Salve gentili dottori, ho 26 anni, convivo fuori casa da 3 anni con la mia attuale ragazza a Roma.
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Salve gentili dottori, ho
26 anni, convivo fuori casa da 3 anni con la mia attuale ragazza a Roma. Qualche mese fa ho visto la mia ragazza star male (ansia e attacchi di panico) perche non riusciva a capire cosa aveva sempre dolori alla cervicale,. É stata male per un po' di tempo tanto da perdere il lavoro. Mi sono visto portare avanti un lavoro che non mi piace da 1 anno, che non mi ha recato soddisfazioni personali (sicurezza nei negozi ). Il mio lavoro consiste nello stare fermo a vedere e pensare., a stare attento continuamente a furti. Da marzo, dopo che la mia ragazza è stata male è come se avessi somatizzato tutto perché credo di aver una personalità molto sensibile (sono anche musicista). È come se mi fossi visto perdere la mia ragazza,e così ho avuto un calo di pressione al lavoro. Dopo vari accertamenti tutti ok, dolori Intercostali, reflusso, visite da un osteopata mi ha detto che ero stressato. Quindi ho cominciato a seguire uno psicoterapeuta. Sono alla 1 seduta. Contemporaneamente mi è stato consigliato uno psichiatra perché avevo lo stomaco chiuso e non dormivo il giorno prima di andare al lavoro. mi è stato prescritto levopraid per mangiare e prazen per togliere tensioni in posologia molto leggera. La mia domanda è cosa succederà dopo questa cura di un mese.? La mia domanda è Starò di nuovo bene? Sono consapevole che devo continuare la psicoterapia, avendo avuto mia madre 1 anni che ha disturbi di ansia e attacchi di panico so che questo è come se avesse risvegliato il trauma di mia madre.. Vedo anche che non la mia ragazza non vado più d'accordo, lei è stata un ex anoressica però non ne è mai uscita. Sono uno sportivo, ex militare anche e adesso mi vedo con mille paure e preoccupazioni per la mia salute è il mio futuro. Cosa mi consigliate di fare questo periodo per scaricare tutto lo stress?quest ipocondria é normale?
26 anni, convivo fuori casa da 3 anni con la mia attuale ragazza a Roma. Qualche mese fa ho visto la mia ragazza star male (ansia e attacchi di panico) perche non riusciva a capire cosa aveva sempre dolori alla cervicale,. É stata male per un po' di tempo tanto da perdere il lavoro. Mi sono visto portare avanti un lavoro che non mi piace da 1 anno, che non mi ha recato soddisfazioni personali (sicurezza nei negozi ). Il mio lavoro consiste nello stare fermo a vedere e pensare., a stare attento continuamente a furti. Da marzo, dopo che la mia ragazza è stata male è come se avessi somatizzato tutto perché credo di aver una personalità molto sensibile (sono anche musicista). È come se mi fossi visto perdere la mia ragazza,e così ho avuto un calo di pressione al lavoro. Dopo vari accertamenti tutti ok, dolori Intercostali, reflusso, visite da un osteopata mi ha detto che ero stressato. Quindi ho cominciato a seguire uno psicoterapeuta. Sono alla 1 seduta. Contemporaneamente mi è stato consigliato uno psichiatra perché avevo lo stomaco chiuso e non dormivo il giorno prima di andare al lavoro. mi è stato prescritto levopraid per mangiare e prazen per togliere tensioni in posologia molto leggera. La mia domanda è cosa succederà dopo questa cura di un mese.? La mia domanda è Starò di nuovo bene? Sono consapevole che devo continuare la psicoterapia, avendo avuto mia madre 1 anni che ha disturbi di ansia e attacchi di panico so che questo è come se avesse risvegliato il trauma di mia madre.. Vedo anche che non la mia ragazza non vado più d'accordo, lei è stata un ex anoressica però non ne è mai uscita. Sono uno sportivo, ex militare anche e adesso mi vedo con mille paure e preoccupazioni per la mia salute è il mio futuro. Cosa mi consigliate di fare questo periodo per scaricare tutto lo stress?quest ipocondria é normale?
Buonasera. Premetto che lei ha già fatto ciò che si consiglia nei casi come il suo, ovvero accertamenti organici, consulto con uno psicoterapeuta e anche la visita psichiatrica. Lei è un uomo giovane, 26 anni, perciò nn faccia l'errore di ragionare come se ne avesse 30 di più. Le dico questo perchè, se si ferma un attimo a riflettere sulle numerose esperienze che lei ha avuto, (madre con disturbi d'ansia negli anni della sua infanzia/adolescenza, fidanzata ex anoressica, poi lei stato militare e ora è guardia giurata) non sottovaluterà il bagaglio che porta con sè. Da un lato, quindi, lei è un giovane uomo che si è responsabilizzato molto in fretta. Dall'altro, però, vi è il rischio di ragionare come se avesse molti anni in più rispetto alla realtà. Occorre procedere verso la propria e personale strada, con cautela e ascoltando i propri bisogni. Comprenda bene, grazie al suo terapeuta, cosa lei veramente desidera per sé stesso e vedrà che la sua ansia (che lei nomina come ipocondria) pian piano andrà migliorando
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Buongiorno, del suo racconto, molto accurato, mi colpisce molto l'ansia di dover in qualche modo controllare, o per lo meno programmare, le prossime mosse future. Da ciò che racconta è stato sicuramente bravo (e deve esserne orgoglioso!), di aver saputo chiedere aiuto, riconoscendo un momento di difficoltà. Interrogarsi sul proprio malessere e agire andando da uno psicoterapeuta e da uno psichiatra sono passi molto importanti che lei sta facendo con il giusto spirito.
Aver paura di doversi confrontare con mostri che già si conoscono (mi riferisco a sua madre) è abbastanza normale, ma la paura, se non accettata e rifiutata (per esempio dirsi: non deve essere così punto e basta) rischia di essere una predizione che si auto-avvera. Il mio consiglio è quello di parlare di questa paura al suo psicoterapeuta, e anche dell'allontanamento emotivo dalla sua ragazza (che sembrerebbe più un allontamento da tutto ciò che potrebbe mettere a rischio il suo equilibrio) e provare a scaricare lo stress attraverso un pò di sano movimento o qualche tecnica meditativa (training autogeno o mindfullness). Un saluto,
Federica
Aver paura di doversi confrontare con mostri che già si conoscono (mi riferisco a sua madre) è abbastanza normale, ma la paura, se non accettata e rifiutata (per esempio dirsi: non deve essere così punto e basta) rischia di essere una predizione che si auto-avvera. Il mio consiglio è quello di parlare di questa paura al suo psicoterapeuta, e anche dell'allontanamento emotivo dalla sua ragazza (che sembrerebbe più un allontamento da tutto ciò che potrebbe mettere a rischio il suo equilibrio) e provare a scaricare lo stress attraverso un pò di sano movimento o qualche tecnica meditativa (training autogeno o mindfullness). Un saluto,
Federica
Salve, ho letto attentamente la sua richiesta di aiuto, penso che lei per la sua giovane età, ha vissuto già molte esperienze, quindi capisco il suo stato. Sicuramente dovrebbe eseguire una buona spicoterapia e cercare di realizzarsi a livello lavorativo ed affettivo è positivo che lei abbia chiesto aiuto anche a livello psichiatrico, però data la sua giovane età non dovrebbe delegare tutto al farmaco, ma cercare di reagire e trovare la forza per reagire dentro di sè con un buon lavoro con lo psicoterapeuta, le auguro di stare meglio e se vuole mi può contattare, la saluto Eugenia Cardilli
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Buonasera.
Il primo passo più importante l’ha già fatto!
Ha deciso di iniziare un percorso di psicoterapia, che come ben sa , ha una sua durata del tutto soggettiva e che andrà a toccare le radici dei problemi partendo dalle relazioni primarie, come lei ha giustamente intuito. Il sostegno di una cura farmacologia può nel contempo facilitarle la vita.
Potrebbe riflettere anche di intraprendere un percorso di riduzione dello stress mediante la Mindfulness ( attenzione consapevole). Non e’ una psicoterapia, ma e ‘ un percorso che le insegna a coltivare una calma interiore, la consapevolezza del tempo presente, momento per momento, riportandosi gentilmente e senza giudizio su di se’, il suo respiro, il suo essere se’, ogni qual volta un pensiero, una preoccupazione, un ricordo la ‘rapiscono’ e la portano altrove.
Se vuole a settembre dovrei organizzare una edizione del corso
Le invio il link al mio sito dove può leggere meglio di che si tratta http://www. danielabenedetto.it/mindfulness-cose/
Il link descrive in generale i principi della mindfulness, ma se va sulle ‘metodologie/ mindfulness... trova altri approfondimenti
Un caro saluto
Il primo passo più importante l’ha già fatto!
Ha deciso di iniziare un percorso di psicoterapia, che come ben sa , ha una sua durata del tutto soggettiva e che andrà a toccare le radici dei problemi partendo dalle relazioni primarie, come lei ha giustamente intuito. Il sostegno di una cura farmacologia può nel contempo facilitarle la vita.
Potrebbe riflettere anche di intraprendere un percorso di riduzione dello stress mediante la Mindfulness ( attenzione consapevole). Non e’ una psicoterapia, ma e ‘ un percorso che le insegna a coltivare una calma interiore, la consapevolezza del tempo presente, momento per momento, riportandosi gentilmente e senza giudizio su di se’, il suo respiro, il suo essere se’, ogni qual volta un pensiero, una preoccupazione, un ricordo la ‘rapiscono’ e la portano altrove.
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Un caro saluto
Buongiorno,
Cominciare un percorso di psicoterapia associato a una iniziale terapia farmacologica è un buon passo.
Prosegua con fiducia il suo percorso. Sugli aspetti del trauma le consiglio l´utilizzo dell‘ E.M.D.R. . Può trovare tutte le informazioni sul sito ufficiale. Cordialmente
Cominciare un percorso di psicoterapia associato a una iniziale terapia farmacologica è un buon passo.
Prosegua con fiducia il suo percorso. Sugli aspetti del trauma le consiglio l´utilizzo dell‘ E.M.D.R. . Può trovare tutte le informazioni sul sito ufficiale. Cordialmente
Salve. E' stato bravissimo. Non c'è altro da mobilitare se non la fiducia in sé stesso. Se con i farmaci si sente più tranquillo va bene, altrimenti li toglierei prima possibile per dar valore a quello che già sta facendo e per la persona che è.
Salve, ho appena letto la sua richiesta di aiuto che indicherei come richiesta di conferme...ha già fatto dei grandi passi...psicoterapia, farmaci...adesso deve solo avere fiducia nel lavoro terapeutico ed in sè stesso. a soli 26 anni è stato già messo a dura prova ma da ciò che racconta è riuscito ad organizzarsi e andare avanti...continui a farlo e riponga fiducia nella psicoterapia i suoi dubbi li riporti in seduta, lei e il suo terapeuta diventerete alleati in questo percorso.
resto disponibile per eventuali dubbi.
cordialmente
resto disponibile per eventuali dubbi.
cordialmente
Caro signore ha avuto il coraggio di decidere di iniziare un percorso psicoterapico. Si affidi alla persona che la sta seguendo e gli esponga i suoi dubbi. È da questo terreno di ansia e incertezza che può ripartire per cominciare a mettere ordine dentro di sé.
Cordiali saluti
Cordiali saluti
Buongiorno, concordo con i colleghi rispetto a quanto sia stata preziosa la sua scelta di affrontare un percorso psicoterapeutico. Le può sicuramente essere d’aiuto la Mindfullness per scaricare un po’ di stress. Cordialmente, FL
Buongiorno, per la sua sintomatologia, stato ansioso depressivo con preoccupazioni ipocondriache, alla cura attuale aggiungerei un antidepressivo, per esempio la mirtazapina, continuando la psicoterapia.
Buongiorno, mi fa piacere leggere che ha iniziato una psicoterapia. I fattori di stress in questo periodo della sua vita mi sembrano numerosi (la ragazza e la mamma che stanno male, il lavoro che non le piace...). Certamente potrà stare meglio se riesce a focalizzarsi sul presente e a gestire l'ansia per il futuro. Ha fatto un solo incontro con lo psicoterapeuta...cerchi di investire su questo con fiducia e parli con lui di questa paura di cosa succederà. Io mi focalizzerei su questo, ha già fatto abbastanza, non aggiungerei altri corsi o pratiche, perchè mi sembra in questo momento guidato dall'ansia di guarire e dalla preoccupazione per il futuro, ma rischia di sovraccaricarsi, di aumentare lo stress e di non concedersi spazio e tempo per stare meglio nel presente.
In bocca al lupo,
dr.ssa Fabiana Fratello
In bocca al lupo,
dr.ssa Fabiana Fratello
Buonasera, gli stati ansiosi sono abbastanza complessi, i farmaci possono alleviare un pò. Soprattutto cerchi di dare fiducia al suo terapeuta che la ascolterà con molta attenzione. Purtroppo non ci sono guarigioni magiche, ma solo la continuità dei colloqui con il suo terapeuta. Cordiali saluti
Buongiorno, ha fatto molte cose buone per prendersi cura di se stesso e ora deve continuare così, con la psicoterapia, la cura farmacologica secondo il suo psichiatra e infine con un po’ di tolleranza verso i propri sintomi che senz’altro si allieveranno di pari passo con la cura farmacologica e soprattutto con la psicoterapia che le darà strumenti per comprenderne l’origine e nuove risorse per fronteggiare ricordi e vissuti che ancora oggi hanno ripercussioni nella sua vita. Essendo lei sportivo coltivi anche la cura del suo corpo con gli sport che le piacciono. È dimostrato che l’attività fisica fa bene oltre che al corpo anche alla mente, consentendo di scaricare tensioni quotidiane e consentendole di ritagliare momenti per se stesso. Un cordiale saluto. Dott.ssa Daniela La Porta
Buonasera,
credo che lei si sia attivato nel modo giusto chiedendo un auto psicoterapeutico e farmacologico.
Mi sento solo di suggerirle di darsi più tempo e di non avere fretta, perché risultati, almeno in psicoterapia, non sono immediati, ma generalmente molto efficaci.
Un caro saluto,
Rita Reggimenti
credo che lei si sia attivato nel modo giusto chiedendo un auto psicoterapeutico e farmacologico.
Mi sento solo di suggerirle di darsi più tempo e di non avere fretta, perché risultati, almeno in psicoterapia, non sono immediati, ma generalmente molto efficaci.
Un caro saluto,
Rita Reggimenti
Salve. A me pare cheei stia facendo il possibile per costruirsi un percorso di salute. Dia tempo alla Psicoterapia di dare il suo corso. Soprattutto si dia lei del tempo. Mi viene da dirle che le sue problematiche non le confonda con quelle della sua compagna e con quelle si sua madre. A ciascuno il suo. Si sta prendendo cura di Sé. Continui in questo modo e vedrà che uscirà dal Tunnel. Cordiali saluti Dottor Emanuele Grilli.
Gentile utente, ha iniziato un ottimo percorso, volto alla risoluzione del malessere, con l'obiettivo di stare nuovamente bene; se è motivato e segue la terapia con costanza e fiducia, non ci sono motivi di credere che non vi riuscirà. La cura di un mese con il neurolettico è finalizzata alla risoluzione della problematica gastrica, per cui, per rispondere alla Sua domanda, alla fine di questa avrà verosimilmente limitato il problema digestivo e nulla più. Naturalmente questo permetterà una minore attivazione dal punto di vista ansioso e dell'arousal, ma non sarà utile se non associata a una presa in carico più complessa che Lei ha prontamente attuato. La psicoterapia sarà ben più lunga, ma ne è consapevole. Ci sono tutte le risorse perché abbia successo. Un consiglio: eviti di individuare cause facili e che non La mettono in gioco (la mamma, la personalità "sensibile"). Sono deresponsabilizzanti e non dicono assolutamente nulla di Lei. Lei sta male perché i Suoi modi di essere-nel-mondo, evidentemente orientati a una co-percezione e co-determinazione su un versante perlopiù esterno, hanno incontrato una situazione nella quale non si sono rivelati poco funzionali, o poco flessibili, creando una disidentitaria riconfigurazione dell'esperienza. La terapia La aiuterà a trovarne di nuovi, riconfigurare correttamente gli avvenimenti nella storia di vita, e riprogettare un orizzonte d'attesa identitario e autentico. In bocca al lupo! cordialità, DMP
Salve, comprendo chiaramente il suo attuale disagio e tenendo conto delle importanti esperienze che ha dovuto affrontare (madre con disturbi d'ansia e ragazza con disturbi di anoressia), ha già fatto una buona scelta nell'iniziare un percorso terapeutico è importante che lei lavori all'interno di esso sull'elaborazione delle esperienze che hanno avuto sua madre e la sua ragazza e che inevitabilmente hanno anche avuto delle ripercussioni su di lei inoltre sarebbe importante lavorare sulla sua autostima e su ciò che la farebbe sentire davvero realizzato.
Cordiali saluti,
Dott.ssa Domenica Lipari
Cordiali saluti,
Dott.ssa Domenica Lipari
Buongiorno , io consiglierei sia a lei che alla sua fidanzata una psicoterapia individuale per risolvere i propri disagi però visto che dice che ha anche problemi con la sua fidanzata io proporrei una psicoterapia di coppia in modo da vedere i meccanismi disfunzionali che si sono creati e che hanno portato alla formazione di comportamenti personali errati e quindi anche alla creazione di una relazione disfunzionale. un caro saluto
Salve,
Continui pure il percorso di psicoterapia, vedrà che con il tempo le cose pian piano andranno per il meglio. All' interno della psicoterapia troverá, con il supporto del collega che la segue, le risposte alle sue domande. Aver iniziato un percorso è già il primo passo verso il poter stare bene, con gli altri ma soprattutto con se stesso.
Cordiali Saluti.
Dott. Diego Ferrara
Continui pure il percorso di psicoterapia, vedrà che con il tempo le cose pian piano andranno per il meglio. All' interno della psicoterapia troverá, con il supporto del collega che la segue, le risposte alle sue domande. Aver iniziato un percorso è già il primo passo verso il poter stare bene, con gli altri ma soprattutto con se stesso.
Cordiali Saluti.
Dott. Diego Ferrara
Le consiglio di seguire un percorso di psicoterapia che prenda in considerazione anche il corpo, considerato come nostro grande alleato di guarigione ma con cui spesso è necessario fare amicizia per stare bene. Chieda al suo psicoterapeuta di poter lavorare anche con la mindfulness o qualsiasi altra pratica corporea lui consideri importante per lei. Le auguro di stare presto meglio, saluti
Non le consiglio di prendere farmaci di sintesi; credo che sia opportuno integrare la psicoterapia con un ciclo di NeuroRiflessoTerapia personalizzata. E' un metodo curativo breve, efficace e duraturo poiché cura contemporaneamente sia da un punto di vista psico/somatico che somato/psichico. Mi può contattare telefonicamente per maggiori informazioni; ho lo studio a Roma. La saluto cordialmente
Salve, ad un certo punto lei ha scritto: "Vedo anche che non la mia ragazza non vado più d'accordo". Si dia del tempo, una sola seduta di terapia non ha nessun risultato.
Saluti
Saluti
Carissimo, continui tranquillamente il suo percorso di psicoterapia e non si dia fretta, vedrà che con il tempo le cose andranno sempre meglio. Aver iniziato un percorso è stato già un grande passo che ha compiuto verso se stesso.. Come trattamento sugli aspetti del trauma le consiglierei anche l´utilizzo dell‘ E.M.D.R. (tutte le informazioni sul sito ufficiale). Cordiali saluti
Salve. Credo che abbia già fatto quello che è richiesto in questi casi; sicuramente man mano comprenderà e cambierà ciò che le sta creando difficoltà.
Un consiglio sincero, al di là di tutti i validissimi consigli che ciascuno di noi può darle: si fidi di se e del suo inconscio, che spesso sa molte più cose di quelle che noi riconosciamo.. un caro augurio di una veloce ripresa
Un consiglio sincero, al di là di tutti i validissimi consigli che ciascuno di noi può darle: si fidi di se e del suo inconscio, che spesso sa molte più cose di quelle che noi riconosciamo.. un caro augurio di una veloce ripresa
Buonasera, ha fatto molto bene a iniziare una psicoterapia e contemporaneamente una visita psichiatrica per un aiuto farmacologico di cui aveva sicuramente bisogno nel primo periodo. Dopo questo primo mese dovrà proseguire con la psicoterapia, i sintomi e il disagio psicologico che descrive, insieme ai suoi vissuti collegati ad altre situazioni di disagio psicologico (quello della sua ragazza e di sua madre) mostrano che ci sono diverse tematiche che dovrà affrontare in psicoterapia. Anche lo stress e l'ipocondria sono dei sintomi che andranno affrontati, intanto lo sport la può aiutare un po' nell'immediato. Un caro saluto, Dott. Valerio Mura
Buongiorno, credo che i miei colleghi abbiano risposto ampiamente e mi trovo d'accordo con loro. La invito solo a guardare a tutti questi segnali che il corpo le sta mandando come ad una opportunità di cambiamento e di crescita. Il fatto che abbia deciso di intraprendere un percorso di psicoterapia e di farsi aiutare farmacologicamente è già un ottimo inizio. La invito comunque ,oltre che a guardare al suo passato, anche a cogliere e coltivare le sue risorse e qualità che mi sembrano non poche. Saluti!
Pensa di ritornare dal/dalla collega dopo il primo incontro? Se decide di tornare le consiglio di porre le domande al/alla collega. In caso contrario le consiglio di cercare un altro professionista in modo tale che all'approccio farmacologico sia accompagnato un percorso psicoterapico. Il farmaco a volte si rende necessario perchè la sola psicoterapia non basta. e' necessario però, per un reale cambiamento, che i due percorsi siano svolti in parallelo.
Le auguro di stare bene.
Le auguro di stare bene.
Buonasera, ha fatto benissimo a fare tutti gli accertamenti fisici. Sicuramente dovrà individuare con con il suo terapeuta l'obiettivo che vorrebbe raggiungere.
Lei ha sicuramente, anche se è giovane, porta con sè un pesante bagaglio, se riuscirà a lasciar andare qualcosa, questo sarà più leggero e riuscirà a trovare il suo equilibrio.
Quindi la psicoterapia sono sicura che la potrà aiutare molto!
Congratulazioni per la sua decisione e buon percorso!
Lei ha sicuramente, anche se è giovane, porta con sè un pesante bagaglio, se riuscirà a lasciar andare qualcosa, questo sarà più leggero e riuscirà a trovare il suo equilibrio.
Quindi la psicoterapia sono sicura che la potrà aiutare molto!
Congratulazioni per la sua decisione e buon percorso!
Buonasera,
rispetto a quanto da lei scritto, la cosa migliore che possa fare è confrontarsi proprio con il/la suo terapeuta su questi aspetti. La possibilità di valorizzare un percorso che già ha intrapreso, senza necessariamente cercare qualcosa di "altro" da quello che vive, può essere di per sé un tassello terapeutico che può aiutarla nelle relazioni.
Un caro saluto,
Giuseppe Saracino
rispetto a quanto da lei scritto, la cosa migliore che possa fare è confrontarsi proprio con il/la suo terapeuta su questi aspetti. La possibilità di valorizzare un percorso che già ha intrapreso, senza necessariamente cercare qualcosa di "altro" da quello che vive, può essere di per sé un tassello terapeutico che può aiutarla nelle relazioni.
Un caro saluto,
Giuseppe Saracino
Cato utente, colgo molta preoccupazione dal suo messaggio e molte domande alle quali può prestare particolare ascolto proprio all'interno dello spazio della psicoterapia, cercando di ascoltare se stesso e i propri sentimenti\emozioni rispetto a quanto sta cercando di affrontare. Depositando all'interno di quello spazio i suoi timori e le sue ansie per il futuro o per il presente, potrà dare valore a ciò che ha scelto di iniziare. Ogni domanda necessita di una risposta che solo noi possiamo dare, ascoltando ciò che sentiamo. Se qualcun altro rispondesse al suo posto, non le consentirebbe di esplorare i significati e i sentimenti di cui solo lei è padrone, e di cui solo lei conosce le ragioni e le motivazioni. In tal senso, è importante darsi del tempo e avere fiducia.
Un caro saluto, Dott.ssa Emiliana Fariello
Un caro saluto, Dott.ssa Emiliana Fariello
Sembra che tu stia attraversando un periodo particolarmente difficile e stressante, sia a livello personale sia nella tua relazione. È positivo che tu abbia iniziato un percorso di psicoterapia e che tu stia seguendo un trattamento farmacologico consigliato per gestire i sintomi di ansia e stress.
La terapia è un processo, e può richiedere del tempo per vedere miglioramenti significativi. È importante continuare a lavorare con il tuo terapeuta per affrontare le tue preoccupazioni e imparare strategie per gestire l'ansia e lo stress.
Riguardo all'ipocondria, è comune che lo stress e l'ansia possano portare a preoccupazioni eccessive per la propria salute. Affrontare la causa sottostante dello stress e dell'ansia, come stai facendo con la terapia e il supporto psichiatrico, è un passo importante per gestire anche queste preoccupazioni.
Infine, è importante riconoscere che riprendersi dall'ansia e dallo stress è un processo graduale. Ci saranno alti e bassi, ma con il supporto adeguato e le strategie giuste, puoi trovare il tuo cammino verso il benessere.
La terapia è un processo, e può richiedere del tempo per vedere miglioramenti significativi. È importante continuare a lavorare con il tuo terapeuta per affrontare le tue preoccupazioni e imparare strategie per gestire l'ansia e lo stress.
Riguardo all'ipocondria, è comune che lo stress e l'ansia possano portare a preoccupazioni eccessive per la propria salute. Affrontare la causa sottostante dello stress e dell'ansia, come stai facendo con la terapia e il supporto psichiatrico, è un passo importante per gestire anche queste preoccupazioni.
Infine, è importante riconoscere che riprendersi dall'ansia e dallo stress è un processo graduale. Ci saranno alti e bassi, ma con il supporto adeguato e le strategie giuste, puoi trovare il tuo cammino verso il benessere.
Buongiorno, ho sentito impegno e attenzione alla situazione da lei descritta.E' giovane ma si è mosso in modo maturo e si è attivato su più fronti. Mi sento di dirle due cose che forse anche i miei colleghi le hanno detto: quando serve è un bene ricorrere ai farmaci, magari per periodi limitati, ma è essenziale seguire il percorso psicoterapeutico per affrontare i suoi nodi. Il farmaco non risolve ma può fare da "carburante" al lavoro psicologico. Dia tempo al lavoro psicoterapeutico, non è una ricetta magica, è un percorso esistenziale. Ha detto che è un musicista, mi incuriosisce. La musica può essere una grande risorsa nella vita. La prenda in considerazione. Un cordiale saluto Silvia Ragni
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Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo quanto possa essere difficile convivere con questa situazione riportata. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi e disfunzionali che mantengono in atto la sofferenza impedendole il benessere desiderato.
Ritengo altresì utile un approccio EMDR al fine di favorire la rielaborazione del materiale connesso con la genesi della sofferenza in atto.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi e disfunzionali che mantengono in atto la sofferenza impedendole il benessere desiderato.
Ritengo altresì utile un approccio EMDR al fine di favorire la rielaborazione del materiale connesso con la genesi della sofferenza in atto.
Resto a disposizione, anche online.
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Gentile utente,
È evidente che sta attraversando un periodo difficile, e il fatto che abbia già deciso di iniziare un percorso psicoterapeutico è un segno molto positivo di autoconsapevolezza e di voglia di migliorare.
La sua domanda riguardo a cosa succederà dopo un mese di cura è legittima, e la risposta dipende da molteplici fattori, tra cui il suo impegno nel percorso di psicoterapia e l’eventuale continuazione della cura farmacologica. È importante ricordare che il farmaco può essere un supporto temporaneo, che aiuta a gestire i sintomi nell’immediato, mentre il lavoro in psicoterapia può avere un effetto più duraturo, agendo sulle radici più profonde delle sue difficoltà. Il fatto che sia consapevole della necessità di continuare la psicoterapia è già un ottimo punto di partenza.
Riguardo alle sue preoccupazioni per la salute e l'ipocondria, è importante riconoscere che, quando il corpo e la mente sono sottoposti a forti stress emotivi e psicologici, può essere comune sviluppare preoccupazioni e paure riguardo alla salute. In questo momento, il suo corpo sta cercando di comunicarle qualcosa, e ascoltarlo con attenzione, come sta facendo, è essenziale. Tuttavia, è importante non rimanere troppo concentrati sulle sensazioni fisiche senza considerare anche gli aspetti emotivi che potrebbero essere alla base di queste. L'ipocondria, infatti, è spesso il risultato di una paura profonda che si manifesta attraverso sintomi fisici.
La incoraggio a continuare a lavorare su di lei nel percorso terapeutico, cercando di esplorare la relazione che c'è tra il suo stato emotivo e le sue sensazioni fisiche. Un passo importante sarà imparare a riconoscere e gestire le sue emozioni, comprendendo come queste possano influire sulla sua salute fisica e mentale. Lo sport che già pratica, essendo un'attività che conosce bene, potrebbe essere un ottimo canale per gestire lo stress e sentirsi più in contatto con sé stesso.
Riguardo alla relazione con la sua ragazza, sembra che ci siano difficoltà emotive non solo per la situazione di quest'ultima, ma anche per le sue preoccupazioni e paure. Potrebbe essere utile affrontare insieme, magari con il supporto di un terapeuta di coppia, queste dinamiche, in modo da comprendere meglio le necessità reciproche e come supportarsi a vicenda in un periodo così complesso.
Continui a lavorare su di lei e e non smetta di cercare il supporto di coloro che sono disposti ad aiutarla. La strada potrebbe essere lunga, ma è già sulla via giusta.
Dott. Casciano Emanuel
Psicoterapeuta
È evidente che sta attraversando un periodo difficile, e il fatto che abbia già deciso di iniziare un percorso psicoterapeutico è un segno molto positivo di autoconsapevolezza e di voglia di migliorare.
La sua domanda riguardo a cosa succederà dopo un mese di cura è legittima, e la risposta dipende da molteplici fattori, tra cui il suo impegno nel percorso di psicoterapia e l’eventuale continuazione della cura farmacologica. È importante ricordare che il farmaco può essere un supporto temporaneo, che aiuta a gestire i sintomi nell’immediato, mentre il lavoro in psicoterapia può avere un effetto più duraturo, agendo sulle radici più profonde delle sue difficoltà. Il fatto che sia consapevole della necessità di continuare la psicoterapia è già un ottimo punto di partenza.
Riguardo alle sue preoccupazioni per la salute e l'ipocondria, è importante riconoscere che, quando il corpo e la mente sono sottoposti a forti stress emotivi e psicologici, può essere comune sviluppare preoccupazioni e paure riguardo alla salute. In questo momento, il suo corpo sta cercando di comunicarle qualcosa, e ascoltarlo con attenzione, come sta facendo, è essenziale. Tuttavia, è importante non rimanere troppo concentrati sulle sensazioni fisiche senza considerare anche gli aspetti emotivi che potrebbero essere alla base di queste. L'ipocondria, infatti, è spesso il risultato di una paura profonda che si manifesta attraverso sintomi fisici.
La incoraggio a continuare a lavorare su di lei nel percorso terapeutico, cercando di esplorare la relazione che c'è tra il suo stato emotivo e le sue sensazioni fisiche. Un passo importante sarà imparare a riconoscere e gestire le sue emozioni, comprendendo come queste possano influire sulla sua salute fisica e mentale. Lo sport che già pratica, essendo un'attività che conosce bene, potrebbe essere un ottimo canale per gestire lo stress e sentirsi più in contatto con sé stesso.
Riguardo alla relazione con la sua ragazza, sembra che ci siano difficoltà emotive non solo per la situazione di quest'ultima, ma anche per le sue preoccupazioni e paure. Potrebbe essere utile affrontare insieme, magari con il supporto di un terapeuta di coppia, queste dinamiche, in modo da comprendere meglio le necessità reciproche e come supportarsi a vicenda in un periodo così complesso.
Continui a lavorare su di lei e e non smetta di cercare il supporto di coloro che sono disposti ad aiutarla. La strada potrebbe essere lunga, ma è già sulla via giusta.
Dott. Casciano Emanuel
Psicoterapeuta
concordo con i colleghi
Salve, sicuramente le sue esperienze avranno contribuito a creare il quadro generale che sta vivendo. Il punto da analizzare non credo sia nell'ipocondria ma nel fatto che emozioni, corpo, relazioni, siano tutte sfere collegate tra loro: non siamo fatti a compartimenti stagni. L'importante è trovare un professionista adatto a trovare il modo di trovare il bandolo della matassa ed a quel punto piano piano può imparare a srotolarla.
Gentile utente, la ringrazio per aver condiviso con noi la sua esperienza con tanta apertura. La sua attenzione ai segnali del corpo e la capacità di riconoscere le connessioni tra gli eventi stressanti e le sue reazioni psicofisiche mostrano una notevole consapevolezza. Mi fa piacere sapere che ha già iniziato un percorso di psicoterapia e che sta seguendo le indicazioni dello psichiatra. La combinazione di supporto farmacologico e psicoterapia può essere particolarmente efficace in questa fase del suo percorso di benessere.
Dal suo racconto emergono alcuni eventi significativi emotivamente carichi:
- L'esperienza di vedere la sua compagna soffrire
- Il trauma transgenerazionale legato all'esperienza di sua madre
- La situazione lavorativa insoddisfacente
- Le dinamiche relazionali attuali con la sua compagna
Considerando questi aspetti, potrebbe essere utile parlare con il suo psicoterapeuta della possibilità di integrare nel percorso l'EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing), una metodologia terapeutica particolarmente efficace per elaborare eventi stressanti e esperienze emotivamente intense. L'EMDR potrebbe aiutarla a processare questi vissuti in modo adattivo, riducendo l'impatto che hanno sul suo benessere attuale. Le sue preoccupazioni per la salute sono una risposta comprensibile a un periodo di intenso stress emotivo. Il corpo e la mente sono strettamente connessi, e spesso i sintomi fisici possono essere manifestazione di un disagio emotivo che necessita di essere ascoltato e elaborato in un contesto terapeutico sicuro.
Per supportare il suo percorso di benessere, potrebbe essere utile:
- Riprendere gradualmente l'attività fisica, che da sportivo sa quanto possa essere benefica
- Dedicare spazio alla musica, che è evidentemente una sua importante risorsa espressiva
- Praticare tecniche di respirazione e rilassamento, che il suo psicoterapeuta potrà suggerirle
Anche se è solo all'inizio, le prime sedute sono molto importanti: è il momento in cui si pongono le basi per costruire quella relazione di fiducia con il terapeuta che sarà preziosa per il suo percorso. La sua sensibilità, unita alla capacità di introspezione che ha già dimostrato, sono risorse molto preziose che potranno essere valorizzate nel lavoro terapeutico.
Le suggerisco di portare al suo terapeuta tutte le preoccupazioni, i dubbi e le domande che ha espresso qui - comprese quelle sul decorso della terapia farmacologica e sulle difficoltà relazionali che sta vivendo. Il setting terapeutico è lo spazio ideale per esplorare questi aspetti in profondità e trovare nuove prospettive e risorse. Continui questo percorso con fiducia: ha già fatto il passo più importante, quello di chiedere aiuto e di mettersi in gioco per il suo benessere. Non abbia fretta, ogni persona ha i suoi tempi e il suo ritmo nel processo terapeutico.
Rimango a disposizione per ulteriori confronti.
Cordialmente, Dott.ssa Miroddi
Dal suo racconto emergono alcuni eventi significativi emotivamente carichi:
- L'esperienza di vedere la sua compagna soffrire
- Il trauma transgenerazionale legato all'esperienza di sua madre
- La situazione lavorativa insoddisfacente
- Le dinamiche relazionali attuali con la sua compagna
Considerando questi aspetti, potrebbe essere utile parlare con il suo psicoterapeuta della possibilità di integrare nel percorso l'EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing), una metodologia terapeutica particolarmente efficace per elaborare eventi stressanti e esperienze emotivamente intense. L'EMDR potrebbe aiutarla a processare questi vissuti in modo adattivo, riducendo l'impatto che hanno sul suo benessere attuale. Le sue preoccupazioni per la salute sono una risposta comprensibile a un periodo di intenso stress emotivo. Il corpo e la mente sono strettamente connessi, e spesso i sintomi fisici possono essere manifestazione di un disagio emotivo che necessita di essere ascoltato e elaborato in un contesto terapeutico sicuro.
Per supportare il suo percorso di benessere, potrebbe essere utile:
- Riprendere gradualmente l'attività fisica, che da sportivo sa quanto possa essere benefica
- Dedicare spazio alla musica, che è evidentemente una sua importante risorsa espressiva
- Praticare tecniche di respirazione e rilassamento, che il suo psicoterapeuta potrà suggerirle
Anche se è solo all'inizio, le prime sedute sono molto importanti: è il momento in cui si pongono le basi per costruire quella relazione di fiducia con il terapeuta che sarà preziosa per il suo percorso. La sua sensibilità, unita alla capacità di introspezione che ha già dimostrato, sono risorse molto preziose che potranno essere valorizzate nel lavoro terapeutico.
Le suggerisco di portare al suo terapeuta tutte le preoccupazioni, i dubbi e le domande che ha espresso qui - comprese quelle sul decorso della terapia farmacologica e sulle difficoltà relazionali che sta vivendo. Il setting terapeutico è lo spazio ideale per esplorare questi aspetti in profondità e trovare nuove prospettive e risorse. Continui questo percorso con fiducia: ha già fatto il passo più importante, quello di chiedere aiuto e di mettersi in gioco per il suo benessere. Non abbia fretta, ogni persona ha i suoi tempi e il suo ritmo nel processo terapeutico.
Rimango a disposizione per ulteriori confronti.
Cordialmente, Dott.ssa Miroddi
Caro utente, quello che lei descrive è sicuramente un disagio, se non provocato, ma almeno esacerbato dalle cicostanze in cui si trova. Chiedere aiuto, cosa che lei ha fatto prontamente, è il primo passo per poter stare meglio. A volte, la psicoterapia da sola non basta e quindi un approccio anche farmacologico può sicuramente aiutare affinchè il lavoro poi fatto assieme al suo terapeuta, possa davvero, pian piano, sortire i suoi effetti. Ci vuole pazienza, ma soprattutto, fiducia nel processo terapeutico. se lei sente di aver instaurato una buona relazione con il suo psicoterapeuta, allora questo di per sé fa già parte della cura. Conitnui pure in questo percorso e vedrà che con il tempo le cose andranno meglio. Le auguro il meglio. Dott.ssa Maria Luisa Vampa
Gentile utente, comprendo quanto possa essere difficile affrontare un periodo come quello che sta vivendo. Il suo corpo e la sua mente stanno reagendo a un accumulo di stress, e il fatto che abbia iniziato un percorso di psicoterapia è già un passo importante. È normale chiedersi se starà di nuovo bene, ma la guarigione dall’ansia e dallo stress non è sempre lineare: richiede tempo, ascolto di sé e pazienza. La cura farmacologica prescritta dallo psichiatra può aiutarla a ridurre i sintomi acuti, ma il lavoro più profondo avverrà in terapia.
Per scaricare lo stress, potrebbe essere utile riprendere le attività che la fanno sentire bene, come lo sport e la musica, cercando di concedersi momenti di svago e di respiro. L’ipocondria in momenti di forte ansia è comprensibile: il nostro cervello, sotto stress, può amplificare le preoccupazioni per la salute. Affrontare questi timori con il supporto del terapeuta sarà fondamentale.
Si dia il tempo di comprendere ciò che sta vivendo, senza colpevolizzarsi. Con il giusto supporto, questo periodo può trasformarsi in un’opportunità per conoscersi meglio e costruire un equilibrio più solido.
Rimango a disposizione
Dott.ssa Francesca Coricelli psicologa psicoterapeuta Roma
Per scaricare lo stress, potrebbe essere utile riprendere le attività che la fanno sentire bene, come lo sport e la musica, cercando di concedersi momenti di svago e di respiro. L’ipocondria in momenti di forte ansia è comprensibile: il nostro cervello, sotto stress, può amplificare le preoccupazioni per la salute. Affrontare questi timori con il supporto del terapeuta sarà fondamentale.
Si dia il tempo di comprendere ciò che sta vivendo, senza colpevolizzarsi. Con il giusto supporto, questo periodo può trasformarsi in un’opportunità per conoscersi meglio e costruire un equilibrio più solido.
Rimango a disposizione
Dott.ssa Francesca Coricelli psicologa psicoterapeuta Roma
Salve la situazione che sta affrontando è complessa e delicata. L'esperienza di vedere la sua ragazza affrontare ansia e attacchi di panico, insieme alla sua somatizzazione dello stress, è comprensibile. È normale che eventi emotivamente intensi, come la sofferenza di una persona a cui teniamo, possano influenzare il nostro benessere psicologico e fisico. Un mese di cura è troppo breve per avere miglioramenti ed ogni persona risponde in modo diverso ai trattamenti. Tuttavia, è importante sapere che il percorso di guarigione richiede tempo e pazienza. I farmaci prescritti possono aiutarla a gestire i sintomi acuti, ma la psicoterapia sarà fondamentale per affrontare le radici delle sue ansie e delle sue preoccupazioni. La consapevolezza del legame tra le sue esperienze e quelle di sua madre è un passo importante verso la comprensione di lei stesso e delle sue emozioni.
Per quanto riguarda il suo rapporto con la sua ragazza, è comprensibile che le dinamiche possano essere complicate, soprattutto considerando le sue esperienze passate. Infine, l'ipocondria è una risposta comune allo stress e all'ansia, e può manifestarsi in momenti di vulnerabilità. È importante affrontare queste preoccupazioni con il suo terapeuta, che potrà aiutarla a esplorare le radici di queste paure e a sviluppare strategie per affrontarle. Saluti.
Per quanto riguarda il suo rapporto con la sua ragazza, è comprensibile che le dinamiche possano essere complicate, soprattutto considerando le sue esperienze passate. Infine, l'ipocondria è una risposta comune allo stress e all'ansia, e può manifestarsi in momenti di vulnerabilità. È importante affrontare queste preoccupazioni con il suo terapeuta, che potrà aiutarla a esplorare le radici di queste paure e a sviluppare strategie per affrontarle. Saluti.
Posso immaginare quanto tu ti senta sopraffatto: un lavoro che non ti soddisfa, una relazione che sembra vacillare, il peso della tua sensibilità e della tua storia familiare che si intreccia con ciò che stai vivendo ora.
Mi sembra che il tuo corpo stia cercando di parlarti: i sintomi fisici, la tensione, l’ipocondria… tutto questo potrebbe essere il modo in cui la tua mente sta cercando di elaborare un carico emotivo troppo grande. Hai detto una cosa molto importante: "è come se avessi somatizzato tutto". E infatti, il tuo malessere sembra non essere solo legato al presente, ma anche a un passato che forse non hai mai davvero affrontato, in particolare il trauma legato a tua madre.
La cura farmacologica che stai seguendo può aiutarti a ritrovare un equilibrio nel breve termine, ma la vera strada per stare di nuovo bene sarà continuare a lavorare su di te in terapia.
Mi chiedo: hai mai avuto spazio per elaborare ciò che hai vissuto con tua madre? Quanto il tuo passato da militare influisce sulla tua difficoltà a tollerare la vulnerabilità e l’incertezza?
Per scaricare lo stress, potrebbe essere utile riscoprire il tuo lato più autentico e creativo: la musica, lo sport, il movimento—qualcosa che ti permetta di uscire dalla testa e tornare al corpo senza l’ossessione del controllo. Ma soprattutto, potrebbe essere il momento giusto per rivedere ciò che davvero vuoi dalla tua vita e dal tuo futuro, senza rimanere intrappolato in ciò che "dovresti" fare.
Se senti di voler approfondire tutto questo, possiamo lavorarci insieme. Ricevo su Roma e online. Ti mando un grande incoraggiamento!
Mi sembra che il tuo corpo stia cercando di parlarti: i sintomi fisici, la tensione, l’ipocondria… tutto questo potrebbe essere il modo in cui la tua mente sta cercando di elaborare un carico emotivo troppo grande. Hai detto una cosa molto importante: "è come se avessi somatizzato tutto". E infatti, il tuo malessere sembra non essere solo legato al presente, ma anche a un passato che forse non hai mai davvero affrontato, in particolare il trauma legato a tua madre.
La cura farmacologica che stai seguendo può aiutarti a ritrovare un equilibrio nel breve termine, ma la vera strada per stare di nuovo bene sarà continuare a lavorare su di te in terapia.
Mi chiedo: hai mai avuto spazio per elaborare ciò che hai vissuto con tua madre? Quanto il tuo passato da militare influisce sulla tua difficoltà a tollerare la vulnerabilità e l’incertezza?
Per scaricare lo stress, potrebbe essere utile riscoprire il tuo lato più autentico e creativo: la musica, lo sport, il movimento—qualcosa che ti permetta di uscire dalla testa e tornare al corpo senza l’ossessione del controllo. Ma soprattutto, potrebbe essere il momento giusto per rivedere ciò che davvero vuoi dalla tua vita e dal tuo futuro, senza rimanere intrappolato in ciò che "dovresti" fare.
Se senti di voler approfondire tutto questo, possiamo lavorarci insieme. Ricevo su Roma e online. Ti mando un grande incoraggiamento!
Buongiorno,
intanto vorrei dirle che ha già fatto qualcosa di molto importante: riconoscere il proprio malessere, iniziare un percorso psicoterapeutico, affidarsi a professionisti e cercare risposte. Non è un segno di debolezza, ma di consapevolezza e forza interiore.
Quello che sta vivendo — tensione costante, somatizzazioni, preoccupazioni per la salute, difficoltà nel sonno e nel rapporto con la propria compagna — è una risposta naturale a un periodo prolungato di stress emotivo e fisico, unito a un contesto relazionale carico di responsabilità. Spesso chi ha una sensibilità emotiva profonda, come lei (e non a caso anche musicista), vive tutto in modo molto intenso: e quando la mente è sotto pressione, il corpo comincia a “parlare”.
L’ipocondria, come la chiama, è spesso un tentativo della mente di trovare controllo in un momento in cui ci si sente in balia degli eventi. E sì, è normale in questi stati di allerta.
Il trattamento farmacologico che le è stato prescritto sembra mirato a darle sollievo momentaneo, per aiutarla a recuperare un po’ di equilibrio fisico ed emotivo. Ma il percorso vero — come ha già intuito — è la psicoterapia, che l’aiuterà a sciogliere i nodi più profondi legati alla sua storia, alla gestione dell’ansia, al ruolo che ha assunto nella coppia e alle paure sul futuro.
Nel frattempo, qualche consiglio pratico per scaricare lo stress:
Attività fisica regolare, anche leggera (camminate, stretching, esercizi a corpo libero);
Tecniche di respirazione o rilassamento muscolare (ce ne sono molte semplici ed efficaci);
Routine del sonno regolare e senza eccessi di stimoli digitali prima di dormire;
Spazi per sé, anche creativi (musica, scrittura), che le permettano di rielaborare il vissuto in modo sano.
E soprattutto: non si giudichi per come si sente. È un momento, non è ciò che lei è. Con il giusto supporto, si torna a stare bene, ma in modo più consapevole e profondo di prima.
Resto volentieri a disposizione se desidera approfondire.
Un caro saluto,
Dott. Jacopo Modoni
Psicologo Clinico, PhD – Terapeuta Cognitivo-Comportamentale in formazione
intanto vorrei dirle che ha già fatto qualcosa di molto importante: riconoscere il proprio malessere, iniziare un percorso psicoterapeutico, affidarsi a professionisti e cercare risposte. Non è un segno di debolezza, ma di consapevolezza e forza interiore.
Quello che sta vivendo — tensione costante, somatizzazioni, preoccupazioni per la salute, difficoltà nel sonno e nel rapporto con la propria compagna — è una risposta naturale a un periodo prolungato di stress emotivo e fisico, unito a un contesto relazionale carico di responsabilità. Spesso chi ha una sensibilità emotiva profonda, come lei (e non a caso anche musicista), vive tutto in modo molto intenso: e quando la mente è sotto pressione, il corpo comincia a “parlare”.
L’ipocondria, come la chiama, è spesso un tentativo della mente di trovare controllo in un momento in cui ci si sente in balia degli eventi. E sì, è normale in questi stati di allerta.
Il trattamento farmacologico che le è stato prescritto sembra mirato a darle sollievo momentaneo, per aiutarla a recuperare un po’ di equilibrio fisico ed emotivo. Ma il percorso vero — come ha già intuito — è la psicoterapia, che l’aiuterà a sciogliere i nodi più profondi legati alla sua storia, alla gestione dell’ansia, al ruolo che ha assunto nella coppia e alle paure sul futuro.
Nel frattempo, qualche consiglio pratico per scaricare lo stress:
Attività fisica regolare, anche leggera (camminate, stretching, esercizi a corpo libero);
Tecniche di respirazione o rilassamento muscolare (ce ne sono molte semplici ed efficaci);
Routine del sonno regolare e senza eccessi di stimoli digitali prima di dormire;
Spazi per sé, anche creativi (musica, scrittura), che le permettano di rielaborare il vissuto in modo sano.
E soprattutto: non si giudichi per come si sente. È un momento, non è ciò che lei è. Con il giusto supporto, si torna a stare bene, ma in modo più consapevole e profondo di prima.
Resto volentieri a disposizione se desidera approfondire.
Un caro saluto,
Dott. Jacopo Modoni
Psicologo Clinico, PhD – Terapeuta Cognitivo-Comportamentale in formazione
Gentile,
grazie per aver condiviso la Sua esperienza con tanta sincerità. Da quanto descrive, sta affrontando un momento complesso, ma è importante sottolineare che ha già intrapreso i passi giusti: ha chiesto aiuto, sta seguendo un percorso psicoterapeutico e si è rivolto a uno specialista psichiatra.
I sintomi che descrive (ipocondria, somatizzazioni, tensione, difficoltà relazionali) sono reazioni comuni in situazioni di stress prolungato, soprattutto quando si è persone sensibili ed empatiche. Il trattamento farmacologico leggero, unito alla psicoterapia, può aiutarla a ritrovare un equilibrio nel tempo, ma non esiste una "cura immediata": è un percorso graduale, che richiede pazienza.
È normale chiedersi se tornerà a stare bene: la risposta è sì, con il giusto supporto e l’impegno personale, è possibile stare meglio. Le consiglio, in questo periodo, di mantenere uno stile di vita regolare, coltivare attività che Le diano piacere (come lo sport e la musica), limitare l’auto-osservazione dei sintomi e dare fiducia al percorso terapeutico. Le reazioni che sta vivendo non sono segno di debolezza, ma di una sensibilità che ha bisogno di trovare nuovi strumenti per gestire lo stress.
Resto a disposizione,
Un cordiale saluto.
grazie per aver condiviso la Sua esperienza con tanta sincerità. Da quanto descrive, sta affrontando un momento complesso, ma è importante sottolineare che ha già intrapreso i passi giusti: ha chiesto aiuto, sta seguendo un percorso psicoterapeutico e si è rivolto a uno specialista psichiatra.
I sintomi che descrive (ipocondria, somatizzazioni, tensione, difficoltà relazionali) sono reazioni comuni in situazioni di stress prolungato, soprattutto quando si è persone sensibili ed empatiche. Il trattamento farmacologico leggero, unito alla psicoterapia, può aiutarla a ritrovare un equilibrio nel tempo, ma non esiste una "cura immediata": è un percorso graduale, che richiede pazienza.
È normale chiedersi se tornerà a stare bene: la risposta è sì, con il giusto supporto e l’impegno personale, è possibile stare meglio. Le consiglio, in questo periodo, di mantenere uno stile di vita regolare, coltivare attività che Le diano piacere (come lo sport e la musica), limitare l’auto-osservazione dei sintomi e dare fiducia al percorso terapeutico. Le reazioni che sta vivendo non sono segno di debolezza, ma di una sensibilità che ha bisogno di trovare nuovi strumenti per gestire lo stress.
Resto a disposizione,
Un cordiale saluto.
Salve, la situazione che descrive è comprensibilmente complessa e legata a una forte pressione emotiva che ha influenzato il suo benessere fisico e mentale. La cura farmacologica, sotto controllo dello psichiatra, può aiutare a gestire i sintomi più acuti, mentre la psicoterapia, specialmente un approccio come l’analisi bioenergetica o la psicoterapia umanistica, potrà accompagnarla nel lavoro più profondo su stress, ipocondria e relazioni. L’ipocondria è una reazione frequente in momenti di forte ansia e tensione, ma con un sostegno adeguato può essere affrontata. Nel frattempo, mantenere una routine fisica, dedicarsi a hobby come la musica e pratiche di Mindfulness può aiutarla a scaricare la tensione e ritrovare un equilibrio gradualmente. Saluti, dott.ssa Sandra Petralli
Buonasera,
la consapevolezza è sempre un buon punto di partenza. E' alla sua prima seduta ed è normale porsi tutte queste domande. Sicuramente continuare la terapia è fondamentale come anche la terapia farmacologica che verrà monitorata ogni tanto dallo psichiatra. Non si può prevedere cosa succederà dopo un mese di cura ma la costanza e la consapevolezza sono buoni indicatori.
la consapevolezza è sempre un buon punto di partenza. E' alla sua prima seduta ed è normale porsi tutte queste domande. Sicuramente continuare la terapia è fondamentale come anche la terapia farmacologica che verrà monitorata ogni tanto dallo psichiatra. Non si può prevedere cosa succederà dopo un mese di cura ma la costanza e la consapevolezza sono buoni indicatori.
Buongiorno,
quello che descrive è coerente con un quadro di ansia che si è espressa anche sul corpo (somatizzazione). Il corpo in questo momento sta parlando per lei.
Ha vissuto più fattori stressanti insieme: la sofferenza della sua ragazza con episodi di ansia, attacchi di panico, problemi alimentari; una crisi lavorativa con un lavoro vissuto come vuoto e bloccante; una storia familiare con ansia e attacchi di panico; una personalità sensibile e riflessiva.
Quando “teniamo tutto dentro” per molto tempo, l’ansia trova altre vie: stomaco chiuso, dolori, reflusso, tensioni, paura per la salute (ipocondria).
Mi sembra importante continuare il percorso intrapreso per dare ascolto e voce al suo malessere e per trovare un senso più profondo ai suoi sintomi. Buon percorso!
quello che descrive è coerente con un quadro di ansia che si è espressa anche sul corpo (somatizzazione). Il corpo in questo momento sta parlando per lei.
Ha vissuto più fattori stressanti insieme: la sofferenza della sua ragazza con episodi di ansia, attacchi di panico, problemi alimentari; una crisi lavorativa con un lavoro vissuto come vuoto e bloccante; una storia familiare con ansia e attacchi di panico; una personalità sensibile e riflessiva.
Quando “teniamo tutto dentro” per molto tempo, l’ansia trova altre vie: stomaco chiuso, dolori, reflusso, tensioni, paura per la salute (ipocondria).
Mi sembra importante continuare il percorso intrapreso per dare ascolto e voce al suo malessere e per trovare un senso più profondo ai suoi sintomi. Buon percorso!
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