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Esperienze

Dott.ssa Maria Carla del Vaglio, Psicologa e Psicoterapeuta specializzata in ambito clinico e giuridico.

Il mio lavoro si fonda sulla convinzione che il benessere individuale sia strettamente legato alla qualità delle nostre relazioni e dei contesti in cui viviamo.

Laureata presso l'Università Federico II di Napoli e perfezionata con un Master in Psicopatologia e Criminologia a Firenze, ho completato la mia specializzazione in Psicoterapia Sistemico-Relazionale. Questo approccio mi permette di guardare alla persona non come un individuo isolato, ma come parte di una rete di legami (familiari, affettivi, lavorativi) che influenzano profondamente il vissuto emotivo. Oltre all'attività clinica di sostegno psicologico, opero come Consulente Tecnico di Parte (CTP) in ambito legale, supportando i clienti in contesti delicati dove il benessere psicologico incontra il diritto.

La mia missione è offrire uno spazio sicuro e non giudicante per superare i momenti di crisi e ritrovare un equilibrio duraturo.

Altro Su di me

Approccio terapeutico

Psicoterapia sistemico relazionale

Aree di competenza principali:

  • Criminologia clinica
  • Psicologia clinica
  • Psicologia dell'età evolutiva
  • Psicologia scolastica
  • Psicologia forense
  • Psicologia giuridica
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Dott.ssa Maria Carla del Vaglio

Via Alcide de Gasperi 184, Santa Maria Capua Vetere 81055

Chi sono?

Sono una psicologa ad orientamento sistemico-relazionale, specializzata nel lavoro con bambini, giovani adulti e famiglie. Accompagno le persone nei momenti di difficoltà legati all’ansia, ai problemi relazionali e alle sfide dell’età evolutiva, offrendo anche sostegno genitoriale e consulenze in ambito di psicologia giuridica.

Credo profondamente nel valore della relazione terapeutica come spazio sicuro in cui ritrovare equilibrio, risorse e nuovi significati nei momenti di crisi o cambiamento.

Mi sono laureata in Psicologia dell’Intervento Clinico dello Sviluppo e dei Contesti Formativi presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II e ho proseguito il mio percorso con un Master di II livello in Psicopatologia e Criminologia presso l’Università degli Studi di Firenze. Attualmente sto completando la formazione come Psicoterapeuta presso una Scuola di specializzazione sistemico-relazionale.

Sono disponibile ad accogliere le vostre richieste di supporto psicologico con attenzione e professionalità. Non esitare a contattarmi per un primo colloquio o per avere maggiori informazioni.

08/05/2025

Prestazioni e prezzi

  • Consulenza online

    50 €

  • Psicoterapia individuale

    Da 60 €

  • Visita a domicilio

    120 €

  • Valutazione psicodiagnostica

    70 €

  • Test psicologici

    Da 70 €

Indirizzi (4)

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Studio Messina (Piazza Vanvitelli)

Via Torrione San Martino 43, Napoli 80129

Disponibilità

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0823 166...

Pazienti accettati

  • Pazienti senza assicurazione sanitaria
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Centro Clinico Giuridico

Via Alcide de Gasperi 184, Santa Maria Capua Vetere 81055

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Cardiosan Centro Medico

Via Cristoforo Colombo, 4d, Venafro 86079

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  • Pazienti senza assicurazione sanitaria
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27 recensioni

Tutte le recensioni contano e non possono essere rimosse o modificate dai dottori a proprio piacimento. Scopri come funziona il processo di moderazione delle recensioni. Per saperne di più sulle opinioni
  • A

    Benessere, sentirsi a proprio agio ,sentirsi nel posto giusto

     • Centro Clinico Giuridico  • 

    Dott.ssa Maria Carla del Vaglio

    Gentile Armando, la ringrazio per questa bella descrizione della sua esperienza in terapia con me.
    Sarà un piacere continuare questo percorso insieme.
    Un caro saluto.


  • A

    La dottoressa Maria Carla è una professionista attenta, disponibile e preparata. Ha saputo mettermi a mio agio e nel corso del percorso mi sono sentita accolta e supportata sempre di più.

     • Studio Messina (Piazza Vanvitelli)  • 

    Dott.ssa Maria Carla del Vaglio

    La ringrazio sinceramente per le sue parole e per aver condiviso la sua esperienza. Sono lieta che il percorso sia stato per lei uno spazio di accoglienza e supporto, e che si sia sentita progressivamente più a suo agio. Le auguro di proseguire nel suo cammino con sempre maggiore consapevolezza e serenità.


  • L

    Dottoressa accogliente, professionale ma soprattutto umana.
    La comunicazione è stata chiara ed esaustiva, mi ha aiutato tanto e la ringrazio calorosamente.

     • Studio Messina (Piazza Vanvitelli)  • 

    Dott.ssa Maria Carla del Vaglio

    Grazie mille per queste bellissime parole. È stato un piacere incontrarla e percorrere questo pezzo del suo cammino insieme a lei.
    Un caro saluto!


  • A

    Bravissima dottoressa,usa un linguaggio molto semplice,ti mette a tuo agio.... Ho iniziato un percorso con mille difficoltà,ora posso dire che grazie a lei sono riuscita ad accettarmi e a superare il tutto con tranquillità,cosa che nn avevo .... Ultima cosa è una dottoressa molto preparata

     • Cardiosan Centro Medico colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Maria Carla del Vaglio

    Grazie mille per le sue belle parole! Sono davvero contenta dei risultati raggiunti e di sapere che oggi si sente più serena e soddisfatta del percorso terapeutico intrapreso. Mi fa molto piacere sapere di essere riuscita a trasmettere i concetti in modo chiaro e fruibile, e la ringrazio sinceramente anche per l’apprezzamento sulla mia preparazione.
    Un caro saluto.


  • S

    Non altro che ringraziare la dottoressa per tutto.

     • Centro Clinico Giuridico  • 

    Dott.ssa Maria Carla del Vaglio

    Buongiorno Sonia,
    la ringrazio tantissimo per queste belle parole e per la sua fiducia verso di me e verso il percorso terapeutico.
    Le mando un caro saluto e la aspetto al prossimo incontro!


  • M

    Psicologa professionale, competente e molto empatica.
    L'ambiente dello studio è accogliente e sereno, un luogo sicuro dove poter condividere liberamente i propri pensieri e sentimenti. Consiglio vivamente la Dott.ssa Del Vaglio a chiunque stia cercando supporto psicologico; la sua dedizione e competenza possono davvero fare la differenza.

     • Studio Messina (Piazza Vanvitelli)  • 

    Dott.ssa Maria Carla del Vaglio

    La ringrazio di cuore per queste parole così sentite. Leggere un feedback come il suo dà un senso profondo al lavoro che svolgo ogni giorno. Sarà un piacere continuare insieme questo percorso di scambio e condivisione.
    Un caro saluto!


  • M

    È stata la mia prima visita, ma nonostante ciò mi sono sentito molto a mio agio, mi sono ritrovato difronte una persona che ascolta, e interviene nei momenti giusti.

     • Studio Messina (Piazza Vanvitelli)  • 

    Dott.ssa Maria Carla del Vaglio

    Ciao Mario, grazie mille per queste belle parole. È stato un piacere conoscerti ed iniziare questo percorso con te.
    Un caro saluto!


  • C

    La Dottoressa é stata fin da subito gentile ed empatica, facendomi sentire a mio agio. Dopo poche settimane sento già dei miglioramenti e non me lo aspettavo.
    Inoltre, lo studio è molto pulito ed accogliente

     • Studio Messina (Piazza Vanvitelli)  • 

    Dott.ssa Maria Carla del Vaglio

    Grazie per il suo feedback positivo e per le gentili parole. Sono felice di sapere che ha trovato le nostre sessioni confortevoli e costruttive. Sono qui per continuare a supportarla nel suo percorso di crescita e benessere emotivo. Un caro saluto!


  • R

    Ho appena concluso il mio primo colloquio con la psicologa del Vaglio e ne sono rimasta davvero colpita. Fin dal primo momento mi sono sentita accolta e ascoltata senza giudizio, in un ambiente sereno e professionale. La dottoressa ha mostrato grande empatia e capacità di comprensione, mettendomi a mio agio e guidandomi con delicatezza nel raccontarmi. È stato solo il primo incontro, ma sento già di aver fatto un passo importante per me stessa. Consiglio vivamente a chiunque stia cercando un supporto psicologico di rivolgersi con fiducia a questo studio.

     • Consulenze online  • 

    Dott.ssa Maria Carla del Vaglio

    La ringrazio di cuore per le sue parole così sincere. Sono felice che si sia sentita accolta e ascoltata fin dal primo incontro: creare uno spazio sereno, empatico e privo di giudizio è per me un aspetto fondamentale del mio lavoro. Il suo percorso è importante, e sono onorata di poterle offrire il mio supporto.
    Grazie per la fiducia e per aver scelto di condividerla.


  • L

    Ottima professionista... mi sono trovata subito a mio agio... molto empatica!!!

     • Consulenze online  • 

    Dott.ssa Maria Carla del Vaglio

    Grazie mille per la sua recensione, L. Sono davvero felice di sapere che si è sentita accolta e a suo agio. Spero di poter continuare il lavoro insieme. Un caro saluto!


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 597 domande da parte di pazienti di MioDottore

buonasera. Scrivo qui perché sono molto confusa, ma anche molto motivata.

Sto facendo la triennale in Filosofia alla Federico II di Napoli e, una volta laureata, sto prendendo in considerazione l’idea di fare un’altra triennale: **Dietistica** oppure **Scienze dell’Alimentazione**. Questa idea nasce anche dal fatto che ho sofferto di disturbi del comportamento alimentare (in particolare alimentazione incontrollata) e ho affrontato un intervento bariatrico. Per forza di cose ho maturato una certa “confidenza” con il tema dell’alimentazione. Allo stesso tempo mi interessano anche psicologia, filosofia, antropologia: capire l’agire umano, i meccanismi mentali, il rapporto tra corpo e mente. Sono passioni che si intrecciano.
Vi racconto però una cosa che mi ha delusa e mi ha fatto dubitare, in un certo senso, delle mie capacità.
Prima di Filosofia ero iscritta a Lettere Moderne. Ho fatto una rinuncia agli studi, poi mi sono riscritta e poi ho rinunciato di nuovo. A Lettere davo pochissimi esami: **tre esami in tre anni**. Era un periodo molto difficile. A un certo punto mi sono guardata dentro e ho capito che dovevo cambiare percorso. Così ho scelto Filosofia.
E qui, finalmente, sta andando **molto meglio**: sto dando gli esami, ho preso anche un voto alto a Filosofia Critica e, in generale, sento che sto costruendo qualcosa.
Il problema è che io, nel tempo, ho cambiato spesso idea. Anche quando mi sono trasferita a Filosofia mi è capitato di pensare: “forse mollo e faccio qualcosa di più medico”, tipo Medicina, Psicologia, Nutrizione… idee un po’ vaghe, lo so. Poi però mi sono detta: **no, devo restare a Filosofia**. Ho iniziato questo percorso e non voglio fallire anche questo. Anche perché i miei studi li pagano i miei genitori e, inoltre, ho ricevuto una borsa di studio.
Oggi ho parlato con mia madre di questa possibilità, cioè fare Nutrizione/Dietistica dopo Filosofia. E lei, in modo brusco (diciamo così), mi ha detto che dico “scemenze”, che cambio sempre idea, che non va bene. Non è stata una vera e propria offesa, ma mi sono sentita sottovalutata. Forse c’è stato anche un fraintendimento: a volte non sono chiara quando parlo e non riesco a spiegarmi bene.
Da un lato capisco che, visto il mio passato, questa critica abbia una base: **è vero, ho cambiato tante volte direzione**, anche per instabilità personale. Dall’altro lato, però, non capisco fino in fondo perché io debba essere sempre letta attraverso quello che ero prima, senza considerare il lavoro che sto facendo adesso.
I miei genitori, in realtà, non mi hanno mai abbandonata. Sono stati presenti, sempre, anche quando ho affrontato il bypass gastrico e ho perso 30 chili. E io riconosco tutto questo. Però sento anche di avere una grande consapevolezza di me stessa, e penso che la fiducia sia una cosa che **si costruisce e si dimostra**: se una persona per anni si è comportata in un certo modo, è normale che gli altri si abituino a vederla così. Ma se inizia a cambiare davvero — e cambiare è difficile, richiede fatica e continuità — allora, col tempo, anche gli altri possono cambiare sguardo.
In questi anni ho cercato tantissimo l’approvazione dei miei genitori. Ho una dipendenza affettiva da loro: sono stati sempre presenti, forse fin troppo, e io mi ritrovo a 25 anni a fare ancora molto affidamento su di loro. Dentro di me convivono tante cose: immaturità, consapevolezza, impulsività.
Un esempio: ho ricevuto circa 2.300 euro della borsa di studio e, invece di conservarli, li ho spesi per un computer Apple e un tapis roulant. Per me non erano “stronzate”: dietro c’erano delle necessità (anche legate all’attività fisica post intervento). Però capisco che, da fuori, queste scelte possano essere viste come impulsive e che possano alimentare la loro preoccupazione. Non è tanto il tapis roulant o il computer in sé: sono **i miei comportamenti** nel complesso.
Un’altra cosa che riconosco è questa: io penso sempre al “dopo”. Al futuro. A cosa farò dopo. E rischio di non vivere mai il presente. Per esempio, ora sono a Filosofia, ma non ho mai frequentato davvero in modo continuativo: magari uno, due, tre giorni e poi smetto. Anche questo dice qualcosa di me e dei meccanismi che ci sono dietro. Quando ne parlo mi rendo conto di tante cose; quando tengo tutto dentro, faccio più fatica, perché ci sono parti di me che lottano tra loro.
E qui arrivo al punto più importante: io sento che ho bisogno di un percorso psicoterapico. Però economicamente non è semplice, e anche se lo fosse, so che i miei genitori hanno paura che io non lo porti a termine, perché in passato non sono riuscita a essere costante neanche con i percorsi psicologici.
Scrivo tutto questo perché vorrei capire come fare a costruirmi una direzione senza ricadere nei miei vecchi schemi, e come smettere di dipendere così tanto dall’approvazione degli altri (soprattutto dei miei genitori). Grazie.

Buonasera,
la ringrazio per aver condiviso una riflessione così articolata e onesta. Dalle sue parole emerge una persona che sta lavorando seriamente su di sé e che, pur nella fatica, sta costruendo una maggiore consapevolezza del proprio funzionamento.

È importante distinguere due piani che nella sua esperienza tendono a sovrapporsi. Da un lato c’è il tema delle scelte di studio e professionali, dall’altro c’è il tema più profondo della stabilità interna, del rapporto con l’approvazione dei genitori e della continuità nel tempo. Spesso il rischio è di leggere il primo come causa del secondo, quando in realtà accade il contrario: non è tanto l’indecisione sugli studi a creare instabilità, quanto una difficoltà più generale nel tollerare l’incertezza, nel restare nel presente e nel fidarsi dei propri processi di crescita.

Il fatto che a Filosofia oggi le cose stiano andando meglio non è un dettaglio secondario. Indica che qualcosa è cambiato, non solo nelle condizioni esterne ma nel suo modo di stare in un percorso. Tuttavia è comprensibile che chi le è accanto continui a guardarla attraverso la lente del passato. La fiducia, come lei stessa intuisce, non si chiede né si spiega, ma si costruisce nel tempo attraverso comportamenti coerenti e ripetuti. Questo richiede pazienza, soprattutto quando i cambiamenti sono reali ma ancora giovani.

Per quanto riguarda l’interesse verso ambiti come dietistica, nutrizione o psicologia, non c’è nulla di patologico nel sentire attrazione per aree che intrecciano corpo, mente e significato. Il punto non è decidere ora cosa farà “dopo”, ma riuscire a restare in ciò che sta facendo adesso, portandolo avanti con continuità. Pensare costantemente al futuro può diventare una strategia per non stare nel presente, soprattutto quando il presente attiva ansia o timore di fallire.

Lei riconosce bene alcuni suoi meccanismi, come l’impulsività, la difficoltà nella costanza, la dipendenza affettiva dai genitori. Questa capacità di auto-osservazione è una risorsa importante, ma da sola non basta. È proprio qui che un percorso psicoterapico può avere senso, non come risposta a un’emergenza, ma come spazio stabile in cui lavorare sulla costruzione di una direzione interna, sull’autonomia emotiva e sulla capacità di portare avanti scelte nel tempo.

La preoccupazione dei suoi genitori rispetto alla continuità è comprensibile, ma non dovrebbe diventare un motivo per rinunciare a prendersi cura di sé. Esistono percorsi sostenibili anche dal punto di vista economico, e la costanza non è un prerequisito da dimostrare prima, ma qualcosa che si costruisce all’interno della relazione terapeutica.

In sintesi, più che chiedersi quale sarà la scelta giusta per il futuro, potrebbe essere utile concentrarsi su come restare, oggi, in ciò che ha scelto, e su come diventare progressivamente meno dipendente dallo sguardo altrui per sentirsi legittimata. Questo lavoro non si fa da soli, e il fatto che lei ne senta il bisogno è già un segnale di maturazione, non di fallimento.

Resto a disposizione per qualunque confronto o necessità.
Un caro saluto!

Dott.ssa Maria Carla del Vaglio

Salve dottori. Sono una ragazza di 38 anni che vive ancora a casa con i genitori e il fratello di 30. Io lavoro nel sociale e sono un educatore professionale. Poiché ho dei contratti a tempo determinato che ancora non mi permettono una stabilità non ho ancora pensato di potermi pagare un affitto. Ma non è solo questa la motivazione. Purtroppo, a causa di mio fratello, che da anni non riesce a portare a termine nulla e avendo avuto condotte negative fino allo scorso anno, ho sviluppato delle manie di controllo in casa, verso di lui e verso i miei genitori, che ancora non hanno imparato a gestire questa situazione. Gli è stato proposto di ogni, corsi di formazione, lavori. Non ha mai portato a termine nulla, non ha vita sociale e dipende completamente dai miei genitori ( esce con loro, o sta in casa, si limita solo a fare qualche breve passeggiata e rincasa) quest estate è stati invogliato dai miei a fare dei test per alcuni corsi universitari ed è riuscito ad accedere al corso di infermieristica che da novembre ha cominciato a frequentare in presenza. Tra poco ci saranno gli esami e si sta già cominciando a lamentare che non riuscirà, mettendo il muso in casa e continuando coi suoi malumori perenni. Avviso che io e lui non ci parliamo da mesi, abbiamo sempre avuto un rapporto conflittuale e mancanza di dialogo sano, io ho sempre cercato di riavvicinarmi nonostante tutto quel che ha causato in casa fino ad un anno fa mi ha portato ad avere rancore verso di lui. Adesso, dall ultima volta che abbiamo avuto una brusca discussione non mi sono più sentita di fare i passi che facevo prima verso di lui, anche quando non dovevo.
Per anni ha bevuto, mascherava così le sue insicurezze , diventava aggressivo e due anni fa per poco non lo abbiamo denunciato( rubava in casa, vendeva cose e manipolava i miei ) adesso tutto ciò non accade piu( prende psicofarmaci da anni e antabuse per non bere) non ha avuto più ricadute ma i suoi malesseri creano ansia ,non solo a me ma soprattutto a mia madre, che è la persona che ne risente di più e dipende dai suoi stati d animo. Purtroppo non ho una famiglia salda, mia madre faceva A e mio padre B. Ed io quando scoprivo cosa faceva e mi mettevo in mezzo diventavo la pecora nera, che smuoveva le cose e non stava zitta , per loro creavo guerra. Per anni ho avuto timore di lui, poi ho cominciato a ribellarmi ed entrambi siamo diventati offensivi l uno verso l altra. Non ho mai sopportato che offendesse i miei e se lo avessimo denunciato in quei tempi magari a quest ora si sarebbe ravveduto. Purtroppo lui fa il leone solo in casa, fuori è la pecora smarrita. Durante l ultima litigata con lui si è permesso di additarmi, attaccandosi a cose futili, per spostare l attenzione su di me e non assumersi come al suo solito le sue responsabilità! È un fallito, una persona che secondo me non concluderà nemmeno questo percorso ed io sono terrorizzata perché un giorno i guai saranno i miei ! Se non avrà un lavoro e i miei non ci saranno più si attaccherà a questa casa e sono certa che mi farà avere dei problemi ! Di certo non resterò qui con lui ed io non lo aiuterò in nessun modo! Ha avuto tante chance, adesso basta ! Ho troppo rancore e non mi fido di lui, sento di avere il nemico in casa ! Non riesco più a gestire questa situazione , non so se lo fa consciamente ma ci mette contro , i miei sono deboli, mio padre è una persona con zero personalità e carattere, si è sempre fatto mettere sotto da lui ed io in questo modo ce l ho anche coi miei per causa sua! Per mia madre sarà l ennesima delusione se non terminerà questo percorso. Ed io avrò paura di andarmene da casa perché so già che i miei non hanno il carattere per rimetterlo a riga ! Qui dentro avevamo impostato delle regole, i soldi gli andavano dati solo quando andava un facoltà, adesso ogni tanto li sento parlare e so che qualcosa danno , si riadagiano sempre ed io mi sento profondamente tradita e sola in questa casa. Dovrei vivere in un luogo sicuro, ma non mi sento al sicuro, è cattivo , è depresso da anni, non so se lo fa apposta a fare la vittima o se è davvero un depresso cronico! So solo che mi disgusta solo a vederlo , io mi sono molto impegnata per studiare e trovarmi un lavoro,lui ancora si fa pagare sigarette e sfizi fuori dai miei che cercano sempre di mettere a tacere tutto con la speranza che si crei qualcosa.
Non ditemi di andare in terapia, se devo andare in terapia farò un reset psicologico e non sedute per una vita. Mi hanno csongiliato il reset per le emozioni disturbanti e i pensieri negativi che mi bloccano , anche a causa di dipendenza emotiva che ho sviluppato verso il mio ex e che ancora vivo.
Ditemi senza filtri se vivo in una famiglia disfunzionale, se mio fratello è disturbato
e se devo allontanarmi e chiudere con tutti. Grazie, sto davvero male.

Gentile utente,
Da quello che racconta emerge una situazione familiare profondamente disfunzionale, non in senso generico o “psicologistico”, ma nel senso concreto di un sistema che da anni non è in grado di contenere, proteggere e differenziare i suoi membri. Lei è cresciuta e vive in un contesto in cui i confini sono confusi, i ruoli invertiti e il peso emotivo è stato spostato su di lei in modo costante. Questo ha prodotto una condizione di allarme continuo, di controllo forzato e di rabbia che non trova mai una vera possibilità di scarico o risoluzione.

Suo fratello, al di là di qualsiasi etichetta diagnostica che non sarebbe corretto dare a distanza, mostra un funzionamento gravemente dipendente e immaturo, con una storia di condotte che hanno avuto un impatto reale e traumatico sulla sicurezza familiare. Il fatto che oggi non beva e assuma una terapia farmacologica riduce il rischio acuto, ma non equivale a un cambiamento strutturale del suo funzionamento. Il vittimismo, la rinuncia cronica, la delega totale ai genitori e l’incapacità di sostenere la frustrazione sono elementi che continuano a mantenere il sistema bloccato. La cosa importante, però, è che tutto questo non è sotto il suo controllo e non è una sua responsabilità, anche se per anni è stata costretta a viverla come tale.
Lei ha occupato a lungo il ruolo di regolatore emotivo della famiglia, di argine, di coscienza critica, pagando questo ruolo con l’essere etichettata come quella che “crea problemi”. Questo tipo di posizione, mantenuta per anni, produce esattamente ciò che descrive: rancore profondo, disgusto, paura, sfiducia, senso di tradimento e una sensazione di avere un nemico in casa. Non sono pensieri patologici, sono reazioni comprensibili in un contesto percepito come insicuro e imprevedibile.
Rispetto alla sua domanda se debba allontanarsi e “chiudere con tutti”, la risposta clinica non può essere un sì o un no netto, ma un punto fermo va messo: lei ha bisogno di separarsi psicologicamente da questo sistema, perché oggi ne è ancora completamente invischiata. Questo non significa necessariamente un taglio drastico immediato, ma significa smettere di essere il contenitore, il controllore, la garante di equilibri che non reggono. Finché resta dentro questo ruolo, qualunque scelta di vita, affettiva o lavorativa, resterà bloccata o vissuta con colpa e paura.

Il suo terrore per il futuro, per “quando i genitori non ci saranno più”, è molto indicativo. Sta vivendo oggi una responsabilità che appartiene agli adulti che l’hanno messa al mondo, non a lei. Questo timore non si risolve convincendo suo fratello a cambiare, né controllando di più i suoi genitori, ma lavorando sul suo diritto a non essere trascinata nel destino dell’altro.
Lei dice di non volere “terapia per una vita” ma un reset. Al di là delle etichette, ciò di cui ha bisogno non è una rassicurazione veloce, ma un lavoro serio e circoscritto sullo scioglimento del legame di dipendenza e di iper-responsabilità che la tiene incastrata lì. Non perché sia fragile, ma perché è stata troppo forte troppo a lungo.
Quello che sta vivendo non è una sua esagerazione. È il segnale che questa situazione, così com’è, non è più sostenibile. E il fatto che oggi lei lo senta con tanta intensità è già un primo atto di separazione.

Se desidera approfondire o se posso aiutarla in qualche modo rimango a disposizione.

Dott.ssa Maria Carla del Vaglio
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