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Esperienze

Su di me

Sono la dottoressa Fabiana Fratello e sono psicologa-psicoterapeuta ad indirizzo strategico integrato. Questo approccio permette di risolvere i sintom...

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Formazione

  • Laurea presso Università La Sapienza di Roma
  • Dottorato di Ricerca presso Federico II di Napoli
  • Specializzazione in psicoterapia presso SCUPSIS di Roma
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Competenze linguistiche

Italiano

Prestazioni e prezzi

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Recensioni dei pazienti

5

Punteggio generale
5 recensioni

  • Puntualità
  • Attenzione
  • Struttura e attrezzature
C
Paziente verificato
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La dott.ssa Fratello è una persona estremamente attenta e riesce a dare i giusti punti di vista sempre, facendo notare elementi che da sola non avrei saputo vedere e affrontare.


S
Paziente verificato
Presso: Studio di Psicologia e Psicoterapia, Vomero

Sono passati esattamente due mesi dalla mia prima seduta con la Dottoressa, e oggi posso dire con assoluta certezza che non avrei potuto trovare professionista migliore; efficiente, cordiale ed empatica, dote che credo sia di grande importanza nel suo lavoro.

Dott.ssa Fabiana Fratello

Grazie davvero Simone, quando le persone sono motivate ed intelligenti si possono raggiungere risultati importanti.


A
Paziente verificato
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Professionista disponibile, empatica e molto qualificata. È sempre riuscita a farmi aprire completamente e a farmi affrontare ogni difficoltà nel migliore dei modi.

Dott.ssa Fabiana Fratello

Grazie mille


S
Paziente verificato
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Fabiana non è una semplice psicologa. È un'amica, una sorella, una consigliera, il papà che ti tiene il sellino per farti pedalare da solo e che lo molla senza che tu lo sappia. In modo professionale e senza mai farti sentire sbagliato. È così che descriverei la Dott.ssa Fratello. Ogni volta che ritorni a casa sei sempre sorpreso per cose che non sapevi di te o non sapevi gestire. La consiglio vivamente.

Dott.ssa Fabiana Fratello

Grazie mille. Mi piace molto la metafora del padre che lascia il sellino senza dirlo, perché credo che l'obbiettivo della psicoterapia sia quello di far pedalare le persone da sole nel più breve tempo possibile, rendendole consapevoli della loro capacità di pedalare senza rotelle, anche e soprattutto quando non se ne rendono conto!


Paziente verificato
Presso: Studio di Psicologia e Psicoterapia, Vomero

Ho iniziato i miei incontri con la Dottoressa Fratello da poco più di un mese ma già sento di aver fatto molti progressi grazie a lei che mi sta accompagnando, con gentilezza e senza farmi sentire giudicata, nel mio percorso di cambiamento e nella gestione delle mie emozioni. La consiglio assolutamente!!!

Dott.ssa Fabiana Fratello

Grazie mille. Durante il mio percorso di studi mi hanno insegnato che quando una persona migliora è merito suo! Adesso lo dico a te per ricordarti la tua capacità di introspezione e risoluzione dei problemi che abbiamo solo fatto emergere insieme.


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 23 domande da parte di pazienti di MioDottore


  • Salve ho scritto recentemente in merito al fatto che ho iniziato una psicoterapia da poco e capisco ci voglia tempo, seppur in passato abbia fatto dei tentativi brevi e analisi intorno ai 26 anni. Ora però a 48 non mi capacito di ciò..
    Un lutto fraterno che non ho forse mai discusso elaborato perché catapultata nella malattia demenza di mamma, nelle responsabilità tutte su me, accudimento suo, di papà invalido per fortuna con facoltà mentali lucide ma non meno difficile da seguire, un lavoro che non ho più da quando seguo mamma, problematiche mie di salute sfociare con lo stress ultimo anno di mamma, andata via 18 mesi fa. Zero convivenze matrimoni, amici rari e lontani, molta solitudine ed il terrore di perdere pure papà, ed una casa che è mortufers perché da sempre ci vivo e ha visto molte cose brutte... Come può da un mese avermi tirato angoscia a quantità. Non riposo la notte, mi sveglio con panico, e mi sento smarrita, sola pure se ho papà stanza a fianco che non può fare molto visto che ci vede poco e insomma non è smart. Stanotte 3 risvegli col panico e senso di iper controllo e distacco al contempo, paura, cuore a mille e consapevolezza che non ho più punti di riferimento che forse non ho mai avuto ma ora sale la presa di realtà. E sto maleeee. Poi verso le 6 mi appisolo e sogno fratello mamma nonna papà, l unico in vita, e due persone, una donna ed uno che aveva fatto dei pessimi lavori di ristrutturazione nella casa di sempre e in quella delle vacanze, con pavimenti tutti rotti e stress da rumori. Una rabbia nel sogno incredibile , mi sono svegliata con altrettanta rabbia angoscia. Sto a pezzi. Insomma mi si è svegliata la paura della morte e di impazzire, prendo un ansiolitico ma mi chiedo la psicoterapia può davvero aiutarmi a trovare un benessere? Sono sfiduciata e non vorrei. Mi si dice che ho una forte resistenza al cambiamento,ma che vuol dire? Giuro non capisco. Dopo che ho subito tutti questi eventi, cosa altro può succedere? Mia dipartita o di papà? O la resistenza è verso il cambiamento buono, autonomo, libero che non conosco visto la vita piena di ansie paure trasmesse da mamma e zero protezione paterna? Mi sento con una parte di me che vorrebbe trovare equilibrio ed una che ne è terrorizzata o dal riuscirci o dal non riuscirci. Io non riesco a capire ciò... Cosa è la resistenza? Poi mi arrabbio con me, è calata l autistima, perché mi chiedo ma gli altri che hanno lutti o cose simili, come vivono? Non credo tutti reagiscano così con tale dissidio interiore. Io mi sento un rimuginio, tanta tristezza a volte che vorrei piangere, sto meglio se lo faccio ma non riesco e non so perché e angoscia. Si può risolvere ed uscire da una vita non serena? Credo tra le poche nel mondo che non abbia mai lasciato casa sua, per convivenze o lavori fuori. Ed ora che ho messo in vendita perché non abbiamo soldi, e sabato verranno per vederla, mi sento altro simbolico emotivo peso... Un distacco semilutto che devo affrontare perché non ho molte altre soluzioni... E lo vivo male pur sapendo di doverlo fare, pur dicendomi che tutti cambiano case, perche io sto così male?

    Salve, lei si chiede come mai sta male, ma purtroppo lei scrive di una situazione difficile da vari punti di vista: economico, lavorativo, amicale e sentimentale. Come potrebbe non esperire emozioni negative? Si tratta di vivere queste emozioni e capire cosa fare per migliorare la sua vita e quindi anche il suo umore.
    Rispetto alla resistenza al cambiamento, certamente non è facile mettersi in discussione e apportare cambiamenti significativi e più passa il tempo e più sarà difficile, ma non impossibile. Ammesso che ci sia una resistenza al cambiamento, è compito del terapeuta comprendere i motivi e i "vantaggi secondari" della situazione che attualmente vive così come è. Dire semplicemente che Lei è resistente al cambiamento non credo che le possa servire a qualcosa.
    Il benessere e la serenità sono certamente possibili, bisogna essere motivati e trovare il terapeuta che fa per noi.
    Le auguro buona fortuna

    Dott.ssa Fabiana Fratello

  • Buongiorno, sono una donna di 33 anni e vi scrivo perché penso di avere a che fare con una "famiglia disfunzionale". Ho un lavoro part time nel campo sociale, che mi dà tante soddisfazioni a livello umano, però la paga non è molto alta e di conseguenza devo vivere ancora a casa con mia madre e mia sorella di 31 anni (nostro padre si è lavato le mani di noi quando eravamo piccole, ma ciò non è mai stato un problema perché non lo sopportavamo). Mia madre tratta me e mia sorella come se fossimo ancora bambine piccole; finora noi le abbiamo permesso di farlo. Da circa 6 mesi mi rendo conto che in questa casa e in questo paese mi sento letteralmente soffocare; sono riuscita a guardarmi dentro e credo proprio che la causa sia la continua convivenza con mia madre e mia sorella da cui mi sento ogni giorno sempre più distante emotivamente. Mia sorella, nonostante sia adulta a sua volta, si fa ancora trattare come una bambina piccola. Quando le ho detto che secondo me è sbagliato lei mi ha risposto che sono "esagerata" e che dovrei tranquillizzarmi così smetterei di dire queste cose. Lei si fa lavare i capelli da nostra madre, a tavola è nostra madre a fare tutto, non possiamo nemmeno tagliare un pezzo di pane che lei dice "faccio io", abbiamo entrambe la patente ma siccome è nostra madre a pagare il bollo ecc e ad aver comprato la macchina anni fa non ce la fa mai guidare sostenendo che non siamo capaci di andare fino al centro del paese, figurarsi fuori dal paese... nostra madre non ha alcuna ambizione o interesse, non li ha mai avuti. Non ha neanche amicizie ma solo conoscenze di cui parla male, però poi le va a cercare per un caffè o due passi insieme, solo per tornare a casa e lamentarsi di quanto quelle donne siano stupide e noiose; allora che non le cerchi! Più di una volta le ho proposto di provare a iscriversi a qualche corso poco costoso o gratuito così avrebbe potuto provare a farsi delle amicizie vere ma lei ha sempre detto di non avere tempo (non è vero, perché lavora pochissime ore il giorno e neanche tutti i giorni) e comunque non le interessa nessun corso. Questa è un'altra causa di attrito perché da sempre io amo viaggiare, fare cose nuove e sperimentare mentre a lei davvero non interessa niente. Se per esempio voglio andare al cinema mia madre dice "ma cosa ci vai a fare, a vedere quel film che è anche brutto?". Da sempre ho la passione del canto, non potendomi permettere lezioni di canto individuali quando posso mi esercito in garage (insonorizzato, quindi non do fastidio a nessuno). Mia madre ha da ridire anche in quel caso, sostenendo che butto via tempo, che sposto gli oggetti in garage... "ma cosa lo fai a fare?" quando rispondo che lo faccio perché cantare mi piace e mi fa sentire bene lei borbotta qualcosa. Non può capire perché non c'è niente, neanche un semplice hobby, che risvegli il suo interesse. Oltre a questo, lei vuole controllare me e mia sorella; con questa storia che non possiamo usare l'auto siamo costrette a farci accompagnare ovunque (gli autobus sono pochissimi e a orari assurdi), a mia sorella questa cosa non pesa, anzi le fa comodo e dice che non c'è niente di male a essere accompagnata, anzi, così lei è furba perché si fa portare in auto standosene tranquilla e senza la tensione della guida. Io e mia sorella siamo sempre andate d'accordo, entrambe abbiamo studiato un anno all'estero (nella stessa città, stesso periodo, condividendo la stessa casa) e sin da piccole abbiamo vissuto come in simbiosi; facevamo tutto insieme. Nostra madre ci ha impedito i normali passaggi dell'adolescenza (uscite con i compagni di scuola, feste, ragazzi...) e noi, al sicuro nel nostro bozzolo di duo, non abbiamo mai obiettato. Adesso mi rendo conto di tutte le esperienze che ho perso finora e di come io e mia sorella siamo arrivate a essere due donne adulte senza però avere le capacità emotive e le esperienze alle spalle che hanno le nostre coetanee cresciute in maniera sana. Ciò che mi secca è anche l'atteggiamento di mia sorella che preferisce continuare a fare la bambina piuttosto che uscire dalla propria comfort zone e prendersi delle responsabilità. Anche lei ha un lavoro part time che le piace dove però la paga non è molto alta, e sostiene che, siccome lavora, è adulta e indipendente. Ho provato a spiegarle che lavorare è solo una parte dell'essere indipendente (che poi non è nemmeno indipendente economicamente) e che a 31 anni non è normale farsi fare tutto dalla mamma, andare in braccio alla mamma una dozzina di volte il giorno e farsi coccolare parlando come una bambina piccola, chiamare la mamma al telefono ogni pochi minuti, andare in giro sempre e solo con lei, sentire l'esigenza di spiegarle e raccontarle tutto, non battere ciglio quando lei si impunta con assurdità o vuole che regoliamo i nostri impegni in base ai suoi e ancora mia sorella ha degli "amici immaginari", ogni tanto la scopro a parlare fra sé e sé e da voce a persone immaginarie che hanno più o meno la sua età e vivono tutto ciò che lei non ha il coraggio di vivere ovvero hanno figli, sono sposate, sono indipendenti dai genitori... Inoltre sia lei sia mia madre sono estremamente negative in tutto ciò che faccio; lavoro con persone che soffrono e hanno gravi problemi e loro li chiamano "gli imbecilli", ho cercato di spiegare loro che queste persone vanno avanti a dispetto delle difficoltà quotidiane e sono esempi di resilienza, ma loro continuano a dire "Quante ore stai stamani da quegli imbecilli?" e cose simili e ciò mi fa ribollire il sangue nelle vene perché la maggior parte di quelle persone ha così tanta forza di volontà e bellezza dentro come loro non ne avranno mai. Questo succede un po' in qualunque cosa io faccia; per esempio qualche mese fa mi hanno mandata con delle colleghe a Roma per un congresso di lavoro, siamo state lì quattro giorni. Io adoro Roma e quindi l'ho detto in casa tutta contenta e loro "Ma sarà sicuro, condividere la stanza con quelle imbecilli (le mie colleghe, persone assolutamente apposto e alcune le hanno pure conosciute)?" oppure " Non buttare via tanti soldi per questa cavolata" ecc... nessun "divertiti" o condivisione del mio entusiasmo. Per loro tutti quelli con cui ho a che fare sono "imbecilli" e tutto quello che faccio è "una cavolata". Ovviamente, quando si tratta di viaggi di lavoro o di qualsiasi altra cosa di mia sorella la mamma è subito pronta a partecipare entusiasta, anche quando la sua presenza non è richiesta, e ovviamente in quei casi mia sorella se la porta dietro ben contenta di farsi vedere sempre con la mamma. A me questo non secca, è semplicemente assurdo. Mi rendo conto che a ogni giorno che passa non ne posso più, che quando ho la possibilità di trascorrere un pomeriggio senza di loro mi sento libera. Altro esempio che fa capire tutto: qualche settimana fa sono andata in un paese vicino per comprare il regalo di compleanno per una collega (sono andata in bus, ovviamente, con la mamma che diceva "chiamami quando arrivi, fammi sapere a che ora torni, ecc..."), sono stata benissimo girovagando per negozi che mi interessano, senza nessuna pressione, nessun commento (sì, perché ovviamente non c'è privacy in casa nostra, se compro un libro devono vedere cos'è, se lascio il computer acceso devo stare attenta che non vadano a vedere le mie e-mail o la ricerca che stavo svolgendo, se mi rimane il cellulare in sala e io sono in bagno e ricevo un messaggio su whatsapp loro lo vanno a leggere...), come succede ogni volta che sto da sola, ero libera di essere me stessa, cosa che sono stata raramente da quando sono nata. Al ritorno, chiamo mia madre per dirle che sto per prendere l'autobus, e lei era infuriata con me perché prima di salutarla alla fermata dell'autobus all'andata secondo lei le avevo risposto male. Ha tenuto il muso, senza parlarmi per qualche ora. Dalla mia sensazione di libertà sono ripiombata subito nell'assurdità di una situazione che testimonia come mia madre mi tratti ancora da bambina, al massimo da adolescente di 14-15 anni. Me ne prendo le colpe perché, come ho accennato, vuoi per comodità o perché non conoscevo altro fino a 6 mesi fa, pur avendo avuto degli scoppi d'ira nei confronti della situazione in cui vivevo, l'ho sempre accettata, non ho mai fatto niente per dimostrare a mia madre di essere adulta o per cercare di allontanarmi definitivamente da qui e, onestamente, penso che, anche se lo avrei fatto, non sarebbe servito a niente. Qualche giorno fa ho preso una decisione e a fine anno mi trasferirò nella città estera dove studiai tanti anni fa; adesso sto mettendo da parte i soldi e, anche se mi spiacerà lasciare il lavoro che tanto mi piace, e magari all'inizio lì dovrò adattarmi a fare altro, sento che é un passo che devo fare. A volte la cosa mi innervosisce, ma in fondo ho già un'idea della città e il solo pensiero di poter vivere da sola, fare quello che voglio, assecondare i miei desideri, inseguire i miei sogni e conoscere nuova gente da tutto il mondo (gente positiva!) è sufficiente a tranquillizzarmi, anzi, sono come attraversata da una scossa di adrenalina e impazienza al solo pensiero. So che ci saranno delle difficoltà e le metto in conto ma non mi spaventano perché voglio anche cominciare a crescere, cosa che avrei dovuto fare almeno una decina di anni fa; inoltre recentemente purtroppo è morto un ragazzo di 25 anni del mio paese, infarto improvviso, e questo mi ha ricordato quanto sia precaria la vita. Il solo pensiero che domani potrei avere un infarto mi fa star male, non tanto per la paura della morte, quanto per la certezza che avrei vissuto ben poco. Voglio cambiare questo, voglio una vita degna di essere vissuta. Quando m'immagino la mia nuova vita all'estero perfino i problemi respiratori (che credo siano una somatizzazione del senso di soffocamento che provo in casa) spariscono. Ogni mattina, invece, mi sveglio con la consapevolezza di trovarmi in un posto che non offre niente (paese piccolo con gente con la mentalità piccola, dove non ho amici ma solo conoscenti) costantemente in compagnia di due persone con le quali ormai non ho niente in comune. Non so perché ho scritto tutto questo, forse per sfogarmi o per metterlo nero su bianco, oltre che ovviamente per accettare dei consigli da professionisti adesso che mi trovo in questa fase della mia vita, diciamo di passaggio, dove sto per fare un salto nel buio (quantomeno parziale) perché anche se conosco già la città non so chi incontrerò, che lavoro farò, se riuscirò a inseguire il mio sogno di cantare... io penso che sia la scelta giusta da fare e che dovrò dare poche spiegazioni in famiglia, semplicemente dirò loro di aver trovato un lavoro all'estero e che partirò. Grazie per aver letto questo messaggio così lungo.

    Buonasera, che dirle? Soltanto un grosso in bocca al lupo! Trovo che la sua sia una scelta in parte coraggiosa in parte semplicemente necessaria. Sono certa che troverete nel tempo un nuovo modo di essere famiglia nel rispetto delle diversità di ciascuno.
    Cordiali saluti

    Dott.ssa Fabiana Fratello

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Specializzazioni

  • Psicoterapia
  • Psicologia Clinica
  • Psicologia dell'emergenza - Psicotraumatologia

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  • Consultorio Familiare di Frascati

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Premi e riconoscimenti

  • Nel settembre 2002 risulta tra i vincitori del Premio Giovani Ricercatori “Vincenzo Cinanni” attribuito dall’Associazione Italiana di Psicologia (AIP) – Sezione Psicologia Sperimentale, per la ricerca “Handedness is mainly associated with an asymmetry of corticospinal excitability and not of transcallosal inhibition”.

Pubblicazioni e articoli

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