Questi sbandamenti possono dipendere dall'ansia? Temo che posso avere qualcosa. Più ci penso e più m
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Questi sbandamenti possono dipendere dall'ansia? Temo che posso avere qualcosa. Più ci penso e più mi sento male, paura di svenire. Ho attraversato un periodo non bello, la morte a distanza di tre anni l'uno dall'altro dei miei genitori e una sorella.che rimasta sola soffre un po' di uno stato depressivo. Ho cercato sempre di dare supporto psicologico e fisico ma ora ho questi sintomi e temo che anche a me possa succedere qualcosa.
Buon pomeriggio, valuti la possibilità di un consulto con uno specialista psichiatra per valutazione clinica esaustiva ed eventuale trattamento farmacologico. E' possibile che l'ansia si esplichi tramite episodi di sbandamento.
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Gentilissimo/a, grazie per la condivisione innanzitutto. Comprendo la situazione che ci riporta, e posso solo immaginare il dolore che ha vissuto e che sta attraversando tutt'ora. Credo che possa essere per lei importante intraprendere un percorso di terapia, in modo da comprendere ed esplorare cosa le causa questi sbandamenti ed eventuale ansia, individuando insieme allo specialista delle strategie funzionali per affrontare tutto questo.
Resto a disposizione!
cordiali saluti
AV
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AV
Buongiorno,
i sintomi che descrive – sbandamenti e paura di svenire – possono essere influenzati dall’ansia, soprattutto dopo un periodo difficile come quello che ha attraversato. L’ansia può manifestarsi anche con sintomi fisici come vertigini, tachicardia o tensione, che si accentuano quando ci si preoccupa di “avere qualcosa”.
È comunque importante non trascurare sintomi nuovi o intensi: se gli sbandamenti diventano frequenti o sono accompagnati da dolore o perdita di coscienza, contatti il medico di base o un pronto soccorso.
Per gestire l’ansia, può provare:
- respirazioni profonde;
- annotare i sintomi e i fattori scatenanti in un diario;
- valutare un supporto psicologico mirato al lutto e all’ansia.
Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento.
Un caro saluto,
Dott.ssa Cinzia Pirrotta
i sintomi che descrive – sbandamenti e paura di svenire – possono essere influenzati dall’ansia, soprattutto dopo un periodo difficile come quello che ha attraversato. L’ansia può manifestarsi anche con sintomi fisici come vertigini, tachicardia o tensione, che si accentuano quando ci si preoccupa di “avere qualcosa”.
È comunque importante non trascurare sintomi nuovi o intensi: se gli sbandamenti diventano frequenti o sono accompagnati da dolore o perdita di coscienza, contatti il medico di base o un pronto soccorso.
Per gestire l’ansia, può provare:
- respirazioni profonde;
- annotare i sintomi e i fattori scatenanti in un diario;
- valutare un supporto psicologico mirato al lutto e all’ansia.
Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento.
Un caro saluto,
Dott.ssa Cinzia Pirrotta
Sì, gli “sbandamenti”, la sensazione di instabilità o di poter svenire possono essere legati all’ansia, soprattutto quando si accompagnano a pensieri di preoccupazione intensa come quelli che descrive (“temo che possa succedermi qualcosa”, “più ci penso e più mi sento male”).
L’ansia, infatti, non è solo una condizione mentale ma coinvolge anche il corpo: può provocare capogiri, senso di testa leggera, derealizzazione (come se tutto fosse un po’ “ovattato”), aumento del battito cardiaco e una forte paura di perdere il controllo o svenire. Inoltre, il fatto che più ci pensa e più i sintomi aumentano è un meccanismo tipico del circolo dell’ansia: il pensiero alimenta il sintomo fisico e il sintomo, a sua volta, rinforza la paura.
Nel suo caso è importante considerare anche il contesto emotivo che ha vissuto: affrontare la perdita dei genitori, a distanza di poco tempo, e contemporaneamente sostenere una sorella in difficoltà è un carico psicologico molto significativo. Spesso chi si prende cura degli altri tende a mettere da parte i propri bisogni emotivi, finché il corpo non “chiede attenzione” attraverso sintomi come quelli che descrive.
La paura che possa “succedere qualcosa” a lei è comprensibile, soprattutto dopo aver vissuto lutti importanti: l’ansia può amplificare il senso di vulnerabilità e portare a interpretare i segnali del corpo in modo catastrofico.
Detto questo, è sempre importante non attribuire automaticamente tutto all’ansia: un primo controllo medico può essere utile per escludere cause organiche e rassicurarla. Parallelamente, un supporto psicologico può aiutarla a:
elaborare i lutti vissuti
alleggerire il carico emotivo accumulato
interrompere il circolo ansia-sintomi-pensieri
ritrovare una sensazione di stabilità e sicurezza
Le consiglierei quindi di non affrontare tutto da sola: approfondire la situazione con uno specialista può aiutarla a comprendere meglio ciò che sta accadendo e a trovare strategie efficaci per stare meglio.
Un caro saluto
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
L’ansia, infatti, non è solo una condizione mentale ma coinvolge anche il corpo: può provocare capogiri, senso di testa leggera, derealizzazione (come se tutto fosse un po’ “ovattato”), aumento del battito cardiaco e una forte paura di perdere il controllo o svenire. Inoltre, il fatto che più ci pensa e più i sintomi aumentano è un meccanismo tipico del circolo dell’ansia: il pensiero alimenta il sintomo fisico e il sintomo, a sua volta, rinforza la paura.
Nel suo caso è importante considerare anche il contesto emotivo che ha vissuto: affrontare la perdita dei genitori, a distanza di poco tempo, e contemporaneamente sostenere una sorella in difficoltà è un carico psicologico molto significativo. Spesso chi si prende cura degli altri tende a mettere da parte i propri bisogni emotivi, finché il corpo non “chiede attenzione” attraverso sintomi come quelli che descrive.
La paura che possa “succedere qualcosa” a lei è comprensibile, soprattutto dopo aver vissuto lutti importanti: l’ansia può amplificare il senso di vulnerabilità e portare a interpretare i segnali del corpo in modo catastrofico.
Detto questo, è sempre importante non attribuire automaticamente tutto all’ansia: un primo controllo medico può essere utile per escludere cause organiche e rassicurarla. Parallelamente, un supporto psicologico può aiutarla a:
elaborare i lutti vissuti
alleggerire il carico emotivo accumulato
interrompere il circolo ansia-sintomi-pensieri
ritrovare una sensazione di stabilità e sicurezza
Le consiglierei quindi di non affrontare tutto da sola: approfondire la situazione con uno specialista può aiutarla a comprendere meglio ciò che sta accadendo e a trovare strategie efficaci per stare meglio.
Un caro saluto
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Buongiorno,
da ciò che descrive sembra che questi sbandamenti e la paura di poter svenire le stiano causando una comprensibile preoccupazione, soprattutto perché più ci pensa più la sensazione di malessere aumenta. Nel suo messaggio emerge anche il riferimento a un periodo di vita particolarmente impegnativo, segnato da perdite importanti e dalla responsabilità di offrire supporto a sua sorella.
Eventi così significativi possono avere un impatto profondo sugli equilibri personali e familiari, e talvolta il disagio può esprimersi anche attraverso segnali fisici che meritano ascolto e comprensione.
Potrebbe essere utile confrontarsi con un professionista, in uno spazio dedicato, per esplorare con maggiore calma sia gli aspetti legati all’ansia sia il momento di vita che sta attraversando, così da comprendere meglio cosa le sta succedendo e individuare le modalità più adatte per prendersi cura di sé.
Un caro saluto.
da ciò che descrive sembra che questi sbandamenti e la paura di poter svenire le stiano causando una comprensibile preoccupazione, soprattutto perché più ci pensa più la sensazione di malessere aumenta. Nel suo messaggio emerge anche il riferimento a un periodo di vita particolarmente impegnativo, segnato da perdite importanti e dalla responsabilità di offrire supporto a sua sorella.
Eventi così significativi possono avere un impatto profondo sugli equilibri personali e familiari, e talvolta il disagio può esprimersi anche attraverso segnali fisici che meritano ascolto e comprensione.
Potrebbe essere utile confrontarsi con un professionista, in uno spazio dedicato, per esplorare con maggiore calma sia gli aspetti legati all’ansia sia il momento di vita che sta attraversando, così da comprendere meglio cosa le sta succedendo e individuare le modalità più adatte per prendersi cura di sé.
Un caro saluto.
Buongiorno,
nelle sue parole si intrecciano il corpo e ciò che ha attraversato negli ultimi anni, come se questi “sbandamenti” non fossero isolati, ma arrivassero dentro una storia fatta di perdite, responsabilità, tentativi di reggere per sé e per gli altri.
Viene da chiedersi quando sono iniziati questi sintomi: sono comparsi all’improvviso, oppure in un momento in cui qualcosa dentro di lei stava già cambiando?
Quando parla della paura di svenire, sembra che non sia solo la sensazione fisica a spaventarla, ma ciò che potrebbe significare. Che cosa teme possa accadere davvero in quei momenti?
Dice anche “più ci penso e più mi sento male”. Che rapporto sente esserci tra il pensiero e il corpo in queste situazioni? Le sembra che uno influenzi l’altro?
Le perdite che ha vissuto sono molto importanti, ravvicinate nel tempo, e sembra che lei abbia cercato di sostenere anche sua sorella, oltre che sé stesso/a. Che spazio ha avuto lei, in tutto questo, per fermarsi e sentire ciò che stava vivendo?
Potrebbe esserci qualcosa che fino a questo momento è stato tenuto, contenuto, e che ora trova un modo diverso per emergere, forse proprio attraverso il corpo?
E quando compaiono questi “sbandamenti”, cosa accade dentro di lei subito dopo? È più forte la sensazione fisica, oppure il pensiero che qualcosa di grave possa succedere?
Forse, più che trovare subito una risposta definitiva su cosa siano, può essere interessante osservare come si presentano, in che momenti, e cosa si attiva insieme a loro.
Un caro saluto,
Dott.ssa Testa
nelle sue parole si intrecciano il corpo e ciò che ha attraversato negli ultimi anni, come se questi “sbandamenti” non fossero isolati, ma arrivassero dentro una storia fatta di perdite, responsabilità, tentativi di reggere per sé e per gli altri.
Viene da chiedersi quando sono iniziati questi sintomi: sono comparsi all’improvviso, oppure in un momento in cui qualcosa dentro di lei stava già cambiando?
Quando parla della paura di svenire, sembra che non sia solo la sensazione fisica a spaventarla, ma ciò che potrebbe significare. Che cosa teme possa accadere davvero in quei momenti?
Dice anche “più ci penso e più mi sento male”. Che rapporto sente esserci tra il pensiero e il corpo in queste situazioni? Le sembra che uno influenzi l’altro?
Le perdite che ha vissuto sono molto importanti, ravvicinate nel tempo, e sembra che lei abbia cercato di sostenere anche sua sorella, oltre che sé stesso/a. Che spazio ha avuto lei, in tutto questo, per fermarsi e sentire ciò che stava vivendo?
Potrebbe esserci qualcosa che fino a questo momento è stato tenuto, contenuto, e che ora trova un modo diverso per emergere, forse proprio attraverso il corpo?
E quando compaiono questi “sbandamenti”, cosa accade dentro di lei subito dopo? È più forte la sensazione fisica, oppure il pensiero che qualcosa di grave possa succedere?
Forse, più che trovare subito una risposta definitiva su cosa siano, può essere interessante osservare come si presentano, in che momenti, e cosa si attiva insieme a loro.
Un caro saluto,
Dott.ssa Testa
Buonasera gentile utente. Descrive una situazione delicata in cui ha dovuto andare incontro a dei lutti importanti in poco tempo. Andrebbe indagato effettivamente l'impatto che tali eventi luttuosi hanno avuto su di lei, se i lutti siano stati elaborati o meno, oppure vi siano degli strascichi sintomatologici di un possibile PTSD. Anche se i lutti sono eventi traumatici, ciò non toglie che la persona possa superarli in autonomia. Molto dipende anche dalla predisposizione, dalla resilienza e dai vari Locus of Control. Ovviamente le mie sono soltanto supposizioni, basate sulle poche informazioni che leggo, non conoscendola e non conoscendo la sua storia. Mi baso esclusivamente sul breve racconto sintomatologico che riporta. Potrebbe magari essere interessante approfondire meglio attraverso un percorso più approfondito, qualora fosse preoccupato o sentisse che tale sintomatologia abbia un impatto rilevante sulla sua quotidianità. Provi a rivolgersi a qualche professionista esperto in traumi o eventi luttuosi.
Un saluto
Un saluto
Sì, quello che descrivi può essere molto legato all’ansia, soprattutto quando parli di paura di svenire e del fatto che più ci pensi più i sintomi aumentano. L’ansia spesso funziona proprio così: amplifica le sensazioni corporee e le rende più spaventose.
Nella tua storia però non c’è solo l’ansia “improvvisa”, ma anche un carico emotivo molto grande: le perdite dei tuoi genitori, la preoccupazione per tua sorella, il ruolo di sostegno che hai cercato di mantenere. È come se per molto tempo tu abbia tenuto duro per gli altri, e adesso il tuo corpo e la tua mente stessero chiedendo spazio.
La paura che “possa succedere qualcosa” a te è comprensibile, ma non significa che stia davvero accadendo qualcosa di grave: spesso è l’ansia che costruisce questa sensazione di pericolo imminente.
Ti farei una domanda: quando arrivano questi sbandamenti, cosa ti stai dicendo dentro di te in quel momento? Qual è il pensiero che li accompagna?
Possiamo anche provare a vedere questi sintomi non come un segnale di “qualcosa che non va in te”, ma come un tentativo del tuo sistema di dirti che hai bisogno di rallentare e prenderti cura di te.
Se i sintomi sono intensi o frequenti, parlarne con un medico o uno psicoterapeuta può aiutarti a sentirti più al sicuro e a dare un nome più preciso a quello che stai vivendo. Non sei solo in questo, e quello che provi ha un senso dentro la tua storia.
Nella tua storia però non c’è solo l’ansia “improvvisa”, ma anche un carico emotivo molto grande: le perdite dei tuoi genitori, la preoccupazione per tua sorella, il ruolo di sostegno che hai cercato di mantenere. È come se per molto tempo tu abbia tenuto duro per gli altri, e adesso il tuo corpo e la tua mente stessero chiedendo spazio.
La paura che “possa succedere qualcosa” a te è comprensibile, ma non significa che stia davvero accadendo qualcosa di grave: spesso è l’ansia che costruisce questa sensazione di pericolo imminente.
Ti farei una domanda: quando arrivano questi sbandamenti, cosa ti stai dicendo dentro di te in quel momento? Qual è il pensiero che li accompagna?
Possiamo anche provare a vedere questi sintomi non come un segnale di “qualcosa che non va in te”, ma come un tentativo del tuo sistema di dirti che hai bisogno di rallentare e prenderti cura di te.
Se i sintomi sono intensi o frequenti, parlarne con un medico o uno psicoterapeuta può aiutarti a sentirti più al sicuro e a dare un nome più preciso a quello che stai vivendo. Non sei solo in questo, e quello che provi ha un senso dentro la tua storia.
Salve, trovo buono che si prenda cura di sé e dei sintomi che riferisce, soprattutto rispetto all'esperienza di lutto. Credo che passando da questo suo prendersi cura di sé in psicoterapia possa poi occuparsi anche degli altri. Un saluto
Ecco una risposta che puoi usare sul portale, con un tono professionale ma anche caldo e rassicurante
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Capisco quanto questi sintomi possano spaventare, soprattutto quando si accompagnano al timore che possa esserci qualcosa di serio.
Gli “sbandamenti”, la sensazione di poter svenire e il fatto che più ci pensa più i sintomi aumentano, **possono effettivamente essere collegati a uno stato d’ansia**. Quando l’ansia si attiva, il corpo entra in una sorta di “allerta” che può dare proprio questo tipo di sensazioni fisiche, anche molto intense.
Nel suo caso, è importante considerare anche il contesto: ha attraversato perdite molto significative e, allo stesso tempo, si è fatto carico del sostegno verso sua sorella. Questo spesso porta le persone a “tenere duro” per tanto tempo, finché il corpo inizia a segnalare che ha bisogno di spazio e attenzione.
Il fatto che i sintomi aumentino quando ci pensa e che compaia la paura che possa succederle qualcosa è un meccanismo molto comune nell’ansia: più si attiva la preoccupazione, più il corpo risponde, creando un circolo che può diventare molto intenso ma non pericoloso.
Detto questo, è sempre corretto fare un primo controllo medico per escludere cause organiche, se non lo ha già fatto: questo aiuta anche a rassicurarsi in modo più solido.
Parallelamente, potrebbe essere utile prendersi uno spazio per sé, in cui non sia solo “quello che sostiene gli altri”, ma anche qualcuno che può essere sostenuto. Un percorso psicologico può aiutarla a comprendere meglio questi sintomi e a interrompere il circolo ansia–paura–sintomi.
Non sta “succedendo qualcosa di grave” nel senso che teme, ma è probabile che il suo corpo le stia chiedendo attenzione dopo un periodo molto impegnativo emotivamente.
Se vuole, resto a disposizione.
Dott. Davide Lanfranchi
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Capisco quanto questi sintomi possano spaventare, soprattutto quando si accompagnano al timore che possa esserci qualcosa di serio.
Gli “sbandamenti”, la sensazione di poter svenire e il fatto che più ci pensa più i sintomi aumentano, **possono effettivamente essere collegati a uno stato d’ansia**. Quando l’ansia si attiva, il corpo entra in una sorta di “allerta” che può dare proprio questo tipo di sensazioni fisiche, anche molto intense.
Nel suo caso, è importante considerare anche il contesto: ha attraversato perdite molto significative e, allo stesso tempo, si è fatto carico del sostegno verso sua sorella. Questo spesso porta le persone a “tenere duro” per tanto tempo, finché il corpo inizia a segnalare che ha bisogno di spazio e attenzione.
Il fatto che i sintomi aumentino quando ci pensa e che compaia la paura che possa succederle qualcosa è un meccanismo molto comune nell’ansia: più si attiva la preoccupazione, più il corpo risponde, creando un circolo che può diventare molto intenso ma non pericoloso.
Detto questo, è sempre corretto fare un primo controllo medico per escludere cause organiche, se non lo ha già fatto: questo aiuta anche a rassicurarsi in modo più solido.
Parallelamente, potrebbe essere utile prendersi uno spazio per sé, in cui non sia solo “quello che sostiene gli altri”, ma anche qualcuno che può essere sostenuto. Un percorso psicologico può aiutarla a comprendere meglio questi sintomi e a interrompere il circolo ansia–paura–sintomi.
Non sta “succedendo qualcosa di grave” nel senso che teme, ma è probabile che il suo corpo le stia chiedendo attenzione dopo un periodo molto impegnativo emotivamente.
Se vuole, resto a disposizione.
Dott. Davide Lanfranchi
Buongiorno,
da quello che descrivi, è possibile che i sintomi che stai vivendo siano collegati all’ansia, soprattutto quando attraversiamo periodi emotivamente molto intensi o carichi di responsabilità. Hai affrontato perdite importanti e, allo stesso tempo, hai cercato di essere un punto di riferimento per tua sorella: questo può richiedere molte energie interiori.
A volte il corpo trova il modo di farci sentire che qualcosa dentro di noi ha bisogno di attenzione e di spazio. Gli “sbandamenti”, la paura di svenire e il fatto che più ci pensi e più i sintomi aumentino sono esperienze che molte persone riferiscono quando l’ansia si attiva.
Questo non significa che ci sia necessariamente qualcosa di grave, ma è comprensibile che questi segnali possano preoccuparti. Parlare con un professionista può aiutarti a comprendere meglio cosa sta accadendo e a trovare modi per ritrovare maggiore serenità e sicurezza.
Non devi affrontare tutto questo da solo: anche chi è stato forte per gli altri merita uno spazio in cui potersi fermare, essere ascoltato e prendersi cura di sé.
Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta
Ricevo anche on-line
da quello che descrivi, è possibile che i sintomi che stai vivendo siano collegati all’ansia, soprattutto quando attraversiamo periodi emotivamente molto intensi o carichi di responsabilità. Hai affrontato perdite importanti e, allo stesso tempo, hai cercato di essere un punto di riferimento per tua sorella: questo può richiedere molte energie interiori.
A volte il corpo trova il modo di farci sentire che qualcosa dentro di noi ha bisogno di attenzione e di spazio. Gli “sbandamenti”, la paura di svenire e il fatto che più ci pensi e più i sintomi aumentino sono esperienze che molte persone riferiscono quando l’ansia si attiva.
Questo non significa che ci sia necessariamente qualcosa di grave, ma è comprensibile che questi segnali possano preoccuparti. Parlare con un professionista può aiutarti a comprendere meglio cosa sta accadendo e a trovare modi per ritrovare maggiore serenità e sicurezza.
Non devi affrontare tutto questo da solo: anche chi è stato forte per gli altri merita uno spazio in cui potersi fermare, essere ascoltato e prendersi cura di sé.
Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta
Ricevo anche on-line
Gentile utente,
sì, gli sbandamenti e la sensazione di poter svenire possono essere legati a uno stato d’ansia, soprattutto quando si accompagnano a pensieri di preoccupazione crescente come quelli che descrive. Il fatto che i sintomi aumentino “più ci pensa” è un elemento tipico dei meccanismi ansiosi: l’attenzione focalizzata sul corpo tende ad amplificare le sensazioni fisiche, creando un circolo che alimenta il malessere.
È importante però considerare anche il contesto che ha vissuto: le perdite significative dei suoi genitori e la responsabilità emotiva nei confronti di sua sorella rappresentano eventi molto impattanti. In queste situazioni, può accadere che il corpo “esprima” attraverso sintomi fisici un carico emotivo prolungato, anche quando si è cercato di essere forti e di sostenere gli altri.
Questo non significa che “abbia qualcosa di grave”, ma piuttosto che il suo sistema sta segnalando un bisogno di attenzione e di spazio per sé. In ogni caso, per maggiore tranquillità, può essere utile un confronto con il medico per escludere cause organiche.
Parallelamente, un percorso psicologico può aiutarla a elaborare i lutti vissuti, a ridurre l’ansia e a interrompere il circolo tra pensieri e sintomi fisici, permettendole di recuperare una maggiore sensazione di stabilità e sicurezza.
Un caro saluto.
sì, gli sbandamenti e la sensazione di poter svenire possono essere legati a uno stato d’ansia, soprattutto quando si accompagnano a pensieri di preoccupazione crescente come quelli che descrive. Il fatto che i sintomi aumentino “più ci pensa” è un elemento tipico dei meccanismi ansiosi: l’attenzione focalizzata sul corpo tende ad amplificare le sensazioni fisiche, creando un circolo che alimenta il malessere.
È importante però considerare anche il contesto che ha vissuto: le perdite significative dei suoi genitori e la responsabilità emotiva nei confronti di sua sorella rappresentano eventi molto impattanti. In queste situazioni, può accadere che il corpo “esprima” attraverso sintomi fisici un carico emotivo prolungato, anche quando si è cercato di essere forti e di sostenere gli altri.
Questo non significa che “abbia qualcosa di grave”, ma piuttosto che il suo sistema sta segnalando un bisogno di attenzione e di spazio per sé. In ogni caso, per maggiore tranquillità, può essere utile un confronto con il medico per escludere cause organiche.
Parallelamente, un percorso psicologico può aiutarla a elaborare i lutti vissuti, a ridurre l’ansia e a interrompere il circolo tra pensieri e sintomi fisici, permettendole di recuperare una maggiore sensazione di stabilità e sicurezza.
Un caro saluto.
Buongiorno,
da ciò che descrive si percepisce un periodo di grande carico emotivo, che va ben oltre il singolo sintomo. Le perdite che ha attraversato – a distanza di pochi anni – e il ruolo di sostegno che ha assunto nei confronti di sua sorella rappresentano eventi molto intensi, che possono lasciare un segno profondo, anche quando si cerca di “tenere tutto insieme”.
Gli “sbandamenti”, la paura di svenire, il sentirsi peggio più ci pensa, sono sintomi che spesso possono essere associati a stati d’ansia. In particolare, quando l’attenzione si concentra sul corpo e sulle sensazioni fisiche, può attivarsi un circolo in cui la preoccupazione aumenta i sintomi e i sintomi aumentano la preoccupazione. Questo però non significa che “lei abbia qualcosa di grave”, ma piuttosto che il suo organismo potrebbe essere in una condizione di forte attivazione e stress.
Allo stesso tempo, è importante non ridurre tutto solo all’ansia in senso stretto. In una prospettiva più ampia, quello che sta vivendo sembra inserirsi dentro una fase di vita segnata da lutti importanti e da una posizione di responsabilità emotiva verso sua sorella. A volte, quando si è molto impegnati a sostenere gli altri, si rischia di mettere in secondo piano il proprio vissuto, finché questo non trova altre vie per emergere, anche attraverso il corpo.
La paura che “possa succedere qualcosa anche a lei” è comprensibile, soprattutto considerando le esperienze che ha vissuto. Quando si attraversano perdite così significative, il senso di vulnerabilità personale può aumentare, e il corpo può diventare un luogo in cui questa paura si esprime.
Detto questo, è sempre opportuno, in presenza di sintomi fisici come quelli che descrive, effettuare anche un confronto con il medico curante, così da escludere eventuali cause organiche e poter poi inquadrare con maggiore tranquillità la componente ansiosa.
Accanto a questo, potrebbe essere molto utile considerare uno spazio psicoterapeutico per sé. Non tanto perché “c’è qualcosa che non va”, ma perché ha attraversato esperienze importanti e sta sostenendo un carico emotivo significativo. Un percorso potrebbe aiutarla a dare spazio anche al suo vissuto, a elaborare i lutti e a comprendere meglio il legame tra ciò che sente emotivamente e ciò che il corpo sta esprimendo.
Online è possibile solo offrire qualche spunto, ma i sintomi che descrive e la storia che porta meritano uno spazio di ascolto più continuativo. Prendersi cura di sé, in questo momento, non significa togliere qualcosa agli altri, ma permettersi di avere un sostegno adeguato per ciò che sta vivendo.
da ciò che descrive si percepisce un periodo di grande carico emotivo, che va ben oltre il singolo sintomo. Le perdite che ha attraversato – a distanza di pochi anni – e il ruolo di sostegno che ha assunto nei confronti di sua sorella rappresentano eventi molto intensi, che possono lasciare un segno profondo, anche quando si cerca di “tenere tutto insieme”.
Gli “sbandamenti”, la paura di svenire, il sentirsi peggio più ci pensa, sono sintomi che spesso possono essere associati a stati d’ansia. In particolare, quando l’attenzione si concentra sul corpo e sulle sensazioni fisiche, può attivarsi un circolo in cui la preoccupazione aumenta i sintomi e i sintomi aumentano la preoccupazione. Questo però non significa che “lei abbia qualcosa di grave”, ma piuttosto che il suo organismo potrebbe essere in una condizione di forte attivazione e stress.
Allo stesso tempo, è importante non ridurre tutto solo all’ansia in senso stretto. In una prospettiva più ampia, quello che sta vivendo sembra inserirsi dentro una fase di vita segnata da lutti importanti e da una posizione di responsabilità emotiva verso sua sorella. A volte, quando si è molto impegnati a sostenere gli altri, si rischia di mettere in secondo piano il proprio vissuto, finché questo non trova altre vie per emergere, anche attraverso il corpo.
La paura che “possa succedere qualcosa anche a lei” è comprensibile, soprattutto considerando le esperienze che ha vissuto. Quando si attraversano perdite così significative, il senso di vulnerabilità personale può aumentare, e il corpo può diventare un luogo in cui questa paura si esprime.
Detto questo, è sempre opportuno, in presenza di sintomi fisici come quelli che descrive, effettuare anche un confronto con il medico curante, così da escludere eventuali cause organiche e poter poi inquadrare con maggiore tranquillità la componente ansiosa.
Accanto a questo, potrebbe essere molto utile considerare uno spazio psicoterapeutico per sé. Non tanto perché “c’è qualcosa che non va”, ma perché ha attraversato esperienze importanti e sta sostenendo un carico emotivo significativo. Un percorso potrebbe aiutarla a dare spazio anche al suo vissuto, a elaborare i lutti e a comprendere meglio il legame tra ciò che sente emotivamente e ciò che il corpo sta esprimendo.
Online è possibile solo offrire qualche spunto, ma i sintomi che descrive e la storia che porta meritano uno spazio di ascolto più continuativo. Prendersi cura di sé, in questo momento, non significa togliere qualcosa agli altri, ma permettersi di avere un sostegno adeguato per ciò che sta vivendo.
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