Buongiorno, sono una ragazza di 34 anni, vi scrivo per chiedervi un consiglio e soprattutto, se poss
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Buongiorno, sono una ragazza di 34 anni, vi scrivo per chiedervi un consiglio e soprattutto, se possibile avere delle risposte. Sono stata insieme ad un ragazzo per circa 12 anni e la nostra storia è finita le 2022. Mi ha lasciata lui da un giorno all’altro andandosene a vivere in Sardegna. Sono stata malissimo per parecchio tempo ma da quel momento, nonostante tutta la fatica e anche con l’aiuto della psicologa mi sono rimboccata le maniche, mi sono ripresa e ora posso dire che sto bene, sono felice. Ho un lavoro che mi piace molto, ho il mio gruppetto di amici insomma sto bene. Da quando mi sono lasciata, dopo questa enorme delusione,non ho più conosciuto nessuno, se non parlare in chat con ragazzi che si sono rivelati esattamente l’opposto. Non ho avuto più un contatto fisico con nessuno! Infatti ci sono momenti della giornata in cui penso a come posso continuare così, perché io nonostante ora stia bene, non ho quella sensazione di fidanzarmi di nuovo? Perché non trovo quel tipo di ragazzo che piace a me? Io sto bene così, ho la mia vita, mi piace stare così, però perché mi succede questo? Perché non ho quella voglia di conoscere altre persone?
Spero di ricevere delle risposte.
Un caro saluto
Spero di ricevere delle risposte.
Un caro saluto
Salve, grazie per aver condiviso con tanta chiarezza la tua esperienza e i tuoi sentimenti. Quello che descrivi è molto comune dopo relazioni lunghe e intense: anche quando ci si sente finalmente bene con se stessi, la motivazione a iniziare una nuova relazione può non essere immediata, e questo non significa che ci sia qualcosa che non va in te o nella tua vita.
Dopo una storia importante, spesso c’è bisogno di un periodo di assestamento, in cui si ridefiniscono i propri spazi, si riscoprono i propri interessi e si ricostruisce un senso di autonomia e di sicurezza emotiva. Tu stai vivendo proprio questo: hai ripreso in mano la tua vita, hai trovato piacere nel lavoro, nelle amicizie e nella tua indipendenza. Questo stato di benessere può rendere meno urgente il desiderio di una nuova relazione, perché dentro di te c’è già soddisfazione e completezza.
Inoltre, dopo una delusione importante, il cervello tende a diventare selettivo: ciò che attira oggi è diverso da prima, e spesso serve tempo per ritrovare fiducia e interesse in persone che rispecchino realmente i tuoi valori e i tuoi gusti. La tua mancanza di voglia di conoscere altri ragazzi non è un blocco, ma piuttosto un segnale di attenzione verso te stessa: stai proteggendo il tuo equilibrio, non stai entrando in contatti che potrebbero risultare superficiali o non soddisfacenti.
È importante accogliere questa fase senza forzarti: la vita affettiva ha i suoi tempi e rispettarli significa anche aumentare le probabilità di incontrare persone compatibili quando sarai pronta. Nel frattempo, continuare a coltivare ciò che ti rende felice e completa, come stai già facendo, è la base migliore per qualsiasi futuro incontro significativo.
Resto a disposizione per approfondire insieme questa fase di transizione e lavorare su come comprendere meglio i tuoi desideri emotivi e relazionali, così da sentirti pronta ad aprirti a nuove possibilità senza fretta né pressione.
Saluti
Dopo una storia importante, spesso c’è bisogno di un periodo di assestamento, in cui si ridefiniscono i propri spazi, si riscoprono i propri interessi e si ricostruisce un senso di autonomia e di sicurezza emotiva. Tu stai vivendo proprio questo: hai ripreso in mano la tua vita, hai trovato piacere nel lavoro, nelle amicizie e nella tua indipendenza. Questo stato di benessere può rendere meno urgente il desiderio di una nuova relazione, perché dentro di te c’è già soddisfazione e completezza.
Inoltre, dopo una delusione importante, il cervello tende a diventare selettivo: ciò che attira oggi è diverso da prima, e spesso serve tempo per ritrovare fiducia e interesse in persone che rispecchino realmente i tuoi valori e i tuoi gusti. La tua mancanza di voglia di conoscere altri ragazzi non è un blocco, ma piuttosto un segnale di attenzione verso te stessa: stai proteggendo il tuo equilibrio, non stai entrando in contatti che potrebbero risultare superficiali o non soddisfacenti.
È importante accogliere questa fase senza forzarti: la vita affettiva ha i suoi tempi e rispettarli significa anche aumentare le probabilità di incontrare persone compatibili quando sarai pronta. Nel frattempo, continuare a coltivare ciò che ti rende felice e completa, come stai già facendo, è la base migliore per qualsiasi futuro incontro significativo.
Resto a disposizione per approfondire insieme questa fase di transizione e lavorare su come comprendere meglio i tuoi desideri emotivi e relazionali, così da sentirti pronta ad aprirti a nuove possibilità senza fretta né pressione.
Saluti
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Buongiorno, grazie per aver condiviso il tuo vissuto. quello che racconti è un percorso molto umano e profondo, e già il modo in cui lo descrivi mostra quanta consapevolezza tu abbia maturato di te stessa.
Da ciò che scrivi, emerge chiaramente che negli ultimi anni hai attraversato un dolore grande, una separazione improvvisa dopo una relazione lunga e significativa. Quando una storia così importante finisce bruscamente, non si perde solo la persona, ma anche una parte di sé, dei propri progetti e dell’immagine del futuro che ci si era costruiti. È normale, quindi, che anche dopo aver “ritrovato l’equilibrio”, alcune parti interiori rimangano in una sorta di “pausa” affettiva. Il fatto che tu oggi stia bene, abbia ritrovato te stessa, un lavoro che ti appaga e relazioni amicali sane è già un segnale di grande guarigione. Spesso, però, quando ci si riprende dopo una ferita così profonda, l’inconscio sceglie di proteggerti da nuove vulnerabilità. Potrebbe non esserci ancora quello spazio interno per “rischiare” di nuovo: fidanzarsi, aprirsi, fidarsi. È un meccanismo di difesa che, in questa fase, ti sta semplicemente aiutando a consolidare la tua autonomia emotiva.
In altre parole, non c’è niente di sbagliato in te: non sentire il desiderio di una relazione non significa che non sei capace di amare, ma forse che stai ancora imparando a stare bene da sola, e questo è un passaggio necessario per potersi aprire davvero, un domani, a qualcuno di nuovo. Riguardo al fatto che “non trovi il tipo di ragazzo che ti piace”: a volte, dopo una delusione, i nostri criteri cambiano. Non ci accontentiamo più di rapporti superficiali, e ciò che prima poteva attrarci ora non basta. È un segno di crescita: stai alzando i tuoi standard emotivi. Se vorrai approfondire resto a disposizione. Buona giornata.
Dott.ssa Giulia Raiano
Da ciò che scrivi, emerge chiaramente che negli ultimi anni hai attraversato un dolore grande, una separazione improvvisa dopo una relazione lunga e significativa. Quando una storia così importante finisce bruscamente, non si perde solo la persona, ma anche una parte di sé, dei propri progetti e dell’immagine del futuro che ci si era costruiti. È normale, quindi, che anche dopo aver “ritrovato l’equilibrio”, alcune parti interiori rimangano in una sorta di “pausa” affettiva. Il fatto che tu oggi stia bene, abbia ritrovato te stessa, un lavoro che ti appaga e relazioni amicali sane è già un segnale di grande guarigione. Spesso, però, quando ci si riprende dopo una ferita così profonda, l’inconscio sceglie di proteggerti da nuove vulnerabilità. Potrebbe non esserci ancora quello spazio interno per “rischiare” di nuovo: fidanzarsi, aprirsi, fidarsi. È un meccanismo di difesa che, in questa fase, ti sta semplicemente aiutando a consolidare la tua autonomia emotiva.
In altre parole, non c’è niente di sbagliato in te: non sentire il desiderio di una relazione non significa che non sei capace di amare, ma forse che stai ancora imparando a stare bene da sola, e questo è un passaggio necessario per potersi aprire davvero, un domani, a qualcuno di nuovo. Riguardo al fatto che “non trovi il tipo di ragazzo che ti piace”: a volte, dopo una delusione, i nostri criteri cambiano. Non ci accontentiamo più di rapporti superficiali, e ciò che prima poteva attrarci ora non basta. È un segno di crescita: stai alzando i tuoi standard emotivi. Se vorrai approfondire resto a disposizione. Buona giornata.
Dott.ssa Giulia Raiano
Cara Paziente, dopo una relazione lunga e dolorosa è normale non sentire subito il desiderio di innamorarsi di nuovo. Oggi, grazie anche al lavoro che hai fatto, sei probabilmente più consapevole di chi sei e di ciò che vuoi e proteggi la serenità riconquistata. Non c’è nulla di sbagliato: è una fase di pausa naturale, e la voglia di amare tornerà quando ti sentirai davvero pronta e incontrerai qualcuno che risuona veramente con te e con la tua nuova vita.
Gent.ma utente,
complimenti per la sua chiarezza espositiva e per la sincerità. Ha già fatto molto per superare il duro periodo della separazione. La mia collega che l'ha seguita le ha certamente detto che a livello psicologico, una separazione è molto affine al lutto e come tale prevede un percorso di resilienza e accettazione personale e complesso.
E' riuscita a riemergere da quella situazione e ha ricostruito intorno a sé delle priorità per star bene, per contornarsi di persone positive, per concentrarsi su sé stessa, sul suo lavoro e sulle sue passioni. Questa stabilità e armonia interiore è la ricompensa per un faticoso percorso di consapevolezza e introspezione. E una parte di lei è soddisfatta di questa conquista.
Ma c'è evidentemente un'altra parte di lei inquieta e romantica, sognatrice e fragile, che vuole riprovare sensazioni e sentimenti forti già vissuti in passato, coltivare di nuovo una connessione profonda con un'altra persona.
In questo momento, la lotta sembra impari, a favore dello status quo che ha raggiunto in questi ultimi anni. La mente ricorda bene le sofferenze per l'amore finito e le consiglia di essere cauta, parsimoniosa, a centellinare l'esposizione dei suoi lati più umani e più intimi, per evitare di ricevere nuovi urti, nuove delusioni. La sua mente vuole proteggerla e alimenta la motivazione a non cercare altrove la felicità che ha trovato in sé stessa.
Ma quel bisogno di muoversi verso gli altri, di fidarsi ancora una volta, di cedere al sentimento e alla sensualità, è una voce che alzerà sempre di più il volume provando a scardinare le sue sicurezze attuali.
Cara utente, lei è entrambe queste dimensioni e può lasciare che convivano in lei, senza essere in balia né dell'una, né dell'altra. Può utilizzare la saggezza e la consapevolezza acquisite in questo periodo per sapere cosa la fa stare bene, come vuole che gli altri la trattino e rispettino la sua dignità e i suoi bisogni. Ma può, allo stesso tempo, mettersi di nuovo in discussione e sperimentare la nuova versione di sé stessa nel confronto con gli altri, mettendosi in gioco, senza paura di essere giudicata, né di vivere emozioni contrastanti, perché l'autostima e l'autonomia raggiunte sono ora forti.
Le domande sbagliate che si sta ponendo la sua mente, come "perché mi succede questo?", "perché non trovo la persona giusta?", o "perché non ho voglia di conoscere altre persone?", possono diventare corto-circuiti senza fine. Non cerchi risposte a domande sbagliate, liberi la mente da questa inutile zavorra e viva il più possibile le opportunità che si presentano, con apertura e molta curiosità, soprattutto nello scoprire se stessa di nuovo alle prese con certe sensazioni.
Non ceda alla tentazione di guardare solo i risultati e di valutare sempre quello che non ha ottenuto. Con i sentimenti non funziona avere piani e obiettivi. Verifichi, piuttosto, l'esito di azioni concrete, di conversazioni avute in un museo, a un concerto oppure al parco durante una passeggiata, viva ogni connessione come una nuova importante occasione per essere sé stessa nella migliore delle versioni, per lasciare sempre una buona impressione senza bisogno di ricevere nulla in cambio. In questo modo, avrà di nuovo fiducia in sé stessa, prima ancora che fiducia negli altri.
Rimango a sua disposizione e le auguro il meglio! Dott. Antonio Cortese
complimenti per la sua chiarezza espositiva e per la sincerità. Ha già fatto molto per superare il duro periodo della separazione. La mia collega che l'ha seguita le ha certamente detto che a livello psicologico, una separazione è molto affine al lutto e come tale prevede un percorso di resilienza e accettazione personale e complesso.
E' riuscita a riemergere da quella situazione e ha ricostruito intorno a sé delle priorità per star bene, per contornarsi di persone positive, per concentrarsi su sé stessa, sul suo lavoro e sulle sue passioni. Questa stabilità e armonia interiore è la ricompensa per un faticoso percorso di consapevolezza e introspezione. E una parte di lei è soddisfatta di questa conquista.
Ma c'è evidentemente un'altra parte di lei inquieta e romantica, sognatrice e fragile, che vuole riprovare sensazioni e sentimenti forti già vissuti in passato, coltivare di nuovo una connessione profonda con un'altra persona.
In questo momento, la lotta sembra impari, a favore dello status quo che ha raggiunto in questi ultimi anni. La mente ricorda bene le sofferenze per l'amore finito e le consiglia di essere cauta, parsimoniosa, a centellinare l'esposizione dei suoi lati più umani e più intimi, per evitare di ricevere nuovi urti, nuove delusioni. La sua mente vuole proteggerla e alimenta la motivazione a non cercare altrove la felicità che ha trovato in sé stessa.
Ma quel bisogno di muoversi verso gli altri, di fidarsi ancora una volta, di cedere al sentimento e alla sensualità, è una voce che alzerà sempre di più il volume provando a scardinare le sue sicurezze attuali.
Cara utente, lei è entrambe queste dimensioni e può lasciare che convivano in lei, senza essere in balia né dell'una, né dell'altra. Può utilizzare la saggezza e la consapevolezza acquisite in questo periodo per sapere cosa la fa stare bene, come vuole che gli altri la trattino e rispettino la sua dignità e i suoi bisogni. Ma può, allo stesso tempo, mettersi di nuovo in discussione e sperimentare la nuova versione di sé stessa nel confronto con gli altri, mettendosi in gioco, senza paura di essere giudicata, né di vivere emozioni contrastanti, perché l'autostima e l'autonomia raggiunte sono ora forti.
Le domande sbagliate che si sta ponendo la sua mente, come "perché mi succede questo?", "perché non trovo la persona giusta?", o "perché non ho voglia di conoscere altre persone?", possono diventare corto-circuiti senza fine. Non cerchi risposte a domande sbagliate, liberi la mente da questa inutile zavorra e viva il più possibile le opportunità che si presentano, con apertura e molta curiosità, soprattutto nello scoprire se stessa di nuovo alle prese con certe sensazioni.
Non ceda alla tentazione di guardare solo i risultati e di valutare sempre quello che non ha ottenuto. Con i sentimenti non funziona avere piani e obiettivi. Verifichi, piuttosto, l'esito di azioni concrete, di conversazioni avute in un museo, a un concerto oppure al parco durante una passeggiata, viva ogni connessione come una nuova importante occasione per essere sé stessa nella migliore delle versioni, per lasciare sempre una buona impressione senza bisogno di ricevere nulla in cambio. In questo modo, avrà di nuovo fiducia in sé stessa, prima ancora che fiducia negli altri.
Rimango a sua disposizione e le auguro il meglio! Dott. Antonio Cortese
Grazie per aver condiviso con così tanta autenticità la tua storia.
Quella che poni "non è solo una domanda", ma è anche una riflessione profonda su "cosa accade dentro di noi dopo una ferita emotiva importante". Ti risponderò secondo i principi della "Psicologia del Secondo Cervello (SBP)", integrando gli elementi chiave come Matrix Emotiva, Memoria Emotiva, conflitto tra i due cervelli e codici interiori.
– “Sto bene… ma perché non riesco ad aprirmi?”
La tua esperienza racconta una doppia verità: da una parte c’è "la rinascita", la capacità di rimettersi in piedi, ricostruire la propria autonomia, trovare soddisfazione nel lavoro e negli amici. Dall’altra, c’è "una zona ancora silenziosa" che non si è completamente risvegliata: quella dell’apertura emotiva, del desiderio relazionale, del corpo che vuole contatto e presenza.
E la domanda profonda è:
Perché, nonostante tutto vada bene, questa parte resta come “spenta”?
Il punto di vista della SBP: due cervelli, una distanza
Secondo il modello SBP, "dentro di te esistono due menti" che collaborano costantemente:
- "Il Cervello della Testa": razionale, organizzativo, orientato alla sopravvivenza e alla pianificazione.
- Il "Secondo Cervello (viscerale)": sede della Matrix Emotiva, del codice del desiderio, delle memorie affettive e corporee.
Quando una relazione importante si rompe in modo traumatico, come nel tuo caso (abbandono improvviso, nessuna gradualità, cambio radicale di vita da parte dell'altro), può avvenire "una scissione tra questi due cervelli":
- Il cervello razionale si rimbocca le maniche: “Riparto, mi creo una vita, vado avanti”.
- Il secondo cervello, invece, resta bloccato in una memoria emotiva non digerita: ha registrato l’evento come un “pericolo” affettivo e può aver inserito un codice di protezione, che ti fa percepire assenza di desiderio relazionale anche se razionalmente ti sembra “strano”.
Questo non è un difetto, ma un meccanismo di difesa naturale: la mente viscerale lavora per evitare una nuova frattura, soprattutto se l’esperienza è stata registrata come troppo improvvisa e ingestibile.
-Perché non arriva il desiderio di riaprirsi?
Ecco alcuni elementi secondo la SBP:
1. Memoria emotiva piena: dentro di te, alcuni vissuti non sono stati ancora “svuotati”. Quando la memoria è piena, il secondo cervello attiva una forma di “chiusura energetica”.
2. Assenza di risonanza: spesso chi ha vissuto un’esperienza affettiva intensa tende inconsciamente a cercare risonanze emotive simili. Ma se non avviene una trasmutazione dei codici emotivi, si tende a incontrare persone che non attivano la parte più profonda, o peggio, che riproducono in altra forma l’opposto.
3. Falso benessere adattivo: si tratta di uno stato in cui “stai bene, ma non sei ancora accesa”. La mente logica dice “va tutto bene”, ma la parte viscerale è in standby: non sente attrazione, né spinta all’esplorazione.
4. Codici affettivi bloccati: la tua Matrix Emotiva potrebbe aver registrato un codice come “Amare = pericolo / perdita / abbandono”. Questo codice, se non trasformato, inibisce il desiderio affettivo-sessuale, anche se il contesto esterno è favorevole.
- Che cosa suggerisce la SBP in questi casi?
La Psicologia del Secondo Cervello non si limita a raccontare il problema, ma offre un metodo concreto per sciogliere questi blocchi:
1. Indagare la tua Matrix Emotiva: è la base innata della tua personalità emotiva. Conoscerla ti aiuta a capire quali dinamiche relazionali ti attivano o ti spengono.
2. Accedere alla Memoria Emotiva: non con la sola parola, ma attraverso simboli, immagini e lavoro viscerale, come si fa nei check-up SBP. Questo permette di riaprire stanze chiuse, e liberare energia bloccata.
3. Decodificare il tuo Codice Emotivo attuale: capire quali credenze, paure o equazioni emotive si sono installate nella tua mente viscerale (es. “meglio sola che ferita”).
4. Riattivare il desiderio non forzando la tua mente, ma riconnettendoti al corpo emotivo. Questo non avviene parlando dell’amore, ma liberando i residui emozionali legati alla ferita.
Cara lettrice, non sei bloccata: sei in attesa. In attesa che una parte di te si senta di nuovo al sicuro per aprirsi. Non è un problema da correggere, ma un movimento da accompagnare.
Il tuo “sto bene così” non è una bugia: è una conquista.
Ma potrebbe anche essere un equilibrio di protezione, non ancora una vera apertura alla vita.
Domandati con gentilezza: quali parti di me sono ancora in attesa di essere ascoltate, liberate o accarezzate?
Ti suggerisco un piccolo esercizio SBP:
Scrivi una lettera alla te stessa di quel periodo (2022) in cui sei stata lasciata. Ma stavolta non da vittima, bensì da testimone amorevole che ha compreso cosa è successo. Non serve inviarla a nessuno. Solo scriverla.
Poi chiediti:
Cosa c'è ancora da dire? Da perdonare? Da liberare?
Se vuoi, possiamo anche costruire insieme un check-up psico-emotivo di partenza, per capire dove si trova oggi la tua Matrix, e come iniziare una fase nuova, più accesa.
Armando Ingegnieri, Psicologo e Fondatore della Second Brain Psychologi
Quella che poni "non è solo una domanda", ma è anche una riflessione profonda su "cosa accade dentro di noi dopo una ferita emotiva importante". Ti risponderò secondo i principi della "Psicologia del Secondo Cervello (SBP)", integrando gli elementi chiave come Matrix Emotiva, Memoria Emotiva, conflitto tra i due cervelli e codici interiori.
– “Sto bene… ma perché non riesco ad aprirmi?”
La tua esperienza racconta una doppia verità: da una parte c’è "la rinascita", la capacità di rimettersi in piedi, ricostruire la propria autonomia, trovare soddisfazione nel lavoro e negli amici. Dall’altra, c’è "una zona ancora silenziosa" che non si è completamente risvegliata: quella dell’apertura emotiva, del desiderio relazionale, del corpo che vuole contatto e presenza.
E la domanda profonda è:
Perché, nonostante tutto vada bene, questa parte resta come “spenta”?
Il punto di vista della SBP: due cervelli, una distanza
Secondo il modello SBP, "dentro di te esistono due menti" che collaborano costantemente:
- "Il Cervello della Testa": razionale, organizzativo, orientato alla sopravvivenza e alla pianificazione.
- Il "Secondo Cervello (viscerale)": sede della Matrix Emotiva, del codice del desiderio, delle memorie affettive e corporee.
Quando una relazione importante si rompe in modo traumatico, come nel tuo caso (abbandono improvviso, nessuna gradualità, cambio radicale di vita da parte dell'altro), può avvenire "una scissione tra questi due cervelli":
- Il cervello razionale si rimbocca le maniche: “Riparto, mi creo una vita, vado avanti”.
- Il secondo cervello, invece, resta bloccato in una memoria emotiva non digerita: ha registrato l’evento come un “pericolo” affettivo e può aver inserito un codice di protezione, che ti fa percepire assenza di desiderio relazionale anche se razionalmente ti sembra “strano”.
Questo non è un difetto, ma un meccanismo di difesa naturale: la mente viscerale lavora per evitare una nuova frattura, soprattutto se l’esperienza è stata registrata come troppo improvvisa e ingestibile.
-Perché non arriva il desiderio di riaprirsi?
Ecco alcuni elementi secondo la SBP:
1. Memoria emotiva piena: dentro di te, alcuni vissuti non sono stati ancora “svuotati”. Quando la memoria è piena, il secondo cervello attiva una forma di “chiusura energetica”.
2. Assenza di risonanza: spesso chi ha vissuto un’esperienza affettiva intensa tende inconsciamente a cercare risonanze emotive simili. Ma se non avviene una trasmutazione dei codici emotivi, si tende a incontrare persone che non attivano la parte più profonda, o peggio, che riproducono in altra forma l’opposto.
3. Falso benessere adattivo: si tratta di uno stato in cui “stai bene, ma non sei ancora accesa”. La mente logica dice “va tutto bene”, ma la parte viscerale è in standby: non sente attrazione, né spinta all’esplorazione.
4. Codici affettivi bloccati: la tua Matrix Emotiva potrebbe aver registrato un codice come “Amare = pericolo / perdita / abbandono”. Questo codice, se non trasformato, inibisce il desiderio affettivo-sessuale, anche se il contesto esterno è favorevole.
- Che cosa suggerisce la SBP in questi casi?
La Psicologia del Secondo Cervello non si limita a raccontare il problema, ma offre un metodo concreto per sciogliere questi blocchi:
1. Indagare la tua Matrix Emotiva: è la base innata della tua personalità emotiva. Conoscerla ti aiuta a capire quali dinamiche relazionali ti attivano o ti spengono.
2. Accedere alla Memoria Emotiva: non con la sola parola, ma attraverso simboli, immagini e lavoro viscerale, come si fa nei check-up SBP. Questo permette di riaprire stanze chiuse, e liberare energia bloccata.
3. Decodificare il tuo Codice Emotivo attuale: capire quali credenze, paure o equazioni emotive si sono installate nella tua mente viscerale (es. “meglio sola che ferita”).
4. Riattivare il desiderio non forzando la tua mente, ma riconnettendoti al corpo emotivo. Questo non avviene parlando dell’amore, ma liberando i residui emozionali legati alla ferita.
Cara lettrice, non sei bloccata: sei in attesa. In attesa che una parte di te si senta di nuovo al sicuro per aprirsi. Non è un problema da correggere, ma un movimento da accompagnare.
Il tuo “sto bene così” non è una bugia: è una conquista.
Ma potrebbe anche essere un equilibrio di protezione, non ancora una vera apertura alla vita.
Domandati con gentilezza: quali parti di me sono ancora in attesa di essere ascoltate, liberate o accarezzate?
Ti suggerisco un piccolo esercizio SBP:
Scrivi una lettera alla te stessa di quel periodo (2022) in cui sei stata lasciata. Ma stavolta non da vittima, bensì da testimone amorevole che ha compreso cosa è successo. Non serve inviarla a nessuno. Solo scriverla.
Poi chiediti:
Cosa c'è ancora da dire? Da perdonare? Da liberare?
Se vuoi, possiamo anche costruire insieme un check-up psico-emotivo di partenza, per capire dove si trova oggi la tua Matrix, e come iniziare una fase nuova, più accesa.
Armando Ingegnieri, Psicologo e Fondatore della Second Brain Psychologi
Gentile utente,
quello che descrive è un passaggio molto più comune — e anche più sano — di quanto possa sembrare. Dopo una relazione lunga e significativa come la sua, il cuore e la mente hanno bisogno di tempo per ridefinire il proprio modo di stare in relazione. Anche se oggi si sente serena e soddisfatta, probabilmente una parte più profonda di lei è ancora impegnata a ristabilire fiducia, sicurezza e disponibilità emotiva dopo la ferita della separazione.
Il fatto che non senta ancora il desiderio di una nuova relazione non è un segno di chiusura, ma di autoprotezione e maturazione. Ha costruito un nuovo equilibrio, e inconsciamente teme forse di metterlo a rischio: l’amore, dopo una delusione, viene vissuto come qualcosa che può destabilizzare, non solo arricchire.
Può essere utile accogliere questa fase senza giudicarla. L’assenza di desiderio non è necessariamente un problema: spesso è un momento di ricentramento su di sé, da cui potrà nascere, spontaneamente, una nuova curiosità verso l’altro quando si sentirà davvero pronta.
Talvolta ciò che cambia non è la capacità di amare, ma il modo di percepire l’intimità e la scelta di chi far entrare nella propria vita. Non forzi questo processo: la voglia di aprirsi tornerà in modo naturale, quando incontrerà qualcuno con cui potrà sentirsi al sicuro e autentica, come ora si sente con se stessa.
— Dott.ssa Sara Petroni
quello che descrive è un passaggio molto più comune — e anche più sano — di quanto possa sembrare. Dopo una relazione lunga e significativa come la sua, il cuore e la mente hanno bisogno di tempo per ridefinire il proprio modo di stare in relazione. Anche se oggi si sente serena e soddisfatta, probabilmente una parte più profonda di lei è ancora impegnata a ristabilire fiducia, sicurezza e disponibilità emotiva dopo la ferita della separazione.
Il fatto che non senta ancora il desiderio di una nuova relazione non è un segno di chiusura, ma di autoprotezione e maturazione. Ha costruito un nuovo equilibrio, e inconsciamente teme forse di metterlo a rischio: l’amore, dopo una delusione, viene vissuto come qualcosa che può destabilizzare, non solo arricchire.
Può essere utile accogliere questa fase senza giudicarla. L’assenza di desiderio non è necessariamente un problema: spesso è un momento di ricentramento su di sé, da cui potrà nascere, spontaneamente, una nuova curiosità verso l’altro quando si sentirà davvero pronta.
Talvolta ciò che cambia non è la capacità di amare, ma il modo di percepire l’intimità e la scelta di chi far entrare nella propria vita. Non forzi questo processo: la voglia di aprirsi tornerà in modo naturale, quando incontrerà qualcuno con cui potrà sentirsi al sicuro e autentica, come ora si sente con se stessa.
— Dott.ssa Sara Petroni
Gentile Utente, grazie per la sua condivisione. La invito a rileggere ciò che ha scritto, perchè alle volte l'utilizzo di certe parole può essere spunto di riflessione. In particolare a me ha colpito molto il "Io sto bene così, ho la mia vita, mi piace stare così, però perchè mi succede questo?". Ovviamente non ho risposte alle domande che sta portando poichè non la conosco, ma credo che se volesse trovare un responso potrebbe partire dalla modalità con cui sta formulando le frasi e capire quale sia il vero soggetto delle stesse. Resto a disposizione, cordialmente, Dott.ssa Lucrezia Giuliani
Buonasera, non so perché oggi lei non senta il desiderio di legarsi di nuovo, ma forse non si tratta di qualcosa “che non funziona”. Dopo una storia lunga e intensa, il desiderio può cambiare forma: non sparire, ma cercare altri modi per esistere.
Forse ora la sua energia è tutta nel costruire se stessa, nel ritrovare un senso di libertà che prima non aveva. È possibile che l’amore non manchi, ma che per il momento non chieda un volto preciso. Può ascoltare questo stato senza giudicarlo, lasciando che le mostri cosa davvero vuole, al di là dell’idea di “dover” essere in coppia.
Un caro saluto anche a lei.
Forse ora la sua energia è tutta nel costruire se stessa, nel ritrovare un senso di libertà che prima non aveva. È possibile che l’amore non manchi, ma che per il momento non chieda un volto preciso. Può ascoltare questo stato senza giudicarlo, lasciando che le mostri cosa davvero vuole, al di là dell’idea di “dover” essere in coppia.
Un caro saluto anche a lei.
Gentile Utente,
La ringrazio per aver condiviso la Sua storia di resilienza. La situazione che descrive — il contrasto tra l'attuale benessere individuale e la mancanza di motivazione relazionale — potrebbe essere interpretata come una fase psicologica protettiva in atto.
Il fatto che Lei sia riuscita a ricostruire una vita solida dopo una rottura così traumatica suggerisce una grande capacità di resilienza per cui mi complimento.
Ecco alcune ipotesi interpretative per comprendere l'assenza di desiderio relazionale: L'assenza di "voglia" di aprirsi potrebbe rappresentare una strategia difensiva appresa. Dopo aver sperimentato un dolore così intenso, il Suo sistema emotivo potrebbe aver stabilito una regola inconscia: "Relazione = Alto Rischio di Sofferenza." Di conseguenza, la mancanza di motivazione a cercare un nuovo legame servirebbe a preservare la serenità e la sicurezza che Lei ha faticosamente riconquistato.
Il periodo che sta vivendo potrebbe essere cruciale per il consolidamento della Sua identità individuale (il "chi sono io") dopo dodici anni di vita di coppia. Il benessere attuale indicherebbe che Lei sta riscoprendo e apprezzando pienamente l'autonomia, rendendo qualsiasi interruzione o compromesso percepito come un potenziale costo elevato.
Sebbene Lei si senta felice, l'elaborazione completa di un lutto relazionale così profondo potrebbe non essere ancora terminata. Il desiderio di innamorarsi e l'apertura all'intimità potrebbero riemergere spontaneamente non appena il Suo sistema si sentirà completamente al sicuro e percepisca la Sua ritrovata felicità come qualcosa di stabile e non minacciabile.
Il consiglio, in quest'ottica ipotetica, sarebbe di non forzare il desiderio. Sebbene la Sua situazione attuale possa sembrare un blocco, potrebbe essere semplicemente una fase necessaria e protettiva. Se invece, questo stato, dovesse poi diventare fonte di frustrazione o insoddisfazione, un approfondimento terapeutico potrebbe aiutarLa a esplorare e ristrutturare le credenze fondamentali sul rischio e l'intimità.
Le faccio i migliori auguri per il Suo percorso.
La ringrazio per aver condiviso la Sua storia di resilienza. La situazione che descrive — il contrasto tra l'attuale benessere individuale e la mancanza di motivazione relazionale — potrebbe essere interpretata come una fase psicologica protettiva in atto.
Il fatto che Lei sia riuscita a ricostruire una vita solida dopo una rottura così traumatica suggerisce una grande capacità di resilienza per cui mi complimento.
Ecco alcune ipotesi interpretative per comprendere l'assenza di desiderio relazionale: L'assenza di "voglia" di aprirsi potrebbe rappresentare una strategia difensiva appresa. Dopo aver sperimentato un dolore così intenso, il Suo sistema emotivo potrebbe aver stabilito una regola inconscia: "Relazione = Alto Rischio di Sofferenza." Di conseguenza, la mancanza di motivazione a cercare un nuovo legame servirebbe a preservare la serenità e la sicurezza che Lei ha faticosamente riconquistato.
Il periodo che sta vivendo potrebbe essere cruciale per il consolidamento della Sua identità individuale (il "chi sono io") dopo dodici anni di vita di coppia. Il benessere attuale indicherebbe che Lei sta riscoprendo e apprezzando pienamente l'autonomia, rendendo qualsiasi interruzione o compromesso percepito come un potenziale costo elevato.
Sebbene Lei si senta felice, l'elaborazione completa di un lutto relazionale così profondo potrebbe non essere ancora terminata. Il desiderio di innamorarsi e l'apertura all'intimità potrebbero riemergere spontaneamente non appena il Suo sistema si sentirà completamente al sicuro e percepisca la Sua ritrovata felicità come qualcosa di stabile e non minacciabile.
Il consiglio, in quest'ottica ipotetica, sarebbe di non forzare il desiderio. Sebbene la Sua situazione attuale possa sembrare un blocco, potrebbe essere semplicemente una fase necessaria e protettiva. Se invece, questo stato, dovesse poi diventare fonte di frustrazione o insoddisfazione, un approfondimento terapeutico potrebbe aiutarLa a esplorare e ristrutturare le credenze fondamentali sul rischio e l'intimità.
Le faccio i migliori auguri per il Suo percorso.
Buongiorno. Dalla sua storia emerge un ottimo lavoro di ripresa personale; tuttavia le domande che oggi si pone (“perché non ho voglia di conoscere?”, “perché non trovo quel tipo di ragazzo?”, “come posso continuare così?”) indicano che, accanto al benessere ritrovato, potrebbe esserci qualcosa che chiede di essere ascoltato. Dopo dodici anni di relazione finita in modo brusco, è frequente che la terapia si concentri prima su di Lei (autostima, routine, rete sociale) e meno su ciò che le relazioni attivano: fiducia, rischio, dipendenza reciproca, paura dell'abbandono.
Se oggi “sta bene” ma sente il bisogno di capire perché la spinta verso l’incontro non riparte, la domanda diventa: non desidera una relazione per una scelta coerente con i suoi valori attuali, oppure l’assenza di desiderio è una protezione dalla sofferenza?
Può essere utile esplorare che cosa riattivano oggi in lei temi come la fiducia, dipendenza, perdita e rifiuto. Per orientarsi, provi a guardare cosa accade quando la possibilità concreta di conoscere qualcuno si avvicina: sente curiosità e poi un raffreddamento improvviso? Cosa succede nel corpo e nella sua mente compaiono quando l’altro si avvicina? Se la chiusura è sistematica proprio a ridosso della vicinanza, è plausibile che ci sia un evitamento protettivo; se invece prevale una sensazione stabile e serena di completezza personale, potrebbe trattarsi di una preferenza reale per questa fase della vita. In entrambi i casi non c’è nulla “di sbagliato”; cambia però la risposta alla sua domanda: nel primo scenario c’è ancora del lavoro da completare, nel secondo è una scelta consapevole da riconoscere e rispettare.
Se emergerà che l’assetto è ancora difensivo, un lavoro mirato la aiuterà a chiudere il cerchio della separazione del 2022. Se invece è una scelta, darle un nome le permetterà di viverla senza colpa né pressioni esterne. In sintesi: ha rimesso in ordine la sua vita; ora le sue domande suggeriscono di esplorare cosa succede tra Lei e l’altro -non per forzare una relazione, ma per capire se la pagina è davvero chiusa o se manca ancora un passaggio per completarne l’elaborazione.
Se oggi “sta bene” ma sente il bisogno di capire perché la spinta verso l’incontro non riparte, la domanda diventa: non desidera una relazione per una scelta coerente con i suoi valori attuali, oppure l’assenza di desiderio è una protezione dalla sofferenza?
Può essere utile esplorare che cosa riattivano oggi in lei temi come la fiducia, dipendenza, perdita e rifiuto. Per orientarsi, provi a guardare cosa accade quando la possibilità concreta di conoscere qualcuno si avvicina: sente curiosità e poi un raffreddamento improvviso? Cosa succede nel corpo e nella sua mente compaiono quando l’altro si avvicina? Se la chiusura è sistematica proprio a ridosso della vicinanza, è plausibile che ci sia un evitamento protettivo; se invece prevale una sensazione stabile e serena di completezza personale, potrebbe trattarsi di una preferenza reale per questa fase della vita. In entrambi i casi non c’è nulla “di sbagliato”; cambia però la risposta alla sua domanda: nel primo scenario c’è ancora del lavoro da completare, nel secondo è una scelta consapevole da riconoscere e rispettare.
Se emergerà che l’assetto è ancora difensivo, un lavoro mirato la aiuterà a chiudere il cerchio della separazione del 2022. Se invece è una scelta, darle un nome le permetterà di viverla senza colpa né pressioni esterne. In sintesi: ha rimesso in ordine la sua vita; ora le sue domande suggeriscono di esplorare cosa succede tra Lei e l’altro -non per forzare una relazione, ma per capire se la pagina è davvero chiusa o se manca ancora un passaggio per completarne l’elaborazione.
Gentile,
Dalle sue parole traspare una grande forza interiore: ha attraversato una separazione dolorosa, si è rialzata con determinazione e oggi riesce a vivere una quotidianità serena, con interessi, amicizie e una buona stabilità personale. Questo è un traguardo importante, e non sempre immediato dopo una relazione così lunga e significativa.
Ciò che descrive — il non sentire più la stessa spinta verso una nuova relazione, o il non provare attrazione o desiderio di “rimettersi in gioco” — non è affatto insolito. Dopo un legame durato molti anni, il cuore e la mente impiegano tempo per ridefinire il proprio modo di amare, fidarsi, lasciarsi andare di nuovo. È come se dentro di sé avesse costruito un nuovo equilibrio, e la paura (più o meno consapevole) di turbarlo la portasse, per ora, a restare in una zona di sicurezza.
In più, quando una relazione termina bruscamente e con sofferenza, spesso si crea una sorta di “difesa emotiva”: una parte di noi rimane diffidente, anche se razionalmente ci si sente pronti. Questa chiusura temporanea non indica che non amerà più, ma che sta ancora proteggendo qualcosa di prezioso dentro di sé.
Non deve forzarsi a cercare qualcuno o a sentirsi “in ritardo”: l’amore non si impone, arriva quando si è davvero pronti a rischiare di nuovo. Continui a coltivare il suo benessere, le sue passioni, la sua indipendenza — da lì, piano piano, tornerà anche il desiderio di condividere. E quando accadrà, sarà un sentimento più maturo, consapevole e libero da pressioni.
Resto a disposizione
Dott.ssa Gloria Giacomin
Dalle sue parole traspare una grande forza interiore: ha attraversato una separazione dolorosa, si è rialzata con determinazione e oggi riesce a vivere una quotidianità serena, con interessi, amicizie e una buona stabilità personale. Questo è un traguardo importante, e non sempre immediato dopo una relazione così lunga e significativa.
Ciò che descrive — il non sentire più la stessa spinta verso una nuova relazione, o il non provare attrazione o desiderio di “rimettersi in gioco” — non è affatto insolito. Dopo un legame durato molti anni, il cuore e la mente impiegano tempo per ridefinire il proprio modo di amare, fidarsi, lasciarsi andare di nuovo. È come se dentro di sé avesse costruito un nuovo equilibrio, e la paura (più o meno consapevole) di turbarlo la portasse, per ora, a restare in una zona di sicurezza.
In più, quando una relazione termina bruscamente e con sofferenza, spesso si crea una sorta di “difesa emotiva”: una parte di noi rimane diffidente, anche se razionalmente ci si sente pronti. Questa chiusura temporanea non indica che non amerà più, ma che sta ancora proteggendo qualcosa di prezioso dentro di sé.
Non deve forzarsi a cercare qualcuno o a sentirsi “in ritardo”: l’amore non si impone, arriva quando si è davvero pronti a rischiare di nuovo. Continui a coltivare il suo benessere, le sue passioni, la sua indipendenza — da lì, piano piano, tornerà anche il desiderio di condividere. E quando accadrà, sarà un sentimento più maturo, consapevole e libero da pressioni.
Resto a disposizione
Dott.ssa Gloria Giacomin
Buongiorno, dalle sue parole si percepisce un grande percorso di crescita personale, costruito con fatica, ma anche con determinazione e coraggio. Dopo una storia lunga e importante come la sua, è naturale che la separazione abbia lasciato un segno profondo. Dodici anni rappresentano un tempo in cui non solo si condivide una relazione, ma si intrecciano progetti, abitudini e parti di sé. Per questo, anche quando si riesce a ritrovare un equilibrio e una serenità, può restare dentro un senso di chiusura o di cautela verso nuove relazioni. La fase che sta vivendo non è una mancanza, ma può essere vista come un momento di assestamento. Dopo una delusione così forte, molte persone sentono il bisogno di “riprendersi se stesse”, di riscoprire chi sono al di fuori di una coppia, e di consolidare la propria autonomia. Nel suo racconto emerge proprio questo: un lavoro che la soddisfa, amici, una vita costruita con le proprie forze. Tutti segnali di una persona che ha ritrovato stabilità. Spesso, quando si raggiunge questa solidità, la mente tende naturalmente a proteggere ciò che è stato faticosamente conquistato. È come se avesse bisogno di sentirsi sicura prima di riaprire le porte a un nuovo legame, per non rischiare di rivivere lo stesso dolore. Il fatto di non provare al momento quella spinta verso una nuova relazione non significa che non arriverà mai, ma che ora la priorità è diversa. È possibile che, inconsciamente, una parte di lei associ ancora l’amore a un potenziale rischio o a un dolore, e per questo il desiderio di legarsi si faccia più silenzioso. Al tempo stesso, può darsi che la sua mente stia semplicemente rispettando i suoi tempi, senza forzare un passaggio che oggi non sente autentico. Quando si chiede “perché non trovo quel tipo di ragazzo che piace a me”, può essere utile pensare che, forse, non è solo una questione di persone incontrate, ma anche di ciò che oggi è pronta a cercare e accogliere. Dopo una relazione lunga, i propri criteri, i bisogni e le aspettative cambiano, e spesso si diventa più selettivi o più consapevoli di cosa si desidera davvero. Le suggerirei di non vivere questa fase come una carenza, ma come un momento di maturità emotiva. L’apertura verso l’amore non nasce solo dal bisogno, ma anche dalla fiducia di potersi affidare di nuovo. Quando sentirà che dentro di sé è tornata quella sensazione di curiosità e leggerezza, probabilmente l’incontro con qualcun altro potrà avvenire in modo più naturale, senza sforzo. Intanto, può continuare a coltivare la serenità che ha costruito, perché è proprio da lì che, spesso, nascono gli incontri più veri. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Gentile Utente, buongiorno. Ho letto con interesse il suo messaggio e sono dispiaciuta per la fatica che sta percependo in questo momento. Posso comprendere che vi sia volontà da parte sua di conoscere un'altra persona, soprattutto ora che dopo un periodo complesso, vive una situazione lavorativa e amicale serena e appagante. I suoi quesiti sono domande alle quali non è possibile rispondere, e potrebbero portarla a darsi colpe che non ha, vivendo con difficoltà una situazione che forse non dipende da lei. Le chiedo inoltre un altro quesito: ha mai considerato la possibilità di star bene così com'è ora? mi riferisco al fatto che non necessariamente siamo sempre portati a conoscere altre persone, soprattutto se la nostra situazione attuale è già soddisfacente di per sè, e abbiamo trovato il nostro equilibrio. Sarebbe importante riuscire a comprendere perchè, nonostante descriva un momento di raggiunta serenità, porta la mancanza di un compagno con fatica e come fosse un problema. Tale spazio, potrebbe tornare utile per riflettere sull'assunto che la nostra serenità e il nostro benessere sono indipendenti dalla presenza di un partner.
Resto a disposizione. Un caro saluto, Dott.ssa Letizia Turchetto
Resto a disposizione. Un caro saluto, Dott.ssa Letizia Turchetto
Buongiorno,
La ringrazio per aver condiviso la Sua esperienza con tanta sincerità. Dal Suo racconto emerge un percorso significativo: dopo una relazione lunga e una separazione dolorosa, è riuscita con impegno e determinazione a rimettersi in piedi, a ricostruire la Sua quotidianità e a ritrovare un equilibrio personale. Dopo esperienze affettive intense e delusioni profonde, è naturale che il bisogno di proteggersi prevalga sul desiderio di aprirsi nuovamente. La mente e il corpo, spesso, hanno bisogno di tempo per ritrovare fiducia. Può anche darsi che in questa fase della Sua vita stia sperimentando una forma di benessere e autonomia nuova, che Le permette di sentirsi serena senza la necessità immediata di un legame sentimentale. Non è un segno di chiusura, ma il riflesso di un equilibrio diverso, ancora in evoluzione.
Le suggerirei di considerare questo momento non come una mancanza, ma come una tappa del Suo percorso personale: il desiderio di condividere con qualcuno potrà riemergere in modo spontaneo, quando si sentirà pronta. Il fatto stesso che si stia ponendo queste domande indica consapevolezza e apertura.
Cordiali saluti
La ringrazio per aver condiviso la Sua esperienza con tanta sincerità. Dal Suo racconto emerge un percorso significativo: dopo una relazione lunga e una separazione dolorosa, è riuscita con impegno e determinazione a rimettersi in piedi, a ricostruire la Sua quotidianità e a ritrovare un equilibrio personale. Dopo esperienze affettive intense e delusioni profonde, è naturale che il bisogno di proteggersi prevalga sul desiderio di aprirsi nuovamente. La mente e il corpo, spesso, hanno bisogno di tempo per ritrovare fiducia. Può anche darsi che in questa fase della Sua vita stia sperimentando una forma di benessere e autonomia nuova, che Le permette di sentirsi serena senza la necessità immediata di un legame sentimentale. Non è un segno di chiusura, ma il riflesso di un equilibrio diverso, ancora in evoluzione.
Le suggerirei di considerare questo momento non come una mancanza, ma come una tappa del Suo percorso personale: il desiderio di condividere con qualcuno potrà riemergere in modo spontaneo, quando si sentirà pronta. Il fatto stesso che si stia ponendo queste domande indica consapevolezza e apertura.
Cordiali saluti
Forse il dolore per la perdita di questo ragazzo non è stato del tutto elaborato? Oppure, semplicemente sta attraversando un periodo della sua vita in cui deve comprendere come focalizzare bene la sua attenzione per far crescere le sue motivazioni per prendere una diversa direzione nella vita?
Buongiorno da quello che scrive sembra che il momento della rottura sia stato molto doloroso per lei soprattutto perchè è avvenuto un po’ dal nulla e dunque inaspettato. È stata molto brava a chiedere aiuto e supporto per superare quel periodo difficile e ora sente di aver trovato un equilibrio. Dalle sue parole sembra peró che ci sia un po’ un blocco nel frequentare e conoscere qualcuno dunque potrebbe provare ad indagare questo con la sua psicologa, se per caso c’è della paura che la blocca e al tempo stesso la protegge dal non dover stare male di nuovo iniziando un’eventuale frequentazione o se invece emerge qualcos’altro. Un saluto
Buongiorno,
le sue parole raccontano un percorso di grande forza e consapevolezza: dopo una rottura dolorosa, è riuscita a ricostruire la sua vita e a ritrovare un equilibrio personale.
È comprensibile che, dopo una relazione così lunga e intensa, oggi lei senta di non avere ancora il desiderio o la spinta di aprirsi a un nuovo legame.
Spesso, dopo esperienze che ci hanno profondamente segnato, la mente e il corpo hanno bisogno di tempo per ritrovare fiducia, curiosità e apertura verso l’altro.
Il fatto che ora stia bene da sola non è un segnale di chiusura, ma piuttosto di maturità emotiva: sta imparando a stare con sé stessa in modo pieno, senza dipendere da una relazione per sentirsi completa.
È probabile che, con il tempo e senza forzature, la voglia di conoscere e di lasciarsi andare tornerà in modo naturale, quando si sentirà davvero pronta e quando incontrerà qualcuno con cui si sentirà al sicuro nel condividere di nuovo la sua intimità.
Cordiali saluti.
Dott.ssa Susanna Minaldi
le sue parole raccontano un percorso di grande forza e consapevolezza: dopo una rottura dolorosa, è riuscita a ricostruire la sua vita e a ritrovare un equilibrio personale.
È comprensibile che, dopo una relazione così lunga e intensa, oggi lei senta di non avere ancora il desiderio o la spinta di aprirsi a un nuovo legame.
Spesso, dopo esperienze che ci hanno profondamente segnato, la mente e il corpo hanno bisogno di tempo per ritrovare fiducia, curiosità e apertura verso l’altro.
Il fatto che ora stia bene da sola non è un segnale di chiusura, ma piuttosto di maturità emotiva: sta imparando a stare con sé stessa in modo pieno, senza dipendere da una relazione per sentirsi completa.
È probabile che, con il tempo e senza forzature, la voglia di conoscere e di lasciarsi andare tornerà in modo naturale, quando si sentirà davvero pronta e quando incontrerà qualcuno con cui si sentirà al sicuro nel condividere di nuovo la sua intimità.
Cordiali saluti.
Dott.ssa Susanna Minaldi
Buongiorno, certamente questa relazione ti ha fatto tanto soffrire in passato e temi forse di fidarti nuovamente. Ho come la sensazione che tu abbia creato una piccola rete di protezione intorno a te, per cui consenti agli amici di entrare nella tua vita, ma non consenti ad un eventuale amore di ferirti entrando nella tua vita in maniera più profonda. Nel caso di un amore, di una relazione anche fisica, dovresti aprirti di più, dare più fiducia, dovresti consentire all'altro anche i farti del male e forse non sei pronta ancora. Credo che per sbloccarti potresti pensare che oggi hai un'età diversa e una esperienza di vita diversa, quindi potresti tutelarti meglio anche in una eventuale relazione, partire con maggiori difese, concedere meno di te all'altro, almeno all'inizio. Provaci, con meno paura. La tutela di sè è tanto importante, ma ci fa perdere anche tanti momenti belli. Sono qui, se tu volessi parlarne. In bocca al lupo!
Gentile utente,
È molto bello leggere che, dopo un momento così difficile sia riuscita a ricostruire la sua vita e a sentirti oggi bene, soddisfatta e serena. Spesso diamo per scontato che la felicità passi necessariamente attraverso la vita di coppia, ma questa è un’idea profondamente radicata nei nostri schemi culturali e sociali, il benessere nasce dal sentirsi in sintonia con se stessi e sembra lei abbia trovato un equilibrio personale molto importante.
Il fatto che oggi non senta un forte desiderio di iniziare una nuova relazione non è “strano”, né necessariamente un problema. Quando si esce da una storia lunga e significativa, anche se si è elaborato il dolore e si è andati avanti, possono rimanere dentro di noi aspetti più sottili da esplorare. A volte ci vuole tempo per ritrovare fiducia, desiderio o semplicemente curiosità verso un nuovo incontro, rispettare i propri tempi è fondamentale.
Può essere interessante accogliere questo momento come un’occasione per conoscersi ancora più a fondo, esplorando cosa significhi oggi per lei “incontrare l’altro”. Magari non si tratta più di cercare un rapporto simile al precedente, ma di scoprire nuove modalità di connessione, più affini a chi è diventata ora. Forse non ha più voglia di quello che ha conosciuto in passato , si dia il permesso di restare curiosa, senza giudicarsi e senza forzarsi per trovare un modo nuovo di stare in interazione con qualcuno che non per forza riproduca le modalità alla quale era abituata.
Un caro saluto,
Dott.ssa Alice Brichetto
È molto bello leggere che, dopo un momento così difficile sia riuscita a ricostruire la sua vita e a sentirti oggi bene, soddisfatta e serena. Spesso diamo per scontato che la felicità passi necessariamente attraverso la vita di coppia, ma questa è un’idea profondamente radicata nei nostri schemi culturali e sociali, il benessere nasce dal sentirsi in sintonia con se stessi e sembra lei abbia trovato un equilibrio personale molto importante.
Il fatto che oggi non senta un forte desiderio di iniziare una nuova relazione non è “strano”, né necessariamente un problema. Quando si esce da una storia lunga e significativa, anche se si è elaborato il dolore e si è andati avanti, possono rimanere dentro di noi aspetti più sottili da esplorare. A volte ci vuole tempo per ritrovare fiducia, desiderio o semplicemente curiosità verso un nuovo incontro, rispettare i propri tempi è fondamentale.
Può essere interessante accogliere questo momento come un’occasione per conoscersi ancora più a fondo, esplorando cosa significhi oggi per lei “incontrare l’altro”. Magari non si tratta più di cercare un rapporto simile al precedente, ma di scoprire nuove modalità di connessione, più affini a chi è diventata ora. Forse non ha più voglia di quello che ha conosciuto in passato , si dia il permesso di restare curiosa, senza giudicarsi e senza forzarsi per trovare un modo nuovo di stare in interazione con qualcuno che non per forza riproduca le modalità alla quale era abituata.
Un caro saluto,
Dott.ssa Alice Brichetto
Ciao,
ti ringrazio per aver condiviso la tua storia con tanta sincerità. Dal tuo racconto emerge un percorso. di grande crescita personale: dopo una relazione lunga e dolorosa hai saputo riprendere la tua vita in mano e ritrovare benessere. È possibile che proprio questa esperienza abbia modificato, almeno per ora, il tuo modo di guardare alle relazioni.
Dopo una delusione importante, la mente e il corpo possono aver bisogno di tempo per riaprire quello “spazio relazionale” in cui ci si affida a un’altra persona. Il fatto che tu stia bene da sola non significa che non saprai o non potrai più innamorarti, ma semplicemente che in questa fase della tua vita stai dando priorità a te stessa e questo è un segno di maturità, non di chiusura.
Forse non c’è nulla da forzare, ma solo da accogliere: quando sarà il momento giusto quel desiderio tornerà in modo naturale.
Un caro saluto e grazie
ti ringrazio per aver condiviso la tua storia con tanta sincerità. Dal tuo racconto emerge un percorso. di grande crescita personale: dopo una relazione lunga e dolorosa hai saputo riprendere la tua vita in mano e ritrovare benessere. È possibile che proprio questa esperienza abbia modificato, almeno per ora, il tuo modo di guardare alle relazioni.
Dopo una delusione importante, la mente e il corpo possono aver bisogno di tempo per riaprire quello “spazio relazionale” in cui ci si affida a un’altra persona. Il fatto che tu stia bene da sola non significa che non saprai o non potrai più innamorarti, ma semplicemente che in questa fase della tua vita stai dando priorità a te stessa e questo è un segno di maturità, non di chiusura.
Forse non c’è nulla da forzare, ma solo da accogliere: quando sarà il momento giusto quel desiderio tornerà in modo naturale.
Un caro saluto e grazie
Buongiorno carissima utente, quel che posso dirle (senza conoscere approfonditamente la sua storia) è che forse dopo 12 anni di relazione ed una brutta delusione dovuta alla separazione, ora lei si sta focalizzando su sé stessa e non sta lasciando molto spazio all'apertura nei confronti dell'altro (inteso come potenziale partner). Questo può avvenire forse come difesa, per evitare di rimanere delusa di nuovo, o forse come naturale fase della vita in cui si sta sperimentando "indipendente", come a recuperare tanti anni in cui invece è stata in una relazione (e dunque mai del tutto "da sola", autonoma). Finché lei sta bene con la sua vita, con i suoi impegni e le sue attività, non deve preoccuparsi... Se invece comincia a soffrire di questa mancanza di "voglia di conoscere altre persone" allora potrebbe iniziare ad interrogarsi sui motivi più profondi e sulle emozioni che sono connesse a questa "assenza". Se vorrà, rimango a sua disposizione per approfondire la questione e supportarla lungo un eventuale percorso di maggiore scoperta di sè.
A presto,
Chiara Visalli - Psicologa Clinico Dinamica
A presto,
Chiara Visalli - Psicologa Clinico Dinamica
Gentile utente, quello che racconti è un percorso di grande forza e consapevolezza. Dopo una relazione così lunga e una rottura improvvisa, è naturale che il bisogno di proteggersi prevalga sul desiderio di rimettersi in gioco. Quando si è sofferto molto, l’inconscio tende a creare una sorta di “scudo emotivo” che ti permette di stare bene da sola, ma che allo stesso tempo può rendere difficile aprirsi di nuovo.
Il fatto che oggi tu stia bene con te stessa è un segnale di maturità: hai ricostruito la tua vita, il lavoro, le amicizie, la serenità. Forse semplicemente non è ancora arrivato qualcuno capace di farti sentire al sicuro e di risvegliare davvero il desiderio di una relazione. Non c’è nulla di sbagliato in questo: l’amore non va cercato per riempire un vuoto, ma per condividere ciò che già hai costruito dentro di te.
Concediti di vivere questa fase senza forzarti. Quando ti sentirai pronta, e incontrerai una persona capace di rispettare i tuoi tempi e la tua autenticità, quella voglia tornerà in modo naturale. A volte, il vero cambiamento arriva proprio quando smettiamo di aspettarlo.
Un caro saluto
Dott.ssa A.Mustatea
Il fatto che oggi tu stia bene con te stessa è un segnale di maturità: hai ricostruito la tua vita, il lavoro, le amicizie, la serenità. Forse semplicemente non è ancora arrivato qualcuno capace di farti sentire al sicuro e di risvegliare davvero il desiderio di una relazione. Non c’è nulla di sbagliato in questo: l’amore non va cercato per riempire un vuoto, ma per condividere ciò che già hai costruito dentro di te.
Concediti di vivere questa fase senza forzarti. Quando ti sentirai pronta, e incontrerai una persona capace di rispettare i tuoi tempi e la tua autenticità, quella voglia tornerà in modo naturale. A volte, il vero cambiamento arriva proprio quando smettiamo di aspettarlo.
Un caro saluto
Dott.ssa A.Mustatea
Salve,
Empatizzo con il contenuto di ciò che ha condiviso. Ha attraversato un periodo molto difficile ed è stata brava a trovare dentro di sé la forza per riprendersi e ricostruire una vita che la soddisfi. Il fatto che abbia un lavoro che le piaccia, un gruppo di amici che la appaghi e senta di aver ritrovato la serenità è già un traguardo molto significativo.
Riguardo alla sua domanda sul perché non provi più la voglia di conoscere qualcuno o di innamorarsi di nuovo, credo che ci siano diverse possibili spiegazioni. La prima è che, dopo una relazione lunga e significativa come quella che ha avuto, ci possa essere un naturale periodo di riposo emotivo. È come se il cuore avesse bisogno di tempo per ritrovare un equilibrio interiore prima di riaprire se stesso a un'altra persona. E' possibile che al momento senta il bisogno di tutelarsi, di proteggere il suo benessere emotivo, e che questo la renda meno incline ad esporsi nuovamente.
Il fatto che stia bene con la sua vita attuale, che trova soddisfazione nel lavoro e nella compagnia di amici, è un segno positivo. Forse non sente la spinta a cercare un partner perché sta vivendo una fase di equilibrio in cui non ha la necessità immediata di cambiare la sua situazione affettiva. Questo non vuol dire che non possa accadere in futuro, ma che, al momento, potrebbe essere più concentrata sul godersi se stessa e la sua indipendenza.
Per quanto riguarda l'incontro con persone che non la attraggono, potrebbe essere dettato dal fatto che la fine di una relazione spesso porta con sé un processo di elaborazione e di riflessione su ciò che desideriamo veramente in una nuova persona. Potrebbe non essere ancora pronta ad accogliere qualcuno che non corrisponda alla sua idea di partner ideale o che non risvegli in lei quel tipo di emozioni che desidera. Inoltre, potrebbe esserci il timore di ritrovarsi in schemi analoghi a quelli vissuti nella relazione passata, il che potrebbe renderla restia a cercare una nuova relazione. Tenga però presente che siamo in continua evoluzione e che, la persona che lei è oggi, è una versione nuova rispetto a quella del passato. Per questo, le dinamiche che si andrebbero a creare in un nuovo rapporto sarebbero potenzialmente differenti.
In ogni caso, non esiste un tempo giusto per rimettersi in gioco, ognuno ha il proprio ritmo. Se un giorno dovesse sentire la necessità di mettersi nuovamente in gioco, sarà pronta a farlo quando lo sentirà dentro di sé.
Le auguro di proseguire nel percorso che la faccia stare bene, rispettando i suoi tempi.
Cordialmente,
Dott.ssa Luciana Bastianini
Empatizzo con il contenuto di ciò che ha condiviso. Ha attraversato un periodo molto difficile ed è stata brava a trovare dentro di sé la forza per riprendersi e ricostruire una vita che la soddisfi. Il fatto che abbia un lavoro che le piaccia, un gruppo di amici che la appaghi e senta di aver ritrovato la serenità è già un traguardo molto significativo.
Riguardo alla sua domanda sul perché non provi più la voglia di conoscere qualcuno o di innamorarsi di nuovo, credo che ci siano diverse possibili spiegazioni. La prima è che, dopo una relazione lunga e significativa come quella che ha avuto, ci possa essere un naturale periodo di riposo emotivo. È come se il cuore avesse bisogno di tempo per ritrovare un equilibrio interiore prima di riaprire se stesso a un'altra persona. E' possibile che al momento senta il bisogno di tutelarsi, di proteggere il suo benessere emotivo, e che questo la renda meno incline ad esporsi nuovamente.
Il fatto che stia bene con la sua vita attuale, che trova soddisfazione nel lavoro e nella compagnia di amici, è un segno positivo. Forse non sente la spinta a cercare un partner perché sta vivendo una fase di equilibrio in cui non ha la necessità immediata di cambiare la sua situazione affettiva. Questo non vuol dire che non possa accadere in futuro, ma che, al momento, potrebbe essere più concentrata sul godersi se stessa e la sua indipendenza.
Per quanto riguarda l'incontro con persone che non la attraggono, potrebbe essere dettato dal fatto che la fine di una relazione spesso porta con sé un processo di elaborazione e di riflessione su ciò che desideriamo veramente in una nuova persona. Potrebbe non essere ancora pronta ad accogliere qualcuno che non corrisponda alla sua idea di partner ideale o che non risvegli in lei quel tipo di emozioni che desidera. Inoltre, potrebbe esserci il timore di ritrovarsi in schemi analoghi a quelli vissuti nella relazione passata, il che potrebbe renderla restia a cercare una nuova relazione. Tenga però presente che siamo in continua evoluzione e che, la persona che lei è oggi, è una versione nuova rispetto a quella del passato. Per questo, le dinamiche che si andrebbero a creare in un nuovo rapporto sarebbero potenzialmente differenti.
In ogni caso, non esiste un tempo giusto per rimettersi in gioco, ognuno ha il proprio ritmo. Se un giorno dovesse sentire la necessità di mettersi nuovamente in gioco, sarà pronta a farlo quando lo sentirà dentro di sé.
Le auguro di proseguire nel percorso che la faccia stare bene, rispettando i suoi tempi.
Cordialmente,
Dott.ssa Luciana Bastianini
Buongiorno,
innanzitutto voglio dirle che ciò che descrive è una condizione molto più comune di quanto possa sembrare. Dopo una relazione lunga e significativa, come quella che ha vissuto, è normale attraversare un periodo di “ricostruzione” in cui ci si riappropria della propria identità, dei propri spazi e dei propri desideri. Lei ha già fatto un grande percorso di elaborazione e crescita personale, e il fatto che oggi stia bene con sé stessa è un segnale molto positivo.
La difficoltà o la mancanza di desiderio nel rimettersi in gioco sentimentalmente può avere diverse spiegazioni. A volte, dopo una delusione importante, la mente e il corpo hanno bisogno di più tempo per riaprire la porta alla vulnerabilità emotiva che un nuovo legame comporta. In altri casi, può esserci una forma di “autoprotezione” inconscia: quando si è sofferto molto, ci si difende, anche senza volerlo, dal rischio di provare di nuovo dolore.
Inoltre, non sempre il “non avere voglia di fidanzarsi” è un segnale negativo: può essere semplicemente il riflesso di un equilibrio che, in questo momento, è centrato su sé stessa e sul proprio benessere. Il desiderio di una relazione può tornare spontaneamente, quando si sentirà davvero pronta e quando incontrerà una persona con cui nascerà una connessione autentica.
Detto questo, se questa situazione la fa riflettere o la mette in difficoltà, potrebbe essere utile approfondire ulteriormente il tema con uno specialista, per comprendere meglio i suoi bisogni affettivi e le dinamiche interiori che oggi guidano le sue scelte relazionali.
Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa – Psicoterapeuta – Sessuologa
innanzitutto voglio dirle che ciò che descrive è una condizione molto più comune di quanto possa sembrare. Dopo una relazione lunga e significativa, come quella che ha vissuto, è normale attraversare un periodo di “ricostruzione” in cui ci si riappropria della propria identità, dei propri spazi e dei propri desideri. Lei ha già fatto un grande percorso di elaborazione e crescita personale, e il fatto che oggi stia bene con sé stessa è un segnale molto positivo.
La difficoltà o la mancanza di desiderio nel rimettersi in gioco sentimentalmente può avere diverse spiegazioni. A volte, dopo una delusione importante, la mente e il corpo hanno bisogno di più tempo per riaprire la porta alla vulnerabilità emotiva che un nuovo legame comporta. In altri casi, può esserci una forma di “autoprotezione” inconscia: quando si è sofferto molto, ci si difende, anche senza volerlo, dal rischio di provare di nuovo dolore.
Inoltre, non sempre il “non avere voglia di fidanzarsi” è un segnale negativo: può essere semplicemente il riflesso di un equilibrio che, in questo momento, è centrato su sé stessa e sul proprio benessere. Il desiderio di una relazione può tornare spontaneamente, quando si sentirà davvero pronta e quando incontrerà una persona con cui nascerà una connessione autentica.
Detto questo, se questa situazione la fa riflettere o la mette in difficoltà, potrebbe essere utile approfondire ulteriormente il tema con uno specialista, per comprendere meglio i suoi bisogni affettivi e le dinamiche interiori che oggi guidano le sue scelte relazionali.
Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa – Psicoterapeuta – Sessuologa
Buonasera Cara, la sua richiesta sembra dire implicitamente "c'è qualcosa che non va in me? cosa ho di sbagliato?". A me sembra che lei stia attraversando un periodo soddisfacente e gratificante, ma al contempo il quadro non le sembra completo se non c'è qualcuno al suo fianco, un compagno.
Non c'è nulla di sbagliato, lei è stata nel dolore il tempo necessario per ritrovarsi e aspettare che passasse; ora ha iniziato a vivere e non serve cercare, quando la mente e il cuore sono pronti vedrà che potrà stare nel luogo più impensato e troverà la persona giusta che ben s'incastra con lei, scoprendosi nuovamente pronta ad una relazione.
Non c'è nulla di sbagliato, lei è stata nel dolore il tempo necessario per ritrovarsi e aspettare che passasse; ora ha iniziato a vivere e non serve cercare, quando la mente e il cuore sono pronti vedrà che potrà stare nel luogo più impensato e troverà la persona giusta che ben s'incastra con lei, scoprendosi nuovamente pronta ad una relazione.
Buonasera,
È così sicura di stare bene? O magari soffre perché non ha quello che vorrebbe?
È così sicura di stare bene? O magari soffre perché non ha quello che vorrebbe?
Buongiorno,
capisco bene la sensazione che descrive: dopo una relazione lunga e intensa, spesso anche quando ci si è ripresi e si sta oggettivamente bene, può rimanere una sorta di “pausa interiore” nei confronti dell’amore. È come se una parte di sé avesse ancora bisogno di consolidare la nuova identità costruita dopo la fine di quella storia, prima di potersi davvero riaprire a qualcun altro.
Non sempre la mancanza di desiderio di innamorarsi di nuovo è un segnale di chiusura: talvolta indica un bisogno di protezione, o il desiderio di conoscersi meglio, di godere della propria autonomia, dopo anni in cui si è condiviso tutto con un’altra persona.
Anche il fatto che oggi si senta bene con sé stessa è un traguardo importante — non va letto come “disinteresse”, ma come una fase di equilibrio che potrà evolvere naturalmente, senza forzature, quando si presenterà qualcuno con cui sentire una sintonia autentica.
Se però sente che questo blocco la fa interrogare o la fa sentire “ferma”, potrebbe essere utile esplorarlo in un percorso psicologico: a volte dietro la difficoltà a desiderare una nuova relazione si nascondono paure più sottili, legate al rischio di soffrire di nuovo o di perdere l’autonomia conquistata.
Un caro saluto
capisco bene la sensazione che descrive: dopo una relazione lunga e intensa, spesso anche quando ci si è ripresi e si sta oggettivamente bene, può rimanere una sorta di “pausa interiore” nei confronti dell’amore. È come se una parte di sé avesse ancora bisogno di consolidare la nuova identità costruita dopo la fine di quella storia, prima di potersi davvero riaprire a qualcun altro.
Non sempre la mancanza di desiderio di innamorarsi di nuovo è un segnale di chiusura: talvolta indica un bisogno di protezione, o il desiderio di conoscersi meglio, di godere della propria autonomia, dopo anni in cui si è condiviso tutto con un’altra persona.
Anche il fatto che oggi si senta bene con sé stessa è un traguardo importante — non va letto come “disinteresse”, ma come una fase di equilibrio che potrà evolvere naturalmente, senza forzature, quando si presenterà qualcuno con cui sentire una sintonia autentica.
Se però sente che questo blocco la fa interrogare o la fa sentire “ferma”, potrebbe essere utile esplorarlo in un percorso psicologico: a volte dietro la difficoltà a desiderare una nuova relazione si nascondono paure più sottili, legate al rischio di soffrire di nuovo o di perdere l’autonomia conquistata.
Un caro saluto
Quello che Lei descrive è un percorso di grande maturità emotiva: dopo una rottura dolorosa e improvvisa, ha saputo ricostruire la sua vita, ritrovare stabilità, investire su di sé e tornare a stare bene. Ma è proprio in questa fase — quando tutto sembra finalmente “a posto” — che emerge una domanda profonda: “Perché non riesco a desiderare di nuovo?”
Il fatto di non sentire voglia di legarsi o di conoscere nuovi partner non è un segnale di chiusura patologica, ma piuttosto di autoprotezione emotiva. Dopo una relazione lunga e intensa, il cuore e la mente hanno bisogno di un tempo non solo per guarire, ma per rielaborare l’idea stessa di amore. L’esperienza che ha vissuto ha lasciato una ferita — la delusione, la perdita, l’abbandono improvviso — e inconsciamente il suo sistema affettivo sta ancora lavorando per evitare che quel dolore si ripeta.
Quando dice “sto bene così”, in realtà sta esprimendo un equilibrio conquistato con fatica, che ora non vuole mettere a rischio. Ma l’assenza di desiderio verso gli altri non è necessariamente definitiva: può essere una fase di integrazione, in cui sta imparando a vivere bene con sé stessa, prima di poter riaprire lo spazio dell’intimità in modo più libero e consapevole.
Spesso, dopo grandi delusioni, il desiderio di coppia ritorna non come “bisogno”, ma come piacere di condividere, e per arrivarci serve fidarsi di nuovo del proprio istinto e del proprio corpo.
In terapia, si potrebbe esplorare cosa è rimasto di quella storia: non solo la ferita, ma anche il modello affettivo che si è formato dentro di Lei. A volte il desiderio torna quando si sente di aver davvero chiuso con il passato — non solo razionalmente, ma emotivamente.
Se desidera comprendere meglio questo blocco e riscoprire la parte di sé capace di desiderare e lasciarsi sorprendere, possiamo parlarne in un colloquio — in studio o online — per accompagnarla, con delicatezza, nel passaggio dall’essere “guarita” all’essere di nuovo aperta alla vita affettiva.
Il fatto di non sentire voglia di legarsi o di conoscere nuovi partner non è un segnale di chiusura patologica, ma piuttosto di autoprotezione emotiva. Dopo una relazione lunga e intensa, il cuore e la mente hanno bisogno di un tempo non solo per guarire, ma per rielaborare l’idea stessa di amore. L’esperienza che ha vissuto ha lasciato una ferita — la delusione, la perdita, l’abbandono improvviso — e inconsciamente il suo sistema affettivo sta ancora lavorando per evitare che quel dolore si ripeta.
Quando dice “sto bene così”, in realtà sta esprimendo un equilibrio conquistato con fatica, che ora non vuole mettere a rischio. Ma l’assenza di desiderio verso gli altri non è necessariamente definitiva: può essere una fase di integrazione, in cui sta imparando a vivere bene con sé stessa, prima di poter riaprire lo spazio dell’intimità in modo più libero e consapevole.
Spesso, dopo grandi delusioni, il desiderio di coppia ritorna non come “bisogno”, ma come piacere di condividere, e per arrivarci serve fidarsi di nuovo del proprio istinto e del proprio corpo.
In terapia, si potrebbe esplorare cosa è rimasto di quella storia: non solo la ferita, ma anche il modello affettivo che si è formato dentro di Lei. A volte il desiderio torna quando si sente di aver davvero chiuso con il passato — non solo razionalmente, ma emotivamente.
Se desidera comprendere meglio questo blocco e riscoprire la parte di sé capace di desiderare e lasciarsi sorprendere, possiamo parlarne in un colloquio — in studio o online — per accompagnarla, con delicatezza, nel passaggio dall’essere “guarita” all’essere di nuovo aperta alla vita affettiva.
Buonasera,
grazie per aver condiviso la sua esperienza. Si percepisce che ha fatto un grande lavoro su di sé dopo una delusione così forte, e che oggi è riuscita a ritrovare un equilibrio e un benessere autentico.
A volte, dopo esperienze così intense, può succedere di non sentire più il desiderio di aprirsi a nuovi legami: è un modo, spesso inconscio, per proteggersi e preservare la stabilità ritrovata. Non c’è nulla di sbagliato, ma se questa mancanza di voglia o curiosità verso l’altro la fa interrogare o le pesa, può essere utile approfondirla - come sta facendo - in un percorso psicologico, per comprendere meglio cosa c’è dietro e cosa ha ancora bisogno di essere elaborato.
Un saluto.
grazie per aver condiviso la sua esperienza. Si percepisce che ha fatto un grande lavoro su di sé dopo una delusione così forte, e che oggi è riuscita a ritrovare un equilibrio e un benessere autentico.
A volte, dopo esperienze così intense, può succedere di non sentire più il desiderio di aprirsi a nuovi legami: è un modo, spesso inconscio, per proteggersi e preservare la stabilità ritrovata. Non c’è nulla di sbagliato, ma se questa mancanza di voglia o curiosità verso l’altro la fa interrogare o le pesa, può essere utile approfondirla - come sta facendo - in un percorso psicologico, per comprendere meglio cosa c’è dietro e cosa ha ancora bisogno di essere elaborato.
Un saluto.
Ciao, sono Maria Cristina, una psicologa e sessuologa. Hai attraversato una rottura profonda, improvvisa, dopo dodici anni. Il corpo e la mente, davanti a un distacco così, spesso fanno qualcosa di molto saggio: rallentano. È come se dentro di noi si attivasse un sistema di protezione che, per un po’, tienesse chiusa la porta dell’intimità. Non è pigrizia, non è “essere fredda”: è guarigione. E tu, nel frattempo, hai ricostruito: lavoro che ti piace, una base sociale, momenti di benessere. È importante riconoscerlo: stai bene perché hai lavorato per stare bene.
Da qui nasce un punto chiave. Il desiderio di relazione non è sempre un impulso che scatta da solo; soprattutto dopo una ferita, spesso diventa “responsivo”: non parte in astratto, ma si accende quando c’è un contesto che ti fa sentire sicura, vista, rispettata. Le chat, al contrario, sono luoghi poveri di segnali di affidabilità e di calore: è normale non sentire quella spinta, o incontrare persone che sembrano l’opposto di ciò che cerchi. Aggiungo un altro pezzo: dopo un grande dolore si diventa più selettivi. Non è che “non trovi nessuno”; è che non sei più disposta a negoziare ciò che per te è essenziale. Questa è crescita, non chiusura.
La domanda allora cambia: ciò che vivi è una scelta o un evitamento? Se, come scrivi, stai bene nella tua vita, non provi urgenza, non c’è sofferenza nel non cercare, allora sei in un tempo di scelta: stai onorando il tuo ritmo. Se invece, in certi momenti, senti il peso di una porta che vorresti aprire ma non si apre, allora bisogna lavorare su un modo per sbloccarla senza forzarti.
Da qui nasce un punto chiave. Il desiderio di relazione non è sempre un impulso che scatta da solo; soprattutto dopo una ferita, spesso diventa “responsivo”: non parte in astratto, ma si accende quando c’è un contesto che ti fa sentire sicura, vista, rispettata. Le chat, al contrario, sono luoghi poveri di segnali di affidabilità e di calore: è normale non sentire quella spinta, o incontrare persone che sembrano l’opposto di ciò che cerchi. Aggiungo un altro pezzo: dopo un grande dolore si diventa più selettivi. Non è che “non trovi nessuno”; è che non sei più disposta a negoziare ciò che per te è essenziale. Questa è crescita, non chiusura.
La domanda allora cambia: ciò che vivi è una scelta o un evitamento? Se, come scrivi, stai bene nella tua vita, non provi urgenza, non c’è sofferenza nel non cercare, allora sei in un tempo di scelta: stai onorando il tuo ritmo. Se invece, in certi momenti, senti il peso di una porta che vorresti aprire ma non si apre, allora bisogna lavorare su un modo per sbloccarla senza forzarti.
Buonasera , la invito a leggere questa poesia.
Lentamente muore
chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e non cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle “i”
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all’errore e ai sentimenti.
Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza
per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita,
di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore
chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente
chi distrugge l’amor proprio,
chi non si lascia aiutare
chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore
chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore
del semplice fatto di respirare.
Buona Vita...
Lentamente muore
chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e non cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle “i”
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all’errore e ai sentimenti.
Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza
per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita,
di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore
chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente
chi distrugge l’amor proprio,
chi non si lascia aiutare
chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore
chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore
del semplice fatto di respirare.
Buona Vita...
Buongiorno, la ringrazio per la condivisione della sua storia.
Dopo tanti anni di relazione è legittimo poter incontrare delle difficoltà nel riaprirsi e sentirsi pronti a dare fiducia a una nuova persona. Capisco che questa situazione può essere vissuta come un momento ambivalente che può risultare confusivo: da una parte la serenità data dalla situazione attuale e dall’altra la preoccupazione che si celi qualcosa che non va.
Il tema che porta è delicato e andrebbe esplorato approfonditamente. Prendersi uno spazio suo, come può essere lo spazio in terapia, può permetterle di cercare e individuare possibili risposte alle sue domande.
Resto a disposizione per ulteriori approfondimenti,
Dott.ssa Carlotta Degli Esposti
Dopo tanti anni di relazione è legittimo poter incontrare delle difficoltà nel riaprirsi e sentirsi pronti a dare fiducia a una nuova persona. Capisco che questa situazione può essere vissuta come un momento ambivalente che può risultare confusivo: da una parte la serenità data dalla situazione attuale e dall’altra la preoccupazione che si celi qualcosa che non va.
Il tema che porta è delicato e andrebbe esplorato approfonditamente. Prendersi uno spazio suo, come può essere lo spazio in terapia, può permetterle di cercare e individuare possibili risposte alle sue domande.
Resto a disposizione per ulteriori approfondimenti,
Dott.ssa Carlotta Degli Esposti
Buongiorno,
intanto grazie per aver condiviso la sua storia. Quello che descrive è più comune di quanto pensa.
Quando una relazione è durata così tanto ed è finita in modo improvviso, il corpo e la mente hanno bisogno di tempo per sentirsi al sicuro di nuovo. Lei ha usato le sue risorse per rimettersi in piedi: ha ricostruito la sua vita, ritrovato stabilità, autonomia e benessere.
È normale che, quando si raggiunge un equilibrio dopo una grande ferita, la parte emotiva non abbia fretta di rischiare ancora o semplicemente non ne sente l'esigenza.
Non c’è nulla di sbagliato in lei.
A volte non è “non trovo quello giusto”, ma piuttosto:
non sono ancora pronta a riaprire lo spazio emotivo che richiede una relazione.
E questo non significa tornare indietro o avere paura. Significa che sta rispettando i suoi tempi.
La domanda che può farsi non è “perché non ho voglia di fidanzarmi?”, ma:
“Di cosa ho bisogno oggi per sentirmi libera e serena nelle relazioni?”
Quando ci sarà qualcuno che farà sentire quella sensazione di sicurezza, la motivazione tornerà da sola.
Non serve forzarsi.
Per ora, si prenda il diritto di stare bene così.
Lo spazio per l’amore non si crea cercandolo, ma vivendo la propria vita.
intanto grazie per aver condiviso la sua storia. Quello che descrive è più comune di quanto pensa.
Quando una relazione è durata così tanto ed è finita in modo improvviso, il corpo e la mente hanno bisogno di tempo per sentirsi al sicuro di nuovo. Lei ha usato le sue risorse per rimettersi in piedi: ha ricostruito la sua vita, ritrovato stabilità, autonomia e benessere.
È normale che, quando si raggiunge un equilibrio dopo una grande ferita, la parte emotiva non abbia fretta di rischiare ancora o semplicemente non ne sente l'esigenza.
Non c’è nulla di sbagliato in lei.
A volte non è “non trovo quello giusto”, ma piuttosto:
non sono ancora pronta a riaprire lo spazio emotivo che richiede una relazione.
E questo non significa tornare indietro o avere paura. Significa che sta rispettando i suoi tempi.
La domanda che può farsi non è “perché non ho voglia di fidanzarmi?”, ma:
“Di cosa ho bisogno oggi per sentirmi libera e serena nelle relazioni?”
Quando ci sarà qualcuno che farà sentire quella sensazione di sicurezza, la motivazione tornerà da sola.
Non serve forzarsi.
Per ora, si prenda il diritto di stare bene così.
Lo spazio per l’amore non si crea cercandolo, ma vivendo la propria vita.
Buongiorno,
da ciò che racconta sembra che oggi lei abbia trovato un buon equilibrio e che la sua vita la soddisfi. A volte, però, dopo una forte delusione, alcune emozioni o pensieri possono riaffiorare proprio quando stiamo meglio: è come se in quel momento ci fosse finalmente lo spazio per ascoltarli e accoglierli.
Potrebbe essere utile esplorare, con l’aiuto di un professionista, se ci sono ancora alcuni aspetti legati alla sua storia passata o ai suoi desideri presenti che meritano attenzione. Comprendere meglio queste parti di sé può aiutarla a dare un senso a ciò che prova e a sentirsi ancora più in sintonia con se stessa.
da ciò che racconta sembra che oggi lei abbia trovato un buon equilibrio e che la sua vita la soddisfi. A volte, però, dopo una forte delusione, alcune emozioni o pensieri possono riaffiorare proprio quando stiamo meglio: è come se in quel momento ci fosse finalmente lo spazio per ascoltarli e accoglierli.
Potrebbe essere utile esplorare, con l’aiuto di un professionista, se ci sono ancora alcuni aspetti legati alla sua storia passata o ai suoi desideri presenti che meritano attenzione. Comprendere meglio queste parti di sé può aiutarla a dare un senso a ciò che prova e a sentirsi ancora più in sintonia con se stessa.
Ciao
prima di tutto, grazie per aver condiviso la tua storia — si sente che hai fatto un percorso importante e faticoso, e già questo dice tanto di te. Non è facile rialzarsi dopo una delusione così grande, e riuscire a ricostruirsi fino a stare bene, a sentirsi felici e serene nella propria vita, è una conquista vera.
Quello che descrivi adesso è in realtà una fase molto naturale. Ti spiego perché.
Quando una relazione lunga finisce — soprattutto se finisce all’improvviso, come nel tuo caso — dentro di noi qualcosa cambia profondamente. Per anni hai investito tempo, energie, fiducia, affetto, e poi tutto si è interrotto. Anche se ora stai bene e non senti più dolore, è come se una parte di te fosse ancora “in protezione”: il tuo cuore, per non rischiare di farsi di nuovo male, tiene un po’ la porta chiusa. Non è mancanza di desiderio o disinteresse verso l’amore, è solo una forma di autodifesa che il corpo e la mente mettono in atto per tutelarti.
In più, dopo un lavoro personale intenso e un periodo in cui hai imparato a stare bene da sola, può capitare che non sentire il bisogno di una relazione sembri strano, ma in realtà è segno di equilibrio. Hai trovato una stabilità dentro di te, e ora non cerchi qualcuno per riempire un vuoto — cercherai solo se arriverà davvero qualcosa che ti fa stare meglio di come stai ora. E questo è bellissimo.
Quanto al non trovare “quel tipo di ragazzo che piace a te”, anche qui c’è una spiegazione: quando cresci, cambi, ti conosci meglio, diventi più selettiva. È naturale che molte persone non ti “arrivino”, che non ti scattino le stesse emozioni di una volta. Il tuo modo di scegliere è diventato più consapevole.
Ti direi di non forzarti a cercare o a capire perché non ti viene voglia. Non c’è niente di sbagliato. A volte la voglia di rimettersi in gioco torna da sola, magari in un momento inaspettato, o magari in forme diverse (una conoscenza lenta, una connessione più profonda, non per forza una storia classica).
Intanto, goditi questa fase: è preziosa. È quella in cui stai consolidando la tua serenità, e da lì nascerà qualcosa di nuovo, ma solo quando sarai davvero pronta — non perché “devi”, ma perché “vuoi”.
Se posso chiederti: quando pensi all’idea di una nuova relazione, cosa ti viene in mente per prima? Paura, curiosità, indifferenza? A volte capire quella prima sensazione aiuta a capire in che punto del tuo percorso sei davvero.
prima di tutto, grazie per aver condiviso la tua storia — si sente che hai fatto un percorso importante e faticoso, e già questo dice tanto di te. Non è facile rialzarsi dopo una delusione così grande, e riuscire a ricostruirsi fino a stare bene, a sentirsi felici e serene nella propria vita, è una conquista vera.
Quello che descrivi adesso è in realtà una fase molto naturale. Ti spiego perché.
Quando una relazione lunga finisce — soprattutto se finisce all’improvviso, come nel tuo caso — dentro di noi qualcosa cambia profondamente. Per anni hai investito tempo, energie, fiducia, affetto, e poi tutto si è interrotto. Anche se ora stai bene e non senti più dolore, è come se una parte di te fosse ancora “in protezione”: il tuo cuore, per non rischiare di farsi di nuovo male, tiene un po’ la porta chiusa. Non è mancanza di desiderio o disinteresse verso l’amore, è solo una forma di autodifesa che il corpo e la mente mettono in atto per tutelarti.
In più, dopo un lavoro personale intenso e un periodo in cui hai imparato a stare bene da sola, può capitare che non sentire il bisogno di una relazione sembri strano, ma in realtà è segno di equilibrio. Hai trovato una stabilità dentro di te, e ora non cerchi qualcuno per riempire un vuoto — cercherai solo se arriverà davvero qualcosa che ti fa stare meglio di come stai ora. E questo è bellissimo.
Quanto al non trovare “quel tipo di ragazzo che piace a te”, anche qui c’è una spiegazione: quando cresci, cambi, ti conosci meglio, diventi più selettiva. È naturale che molte persone non ti “arrivino”, che non ti scattino le stesse emozioni di una volta. Il tuo modo di scegliere è diventato più consapevole.
Ti direi di non forzarti a cercare o a capire perché non ti viene voglia. Non c’è niente di sbagliato. A volte la voglia di rimettersi in gioco torna da sola, magari in un momento inaspettato, o magari in forme diverse (una conoscenza lenta, una connessione più profonda, non per forza una storia classica).
Intanto, goditi questa fase: è preziosa. È quella in cui stai consolidando la tua serenità, e da lì nascerà qualcosa di nuovo, ma solo quando sarai davvero pronta — non perché “devi”, ma perché “vuoi”.
Se posso chiederti: quando pensi all’idea di una nuova relazione, cosa ti viene in mente per prima? Paura, curiosità, indifferenza? A volte capire quella prima sensazione aiuta a capire in che punto del tuo percorso sei davvero.
Buongiorno, grazie per aver condiviso la sua storia e si sente che ha fatto un percorso profondo e coraggioso. Il fatto che lei oggi stia bene è un segno di buona capacità di resilienza e quello che sta vivendo nel mondo delle relazioni è in parte una relazione sana e comprensibile.
Ha subito una grande delusione e un grande dolore, da una persona che amava e questo, nonostante lei abbia recuperato la sua autonomia e serenità nella sua quotidianità, può significare che non è ancora pronta ad aprire la porta per un nuovo legame. È probabile che lei abbia necessità di sentirsi al sicuro prima di far avvicinare qualcuno a lei. Non volere qualcuno non significa per forza avere un problema, ma ha imparato a stare bene con sè stessa e non necessità di una relazione per sentirsi completa. È importante però capire cosa succede quando si avvicina ad un ragazzo, se ci sono delle paure o delle preoccupazioni ed in caso queste si possono provare a gestire. Continui a coltivare sè stessa ed esplorare quali siano i suoi desideri, e provi ad aprirsi con curiosità alle relazioni, senza l’obbligo di dover trovare qualcuno.
Cordiali saluti
Ha subito una grande delusione e un grande dolore, da una persona che amava e questo, nonostante lei abbia recuperato la sua autonomia e serenità nella sua quotidianità, può significare che non è ancora pronta ad aprire la porta per un nuovo legame. È probabile che lei abbia necessità di sentirsi al sicuro prima di far avvicinare qualcuno a lei. Non volere qualcuno non significa per forza avere un problema, ma ha imparato a stare bene con sè stessa e non necessità di una relazione per sentirsi completa. È importante però capire cosa succede quando si avvicina ad un ragazzo, se ci sono delle paure o delle preoccupazioni ed in caso queste si possono provare a gestire. Continui a coltivare sè stessa ed esplorare quali siano i suoi desideri, e provi ad aprirsi con curiosità alle relazioni, senza l’obbligo di dover trovare qualcuno.
Cordiali saluti
Buongiorno,
grazie per aver condiviso la sua esperienza.
Dopo una relazione lunga e significativa, terminata in modo improvviso e doloroso, è comprensibile che il processo di riorganizzazione emotiva sia stato profondo. Da ciò che racconta emerge molto impegno personale: ha attraversato il dolore, si è presa cura di sé, ha costruito nuove basi nella sua vita e oggi sente di stare bene. Questo è un risultato prezioso.
Quello che sta vivendo ora, il non sentire la spinta verso una nuova relazione, o il non provare attrazione o curiosità verso nuove conoscenze, può essere parte di un percorso naturale. A volte, dopo una delusione importante, abbiamo bisogno di tempo non solo per guarire, ma anche per ritrovare fiducia, desiderio e apertura verso l’altro, senza forzarci.
Il fatto che lei oggi stia bene nella sua quotidianità è un segnale positivo: non si tratta di “blocco” in senso patologico, ma di un momento in cui la sua energia è ancora orientata a consolidare sé stessa. Il desiderio affettivo può tornare con tempi personali, e non esiste un tempo più o meno giusto.
A volte capita che, solo dopo aver ristabilito pienamente la propria sicurezza interiore, si riapra lo spazio per l’incontro con l’altro. E molte persone riferiscono di vivere una fase simile dopo relazioni molto importanti.
Se però sente confusione, o se questi pensieri iniziano a generare ansia o sensazione di “essere sbagliata”, potrebbe essere utile esplorare questi vissuti con un/una professionista per comprendere meglio cosa sta accadendo dentro di lei: non per forzare un cambiamento, ma per ascoltare i suoi bisogni emotivi profondi in questo momento della sua vita.
Non c’è nulla di anomalo nel suo vissuto: ognuno ha i propri tempi, e il desiderio relazionale non segue un calendario ma uno spazio interno che, quando sarà pronto, si riaprirà spontaneamente.
Resto a disposizione qualora volesse approfondire.
Un caro saluto,
Dott.ssa Elisabetta Eaglesham
grazie per aver condiviso la sua esperienza.
Dopo una relazione lunga e significativa, terminata in modo improvviso e doloroso, è comprensibile che il processo di riorganizzazione emotiva sia stato profondo. Da ciò che racconta emerge molto impegno personale: ha attraversato il dolore, si è presa cura di sé, ha costruito nuove basi nella sua vita e oggi sente di stare bene. Questo è un risultato prezioso.
Quello che sta vivendo ora, il non sentire la spinta verso una nuova relazione, o il non provare attrazione o curiosità verso nuove conoscenze, può essere parte di un percorso naturale. A volte, dopo una delusione importante, abbiamo bisogno di tempo non solo per guarire, ma anche per ritrovare fiducia, desiderio e apertura verso l’altro, senza forzarci.
Il fatto che lei oggi stia bene nella sua quotidianità è un segnale positivo: non si tratta di “blocco” in senso patologico, ma di un momento in cui la sua energia è ancora orientata a consolidare sé stessa. Il desiderio affettivo può tornare con tempi personali, e non esiste un tempo più o meno giusto.
A volte capita che, solo dopo aver ristabilito pienamente la propria sicurezza interiore, si riapra lo spazio per l’incontro con l’altro. E molte persone riferiscono di vivere una fase simile dopo relazioni molto importanti.
Se però sente confusione, o se questi pensieri iniziano a generare ansia o sensazione di “essere sbagliata”, potrebbe essere utile esplorare questi vissuti con un/una professionista per comprendere meglio cosa sta accadendo dentro di lei: non per forzare un cambiamento, ma per ascoltare i suoi bisogni emotivi profondi in questo momento della sua vita.
Non c’è nulla di anomalo nel suo vissuto: ognuno ha i propri tempi, e il desiderio relazionale non segue un calendario ma uno spazio interno che, quando sarà pronto, si riaprirà spontaneamente.
Resto a disposizione qualora volesse approfondire.
Un caro saluto,
Dott.ssa Elisabetta Eaglesham
Salve,il fatto che ora stia bene, che abbia ritrovato stabilità emotiva e soddisfazione personale, è un segnale positivo: significa che ha fatto un lavoro importante su di sé e sulla propria autonomia emotiva. La mancanza di voglia di fidanzarsi subito o di cercare un partner non è un problema, ma piuttosto una fase naturale di equilibrio interiore, in cui il desiderio di compagnia romantica può essere temporaneamente più basso rispetto al piacere di stare con sé stessa e coltivare la propria vita. Spesso, dopo una delusione profonda, occorre tempo per riaprirsi emotivamente senza sentirsi obbligati a trovare “il ragazzo giusto” subito. Approcci di psicoterapia umanistica o Mindfulness possono aiutarla a osservare queste emozioni senza giudizio, mentre la curiosità e l’apertura verso nuove conoscenze nasceranno spontaneamente quando il momento sarà giusto. Non c’è nulla di strano nel voler restare sola e godersi la propria indipendenza: è un segno di maturità emotiva e di capacità di mettere al primo posto il proprio benessere.
Saluti, dott.ssa Sandra Petralli
Saluti, dott.ssa Sandra Petralli
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