Mi ritrovo all'età di 30 anni e non ho ancora mai avuto una relazione seria con un'uomo, ci stava qu

24 risposte
Mi ritrovo all'età di 30 anni e non ho ancora mai avuto una relazione seria con un'uomo, ci stava qualcuno interessato ma mai andata oltre con nessuno, oltre ad aver avuto casi umani di passaggio. Di recente, vedendo che tutte le persone vicino a me hanno un partner o come sembra essere semplice per chiunque avere una persona con cui relazionarsi, tranne che per me. Inizio a demoralizzarmi pensando che la persona giusta per me non esista e che sia fatta per stare da sola (preciso che sono abituata ad essere single ed ho una vita sociale nella norma) e che non ci sarà mai una persona speciale nella mia vita con cui provare nuove esperienze. A volte temo che la mia abitudine all'individualità e ad essere sola, possa essere un ostacolo per il futuro con qualcuno. Possibile che tra tanti pesci nell'acqua non ancora ci sia qualcuno per me?
Dott.ssa Maria Carla del Vaglio
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Napoli
Buongiorno,
comprendo il suo stato d'animo e la frustrazione che può nascere quando sembra che per gli altri tutto sia più semplice. È naturale interrogarsi su di sé in questi momenti, ma ciò che racconta non è una condanna né una sentenza sul suo futuro.

Essere abituati all'individualità può certamente rendere più selettivi o più cauti nell'aprirsi a qualcun altro, ma non significa che una relazione significativa sia impossibile. Ognuno ha i propri tempi e le proprie modalità nel costruire legami profondi. A volte, il lavoro su di sé per comprendere meglio i propri bisogni, desideri e paure può aiutare ad aprirsi in modo più sereno alle opportunità che la vita offre.

Se sente che questa situazione le sta causando sofferenza, un percorso psicologico potrebbe aiutarla a valorizzare le sue risorse personali e ad affrontare eventuali blocchi interiori.
Resto a disposizione se desidera approfondire.
Un caro saluto.

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"Persona giusta, persona speciale, abitudine all'individualità, essere fatta per essere sola". Forse ha solo una forte tendenza all'idealizzazione e questo può farle sperimentare un senso di disillusione e demoralizzazione ogni qualvolta incontra un potenziale partner? E, se sì, cosa cela questa idealizzazione? Provi a guardare dalla giusta prospettiva la sua vita relazionale, che definisce nella norma lasciando intendere sia soddisfacente per lei, accetti di esserne protagonista attiva e non rimanga in attesa di un qualcuno che, forse, non esiste se non nell'immaginario. E fatto ciò, scoprirà che non c'è nessun destino che la vuole sola ma sono le sue scelte a portarla là dove ha bisogno di arrivare. Se da sola trova sia difficile tutto questo, provi a rivolgersi ad una figura professionale competente. Le auguro di trovare le risposte giuste alle domande corrette per lei.
Saluti, d.ssa Monica Giuffrida
Dott.ssa Patrizia Buscaino
Psicologo clinico, Psicologo
Nubia
Salve
Prima di rispondere alla tua "domanda" ti faccio i complimenti per aver definito le storie sentimentali "casi umani di passaggio".
Il fatto che tu sappia di che cosa soffri e che sei già in cura da uno psicologo mi dà una buona indicazione del livello di consapevolezza del tuo disturbo°.
Se non hai ancora avuto una relazione non vuol dire che non sei capace di sperimentare un rapporto di coppia semplicemente sei stata presa da altro; sicuramente i problemi familiari e il rapporto difficile con tua madre ti hanno messo "a dura prova" . Fra qualche tempo magari e se riesci a cogliere i progressi nella psicoterapia riuscirai a cogliere uno sguardo un'espressione benevola negli occhi di qualcuno e sarà la volta giusta.
Buona fortuna!
Dott. Giorgio De Giorgi
Psicologo, Psicologo clinico
Bologna
Gentile,

La sua domanda sembra nascondere una riflessione più ampia: è davvero l’assenza dell’altro a pesare, o forse l’idea di come dovrebbe essere una relazione “giusta”?
E se l’individualità che oggi teme fosse, in realtà, una risorsa ancora da scoprire?
Spesso non è questione di pesci… ma di occhiali con cui si guarda l’acqua.
Se le va, potremmo cominciare proprio da lì: non da chi manca, ma da chi lei è diventata.

Un caro saluto,

Dr. Giorgio De Giorgi
Dott.ssa Luisa Maria Oliva
Psicologo clinico, Sessuologo, Psicologo
Roma
Buonasera.
Lei si sente demoralizzata perché essere single è una condizione che non la gratifica più o perché gli altri vicino a lei sono in una relazione?
L'anima gemella in senso stretto non esiste: ci sono molte persone con cui potremmo costruire relazioni significative. Nel momento in cui parla di "casi umani", incontri che reputa negativi, se ciò avviene in maniera sistematica può darci dei segnali importantissimi per comprendere il nostro funzionamento emotivo. Il nostro inconscio si connette con persone che in qualche modo ci fanno sentire in una zona di comfort: ciò significa che le nostre storie familiari incidono sulle nostre scelte attraverso lo stile di attaccamento genitoriale vissuto.
Ad esempio, ipotizzando che una persona sia stata educata a livello corporeo e cognitivo a mantenere una distanza emotiva o un atteggiamento che evita un coinvolgimento emotivo, inevitabilmente replicheremo questo stile di attaccamento in maniera inconscia.
Solamente con un percorso terapeutico queste dinamiche possono essere individuate ed affiorare su un livello di consapevolezza che porta, nel tempo, ad un cambiamento.

Saluti.
Dott. Omar Vitali
Psicologo, Terapeuta, Professional counselor
Dalmine
Quando meno se l'aspetta succederà. Molti utilizzano le applicazioni. Come dice Matteo Lancini sono una nuova piazza. Io non sono contrario. Quindi senza pregiudizi si può utilizzare anche quel metodo con attenzione e consapevolezza
Dott.ssa Raffaella Tardi
Psicologo, Psicologo clinico
Acerra
Ciao,
grazie per aver condiviso così autenticamente il tuo sentire.
Siamo spesso circondati da racconti che ci suggeriscono che esista una "tabella di marcia" da rispettare: a una certa età bisognerebbe aver avuto una storia importante, costruire una coppia, seguire un copione già scritto. Ma la verità è che la vita autentica non conosce orologi né scadenze.
Tu non sei in ritardo su nulla. Non sei sbagliata, né sola davvero.
La tua abitudine all'individualità non è una condanna, ma una ricchezza: conoscerti, bastarti, saper abitare la tua solitudine con grazia è qualcosa che molte persone faticano a conquistare in una vita intera.
L’amore — quello vero, profondo, sorprendente — non nasce mai dall’ansia di dover colmare un vuoto o raggiungere un traguardo. Nasce quando siamo in contatto con chi siamo, quando scegliamo di aprirci senza forzarci, quando sentiamo che incontrare l’altro non è una necessità ma una danza in più, non una toppa su una crepa.
Non importa quanti pesci ci siano nell’acqua: quello che conta è che tu rimanga fedele al tuo modo di nuotare.
La tua strada non deve assomigliare a quella di nessun altro. Il tuo tempo è sacro.
Forse, proprio dentro questa fedeltà a te stessa, un giorno sentirai una presenza che non strappa, non preme, non pretende... ma accompagna.

Con stima e vicinanza,
Raffaella.
Gentile utente,
capisco profondamente il suo stato d’animo. Il modo in cui descrive la sua situazione mostra una persona consapevole di sé, della propria autonomia e del proprio valore, ma anche comprensibilmente stanca di sentirsi "in attesa" di qualcosa che sembra arrivare per tutti, tranne che per sé. È una sensazione molto comune, anche se spesso viene vissuta in silenzio. Vorrei rassicurarla su alcuni punti importanti:
Non è in ritardo e non è sbagliata. Le esperienze affettive non seguono un “calendario” preciso. Per alcuni avvengono presto, per altri più tardi; per qualcuno sono immediate, per altri richiedono incontri più consapevoli e selettivi.
Essere abituata alla propria indipendenza non è un ostacolo, anzi, è una grande risorsa. Significa che non cerca qualcuno per riempire un vuoto, ma per condividere il proprio percorso. E questo, anche se a volte può rendere più "selettiva", porta verso relazioni molto più sane e mature.
L’impressione che sia facile per tutti è spesso illusoria. Le dinamiche sociali, i social network e persino l’ambiente quotidiano tendono a mostrare solo le facciate migliori delle relazioni altrui. Ma dietro molte storie che sembrano "semplici" c’è spesso fatica, compromessi e ricerca.
La sua domanda finale — "possibile che tra tanti pesci nell’acqua non ci sia ancora qualcuno per me?" — è carica di speranza e anche di amarezza. E la risposta è: sì, è possibile che ancora non sia arrivata quella persona. Ma ciò non significa che non esista.
Spesso l’incontro con qualcuno di veramente speciale richiede non solo fortuna, ma anche uno spazio interno di apertura e di fiducia, anche se minima, che ci permette di vedere possibilità dove sembravano non essercene.
Se posso permettermi un suggerimento gentile: anziché focalizzarsi su "quando arriverà?" o "perché non è ancora successo?", potrebbe provare a concentrarsi su "cosa posso fare per continuare a vivere una vita che amo, in cui una relazione sarà un valore aggiunto, non una necessità?"
A volte, è proprio mentre siamo impegnati a vivere pienamente la nostra vita che avvengono gli incontri più belli.

Non si perda, non si giudichi. Lei è esattamente sulla sua strada.
Dott.ssa Sara Verdoliva
Psicologo, Psicologo clinico
Caserta
Grazie per esserti aperta e aver condiviso ciò che stai vivendo. Questi sentimenti sono molto comuni, soprattutto perché la tua età rappresenta una fase di passaggio delicata e a tratti turbolenta. Può sembrarti che "tutti" abbiano qualcuno e che per loro sia tutto semplice, ma il fatto di non aver ancora avuto una relazione seria non significa che non accadrà mai, né che tu non sia una persona degna di avere qualcuno al tuo fianco. Trovare una persona con cui condividere valori, interessi e obiettivi richiede tempo, e spesso serve semplicemente il tempo giusto, che è del tutto soggettivo: non esiste un "tempo universale" per queste cose. Non sei destinata a stare da sola, anche se questa sensazione può affiorare nei momenti di sconforto. Le persone speciali arrivano spesso nella nostra vita nei modi e nei tempi più inaspettati. Continua a coltivare il tuo benessere personale, perché solo stando bene con te stessa potrai costruire relazioni sane e autentiche con gli altri.
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buongiorno, la ringrazio per aver condiviso un pensiero così intimo e sentito. Quello che esprime racconta una parte di sé molto autentica, fatta di desideri, paure e riflessioni che molte persone si trovano a vivere, anche se spesso non lo dicono ad alta voce. È importante, prima di tutto, riconoscere il valore del suo sentire e la legittimità di porsi domande che toccano corde così profonde come il bisogno di connessione affettiva e la paura della solitudine. Dal punto di vista cognitivo-comportamentale, è utile partire dal significato che lei attribuisce alla sua esperienza. Lei scrive di non aver mai avuto una relazione seria e di iniziare a pensare che questo possa dire qualcosa di “sbagliato” su di sé o sul suo destino relazionale. Questo tipo di pensieri, se non osservati con cura, possono trasformarsi in convinzioni rigide, come “non sono fatta per avere una relazione” oppure “non troverò mai nessuno”. Queste convinzioni, pur essendo comprensibili in un momento di vulnerabilità, hanno il potere di influenzare il modo in cui guarda a sé stessa e agli altri, alimentando una visione pessimistica e auto-limitante. La mente umana, in questi casi, tende naturalmente a confrontarsi con l’esterno: vede gli altri che si fidanzano, che vivono relazioni, e costruisce l’idea che per tutti sia semplice, tranne che per sé. Ma è importante ricordare che ciò che vediamo degli altri è solo una piccola parte della realtà. Le relazioni sono complesse, e ciò che appare “semplice” spesso nasconde fatiche e insicurezze che non emergono subito. Ogni percorso è unico, e il fatto che lei non abbia ancora incontrato la persona giusta non significa affatto che ciò non possa accadere. Significa, piuttosto, che il suo cammino segue un tempo personale, diverso da quello degli altri, e va rispettato senza giudizio. Mi ha colpito positivamente leggere che ha una vita sociale nella norma e che è abituata a stare da sola. Questo, lungi dall’essere un limite, può rappresentare una base solida per costruire relazioni sane in futuro. L'autonomia emotiva, infatti, è una qualità preziosa. Il problema nasce quando si trasforma in isolamento o in una sorta di corazza difensiva per evitare la delusione. E qui entra in gioco un’altra dimensione importante: la possibilità di esporsi, di permettersi di essere vulnerabili, di accettare che in un percorso relazionale possano esserci anche incontri che non funzionano, senza che questo metta in discussione il suo valore personale. Quando lei si chiede se tra “tanti pesci nell’acqua” non ci sia nessuno per lei, sta esprimendo un bisogno di speranza, di significato, e anche una giusta frustrazione. Il fatto che si ponga la domanda non è un segnale di rassegnazione, ma anzi un segnale che dentro di lei c’è ancora desiderio, voglia di condividere e di sentirsi scelta. Questo è il punto da cui partire. Le relazioni non si “ottengono” come un obiettivo da raggiungere, ma si costruiscono a partire da un lavoro personale: sul modo in cui ci si percepisce, sulle credenze che si hanno sull’amore, su come si comunica e si entra in contatto con l’altro. Un percorso psicologico può aiutarla ad osservare in modo più chiaro le sue convinzioni limitanti, a riconoscere eventuali schemi relazionali disfunzionali e a rafforzare la fiducia in sé stessa e nelle sue possibilità affettive. A volte è proprio nel momento in cui smettiamo di cercare conferme dal mondo esterno e iniziamo a prenderci cura della nostra interiorità, che le cose cambiano davvero. Le relazioni più significative spesso arrivano quando siamo pronti a viverle davvero, e non solo quando le desideriamo. E la sua disponibilità a interrogarsi, la profondità delle sue riflessioni, sono segni evidenti che sta facendo un lavoro importante su di sé. Continui a coltivare questa attenzione verso di sé e non si lasci definire dai confronti o dalle tempistiche altrui. Non c’è un’età giusta per amare, ma solo momenti giusti per ciascuno di noi. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Dr. Riccardo Sirio
Psicologo, Psicologo clinico
Trofarello
Il tuo vissuto esprime un naturale senso di frustrazione e solitudine, ma non indica che tu sia “sbagliata” o destinata a restare sola. L’abitudine all’autonomia può rendere più difficile aprirsi all’intimità, ma è anche una risorsa per costruire relazioni sane. A volte, proprio chi ha una maggiore consapevolezza affettiva incontra più difficoltà a trovare connessioni autentiche. Non è una questione di destino, ma di tempo, apertura e fiducia nel proprio valore. Rimango a disposizione qualora avesse necessità di supporto psicologico.




Dott.ssa Jessica Furlan
Psicologo, Psicologo clinico
Fiumicino aeroporto
Buongiorno, si permetta di sperimentare e dare fiducia all'altro di poterla stupire e sorprendere e vedrà che rimarrà sbalordita di quello che incontrerà.
Se resta nella sua zona comfort della solitudine potrà solo costruire castelli e una realtà illusoria. Solo se vive la vita potrà fare esperienza e percepire con tutti i suoi senti le emozioni dell'incontro con l'altro.
SI lasci sorprendere dall'imprevedibile.
Viva di emozioni e sentimenti, coltivi pensieri positivi e ritorneranno a lei più potenti che mai se si permette di VIverli.
SPero di esserle stata di aiuto
Saluti
Dott.ssa Chiara Ilardi
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Salve,
Ho letto il suo messaggio e non posso non cogliere tutta la sua sofferenza per la situazione che lei sta vivendo.
Capisco bene le sue paure e per tale ragione le suggerisco di provare ad intraprendere un percorso di crescita personale che possa aiutarla ad acquisire maggiore autostima nei suoi confronti, migliorare le sue eventuali capacità relazionali, potenziare le sue risorse personali e poter capire se vi sono dei comportamenti che possono influenzare negativamente la realizzazione del suo desiderio. Un percorso di crescita personale può aiutarla ad imparare a conoscersi realmente ed a migliorare aspetti di sé.
Per qualsisi domanda o informazione resto a completa disposizione.
Se vuole, io lavoro a Roma presso lo studio ogni mercoledì e venerdì mentre modalità online ( con pazienti/clienti della mia città o di altre città) dal lunedì al venerdì prima consulenza sempre gratuita.
Un caro saluto,
Dott.ssa Chiara Ilardi
Dott.ssa Cristina Binda
Psicologo, Psicologo clinico
Como
Buongiorno, penso che avere consapevolezza di ciò che si cerchi all'interno di una relazione e soprattutto ciò che non si vuole (citava le relazioni di passaggio), sia già un buon livello di autoefficacia. Penso che conoscersi a fondo sia una risorsa all'interno della relazione con l'altro ed offrire buone possibilità per favorire una conoscenza ed una crescita interpersonale
Dott.ssa Giulia Sedda
Psicologo clinico, Terapeuta, Psicologo
Roma
Buongiorno, le rispondo a questa domanda per dirle che forse quello a cui è possibile dedicare una riflessione più approfondita è cosa significa per lei "abitudine all'individualità". Spesso dietro queste parole si nasconodo difficoltà ancora non del tutto consapevoli. Dalle sue parole intuisco un bisogno marcato di una relazionalità profonda e, insieme, una possibile paura a legarsi intimamente a qualcuno. A volte la paura di minare la propria indipendenza ci fa sentire non adatti ai legami di coppia, anche se spesso è solo una difesa inconscia. Attraverso un percorso di terapia sarà senz'altro possibile indagare il significato dei suoi timori e delle sue difficoltà. Rimango a disposizione per eventuali chiarimenti. Un caro saluto
Dott.ssa Stefania Militello
Psicologo, Psicologo clinico
Sassari
Gentile Utente,
il senso di solitudine che descrive e il confronto con gli altri possono generare vissuti di scoraggiamento comprensibili. Tuttavia, l’assenza di una relazione finora non definisce il suo valore né le possibilità future. Talvolta, l’autonomia può rendere più difficile aprirsi all’altro, ma non è un ostacolo insormontabile: può diventare una risorsa, se integrata con consapevolezza. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a esplorare più a fondo questi aspetti e a comprendere meglio i suoi desideri relazionali. Un caro saluto.
Ciao,

Prima di tutto, il fatto che tu abbia una vita sociale "nella norma" è già un ottimo punto di partenza. Significa che non sei isolata e che sei aperta ad avere connessioni, anche se al momento non sono quelle romantiche. Inoltre, non c'è una "scadenza" per l’amore: ogni persona ha il proprio percorso e, seppur sembri che gli altri abbiano più facilità, spesso dietro ogni relazione ci sono percorsi molto più complessi di quanto appaiano all'esterno.

Il fatto che tu sia abituata a essere indipendente non è un ostacolo, ma può essere una risorsa. La tua autonomia e capacità di stare bene con te stessa sono qualità che, in una relazione, sono preziose e ti aiuteranno a trovare qualcuno che apprezzi queste tue caratteristiche. Può darsi che tu stia solo aspettando una persona che davvero si connetta con chi sei, e non con un’idea di "partnership ideale". A volte, il tempo e le esperienze passate ci preparano ad accogliere qualcuno che corrisponde di più a ciò che siamo diventati.

Non devi preoccuparti che l'individualità diventi un ostacolo. Piuttosto, può essere un aspetto che ti permetterà di costruire una relazione più sana, solida e matura. Forse l’unica cosa che puoi fare, ora, è continuare ad essere te stessa, senza forzare nulla, e aprirti a nuove opportunità senza paragonarti agli altri. La persona giusta arriverà quando sarà il momento giusto.

Non perdere la speranza: tra tanti pesci nell'acqua, è certo che ce n’è uno che è destinato a incrociare il tuo cammino.

Sono qui se vorrai approfondire.

Janett Aruta
Psicologa - ricevo su MioDottore
Dott.ssa Ilaria De Pretto
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Capisco quanto possa farti sentire esclusa vedere amici e conoscenti innamorarsi con tanta facilità, mentre tu resti “ferma al palo”. Spesso scatta in noi il confronto con gli altri, ma ogni percorso affettivo ha i suoi tempi e le sue tappe: il fatto che tu non abbia ancora incontrato una persona con cui costruire una storia seria non significa che non esista, semmai che non l’hai ancora riconosciuta (o non l’hai ancora vista nei contesti in cui passi il tuo tempo).

Il tuo essere abituata alla singletudine ti ha dato autonomia e – probabilmente – ti ha fortificata in molti aspetti della vita. Tuttavia, quando quel modello diventa la tua zona di comfort, può renderti meno incline a mostrare il lato più vulnerabile, quello che invece fa scoccare la scintilla. Forse vale la pena chiederti quali emozioni temi davvero: il rifiuto? L’invasione del tuo spazio? La perdita di libertà? Prenderne consapevolezza ti permette di gestirle anziché evitarle.

Per aprire nuove possibilità, prova a darti piccoli “compiti”: esplorare attività che non pratichi mai (un corso, un meetup, un’associazione), lasciare che un’amica ti presenti persone nuove, sperimentare app di incontri senza giudizio. Non si tratta di “muoversi disperatamente” ma di moltiplicare le occasioni in cui il caso – o l’alchimia – possa giocare a tuo favore.

Infine, accogli con gentilezza lo stato d’animo che provi: la demoralizzazione è la voce che ti avverte del desiderio insoddisfatto di connessione. Se senti che questo pensiero “io sono fatta per stare da sola” diventi troppo rigido o ti limita, confrontarti con uno psicoterapeuta può aiutarti a sciogliere convinzioni radicate e a costruire una fiducia diversa in te stessa e negli altri. Con pazienza e apertura, il “pesce giusto” può arrivare… proprio quando meno te lo aspetti.
Dott.ssa Giulia Rosati
Psicologo, Psicologo clinico
Roma

Buonasera,

la ringrazio per aver condiviso la sua esperienza. Comprendo il senso di frustrazione e delusione che può derivare dal non aver mai vissuto una relazione sentimentale stabile. Immagino quanto possa sentirsi sfiduciata, amareggiata, forse anche arrabbiata.

Il bisogno che esprime è profondamente legittimo e umano. Riuscire a riconoscerlo e a dargli valore rappresenta già un primo passo importante verso una maggiore consapevolezza di sé.

Il tempo che ha dedicato alla relazione con se stessa è una risorsa preziosa. Al tempo stesso, però, potrebbe averla portata a sentirsi "sprovvista" o più esitante all’idea di aprirsi emotivamente a una nuova connessione.

Le suggerisco di chiedersi se, oggi, sente davvero di avere spazio dentro di sé per accogliere un’altra persona: a volte, anche quando il desiderio di amore e condivisione è autentico, può coesistere una parte più profonda che, per paura o per difesa, resiste al contatto emotivo con l’altro.

Rivolgersi a un professionista potrebbe aiutarla ad approfondire questi vissuti e a esplorare con più chiarezza i suoi bisogni e le sue risorse interiori.

Un caro saluto,
Dott.ssa Giulia Rosati

Dott.ssa Stella Gelli
Psicologo, Psicologo clinico, Sessuologo
Milano
Buonasera, la ringrazio per la condivisione.
Capisco quanto possa essere frustrante vedere che le persone intorno sembrano trovare facilmente qualcuno con cui stare, mentre per lei questa dimensione sembra ancora lontana. Ma ogni storia ha un suo tempo. Forse in passato essere sola è stata una forma di protezione o una scelta che l’ha aiutata a crescere, a conoscersi, e questo forse è stato funzionale in passato. E ora che qualcosa dentro di lei si sta muovendo, può essere il momento per ascoltare questo bisogno con più cura e fargli spazio.
A volte ci raccontiamo che “forse sono fatta per stare da sola” per proteggerci dalla delusione o dalla paura. Ma questo non vuol dire che sia davvero così. Forse c’è ancora qualcosa da scoprire su di sé, sul proprio modo di entrare in relazione, su cosa significa davvero essere “pronta” per accogliere qualcuno e farsi accogliere.
Se vuole, possiamo esplorarlo insieme.
Un caro saluto,
Dott.ssa Stella Gelli
Salve, immagino che avverta una sensazione caratterizzata da frustrazione ed impotenza.
I 30 anni sono una giovane età adulta, in cui si inizia a pensare a reali e concreti progetti di vita, quali: lavoro, partner con il quale costruirsi una famiglia ed avere dei figli.
Se poi vediamo che tutto ciò non si realizza, in particolare se intorno a noi ci sono coetanei che già hanno costruito qualcosa, allora che si inizia ad avvertire uno stato di malessere interiore.
La invito a riflettere e a comprendere, che ognuno di noi vive il suo percorso di vita, con i suoi tempi e le sue modalità, chi prima, chi poi, arriva a determinate tappe.
Spesso siamo noi stessi che ci "flagelliamo", perchè è la società che ci impone di stare al passo con i tempi.
Inoltre, cerchi di non scoraggiarsi e di non buttarsi troppo giù, ognuno di noi ha delle preziose qualità, dobbiamo solo credere un po' di più in noi stessi.
Semplicemente pensi che la persona giusta, quella che veramente sente possa fare per lei, ancora non è nei paraggi, tuttavia, arriverà.
Le lascio l'augurio di accettare e di amare in primis lei stessa, solo così riuscirà a ricambiare, con serenità, l'altro.
Un caro saluto!



Buongiorno,
Da quel che scrive immagino abbia voglia di sperimentarsi nella relazione con qualcuno. Il fatto che non sia successo fino ad ora non significa che non succederà, però ha scritto qualcosa di interessante su cui focalizzarsi: "sembra essere semplice per chiunque avere una persona cui con relazionarsi, tranne che per me". Non mi concentrerei tanto su quanto sia semplice per gli altri entrare in relazione perchè quel che vediamo è solamente il risultato, la relazione, ma non sappiamo i pregressi; piuttosto mi soffermerei sul fatto che per lei non sia semplice, come mai secondo lei? E che costo ha entrare in relazione per lei? Rifletterei su questo punto.
Spero di esserle stata d'aiuto :)
Dott. Luca Rochdi
Psicologo, Psicologo clinico
Campobasso
Gentile utente non c'è un'età per l'amore, apriamo il cuore quando troviamo qualcuno che può darci qualcosa in più. Cerchi di darsi del tempo.
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
Dott. Leonardo Iacovone
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Gentile utente, purtroppo (o per fortuna), non esistono persone specifiche giuste per noi che attendono solo il nostro incontro con loro. Provare a costruire un storia con qualcuno richiede sacrificio, impegno e dedizione, a fronte di tante distrazioni o situazioni che possono portarci a cadere in delle vecchie trappole. Se ci pensa, questo è abbastanza consolatorio; non siamo schiavi di un destino ineluttabile già scritto, avendo noi il libero arbitrio di coltivare le nostre relazioni o meno. Chiaramente ci devono essere dei presupposti che possono riguardare la compatibilità caratteriale, la condivisione di certi valori ecc. ma che da sole, senza la nostra motivazione, non bastano. Provi magari a chiedersi come mai sono conclusione le sue relazioni, più o meno serie, che ha avuto con un partner. Riscontra qualche atteggiamento da parte sua che si ripete ciclicamente? Qualora dovesse avere bisogno, si senta libera di contattarmi. Un caro saluto

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