Credo che impazzirò! Ho conosciuto un ragazzo con il quale è nato un bel feeling, all'inizio era sem
Credo che impazzirò! Ho conosciuto un ragazzo con il quale è nato un bel feeling, all'inizio era semplicemente una situazione leggera. Le cose sono evolute ed entrambi iniziavamo ad affezionarci l'uno all'altra, passavamo sempre più tempo insieme a condividere la vita di tutti i giorni, dalle cose più semplici a quelle più elaborate. Abbiamo affrontato il discorso e capito che in realtà era una frequentazione quella che stavamo vivendo. Lui però è andato a letto con una ragazza, e io l'ho scoperto... Ha detto che è stato un "errore" e che non ricapiterà più. Io però ora non so a cosa credere, perchè mi ha mentito una volta. So anche che scrive ad altre ragazze, non so se con malizia o meno, ma lo fa. Abbiamo anche affrontato il discorso che se questa è una frequentazione io però pretendo un esclusività nel rapporto, e che se per lui fosse diverso basta dirlo e ne prenderei atto valutando il da farsi. H a detto che è d'accordo. Ma ora mi chiedo: cosa si fa in queste situazioni? Mi fido di quello che mi dice dato che gli ho dato la possibilità di ritrattare tutto quanto e di fare passi indietro nel rapporto? Lui dice che scrive alle ragazze senza malizia, ma io queste chat non le ho viste, e a parti inverse probabilmente le avrei aperte per "rassicurare" la persona che ho difronte... se non l'ha fatto è già un campanello d'allarme? Grazie per i vostri consigli.
43 risposte
Cara P., capisco bene la fatica che stai vivendo: quando nasce un coinvolgimento e poi emergono comportamenti che feriscono, è normale sentirsi sospesi tra fiducia e dubbio. Per poterti dare un orientamento che abbia davvero senso, però, ho bisogno di capire meglio il contesto della vostra frequentazione: età, situazione di vita, da quanto vi vedete, con che continuità, se vi integrate nelle rispettive cerchie e come comunicate nei momenti quotidiani. Sono elementi che aiutano a leggere ciò che è accaduto e a capire che tipo di affidabilità è possibile aspettarsi. Se ti va, raccontami brevemente questi aspetti: mi permetteranno di offrirti una lettura più precisa. E se preferisci, possiamo anche parlarne direttamente in un incontro, così da approfondire con più calma tutto ciò che senti. Un caro saluto
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Ciao, è normale sentirsi confusi, quando una persona ci ha mentito, anche una sola volta, può diventare difficile distinguere ciò che sta realmente accadendo da ciò che temiamo possa accadere. Forse più che cercare rassicurazioni nelle sue chat, può essere utile guardare alla coerenza tra quello che dice e quello che fa nel tempo. Tu hai espresso chiaramente il tuo bisogno di esclusività e lui ha detto di condividerlo, Ora sarà il suo comportamento a mostrarti se questa scelta è realmente condivisa. Non credo che tu debba controllare per riuscire a fidarti. La fiducia non nasce dal poter verificare tutto, ma dalla possibilità di sentirsi rispettati e tranquilli nella relazione. E, allo stesso tempo, hai il diritto di ascoltare i tuoi dubbi e chiederti se questa relazione, così com’è, ti fa sentire sufficientemente al sicuro. Ti auguro di riuscire a dare spazio sia ai tuoi sentimenti sia ai tuoi confini, senza perdere di vista ciò che ti fa stare bene
Capisco quanto questa situazione possa essere destabilizzante. Quando una relazione inizialmente leggera diventa progressivamente più significativa, cambiano anche le aspettative, i bisogni e il significato che attribuiamo ai comportamenti dell’altro. Scoprire che lui è stato con un’altra ragazza e, soprattutto, sapere che le ha mentito può inevitabilmente incrinare la fiducia e il senso di sicurezza nella relazione. In un’ottica sistemico-relazionale, più che chiedersi soltanto “posso fidarmi di quello che dice?”, può essere utile osservare come questa relazione viene costruita concretamente attraverso comportamenti, comunicazione, confini e reciprocità. Lei ha espresso chiaramente il proprio bisogno: se tra voi c’è una frequentazione, per lei questa deve essere caratterizzata dall’esclusività; se invece lui desidera qualcosa di diverso, è importante che lo dica apertamente, così che lei possa scegliere liberamente se continuare o meno. Lui ha dichiarato di essere d’accordo. A questo punto, però, non sono soltanto le parole a essere importanti: conta la coerenza tra ciò che viene concordato e ciò che viene agito. La fiducia è infatti un elemento fondamentale di una relazione sana e si costruisce attraverso sincerità, rispetto e coerenza. Una menzogna e comportamenti che, dopo un accordo di esclusività, mantengano ambiguità con altre ragazze rappresentano inevitabilmente una frattura nella fiducia e nel rispetto reciproco. Non è quindi necessario che lei si convinca a fidarsi o che faccia finta che ciò che è accaduto non abbia importanza. Allo stesso tempo, il fatto che lui scriva ad altre ragazze non permette, da solo, di stabilire quali siano le sue intenzioni: ciò che diventa significativo è il modo in cui queste relazioni vengono vissute, quali confini vengono rispettati e soprattutto se sono coerenti con l’accordo che avete stabilito. Se lei percepisce che ci sono comportamenti ambigui o che i confini concordati vengono nuovamente oltrepassati, è assolutamente legittimo considerarli segnali importanti. Per questo non credo che la soluzione sia controllare le sue chat. Il controllo può offrire una rassicurazione momentanea, ma non può creare quella fiducia che dovrebbe esserci spontaneamente in una relazione sana. Il fatto che lui non le abbia mostrato le conversazioni, inoltre, non costituisce di per sé una prova di infedeltà: il punto non è avere accesso al suo telefono, ma poter contare sulla sua trasparenza e sulla sua capacità di rispettare gli accordi presi. La domanda, quindi, potrebbe diventare: “Questa persona, attraverso i suoi comportamenti, mi sta dimostrando di essere in grado di costruire con me una relazione basata su rispetto, sincerità ed esclusività?” Lei ha già fatto qualcosa di importante: ha comunicato chiaramente ciò di cui ha bisogno e gli ha dato la possibilità di scegliere se condividere oppure no questo tipo di relazione. Non deve però rimanere in una relazione nella quale si sente costantemente insicura, costretta a controllare o a dubitare di ciò che le viene detto. Dare una seconda possibilità non significa accettare qualsiasi comportamento. Significa osservare se, nel tempo, alle parole seguono comportamenti coerenti. Se invece dovessero ripetersi menzogne, ambiguità o mancanza di rispetto degli accordi, sarebbe importante prendere sul serio questi segnali e chiedersi se quella relazione sia realmente sana per lei. Una relazione sana non richiede di vivere nella paura di essere traditi né di dover controllare continuamente l’altro per sentirsi al sicuro. E lei non deve convincersi di meritare meno rispetto, chiarezza o serenità di ciò di cui ha bisogno.
Salve, capisco la sua confusione e, soprattutto, il senso di insicurezza che può essere comparso dopo aver scoperto che il ragazzo è andato a letto con un’altra persona. Quando una relazione sta diventando importante e viene definita come una frequentazione, è del tutto comprensibile desiderare chiarezza, coerenza ed esclusività. Il primo punto da chiarire è che lei ha già fatto qualcosa di importante: ha espresso in maniera esplicita ciò di cui ha bisogno. Gli ha detto che, per lei, frequentarsi significa avere un rapporto esclusivo e gli ha anche dato la possibilità di dirle liberamente se non fosse d’accordo. Lui ha scelto di accettare questa condizione. Da questo momento, quindi, non è necessario che lei continui a convincerlo o a controllarlo: sarà il suo comportamento nel tempo a dirle quanto le sue parole siano affidabili. Il fatto che lui abbia definito ciò che è accaduto come un "errore" non permette, da solo, di stabilire se sia sincero oppure no. Può esserlo, ma la fiducia non si ricostruisce attraverso le rassicurazioni verbali. Si ricostruisce attraverso comportamenti coerenti, trasparenza e rispetto dell'accordo che avete preso. Per quanto riguarda il fatto che scriva ad altre ragazze, anche qui è importante distinguere tra comunicare con altre persone e avere comportamenti che violano l'esclusività concordata. Il semplice fatto che una persona scriva ad altre ragazze non significa necessariamente che ci sia un interesse sentimentale o sessuale. Al tempo stesso, se alcuni comportamenti dovessero assumere caratteristiche ambigue o flirtanti, sarebbe comprensibile che lei li considerasse problematici. Non considererei invece automaticamente il fatto che non le abbia mostrato le conversazioni come un campanello d'allarme. Il telefono e le conversazioni private appartengono alla sua sfera personale e, in una relazione sana, non dovrebbe essere necessario sottoporsi continuamente a controlli per dimostrare la propria fedeltà. Comprendo però anche il suo pensiero: dopo una menzogna, è naturale desiderare qualcosa che possa rassicurarla. Il rischio, però, è entrare in un meccanismo nel quale lei cerca continuamente prove per tranquillizzarsi: controllare il telefono, chiedere spiegazioni, verificare con chi parla, confrontare ciò che dice con ciò che fa. Questo potrebbe darle sollievo momentaneo, ma difficilmente le restituirebbe una fiducia stabile. Le suggerirei quindi di non chiedersi necessariamente "come posso essere certa che non mi tradirà di nuovo?", perché una certezza assoluta in una relazione non esiste. La domanda più utile potrebbe essere: "Il suo comportamento, nel tempo, mi permette di sentirmi sufficientemente al sicuro per continuare questa relazione?" Gli ha dato una possibilità e adesso può osservare. Non è necessario né fidarsi ciecamente né considerarlo automaticamente inaffidabile. Può concedergli la possibilità di dimostrarle, attraverso i fatti, che quanto accaduto è stato realmente un episodio isolato. E c'è un ultimo aspetto che considero importante: anche qualora lui fosse completamente sincero, lei dovrà chiedersi se, dopo quanto accaduto, è possibile per lei recuperare serenità. Perdonare una persona e tornare a fidarsi sono due processi differenti. Non deve obbligarsi a "superare" rapidamente ciò che è successo. In definitiva, non credo che la soluzione sia controllare maggiormente lui, ma osservare maggiormente la relazione: quanto è coerente, quanto è rispettoso dei vostri accordi e, soprattutto, come lei si sente al suo interno. La fiducia non si concede tutta in una volta: può essere ricostruita gradualmente, attraverso l'esperienza. Un caloroso saluto. Dott. Michele Basigli. Psicologo clinico. Perugia
Gentila utente, è comprensibile che dopo quello che è accaduto faccia fatica a fidarsi. Quando una persona ci dice una cosa e poi scopriamo che ci ha mentito, è normale iniziare a mettere in discussione anche ciò che ci viene detto successivamente. Un aspetto importante, però, è distinguere fiducia e controllo. Chiedere esclusività e chiarezza all'interno della frequentazione è legittimo; avere bisogno di vedere le sue chat per sentirsi rassicurata rischia invece di trasformare l'ansia in un bisogno continuo di verificare. Il fatto che non le mostri le conversazioni, quindi, non è di per sé una prova che ci sia qualcosa che non va. A questo punto, più che cercare ulteriori conferme, può essere utile osservare se i suoi comportamenti nel tempo sono coerenti con ciò che vi siete detti. La fiducia, soprattutto dopo una bugia, non si ricostruisce con una singola rassicurazione, ma attraverso comportamenti coerenti e trasparenti nel tempo. Come piccolo passo, provi a chiedersi: “Di cosa ho realmente bisogno per sentirmi rispettata in questa relazione?” e comunichi con chiarezza questi bisogni, lasciando poi che siano anche i comportamenti dell'altra persona a darle le risposte.
Gentile Utente, buonasera. La ringrazio per la fiducia, nell'aprirsi così dettagliatamente. Comprendo il suo stato di confusione e dolore. Quanto sta vivendo è una reazione naturale di fronte a una violazione della fiducia e a comportamenti che minano la sicurezza emotiva nel rapporto. Alcuni punti che sto considerando in questo momento: Fiducia e coerenza: La fiducia si costruisce sulla coerenza tra parole e azioni. Quando le due cose non corrispondono (ad esempio, dire “è stato un errore e non ricapiterà”, ma continuare a scrivere ad altre ragazze in modo ambiguo), è legittimo sentirsi insicuri. Esclusività e confini: Lei ha espresso chiaramente il suo bisogno di esclusività e lui ha detto di essere d’accordo. Tuttavia, i comportamenti successivi (scrivere ad altre ragazze, non mostrare le chat quando richiesto) possono essere percepiti come una mancanza di trasparenza. In una frequentazione, la chiarezza sui confini è fondamentale. Campanelli d’allarme: Il fatto che non abbia voluto mostrare le chat, pur sapendo che questo la rassicurerebbe, può essere interpretato come un segnale di scarsa disponibilità a costruire trasparenza. Non significa necessariamente che ci sia qualcosa di grave, ma indica che la comunicazione aperta non è ancora pienamente instaurata. Cosa può fare ora Chiarire i suoi bisogni: Rifletta su cosa è per lei non negoziabile in una relazione (ad esempio esclusività, trasparenza, rispetto). Osservare i fatti, non solo le parole: Le parole sono importanti, ma i comportamenti ripetuti nel tempo dicono di più sull’affidabilità di una persona. Valutare se sentirsi al sicuro: Una relazione sana dovrebbe farla sentire rispettata e tranquilla, non in costante dubbio o ansia. Come tanti altri psicologi e psicoterapeuti, la mia prima seduta è gratuita (anche online) e possiamo comprendere insieme, e in modo più dettagliato, di che tipo di percorso ha bisogno. Non c’è obbligo di un successivo appuntamento, né ad alcun altro impegno successivo. Rimango a disposizione e le auguro un sereno proseguimento di giornata.
Capisco la tua confusione: quando una relazione sta diventando importante, una scoperta di questo tipo può mettere in discussione non solo quello che è successo, ma anche la possibilità di fidarsi della persona che abbiamo davanti. Credo però che la domanda non sia tanto “devo fidarmi di quello che dice?” quanto “nel tempo, i suoi comportamenti mi permettono di costruire nuovamente fiducia?”. La fiducia, infatti, non si ristabilisce attraverso una rassicurazione o attraverso l'accesso alle chat, ma attraverso la coerenza e la trasparenza che l'altra persona dimostra nel tempo. Il fatto che scriva ad altre ragazze, di per sé, non ci permette di stabilire che ci sia malizia. E il fatto che non ti abbia mostrato le conversazioni non è automaticamente un campanello d'allarme: in una relazione sana dovrebbe poter esistere anche un confine di privacy. Al tempo stesso, dopo quello che è accaduto, è comprensibile che tu sia più attenta e che alcune cose oggi ti facciano sentire meno sicura. Avete già fatto una cosa importante: avete chiarito che cosa significa per te una frequentazione e quale sia il tuo bisogno di esclusività, lasciandogli anche la possibilità di dirti che desidera qualcosa di diverso. A questo punto, più che controllare o cercare prove, può essere utile osservare se ciò che ha scelto di dirti viene rispettato nei comportamenti. E c'è un'altra questione importante: non sei obbligata a decidere immediatamente se fidarti completamente oppure chiudere la relazione. Puoi anche concederti un tempo per vedere come evolve la situazione, mantenendo nel frattempo i tuoi confini. Infine, proverei a chiederti: al di là del timore di perderlo, questa relazione oggi ti fa sentire rispettata, considerata e sufficientemente al sicuro? Perché anche questa risposta, non solo ciò che lui fa o non fa, può aiutarti a capire quale sia il passo più adatto per te.
Buongiorno, quello che descrive è comprensibilmente molto destabilizzante perché la questione centrale non sembra più essere soltanto ciò che lui ha fatto, ma il fatto che adesso lei non sappia quanto possa fidarsi di ciò che le dice. Quando una fiducia viene incrinata, anche elementi che prima sarebbero sembrati neutri possono iniziare a essere letti come possibili segnali di pericolo. Da una prospettiva cognitivo comportamentale sarebbe utile distinguere il fatto già accaduto dalle paure che oggi si attivano. Il fatto è che lui è andato a letto con un’altra ragazza mentre tra voi si stava definendo una frequentazione e questo l’ha ferita. Successivamente avete parlato in modo più chiaro delle vostre aspettative e lei ha espresso il bisogno di esclusività, lasciandogli anche la possibilità di dire apertamente se non fosse ciò che desiderava. Da quello che racconta, lui ha accettato questa condizione. Questo passaggio è importante perché da quel momento avete stabilito una regola più esplicita rispetto a prima. Ora, però, comprensibilmente lei vorrebbe avere la certezza che quella regola venga rispettata. Ed è proprio qui che può iniziare il problema. Dopo essere stati feriti, può comparire il pensiero: “se non controllo, potrei essere ingannata di nuovo”. A quel punto conoscere con chi scrive, vedere le conversazioni o ricevere spiegazioni molto dettagliate potrebbe darle sollievo. Ma la tranquillità ottenuta attraverso un controllo tende spesso a durare poco, perché successivamente può comparire un’altra domanda: “e se avesse cancellato qualcosa?”, “e se con un’altra persona fosse diverso?”, “e se non mi dicesse tutto?”. Il rischio è quindi che la relazione diventi una continua ricerca di prove. Il fatto che non le abbia spontaneamente mostrato le chat non costituisce, da solo, una prova che stia nascondendo qualcosa. Alcune persone considerano il proprio telefono e le proprie conversazioni uno spazio privato anche quando non hanno nulla da nascondere. Lei, a parti inverse, avrebbe scelto di mostrarle per rassicurarlo, ma questo non significa necessariamente che tutti debbano reagire allo stesso modo. Più utile potrebbe essere osservare la coerenza complessiva del suo comportamento. La cerca con continuità? Mantiene gli accordi? È disponibile quando affrontate temi difficili? Le sue azioni corrispondono progressivamente a ciò che dice? Riesce ad ascoltare il fatto che oggi lei abbia bisogno di tempo per recuperare fiducia senza liquidare tutto come gelosia? Sono questi elementi che, nel tempo, possono darle informazioni più solide rispetto all’accesso a una singola chat. Allo stesso tempo, fidarsi non significa fare finta che nulla sia successo. Può dirgli chiaramente che ha scelto di continuare a conoscerlo, ma che per lei la fiducia non è ancora tornata automaticamente e che avrà bisogno di osservare una certa coerenza. Questo è diverso dal chiedergli continuamente di dimostrare di essere innocente. Mi sembra positivo che lei gli abbia dato la possibilità di essere chiaro sulla natura del rapporto, dicendogli sostanzialmente: “se vuoi qualcosa di non esclusivo dimmelo e io deciderò cosa fare”. Questo le permette di riportare una parte del controllo dove dovrebbe essere, cioè sulle sue scelte. Lei non può garantire che lui non le mentirà mai più. Può però decidere quali comportamenti è disposta ad accettare e cosa farà se gli accordi non verranno rispettati. È una differenza molto importante perché la sicurezza in una relazione non deriva dal riuscire a controllare completamente l’altra persona, ma dal sapere che, qualora qualcosa non fosse compatibile con i propri valori, si sarebbe capaci di proteggersi e prendere una decisione. Anche il fatto che scriva ad altre ragazze andrebbe valutato nel contesto. Avere conversazioni con altre donne non è automaticamente incompatibile con un rapporto esclusivo. Dipende dal tipo di scambio, dalle intenzioni, dai confini che avete stabilito e da ciò che entrambi considerate appropriato. Potrebbe quindi essere più utile parlare di confini concreti piuttosto che utilizzare una regola generica come “non devi scrivere ad altre ragazze”. Per esempio, per voi cosa significa esclusività? Riguarda soltanto il contatto fisico? Anche il flirt? Le conversazioni sessualmente esplicite? Frequentazioni ambigue? Avere aspettative chiare riduce molte zone grigie. Un altro elemento importante è osservare come si sente lei dentro questa relazione adesso. Se ogni momento piacevole viene immediatamente seguito dal bisogno di verificare se possa esserci qualcosa che non sa, rischia di vivere costantemente in allerta. In quel caso il problema non sarebbe soltanto stabilire se lui sia affidabile, ma anche capire se lei riesca progressivamente a tollerare una quota inevitabile di incertezza. Perché nessuna relazione permette di sapere tutto ciò che l’altra persona pensa, scrive o fa in ogni momento. Se sente che il tradimento iniziale ha attivato un bisogno molto forte di controllo e che si ritrova a cercare continuamente segnali, potrebbe essere utile approfondire questi meccanismi in un percorso psicologico, possibilmente ad orientamento cognitivo comportamentale. Non per convincerla a fidarsi a prescindere, ma per distinguere meglio ciò che rappresenta un segnale concreto da ciò che nasce dalla paura di essere nuovamente ingannata. In questo momento, quindi, non sembra necessario scegliere tra due estremi: fidarsi ciecamente oppure controllare tutto. Può concedergli una fiducia prudente, basata sui comportamenti che mostrerà nel tempo. Se sarà coerente con ciò che avete concordato, la fiducia potrà gradualmente ricostruirsi. Se invece emergeranno nuove bugie, ambiguità o violazioni degli accordi, avrà nuovi fatti sui quali basare le sue decisioni. La fiducia non è la certezza che l’altro non sbaglierà mai. È anche sapere che lei non dovrà tradire se stessa per mantenere la relazione. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Gentile utente, è comprensibile che, dopo aver scoperto una menzogna, la fiducia non possa semplicemente tornare perché l'altra persona promette che non accadrà più. In una relazione, infatti, contano sia le parole sia la coerenza dei comportamenti nel tempo. Più che cercare rassicurazioni controllando le chat, potrebbe essere utile osservare come lui si comporta rispetto al patto di esclusività che avete condiviso e, soprattutto, come riuscite a parlare delle vostre reciproche esigenze e dei vostri confini. Il fatto che scriva ad altre ragazze, di per sé, non dimostra necessariamente un'intenzione ambigua; diventa importante capire che significato ha per entrambi e se è compatibile con gli accordi presi. Non è quindi necessario decidere immediatamente se fidarsi o meno: può concedersi il tempo di vedere se la relazione che state costruendo le permette progressivamente di sentirsi rispettata e al sicuro. Se invece l'incertezza dovesse trasformarsi in un continuo bisogno di controllare e verificare, potrebbe essere utile approfondire cosa sta accadendo nella relazione e dentro di lei, eventualmente anche attraverso un percorso psicoterapeutico. Un caro saluto.
Buongiorno cara, Dalle sue parole emerge tutta la sua preoccupazione per questa situazione. In queste situazioni è complicato dare indicazioni sul da farsi, dovremmo tener presenti tanti fattori differenti. Le chiederei cosa pensa la sua testa, cosa sente la sua pancia, dove batte il suo cuore. E poi, lei cosa desidera? Un caro saluto, D.ssa Giulia Burgalassi
Gentile Utente ... la fiducia in un rapporto è un aspetto importante. Lei è stata chiara (voglio un rapporto esclusivo) ma ciò che La invito ad attenzionare sono le sue sensazioni, le sue emozioni. La nostra mente ci porta a pensare ed immaginare situazioni legate a nostre paure o preoccupazioni e ci distrae dalla realtà che viviamo. Le reazioni del suo compagno che descrive fanno immaginare che non ci sia totale trasparenza e chiarezza, per questo, La invito ad ascoltare il suo corpo, il suo cuore quando è in compagnia del suo "fidanzato". Si fidi delle sue emozioni, le ascolti ... loro non la tradiranno mai!
Buongiorno, è comprensibile che dopo aver scoperto una bugia lei faccia fatica a fidarsi. Quando una frequentazione sta diventando importante, sapere che l'altra persona ha avuto un rapporto con qualcun'altra può mettere in discussione non solo ciò che è successo, ma anche la propria capacità di capire quanto ci si possa fidare. Ad oggi avete parlato chiaramente e lui ha detto di condividere la sua richiesta di esclusività. A questo punto, però, non è necessario decidere immediatamente se fidarsi ciecamente oppure chiudere il rapporto. La fiducia può essere ricostruita nel tempo attraverso i comportamenti, verificando se ciò che dice trova riscontro in ciò che fa. Per quanto riguarda le altre ragazze, il fatto che scriva loro non costituisce automaticamente un campanello d'allarme. Dipende dal contenuto delle conversazioni e soprattutto dagli accordi che avete preso come coppia. Allo stesso modo, il fatto che non le mostri spontaneamente le chat non significa necessariamente che abbia qualcosa da nascondere. Una relazione sana non dovrebbe richiedere un controllo costante del telefono dell'altro per poter stare tranquilli. Anzi, cercare continuamente rassicurazioni controllando messaggi, social o comportamenti rischia di dare un sollievo momentaneo senza risolvere il problema di fondo: la fiducia non nasce dalla possibilità di controllare tutto ciò che l'altro fa. Potrebbe quindi essere più utile dirgli con chiarezza che quello che è successo ha messo in difficoltà la sua fiducia. Spiegare cosa vuol dire esclusività per lei e poi osservare nel tempo come si comporta. Non deve necessariamente scegliere tra "mi fido completamente" e "non mi fido per niente". Può concedersi il tempo di capire se questa persona è effettivamente affidabile. E soprattutto, cerchi di non trasformare la questione in una gara a trovare il prossimo "campanello d'allarme". La domanda più utile potrebbe essere: "Nel complesso, questa relazione mi permette di sentirmi rispettata e tranquilla, oppure mi costringe continuamente a controllare e dubitare?". Cordialmente
Capisco la sua confusione: quando una persona ci ferisce e viene meno alla nostra fiducia, è normale iniziare a dubitare anche di ciò che prima sembrava spontaneo e sicuro. Avete parlato apertamente di cosa significhi per voi questa frequentazione e lei ha espresso con chiarezza il bisogno di esclusività. A questo punto, forse, più che cercare ulteriori prove o controllare le sue conversazioni, può essere utile osservare nel tempo quanto i suoi comportamenti siano coerenti con ciò che le ha detto. Il fatto che non le abbia mostrato le chat, di per sé, non è necessariamente un campanello d’allarme: anche all’interno di una relazione è importante mantenere uno spazio personale e di privacy. Allo stesso tempo, però, è comprensibile che dopo quanto accaduto lei senta il bisogno di maggiore rassicurazione. Dargli un’altra possibilità non significa dover dimenticare ciò che è successo né obbligarsi a fidarsi subito. La fiducia può essere ricostruita gradualmente, attraverso comportamenti coerenti nel tempo. E forse la domanda più importante, oltre a “posso fidarmi di lui?”, è: “in questa relazione riesco a sentirmi rispettata, tranquilla e al sicuro?”.
Buongiorno, nonostante abbiate definito che la vostra relazione sia semplicemente una frequentazione mi pare in realtà che lei si aspetti dall'altra parte ancora un comportamento che tuteli la sua esclusività al pari di come invece accadrebbe in una relazione di coppia a tutti gli effetti. E' probabile che i vostri problemi nascano proprio da li, ossia da voler cose differenti. Nel caso questa conoscenza per lei fosse divenuta altro varrebbe la pena interrogarsi quanto valga la pena restare in un unione nella quale si percepisce di non esser ricambiati nella modalità che si vorrebbe. Cordiali saluti Dott. Diego Ferrara
Mi dispiace per la confusione e il dolore che sta vivendo. In una frequentazione che sta diventando emotivamente importante, il punto centrale non è controllare tutte le chat o ottenere rassicurazioni continue, ma capire se esistono fiducia, coerenza e confini condivisi. Lei ha fatto una richiesta chiara: se il rapporto è una frequentazione, desidera esclusività. Lui ha detto di essere d’accordo, quindi ora non servono promesse generiche, ma comportamenti coerenti nel tempo. Il fatto che abbia mentito una volta rende comprensibile la sua fatica a fidarsi; tuttavia, trasformare il rapporto in verifica continua rischia di aumentare ansia, sospetto e dipendenza dalle sue conferme. Più che chiedersi se ogni chat sia un campanello d’allarme, dovrebbe osservare se lui riconosce davvero la ferita, se rispetta l’accordo e se lei riesce a stare in questo legame senza sentirsi costantemente in allerta. Iniziare un supporto psicologico online o in presenza può aiutarla concretamente a distinguere intuizione, paura, bisogno di controllo e tutela di sé, così da decidere con maggiore lucidità se continuare o fare un passo indietro. un caro saluto. Dott. Giulio Blasilli
Buongiorno giovane apprendista delle cose dell'amore, certo stai vivendo un bel dilemma, ma sappi che se ne può uscire senza impazzire ... e le vie percorribili sono molte. Un saluto cordiale Dott.ssa Marzia Sellini
Capisco quanto questa situazione possa essere destabilizzante: non è solo il fatto che sia andato a letto con un'altra ragazza, ma soprattutto il fatto che dopo aver costruito con lui una quotidianità e un coinvolgimento, oggi ti trovi a non sapere più quanto poter credere alle sue parole. Da un punto di vista cognitivo-costruttivista, forse la domanda non è tanto “devo fidarmi di lui oppure no?”, quanto “che cosa è cambiato dentro di me dopo quello che è successo?”. Una volta che si rompe una certa continuità, è naturale iniziare a cercare segnali, controllare le chat, interpretare comportamenti e chiedersi se ogni dettaglio sia un campanello d'allarme. Il rischio, però, è entrare in una ricerca di certezza che nessuna verifica potrà davvero garantire. Il punto importante è che tu hai già espresso con chiarezza il tuo significato della relazione: per te, se questa è una frequentazione, deve esserci esclusività. Lui ha detto di essere d'accordo. A questo punto non puoi controllare ciò che farà, ma puoi osservare nel tempo se le sue azioni saranno coerenti con ciò che ha dichiarato. E il fatto che non ti abbia mostrato le chat non costituisce necessariamente una prova di qualcosa: anche la richiesta di vedere il telefono, così come il bisogno di rassicurazioni continue, può diventare un modo per cercare di ridurre un'incertezza che appartiene inevitabilmente alle relazioni. Forse, più che decidere oggi se fidarti completamente o non fidarti affatto, puoi concederti di stare in una posizione intermedia: “Sono stata ferita e quindi oggi faccio più fatica a fidarmi; osserverò come questa persona si comporterà nel tempo”. La fiducia, infatti, non è un atto di fede, ma qualcosa che può essere ricostruito attraverso esperienze coerenti e ripetute. E soprattutto, prova a chiederti non soltanto “posso fidarmi di lui?”, ma anche “di che cosa ho bisogno per sentirmi rispettata e sufficientemente al sicuro in questa relazione?”. Questa domanda può aiutarti a tornare dal controllo dell'altro all'ascolto di te stessa.
Salve, comprendo l'intenso disorientamento e la sensazione di smarrimento che sta vivendo. Quando in una relazione il legame inizia ad approfondirsi e a richiedere un reciproco impegno, la scoperta di un'omissione o di una rottura della fiducia genera inevitabilmente un profondo contrasto interno tra la spinta ad affidarsi e il bisogno di proteggersi. Più che cercare una regola esterna su "cosa si fa" o tentare di decifrare le intenzioni dell'altro, può essere utile interrogarsi su come lei si sente all'interno di questo spazio di incertezza. Il dubbio che sente e la difficoltà a fidarsi sembrano parlarci del confine, oggi incrinato, tra il suo bisogno di sicurezza e ciò che questa situazione le restituisce. Un percorso d'ascolto psicologico potrebbe offrirle uno spazio sicuro per esplorare queste tensioni, permettendole di chiarire cosa sia per lei davvero sostenibile e desiderabile in una relazione.
Gentilissima, è molto difficile prevedere se il comportamento del ragazzo sarà reiterato o meno. Piuttosto sarebbe opportuno prendere consapevolezza dei propri vissuti nella relazione con l'altra persona. L'insofferenza, il sospetto, la scarsa fiducia non sono alleate nelle relazioni affettive. Non possiamo prevedere il futuro, ma guardare al presente.
Più che chiedersi subito “mi fido o non mi fido?”, forse può essere utile osservare cosa succede da adesso in poi. Avete chiarito che per lei una frequentazione implica esclusività e lui ha detto di essere d’accordo. La fiducia però, dopo una menzogna, difficilmente si ristabilisce con una rassicurazione, si ricostruisce nel tempo, attraverso comportamenti coerenti con ciò che ci si è detti. Il fatto che non le abbia mostrato le chat, da solo, non è necessariamente un campanello d’allarme. In una relazione resta anche uno spazio di privacy personale. La domanda più importante è un’altra: per sentirsi tranquilla ha bisogno di controllare, oppure sente che può gradualmente tornare a fidarsi osservando come lui si comporta? Se per stare nella relazione fosse necessario verificare continuamente messaggi, persone e intenzioni, probabilmente il problema non sarebbero più soltanto le altre ragazze, ma la sicurezza stessa che lei sente dentro questo rapporto.
Buongiorno, non credo che la soluzione sia controllare le sue chat: la rassicurerebbe forse nell’immediato, ma rischierebbe di trasformare la relazione in una continua ricerca di prove. Il punto è che la fiducia è stata incrinata e non può essere ristabilita semplicemente chiedendole di credergli. Avete chiarito che per Lei la frequentazione implica esclusività e lui ha accettato: adesso saranno soprattutto la coerenza e i comportamenti nel tempo a dirle quanto le sue parole siano affidabili. Nel frattempo, provi a chiedersi non solo «posso fidarmi di lui?», ma anche «questa relazione, così com’è, mi fa stare bene?». Dr. Giuseppe Mirabella
Purtroppo o per fortuna, non esiste un "cosa si fa in queste situazioni". Ogni situazione si crea dall'incastro tra le due parti. Se la situazione che sta vivendo le crea confusione e uno stato di malessere, probabilmente c'è una dinamica relazionale disfunzionale in atto. La invito ad effettuare un colloquio psicologico per capire quale sia e come risolverla.
Buongiorno, grazie per aver condiviso così apertamente quello che sta vivendo. È comprensibile che dopo aver scoperto che lui è andato a letto con un’altra persona e aver saputo che le aveva mentito, oggi faccia più fatica a fidarsi e che siano comparsi dubbi e pensieri sul significato dei suoi comportamenti. Quando la fiducia viene messa in discussione, è normale cercare segnali che possano confermare o smentire i propri timori. Non credo però che esista una risposta giusta o sbagliata alla domanda “devo fidarmi di lui?”. Allo stesso modo, il fatto che non le abbia mostrato le chat con altre ragazze non costituisce di per sé una prova né che la stia tradendo né che sia completamente trasparente. Cercare continuamente nuove conferme, controllare le chat o interpretare ogni comportamento come un possibile campanello d’allarme rischia anzi di alimentare ulteriormente l'ansia e l'incertezza. Forse la domanda più utile può essere un'altra: “Dopo quello che è successo, sono disposta a continuare questa frequentazione su queste basi, accettando che in questo momento non posso avere la certezza assoluta di ciò che farà?”. Lei ha espresso chiaramente il suo bisogno di esclusività e gli ha dato la possibilità di dirle apertamente se non condivideva questa impostazione. A questo punto sarà importante osservare nel tempo la coerenza tra ciò che dice e ciò che fa. Può anche essere utile chiedersi se la fiducia, pur essendo stata danneggiata, può essere gradualmente ricostruita attraverso i comportamenti, oppure se per lei quello che è accaduto ha modificato in modo significativo la possibilità di vivere serenamente questa relazione. Non è quindi necessario decidere immediatamente se fidarsi completamente o chiudere il rapporto. Può concedersi un po' di tempo per osservare la situazione e, soprattutto, ascoltare come sta lei all'interno di questa frequentazione. Se però il rapporto dovesse portarla costantemente a controllare, dubitare e cercare rassicurazioni per riuscire a stare tranquilla, anche questo sarebbe un elemento importante da considerare nella scelta. Resto a disposizione.
Gentile utente, grazie per la condivisione. Inizierei chiedendole come mai si fidi di ciò che lui le dice, quando si è dimostrato chiaramente inaffidabile. Vede, ci sono due cose da notare, la prima è come per lei, il fatto che lui sia andato a letto con un'altra ragazza sia una chiara violazione di un'aspettativa di esclusività che viene dal frequentarsi. Secondo, mi interrogherei quindi su come questo ragazzo percepisca il vostro rapporto, anche per lui è davvero una frequentazione? magari sì, ma potrebbe anche essere che non siate allineati su cosa pensate di poter fare in una frequentazione, in parole povere, per lui non esiste esclusività; in questo caso però dovrebbe fare conti con una persona che ha un codice di comportamento e valori differenti dai suoi. Và inoltre notato che questo ragazzo ha parlato di "errore" dopo che lei lo ha scoperto, e questo è importante, perchè lui non ha parlato chiaramente. Come mai stava cercando di nascondere ciò che era successo? Potrebbe essere che attribuire l'accaduto ad un errore fosse solo un modo per calmarla senza prendersi le sue responsabilità? Al momento sappiamo cosa lei vorrebbe da un rapporto, ma sembra che questo ragazzo tenda a sfuggire da certi discorsi e certe tematiche, inoltre le sue azioni contraddicono le sue parole (es: continua a scrivere a ragazze). Le consiglierei quindi di domandarsi seriamente se si fida di questa persona, e, pur sapendo che è molto doloroso; se lei stessa si chiede se questa cosa delle chat sia un campanello di allarme o meno, se non abbia già la risposta ma non la voglia vedere. Le auguro un buon proseguimento, cordiali saluti, dott. Niccolò Orsi Bandini.
Buongiorno, è del tutto comprensibile che dopo una bugia la fiducia sia fragile e che lei cerchi rassicurazioni. Tuttavia, controllare le chat difficilmente restituirebbe serenità: la fiducia si ricostruisce osservando nel tempo la coerenza tra parole e comportamenti. Avete chiarito il vostro bisogno di esclusività; ora valuti soprattutto se lui lo rispetta e se questa relazione riesce a farla sentire nuovamente al sicuro.
Buongiorno, non c'è un modo giusto o sbagliato per queste situazioni. Devi capire cosa ti senti di fare, se provare a fidarsi dopo il vostro confronto o meno.
Gentile utente, Il senso di disorientamento e di forte ansia che sta provando è del tutto comprensibile. Quando la fiducia viene incrinata proprio nel momento in cui un rapporto sta diventando più importante, è naturale che la mente vada in sovraccarico alla ricerca di certezze o di segnali che confermino la trasparenza dell'altro. In una frequentazione che sta evolvendo verso un'esclusività condivisa, le parole e le rassicurazioni verbali hanno un peso, ma sono i fatti e la coerenza nel tempo a fare la differenza. Aver chiarito le sue aspettative e aver richiesto un patto di esclusività è stato un passo importante di tutela personale, ma la fiducia non si riattiva automaticamente con un semplice accordo: richiede tempo per essere ricostruita, specialmente dopo che c'è stata una menzogna. Rispetto ai dubbi sulle chat e sul bisogno di rassicurazioni, il punto centrale spesso non è solo la presenza di un ipotetico campanello d'allarme o il confine della privacy individuale, quanto il clima di ipervigilanza che si viene a creare. Trovarsi costantemente nella posizione di dover interpretare i comportamenti altrui, valutare le intenzioni o cercare conferme può diventare un'esperienza logorante, che sposta il focus dal piacere di stare insieme all'ansia del controllo. Quando ci si chiede cosa fare in questi casi, può essere utile spostare l'attenzione dalle intenzioni dell'altro al proprio stato di benessere attuale, chiedendosi quanta serenità e quanta incertezza questo rapporto stia portando nella sua vita quotidiana. Un percorso di consultazione psicologica individuale può offrirle uno spazio protetto in cui fare chiarezza sui propri confini emotivi, elaborare la ferita della fiducia tradita e capire come tutelarsi al meglio. Cordiali saluti.
Buongiorno, capisco il suo dubbio: quando una persona ci ha mentito, è normale che la fiducia venga messa in discussione, soprattutto quando il rapporto sta diventando importante. Allo stesso tempo, controllare le chat o cercare continue conferme difficilmente permette di sentirsi davvero al sicuro. Più che cercare una certezza assoluta, può essere utile osservare nel tempo se le parole di questa persona vengono accompagnate da comportamenti coerenti e se i vostri confini e bisogni vengono rispettati. Anche la sua difficoltà a fidarsi merita di essere ascoltata: capire cosa le serve per sentirsi sicura in una relazione e come gestire il timore di essere nuovamente delusa può aiutarla a vivere questo rapporto con maggiore serenità. Un percorso psicologico potrebbe essere uno spazio utile per approfondire questi aspetti. Dott.ssa Noemi Anguilano
Capisco perché tu sia così destabilizzata. La ferita non riguarda solo il fatto che lui sia andato a letto con un’altra persona, ma soprattutto che tu abbia scoperto qualcosa che lui non ti aveva detto. Quando viene meno la trasparenza, spesso non si mette in dubbio solo quell’episodio: si comincia a chiedersi quanto di ciò che si è vissuto fosse davvero come lo si pensava. Per questo è normale che ora tu faccia fatica a fidarti anche quando lui ti rassicura. La fiducia, dopo una menzogna, non si ricostruisce con una promessa sola, ma attraverso coerenza, chiarezza e comportamenti affidabili nel tempo. Il fatto che non ti mostri le chat, da solo, non significa necessariamente che ci sia qualcosa da nascondere. Ha diritto alla sua privacy. Però, dopo ciò che è successo, è comprensibile che tu abbia bisogno di maggiore trasparenza e disponibilità al confronto. Più che chiederti “devo credergli?”, prova a osservare: si comporta in modo coerente con l’esclusività che avete concordato? Riesce a comprendere davvero la ferita che ti ha provocato, senza minimizzarla o ribaltarla su di te? Questo è il punto centrale. Non devi controllare tutto per sentirti al sicuro, ma nemmeno fare finta che la fiducia non sia stata incrinata.
Capisco il suo dubbio, perché quando una persona ci dice una cosa e poi scopriamo che in precedenza ci ha mentito, la difficoltà non riguarda più soltanto quello che è successo, ma anche la possibilità di fidarsi della nostra stessa capacità di giudicare ciò che abbiamo davanti. C'è però una distinzione importante da fare. Lei non ha bisogno di decidere oggi se quest'uomo sia completamente affidabile oppure completamente inaffidabile. Può osservare quello che farà da questo momento in poi. Il fatto che sia andato a letto con un'altra ragazza non può essere valutato senza considerare quali fossero gli accordi tra voi in quel momento. Se non avevate ancora definito un'esclusività, non necessariamente si tratta di un tradimento. Diverso è il fatto che, se glielo ha chiesto e lui ha scelto di mentirle, quella menzogna abbia inevitabilmente avuto un effetto sulla fiducia. E questo merita di essere riconosciuto senza minimizzarlo. Mi sembra invece molto significativo che successivamente abbiate parlato chiaramente e che lei gli abbia detto quale fosse il suo bisogno: se questa frequentazione deve continuare, per lei è necessaria l'esclusività; se per lui non è così, preferisce saperlo e decidere liberamente cosa fare. Questa è una posizione molto più sana del cercare di indovinare. A questo punto, però, attenzione a non trasformare la relazione in un'indagine. “Fammi vedere le chat”, “perché non mi fa vedere il telefono?”, “se non me lo mostra significa che nasconde qualcosa?” sono domande che possono sembrare finalizzate a ottenere rassicurazione, ma rischiano di creare un meccanismo nel quale ogni rassicurazione ne richiede immediatamente un'altra. Anche se oggi lei vedesse quelle conversazioni, domani potrebbe chiedersi se abbia cancellato qualcosa, se abbia usato un altro canale, se abbia scritto diversamente a un'altra persona. E alla fine la fiducia non sarebbe mai realmente costruita: sarebbe semplicemente sottoposta a controlli continui. Il fatto che lui non le abbia mostrato spontaneamente le chat, quindi, non è di per sé la prova che ci sia qualcosa di sospetto. D'altra parte, nemmeno il fatto che dica “non c'è malizia” costituisce una garanzia assoluta. La cosa più significativa sarà vedere se il suo comportamento complessivo è coerente con ciò che avete concordato. Perché la fiducia, soprattutto dopo una bugia, non si ricostruisce attraverso una singola spiegazione convincente. Si ricostruisce nel tempo, attraverso una serie di comportamenti coerenti. Lei potrà osservare se mantiene gli accordi presi, se è trasparente senza che lei debba interrogarlo continuamente, se quando emerge un problema riesce ad affrontarlo invece di negarlo o nasconderlo, e soprattutto se ciò che dice corrisponde a ciò che fa. E c'è un altro aspetto che trovo molto interessante nella sua domanda. Lei dice: “A parti inverse probabilmente avrei aperto le chat per rassicurare la persona che ho davanti”. Ma il fatto che lei lo farebbe non significa necessariamente che l'altro debba comportarsi nello stesso modo. Le persone hanno modalità diverse di vivere la privacy, la trasparenza e la rassicurazione. La domanda non dovrebbe essere “fa esattamente ciò che farei io?”, ma “il suo modo di comportarsi è compatibile con gli accordi e con il tipo di relazione che desidero?”. Forse la questione più importante, quindi, non è nemmeno stabilire se quelle ragazze rappresentino un pericolo. È capire se lei riesce a stare in questa relazione senza trasformarsi nella persona che controlla, verifica, interpreta ogni dettaglio e cerca continuamente segnali che confermino o smentiscano la fedeltà dell'altro. Perché può esserci un momento in cui bisogna anche accettare una cosa molto difficile nelle relazioni: non possiamo avere la certezza assoluta che l'altra persona non ci farà mai del male. Possiamo scegliere qualcuno sulla base di ciò che osserviamo, comunicare chiaramente i nostri limiti e poi vedere come si comporta. Se un giorno dovesse tradire nuovamente un accordo, lei potrà decidere cosa fare. Ma vivere già oggi come se quel tradimento dovesse necessariamente accadere significa anticipare una sofferenza che ancora non esiste. Io proverei quindi a spostare la domanda da “posso fidarmi di lui?” a “che cosa dovrebbe accadere, concretamente, perché io possa tornare gradualmente a fidarmi?”. E ancora: “Quanto tempo sono disposta a concedere perché questa fiducia si ricostruisca, senza però rinunciare ai miei confini?”. Non deve né fidarsi ciecamente né diventare la detective della relazione. Può semplicemente osservare. E forse c'è una domanda ancora più profonda: lei teme maggiormente che lui possa effettivamente tradire nuovamente l'accordo, oppure teme di non accorgersene in tempo e di ritrovarsi nuovamente nella posizione di quella che scopre qualcosa dopo che è già successo? Perché nel secondo caso il problema non riguarda soltanto ciò che lui farà, ma anche quanto sia difficile per lei tollerare l'incertezza che inevitabilmente esiste in qualsiasi legame affettivo. E questo è un tema che vale la pena approfondire, soprattutto se sente che il bisogno di rassicurazione e controllo rischia di diventare più grande della relazione stessa.
Capisco quanto questa situazione possa generare confusione e insicurezza, soprattutto perché mentre il rapporto stava diventando più importante è accaduto qualcosa che ha incrinato la fiducia che stava nascendo. Non credo che il punto sia controllare le sue chat o cercare continuamente prove che possano rassicurarla: probabilmente quella rassicurazione durerebbe poco. La domanda più importante è se, dopo aver chiarito insieme il significato di esclusività, i suoi comportamenti saranno coerenti con ciò che vi siete detti. La fiducia, soprattutto dopo una menzogna, non si decide da un giorno all’altro: può essere ricostruita attraverso tempo, trasparenza e coerenza. Il fatto che non le abbia mostrato spontaneamente le conversazioni non rappresenta necessariamente, da solo, un campanello d’allarme; può però essere utile chiedersi di cosa avrebbe bisogno lei per sentirsi nuovamente al sicuro in questa relazione e quali siano i suoi confini non negoziabili. Più che costringersi a scegliere subito tra “mi fido” e “non mi fido”, può concedersi il tempo di osservare se alle parole che lui le ha detto seguiranno comportamenti capaci di restituirle fiducia.
Gentile Utente, si sente fortissima la rabbia, l'agitazione e il senso di disorientamento che sta vivendo in questo momento. Passare da una sensazione di fluidità e bellezza condivisa all'improvviso smarrimento di non sapere più su cosa sta appoggiando i piedi è un'esperienza che scuote dalle fondamenta. In quello che descrive c'è una spaccatura evidente: da una parte ci sono le parole, le rassicurazioni e i patti concordati a tavolino; dall'altra c'è il suo corpo, la sua pancia che continua a rimanere in allarme. Lei sta cercando di risolvere questo strappo attraverso la testa, diventando quasi un'investigatrice di segnali, chiedendosi se la mancanza di trasparenza sulle chat sia un campanello d'allarme, se credergli o meno, cosa sia "giusto" fare. Ma la fiducia non è un concetto intellettuale né un contratto che si stipula a parole. La fiducia è una sensazione fisica di appoggio, sicurezza e rilassamento. Quando viene interrotta da una menzogna, il contatto spontaneo si spezza e lascia il posto a uno stato di ipervigilanza. In questo momento lei è costantemente proiettata verso l'esterno, verso il telefono di lui, verso le sue intenzioni, verso la domanda "perché lo fa e cosa c'è sotto?". Il punto di svolta qui non è scoprire cosa c'è nella testa di lui o in quelle chat, ma tornare nel qui e ora di ciò che sta vivendo lei. Provi a spostare lo sguardo da lui a se stessa in questo preciso istante. Come sta il suo corpo mentre aspetta una rassicurazione che non arriva? Che sapore ha la sua giornata mentre resta incastrata nel dubbio e nel controllo? Stare in questo stato di sospetto continuo le sta dando nutrimento o la sta letteralmente prosciugando? Lei ha già fatto un atto di grande chiarezza esprimendo il suo bisogno di esclusività. Ora si tratta di guardare la realtà per quella che è, senza addolcirla: se l'altro non le offre spontaneamente la trasparenza di cui lei ha bisogno per stare serena, la risposta non sta nel chiedergli di cambiare o nel mendicare conferme, ma nel prenderne atto. Non si tratta di decidere in modo astratto se fidarsi o no, ma di sentire fin dove lei è disposta a sacrificare la propria tranquillità per restare in una situazione che ad oggi le genera ansia. Il suo confine non è un patto scritto con lui: è il limite della sua serenità. Ascolti quella contrazione che sente dentro, perché le sta già dicendo esattamente dove si trova e di cosa ha davvero bisogno per tornare a respirare.
«Credo che impazzirò.» Non è un modo di dire. Dice quanto sta lavorando la sua testa in questi giorni. Lei chiede se fidarsi. Intanto però guardiamo com'è fatto adesso quel rapporto: c'è stata una bugia, poi un accordo, e da lì in avanti il suo compito è verificare. Le chat che non ha visto, i campanelli d'allarme, le possibilità concesse. Uno si spiega, l'altro controlla. Anche se lui da domani fosse impeccabile, quel posto lì resta scomodo. Forse la domanda non è se lui sia affidabile. È: cosa le sta costando restare in attesa di scoprirlo? Quando si sta più in allerta che bene, di solito una risposta scritta non basta. Un percorso psicologico serve proprio a guardare cosa tiene una persona ferma in quell'attesa. Da un racconto solo non si valuta. Se vuole parlarne, sul mio profilo trova un primo colloquio conoscitivo di 20 minuti, gratuito, che si prenota direttamente in agenda. Ricevo online. Dott.ssa Alessia Cipriano, psicologa clinica
Buonasera, è comprensibile che dopo una bugia la fiducia vacilli. Tuttavia, non cercherei rassicurazioni attraverso il controllo delle chat: può calmare l’ansia momentaneamente, ma non costruisce fiducia tra di voi. Lei ha espresso chiaramente il suo bisogno di esclusività e lui ha detto di condividerlo. Saranno i suoi comportamenti nel tempo a confermare o smentire le sue parole. Se però sente che il dubbio e l’ansia stanno diventando difficili da gestire, potrebbe essere utile parlarne anche con una psicologa, per comprendere meglio ciò di cui ha bisogno e affrontare questa situazione con maggiore serenità.
Buongiorno, credo sia utile distinguere due momenti della vostra storia. All'inizio descrive una situazione “leggera”, che progressivamente è diventata una frequentazione affettivamente più significativa. Non è chiaro se, quando lui ha avuto il rapporto con un'altra ragazza, aveste già concordato esplicitamente l'esclusività. Questo elemento è importante per comprendere ciò che è accaduto, anche se naturalmente non cambia il fatto che la scoperta abbia incrinato la sua fiducia. Oggi, però, qualcosa è diventato più chiaro: lei ha espresso ciò di cui ha bisogno per continuare questa frequentazione — l'esclusività — e gli ha lasciato anche la possibilità di dirle apertamente se desiderasse qualcosa di diverso. Lui ha dichiarato di condividere questa scelta. A questo punto forse la domanda non può essere “come faccio ad avere la certezza che non mi menta?”, perché nessuna relazione può offrirci una garanzia assoluta sulle intenzioni dell'altro. La fiducia si costruisce anche accettando una quota di incertezza e osservando, nel tempo, se ciò che una persona dice trova continuità nei suoi comportamenti. Rispetto alle chat, comprendo il desiderio di vederle per tranquillizzarsi, ma non considererei automaticamente il fatto che non gliele abbia mostrate come un campanello d'allarme. Avere una relazione esclusiva non significa necessariamente rinunciare a ogni spazio di privacy. Se per sentirsi al sicuro dovesse progressivamente avere bisogno di controllare conversazioni, telefono o contatti, il rischio sarebbe quello di cercare attraverso il controllo una certezza che difficilmente il controllo riuscirebbe a darle stabilmente. Può invece osservare cosa accade concretamente tra voi adesso: se lui rispetta l'accordo che avete costruito, se riesce a essere trasparente quando emergono questioni delicate, se c'è disponibilità al confronto e soprattutto come si sente lei nella relazione quando non può verificare tutto. Mi sembra che lei abbia già fatto qualcosa di importante: ha riconosciuto il proprio limite e lo ha espresso chiaramente, dicendo anche che, se lui desiderasse una relazione diversa, sarebbe libera di decidere se quella relazione possa andare bene per lei. Adesso forse non si tratta né di fidarsi ciecamente né di diventare investigatrice. Può concedere alla relazione il tempo necessario perché siano i comportamenti, più delle rassicurazioni o delle chat mostrate, a dirle se l'accordo che avete costruito viene realmente condiviso da entrambi. Un caro saluto, Dott.ssa Cinzia Scirè Psicologa e Mediatrice Familiare
Ricostruire la fiducia dopo un episodio simile richiede tempo, e non esiste una prova definitiva capace di dare certezza assoluta sulle intenzioni di un'altra persona. Ciò che può osservare, più che le parole, è la coerenza dei comportamenti nel tempo: la trasparenza spontanea, senza che lei debba chiederla, e il modo in cui lui gestisce le situazioni ambigue quando si presentano. È comprensibile cercare dei segnali per sentirsi più sicura, ma vale la pena chiedersi anche se questa condizione di allerta costante sia sostenibile per lei nel tempo, indipendentemente da come lui si comporterà. La fiducia si ricostruisce gradualmente attraverso i fatti, non con un'unica verifica risolutiva, e concedersi il tempo di osservare, senza rincorrere continue rassicurazioni, sarà la guida più utile.
Capisco il tuo dubbio: quando scopri che una persona ti ha mentito, è naturale iniziare a chiedersi se sia ancora possibile fidarsi. Ma forse il punto è proprio distinguere la fiducia dal bisogno di avere continuamente delle prove. Tu hai già fatto una cosa importante: gli hai detto chiaramente che per te una frequentazione implica esclusività e gli hai dato la possibilità di dirti sinceramente se per lui fosse diverso. Lui ti ha detto di essere d'accordo. A questo punto, più che controllare le chat o cercare altri campanelli d'allarme, puoi osservare nel tempo se i suoi comportamenti sono coerenti con quello che ti ha detto. Il fatto che non ti abbia mostrato le conversazioni con altre ragazze, ad esempio, non dimostra né che ci sia qualcosa di nascosto né il contrario. Potresti chiedergli continuamente rassicurazioni, controllare il telefono o cercare segnali, ma difficilmente arriveresti a quella certezza assoluta che stai cercando. Anzi, il controllo potrebbe diventare proprio il modo attraverso cui l'insicurezza continua ad alimentarsi. Questo non significa dover ignorare ciò che è successo: una bugia è un dato da tenere presente e la fiducia, dopo una cosa del genere, può avere bisogno di essere ricostruita. Ma puoi farlo osservando la sua coerenza nel tempo, senza trasformarti nella persona incaricata di verificare che non ti stia mentendo. Forse quindi la domanda non è tanto “come posso essere sicura che non mi tradirà più?”, perché una certezza del genere nessuno può dartela. Piuttosto: “Dopo quello che è successo, posso scegliere di vedere cosa farà, senza controllarlo continuamente?” E se nel tempo emergeranno comportamenti incompatibili con l'accordo che avete preso, allora avrai elementi concreti su cui decidere. Sono disponibile per un colloquio online, saluti.
Buongiorno, sono la Dott.ssa Morena, psicologa. Capisco il suo dubbio: quando scopriamo che una persona ci ha mentito, anche una promessa successiva può non essere sufficiente a farci sentire nuovamente al sicuro. Però credo sia importante distinguere tra fidarsi e cercare continuamente delle prove per poterlo fare. Il fatto che lui non le abbia mostrato le chat, da solo, non permette di concludere che ci sia qualcosa da nascondere. Allo stesso modo, non può avere la certezza assoluta che ciò che le dice sia vero. Avete però già fatto una cosa importante: avete parlato chiaramente di cosa significhi per entrambi questa frequentazione e lei ha espresso il suo bisogno di esclusività. A questo punto può osservare nel tempo se alle parole seguono comportamenti coerenti, senza trasformarsi nella persona che deve controllare, verificare o “smascherare” l'altro. La domanda forse non è soltanto “posso fidarmi di lui?”, ma anche “di cosa ho bisogno per sentirmi al sicuro in una relazione e cosa farò se questi bisogni non verranno rispettati?”. Se sente che questo episodio ha fatto nascere un'ansia che la porta a controllare e cercare continuamente rassicurazioni, può scrivermi. Possiamo capire insieme come ritrovare un po' di serenità senza rinunciare ai suoi confini.
E' importante che in questi momenti di difficoltà riesca ad affidarsi a un terapeuta che sappia realmente aiutarla a conoscere e gestire i propri vissuti emotivi in merito. A presto, Dott. Salvatore Di Costanzo
Buongiorno, credo che in questo momento lei stia cercando una certezza che, purtroppo, nessuna chat aperta potrebbe darle davvero. Anche se lui le mostrasse tutto oggi, probabilmente domani potrebbe tornare il dubbio su qualcosa che non ha visto. La questione secondo me è un'altra. All'inizio non avevate stabilito un'esclusività e lui è andato con un'altra ragazza. Questo può averla ferita molto, ma adesso avete fatto qualcosa di diverso, avete parlato chiaramente di cosa state costruendo e lei gli ha detto di cosa ha bisogno per continuare. Lui ha accettato. A questo punto forse non serve controllare, ma osservare. Vedere se da ora in poi le sue parole e i suoi comportamenti saranno coerenti. La fiducia non si decide in una sera e nemmeno si recupera mostrando il telefono, si costruisce nel tempo. Sul fatto che scriva ad altre ragazze, non lo considererei automaticamente un campanello d'allarme. Dipende da come lo fa, dal tipo di rapporto e soprattutto dagli accordi che avete preso tra voi. Pretendere di leggere le conversazioni rischierebbe invece di portarvi rapidamente in una dinamica di controllo. Proverei quindi a chiedermi una cosa molto semplice. “Di cosa avrei bisogno di vedere nei suoi comportamenti, nelle prossime settimane, per sentirmi piano piano più tranquilla?” Se invece sente che qualsiasi cosa lui faccia non riesce più a rassicurarla, potrebbe essere utile approfondire questa paura in un percorso psicologico, anche per capire quanto appartenga a ciò che è successo tra voi e quanto tocchi ferite precedenti. Un caro saluto, Dott.ssa Alina Mustatea Psicologa Clinica, Psicologa Giuridica e Psicodiagnosta
Gentile, La ringrazio per la fiducia e per la grande chiarezza con cui descrive un vissuto emotivo così tormentato. La sensazione di "stare per impazzire" che lei riporta nell'incipit è una reazione del tutto fisiologica quando ci si trova all'interno di una dissonanza cognitiva: da un lato ci sono le rassicurazioni verbali del partner, dall'altro ci sono comportamenti chiari che continuano ad alimentare il dubbio e l'insicurezza. Quando quello che una persona dice non corrisponde a quello che una persona fa, la nostra mente va in cortocircuito e attiva uno stato di allarme e iper-vigilanza costante. Proviamo ad analizzare insieme i nodi principali della sua situazione per aiutarla a ritrovare lucidità: 1. Il valore delle parole vs. la realtà dei fatti Lei ha gestito la situazione con grande maturità e chiarezza, offrendogli un confronto aperto e la possibilità di ritrattare il patto di esclusività senza conseguenze drammatiche. Lui ha detto di essere d'accordo con la sua richiesta. Tuttavia, in psicologia delle relazioni occorre ricordare un principio fondamentale: le persone ambivalenti o poco mature raramente usano la "via d'uscita" che viene loro offerta. Spesso dicono di sì all'esclusività per non perdere i vantaggi, l'affetto e la presenza della partner; Allo stesso tempo, continuano a mantenere comportamenti ambigui all'esterno (come il contatto costante con altre ragazze) per alimentare la propria autostima o per non rinunciare alle attenzioni. 2. Le chat "senza malizia" e la trappola del controllo La sua domanda sul mostrare le chat per "rassicurare" tocca il cuore del problema della fiducia: Il campanello d'allarme: Il punto non è se lei debba o meno controllare il suo telefono. Il vero campanello d'allarme è che lei si trova in una relazione in cui sente la necessità di dover controllare per potersi fidare. Una persona davvero consapevole del dolore causato da un proprio "errore" (il tradimento pregresso) si adopererebbe spontaneamente per restituire limpidezza e serenità al legame, senza attendere che sia il partner a supplicare chiarezza. Se questo non avviene, la trasparenza rimane solo una promessa astratta. 3. La trappola dell'Iper-vigilanza ("Diventare investigatrici") Cercare di capire se scrive alle altre "con o senza malizia", valutare le sue parole e misurare i suoi passi la sta trasformando involontariamente nell'ispettrice della relazione. Questo ruolo è estenuante, consuma le sue energie e le toglie la dignità. La fiducia non è qualcosa che si "estorce" controllando le chat, ma un clima di sicurezza che si respira spontaneamente all'interno della coppia. Cosa fare concretamente in questa situazione? Per uscire dalla sensazione di impotenza, è necessario spostare il focus da "Cosa sta facendo lui?" a "Come sto io in questa relazione?": 1. Smettere di chiedere rassicurazioni a chi ha già dimostrato opacità: Continuare a fare domande o a chiedere conferme su altre ragazze mette lui nella posizione di dover rassicurare (o mentire) e lei nella posizione di non credergli. È un circolo vizioso che aumenta solo la sua ansia. 2. Osservare i fatti nel tempo, non le intenzioni dichiarate: Si dia un tempo limitato di osservazione senza rimanere incastrata nelle discussioni sui "massimi sistemi". Guardi come lui si comporta nella quotidianità: è presente, trasparente e rispettoso nei fatti, oppure continua a mantenere zone d'ombra? 3. Valutare il proprio confine di tollerabilità: Chieda a se stessa: "Sono disposta a vivere una frequentazione in cui devo continuamente dubitare di ciò che mi viene detto?". L'esclusività e il rispetto non dovrebbero essere una concessione che lui fa a lei, ma un valore condiviso fin dall'inizio. L'opportunità di uno spazio di ascolto psicologico Quando ci si spinge a tollerare ambiguità pur di non perdere una persona a cui ci si è affezionate, spesso si sta toccando una ferita più profonda legata alla paura dell'abbandono o della svalutazione. Un percorso di consultazione psicologica individuale le permetterebbe di: Elaborare la rabbia e la ferita legate al tradimento e alla bugia subita; Interrompere il meccanismo dell'ansia da controllo e dell'iper-vigilanza; Riconnettersi con i suoi reali bisogni affettivi, ritrovando la forza di pretendere una relazione basata su limpidezza, rispetto e sereno appoggio reciproco. Lei merita una storia d'amore in cui la fiducia sia la base di partenza, non un mistero da investigare ogni giorno. Un cordiale saluto, Dott.ssa Antonella Guiducci
È comprensibile che ora faccia fatica a fidarsi: le sue parole possono rassicurarla, ma la fiducia si ricostruisce soprattutto attraverso comportamenti coerenti nel tempo. Non è necessario controllare le chat per sentirsi al sicuro, né il fatto che non gliele mostri è automaticamente un campanello d’allarme. Si chieda: oggi questa frequentazione le dà serenità o la porta a vivere costantemente nel dubbio? Ha già espresso chiaramente il suo bisogno di esclusività: ora osservi se lui lo rispetta, senza sentirsi obbligata a ignorare ciò che prova. Se i suoi comportamenti non fossero coerenti con gli accordi, riuscirebbe a scegliere ciò che fa stare bene lei, anche rischiando di perderlo?
Gentile Utente, capisco la sua confusione. Quando una conoscenza comincia a diventare qualcosa di importante, scoprire che l'altra persona è stata con qualcun altro può ferire profondamente, soprattutto se si ha la sensazione di essere stati ingannati. Mi sembra però importante distinguere ciò che è accaduto prima e dopo il vostro accordo sull'esclusività. Questo non cancella il suo dolore, ma può aiutarla a comprendere meglio quali aspettative fossero condivise e quali no. Ora lui le ha detto di desiderare la stessa esclusività che desidera lei. Comprendo che vorrebbe una garanzia, soprattutto dopo aver scoperto una menzogna, ma **la fiducia non si ricostruisce attraverso le rassicurazioni di un momento, né necessariamente attraverso il controllo delle conversazioni private**. Non averle mostrato le chat, da solo, non dimostra che stia nascondendo qualcosa. Saranno piuttosto la coerenza dei suoi comportamenti nel tempo e la disponibilità a confrontarsi sinceramente a permetterle di capire se può fidarsi. Vorrei però chiederle una cosa: **come si sente oggi quando è con lui?** Riesce ancora a vivere questa conoscenza con piacere oppure si ritrova continuamente in allerta, alla ricerca di segnali che possano confermare i suoi timori? Può concedersi del tempo per osservare come evolve il rapporto, senza obbligarsi a fidarsi subito e senza sentirsi in dovere di continuare a frequentarlo. Perché non si tratta soltanto di capire se lui meriti la sua fiducia, ma anche di riconoscere **di che cosa ha bisogno lei per sentirsi serena in una relazione**. Un cordiale saluto, Marica Romano Psicologa
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