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Esperienze

Sono una Psicologa Clinica e del Lavoro, attualmente in formazione presso la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia ad indirizzo Analitico Transazionale "Performat".

Da anni accompagno persone, coppie e professionisti in percorsi di crescita personale e benessere psicologico, offrendo un sostegno competente, empatico e rispettoso della singolarità di ciascuno.

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Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica
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38 recensioni

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  • M

    Dottoressa molto brava... Sono rimasto soddisfatto

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  • A

    Eccellente colloquio con la dottoressa, spero di rivederla a più presto

     • C/O Studio Motta colloquio psicologico  • 

  • M

    La dottoressa è Molto professionale. La consiglio vivamente

     • C/O Studio privato  • 

  • C

    La dottoressa Fiorenza è bravissima e grande professionalità..

     • Altro Altro  • 

  • D

    Ho avuto un’esperienza molto positiva con la dottoressa Di Leo. È una professionista empatica, attenta e capace di mettere a proprio agio. Un percorso iniziato con tanta fiducia e serenità. La consiglio vivamente.

     • Altro Altro  • 

  • T

    Professionale, accogliente,preparata...scrupolosa e molto attenta all'ascolto

     • Altro Altro  • 

  • M

    Ottima prestazione ..... gentile... cordiale.....con molta esperienza e professionalità....

     • C/O Studio Motta colloquio psicologico  • 

  • M

    Puntuale preparata molto attenta a percepire il problema, molto empatica consiglio

     • C/O Studio privato primo colloquio individuale  • 

  • M

    Molto eccellente, cordiale, professionale mi sentita al mio agio

     • C/O Studio privato colloquio psicologico  • 

  • M

    per il mio problema è stata efficace, molto
    cortese e professionale

     • C/O Studio Motta colloquio psicologico  • 

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Risposte ai pazienti

ha risposto a 19 domande da parte di pazienti di MioDottore

Buongiorno è da circa un anno che sto andando dallo psicologo per un cambiamento che volevo attuare nella mia vita, fino a dicembre andava tutto bene e mi sembrava di aver fatto progressi, ma da febbraio dopo ogni seduta non mi sento meglio.... anzi mi sento più confusa e persa e in agitazione,
in particolare nelle ultime sedute mi sono sentita attaccata perché non stavo facendo nulla di pratica per cambiare (però stavo vivendo un periodo di stanchezza emotiva e fisica veramente difficile) e sentirmi dire che se non mi fossi decisa a fare qualcosa non avrei concluso niente, sarei stata infelice etc mi sono sentita veramente male; ho sentito che c'erano su di me aspettative che avevo deluso, deadline non rispettate etc ma io in quel periodo mi sentivo proprio immobile e non nello stato mentale per cambiare.
Quando le ho esposto il mio stato d'animo riguardo le sue pressioni mi ha detto che l'aveva fatto per istigarmi, per smuovermi un po' ma io mi son sentita attaccata, non sicura e forzata a fare cose che nel momento non riuscivo, inoltre poi parlando di altre cose che avevo scoperto su di me in questo periodo etc mi ha chiesto se le parole che dicevo erano mie o di altri e questo mi ha fatto sentire umiliata e messa in dubbio (durante il percorso ci sono state anche alcune occasioni in cui non percepito di esser compresa appieno)
inoltre sento di non riuscire più a dire certe cose perché percepisco la sua agitazione
per il resto non ci sono stati atteggiamenti sbagliati nei miei confronti, mi appare comunque come una persona disponibile e aperta all'ascolto
ma dopo queste sedute io continuo a ripensare alle sue parole e sento che metto in dubbio in me stessa, e mi agito
l'idea di proseguire mi mette agitazione perché temo di sentirmi di nuovo male e giudicata, mi sento osservata e sotto esame
e invece il pensiero di cambiare terapeuta mi fa sentire meglio
spero di essermi spiegata,
cosa dovrei fare?
Vi ringrazio

Provo a rivolgerti una domanda:
quando esci dalla seduta, quello che senti è più chiarezza, anche se faticosa…
oppure è come se ti perdessi un po’ di più?

Perché a volte ci sono momenti in terapia in cui ci si sente più destabilizzati,
ma dentro quella fatica di solito resta un filo di senso.
Se invece resta soprattutto agitazione e dubbio su di te, è qualcosa che merita spazio e attenzione.

Potrebbe essere importante portare, nella tua terapia, proprio questo vissuto così com’è, senza filtri: il sentirti sotto pressione, il dubbio, il fatto che ora fai più fatica a parlare liberamente.

Non come critica, ma come parte del lavoro che stai facendo.

Dott.ssa Fiorenza Di Leo

Salve ho 50 anni e premetto che sono sempre stato ipocondriaco e ansioso, da qualche tempo ho paura di strozzarmi deglutendo il cibo, ho una sensazione di avere tra gola e palato un bolo, a tavola mangio poco o quasi nulla per paura di soffocarmi. Ma la cosa che mi preoccupa è che da quando ho avuto il problema di aver paura di soffocare, ho perso qualche chilo per me di troppo, sono alto 196 e attualmente peso intorno agli 80 chili.. Sto mangiando molto meno rispetto a prima solo pasta e frutta a pranzo e poco a cena. Ho paura di andare sottopeso o che non riesca a recuperare. Ho paura di avere qualche patologia, mi misuro spesso pressione, ho fatto recenti analisi sangue che sono risultate regolari. Ho paura di non riuscere a superare questo problema.Attendo un vostro gradito consiglio.. Grazie

Da quello che racconti, potrebbe essere che una parte di te si sia spaventata molto all’idea di poter soffocare…
e da quel momento stia cercando di proteggerti, tenendoti in allerta quando mangi.

Allo stesso tempo, c’è anche un’altra parte che si accorge che così stai mangiando meno, stai perdendo peso e stai iniziando a stare peggio.

È come se una parte dicesse: “Attento, potresti soffocare”
e l’altra iniziasse a dire: “Così però non ce la faccio”.

Quando succede questo, spesso il corpo entra in tensione, la gola si irrigidisce e la sensazione che senti diventa ancora più forte.
E questo può farti pensare che il problema sia proprio lì.

Gli esami nella norma sono un dato importante.
Ma non sempre bastano a tranquillizzare quella parte spaventata.

Per questo ti farei una domanda:
quando sei a tavola, ti senti libero di mangiare…
o sei lì a controllare ogni boccone per paura che succeda qualcosa?

Perché se è la paura a guidare, non è qualcosa che si risolve semplicemente sforzandosi di mangiare di più.

In questi casi, può essere davvero utile non restare da soli,
ma avere uno spazio dove capire insieme cosa si è attivato dentro di te e come aiutarti a tornare a fidarti del tuo corpo, passo dopo passo.

Se senti che può esserti utile, possiamo vederlo insieme.

Dott.ssa Fiorenza Di Leo
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