Ciao. Volevo chiedere se (da come ho sentito dire) era possibile tramite alcune gocce, o sciroppi, l

28 risposte
Ciao. Volevo chiedere se (da come ho sentito dire) era possibile tramite alcune gocce, o sciroppi, levare la dipendenza da alcool...
Non si tratta di una dipendenza da tutti i giorni ma da una volta al mese più o meno...vorrei eliminare completamente l'alcool
Dott.ssa Elisabet Persello
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Tavagnacco
Gentile utente, anche se l'uso o abuso di alcool è occasionale e non ancora una dipendenza, sarebbe bene prima di tutto parlarne con il suo medico curante, soprattutto per ciò che concerne l'eventuale introduzione di farmaci. In un secondo momento potrà prendere in considerazione un percorso psicoterapeutico anche se di breve durata, per intervenitre sulla necessità di assumere alcool, capire quali sono i processi che l'hanno condotta a farlo e mettere fine ad una risposta che spesso ha come base l'ansia.

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Dr. Ugo Ungaro
Psicologo, Psicoterapeuta
L'Aquila
Gentile Signore/a prima di valutare una possibile terapia farmacologica è buona prassi valutare la situazione clinica. Pertanto forse può essere utile per lei valutare l'opportunità di un consulto con uno psicoterapeuta per valutare la situazione e stabilire le eventuali attività. Sicuramente su questo sito potrò trovarne uno da contattare. Un cordiale saluto
Dott. Massimiliano La Paglia
Psicologo, Psicologo clinico, Professional counselor
Pescara
Salve, è difficile dare una risposta in quanto la richiesta è abbastanza scarna, bisognerebbe capire cosa ha sentito dire e a cosa fa riferimento, quindi se è ad appannaggio medico. Comprendere meglio l'uso di alcol che lei vive come dipendenza e questo sarebbe buono approfondirlo in ambito psicologico. La invito ad attivarsi ulteriormente contattando un professionista nella sua zona.
Saluti
Massimiliano
Dott.ssa Rebecca Silvia Rossi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Usmate Velate
Gentile utente, prima di assumere qualsiasi tipo di farmaco è sempre buona prassi effettuare una visita medica specialistica, per valutare la situazione clinica. Dal momento che lei parla di assunzione mensile, potrebbe iniziare con un consulto psicoterapeutico per approfondire meglio il suo vissuto e la situazione di eventuale abuso. Saluti
Dott. Valeriano Fiori
Psicoterapeuta, Psicologo
Roma
Salve, rivolga questa domanda al suo medico di fiducia. Inoltre, ha mai pensato di intraprendere un percorso di psicoterapia per affrontare meglio la dipendenza di alcool?
Buona giornata.
Dott. Fiori
Dott.ssa Federica Maura Meloni
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quartu Sant'Elena
Buongiorno,
è buona prassi prima di iniziare una terapia farmacologica parlarne con il proprio medico di base che può eventualmente rimandare anche a qualche altro specialista.
In generale i farmaci sostitutivi aiutano quando si ha una forte dipendenza fisica, la dipendenza psicologica richiede un lavoro a più livelli.
A disposizione se ritiene,
cordiali saluti
Dott.ssa Meloni
Dott.ssa Helen Fioretti
Psicoterapeuta, Psicologo
Roma
la dipendenza è un problema ben più complesso di quello che si possa pensare in quanto non implica semplicemente un tempo di scalaggio o sostituzione di sostanze per uscirne, ma un vero e proprio percorso riabilitativo.
la dipendenza non è legata semplicemente all'uso di sostanze ,ma soprattutto a un senso di disagio interiore di tipo relazionale e sociale.
la dipendenza subentra dopo, in quanto copre certi stati d'animo che le sostanze, dopo un transitorio stato di benessere, esacerbano.
Infatti il modo per uscirne indicato dalle linee guida mediche è il sostegno di gruppi di aiuto e la psicoterapia non tanto la terapia farmacologica, come si credeva in passato.
Nel suo caso, da quello che leggo non si tratta nemmeno di dipendenza ma solo di un uso saltuario per cui sciroppi e gocce non sarebbero nemmeno necessari ( nel caso poi lo fossero...).
Probabilmente ciò che le serve realmente è capire cosa le manca interiormente a livello di volontà, per abbandonare completamente l'alcool o guardarsi a fondo per capire se ciò nasconde un' altra forma di disagio.
un colloquio terapeutico credo possa essere il modo più veloce per focalizzare il problema, e affrontarlo, qualunque esso sia.
Cordiali saluti
dott.ssa Helen Fioretti
Dott. Lorenzo Cruciani
Psicologo, Psicoterapeuta
Fermo
Gent.mo utente, potrebbe essere utile chiedere un consulto con uno specialista in psicoterapia esperto in dipendenze patologiche per capire meglio il tipo di difficoltà che sperimenta e il possibile intervento. Cordialmente.
Dott. Michele Iannelli
Omeopata, Agopuntore, Psicoterapeuta
Roma
Gentile signore, sono un medico omeopata e psicoterapeuta. Innanzitutto, ogni tipo di terapia deve avere il presupposto di essere personalizzata e ha bisogno di convinzione e collaborazione da parte del paziente. Le consiglio e le propongo, per la sua situazione, una consulenza medico-psicologica che si fonda su due presupposti fondamentali: 1) i sintomi e i segni derivanti dalla sofferenza non sono nemici da sopprimere, ma segnali da accogliere, decifrare e comprendere; 2) una visione dell'essere umano come sistema globale. Partendo da ciò posso efficacemente curare le sue problematiche riequilibrando tutto il suo organismo attraverso colloqui tali che portano, tra l'altro, alla prescrizione personalizzata di terapie naturali e innocue: Floriterapia di Bach, la Psicoprobiotica, l’Omeopatia Omotossicologica, la Nutraceutica e la Fitoterapia che permettono di offrire al paziente un sistema di cura completo che nella sua sinergia è molto di più di una semplice somma dei vari elementi. Un sistema che produce reali benefici mirati a eliminare dalla sua vita l'alcool. Sono a sua disposizione per informazioni telefoniche. Qualora lei abitasse lontano da Roma sono possibili colloqui medici on line. Cordiali saluti!
Dott.ssa Irene Pretoriani
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Salve, per prima cosa sarebbe importante comprendere meglio l'assunzione di alcol di cui parla e in che modo potrebbe interferire o interferisce già con la sua vita. Nel caso fosse necessario anche un intervento farmacologico per aiutare ad interrompere l'assunzione della sostanza, è necessario rivolgersi ad un medico, generalmente è consigliabile rivolgersi ad un medico psichiatra. Un caro saluto, dott.ssa Pretoriani
Dr. Roberto Pitzalis
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Cagliari
Buonasera, non si tratta di dipendenza da alcool se ne assume due volte al mese. Se vuole smettere completamente e non ci riesce da solo, eviterei comunque l'assunzione di farmaci ma ne parlerei con uno psicologo. Un cordiale saluto Dott. Roberto Pitzalis
Dott.ssa Marina Montuori
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Salve, è vero, esistono dei farmaci che possono aiutare in proposito. Ma la questione della dipendenza, se di questo si tratta, è molto complessa, e prevede per una buona efficacia un intervento di rete che coinvolga almeno un medico e uno psicoterapeuta che lavorino insieme, e, condizione ideale, anche un centro che si occupi di questo. Putroppo uscirne non è semplice, come decidere di farsi aiutare, anche perché a volte si tende a sentirsi giudicati o a sottovalutare il problema. Se ritiene che la sua condizione (al di là della frequenza con cui assume l'alcol) sia fuori controllo e non più gestibile non esiti a chiedere aiuto. Se invece non fosse così dubito che un intervento farmacologico le possa essere utile. Saluti, Marina Montuori
Dott.ssa Cristina Pizzi
Psicoterapeuta, Psicologo
Caserta
Salve. Il mio consiglio è di partire con una buona valutazione psicologica, per comprendere la sua situazione di vita attuale e pregressa, l'instaurarsi di ciò che lei vive come dipendenza e come tale merita di essere considerata fino ad una giusta contestualizzazione. Di certo poi un valido psicologo/psicoterapeuta le indicherà come muoversi in ambito salute, a quali figure potersi rivolgere per verificare anche le sue condizioni di salute che esulano dal bere o possibili effetti di assunzioni, che anche se sporadiche possono causare disturbi di vario genere. Ovviamente comprendere tutta la sua situazione psico-fisica è la giusta base da cui far partire ogni altra ipotesi, di azione e di consultazione.
Le auguro una buona giornata.
Dr.ssa Cristina Pizzi.
Dott.ssa Beatrice Planas
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Firenze
Buona sera, in situazioni di forte disagio nonchè durature nel tempo sarebbe importante rivolgersi ad uno specialista per poter meglio comprendere ed elaborare questa sua problemtica. Preferibilmente le consiglierei di rivolgersi ad uno psicologo psicoterapeuta così che possa intraprendere un percorso di terapia anche in videochiamata WhatsApp. Cordiali saluti, Dott.ssa Beatrice Planas. Psicologa psicoterapeuta per consulenze online
Dr. Gianpietro Rossi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Concesio
Buonasera. Più che abdicare alla chimica il controllo degli impulsi che non sono quotidiani è più facile recuperare l'autocontrollo interno. La Mindfulness per recuperare consapevolezza nel riconoscere e gestire i desideri compulsivi in questo caso può aiutare notevolmente all'interno di un percorso di psicoterapia.
A disposizione, Dottor Gianpietro Rossi
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Dott. Giovanni Puzone
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Trieste
Gentile utente Le consiglio di contattare un professionista Psicologo Psicoterapeuta il prima possibile, bisogna evitare che il suo bere diventi una dipendenza. Inoltre Le consiglio di praticare attività motoria e bere molta acqua e tisane, possono aiutarla a purificare il suo organismo dall'alcol. Un caro saluto
Salve, la inviterei prima di tutto a sentire il suo medico di base prima di iniziare l'assunzione di un farmaco. Inoltre, potrebbe sentire uno psicologo rispetto al vissuto che ha nei confronti dell'alcool e della sua assunzione. Una consulenza in tal senso potrebbe aiutarla a definire il suo reale disagio, che sia dipendenza da alcol o qualcos'altro..
Buona serata,
Rosella Pettinari
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Gentile utente di mio Dottore,
le gocce o gli sciroppi non sono una soluzione ideale nel caso di dipendenza da alcol (ammesso che si tratti di questo) se non entro un approccio e un lavoro di rete.
Mi sembra di capire che si sta parlando di un uso sporadico; mi chiedo come mai allora parla di dipendenza?
Cerchi di fornirci maggiori informazioni data la complessità della domanda che porta in questo spazio.
Saluti,
Dott. Diego Ferrara
Dott.ssa Marina Pisetzky
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Roma
gentile utente , per ciò che riguarda i farmaci antiabuse sicuramente può parlarne con il suo medico curante, ma è necessario intervenire su più fronti con un approccio integrato e capire anche le cause profonde della sua dipendenza, sempre che si tratti di dipendenza ,attraverso un percorso di psicoterapia .
cordali saluti
dott.ssa Marina Pisetzky
Dr. Marco Morabito
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Padova
Buonasera, prima di valutare una possibile terapia farmacologica è buona prassi valutare la situazione clinica. Pertanto forse può essere utile per lei valutare l'opportunità di un consulto con uno psicoterapeuta per valutare la situazione e stabilire l'eventuale trattamento più opportuno. Sicuramente su questo sito potrò trovarne uno da contattare. Un cordiale saluto
Dott. Mauro Vargiu
Psicoterapeuta, Sessuologo, Psicologo
Milano
Gentile utente, sì rivolga a uno psicologo esperto in dipendenze, saprà come aiutarla.
Cordialmente
Dottor Mauro Vargiu
Dott.ssa Ester Piras
Psicologo, Neuropsicologo, Psicoterapeuta
Ghilarza
Gentile utente, le sconsiglio di intraprendere rimedi del genere o fai da te, soprattutto se non prescritti da un medico; potrebbe andare incontro da altri problemi non sapendo come agiscono i farmaci sul suo organismo, che effetti collaterali possono dare ed eventuali controindicazioni ecc. Le consiglio, invece, di rivolgersi ad uno psicoterapeuta per valutare la situazione e capire qual è il modo migliore di intervenire nel suo caso. Può iniziare a prendersi cura di sé adottando uno stile di vita sano e regolare, in questo modo la psicoterapia sarà più efficace. La saluto, dott.ssa Ester Piras
Dott.ssa Elisa D’Elia
Psicoterapeuta, Psicologo
Osimo
Buonasera, si rivolga all'STDP (servizio territoriale per le dipendenze patologiche); l'accesso è pubblico e gratuito. Li troverà le giuste risposte alle sue domande dato che vi lavorano professionisti differenti tra cui lo psichiatra che saprà rispondere alle sue domande inerenti anche ai farmaci
Dott.ssa Elisabetta Cristofaro
Psicoterapeuta, Psicologo
Orta di Atella
Salve, ci ci sono farmaci per contrastare l'abuso di alcol. Si può rivolgere a un SERD presso la sua Asl/Usl di competenza.
Saluti
salve, grazie mille per aver scritto a Mio dottore.
non sono certa di queste gocce o sciroppi di cui parla . la dipendenza da alcol ha radici un po' più profonde e per "combatterla" bisogna scavare con l'aiuto di uno psichiatra e di uno psicoterapeuta.
pertanto mi rivolgerei ad entrambe le figure e valutare un percorso a lungo termine.
Dott.ssa Maria Elisabetta Piga
Psicoterapeuta, Psicologo
Massarosa
Buongiorno, da come descrive la sua situazione non sembra trattarsi di una dipendenza fisica, per cui più che ricorrere a gocce o sciroppi personalmente le suggerirei di rivolgersi ad uno psicoterapeuta che la aiuti a comprendere il suo rapporto con l'alcool. Un cordiale saluto.
Dott.ssa Tonia Caturano
Psicoterapeuta, Sessuologo, Psicologo
Pioltello
Immagino la sua domanda come il gesto di chi si ferma un attimo sul bordo della propria vita e osserva con sincerità qualcosa che vuole cambiare. Non è una dipendenza quotidiana, dice, ma qualcosa che ritorna ogni tanto, come un’onda che non travolge ma che comunque lascia un segno dentro di lei. E già questo suo desiderio di “eliminare completamente l’alcol” racconta molto: un bisogno di chiarezza, di leggerezza, di libertà.

Esistono davvero alcune **gocce o sciroppi** che possono aiutare a ridurre il desiderio di bere o a mantenere la distanza dall’alcol, ma non sono magie silenziose che cancellano tutto. Sono strumenti, appoggi. Funzionano meglio quando trovano un terreno pronto: una motivazione sincera, come quella che sta emergendo nelle sue parole. Per un uso sporadico come il suo, non si parla tanto di “curare una dipendenza” quanto di **modellare un’abitudine**. È come se il corpo avesse imparato un piccolo rituale — una volta al mese — e ora lei stesse cercando di scioglierlo, di interrompere quella micro-traccia energetica. Le gocce o i farmaci possono aiutare in alcune situazioni, ma spesso il cambiamento avviene in un luogo più intimo: nel riconoscere il momento in cui l’impulso nasce, nell’ascoltare cosa chiede davvero, nel trovare un gesto alternativo che porti sollievo senza allontanarla da sé.

In un’ottica **umanistica e bioenergetica**, il suo desiderio di smettere completamente non è solo una decisione razionale. È il corpo che vuole liberarsi da qualcosa che non gli appartiene più. È come se una parte di lei dicesse: “Voglio che la mia energia sia più pulita, più presente, più mia”. Non c’è bisogno di pensare a una “dipendenza grossa”: anche un comportamento saltuario può essere il segnale di un nodo leggero, un piccolo peso che ora sente di poter lasciare andare.
Se desidera, posso accompagnarla a capire:
– che ruolo aveva l’alcol in quei momenti mensili,
– cosa succede nel corpo e nella mente prima di bere,
– quali alternative potrebbero sostenere meglio il suo equilibrio.
Mi colpisce e mi onora la cura con cui si sta avvicinando a questo cambiamento. È già un passo importante verso la libertà che sta cercando.
Dott. Massimo Nantron
Psicoterapeuta, Sessuologo, Psicologo
Brivio
Buongiorno,
per quando riguarda farmaci per contrastare la dipendenza da alcool si parla principalmente di trattamenti sostitutivi (antabuse/alcover) prescritti dai servizi territoriali (NOA o SerD) per gestire i sintomi astinenziali per chi soffre di alcolismo.
Nel suo caso mi sembra di capire si tratti di un utilizzo Binge dell'alcool, ovvero episodi singoli di forte abuso ma non la necessità quotidiana di assumerlo, questo prefigurerebbe un quadro dipendente.
Varrebbe la pena, prima di pensare a farmaci miracolosi, approfondire in un percorso psicologico/psicoterapeutico la natura di tali comportamenti per affrontarli in autonomia e cambiarli.

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