
da quello che racconti si sente quanto questa relazione sia stata significativa per te e quanto oggi tu sia in difficoltà, diviso tra il dolore, il senso di mancanza e anche un po’ di senso di colpa. È una situazione che può far soffrire molto, soprattutto quando nasce da un legame vissuto come autentico e intenso.
Mi sembra importante dirti che ciò che provi è comprensibile: il rifiuto, la delusione e la percezione di essere stato esposto ad altri possono aver toccato parti profonde di te, portandoti a reagire con rabbia e distanza. A volte queste reazioni sono tentativi di proteggersi, più che errori da colpevolizzare.
Oggi però ti trovi in un punto delicato: da una parte il desiderio di riavvicinarti e “riparare”, dall’altra il rischio di mettere da parte i tuoi bisogni per idealizzare lei o attribuirti tutta la responsabilità. Ti inviterei a fermarti un momento su questo: cosa ti ha fatto stare male davvero? Cosa ti aspetteresti oggi da lei, realisticamente?
Se senti il bisogno di chiarire, può avere senso farlo, ma in modo autentico e rispettoso anche di te stesso, senza annullarti. Allo stesso tempo, potrebbe essere utile darti lo spazio per elaborare ciò che è successo, comprendere meglio le tue emozioni e capire come prenderti cura di te in questa fase.
Non devi affrontare tutto questo da solo: parlarne in uno spazio protetto può aiutarti a fare chiarezza e a ritrovare un equilibrio più sereno.
Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta
Ricevo anche on-line
da quello che racconti si sente quanto questa relazione sia stata significativa per te e quanto oggi tu sia in difficoltà, diviso tra il dolore, il senso di mancanza e anche un po’ di senso di colpa. È una situazione che può far soffrire molto, soprattutto quando nasce da un legame vissuto come autentico e intenso.
Mi sembra importante dirti che ciò che provi è comprensibile: il rifiuto, la delusione e la percezione di essere stato esposto ad altri possono aver toccato parti profonde di te, portandoti a reagire con rabbia e distanza. A volte queste reazioni sono tentativi di proteggersi, più che errori da colpevolizzare.
Oggi però ti trovi in un punto delicato: da una parte il desiderio di riavvicinarti e “riparare”, dall’altra il rischio di mettere da parte i tuoi bisogni per idealizzare lei o attribuirti tutta la responsabilità. Ti inviterei a fermarti un momento su questo: cosa ti ha fatto stare male davvero? Cosa ti aspetteresti oggi da lei, realisticamente?
Se senti il bisogno di chiarire, può avere senso farlo, ma in modo autentico e rispettoso anche di te stesso, senza annullarti. Allo stesso tempo, potrebbe essere utile darti lo spazio per elaborare ciò che è successo, comprendere meglio le tue emozioni e capire come prenderti cura di te in questa fase.
Non devi affrontare tutto questo da solo: parlarne in uno spazio protetto può aiutarti a fare chiarezza e a ritrovare un equilibrio più sereno.
Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
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Capisco che questa situazione ti stia facendo soffrire molto. Quello che descrivi non riguarda solo una persona che ti piace, ma un intreccio complesso di aspettative, vicinanza, delusione, vergogna e distanza che si è costruito nel tempo.
Vorrei partire da un punto: le tue emozioni hanno senso.
La delusione per come sono andate le cose, la rabbia per aver sentito violata la tua fiducia, il senso di colpa per come hai reagito… sono tutte risposte comprensibili dentro la storia che mi racconti.
Quello che noto è che tra voi si è creata una sorta di danza relazionale:
all’inizio c’era molta vicinanza, quasi una sintonia spontanea, poi è arrivata una definizione di ruolo da parte sua (“ti vedo come un fratellino”) che ha cambiato l’equilibrio, quando hai scoperto che aveva parlato della tua confessione, la ferita è diventata più profonda e il tuo silenzio è stato un modo per proteggerti, per riprendere controllo, ma ora quella stessa protezione è diventata una gabbia, perché ti impedisce di avvicinarti come vorresti
Quello che stai vivendo oggi sembrerebbe il risultato di questa sequenza, non di un singolo gesto.
Quello che potremmo fare insieme è aiutarti a rimettere ordine tra ciò che provi, ciò che desideri e ciò che è possibile.
Non si tratta di “tornare come prima”, né di cancellare quello che è successo.
Si tratta di capire che posizione vuoi occupare tu in questa relazione, oggi.
Vorrei partire da un punto: le tue emozioni hanno senso.
La delusione per come sono andate le cose, la rabbia per aver sentito violata la tua fiducia, il senso di colpa per come hai reagito… sono tutte risposte comprensibili dentro la storia che mi racconti.
Quello che noto è che tra voi si è creata una sorta di danza relazionale:
all’inizio c’era molta vicinanza, quasi una sintonia spontanea, poi è arrivata una definizione di ruolo da parte sua (“ti vedo come un fratellino”) che ha cambiato l’equilibrio, quando hai scoperto che aveva parlato della tua confessione, la ferita è diventata più profonda e il tuo silenzio è stato un modo per proteggerti, per riprendere controllo, ma ora quella stessa protezione è diventata una gabbia, perché ti impedisce di avvicinarti come vorresti
Quello che stai vivendo oggi sembrerebbe il risultato di questa sequenza, non di un singolo gesto.
Quello che potremmo fare insieme è aiutarti a rimettere ordine tra ciò che provi, ciò che desideri e ciò che è possibile.
Non si tratta di “tornare come prima”, né di cancellare quello che è successo.
Si tratta di capire che posizione vuoi occupare tu in questa relazione, oggi.
Grazie per la sua condivisione. Quello che racconta sembra un’alternanza tra vicinanza e ferita: da una parte il legame iniziale, la connessione, il sentirsi vicini; dall’altra il dolore e la rabbia per aver scoperto che una sua confidenza è stata condivisa, fino a portarla a toglierle il saluto e a prendere le distanze. Ora sembrano convivere due movimenti opposti: uno che la protegge attraverso la distanza, e uno che sente la mancanza, il desiderio di riavvicinarsi.
Forse può chiedersi: cosa sta cercando di proteggere nel non calcolarla? E cosa, invece, sta perdendo nel mantenere questa distanza? Rimango a disposizione. Un caro saluto.
Forse può chiedersi: cosa sta cercando di proteggere nel non calcolarla? E cosa, invece, sta perdendo nel mantenere questa distanza? Rimango a disposizione. Un caro saluto.
Buongiorno, ha pensato che forse potrebbe semplicemente trovare il modo di parlarle e dirle tutto questo? La libertà di dire quello che si prova, di mostrarsi per come si è può alleggerire molto e lascia all'altro la possibilità di fare altrettanto. Potrebbe essere molto difficile e allora vale la pena di domandarsi quali ostacoli ci sono per noi, quali paure... Buona vita. Dott.ssa Franca Vocaturi
Quello che sta vivendo fa male, ma è importante mettere a fuoco bene cosa è successo, senza farsi guidare solo da come lo sente oggi.
Più che parlare di un legame forte da entrambe le parti, sembra che lei non si sia resa conto fino in fondo del suo coinvolgimento, tanto da trattarlo con una certa leggerezza, arrivando anche a raccontare ad altri qualcosa che per lei era personale.
Questo l’ha ferita, ed è comprensibile.
La sua reazione però è stata quella di chiudere completamente, togliere il saluto e ritirarsi. Una modalità che, anche se nasce da una ferita, dall’esterno può apparire immatura o poco chiara, soprattutto per una persona che già la vedeva come “più piccolo” o “come un fratellino”.
Ora, nella distanza, sta facendo il movimento opposto: sentirne la mancanza, idealizzarla e pensare che sia tutta colpa sua.
Il rischio è passare da un estremo all’altro, senza davvero affrontare la situazione.
Se vuole recuperare credibilità, il passaggio non è buttarsi con un abbraccio o con dichiarazioni forti, ma fare qualcosa di più semplice e, allo stesso tempo, più adulto: affrontarla.
Questo significa poterle dire che ci è rimasto male, che ha reagito chiudendo, che le vuole bene, ma anche accettare la sua posizione, senza provare a cambiarla.
È proprio questa capacità — stare su quello che prova senza forzare l’altro — che può farla uscire dalla posizione del “fratellino”.
Non è detto che questo porti a una relazione diversa, ma sicuramente cambia il modo in cui lei verrà vista.
E, prima ancora, il modo in cui si sta nella relazione.
Se sente che questa situazione la tiene ancora bloccata, può avere senso fermarsi a metterla a fuoco meglio, partendo proprio da qui.
Un caro saluto.
Più che parlare di un legame forte da entrambe le parti, sembra che lei non si sia resa conto fino in fondo del suo coinvolgimento, tanto da trattarlo con una certa leggerezza, arrivando anche a raccontare ad altri qualcosa che per lei era personale.
Questo l’ha ferita, ed è comprensibile.
La sua reazione però è stata quella di chiudere completamente, togliere il saluto e ritirarsi. Una modalità che, anche se nasce da una ferita, dall’esterno può apparire immatura o poco chiara, soprattutto per una persona che già la vedeva come “più piccolo” o “come un fratellino”.
Ora, nella distanza, sta facendo il movimento opposto: sentirne la mancanza, idealizzarla e pensare che sia tutta colpa sua.
Il rischio è passare da un estremo all’altro, senza davvero affrontare la situazione.
Se vuole recuperare credibilità, il passaggio non è buttarsi con un abbraccio o con dichiarazioni forti, ma fare qualcosa di più semplice e, allo stesso tempo, più adulto: affrontarla.
Questo significa poterle dire che ci è rimasto male, che ha reagito chiudendo, che le vuole bene, ma anche accettare la sua posizione, senza provare a cambiarla.
È proprio questa capacità — stare su quello che prova senza forzare l’altro — che può farla uscire dalla posizione del “fratellino”.
Non è detto che questo porti a una relazione diversa, ma sicuramente cambia il modo in cui lei verrà vista.
E, prima ancora, il modo in cui si sta nella relazione.
Se sente che questa situazione la tiene ancora bloccata, può avere senso fermarsi a metterla a fuoco meglio, partendo proprio da qui.
Un caro saluto.
Salve Grazie per aver condiviso questa tua parte di vita. Quando si crea una connessione così forte e poi si rompe, lascia proprio un vuoto fisico, come se mancasse qualcosa nelle giornate. E quando ci passi davanti tutti i giorni è ancora più difficile, perché non hai il tempo di “staccare”. Quello che stai vivendo non è tanto “aver sbagliato tutto”, ma non aver ancora chiuso davvero quella cosa lì dentro di te. Una parte di te è rimasta ferma a quando stavate bene, e per questo adesso senti il bisogno di riavvicinarti, quasi di sistemare tutto con un gesto, un abbraccio, una frase.
Ma non è così semplice. Non perché tu non possa avvicinarti, ma perché quello che c’era prima è cambiato. E tu lo sai, anche se fa male accettarlo.
Il fatto che tu ti sia chiuso non è stato essere “cattivo”. È stato un modo per proteggerti quando ti sei sentito esposto e un po’ tradito. E il fatto che ora ti manchi non cancella quel pezzo lì.
Non stai sbagliando, stai solo attraversando qualcosa che non hai ancora lasciato andare del tutto. Ed è normale che faccia così male. Il percorso psicologico puo' esserti molto d'aiuto, un caro saluto
Ma non è così semplice. Non perché tu non possa avvicinarti, ma perché quello che c’era prima è cambiato. E tu lo sai, anche se fa male accettarlo.
Il fatto che tu ti sia chiuso non è stato essere “cattivo”. È stato un modo per proteggerti quando ti sei sentito esposto e un po’ tradito. E il fatto che ora ti manchi non cancella quel pezzo lì.
Non stai sbagliando, stai solo attraversando qualcosa che non hai ancora lasciato andare del tutto. Ed è normale che faccia così male. Il percorso psicologico puo' esserti molto d'aiuto, un caro saluto
Salve.
Quello che senti è molto umano: hai perso qualcosa che per te era importante e il distacco, anche se nato dalla rabbia, ora pesa come mancanza. È come se avessi costruito una difesa per proteggerti da una ferita (il fatto che abbia raccontato in giro), ma adesso quella stessa difesa ti tiene lontano da ciò che desideri.
Provo a restituirti un punto fermo: non è “tutta colpa tua”. Ti sei sentito esposto e tradito, e hai reagito. Allo stesso tempo, è vero che ora senti il bisogno di riavvicinarti. Entrambe le cose possono coesistere.
Se senti che è autentico, puoi fare un passo semplice e pulito: riaprire il contatto senza annullarti. Non serve dichiararti di nuovo o prenderti tutta la colpa. Può bastare qualcosa di umano, diretto: dirle che ti è dispiaciuto come sono andate le cose, che hai reagito male perché ci tenevi, e che ti farebbe piacere ristabilire un rapporto sereno.
Poi però c’è un punto delicato: lei ti ha già detto che non ti vede in modo romantico. Avvicinarti ha senso se riesci ad accettare questo, senza sperare che cambi. Altrimenti rischi di riaprire la ferita.
Più che “recuperare tutto”, forse qui si tratta di scegliere come vuoi stare tu: con dignità, sincerità, e un po’ di cura per te stesso. Anche se fa male.
Quello che senti è molto umano: hai perso qualcosa che per te era importante e il distacco, anche se nato dalla rabbia, ora pesa come mancanza. È come se avessi costruito una difesa per proteggerti da una ferita (il fatto che abbia raccontato in giro), ma adesso quella stessa difesa ti tiene lontano da ciò che desideri.
Provo a restituirti un punto fermo: non è “tutta colpa tua”. Ti sei sentito esposto e tradito, e hai reagito. Allo stesso tempo, è vero che ora senti il bisogno di riavvicinarti. Entrambe le cose possono coesistere.
Se senti che è autentico, puoi fare un passo semplice e pulito: riaprire il contatto senza annullarti. Non serve dichiararti di nuovo o prenderti tutta la colpa. Può bastare qualcosa di umano, diretto: dirle che ti è dispiaciuto come sono andate le cose, che hai reagito male perché ci tenevi, e che ti farebbe piacere ristabilire un rapporto sereno.
Poi però c’è un punto delicato: lei ti ha già detto che non ti vede in modo romantico. Avvicinarti ha senso se riesci ad accettare questo, senza sperare che cambi. Altrimenti rischi di riaprire la ferita.
Più che “recuperare tutto”, forse qui si tratta di scegliere come vuoi stare tu: con dignità, sincerità, e un po’ di cura per te stesso. Anche se fa male.
Salve,
più che chiedersi subito cosa fare con lei, può essere utile fermarsi su ciò che questa situazione ha toccato in lei. Quando ha espresso il suo sentimento, il rapporto è cambiato e lei è stato collocato in un posto diverso da quello che desiderava. La distanza e il silenzio sembrano essere stati un modo per difendersi da questa ferita.
Oggi sente mancanza e senso di colpa, ma la domanda forse non è solo come recuperare lei, bensì che cosa le manca davvero: la persona o il posto che sentiva di avere per lei. Un caro saluto
più che chiedersi subito cosa fare con lei, può essere utile fermarsi su ciò che questa situazione ha toccato in lei. Quando ha espresso il suo sentimento, il rapporto è cambiato e lei è stato collocato in un posto diverso da quello che desiderava. La distanza e il silenzio sembrano essere stati un modo per difendersi da questa ferita.
Oggi sente mancanza e senso di colpa, ma la domanda forse non è solo come recuperare lei, bensì che cosa le manca davvero: la persona o il posto che sentiva di avere per lei. Un caro saluto
La domanda forse non sarebbe solo “devo cercarla o no?”, ma: ti manca lei… o ti manca ciò che sentivi con lei? Sono due cose diverse.
E forse: stai cercando di recuperare una relazione… o stai cercando di riparare una ferita di rifiuto? Anche questo non coincide sempre.
Perché a volte non soffriamo solo per una persona che si è allontanata, ma per ciò che quel legame aveva acceso dentro di noi.
Se ti accorgessi che questo dolore prende molto spazio, ti blocca, o ti porta a oscillare tra rabbia e idealizzazione, potrebbe valere la pena parlarne con un professionista. A volte dietro qualcuno che “manca tantissimo” potrebbe esserci una parte di noi che sta chiedendo di essere vista.
E forse il lavoro partirebbe proprio da qui: capire se vuoi tornare da lei… o tornare a te.
E forse: stai cercando di recuperare una relazione… o stai cercando di riparare una ferita di rifiuto? Anche questo non coincide sempre.
Perché a volte non soffriamo solo per una persona che si è allontanata, ma per ciò che quel legame aveva acceso dentro di noi.
Se ti accorgessi che questo dolore prende molto spazio, ti blocca, o ti porta a oscillare tra rabbia e idealizzazione, potrebbe valere la pena parlarne con un professionista. A volte dietro qualcuno che “manca tantissimo” potrebbe esserci una parte di noi che sta chiedendo di essere vista.
E forse il lavoro partirebbe proprio da qui: capire se vuoi tornare da lei… o tornare a te.
Buonasera. Da ciò che racconta, sembra che oggi Lei stia soffrendo non solo per il rifiuto, ma anche per la rottura di un legame che per Lei aveva assunto un significato importante. È comprensibile quindi che la distanza, il silenzio e il vedersi ogni giorno mantengano tutto molto vivo. Più che colpevolizzarsi del tutto o idealizzare lei, potrebbe esserLe utile riconoscere che in questa situazione si sono intrecciati ferita, rabbia, delusione e bisogno di vicinanza. Se sente di aver bisogno di chiarire, può farlo in modo semplice e rispettoso, senza aspettarsi però necessariamente un ritorno al rapporto di prima. Se questa situazione dovesse pesarLe o destabilizzarLa, può valutare un supporto psicologico, con me o con il professionista che ritiene più adatto a Lei.
Le auguro una buona serata.
Le auguro una buona serata.
Buongiorno
potrebbe fare ciò che scrive nella Sua email e cioè abbracciare questa ragazza e parlarle chiaramente, ma sento che vedrebbe questo come una perdita della propria autostima. Inoltre ha timore di essere di nuovo respinto e non riconosciuto nei Suoi tentativi di chiarire come si sente. Tuttavia penso che dovrebbe provare a parlare con schiettezza. Si potrebbe certamente sentire meglio dopo e ciò Le consentirebbe di acquisire maggiore sicurezza i se stesso. Cordiali saluti dott.ssa G.Elmo
potrebbe fare ciò che scrive nella Sua email e cioè abbracciare questa ragazza e parlarle chiaramente, ma sento che vedrebbe questo come una perdita della propria autostima. Inoltre ha timore di essere di nuovo respinto e non riconosciuto nei Suoi tentativi di chiarire come si sente. Tuttavia penso che dovrebbe provare a parlare con schiettezza. Si potrebbe certamente sentire meglio dopo e ciò Le consentirebbe di acquisire maggiore sicurezza i se stesso. Cordiali saluti dott.ssa G.Elmo
Ciao, i rapporti quando vengono intrisi di affettività diventano automaticamente complessi perchè più ricchi. I tuoi sentimenti sono da preservare perchè onesti e permettimi di dirti anche un po' ingenui. La collega con la quale lavori ti ha colpito prima positivamente fino al punto che sei arrivato a dirle che ti piace ma poi ha parlato con gli altri. Dal tuo racconto posso solo immaginare il motivo della sua reazione, a quanto pare non positiva per te ma comunque sincera ( dirti di vederti come un fratello più piccolo è un'ammissione di non reciprocità). Il fatto di averlo detto in giro è probabilmente un'indice di ricerca di conferme da parte sua.. Non è facile gestire un rapporto intimo anche sul luogo di lavoro, dev'esserci una grande coesione di gruppo e accettazione della coppia che lavora insieme al gruppo, una forte competenza emotiva da parte di tutti i partecipanti. Non te la prendere, è normale, spesso si chiede il trasferimento, oppure si affrontano grandi crisi. Bisogna riconoscere che il fatto di averne parlato con gli altri potresti averlo sentito come un tradimento ma i tuoi sentimenti di colpa stanno un po' oscurando tutto questo. Ti domando, quanto risentimento hai rispetto al suo gesto? Parlale o cerca di riavvicinarti poco a poco, riconosci insieme a lei i tuoi sentimenti di delusione, ma mentre lo fai ti consiglio di tenere a mente che i momenti di vicinanza con lei non saranno mai identici quando sei a lavoro e quando sei fuori. Un saluto!
Buongiorno, dal suo racconto sembra che lei in questo momento stia vivendo un conflitto interno relativo a questa situazione. E' come se ci fossero diverse parti di lei che sono in contrasto, e il risultato di questo contrasto è lo stallo che lei sta sentendo, in cui lei sente di "stare male" e sostanzialmente di non capire perchè non riesce a fare quello che vorrebbe fare. Il che è comprensibile, perchè da quello che scrive lei ha vissuto una forte delusione da una relazione in cui inizialmente perciva una grande vicinanza e connessione ma in cui poi le è stato detto di essere visto come un fratello minore e non come un partner. Credo quindi che ci sia una parte di lei che ne è rimasta molto arrabbiata (penso anche al fatto che la sua confessione sia stata "divulgata"), ma c'è un'altra parte di lei che non riconosce e non legittima questa rabbia e che, anzi, le sta dicendo che è colpa sua. Credo che sia importante che lei si prenda uno spazio in cui sia possibile far comunicare queste sue parti, in modo da capire quale sia veramente in questo momento il suo bisogno.
Rimango a disposizione
Dott. Federico Bartoli
Rimango a disposizione
Dott. Federico Bartoli
Gentile, mi sembra che Lei stia vivendo una situazione molto dolorosa, questa persona per Lei ha avuto un significato importante e ora la distanza quotidiana al lavoro rende tutto più difficile.
Mi sembra che ci siano diversi elementi che andrebbero osservati con calma, uno alla volta: il dolore per il rifiuto, la delusione per il fatto che lei abbia parlato della Sua confessione con altri, la rabbia che potrebbe aver provato, il modo in cui questa rabbia L’ha portata ad allontanarsi, il senso di colpa che sente adesso, la nostalgia del rapporto che avevate, il bisogno di riparare e forse anche la difficoltà di capire se desideri chiarire, chiedere scusa o recuperare una vicinanza.
Forse, prima di decidere cosa fare, può essere utile fermarsi proprio su questi aspetti, esplorandoli con curiosità, senza cedere alla credenza che sia “tutta colpa Sua” e senza cercare una risposta univoca a una situazione che per Lei è comprensibilmente faticosa da gestire.
Esplorare questi aspetti per messaggio può essere difficile; qualora fosse interessato a riprendere l’argomento e a iniziare un percorso di supporto psicologico, rimango a disposizione.
Mi sembra che ci siano diversi elementi che andrebbero osservati con calma, uno alla volta: il dolore per il rifiuto, la delusione per il fatto che lei abbia parlato della Sua confessione con altri, la rabbia che potrebbe aver provato, il modo in cui questa rabbia L’ha portata ad allontanarsi, il senso di colpa che sente adesso, la nostalgia del rapporto che avevate, il bisogno di riparare e forse anche la difficoltà di capire se desideri chiarire, chiedere scusa o recuperare una vicinanza.
Forse, prima di decidere cosa fare, può essere utile fermarsi proprio su questi aspetti, esplorandoli con curiosità, senza cedere alla credenza che sia “tutta colpa Sua” e senza cercare una risposta univoca a una situazione che per Lei è comprensibilmente faticosa da gestire.
Esplorare questi aspetti per messaggio può essere difficile; qualora fosse interessato a riprendere l’argomento e a iniziare un percorso di supporto psicologico, rimango a disposizione.
Gentile utente, sarebbe opportuno prima di agire, di chiedere cosa vuole davvero: chiarire e chiudere bene, oppure provare a recuperare un rapporto. Se sente il bisogno di parlarle, lo faccia con calma e rispetto, senza colpevolizzarsi troppo: puoi dirle che le è dispiaciuto allontanarsi e che le ha ferito ciò che è successo.
Accetti però che lei potrebbe non ricambiare come vorrebbe. Il passo importante è esprimersi in modo sincero e prendersi cura di te, senza annullarsi.
Accetti però che lei potrebbe non ricambiare come vorrebbe. Il passo importante è esprimersi in modo sincero e prendersi cura di te, senza annullarsi.
Salve a lei, da ciò che racconta si percepisce il forte dispiacere che lei prova per la situazione che sta vivendo.
A volte, può succedere in noi di provare più sentimenti e più emozioni allo stesso tempo; nell’epoca in cui viviamo siamo sempre più spinti a pensare di dover provare solo un’emozione, pensare sempre una cosa soltanto, e che siano le stesse nel tempo poiché altrimenti non si è coerenti, secondo la società.
Ma noi esseri umani non siamo “monosentimento”: in lei può coesistere sia il bene e l’affetto che prova verso la ragazza, sia la rabbia e la tristezza causata dall’azione di aver raccontato una cosa vostra intima, creando delusione.
È probabile che possa avvertire una confusione, per questo la invito ad approfondire le sue emozioni e i suoi pensieri e comprendere perché la sofferenza che lei ha provato e prova, domina sull’affetto e il riavvicinamento con la ragazza.
Spero che si prenda cura delle sue emozioni.
Un caro saluto
A volte, può succedere in noi di provare più sentimenti e più emozioni allo stesso tempo; nell’epoca in cui viviamo siamo sempre più spinti a pensare di dover provare solo un’emozione, pensare sempre una cosa soltanto, e che siano le stesse nel tempo poiché altrimenti non si è coerenti, secondo la società.
Ma noi esseri umani non siamo “monosentimento”: in lei può coesistere sia il bene e l’affetto che prova verso la ragazza, sia la rabbia e la tristezza causata dall’azione di aver raccontato una cosa vostra intima, creando delusione.
È probabile che possa avvertire una confusione, per questo la invito ad approfondire le sue emozioni e i suoi pensieri e comprendere perché la sofferenza che lei ha provato e prova, domina sull’affetto e il riavvicinamento con la ragazza.
Spero che si prenda cura delle sue emozioni.
Un caro saluto
Buonasera gentile utente, la ringrazio per aver condiviso una situazione così intensa e dolorosa. Da ciò che racconta emerge quanto questo legame abbia avuto per lei un forte impatto emotivo, soprattutto nel passaggio tra vicinanza, delusione e distanza.
Esperienze come questa possono attivare vissuti profondi legati al rifiuto, alla fiducia e al bisogno di riconoscimento, portando talvolta a reazioni di chiusura o allontanamento come forma di protezione dal dolore. È comprensibile che oggi possano convivere senso di colpa, nostalgia e desiderio di recuperare ciò che si è spezzato.
Più che agire impulsivamente, potrebbe essere utile provare prima a comprendere meglio i suoi vissuti, distinguendo ciò che nasce dal dolore, dalla delusione o da un reale desiderio relazionale. Un eventuale confronto autentico può essere importante, ma solo se fondato su maggiore chiarezza emotiva.
Se questa esperienza sta incidendo profondamente sul suo benessere, un percorso di sostegno psicologico potrebbe aiutarla a elaborare quanto accaduto, comprendere meglio le dinamiche relazionali coinvolte e ritrovare maggiore consapevolezza nelle sue scelte affettive.
La saluto cordialmente
Dott.ssa Mabel Morales
Esperienze come questa possono attivare vissuti profondi legati al rifiuto, alla fiducia e al bisogno di riconoscimento, portando talvolta a reazioni di chiusura o allontanamento come forma di protezione dal dolore. È comprensibile che oggi possano convivere senso di colpa, nostalgia e desiderio di recuperare ciò che si è spezzato.
Più che agire impulsivamente, potrebbe essere utile provare prima a comprendere meglio i suoi vissuti, distinguendo ciò che nasce dal dolore, dalla delusione o da un reale desiderio relazionale. Un eventuale confronto autentico può essere importante, ma solo se fondato su maggiore chiarezza emotiva.
Se questa esperienza sta incidendo profondamente sul suo benessere, un percorso di sostegno psicologico potrebbe aiutarla a elaborare quanto accaduto, comprendere meglio le dinamiche relazionali coinvolte e ritrovare maggiore consapevolezza nelle sue scelte affettive.
La saluto cordialmente
Dott.ssa Mabel Morales
Salve, da quello che descrive sembra che Lei si trovi dentro un’esperienza emotivamente molto intensa, in cui si intrecciano affetto, delusione, rabbia e senso di colpa. Quando un legame nasce con una forte vicinanza e una sensazione di “connessione”, è naturale che la sua trasformazione o perdita venga vissuta quasi come un vuoto difficile da tollerare.
Il momento in cui lei si è esposto esprimendo i suoi sentimenti appare come un passaggio importante: da una parte un gesto autentico, dall’altra qualcosa che l’ha resa più vulnerabile. La risposta di lei, e soprattutto il fatto che la sua confidenza sia stata condivisa con altri, può aver toccato aspetti profondi legati al sentirsi non riconosciuto o non rispettato, attivando comprensibilmente rabbia e una reazione di chiusura.
Il fatto che oggi Lei senta di averla “trattata male” e provi il desiderio di riavvicinarsi, fino quasi a idealizzarla (“è unica”), potrebbe indicare una certa oscillazione tra vissuti opposti: da un lato il bisogno di proteggersi prendendo distanza, dall’altro il desiderio di recuperare il legame e riparare. Questo movimento interno è molto umano, ma merita di essere compreso con attenzione.
Potrebbe esserle utile chiedersi: cosa rappresentava per lei questa relazione? Cosa ha significato sentirsi rifiutato o esposto? E ancora, il desiderio attuale di riavvicinarsi nasce più dal bisogno di lei in quanto persona, o dal tentativo di alleviare il disagio e il senso di colpa che sta provando?
Prima di un eventuale gesto nei suoi confronti, potrebbe essere importante soffermarsi su questi aspetti interni, per evitare di agire in modo impulsivo o guidato solo dall’urgenza emotiva del momento. Se poi sentirà che un chiarimento è davvero importante per lei, potrà eventualmente cercare un contatto più autentico e rispettoso, senza però perdere di vista anche il suo bisogno di tutela.
Se questa situazione continua a farla stare così male, potrebbe essere utile parlarne in uno spazio psicologico dedicato, dove poter approfondire meglio questi vissuti e comprendere cosa si sta muovendo dentro di lei in questa relazione. A presto
Il momento in cui lei si è esposto esprimendo i suoi sentimenti appare come un passaggio importante: da una parte un gesto autentico, dall’altra qualcosa che l’ha resa più vulnerabile. La risposta di lei, e soprattutto il fatto che la sua confidenza sia stata condivisa con altri, può aver toccato aspetti profondi legati al sentirsi non riconosciuto o non rispettato, attivando comprensibilmente rabbia e una reazione di chiusura.
Il fatto che oggi Lei senta di averla “trattata male” e provi il desiderio di riavvicinarsi, fino quasi a idealizzarla (“è unica”), potrebbe indicare una certa oscillazione tra vissuti opposti: da un lato il bisogno di proteggersi prendendo distanza, dall’altro il desiderio di recuperare il legame e riparare. Questo movimento interno è molto umano, ma merita di essere compreso con attenzione.
Potrebbe esserle utile chiedersi: cosa rappresentava per lei questa relazione? Cosa ha significato sentirsi rifiutato o esposto? E ancora, il desiderio attuale di riavvicinarsi nasce più dal bisogno di lei in quanto persona, o dal tentativo di alleviare il disagio e il senso di colpa che sta provando?
Prima di un eventuale gesto nei suoi confronti, potrebbe essere importante soffermarsi su questi aspetti interni, per evitare di agire in modo impulsivo o guidato solo dall’urgenza emotiva del momento. Se poi sentirà che un chiarimento è davvero importante per lei, potrà eventualmente cercare un contatto più autentico e rispettoso, senza però perdere di vista anche il suo bisogno di tutela.
Se questa situazione continua a farla stare così male, potrebbe essere utile parlarne in uno spazio psicologico dedicato, dove poter approfondire meglio questi vissuti e comprendere cosa si sta muovendo dentro di lei in questa relazione. A presto
Buongiorno da quello che scrive sembra che abbia bisogno di parlare e di condividere con questa persona come sta e come si sente. Capisco che esporsi e parlare non sia sempre così facile, ma spesso quello che sentiamo è proprio la risposta alle domande che ci facciamo. Se si sente in colpa e vuole darle qualche spiegazione provi a condividere con questa persona come si è sentito dopo il suo rifiuto, del motivo del suo periodo buio e quello che invece sente ora. Buona giornata
Buongiorno, grazie per la sua condivisione. Mi sembra una situazione molto dolorosa e complessa; intrecciandosi con l'ambiente lavorativo, mi sembra vada a mancare quella distanza necessaria per elaborare un distacco. La terapia potrebbe essere uno spazio sicuro dove dare un significato al suo senso di colpa; in una relazione si è sempre in due. Inoltre, questo dolore così intenso mi sembra abbia toccato corde molto profonde, comprenderle con l'aiuto di un professionista potrebbe aiutarla a capire come riuscire a rimanere in ascolto dei suoi bisogni emotivi. Un saluto
Buongiorno, capisco quanto possa farle male, ha perso una connessione importante e si trova a vederla ogni giorno.
Due aspetti però sono centrali: lei è stata chiara nel dirle che la vede come un “fratellino”, quindi non c’è lo stesso interesse; e il fatto che abbia condiviso la sua confessione con altri l’ha ferita, rendendo comprensibile il suo allontanamento.
Se vuole stare meglio, può provare a riaprire un minimo di dialogo, in modo semplice e senza aspettative: ad esempio riconoscere che si è allontanato perché era ferito, senza accusarla, e dire che le dispiace per il gelo creato.
Allo stesso tempo, è importante non colpevolizzarsi né idealizzarla: il legame è cambiato perché i sentimenti non erano reciproci. Ora l’obiettivo è ritrovare un equilibrio.
Se stare in contatto le fa troppo male, è anche legittimo mantenere una distanza più protettiva. Un caro saluto
Due aspetti però sono centrali: lei è stata chiara nel dirle che la vede come un “fratellino”, quindi non c’è lo stesso interesse; e il fatto che abbia condiviso la sua confessione con altri l’ha ferita, rendendo comprensibile il suo allontanamento.
Se vuole stare meglio, può provare a riaprire un minimo di dialogo, in modo semplice e senza aspettative: ad esempio riconoscere che si è allontanato perché era ferito, senza accusarla, e dire che le dispiace per il gelo creato.
Allo stesso tempo, è importante non colpevolizzarsi né idealizzarla: il legame è cambiato perché i sentimenti non erano reciproci. Ora l’obiettivo è ritrovare un equilibrio.
Se stare in contatto le fa troppo male, è anche legittimo mantenere una distanza più protettiva. Un caro saluto
Ti manca, ma non è “tutta colpa tua”.
Lei ha messo un confine (“ti vedo come un fratello”)
e ha anche tradito la tua fiducia parlando in giro.
Tu hai reagito male chiudendo.
Entrambi avete contribuito alla distanza.
Cosa fare ora:
Se vuoi, chiarisci: “Mi dispiace per come ho reagito, ero ferito.”
Non idealizzarla né dichiararti di nuovo.
Accetta che potrebbe non cambiare nulla.
Lei ha messo un confine (“ti vedo come un fratello”)
e ha anche tradito la tua fiducia parlando in giro.
Tu hai reagito male chiudendo.
Entrambi avete contribuito alla distanza.
Cosa fare ora:
Se vuoi, chiarisci: “Mi dispiace per come ho reagito, ero ferito.”
Non idealizzarla né dichiararti di nuovo.
Accetta che potrebbe non cambiare nulla.
Quello che emerge non è solo “averla trattata male”. C’è stato un passaggio: qualcosa di intimo da parte sua è stato esposto, e da lì il suo ritiro prende un certo senso.
Il punto forse non è stabilire di chi sia la colpa, ma interrogare cosa si è mosso per Lei in questa dinamica:
– Che cosa l’ha ferita di più, il rifiuto o il fatto che sia stato detto ad altri?
– Quando pensa di dirle che è “tutta colpa sua”, cosa sta cercando di recuperare?
– Quel posto di “fratellino” per Lei è davvero tollerabile?
– Quello che Le manca oggi è questa persona, o ciò che rappresentava all’inizio?
Sono questioni che aiutano a orientarsi senza ridurre tutto a un errore da riparare.
Cordialmente
Dott. Coccetta Pietro
Il punto forse non è stabilire di chi sia la colpa, ma interrogare cosa si è mosso per Lei in questa dinamica:
– Che cosa l’ha ferita di più, il rifiuto o il fatto che sia stato detto ad altri?
– Quando pensa di dirle che è “tutta colpa sua”, cosa sta cercando di recuperare?
– Quel posto di “fratellino” per Lei è davvero tollerabile?
– Quello che Le manca oggi è questa persona, o ciò che rappresentava all’inizio?
Sono questioni che aiutano a orientarsi senza ridurre tutto a un errore da riparare.
Cordialmente
Dott. Coccetta Pietro
Buongiorno, quello che racconta porta con sé una componente emotiva molto intensa e anche piuttosto comprensibile, soprattutto considerando il contesto in cui la relazione si è sviluppata. Quando tra due persone nasce una connessione forte, fatta di vicinanza quotidiana, confidenza e aspettative implicite, è naturale che ogni cambiamento successivo venga vissuto come una rottura significativa, quasi come una perdita improvvisa di qualcosa che dava sicurezza e significato alla relazione. Dal punto di vista cognitivo-comportamentale, una situazione come la sua spesso diventa difficile non solo per ciò che è accaduto concretamente, ma per il modo in cui la mente tende a interpretarlo e a rielaborarlo nel tempo. Da una parte c’è il dato iniziale, cioè un interesse reciproco che poi si è modificato fino a diventare una relazione più distante e chiarita dall’altra persona in termini diversi dai suoi. Dall’altra parte però si attivano pensieri molto carichi emotivamente, come il senso di perdita, il rimpianto, il senso di colpa o l’idea di aver compromesso irrimediabilmente qualcosa che poteva essere importante. In questi casi è frequente che si inneschi un circuito interno in cui il dolore porta al ritiro, il ritiro alimenta la distanza, e la distanza aumenta ulteriormente il senso di nostalgia e di mancanza. È comprensibile che, vedendola ogni giorno, questo circuito si riattivi continuamente, mantenendo viva una sofferenza che non trova uno sbocco naturale. Un altro aspetto che emerge è la tendenza a rileggere la situazione soprattutto in termini autocritici, come se tutto dipendesse da un proprio errore o da una propria mancanza. In realtà le dinamiche relazionali sono quasi sempre bidirezionali e complesse. Il fatto che lei si senta in colpa e desideri riparare con un gesto affettivo molto intenso, come un abbraccio o una dichiarazione emotiva totale, dice molto del suo bisogno di ricomporre il legame e di alleviare il dolore interno, ma non sempre questi gesti corrispondono a ciò che l’altro può o desidera sostenere in quel momento. La difficoltà più grande, in situazioni come questa, spesso non è solo decidere cosa fare verso l’altra persona, ma riuscire a tollerare l’ambivalenza: il fatto che possa esserci affetto, rimpianto e legame emotivo, ma allo stesso tempo anche una realtà relazionale che si è spostata in un’altra direzione. Restare agganciati solo a una delle due parti rischia di mantenere la sofferenza attiva. Un lavoro utile, in questi casi, non è tanto “forzarsi a dimenticare” o “recuperare a tutti i costi”, ma imparare a riconoscere con maggiore chiarezza i propri pensieri automatici, distinguere ciò che è nostalgia da ciò che è reale possibilità presente, e soprattutto ritrovare un modo più equilibrato di stare dentro la relazione così com’è oggi, senza che questo significhi svalutarsi o cancellare ciò che è stato. Può essere anche importante interrogarsi su cosa stia rappresentando per lei questa persona, oltre la relazione stessa. A volte, infatti, il legame si carica di significati più profondi legati al bisogno di essere visti, scelti, confermati, e quando questo viene meno il dolore diventa molto più ampio della semplice perdita di un rapporto. In una situazione così delicata, un percorso di supporto può aiutare proprio a fare ordine dentro questi vissuti, a dare un nome più preciso a ciò che sta accadendo emotivamente e a costruire modalità più efficaci per gestire il contatto quotidiano con lei senza che questo continui a riaprire continuamente la ferita. Non si tratta di cancellare ciò che prova, ma di imparare a non esserne travolto e a non lasciare che guidi in modo automatico le sue scelte e le sue reazioni. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Caro utente,
quello che stai vivendo sembra un mix di attaccamento, delusione e senso di colpa, ed è comprensibile visto il legame che c’è stato.
In questo momento però il bisogno di “recuperare tutto subito” rischia di essere guidato soprattutto dall’emozione e dal dolore del distacco, più che da ciò che è davvero possibile nella relazione.
Può essere più utile provare a tornare a un contatto neutro e rispettoso sul lavoro, senza forzare gesti o chiarimenti troppo intensi. Se nel tempo ci sarà spazio, potrà eventualmente aprirsi anche un dialogo più chiaro.
Un cordiale saluto
dott.ssa Veronica De Iuliis
quello che stai vivendo sembra un mix di attaccamento, delusione e senso di colpa, ed è comprensibile visto il legame che c’è stato.
In questo momento però il bisogno di “recuperare tutto subito” rischia di essere guidato soprattutto dall’emozione e dal dolore del distacco, più che da ciò che è davvero possibile nella relazione.
Può essere più utile provare a tornare a un contatto neutro e rispettoso sul lavoro, senza forzare gesti o chiarimenti troppo intensi. Se nel tempo ci sarà spazio, potrà eventualmente aprirsi anche un dialogo più chiaro.
Un cordiale saluto
dott.ssa Veronica De Iuliis
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