Salve , ho 27 anni ed e da 4 mesi che soffro di depersonalizzazione. E' iniziato tutto l'8 di settem

30 risposte
Salve , ho 27 anni ed e da 4 mesi che soffro di depersonalizzazione. E' iniziato tutto l'8 di settembre quando stavo tornando a casa ed all' improvviso mi sembrava tutto strano , come se non fossi io , lo sapevo che ero io ma non mi sentivo io.Sono andata a casa ed ho fatto finta di non avere niente con la speranza che domani sarei stata di nuovo io.Però non e successo nè domani , ne i giorni successivi. Non volevo dirlo a nessuno perche temevo che mi prendessero per pazza.Per una settimana ho tenuto tutto per me , poi non ho pot uto piu. L'ho detto a mia madre e mio fratello , e lui mi disse che anche lui aveva passato questa cosa 2 anni prima e mi ha detto che ci vuole tempo e tutto torna come prima.A dire la verità ha ragione , perche inizialmente non potevo ne dormire , ne mangiare e mi sentivo estremamente estranea.Poi con il passar del tempo questa sensazione e iniziato a svanire .Prima mi ricordavo tutto il tempo , adesso quando parlo o penso l'ho dimentico di averlo.Pero il mio problema e' che non mi sento come prima della depersonalizzazione, o meglio dire e passato cosi tempo che io nemmeno me lo ricordo come mi dovrei sentire ed e questo che mi spaventa di piu.Mio fratello mi assicura che passera ma io non so che pensare.Ogni volta che me lo ricordo di evere la depersonalizzazione o quando parlo ce lho di nuovo la sensazione di essere straniera.Secondo le vostre esperienze riuscirò piu a sentirmi come prima, ad essere di nuovo io del 100 %?Grazie
Dott.ssa Wilma Picarelli
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Montemerano
Gentile utente, sembra che lei abbia già dato un nome ai suoi sintomi. Per poterle dare una risposta occorrerebbe poter condividere insieme al professionista quanto accaduto altrimenti il rischio che corre è di continuare a “parlare” di quanto le è accaduto senza contestualizzare, cioè senza comprendere in quale momento della sua vita si inserisce è un’esperienza che per lei è stata forte. Esperienze di “estraneità l” possono capitare. Quello che mi sento di dirle è che qualsiasi esperienza possiamo vivere merita di essere compresa nella sua funzione, cioè il motivo per cui le è accaduto. Una volta compreso insieme al professionista allora sarà possibile rispondere alla sua domanda, sarà anzi lei stessa a conoscere qualcosa di nuovo di se stessa e ad andare avanti con un bagaglio di consapevolezza in più. Un caro saluto.

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Dott.ssa Teresa Costabile
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Napoli
Salve, da ciò che racconta sembra essere emersa dell’ansia a causa di questa esperienza. Pur non essendo di per sé un sintomo di psicopatologia, tuttavia è curioso che anche suo fratello l’abbia esperita. Dovrebbe rivolgersi ad un esperto per capire perché è emerso proprio in un dato istante e come mai c’è questa familiarità. Non è possibile darle la certezza che ciò non ricapiti o che torni a sentirsi come prima, anche perché fare finta di nulla (ovvero fare evitamento) ha senso solo nel breve termine per farla sentire meglio, ma nel lungo termine non è molto funzionale.
Dott.ssa Elisa Taverniti
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Gentile utente, la richiesta che ci pone riguarda la rassicurazione circa il ritorno a una condizione precedente. Credo che, dal momento che i sintomi che descrive persistono da tempo, è necessario approfondire nell ambito di una visita specialistica. Solo attraverso l’aiuto di un professionista potrà arrivare ad una diagnosi precisa e alla corrispondente terapia.
Le porgo i miei saluti
Dottoressa Elisa Taverniti
Dott.ssa Adriana Casile
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Buonasera, i sintomi dissociativi svolgono una funzione di difesa dall'accesso a ricordi che potrebbero essere altamente dsturbanti.
Quando il cevello attiva il sistema di difesa per proteggere e difendere da un pericolo neuropercepito non può anche occuparsi di portare avanti le normali attivià quotidiane perchè non percepisce sicurezza. E' vero che questi sintomi posono rientrare da soli, ma potrebbero anche persistere e ripresentarsi. La invito a rivolgersi ad uno psicoterapeuta esperto di dissociazioni per comprendere il significato di questi sintomi. A volte c'è anche bisogno di un piccolo sostegno farmacologico.
Sono disponibile nel caso volesse ulterori informazioni. Cordialmente Dott.ssa Adriana Casile
Dott. Alessio Vellucci
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Gentile Utente,
Le esperienze di estraneità e disaderenza sono molto sgradevoli e, ancor più, spaventanti, e non stupisce che abbia sviluppato una sensibilità che tutt'oggi le fa sentire di non essere più quella di prima, nutrita probabilmente dal timore del ri-verificarsi di ciò e dall'attenzione "esasperata" ai segnali che le comunichino se sta veramente bene oppure no. Non ha parlato di consulti psicologici, ma possiede già "un'etichetta" per quest'esperienza, e vien da pensare che sia il risultato di ricerche condotte autonomamente sull'onda della preoccupazione, che capisco. Ora, potrebbe essere che lei stia effettivamente vivendo stati depersonalizzanti, oppure potrebbe anche essere che l'esperienza che ha vissuto, spiacevole e disorientante, possa corrispondere a qualcosa di meno patologizzante. Consideri l'eventualità di rivolgersi ad uno Psicoterapeuta, per definire più chiaramente sia il problema, a tratti ancora indefinito, che il progetto terapeutico per tornare a star bene "al 100%". Un caro augurio di buona fortuna
Dott.ssa Elisa Galantini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Buonasera, concordo con i colleghi rispetto alla sintomatologia. È sicura che si tratti di depersonalizzazione? Questa potrebbe essere una “diagnosi” un po’ severa rispetto a una sintomatologia che andrebbe indagata con maggiore attenzione: momento in cui il sintomo è insorto, eventuali concomitanze di fattori organici, ansia...e davvero molto altro. Anziché “aspettare che passi da sola”, visto che ha sentito il disagio e la fragilità che questo evento le ha generato, non sarebbe più opportuno discuterne faccia a faccia con uno specialista? Anche solo per essere rassicurata rispetto alla possibile gestione del sintomo stesso. Un cordiale saluto Dott.ssa Elisa Galantini
Dott.ssa Irene Capello
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Asti
Gentile Utente,
esperienze di depersonalizzazione si possono sperimentare nella vita e nella maggior parte dei casi, come è successo a lei, spaventano e vengono vissute con vergogna per il timore di essere giudicati “pazzi”. Le suggerisco di rivolgersi a un professionista innanzitutto per avere una diagnosi corretta, poi per comprendere da cosa sono scatenati questi episodi e per imparare a conoscerli e gestirli.
Cordiali saluti,
dott.ssa Irene Capello.
Dott.ssa Marta Fuscà
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Gentilissima,
Quello che le è accaduto e che continua a manifestarsi è parte di qualcosa che riguarda le sue esperienze relazionali. Per arrivare a fondo di quello che vive credo che dovrebbe rivolgersi ad uno psicoterapeuta con il quale intraprendere un percorso di terapia attraverso cui può riprendersi quegli aspetti di se stessa che sente distaccati, a partire dalle sensazioni corporee e dai conseguenti vissuti. Le auguro di ri-trovarsi. I miei saluti. MF
Dott.ssa Valeria Randisi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Casalecchio di Reno
Buonasera! La depersonalizzazione può avere diverse origini ed è curioso che anche suo fratello le riporta lo stesso "quadro". Capisco che lei cerchi rassicurazioni in merito ma senza un corretto inquadramento non è possibile dire nulla. Le consiglierei di rivolgersi ad uno specialista il prima possibile.
Dott.ssa Eugenia Cardilli
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Roma
Salve, come scrivono i miei colleghi nelle risposte alla sua domanda, le consiglio di non fare un' auto diagnosi a ciò che ha provato, sarebbe meglio che la diagnosi la facesse uno psichiatra o una psicoterapeuta. Potrebbe essere anche che lei abbia frainteso i suoi sintomi come anche suo fratello. Inoltre è importante sapere cosa stava succedendo nella sua vista poco prima che provasse i sintomi di cui parla, forse stava passando un periodo stressante poco prima che provasse quei sintomi. Tutto ciò dovrà analizzarlo con un professionista pratico del disturbo da lei descritto in modo da essere tranquillizzata, ls saluto cordialmente, dott. Eugenia Cardilli.
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Dott. Massimiliano Trossello
Psicologo, Terapeuta, Psicologo clinico
Leinì
Buonasera. Con la dissociazione si crea un’ assenza di connessione nel pensiero, nella memoria e nel senso di identità. Questo quadro sintomatologico è sicuramente invalidante e gravoso nella vita di tutti i giorni. Si rivolga quanto prima ad uno specialista per definire meglio il problema in modo tale da trovare la migliore cura.

Cordialità

Massimiliano Trossello
Dott. Simone Tealdi
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Torino
Buongiorno, la situazione andrebbe approfondita molto per capire meglio la natura di queste depersonalizzazione. Ha pensato di rivolgersi ad uno psicologo?
dott Tealdi
Dott.ssa Giulia Clementelli
Psicologo, Psicoterapeuta, Terapeuta
Torino
Buongiorno, emerge una significativa preoccupazione per quanto vissuto e condiviso con i suoi famigliari. Sarebbe opportuno capire meglio e affidarsi ad uno specialista. La serenità può ritrovarla ma non da sola: un percorso terapeutico potrà aiutarla a capire cosa le è successo e potrà offrirLe gli strumenti adeguati per ritrovare la serenità.
Saluti cari, G. C.
Dott. Andrea De Simone
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Salerno
Buongiorno, provi a rivolgersi ad uno specialista per comprendere e risolvere la sua situazione.
Ottime cose, Dottor Andrea De Simone
Dott.ssa Carmen Capria
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Salve, credo che abbia bisogno di rivolgersi ad uno specialista che l'aiuti a capire meglio la natura del suo sintomo e che possa farle una diagnosi corretta, anche valutando l'anamnesi familiare.
Solo in questo modo è possibile capire come e se intervenire per tornare a sentirsi lei al 100%.
Saluti.
Dott.ssa Carmen Capria
Dott.ssa Alessia Rita Candiloro
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Professional counselor
Napoli
Gentile utente, tali vissuti preoccupanti di cui lei ha avuto esperienza possono essere espressione di un disagio più profondo. La sensazione di sentirsi distaccati e fuori da sé è molto generica, potrebbe riferirsi a quadri piuttosto diversificati, dall'ansia a vissuti depressivi. Ciò di cui ha fatto esperienza forse si è manifestato a causa di un periodo o di un fatto che ha fatto da elemento scatenante, non per questo deve svalutare il fenomeno e aspettare che in un futuro remoto la cosa vada da sé. Credo che sia opportuno che lei chieda aiuto ad uno psicologo, il fatto stesso che ha scritto qui prelude a tale bisogno.
Dott.ssa Gemma Bosco
Psicoterapeuta, Psicologo
Roma
Gentile utente, credo che sarebbe meglio parlare dei sintomi da lei descritti ad uno specialista con il quale condividere le sue paure e le sue angosce anche perché non possiamo avere la certezza che ciò che descrive sia ricollegabile ad un fenomeno di depersonalizzazione senza la conferma di un professionista. La sensazione di sentirsi staccati dal corpo è un fenomeno comune a diversi quadri patologici e sarebbe utile andare a " cercare" un possibile elemento scatenante tale sintomatologia.
Rimango a disposizione per qualsiasi chiarimento o informazione.
Un saluto
D.ssa gemma bosco
Dott.ssa Simona de Santis
Psicologo, Psicoterapeuta
Silvi
Salve,
certo che è possibile tornare ad essere come era, ma è necessario iniziare un percorso psicoterapeutico, in modo da dare una collocazione temporale e causale a tale esperienza di depersonalizzazione, in quanto è la manifestazione di qualcosa di più profondo e su cui deve lavorare.
Saluti.
Dott.ssa Giovanna Pentagallo
Psicologo, Psicologo clinico
Altavilla Silentina
Salve, sarebbe necessario sapere se questa diagnosi le è stata fatta da qualche professionista, in quanto quella che descrive, è una sintomatologia comune a diverse patologie, quindi è importante una discriminazione tra queste, per evitare ansie e preoccupazioni.
Bisognerebbe indagare molti più aspetti, di quelli descritti.
Sarebbe opportuno parlarne con qualcuno di esperto, per poterla rassicurare e consigliarle un percorso adatto.
Dr. Manuel Marco Mancini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve,
il consiglio è di evitare le auto diagnosi, occorrono tanti anni di studio per riuscire a farle.
Si affidi a una visita specialistica per comprendere la natura di quanto ha qui riportato e pianificare un percorso diagnostico, e eventualmente di sostegno psicologico.
Un saluto,
MMM
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace per la situazione ed il disagio espresso. A mio avviso sarebbe essenziale intraprendere un percorso di supporto psicologico che possa identificare e riconoscere cause e fattori di mantenimento dei suoi sintomi e valutare eventuale presa in carico psichiatrico.
Cordialmente, dott. FDL
Dott. Alessandro D'Agostini
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Buonasera, penso che al momento attuale, rivolgersi ad uno psicologo potrebbe esserle di aiuto per fare chiarezza e avere maggiore comprensione del periodo e della difficoltà che sta vivendo. Un saluto, Dott. Alessandro D'Agostini
Dott. Diego Emmanuel Cordoba
Psicologo, Psicologo clinico
Bergamo
In ambito psicologico sistemico relazionale, la depersonalizzazione può essere vista come un sintomo di uno squilibrio nell'equilibrio familiare o relazionale che può manifestarsi attraverso la perdita del senso di sé e dell'identità. È importante capire che la depersonalizzazione può essere causata da vari fattori, tra cui lo stress, traumi emotivi, problemi relazionali o familiari, e bisogna affrontarla considerando il contesto più ampio della tua vita e delle tue relazioni.
È positivo che tu abbia confidato la tua esperienza a tua madre e tuo fratello e che tuo fratello ti abbia rassicurato che la situazione migliorerà con il tempo. È possibile che ci voglia del tempo per superare questa fase e che potrebbe aiutarti parlare con un professionista della salute mentale per esplorare e affrontare le radici profonde della tua depersonalizzazione.
È importante anche considerare che il cambiamento può essere una parte naturale del processo di crescita personale e che potresti emergere da questa esperienza più consapevole di te stessa e più forte di prima. Continua a cercare sostegno e a prenderti cura di te stessa, fidati del processo e della tua capacità di guarire e di ritrovare il senso di te stessa. . Rimango a tua disposizione per un eventuale colloquio di consultazione anche online.
Dott. Cordoba

Dott.ssa Marta Landolina
Psicologo clinico, Psicologo
Gela
Cara,
capisco che questa esperienza sia stata travolgente e piena di incertezze. La depersonalizzazione, che lei ha descritto così bene, può dare la sensazione di essere separati dalla propria vita o dal proprio senso di identità. È una reazione comune, anche se può far sentire soli, come ha sperimentato nei primi giorni. La buona notizia è che il nostro cervello ha una naturale capacità di recupero e, col tempo, può davvero ristabilire un equilibrio.

Il fatto che suo fratello abbia vissuto una situazione simile può esserle di conforto e supporto. La depersonalizzazione, infatti, può manifestarsi in seguito a periodi di forte stress o situazioni che mettono a dura prova il nostro sistema emotivo, come un meccanismo di difesa che cerca di gestire l’intensità di certe emozioni. In questi casi, spesso è utile prendersi del tempo per osservare cosa stia accadendo dentro di noi senza giudicare la nostra esperienza, semplicemente lasciandola essere.

La sua domanda se potrà mai tornare "come prima" è molto comune, e le assicuro che molte persone che hanno vissuto questa esperienza sono riuscite a ritrovare il loro centro, scoprendo anche nuovi modi di relazionarsi con sé stessi. Ha già notato, infatti, che i sintomi sono meno intensi e presenti rispetto a quando sono comparsi per la prima volta. Questo è un segno che il suo sistema sta cominciando ad adattarsi e che ci sono delle risorse interne a cui sta già accedendo.

Potrebbe trovare utile, se non lo ha già fatto, parlare con un professionista che la accompagni in questo percorso, aiutandola a esplorare le emozioni e le sensazioni che la depersonalizzazione porta con sé. La guida di uno psicoterapeuta può facilitare il recupero, dandole strumenti per vivere le emozioni in modo meno destabilizzante e riportare alla luce il senso di familiarità con sé stessa.

Ricordi, questa sensazione è temporanea e, con il giusto supporto e pazienza, potrà tornare a sentirsi pienamente lei stessa. Le auguro di trovare serenità e di riscoprire il suo equilibrio con tranquillità.

Rimango a disposizione per un consulto,
Dr.ssa Marta Landolina
Dott. Mauro Vargiu
Psicoterapeuta, Sessuologo, Psicologo
Milano
Gentile utente, concordo in gran parte con quanto espresso dai colleghi!

Codiali saluti

Dottor Mauro Vargiu
Dott. Alessandro Ricciuti
Psicologo, Psicologo clinico
Firenze
Carissima,
trovo molto positivo il fatto che sia riuscita a raccontare questa sua esperienza ad alcuni membri della sua famiglia. Molto spesso la sintomatologia che descrive, si lega a doppio filo ad esperienze che scaturiscono vissuti di ansia e paura del giudizio altrui. Per questo motivo il poter affidarsi al confronto con persone vicine è sicuramente un primo passo utile per comprendere meglio quello che sperimenta durante episodi di depersonalizzazione.

Come giustamente le ha suggerito suo fratello, queste sensazioni possono scomparire e senza dubbio lei riuscirà a sentirsi nuovamente sè stessa al 100%.
La cosa da non sottovalutare però, che mi sento di suggerire, è di non aspettarsi che tali sensazioni vadano via da sole. Le sarà capitato forse di accorgersi che tali sensazioni ricompaiono con maggiore probabilità in concorrenza di situazioni stressanti ma "normali" nel nostro quotidiano: mi riferisco, ad esempio, a periodi molto sfidanti circa l'ambito lavorativo, oppure all'avvicinarsi di un'esame o di un'evento in cui ci è richiesto di esporci parlando in pubblico. Queste, come altre situazioni, hanno in comune il fatto di dover far fronte a degli aspetti di performance che presumibilmente potrebbero essere valutate dall'esterno, favorendo vissuti d'ansia che potrebbero aumentare la possibilità di sperimentare le sensazioni da lei descritte.

Per questo le suggerirei di pensare ad un percorso con professionisti psicologi e/o psicoterapeuti, con cui poter prima di tutto instaurare un rapporto di fiducia per confrontarsi circa le sensazioni da lei sperimentate. In seguito potrebbe concentrarsi sull'acquisizione di tecniche e pratiche che favoriscano l'aderenza al piano di realtà e che contemporaneamente aiutino in una corretta focalizzazione su sè stessa e una soddisfacente gestione dell'ansia.
Dott.ssa Cecilia Mancini
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buonasera, grazie per aver condiviso con tanta apertura quello che stai vivendo. Capisco quanto possa essere spiazzante e spaventante fare esperienza di una sensazione così estraniante, come quella che descrivi.
Detto questo, ti invito a non affrontare tutto da sola e a non basarti solo su un’autodiagnosi. Sensazioni come quelle che racconti possono avere diverse cause —alcune transitorie, altre legate ad ansia o stress, altre ancora che potrebbero richiedere un approfondimento clinico. Solo un* professionista può aiutarti a capire meglio cosa stia succedendo e accompagnarti in un percorso di supporto e cura, se necessario.
Il fatto che alcune sensazioni si siano già attenuate è un segnale positivo. Ma se ti senti ancora disorientata o “non come prima”, può essere utile parlarne con chi ha gli strumenti per aiutarti a ritrovare un senso di stabilità e continuità.

Non sei sola e non c’è nulla di “sbagliato” in te. Chiedere aiuto non è un segno di debolezza, ma un atto di cura verso te stessa. Un passo alla volta, Insieme. Dr.ssa Cecilia Mancini
Dott.ssa Luisa Maria Oliva
Psicologo clinico, Sessuologo, Psicologo
Roma
Salve,
dal suo racconto parla di depersonalizzazione ma non capisco se le sia stato diagnosticato o meno dato che racconta di aver scambiato il suo vissuto con suo fratello e sua madre. Nel caso in cui non avesse consultato uno psicoterapeuta, le consiglio di farlo per capire se si tratta del disturbo da lei menzionato. Comprendo la fiducia che ha rispetto a suo fratello, ma senza sapere di cosa si tratta nel caso in cui fosse così, aspettare che passi da solo non è la soluzione migliore per lei, anche per tranquillizzarsi rispetto ad avere una diagnosi o meno.
Dott.ssa Irene Dequarti
Psicologo
Torino
Quella che descrivi è una esperienza di depersonalizzazione, un fenomeno che molte persone vivono in seguito a periodi di forte stress, ansia o traumi, e che può manifestarsi come una sensazione di estraneità da sé stessi, come se si fosse spettatori della propria vita. È una reazione del nostro sistema nervoso che, in certi momenti, cerca di proteggerci "disconnettendoci" temporaneamente da ciò che sentiamo o viviamo.

Ti voglio rassicurare su due punti molto importanti:

Non sei pazza.
Questa sensazione, per quanto sconvolgente, non significa che stai “impazzendo”. È una risposta psicofisica, spesso transitoria, e che può essere compresa e affrontata. Molte persone, proprio come tuo fratello, ci sono passate e ne sono uscite.

Sì, è possibile tornare a sentirsi “sé stessi”.
Anche se ora ti sembra impossibile, o ti spaventa non ricordare più esattamente come ti sentivi prima, il cervello ha una grande capacità di ritrovare equilibrio e familiarità. È normale che, dopo un’esperienza forte come questa, la mente cerchi dei punti di riferimento — e allo stesso tempo si spaventi quando sente che “qualcosa non torna”. Questo può alimentare un circolo di ansia e ipervigilanza verso le proprie sensazioni.
Dr. Riccardo Sirio
Psicologo, Psicologo clinico
Trofarello
Grazie per esserti aperta con così tanta vulnerabilità e sincerità. Le tue parole raccontano un’esperienza profondamente spiazzante, che non solo ha toccato la tua percezione della realtà, ma anche il tuo senso di identità più profondo. E da come lo descrivi, si percepisce quanto questa sensazione ti abbia scossa, quanto tu abbia cercato di resistere, comprendere e “tornare a casa” dentro te stessa.

Voglio dirti subito una cosa importante, che forse può offrirti un primo respiro:
No, non sei pazza. Non sei rotta. E sì, questa condizione può migliorare e anche risolversi completamente.

Quello che stai vivendo si chiama depersonalizzazione — e lo hai già identificato con grande precisione — ed è un meccanismo di difesa del cervello, una sorta di “protezione emotiva” che si attiva in momenti di stress acuto, ansia intensa o dopo eventi traumatici, anche se a volte non sappiamo neppure identificare l’origine con chiarezza.

Cos’è davvero la depersonalizzazione?

La depersonalizzazione non è follia, ma una sorta di “disconnessione temporanea” tra la tua coscienza e la tua esperienza di essere “te stessa”. Come se tu fossi ancora lì, ma dietro un vetro opaco, o come se ti guardassi vivere da fuori, senza riuscire a sentire pienamente che “sei tu”.

Tu lo descrivi così bene:

"Lo sapevo che ero io, ma non mi sentivo io."
Questa è una frase tipica e molto chiara di chi vive depersonalizzazione.

E come dici anche tu, all’inizio tutto sembra così irreale che si ha paura di impazzire, e per vergogna o timore si tende a nascondere tutto, fino a quando non diventa troppo pesante da reggere da soli.

Ma allora passerà?

Sì, nella stragrande maggioranza dei casi, la depersonalizzazione è reversibile.
Lo dice la letteratura clinica, lo dicono le esperienze delle persone che l’hanno vissuta e lo conferma anche la storia di tuo fratello, che sembra averti già donato una testimonianza concreta di speranza.

Hai già notato dei miglioramenti:

prima non riuscivi a dormire o mangiare, ora sì

prima lo sentivi tutto il tempo, ora solo a tratti

in alcuni momenti ti dimentichi persino di averla, e questo è un segnale fondamentale: non sei più completamente identificata con la depersonalizzazione

Ma ora sei in quella fase di mezzo, in cui non ti senti più come all’inizio, ma non ti senti ancora “come prima”, e questo fa nascere un nuovo tipo di paura:

"E se non tornassi mai più quella di prima?"

Questa è una domanda che, in realtà, moltissime persone in fase di guarigione si pongono.
E voglio risponderti con estrema delicatezza e onestà:

Tornerai a sentirti “te stessa”?

Sì, tornerai a sentirti pienamente dentro di te.
Ma non sarà esattamente “come prima” — sarà meglio.

Lo so che può spaventare sentirlo così, perché quello che cerchi ora è una sicurezza, una conferma che tornerai “uguale a prima”, come premere un tasto “reset”. Ma la verità è che la guarigione da esperienze come la depersonalizzazione non è un ritorno a ciò che eri, ma un approdo a qualcosa di più solido, più consapevole, più autentico.

E questo percorso richiede tempo, pazienza, e a volte anche uno spazio terapeutico dedicato, dove poter esplorare non solo i sintomi, ma anche le radici emotive che possono averli attivati.

Alcuni segnali positivi che hai già dentro:

Hai la lucidità di capire cosa stai vivendo, e di nominarlo con precisione

Hai chiesto aiuto e ti sei aperta, anche se all’inizio hai avuto paura

Hai una testimonianza diretta (tuo fratello) che ti rassicura, e questo è un dono prezioso

Hai già cominciato a migliorare, anche se ora sei in un passaggio delicato

Hai conservato la speranza, anche in mezzo alla confusione

Queste sono tutte risorse enormi, che dimostrano che stai già camminando verso la tua guarigione.

Una metafora per aiutarti a capire

Immagina la tua mente come una casa.
A un certo punto, qualcosa di forte ha fatto scattare l’allarme: le luci si sono spente, sei finita in una stanza buia, e ti sei sentita lontana da te stessa.

Ora, stai lentamente tornando a riaccendere le stanze. Alcune sono già illuminate. In altre si accendono solo piccole luci. In altre ancora, forse ci tornerai tra un po’.
Ma sei già dentro casa tua. Non sei più fuori. Stai tornando. E ogni giorno ti riavvicina un po’ di più a te stessa.

Ti lascio con una frase che può accompagnarti

"Anche se ora ti senti smarrita, tu sei ancora lì. Non sei scomparsa, non ti sei persa: ti stai solo ritrovando."

Se vuoi, possiamo continuare insieme. Possiamo esplorare:

come attraversare meglio questi momenti in cui la depersonalizzazione ritorna

come ancorarti a sensazioni di realtà e presenza

come coltivare fiducia nel tuo percorso di ritorno a te stessa

Con dolcezza, senza forzarti.
Ci sono delle tecniche, delle pratiche e anche degli approcci psicoterapeutici specifici che funzionano molto bene in questi casi — e se vuoi, possiamo parlarne insieme.

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