Buongiorno, volevo chiedere cosa significasse "dappica".Mentre parlavo lo psicologo ha preso quest
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risposte
Buongiorno, volevo chiedere cosa significasse "dappica".
Mentre parlavo lo psicologo ha preso questo appunto.. Dicendomi che si riferisse ad un qualcosa.. Grazie
Mentre parlavo lo psicologo ha preso questo appunto.. Dicendomi che si riferisse ad un qualcosa.. Grazie
Buongiorno, dappica è un termine che utilizziamo per indicare la semantica, ovvero il sistema di significati, che sono dominanti all'interno della famiglia di appartenenza del paziente.
un caro saluto
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Perdoni ma la domanda sorge spontanea: perchè non lo ha chiesto direttamente a lui? Fatica a fidarsi del suo terapeuta o si sentiva imbarazzato a chiedere? Qualunque sia la risposta, le suggerisco di approfondire con lui non tanto il significato della parola, ma cosa l'ha spinta a ricercare qui la risposta e non in seduta.
È necessario che chieda ciò che non le risulta chiaro nel lavoro psicologico. Sono sicuro che il collega saprà spiegarle in termini chiari ciò che chiede. Buonasera
E' un termine utilizzato da psicoterapeuti con una formazione cognitivista. Sottolinea l'attenzione che una persona da al giudizio altrui. Credo, come i colleghi, che può tranquillamente chiedere al suo terapeuta, che coglierà l'occasione di approfondire l'argomento. Buon percorso
Le consiglio di parlarne con il suo psicologo, soprattutto delle ragioni che l'hanno spinta a chiedere qui informazioni e non a lui. È un ottima occasione di confronto.
Concordo.. Sarebbe opportuno domandarsi come mai non è riuscita a fare questa domanda al suo psicoterapeuta.. Cordiali saluti.
Salve più che chiedere ad altri colleghi, sarebbe importante, per costruire una buona relazione, trovare il coraggio di chiedere direttamente allo psicologo che la sta seguendo, superando il timore e l'imbarazzo.
Buonasera. Dappico è un termine che si utilizza come stile di persona attento al giudizio altrui, quindi perfezionista e attento a non deludere, è l'acronimo di disturbi alimentare psicogeno. Come vede da sola possono esserci numerosi significati e l'unica persona che può rispondere al suo quesito è il suo terapeuta!
Salve, effettivamente fra il paziente e lo psicoterapeuta si dovrebbe instaurare un buon transfert e controtransfert, ma se lei non ha voluto chiedere che cosa volesse dire la parola "Dappico" forse lei non ha instaurato un rapporto di confidenza e di fiducia con lo psicologo. Avendo diversi significati forse bisognerebbe sapere che cosa stavate elaborando ed il senso della frase. La prossima volta che avrà l'incontro con il suo psicologo, potrà chiedere delle spiegazioni e vedrà che sicuramente le darà la spiegazione giusta, la saluto cordialmente, dott. Eugenia Cardilli.
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Utile un confronto con il collega, non crede? magari proprio grazie a questo confronto potrebbe cogliere una serie di aspetti a cui ancora non aveva badato.
Buonasera , avrebbe dovuto rivolgere questa domanda al suo terapeuta. Avrebbe potuto cercarla sul dizionario, invece ha scelto di indirizzare la domanda ad un altro osicoterapeuta. Elementi significativi che andrebbero lavorati in seduta.
Cordialmente AR
Cordialmente AR
Dappica/o è un termine riferibile a persone che tendono ad avere una grande attenzione ai giudizi delle persone che hanno intorno e da cui vorrebbero ricevere approvazione. Il che comporta il più delle volte anche il mettere in atto comportamenti che possono essere manipolativi (seduttivi o vittimistici).
Al di là del termine comunque, che è, e rimane solamente un termine, dovrebbe, anche alla luce di tutte queste risposte che ha ricevuto, approfondire la sua "curiosità" con il suo terapeuta. Spesso quando ci si "attacca" ad un termine diagnostico poi si tende anche molto ad autodefinirsi e mascherarcisi dietro.. e questo, per essere molto sincera, è pressoché inutile, ai fini di un cambiamento. Buona indagine,
Federica Miccichè
Al di là del termine comunque, che è, e rimane solamente un termine, dovrebbe, anche alla luce di tutte queste risposte che ha ricevuto, approfondire la sua "curiosità" con il suo terapeuta. Spesso quando ci si "attacca" ad un termine diagnostico poi si tende anche molto ad autodefinirsi e mascherarcisi dietro.. e questo, per essere molto sincera, è pressoché inutile, ai fini di un cambiamento. Buona indagine,
Federica Miccichè
Buon giorno posso capire che certe volte nel setting psicoterapico possano esserci situazioni che creano imbarazzo per diverse motivazioni. Non sto qui a ribadire nuovamente in significato della parola poiché hanno ampiamente risposto i colleghi. Non ritengo nemmeno importante il sapere perché si è rivolto a noi per questa sua domanda. Le chiederei invece, se me lo consente, di provare maggiormente a riflettere sull'alleanza terapeutica che ha instaurato con il suo psicologo o psicoterapeuta. In un clima di alleanza non dovrebbe esserci alcun pensiero legato a possibile giudizio e bisognerebbe provare ad aprirsi senza remore. Sperando che possa essere per Lei argomento di riflessione e confronto Le porgo cordiali saluti. Gian Piero Grandi.
Buona sera, il confronto in terapia è molto utile, soprattutto per creare un buon legame con chi ha di fronte. È importante chiedere ciò che non le è chiaro nel lavoro psicologico. Sono sicuro che il collega saprà spiegarle in termini chiari ciò che chiede.
Buonasera
Buonasera
Il significato del termine è stato già ampiamente descritto dai colleghi, non mi soffermo su questo. Possono esserci molte sfumature però che possono aver spinto il suo terapeuta ad utilizzare questa parola , sarebbe importante per una buona relazione terapeutica che lei non rimanesse con il dubbio e che si sentisse libera di chiedere chiarimenti direttamente all'interno della seduta. Qualsiasi dubbio, domanda o chiarimento può essere un buono spunto per lavorare sia su aspetti di sè che sulla fiducia, fondamentale nel rapporto con il terapeuta. Saluti, dr Di Carlo
Gentile signora, ogni terapeuta si riferisce a un sistema di significati che si basa su una visione ontologica dell'essere umano e su un sistema teorico che ne deriva e che ne inquadra le possibili difficoltà. Pertanto, è al Suo terapeuta che deve rivolgere tale domanda. È fondamentale che Lei si senta abbastanza in fiducia da poter parlare apertamente con il collega che La segue di dubbi, curiosità e paure. Il termine ha certamente un significato che ogni professionista che Le ha risposto può attribuire, ma non sarà mai identico a quello inteso dal Suo terapeuta. Inoltre, mancando i dati legati alla storia di vita, ogni possibile interpretazione del senso di una parola come questa è pericoloso e fuorviante. Non si tratta di una diagnosi nosografico-descrittiva (quindi di una etichetta diagnostica uguale per tutti) ma di una indicazione legata al modello teorico. Si apra al Suo terapeuta e non tema di porre domande. Se non si sente a Suo agio nel farlo valuti i motivi ed eventualmente un cambio di professionista laddove ritiene che il problema non sia legato a una Sua difficoltà ma ad una alleanza terapeutica che non si è venuta a strutturare. In bocca al lupo, cordialità, DMP
Salve, è opportuno che chieda il significato al suo terapeuta in modo tale da contribuire ad alimentare l'alleanza terapeutica e sollecitare il confronto. Nel caso in cui non dovesse crearsi una buona alleanza terapeutica le consiglio di cambiare terapeuta e rivolgersi ad un altro specialista.
Cordiali saluti.
Dott.ssa Anna Vicidomini
Cordiali saluti.
Dott.ssa Anna Vicidomini
Salve, provi a chiedere senza timori o imbarazzo al suo terapeuta.
Ottime cose, Dottor Andrea De Simone
Ottime cose, Dottor Andrea De Simone
Salve, lo chieda al suo terapeuta, stia tranquilla.
Buona giornata.
Dott. Fiori
Buona giornata.
Dott. Fiori
Salve, non si preoccupi di fare brutta figura. Lo domandi al terapeuta che la segue.
Un saluto,
MMM
Un saluto,
MMM
Buonasera, penso che al momento attuale, rivolgersi ad uno psicologo potrebbe esserle di aiuto per fare chiarezza e avere maggiore comprensione del periodo e della difficoltà che sta vivendo. Un saluto, Dott. Alessandro D'Agostini
Gentile utente, le consiglio di confrontarsi con la sua terapeuta.
Cordialmente
Dottor Mauro Vargiu
Cordialmente
Dottor Mauro Vargiu
Buongiorno, al di là del significato della parola, qui sarebbe opportuno chiedere al suo psicologo il motivo del suo appunto e cioè come la cosa può riguardare lei, nello specifico della terapia che sta portando avanti. Solo lui/lei può risponderle, trattandosi del suo caso specifico. Buona giornata
Salve,
Sarebbe utile, anche ai fini del suo lavoro terapeutico, che lei potesse affrontare questo suo dubbio con il dottore che la segue.
Cordiali saluti
Dott.ssa Di Giovanni
Sarebbe utile, anche ai fini del suo lavoro terapeutico, che lei potesse affrontare questo suo dubbio con il dottore che la segue.
Cordiali saluti
Dott.ssa Di Giovanni
Dappico è un termine che si utilizza come stile di persona attento al giudizio altrui, quindi perfezionista e attento a non deludere.
Personalmente non ho mai incontrato questa terminologia nella mia esperienza professionale, potrebbe aver capito male? magari chieda al suo terapeuta di chiarire il significato del termine che ha sentito.
Buongiorno, dovrebbe chiedersi come mai non l'ha chiesto al suo psicologo cosa intendesse e quale tipo di Diagnosi sarebbe o in quale categoria lei sarebbe finito,
Data la curiosità o l 'interrogativo sospeso converrebbe lavorarci per entrarci come spunto riflessivo perché c'è sempre una prognosi.
dott. ssa Paola Massone Psicoterapeuta Sistemico Relazionale
Data la curiosità o l 'interrogativo sospeso converrebbe lavorarci per entrarci come spunto riflessivo perché c'è sempre una prognosi.
dott. ssa Paola Massone Psicoterapeuta Sistemico Relazionale
Buongiorno,
comprendo la sua curiosità: è del tutto legittimo voler capire cosa significhi una parola annotata durante un colloquio, soprattutto se riguarda un aspetto che la riguarda direttamente.
Il termine “dappica” non è presente nei dizionari della lingua italiana standard né nei termini clinici psicologici comunemente utilizzati. È possibile che si tratti di:
– una trascrizione errata o una parola scritta in modo veloce, magari con una grafia poco leggibile (potrebbe essere “dappoco”, “doppia”, “dappena”, “doppiezza”, ecc.);
– una parola usata in un contesto personale o simbolico, forse detta da lei durante il colloquio, oppure un modo abbreviato o colloquiale usato dal professionista per segnare un concetto che avrebbe poi rielaborato.
– un termine di origine dialettale o un neologismo, non diffuso ma che ha un significato in un certo contesto culturale o geografico.
In questi casi, la cosa più utile da fare è proprio quella che ha già intuito: chiedere direttamente allo psicologo. Nessun professionista dovrebbe avere difficoltà a spiegare il senso di un appunto, soprattutto se riguarda il suo percorso o le sue parole.
Chiedere chiarimenti non è un segno di sfiducia, ma di partecipazione attiva al percorso.
Se vuole, posso aiutarla a ipotizzare ulteriori significati se ha un contesto più preciso in cui quella parola è stata scritta o menzionata.
Un caro saluto.
comprendo la sua curiosità: è del tutto legittimo voler capire cosa significhi una parola annotata durante un colloquio, soprattutto se riguarda un aspetto che la riguarda direttamente.
Il termine “dappica” non è presente nei dizionari della lingua italiana standard né nei termini clinici psicologici comunemente utilizzati. È possibile che si tratti di:
– una trascrizione errata o una parola scritta in modo veloce, magari con una grafia poco leggibile (potrebbe essere “dappoco”, “doppia”, “dappena”, “doppiezza”, ecc.);
– una parola usata in un contesto personale o simbolico, forse detta da lei durante il colloquio, oppure un modo abbreviato o colloquiale usato dal professionista per segnare un concetto che avrebbe poi rielaborato.
– un termine di origine dialettale o un neologismo, non diffuso ma che ha un significato in un certo contesto culturale o geografico.
In questi casi, la cosa più utile da fare è proprio quella che ha già intuito: chiedere direttamente allo psicologo. Nessun professionista dovrebbe avere difficoltà a spiegare il senso di un appunto, soprattutto se riguarda il suo percorso o le sue parole.
Chiedere chiarimenti non è un segno di sfiducia, ma di partecipazione attiva al percorso.
Se vuole, posso aiutarla a ipotizzare ulteriori significati se ha un contesto più preciso in cui quella parola è stata scritta o menzionata.
Un caro saluto.
Salve, ha chiesto al suo psicologo?
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