Buongiorno. Io e il mio ragazzo ci siamo lasciati dopo 2 anni e mezzo di relazione perché, a detta s

21 risposte
Buongiorno. Io e il mio ragazzo ci siamo lasciati dopo 2 anni e mezzo di relazione perché, a detta sua, il sentimento si è affievolito e non vogliamo le stesse cose dal futuro. In realtà però i valori e i desideri per il futuro erano spesso condivisi, ma la pressione da parte mia per una convivenza futura l’aveva messo molto sulla difensiva nell’ultimo periodo. Abbiamo passato circa un mese separati dopo la rottura, nessun contatto di alcun tipo. Abbiamo continuato a vivere le nostre vite separatamente e io ho intrapreso un percorso di terapia per affrontare il dolore della perdita. Ieri, però, mi sono sentita di contattarlo e di chiedergli di vederci nei prossimi giorni. La conversazione è stata molto formale e lui ha accettato tranquillamente, mettendomi davanti all’evenienza che possa partire per lavoro (me lo saprebbe dire il giorno stesso). Mi è sembrata una strategia di fuga all’ultimo. Il mio intento sarebbe quello di ricostruire il legame, perché non credo che il sentimento sia perso da parte sua e da parte mia c’è ancora molto amore. Ovviamente non voglio che tutto accada subito, ho bisogno anche io di vedere se lui fa dai passi verso di me. Vorrei capire se è davvero possibile ricostruire un rapporto dopo così poco tempo dalla rottura e soprattutto se esiste una possibilità concreta di rimettersi insieme. La relazione, seppur con i suoi alti e bassi, non mostrava problemi di complicità, comunicazione o immaturità. Cosa dovrei fare? Grazie per i vostri pareri.
Dott.ssa Antonella Morelli
Psicologo, Psicoterapeuta
Padova
Buongiorno, non ci conosciamo ma ci sono alcuni aspetti che mi colpiscono in quello che ha scritto, 2 anni e mezzo di relazione sono tanti e non si buttano via, così è comprensibile che lei stia cercando una possibilità concreta di tornare a far funzionare questa relazione. Tuttavia quando afferma che a detta di lui "il sentimento si è affievolito e non vogliamo le stesse cose dal futuro", poi vi siete visti, la comunicazione è stata molto formale, lui l'ha messa davanti all'evidenza che potrebbe partire per lavoro, lei l'ha sentita come una fuga. Tutti questi passaggi purtroppo non sembrano andare nella direzione che sta cercando lei. A me sembra che lei stia soffrendo molto e che vorrebbe fare del tutto per tornare con questa persona per non soffrire, che però, diversamente da lei, lui è formale, distante e sembra non senta lo stesso bisogno di ricostruire il legame. Per stare in relazione c'è bisogno di un desiderio reciproco e quello di lui sembra veramente vago, distante. Credo che la prima cosa molto dolorosa che le spetta sia riconoscere che l'altro non è più lì nella forma in cui c'era prima, non solo capirlo razionalmente ma cominciare lentamente a sentirlo dentro, per tornare lentamente a investire su di sé e sul suo futuro, perché adesso le manca non solo lui, ma anche l'idea di futuro che aveva voglia di costruire con lui.

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Dott.ssa Anna Maria Gioia
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Torino
Buongiorno,
capisco quanto questo momento possa essere confuso e doloroso per lei. Quando una relazione importante finisce, soprattutto se non è stata segnata da conflitti gravi o dalla mancanza di affetto, è naturale continuare a interrogarsi su ciò che è successo e sulla possibilità che qualcosa possa ancora essere recuperato.
Leggendo le sue parole, ho l'impressione che una parte di lei senta che la storia non si sia conclusa perché il sentimento fosse necessariamente venuto meno, ma che alcune dinamiche degli ultimi mesi abbiano avuto un peso significativo nella relazione. Mi sembra che lei stessa riconosca come il tema della convivenza e del futuro sia diventato, nel tempo, una fonte di pressione e di tensione tra voi. Questo non significa che i desideri fossero incompatibili, ma forse che i tempi, i bisogni o il modo di affrontarli non erano più allineati.
Trovo molto importante che in questo mese lei non sia rimasta ferma ad aspettare, ma abbia iniziato un percorso terapeutico. Mi sembra un segnale di cura verso sé stessa e di disponibilità a comprendere più profondamente ciò che sta vivendo, al di là dell'esito della relazione.
Rispetto al contatto che avete ripreso, credo sia ancora presto per capire cosa rappresenti. Il fatto che lui abbia accettato di vedersi è certamente un dato da considerare, ma eviterei di attribuire troppo rapidamente significati precisi sia alla sua disponibilità sia alla possibilità che possa partire per lavoro. Quando siamo emotivamente coinvolti, il rischio è quello di leggere ogni dettaglio attraverso la lente della speranza o della paura.
Forse, più che cercare di capire fin da subito se tornerete insieme, potrebbe essere utile concedersi la possibilità di incontrarsi e osservare cosa accade tra voi oggi. Come si sente in sua presenza? Come la guarda? Quanto spazio mostra di voler creare nel contatto? C'è curiosità reciproca? C'è desiderio di raccontarsi e di ascoltarsi?
A volte, quando una relazione si interrompe, la domanda più importante non è "torneremo insieme?", ma "c'è ancora qualcosa di vivo tra noi che merita di essere esplorato?". A questa domanda, probabilmente, potrà iniziare a rispondere soltanto attraverso l'esperienza concreta dell'incontro, più che attraverso le ipotesi.
Cerchi quindi, per quanto possibile, di arrivare a questo appuntamento con meno aspettative e più curiosità. Non perché debba proteggersi da una delusione, ma perché solo in uno spazio meno carico di urgenza possono emergere con maggiore autenticità i sentimenti e i desideri di entrambi.
Le auguro di riuscire ad ascoltare ciò che accade dentro di sé e tra voi, senza sentirsi obbligata a trovare subito una risposta definitiva.
Dott. Daniele Filippi
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Lucca
Buon pomeriggio, ho letto con attenzione la sua richiesta e mi sento di rimandarle che c'è la necessità di un percorso di coppia per affrontare da vicino l'aspetto della progettualità di coppia, può darsi che la pressione per una convivenza abbia slatentizzato qualcosa e aver fatto "freddare" il suo compagno. Sarebbe necessario avere più informazioni per capire se ci sono le premesse per un nuovo inizio o se la decisione presa è irreversibile, personalmente proverei alcune sedute di t di coppia. Spero che trovi il modo di uscire da questa dolorosa situazione, Saluti.
Dott.ssa Rosa Russiello
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Arzano
Gentile paziente,
la fine di una relazione significativa rappresenta spesso una frattura non solo nel legame con l'altro, ma anche nel modo in cui immaginiamo il nostro futuro.
Quando una relazione termina, infatti, non perdiamo soltanto una persona, ma anche un progetto di vita, un orizzonte condiviso e una particolare modalità di abitare il tempo e lo spazio della nostra esistenza.
Dalle sue parole emerge il desiderio di comprendere se ciò che avete costruito possa trovare nuove possibilità. L'incontro che avete deciso di concedervi potrebbe rappresentare un'occasione importante, a patto che non sia orientato esclusivamente alla ricerca di conferme, ma anche all'ascolto autentico di ciò che oggi siete diventati entrambi dopo questo periodo di distanza.
Talvolta, all'interno delle relazioni, possono crearsi tensioni tra il bisogno di dare forma a un progetto comune e il bisogno dell'altro di mantenere i propri tempi e i propri spazi. Comprendere come questi aspetti abbiano influito sulla vostra storia può essere più utile che interrogarsi esclusivamente sulla presenza o meno del sentimento.
Più che chiedersi se esista una possibilità concreta di tornare insieme, forse potrebbe essere importante osservare se esiste ancora la disponibilità reciproca a costruire uno spazio condiviso nel quale entrambi possiate riconoscervi in modo autentico. Una relazione può essere ricostruita quando due persone tornano a incontrarsi non soltanto per paura della perdita, ma perché intravedono nuovamente un significato comune e una direzione condivisa.
Il percorso terapeutico che ha iniziato può aiutarla proprio in questo: a distinguere ciò che appartiene al dolore della separazione da ciò che rappresenta un desiderio autentico di incontro con l'altro. Talvolta il rischio è quello di rimanere legati più all'immagine del futuro che avevamo immaginato che alla realtà della relazione così com'è nel presente.
Le auguro che questo incontro possa offrirle maggiore chiarezza, permettendole di comprendere non solo dove si colloca oggi il suo ex compagno, ma anche quale direzione desidera dare, in modo autentico, al suo progetto di vita.

Un cordiale saluto.
Dott.ssa Cinzia Pirrotta
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Bruino
Gentile utente,
è comprensibile che, dopo una relazione importante, lei si domandi se esista la possibilità di ricostruire il rapporto, soprattutto se i sentimenti sono ancora presenti.
Purtroppo non è possibile sapere dall'esterno se una riconciliazione sarà concreta. Ciò che può fare, però, è utilizzare questo incontro come un'occasione per confrontarvi apertamente e comprendere meglio i bisogni e le aspettative di entrambi, senza cercare necessariamente una risposta immediata sul futuro della relazione.
Più che concentrarsi sulle possibilità, provi a osservare la disponibilità reale del suo ex partner a mettersi in gioco e a investire nel rapporto. Una relazione può essere ricostruita quando entrambe le persone desiderano farlo e sono disposte a lavorare sulle difficoltà che hanno contribuito alla separazione.
Continui inoltre il percorso terapeutico che ha intrapreso: può aiutarla a mantenere chiarezza sui suoi bisogni e ad affrontare questo momento con maggiore consapevolezza.
Un cordiale saluto.
Dott.ssa Cinzia Pirrotta
Dott.ssa Arianna Broglia
Psicologo, Psicoterapeuta
Parma
Ciao carissima, leggendo il tuo messaggio mi arriva tutta la fatica di questo momento. Mi arriva il dolore per la perdita della relazione, ma anche la speranza che qualcosa possa ancora essere recuperato.
Capisco il desiderio di sapere se tornerete insieme, ma credo che nessuno possa davvero rispondere a questa domanda oggi. Forse perché alcune risposte appartengono al tempo e all'incontro tra le persone coinvolte.
Hai fatto un passo importante iniziando un percorso terapeutico e, in un certo senso, anche scrivere qui mi sembra un modo per stare accanto a quello che stai vivendo, provando a dargli parole.
L'incontro che avrete potrà forse aiutarti a comprendere qualcosa in più di lui, ma anche di te: di ciò che desideri, di ciò che speri e di ciò di cui hai bisogno all'interno di una relazione. A volte alcune risposte arrivano attraversando il dolore e l'incertezza, più che cercando di risolverli immediatamente.
Mi sembra prezioso che tu abbia già scelto di intraprendere un percorso terapeutico. Credo che tutte le emozioni, i dubbi, le speranze e le paure che racconti possano trovare lì uno spazio importante di esplorazione.
Un abbraccio, se lo vuoi. Dott.ssa Arianna Broglia
Dott.ssa Roberta Ristagno
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Foligno
Più che capire cosa fare, forse in questo momento è importante tollerare ciò che ancora non può essere risolto. Una separazione, per essere davvero elaborata, ha bisogno di essere attraversata fino in fondo, mantenendo dubbi, domande e incertezze: spesso è nel non inseguire, ma nel saper attendere e tenere emotivamente la distanza, che i sentimenti si chiariscono e le relazioni possono eventualmente evolvere in modo autentico. In bocca al lupo!
Dott. Fabio Mallardo
Psicoterapeuta, Psicologo
Venezia
Buonasera,
da quello che racconti si sente quanto questo legame sia stato importante per te e quanta cura tu stia mettendo nel comprendere cosa è successo e cosa desideri davvero per il tuo futuro.

Dopo una rottura è naturale cercare un senso e chiedersi se sia possibile ricostruire. In alcuni casi sì, può accadere, ma perché questo avvenga è fondamentale che entrambi possiate ritrovarvi in modo autentico, senza pressioni e con una rinnovata disponibilità reciproca. Il fatto che tu riconosca come alcune dinamiche (come il tema della convivenza) abbiano inciso è già un passaggio importante di consapevolezza.

L’incontro che avete in programma può essere un’occasione preziosa, più che per “convincerlo”, per ascoltarvi davvero: capire dove siete oggi, cosa è rimasto, e se esiste uno spazio condiviso in cui ripartire. Più che cercare certezze immediate, può essere utile restare in contatto con ciò che senti e osservare anche i suoi movimenti, senza forzarli.

Continua a prenderti cura di te e del tuo percorso: è proprio da lì che possono nascere scelte più chiare e rispettose di entrambi.

Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta

Ricevo anche on-line
Dott.ssa Raffaella Schiavone
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Casalecchio di Reno
Buongiorno, capisco molto bene il suo vissuto e il desiderio di capire se tra voi possa esserci ancora uno spazio per ripartire. Dopo una rottura importante è normale sentire ancora affetto, speranza e anche molta confusione.
Da quello che racconta, non mi sembra che tutto sia necessariamente chiuso, ma per ricostruire un rapporto servono tempi più morbidi e una reale disponibilità da entrambe le parti. L’incontro può essere un primo passo utile, purché non diventi una prova da superare subito o un momento in cui chiedere risposte definitive.
Le suggerirei di andare con sincerità, senza forzare, cercando soprattutto di capire se c’è ancora una possibilità di confronto autentico e reciproco. Se il legame è ancora vivo, spesso lo si vede dalla disponibilità ad ascoltarsi, a chiarire con calma e a muoversi con rispetto dei tempi di entrambi.
Dott.ssa Ilaria Visone
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pomigliano d'Arco
Salve, ne provi a parlare con il/la suo/a terapeuta, potrebbe essere utile approfondire la sua scelta di riprendere i contatti e quali bisogni si stanno riattivando in lei. Comprendere queste dinamiche in terapia potrebbe essere d'aiuto, se ha trovato un ambiente non giudicante ed accogliente. Spero di averle dato uno spunto di riflessione.
Dott. Marco De Fonte
Psicologo, Psicoterapeuta
Bari
Buongiorno. La ringrazio per aver condiviso questo momento così delicato. Si avverte chiaramente la profondità del suo sentimento e il coraggio di chi, pur soffrendo, sceglie di mettersi in gioco per proteggere un legame in cui crede ancora fermamente.

È importante guardare a ciò che è accaduto non solo come a una fine, ma come a un momento di forte disconnessione emotiva. Spesso, quando in una coppia uno dei due spinge per un passo importante come la convivenza, e l'altro non si sente ancora pronto, si attiva un circolo vizioso: la richiesta viene percepita come una pressione che toglie l'aria, e la risposta di chiusura o difesa viene vissuta dall'altro come un rifiuto o un disinteresse. Questo blocco può portare a credere erroneamente che sia svanito il sentimento, quando in realtà è solo subentrata la paura.

La risposta formale del suo ex e il suo mettere le mani avanti su un possibile impegno di lavoro possono essere letti proprio alla luce di questa paura. È molto probabile che si tratti di una sua strategia di protezione: ha bisogno di mantenere una distanza di sicurezza per non sentirsi nuovamente pressato o per non esporsi al dolore della rottura.

Rispondo alla sua domanda fondamentale: sì, è assolutamente possibile ricostruire un rapporto dopo una rottura, ma la possibilità concreta di rimettersi insieme dipende da come si decide di riavvicinarsi.

Se l'intento è ricostruire, il primo passo non deve essere quello di convincerlo che il sentimento c'è ancora o di risolvere subito i problemi del futuro. Questo rischierebbe solo di farlo irrigidire nuovamente. Nei prossimi giorni, se vi vedrete, provi a fare spazio all'ascolto e alla validazione di ciò che vi ha allontanati. Potrebbe aprirsi condividendo i frutti del suo percorso di terapia, dicendogli, ad esempio: "In questo mese ho capito che la mia insistenza per la convivenza ti ha fatto sentire alle strette, e mi dispiace se ti sei sentito non compreso nei tuoi tempi".

Questo tipo di apertura abbassa le difese dell'altro, perché dimostra che lo spazio tra di voi è diventato più sicuro e meno esigente. Come ha giustamente detto lei, non deve accadere tutto subito. Prenda questo incontro come un sasso gettato nello stagno: osservi le sue reazioni, gli dia il tempo di sentire la sua mancanza senza l'ombra della pressione e valuti se anche lui, gradualmente, è disposto a fare un passo verso di lei. Si prenda cura della sua speranza, ma proceda a piccoli passi. Un caro saluto.
Dott.ssa Bianca Bagolini
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Castelnuovo del Garda
Buongiorno, mi sento di dire che le variabili sono molte e che non è una cosa prevedibile con certezza. Sicuramente una comunicazione assertiva da parte sua può essere utile per mettere in chiaro il suo punto di vista e definirsi. Per comunicazione assertiva intendo uno stile comunicativo in cui lei è libera di esprimere i suoi pensieri e le sue emozioni, lasciando lo spazio all'altro di fare altrettanto, nel rispetto e nell'accoglienza reciproca. Quanto meno, in questo modo l'altro avrà una idea chiara di quella che è la sua posizione sulla questione.
Dott. Emiliano Perulli
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Lecce
Gentile, grazie per aver condiviso.
Quello che ha fatto nell'ultimo mese (il no contact, la terapia, la riflessione onesta sul suo ruolo nella rottura) è già molto. Ha riconosciuto che la pressione sulla convivenza aveva messo lui sulla difensiva, e lo ha fatto senza autocommiserazione.
Sul possibile riavvicinamento: la risposta formale di lui e la via di fuga del "potrei partire" possono sembrare un segnale negativo, ma possono anche essere la cautela di qualcuno che non sa ancora cosa vuole e preferisce non esporsi. Non è necessariamente una chiusura.
La domanda "è possibile ricostruire?" non ha una risposta certa, dipende da entrambi, dai tempi di lui, da quello che emerge nell'incontro. Quello che si può dire è che ha già fatto il passo più difficile: ha riaperto uno spazio. Ora vale la pena osservare come lui lo abita, senza anticipare né forzare.
Il percorso di terapia che ha iniziato è il posto giusto per portare anche questo.
Dott.ssa Valeria Randisi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Casalecchio di Reno
Buonasera, credo che la chiarezza ripaghi sempre. Provi a descrivere, così come ha scritto, ciò che pensa e vuole. Se c'è ancora qualcosa che vi lega sarà lui stesso ad accettare una riconciliazione.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Dott.ssa Maria Giusy Rosamondo
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Cara utente, le relazioni di coppia si possono riparare ma se c'è l'intenzione di farlo da ambo le parti.
Un terapeuta può innanzitutto farvi capire cosa non vi fa stare bene e poi aiutarvi a vedere se i bisogni di entrambi vanno nella stessa direzione oltrechè i sentimenti.
Spesso ci sono problemi di comunicazione su cui si può agire bene, per il resto bisogna valutare nello specifico.
Un caro saluto.
Dott. Maurizio Rossetti
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Castellanza
Buongiorno,

da ciò che racconta, mi sembra che in questo momento stia cercando di rispondere a due domande diverse: “Lo amo ancora?” e “Esiste una reale possibilità di ricostruire il rapporto?”.

Sono domande comprensibili, ma è importante non confonderle tra loro.

Ci sono alcuni aspetti che meritano attenzione.

1. Un mese è un tempo molto breve per trarre conclusioni definitive.
Dopo una separazione è normale che sentimenti, dubbi e bisogni siano ancora molto presenti. Questo vale sia per chi lascia sia per chi viene lasciato.

Per questo motivo, il fatto che lei provi ancora amore non è necessariamente un indicatore di ciò che accadrà alla relazione, ma racconta soprattutto ciò che sta vivendo in questo momento.

2. Ricostruire un rapporto è possibile, ma richiede il coinvolgimento di entrambi.
Una relazione non riparte perché una delle due persone ama ancora l'altra. Riparte quando entrambe sono disposte a interrogarsi su ciò che non ha funzionato e a investire nuovamente nel legame.

Per questo motivo, più che cercare di capire oggi se tornerete insieme, potrebbe essere utile osservare se lui mostra una reale disponibilità a riavvicinarsi.

3. Faccia attenzione a non interpretare troppo presto ogni comportamento.
Il fatto che abbia accettato di vedersi è un dato. L'ipotesi che stia cercando una via di fuga è, al momento, un'interpretazione.

Quando siamo molto coinvolti emotivamente è facile leggere ogni dettaglio come un segnale positivo o negativo. Spesso però è più utile restare aderenti ai fatti e raccogliere informazioni prima di arrivare a conclusioni.

4. L'incontro potrebbe essere un'occasione per comprendere, non per convincere.
Capisco il desiderio di ricostruire il rapporto, ma forse l'obiettivo più utile per questo primo incontro potrebbe essere capire meglio dove si trova lui oggi e dove si trova lei.

Quando entriamo in una conversazione con l'urgenza di ottenere una risposta, rischiamo di ascoltare meno. Quando entriamo con curiosità, spesso emergono informazioni più autentiche.

Mi sembra inoltre molto positivo che abbia iniziato un percorso terapeutico. Al di là dell'esito della relazione, questo può aiutarla a comprendere meglio i propri bisogni, le proprie aspettative e il significato che questa storia ha avuto per lei.

In questo momento probabilmente la domanda più utile non è: “Come faccio a far tornare la relazione?”, ma: “Cosa mi mostrerà questo incontro sulla disponibilità reciproca a costruire qualcosa insieme?”

È una differenza sottile, ma importante.

Un caro saluto.
Dott. Ferdinando Suvini
Psicologo, Psicoterapeuta
Firenze
Comprendo dolore e disorientamento che sta provando in questo momento così delicato. Separarsi dopo una storia importante lascia un vuoto profondo, ed è del tutto naturale cercare risposte e desiderare una riconciliazione quando si sente che l'amore non è esaurito. E' possibile ricostruire un rapporto dopo un mese di distacco e dipende dalla reale volontà di entrambi di ridefinire le basi della relazione, non solo dal forte sentimento che prova lei.
La formalità e la riserva sul lavoro ("le farò sapere il giorno stesso") indicano un forte bisogno di protezione, più che una strategia di fuga, potrebbe essere un modo per mantenere il controllo emotivo ed evitare di esporsi a vecchie pressioni.
La forte reazione difensiva di lui di fronte alla convivenza suggerisce che i vostri tempi interni, o la percezione delle responsabilità, fossero in quel momento molto distanti.
Ottimo che lei abbia iniziato una terapia. Questo spazio le serve per elaborare il lutto della separazione, indipendentemente dall'esito di questo incontro.
Accetterei l'incontro senza aspettative e usi questo momento per ascoltare il suo stato d'animo attuale, osservando il suo stato emotivo.
Se lui dovesse disdire all'ultimo minuto per lavoro, non reagisca con rabbia o insistenza ma gli lasci lo spazio di fare un passo verso di lei; se c'è un interesse reale a ricostruire, troverà il modo di proporre una data alternativa.
Come lei ha notato, ha bisogno di vedere se anche lui è disposto a camminare verso di lei. Se nota solo chiusura o freddezza prolungata, forzare la situazione prolungherà solo la sua sofferenza.
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Buongiorno,

è ancora sul versante della non accettazione della perdita subita. Il fatto che questo ragazzo l'abbia lasciata andare significa probabilmente che non aveva le sue stesse intenzioni ne tanto meno gli stessi desideri. La convivenza ad esempio potrebbe esser il tema che ha fatto saltare il banco, non essendo lui pronto ad affrontare tutto questo. Continui pure il percorso iniziato, col tempo troverà tutte le risposte che cerca.

Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
Dott. Nicola Furlanis
Psicoterapeuta, Psicologo
Padova
Gentile, quello che descrivi è molto significativo. Stai affrontando la situazione con maturità e consapevolezza, e questo conta moltissimo.
Rispondo alla tua domanda diretta: sì, è possibile ricostruire un legame dopo una rottura, anche recente. Ma dipende da entrambi, e al momento hai solo metà del quadro, ovvero la tua.
Qualche riflessione che desidero offrirti: la sua risposta formale e la "via di fuga del lavoro" potrebbero indicare diverse cose che ad oggi non sono ancora leggibili.
L'incontro che hai proposto può essere utile ma ti suggerisco di andarci senza un'agenda nascosta. Se vai con l'obiettivo di capire lui (e non di convincerlo) sarà molto più autentico per entrambi.
La pressione sulla convivenza che citi è un dato importante: lui si è chiuso di fronte ad aspettative percepite come eccessive. Mostrare che sei cambiata su questo è probabilmente la cosa più potente che puoi fare (per te in primis).
Continua il tuo percorso terapeutico indipendentemente da come andrà con lui. Stai investendo su te stessa e questo ha già valore in sé. Buon proseguimento
Dr. Stefano Golasmici
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Milano
Buongiorno, è opportuno parli di questi pensieri e dei suoi sentimenti durante le sedute di psicoterapia. L'unico cosa che si potrebbe eventualmente aggiungere da qui è ricordarle come non le è in alcun modo possibile modificare o influenzare il comportamento e le decisioni di un altra persona. La ricostituzione e la tenuta di una relazione sentimentale non dipende solo da lei e dai suoi desideri. SG
Dott.ssa Veronica Savio
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Medolla
Gentile utente,

quando una relazione finisce, soprattutto se c’è ancora amore, è naturale aggrapparsi alla domanda: “È davvero finita o possiamo ritrovarci?”. E spesso il dolore della perdita convive con la speranza.

Da ciò che racconta, mi sembra importante sottolineare una cosa: un mese è un tempo ancora molto vicino alla ferita. In certi casi può essere sufficiente per creare uno spazio di riflessione, in altri è ancora troppo poco perché sentimenti, difese e confusione si chiariscano davvero. Per questo oggi credo sia difficile dare una risposta certa sul fatto che tornerete insieme oppure no.

Mi colpisce però una frase: “non credo che il sentimento sia perso da parte sua”. Mi chiederei con delicatezza: questa percezione nasce da segnali concreti oppure dal bisogno, molto umano, di tenere viva una possibilità? Non per spegnere la speranza, ma per proteggerla dal rischio di trasformarsi in attesa dolorosa.

L’incontro che avete deciso di avere potrebbe essere prezioso, ma forse non tanto per “convincerlo” o capire subito se tornerete insieme. Piuttosto per comprendere dove siete oggi, cosa è successo tra voi e se esiste ancora uno spazio emotivo condiviso da cui ripartire.

Un aspetto che lei stessa nomina mi sembra importante: la pressione verso una convivenza. A volte, senza volerlo, desideri legittimi possono trasformarsi in un luogo di tensione nella coppia, soprattutto se i tempi emotivi non coincidono. Questo non significa che lei abbia “sbagliato”, ma forse che tra voi qualcosa si è irrigidito nel modo di incontrarvi sui bisogni.

Le direi, con molta delicatezza: provi ad arrivare a quell’incontro con curiosità più che con urgenza. Osservi: lui si mostra presente? Fa domande? Cerca un contatto? Si assume una parte di responsabilità? Oppure resta distante? Le relazioni si ricostruiscono in due, e non soltanto grazie all’amore, ma anche alla volontà reciproca di ritrovarsi.

Mi sembra molto importante anche che lei abbia iniziato una terapia: è un gesto di grande cura verso sé stessa. Continui questo percorso, indipendentemente dall’esito della relazione. A volte il lavoro più profondo non è solo “recuperare qualcuno”, ma capire cosa desideriamo davvero, come amiamo e cosa accade dentro di noi quando abbiamo paura di perdere.

A volte una relazione si ritrova proprio quando smette di essere rincorsa e torna ad essere scelta da entrambe le persone.

Rimango a disposizione per qualunque chiarimento.
Dott.ssa Veronica Savio

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