Dott.
Davide Lanfranchi
Psicologo
·
Psicoterapeuta
Psicologo clinico
Altro
Vigevano 2 indirizzi
Esperienze
Sono il Dott. Davide Lanfranchi, specializzato in psicoterapia presso il Centro Clinico Crocetta di Torino. Opero privatamente nelle città di Pavia e Vigevano, dove mi occupo di offrire colloqui di psicoterapia, sostegno e terapia psicologica rivolti a soggetti adulti che stanno attraversando momenti di crisi (separazioni, lutti), di stress (difficoltà lavorative, momenti di cambiamento o transizione), o che stanno vivendo situazioni connotate da difficoltà emotive e/o relazionali.
Continuo ad ampliare le mie conoscenze in ambito psicologico tramite studio, intervisioni e supervisioni con colleghi esperti.
Possiedo la certificazione EMDR di I° livello e TIST (Trauma Informed Stabilisation Tretment) I° livello.
Può capitare, nel corso della vita, di andare incontro a sintomi che perdurano per lunghi periodi di tempo e che possono assumere carattere invalidante, dando così origine a significative limitazioni e difficoltà. Sebbene il senso comune identifichi periodi di crisi come aspetti negativi, tali momenti possono rappresentare invece una spinta motivazionale che consente di chiedere aiuto, innestando un processo che sposta l'attenzione dalla crisi all'opportunità, promuovendo un processo attivo di cambiamento verso la riappropriazione e la padronanza del senso di efficacia personale nelle attività quotidiane.
In misura dipendente dalla natura, dal tipo di problematica portata dalla persona e dall'unicità delle caratteristiche personali, questo intervento può richiedere talvolta un esiguo numero di sedute, senza necessariamente configurarsi come un intervento di lunga durata.
Aree di competenza principali:
- Psicoterapia cognitivo comportamentale
Principali patologie trattate
- Fobia
- Ansia
- Depressione
- Attacco di panico
- Bassa autostima
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Prestazioni e prezzi
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Colloquio psicologico
70 € -
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Colloquio psicologico clinico
70 € -
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Consulenza online
70 € -
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Psicoterapia
70 € -
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Psicoterapia individuale
70 € -
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Indirizzi (3)
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Pagamento online
Accettato
Telefono
Pazienti accettati
- Pazienti senza assicurazione sanitaria
Via Giovanni da Ferrera 1C, Pavia 27100
Disponibilità
Telefono
Pazienti accettati
- Pazienti senza assicurazione sanitaria
Via de Domenicani, 7, Vigevano 27029
Disponibilità
Telefono
Pazienti accettati
- Pazienti senza assicurazione sanitaria
Recensioni
4 recensioni
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E
E.L.
Iniziare questo percorso non è stato semplice, ma fin dal primo incontro mi sono sentito accolto, ascoltato e rispettato. Lo psicoterapeuta ha saputo creare uno spazio sicuro, in cui potermi esprimere senza paura di essere giudicato. Con grande sensibilità e professionalità mi ha aiutato a dare un senso a ciò che stavo vivendo e a trovare, passo dopo passo, nuovi modi per affrontare le difficoltà. Oggi mi sento più consapevole, più forte e più sereno. È stato un percorso importante, che porterò con me nel tempo, e che consiglio a chiunque senta il bisogno di prendersi cura di sé con l’aiuto di un vero professionista.
• Studio CARE • psicoterapia individuale •
Dott. Davide Lanfranchi
Ringrazio per la sua testimonianza. Le auguro il meglio per il futuro!
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C
C.R.
Ho appena concluso il percorso con il Dottore che mi ha aiutata a superare la rottura della mia relazione. Pensavo di non riuscire a riprendere la mia vita in mano invece grazie alla terapia sono riuscita ad amare più me stessa.
• Studio CARE • psicoterapia •
Dott. Davide Lanfranchi
Ne sono felice, grazie per la sua testimonianza
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S
S.V
Sono stata in cura dal dottore Lanfranchi per 3 anni e grazie alla sua professionalità e alla sua attenzione nei miei bisogni oggi mi sento molto bene. Mi ha curata per le problematiche derivanti da una lunga, difficile e dolorosa relazione affettiva. Ho recuperato tutte le energie che mi erano in qualche modo stare sottratte dalla relazione tossico ed ho riconquistato la fiducia nelle mie capacità.
• Studio CARE • psicoterapia individuale •
Dott. Davide Lanfranchi
Grazie molte per la sue parole!
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M
Marta
Mi sono rivolta al dottore per un problema di ansia. Dopo alcune sedute mi sono sentita già meglio. Sto ancora continuando il percorso con lui dati i benefici che sto ottenendo
• Studio CARE • colloquio psicoterapeutico •
Dott. Davide Lanfranchi
Grazie molte Marta
Risposte ai pazienti
ha risposto a 13 domande da parte di pazienti di MioDottore
Salve, sono un ragazzo di 18 anni e scrivo perché da un po' di tempo soffro di un problema che sta limitando molto la mia vita sociale. Di natura sono sempre stato timido, ma quello che sto vivendo è un malessere fisico.
In situazioni sociali come feste o cene con amici, non appena provo a mangiare, il mio corpo reagisce con una nausea che quasi mi fa vomitare che mi impedisce di proseguire il pasto. Questo accade nonostante io senta effettivamente fame.
Ultimamente, inoltre, la sensazione è diventata anche anticipatoria, cioè se devo uscire dopo un pasto, nonostante mangi a casa da solo soffro di inappetenza.
Il problema è iniziato gradualmente ma sta peggiorando: inizialmente accadeva solo in situazioni affollate come i diciottesimi, ma ora si presenta anche con persone con cui ho confidenza e sono amico. Ho capito che si tratta di una specie di "meccanismo di difesa" del corpo irrazionale, ma non riesco a controllarlo.
Vorrei quindi dei consigli su come risolvere questo riflesso fisico in modo da riuscire a mangiare in pubblico.
Grazie.
Quello che descrivi è una situazione che può capitare quando l’ansia si attiva in contesti sociali. In alcune persone il corpo reagisce proprio a livello fisico (nausea, senso di vomito, blocco dell’appetito), anche se razionalmente si ha fame e si vorrebbe stare tranquilli. Il fatto che la sensazione sia diventata anche anticipatoria è abbastanza tipico: il corpo inizia ad “aspettarsi” la difficoltà e si attiva prima.
Non significa che ci sia qualcosa che non va in te o che non sia risolvibile. Spesso si tratta di un meccanismo legato all’ansia sociale e alla tensione che il corpo accumula in certe situazioni. Con un percorso psicologico è possibile capire meglio cosa lo attiva e lavorare sia sulle sensazioni fisiche sia sui pensieri che le accompagnano, così da ridurre gradualmente questo riflesso e tornare a vivere le uscite con più serenità.
Se il problema sta iniziando a limitare la tua vita sociale, può essere un buon momento per parlarne con uno psicologo: intervenire presto di solito aiuta molto. Nel frattempo può essere utile non evitarele completamente, ma affrontarle in modo graduale e senza metterti troppa pressione.
Cordialmente,
Dott. Davide Lanfranchi
Ciao .ho 22 anni e Penso e spero di soffrire di doc riguardante l'orientamento sessuale, premetto che non sono assolutamente contro, ma è una cosa che io non voglio essere. Te la faccio breve, il pensiero mi é venuto completamente a caso.
Ho parlato con persone omosessuali e mi hanno detto che l'orientamento sessuale
forma da piccini e si assesta in pubertà, io a 14 anni ho provato a fare delle effusioni con una ragazza, però non ricordo di aver provato piacere. Sto con un ragazzo da 7 anni, il mio primo è vero amore, é stato la mia prima volta in tutto e lo amo con tutto il cuore e non voglio assolutamente perderlo e perdere il sesso con lui.le persone omosessuali con cui ho parlato mi hanno detto che se provo piacere e mi lubrifico quando facciamo l’amore vuol dire che sono attratta sessualmente e mentalmente da lui.Mi hanno anche detto che me ne sarei accorta a 14 anni durante quell’esperienza. Sono seguita da una psicologa e uno psichiatra. Volevo sapere se per te è doc o no. Io so solo che non voglio esserlo e che non voglio perderlo e che anche se fossi omosessuale io non lo lascio e non lo lascerò mai perché sento di provare un sentimento per lui. Non mi sono mai innamorata di una donna, nemmeno da piccina e tuttora non sento attrazione. Però mi capita che quando guardo una bella donna dí sentire una sensazione lì sotto, e la cosa mi manda in ansia totale . Oltre a lui l’ho fatto anche con un altro uomo e ho provato piacere anche lì. Prego Dio ogni giorno e ogni notte che mi dia un segno che non lo sono e che mi dica che starò con lui per sempre. Non voglio lasciarlo per nulla al mondo. Se fossi omosessuale non avrei così tanta paura di perderlo? Anzi per me sarebbe un sollievo? Piango ogni giorno perché NON VOGLIO PERDERLO. É la mia vita. Non voglio essere omosessuale per nulla al mondo. Dovrei provare con una ragazza per porre fine a tutto questo? Non voglio.Analizzo il passato, ripeto frasi mentali, mi lavo per evitare che il pensiero diventi reale, conto, odio i numeri pari perché portano male, amo i numeri dispari, faccio determinate cose con la mano destra e altre con la sinistra, e altri rituali, la prego mi dica che é doc, ho paura anche se non ho desiderio e ho anche paura di essere/diventare transessuale/transgender pur non avendo il desiderio né di andare con le donne né di cambiare sesso, la prego secondo lei é doc? Se non lo è voglio morire. Ripeto i rituali solo in numeri dispari perché così il pensiero non diventi reale. Ho letto che questo pensiero viene alle persone eterosessuali. La prego mi aiuti io non ce la faccio più. Se non é DOC io voglio morire, amo il mio ragazzo alla follia, me lo hanno diagnosticato ma io non ci credo e ho paura che mi abbiano mentito, i medici possono mentire e dare farmaci tanto per?
Da quello che descrivi si percepisce quanta sofferenza e paura stai vivendo in questo momento. Quando i pensieri diventano così insistenti e generano ansia molto intensa, è comprensibile sentirsi confusi e avere bisogno di certezze.
Dalla tua descrizione però emergono alcuni elementi importanti: parli di pensieri intrusivi che arrivano “a caso”, di bisogno di rassicurazioni, di controlli sul passato e di rituali per ridurre l’ansia. Questi sono aspetti che spesso compaiono nei disturbi ossessivi, ma una valutazione precisa non può essere fatta qui online.
La cosa più importante è che tu sei già seguita da una psicologa e da uno psichiatra. Questo è il contesto giusto in cui affrontare questi dubbi. Nelle persone che vivono pensieri ossessivi è molto frequente cercare conferme continue (“dimmi se è davvero così oppure no”), ma purtroppo le rassicurazioni tendono a calmare solo per poco e poi il dubbio ritorna più forte. Per questo in terapia spesso si lavora proprio su come ridurre questo meccanismo.
Un’altra cosa importante: i medici e gli psicologi non hanno motivo di mentire o dare farmaci “a caso”. Le diagnosi e i trattamenti vengono fatti proprio per aiutare la persona a stare meglio.
Se in questo momento senti pensieri molto disperati o ti senti sopraffatta, parlane il prima possibile con i professionisti che ti stanno seguendo o con qualcuno di fiducia: non devi affrontare tutto questo da sola.
Il fatto che tu stia cercando aiuto e che abbia già iniziato un percorso è un passo importante. Con il giusto lavoro terapeutico molte persone riescono a ridurre molto questo tipo di pensieri e a stare meglio. Un caro saluto.
Dott. Davide Lanfranchi
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