Salve dottori mi chiedo se il Buddha o altri maestri avessero ragione che l unica strada per la sere

25 risposte
Salve dottori mi chiedo se il Buddha o altri maestri avessero ragione che l unica strada per la serenità sia la via spirituale , anche se personalmente io mi sento sereno anche se da qualche giorno vedendo alcuni video sto mettendo un po in dubbio la mia situazione, mi chiedo allora chi come me non fa questi tipi di percorsi non può essere felice ? Non può essere una brava persona ? E se anche voi psicologi in futuro vi rendete conto che l unica strada è la spiritualità e tutto il resto è fuffa
Gentile utente, la sua domanda è interessante, ma credo che il punto più delicato non sia stabilire se la spiritualità sia vera o falsa. Il punto è che, dopo alcuni video, una serenità che lei diceva di sentire ha iniziato a essere messa sotto processo.

La spiritualità, per molte persone, può essere una strada profonda, preziosa, trasformativa. Per altre, la serenità passa attraverso le relazioni, il lavoro su di sé, la cura del corpo, la psicoterapia, la responsabilità quotidiana, l’amore, l’etica personale, la creatività, il silenzio, la natura. Non esiste un’unica forma obbligatoria di crescita interiore.

Il rischio nasce quando una via, anche nobile, viene trasformata in una sentenza: “se non segui questa strada, non sei davvero felice, non sei davvero una brava persona, non sei abbastanza evoluto”. A quel punto non siamo più davanti a una ricerca libera, ma a un nuovo dovere che genera paura.

Lei scrive una cosa importante: “io mi sento sereno”. Provi a partire da lì. Non per chiudersi a ogni riflessione, ma per non permettere a un video di togliere valore alla sua esperienza concreta. Una domanda spirituale può aprire; un dubbio ossessivo, invece, imprigiona.

Psicologia e spiritualità non devono per forza essere nemiche. Possono dialogare, ma non sono la stessa cosa. La psicologia lavora sul modo in cui una persona soffre, si blocca, si relaziona, dà significato alle esperienze e costruisce cambiamento. La spiritualità può riguardare il senso, la trascendenza, il rapporto con qualcosa di più grande. Dire che tutto il resto è “fuffa” sarebbe una semplificazione estrema.

In concreto, per qualche giorno proverei a sospendere la ricerca di video che promettono risposte definitive. Non si chieda: “qual è l’unica strada giusta?”. Si chieda piuttosto: “questo contenuto mi rende più libero o più spaventato?”. Se dopo averlo visto si sente più aperto, può essere uno stimolo utile. Se invece si sente obbligato, in colpa o inadeguato, forse non è ricerca spirituale: è ansia travestita da domanda esistenziale.

Essere una brava persona non dipende dall’etichetta del percorso che segue, ma da come vive, da come tratta gli altri, da quanto riesce a essere responsabile, umano e coerente con i suoi valori.

Se questo dubbio continua a tormentarla, può essere utile parlarne con un professionista, non per spegnere la domanda spirituale, ma per capire quando una domanda diventa una trappola.

Un caro saluto.

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Dott.ssa Serena Maugeri
Psicologo, Psicologo clinico
Catania
Buonasera gentile utente,
interessante osservazione la Sua. Esistono, in effetti, alcuni orientamenti psicologici che implementano pratiche meditative buddhiste per vivere più serenamente il qui e ora. Sono delle pratiche piuttosto promettenti, e in linea di massima aiutano molto gli utenti ad accettare i propri pensieri e le proprie emozioni senza criticarsi.
Purtuttavia, non credo che la psicologia si renderà conto che l'unica strada è la spiritualità, perché la psicologia ha fatto molto e continua a fare molto per farsi riconoscere come professione sanitaria (e non come corrente filosofica, come un tempo era considerata).
Rispetto alle sue perplessità personali: si può essere felici e delle brave persone anche senza seguire i precetti buddhisti. La serenità, così come la percezione di essere brave o cattive persone, dipende dai valori che la persona abbraccia, e quanto si sente vicina ad essi. Pertanto, se la spiritualità rientra tra i valori della persona, per essere sereni una spiritualità attiva è importante; se la spiritualità non rientra tra le cose che la persona giudica importanti, allora si può essere sereni anche senza spiritualità.
Dott.ssa Serena Maugeri
Carissimo,

è interessante notare come dei video riescano ad incrinare una serenità che, fino a pochi giorni fa, lei sentiva come autentica. Questo non significa che la sua felicità precedente fosse "falsa", ma ci dice che dentro di lei si è svegliata una domanda profonda che ha scelto di bussare alla sua porta.

Vorrei rassicurarla subito su un punto fondamentale: certo che si può essere una brava persona e darsi la possibilità di essere felici senza seguire un percorso spirituale codificato.

Il Buddha, così come molti altri grandi maestri della storia, non ha inventato una "guida per la felicità" esclusiva. I maestri spirituali hanno semplicemente descritto, ognuno con le parole e i simboli del proprio tempo, un meccanismo che appartiene a tutti gli esseri umani: la necessità di trovare un'armonia tra il nostro mondo interno e il mondo esterno.

Dal punto di vista della psicologia più profonda, la spiritualità non coincide necessariamente con il meditare su una montagna, recitare mantra o seguire una dottrina. La spiritualità è, prima di tutto, un'attitudine della mente. È la capacità di ascoltare la propria bussola interiore, di accettare i limiti della vita e di dare un senso a ciò che ci accade.

Ci sono persone che non hanno mai letto un testo sacro, ma che vivono una vita profondamente "spirituale" semplicemente essendo connesse alla natura, amando la propria famiglia, facendo bene il proprio lavoro... Questa è spiritualità incarnata nella vita di tutti i giorni.

E per quanto riguarda noi psicologi, la mia personale risposta è no, per un motivo molto semplice: la parola "psicologia" deriva dal greco psyché, che significa Anima. Dunque, la vera psicologia non è l'opposto della spiritualità, ma è lo studio scientifico e umano dell'anima e dei suoi movimenti.

Se la sua serenità vacilla sotto questi dubbi, non si spaventi. Consideri questo momento come un invito a esplorare la sua interiorità.

La saluto.
Dott.ssa Veronica Savio
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Medolla
Gentile utente,
innanzitutto desidero farle i complimenti per la profondità della sua domanda. È una riflessione antica quanto l’essere umano: esiste una sola strada per stare bene, oppure ognuno costruisce la propria?
La spiritualità, per molte persone, può essere una via preziosa. Tradizioni come il buddhismo insegnano aspetti profondamente affini anche alla psicologia contemporanea: l’osservazione dei pensieri senza identificarsi totalmente con essi, l’accettazione dell’impermanenza, la compassione verso sé stessi, il valore della presenza nel qui e ora. Non è un caso che alcune pratiche, come la mindfulness, abbiano trovato spazio anche in ambito clinico.
Tuttavia, credo sia importante andare con delicatezza quando si parla di “unica strada”. La serenità raramente abita in un sentiero uguale per tutti.
C’è chi la trova nella spiritualità, chi nelle relazioni, chi nella creatività, nella cura degli altri, nella genitorialità, nell’arte, nella natura, in un percorso terapeutico o semplicemente in una vita coerente con i propri valori. E c’è chi intreccia più strade insieme.
No, non fare un percorso spirituale non significa essere meno felici o meno “brave persone”. La bontà e la profondità di una persona non dipendono da una pratica spirituale, ma da come abita il mondo, da come ama, ripara, sceglie, cresce.
Forse la domanda più gentile da rivolgersi non è: “Sto seguendo la strada giusta?”, ma: “La strada che percorro mi rende più vivo, più autentico, più capace di stare in relazione con me stesso e con gli altri?”
Anche la psicologia, in fondo, non pretende di avere verità assolute. Piuttosto prova ad accompagnare le persone a conoscersi meglio, a sciogliere nodi, a soffrire un po’ meno e a vivere un po’ più pienamente. Per qualcuno questo incontro passa anche attraverso una dimensione spirituale, per altri no.
La serenità, forse, non è una vetta uguale per tutti, ma un modo intimo di camminare.
Rimango a disposizione per qualunque chiarimento.
Dott.ssa Veronica Savio
Dott.ssa Barbara Lolli
Psicologo, Psicoterapeuta
Casalecchio di Reno
Buongiorno, se vuoi ne possiamo parlare in call così magari spiega meglio e abbiamo più tempo gratutamente. Mi mandi pure così ci accordiamo
Quando si ascoltano video o discorsi molto convincenti sulla spiritualità, è facile iniziare a chiedersi: “Sto vivendo nel modo giusto oppure mi manca qualcosa di fondamentale?”. Ma il fatto che si stia ponendo questa domanda non significa che la sua serenità sia falsa o superficiale.
Dal punto di vista psicologico, non esiste una sola strada universale verso una vita buona o soddisfacente. Le persone trovano equilibrio in modi molto diversi:
- relazioni affettive;
- lavoro o creatività;
- valori etici;
- spiritualità o religione;
- conoscenza;
- impegno verso gli altri;
- semplicità quotidiana.
Per alcune persone la via spirituale è centrale e profondamente trasformativa. Per altre no e questo non le rende meno felici, meno profonde o meno “buone”. Una persona può essere empatica, onesta, generosa e interiormente stabile anche senza pratiche spirituali o credenze religiose.
Anche molte tradizioni spirituali autentiche, incluso il pensiero del Buddha, non sostengono necessariamente che chi non segue quel percorso sia “inferiore”. Il Buddhismo, ad esempio, nasce come osservazione della sofferenza umana e dei modi per ridurla, non come obbligo identitario.
In psicologia si osserva una cosa interessante ciò che conta molto per il benessere non è tanto avere una spiritualità, ma avere senso e coerenza con i propri valori, relazioni sane, capacità di gestire le emozioni, una vita che si percepisce autentica.
Per alcune persone questo prende una forma spirituale; per altre prende una forma laica.
La tua frase “io mi sento sereno” è importante. A volte internet crea un meccanismo implicito: “Se non stai cercando continuamente un livello superiore di coscienza, allora stai vivendo male.”
Ma non sempre è vero. Alcuni contenuti spirituali possono aiutare; altri invece alimentano insicurezza, come se la serenità normale non bastasse mai.
La dimensione spirituale può essere molto utile per alcune persone, soprattutto come fonte di significato, comunità, meditazione, accettazione o trascendenza. Però non viene considerata l’unica via valida. Esistono persone serene e mature sia spirituali sia non spirituali.
Non deve scegliere tra: “essere spirituale” e “essere una brava persona”.
Sono due piani diversi. La bontà concreta spesso si vede nelle cose semplici: come tratti gli altri, come affronti le difficoltà, quanto sei onesto con te stesso e con chi hai vicino.
Un colloquio psicologico sarebbe utile per riflettere su quali video o idee le hanno fatto sorgere questo dubbio e capire cosa l’ha colpita davvero.
Dott. Sergio Borrelli
Psicologo, Psicologo clinico
Tradate
Buonasera. Mi piace che arrivi una domanda sulla spiritualità. Nei percorsi psicologici molte persone si interrogano anche sul senso di ciò che costituisce la loro esperienza di vita, quindi associare spiritualità e psicologia è molto interessante, considerata anche l'origine etimologica della parola psiche, anzi psiché. Dal mio punto di vista Buddha è interessante, ma anche altre vie sono interessanti e possono stimolare allo sviluppo di una consapevolezza spirituale: anche ascoltare musica classica può aprire ad una dimensione spirituale, anche leggere i romanzi di José Saramago, anche immergersi nella visione delle opere degli ultimi venti anni di vita di Pablo Picasso. Le sue passioni, quelle della vita di lei che ci ha scritto, possono diventare un bellissimo percorso spirituale.
Dott.ssa Eleonora Rossini
Psicologo, Terapeuta, Professional counselor
Forlì
Salve, molte tradizioni spirituali – dal Buddismo ad altri percorsi filosofici e religiosi – sostengono che la serenità profonda nasca da un lavoro interiore, dalla consapevolezza e da un certo distacco da ciò che ci fa soffrire. Questo però non significa che esista un’unica strada valida per tutti. Ci sono persone che trovano equilibrio nella spiritualità, altre nelle relazioni, nel lavoro, nell’arte, nella famiglia, nella cura degli altri o in un percorso psicologico. La felicità e il senso della vita non sono identici per ogni individuo.
Il fatto che lei si senta sereno è già un dato importante. Guardare alcuni video che mettono in discussione tutto può creare dubbi, soprattutto quando vengono presentate visioni molto assolute (“solo questa è la verità”). Ma non fare un percorso spirituale non significa essere meno profondi, meno felici o meno “brave persone”.
Anche la psicologia non sostiene che “tutto il resto sia fuffa”. Piuttosto osserva che l’essere umano sta bene quando riesce a vivere in modo coerente con sé stesso, con consapevolezza, relazioni significative e un certo equilibrio emotivo. Per qualcuno questo include la spiritualità, per altri no. Spiritualità e psicologia possono dialogare, ma non sono obbligatoriamente la stessa cosa. L’importante è non perdere il contatto con la propria esperienza reale per inseguire modelli ideali o verità assolute.
Cordialità
Eleonora Rossini
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buongiorno, la domanda che pone tocca un tema molto profondo e antico, che riguarda il significato della serenità, della felicità e del modo in cui le persone cercano di dare ordine alla propria vita interiore. È comprensibile che, dopo aver visto certi contenuti o riflessioni, possa emergere il dubbio che esista una “via unica” alla serenità e che tutto il resto sia in qualche modo insufficiente. Dal punto di vista cognitivo comportamentale, una cosa importante da considerare è che la mente umana tende spesso a cercare risposte assolute. Quando si incontra un’idea forte, come quella che esista un’unica strada corretta per stare bene, può attivarsi un meccanismo di confronto interno che mette in discussione la propria esperienza precedente. Questo però non significa che ciò che si provava prima fosse sbagliato, ma piuttosto che la mente sta cercando un sistema coerente che riduca l’incertezza. La serenità, nella pratica clinica e nell’esperienza quotidiana delle persone, raramente dipende da una sola strada o da un’unica visione del mondo. Esistono persone che trovano equilibrio attraverso percorsi spirituali, altre attraverso la riflessione personale, altre ancora attraverso relazioni, lavoro, valori pratici o una combinazione di più elementi. Non si tratta di stabilire quale sia la via “giusta” in senso assoluto, ma di comprendere cosa funziona per la singola persona in un determinato momento della sua vita. Il fatto che lei si senta sereno nella sua esperienza attuale è un elemento molto importante, perché indica che non è necessario che qualcosa sia incompleto o sbagliato solo perché esistono altre prospettive. Quando emergono dubbi dopo aver visto determinati contenuti, spesso non è la realtà a cambiare, ma il modo in cui la si sta interpretando in quel momento. Anche l’idea che “solo una via possa portare alla felicità” è un pensiero che tende a generare più ansia che chiarezza, perché sposta l’attenzione dal vivere l’esperienza presente al dover verificare continuamente se si sta seguendo il percorso giusto. Questo tipo di confronto può allontanare proprio da quella serenità che si sta cercando. Per quanto riguarda il suo ultimo interrogativo, è importante sottolineare che l’approccio psicologico non si basa su una singola visione dell’uomo o della felicità, ma proprio sulla comprensione della complessità dell’esperienza umana. Le persone sono diverse tra loro, e ciò che è utile per una persona può non esserlo per un’altra, o può esserlo in momenti diversi della vita. L’obiettivo non è sostituire una “verità” con un’altra, ma aiutare ciascuno a costruire un equilibrio che sia sostenibile e coerente con la propria storia e i propri bisogni. Quando questi dubbi diventano insistenti o mettono in discussione in modo rigido il proprio modo di vivere, può essere utile affrontarli in uno spazio di confronto psicologico, dove si possa esplorare senza fretta il significato che queste idee stanno assumendo per lei, senza la pressione di dover aderire a una risposta unica. In sintesi, non sembra necessario contrapporre spiritualità e benessere psicologico come se fossero in competizione. Piuttosto, può essere più utile chiedersi cosa, nella sua esperienza concreta, la aiuta davvero a stare bene in modo stabile e autentico. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Dott.ssa Francesca Torretta
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Busto Arsizio
Buonasera, è comprensibile porsi queste domande, soprattutto quando alcuni contenuti ci fanno mettere in discussione il nostro equilibrio. La spiritualità può essere una risorsa importante per alcune persone, ma non esiste un’unica strada valida per tutti verso serenità, equilibrio o valore personale.
Si può essere persone profonde, etiche e felici anche senza seguire un percorso spirituale specifico. La psicologia non sostituisce la spiritualità, né la nega: si occupa piuttosto del benessere emotivo, delle relazioni e della conoscenza di sé, rispettando i diversi modi in cui ciascuno trova senso alla propria vita.
Cordialmente
Dott.ssa Francesca Torretta
Dott. Stefano Ventura
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Gentile Amico,
pone delle domande interessanti e stimolanti. Molta della saggezza millenaria elaborata dal buddhismo, e da altre tradizioni spirituali occidentali come lo stoicismo e l'epicureismo, sono entrate a far parte della moderna psicoterapia scientifica. La terapia cognitivo-comportamentale, uno degli approcci più efficaci, si ispira alla pratica stoica di mettere in discussione le nostre idee sul mondo e su noi stessi, e sul dialogo socratico.
Oggi l'approccio della mindfulness ha rivoluzionato tutta la pratica clinica, evidenziando quanto la coltivazione della consapevolezza del corpo, delle emozioni e dei pensieri sia centrale nella guarigione psicologica.
Tuttavia, la clinica è soprattutto scienza: perché le intuizioni e le tecniche che arrivano dalle tradizioni spirituali possano essere usate è necessario che si dimostri dati alla mano che sono efficaci, e replicabili. Le tradizioni spirituali, infatti, oltre all'oro di alcune intuizioni fondamentali sul funzionamento della mente umana, portano con sé anche pregiudizi, idee indimostrabili, articoli di fede che non sono scienza. Non intendo dire che siano falsi, solo che non possiamo sapere se sono veri perché non è possibile raccogliere dati, organizzare esperimenti e fare statistiche su di loro.

con i milgiori auguri,
dr. Ventura
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Salve,
la sua è una domanda molto profonda e comprensibile, soprattutto in un periodo in cui online si trovano molti contenuti che propongono visioni “assolute” della felicità e della serenità. È importante però distinguere tra una riflessione spirituale personale e l’idea che esista una sola strada valida per tutti.

La spiritualità, per molte persone, può certamente essere una fonte di benessere, significato, equilibrio e conforto. Tradizioni come il Buddhismo, così come altre filosofie o religioni, offrono strumenti utili per sviluppare consapevolezza, accettazione e contatto con sé stessi. Tuttavia questo non significa che chi non intraprende un percorso spirituale non possa essere felice, sereno o una brava persona.

La psicologia osserva che il benessere umano nasce da molti fattori: relazioni sane, senso di appartenenza, autostima, equilibrio emotivo, capacità di affrontare le difficoltà, valori personali, affetti, lavoro, passioni, cura di sé. Per alcune persone la spiritualità è centrale; per altre lo sono l’arte, la famiglia, l’amicizia, l’impegno sociale o la crescita personale. Non esiste una formula universale valida per tutti.

Inoltre, quando si guardano molti video o contenuti molto convincenti, può accadere di iniziare a dubitare del proprio equilibrio anche se prima ci si sentiva bene. Questo è abbastanza comune: alcune narrazioni presentano la propria visione come “l’unica verità”, ma la realtà psicologica umana è molto più complessa e soggettiva.

Essere una brava persona non dipende dall’aderire o meno a un percorso spirituale. Dipende piuttosto da come ci si comporta con sé stessi e con gli altri: empatia, rispetto, responsabilità, autenticità, capacità di amare e di vivere secondo i propri valori.

Anche la psicologia non considera “fuffa” tutto ciò che non è spirituale, né sostiene che esista una sola via corretta. Anzi, uno degli aspetti fondamentali del lavoro psicologico è aiutare la persona a trovare il proprio equilibrio personale, senza imporre modelli assoluti.

Se questi dubbi stanno diventando fonte di ansia o confusione, potrebbe essere utile approfondire il tema con uno specialista, così da esplorare serenamente le sue domande senza lasciarsi travolgere da messaggi estremi o rigidamente ideologici.

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Buongiorno, la sua è una domanda molto profonda e comprensibile, soprattutto quando ci si imbatte in contenuti che mettono in discussione il proprio modo di vivere e di cercare equilibrio.
Dal punto di vista psicologico e, in particolare, in una prospettiva sistemico-relazionale, non esiste un’unica strada valida per tutti verso la serenità. Ogni persona costruisce il proprio benessere attraverso un intreccio di esperienze, relazioni, valori, significati e scelte personali. La spiritualità può rappresentare per alcune persone una risorsa importante, ma non è l’unica via possibile.

Molte persone trovano un senso profondo e una vita soddisfacente attraverso gli affetti, il lavoro, la creatività, la cura degli altri, l’impegno etico e le relazioni significative. La possibilità di essere felici o di essere “una brava persona” non dipende dall’adesione a un percorso spirituale specifico, ma dalla coerenza con i propri valori e dalla qualità delle relazioni che si costruiscono con sé stessi e con gli altri. è interessante osservare che questa domanda emerge proprio in un momento in cui alcuni video hanno introdotto dubbi rispetto a un equilibrio che lei sentiva già presente. Talvolta il confronto con idee molto forti o assolute può generare incertezza, quasi come se esistesse una verità universale alla quale tutti dovrebbero conformarsi. In realtà, il benessere psicologico non si fonda su formule valide per tutti, ma sulla capacità di trovare un proprio modo autentico di attribuire significato alla vita.
Anche la psicologia riconosce che la ricerca di senso è un bisogno umano fondamentale. Tuttavia, non conclude che esista una sola risposta. Piuttosto, considera importante aiutare ogni persona a comprendere quali esperienze, relazioni e convinzioni favoriscano il suo equilibrio e la sua crescita.

Se oggi lei si percepisce come una persona serena e in armonia con i propri valori, questo è già un elemento molto significativo. I dubbi possono essere utili quando aprono nuove riflessioni, ma non devono necessariamente invalidare ciò che finora ha funzionato e le ha consentito di stare bene.
In sintesi, la spiritualità può essere una delle tante strade possibili, ma non è l’unica né una condizione obbligatoria per vivere una vita piena, etica e soddisfacente.

Un caro saluto.
Dott.ssa Roberta Ristagno
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Foligno
Esistono diversi livelli di ricerca del benessere — spirituale, psicologico, emotivo, animico— e nessuno esclude l’altro: ogni persona può trovare serenità e dare valore alla propria vita attraverso il percorso che sente più autentico per sé, senza che questo la renda meno profonda.
Dott. Luigi Frezza
Psicologo
Pontecagnano Faiano
Salve,

Credo che spesso subiamo il peso di grandi narrazioni culturali che separano rigidamente il mondo in categorie contrapposte, come ad esempio la "vera" via spirituale contro la psicologia o contro la vita comune, definendo tutto il resto "fuffa". Quando ci facciamo dominare da definizioni così assolute imposte dall'esterno, rischiamo di perdere il potere sulla nostra stessa storia, cedendo a questi discorsi il diritto di decidere se la nostra serenità sia valida o meno.

Cosa accadrebbe se leggessimo questa sua provocazione (che mette giustamente in dubbio anche il sapere psicologico) non come un'insicurezza, ma come il tentativo di riprendersi in mano la penna per scrivere la propria storia? Potremmo ipotizzare che il suo interrogativo sia una legittima protesta contro chi pretende di avere il monopolio della felicità. La sua reazione potrebbe rivelare una profonda competenza: il tentativo di difendere il suo personale e unico concetto di serenità, rifiutandosi di essere etichettato come "sbagliato" solo perché non aderisce al vocabolario preconfezionato di qualche maestro o disciplina.

Nessuna etichetta, che si chiami "psicologia" o "spiritualità", dovrebbe mai sostituirsi alla sua esperienza diretta al punto da invalidarla. Se percepisce che questo scontro tra narrazioni esterne continua a sottrarle la serenità che possedeva, le suggerisco di valutare un confronto con un professionista che non le proponga altre "Verità" prefabbricate. Uno spazio aperto dove poter tornare autore della sua vita e dei significati che le attribuisce, esplorando i suoi valori senza che nessuno cerchi di "illuminarla", di giudicarla o di farla sentire da riparare.
Dott.ssa Alice Missiroli
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno gentile, dovremmo partire da cosa consideriamo spiritualità, siccome il concetto può essere interpretato in maniera diversa a seconda della cultura e dell'educazione che abbiamo ricevuto. In ogni caso è possibile vivere una vita serena ed essere una brava persona anche se non si segue un percorso spirituale/religioso.
Da psicologa, trovo che il percorso interiore di ognuno possa avere lo stesso valore di una via spirituale, se si ha come obiettivo la conoscenza di sé e la comprensione delle proprie emozioni. Nel supporto psicologico non si cerca una massima che possa essere valida per la serenità di tutti, ma delle strategie personalizzate per il benessere individuale. Non che tutto ciò non si possa accostare anche a un credo.
Grazie per aver condiviso il suo dubbio, buona giornata
Dott.ssa Marzia Sellini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Brescia
Buongiorno,
la strada per la serenità, che i Greci chiamavano eudemonia, consiste nella realizzazione di se stessi, dove quando parliamo del sé, intendiamo già anche gli altri.
Diventare ciò che si è porta alla strada della serenità.
La felicità invece, non necessariamente coincide, con lo stesso modo d'intendere il vivere.
La psicoterapia consiste anche in questo.
Un saluto cordiale
Dott.ssa Marzia Sellini
Dott.ssa Alessandra Scarci
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Gentile, la domanda che pone è importante e contiene già dentro di sé alcuni presupposti che vale la pena osservare con attenzione.

Intanto no, non esiste alcuna evidenza che l’essere umano possa essere felice o “una brava persona” solo attraverso un percorso spirituale in senso stretto. La storia umana, la psicologia clinica e anche le tradizioni contemplative più profonde mostrano una cosa più complessa ovvero che la serenità non nasce da una sola via, ma da un’integrazione di livelli diversi dell’esperienza umana.
Il Buddha non proponeva una fuga dalla vita o un’adesione ideologica alla “spiritualità”, ma un lavoro molto concreto centrato sulla sofferenza, sulla consapevolezza e sulla libertà interiore. In questo senso, anche molte psicoterapie moderne - come la psicoterapia traspersonale della quale faccio parte - convergono su aspetti simili, ovvero presenza, spiritualità come componente altrettando importante e a pari livello del mentale, dell'emotivo e corporeo in noi esseri umani.

Detto questo, c’è un punto sul quale mi sofferemerei ovvero “se non è spirituale, allora è fuffa” oppure che esista una sola via valida. Questo è un movimento della mente che quando entra in contatto con contenuti molto suggestivi tende a cercare una verità assoluta che escluda tutto il resto. Ma la psiche umana raramente funziona in modo così lineare.

In una prospettiva integrata, che è anche quella del mio lavoro clinico, non si tratta quinid di scegliere tra psicologia e spiritualità, ma di metterle in dialogo. La psicologia permette di dare struttura, comprensione e integrazione alla psiche; la dimensione spirituale, quando autentica e non ideologica, apre a uno spazio di consapevolezza più ampio. L’incontro tra queste due dimensioni può diventare un terreno molto fertile di crescita, perché evita sia il riduzionismo psicologico sia la fuga spirituale.

Il mio approccio unisce gli strumenti della psicologia con una dimensione di consapevolezza più ampia, in modo che la persona non debba scegliere “da che parte stare”, ma possa costruire una propria integrazione autentica.

Infine la serenità autentica non dipende dall’adesione a un sistema di credenze, ma dalla qualità della sua esperienza diretta, qui e ora, e dalla capacità di restare in contatto con sé senza essere trascinato da confronti assoluti o ideali esterni.

Dr.ssa Alessandra Scarci
Credo che la realtà vada letta con gli occhiali personali, e che i miei non potranno essere i suoi.
Sicuramente potremo vedere cose simili, ma la soggettività fa la differenza in ogni storia.
Motivo per il quale credo sia troppo “generalizzante” dire che l’unica via sia l’una o l’altra. Magari per qualcuno lo è,
Per altri invece lo è nell’integrazione.
L’importante però è che mi faccia stare bene.
Per riprendere la metafora degli occhiali, “che mi stiano bene, e non mi facciano del male alla vista”.
Saluti !
Dott.ssa Sharon Scorrano
Psicologo clinico, Psicologo
Chivasso
Buonasera,
Capisco il dubbio, soprattutto quando i video che si incontrano sui social o su qualsiasi piattaforma tendono a dare una risposta "assoluta" e semplice, una cosiddetta "via unica corretta" per trovare il benessere. Però la realtà umana è molto più complessa e variegata, tanto che per alcune persone la spiritualità può essere un sostegno, dare significato, calma, creare un senso di appartenenza ad una fede religiosa o ad una comunità. Per altre persone, invece, il benessere può passare attraverso altri canali, senza alcun percorso spirituale. Entrambe le strade sono legittime.
Non esiste una risposta universale e valida per tutti, ogni persona ha un percorso unico; il Buddha stesso insegnava percorsi diversi per persone diverse. E la psicologia, proprio nel suo metodo, diffida delle risposte universali che "tagliano via" la dimensione soggettiva di ogni individuo.
Riguardo alla sua domanda, "chi come me non fa questi tipi di percorsi non può essere felice ? Non può essere una brava persona ?", posso dirle che la bontà e la serenità non sono monopolio di alcuna pratica, motivo per cui può trovare nel corso della storia umana persone etiche e serene che non hanno mai aderito ad un percorso religioso o percorsi spirituali formali, e purtroppo anche persone che seguono tali percorsi ma non sono cosiddette "brave persone".
Ciò che però resta fondamentale è un'altra cosa: lei dice di sentirsi sereno, ma qualcosa in questi video l'ha fatta dubitare; forse potrebbe essere utile chiedersi non tanto quale sia la strada giusta in assoluto, ma quali esperienze, relazioni o valori la fanno sentire realmente in equilibrio, presente e coerente con sé stesso. E anche osservare se questo dubbio le sta aprendo nuove riflessioni utili oppure se rischia di allontanarla da una serenità che, fino a poco tempo fa, sentiva autentica.

Resto a disposizione se dovesse avere altri dubbi o volesse esplorare questi temi, anche online.

Dott.ssa Sharon Scorrano
Dott.ssa Ilaria Visone
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pomigliano d'Arco
Salve ho letto le sue parole, la psicologia e la religione in realtà sono molto differenti perché la psicologia è una scienza basata su prove e teorie mentre la religione, qualsiasi essa sia, si discosta dal concetto di scienza basandosi invece su concetti come anima, aldilà, credenze. Detto ciò nulla vieta ad una persona di poter coltivare interesse per entrambi i lati dell'esistenza umana, costruendo ed ampliando le conoscenze su di sé e sul mondo, non vedendo necessariamente una contrapposizione. La psicologia non tenta di sostituire la religione o viceversa, perché profondamente diverse nei concetti e nell'intento. Spero di esserle stata d'aiuto.
Dott.ssa Camilla Centanni
Psicologo, Psicologo clinico
Maccarese
Salve gentile utente. La spiritualità può essere una risorsa importante per alcune persone, ma non è l’unica strada possibile verso serenità, equilibrio o bontà personale. In psicologia sappiamo che il benessere nasce da più fattori: relazioni sane, senso di vita, consapevolezza, affetti, valori, cura di sé. C’è chi trova tutto questo nella spiritualità e chi invece in altri percorsi altrettanto validi. Il fatto che alcuni contenuti online le abbiano fatto venire dubbi non significa che la sua serenità attuale sia falsa o meno autentica.
Cordialmente, dott.ssa Camilla Centanni
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Gentile utente di mio dottore,

gli psicologi e gli psicoterapeuti esercitano una professione di cura. In genere la psicoterapia ad esempio non ha nulla a che vedere con i percorsi spirituali così intesi.

Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
Dott.ssa Chiara Sossai
Psicologo, Psicologo clinico
Portogruaro
Non esiste un'unica strada valida per tutti per sentirsi sereni, realizzati o in pace con sé stessi. Alcune persone trovano nella spiritualità un riferimento importante, altre nelle relazioni, nei valori personali, nella crescita interiore, nella creatività, negli affetti o in esperienze concrete della vita quotidiana.
Il fatto che alcuni contenuti online ti abbiano fatto nascere dubbi non significa che il tuo modo di vivere la serenità sia sbagliato o meno autentico.
Anche in psicologia non esiste l'idea che ci sia una sola via corretta per stare bene: ogni persona costruisce il proprio equilibrio in modo diverso.
Una persona può essere profonda, sensibile, consapevole e anche una "brava persona" senza necessariamente seguire un percorso spirituale specifico.
A volte il rischio dei contenuti molto assolutistici è proprio quello di farci dubitare di qualcosa che, fino a poco prima, sentivamo già nostro e autentico.
Continuare a porti queste domande, senza dover trovare per forza una risposta assoluta, può essere anche un modo profondo di conoscere meglio te stesso e ciò che per te ha davvero valore.
Dr. Vittorio Penzo
Psicologo, Psicologo clinico
Parma
Gentile utente,

la sua riflessione è interessante e merita una risposta serena. In ottica cognitivo-comportamentale, quando un'idea esterna, in questo caso il messaggio di alcuni video, entra in contrasto con il vissuto di benessere, può attivarsi un pensiero automatico del tipo "se non seguo quella via, allora la mia serenità non è autentica". È utile riconoscere questa distorsione, chiamata "dovrei", e verificarla nei fatti, la sua serenità esiste, è osservabile, non dipende dall'adesione a un modello unico.

L'ACT integra bene questo aspetto, ricorda che la vita piena nasce dal contatto con i propri valori personali, non dall'aderire a un percorso prestabilito. Spiritualità, mindfulness, terapia, relazioni, lavoro, ciascuno può essere un veicolo, non l'unico. Le suggerisco di non lasciarsi destabilizzare da contenuti polarizzanti e, qualora il dubbio diventasse fonte di sofferenza, di confrontarsi con uno psicologo per esplorare il significato personale di felicità.

Un caro saluto,
Dr. Vittorio Penzo

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