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Esperienze

Sono il dott. Maurizio Rossetti, Psicologo Clinico e Psicoterapeuta ad orientamento Cognitivo-Comportamentale.
Ricevo presso il mio studio privato a Castellanza e svolgo anche consulenze online.

Mi occupo principalmente di adulti e giovani adulti con problematiche legate ad ansia, attacchi di panico, ossessioni, difficoltà relazionali, dipendenza affettiva, disregolazione emotiva e disturbi di personalità.

Nel mio lavoro integro approcci evidence-based come CBT, ACT (Acceptance and Commitment Therapy), CFT (Compassion Focused Therapy) ed EMDR, costruendo percorsi personalizzati sulla base delle caratteristiche e dei bisogni della persona.

I miei interventi sono orientati non solo alla riduzione della sofferenza psicologica, ma anche allo sviluppo di maggiore consapevolezza, flessibilità psicologica ed equilibrio emotivo.

Ho conseguito un Master in Psicodiagnostica Integrata, formazione che mi permette di comprendere in modo approfondito il funzionamento della persona e di orientare con maggiore precisione il trattamento fin dalle prime fasi.

Attualmente collaboro con il CPS di Milano, svolgendo attività clinica e psicodiagnostica. Nel corso della mia esperienza professionale ho lavorato anche all’interno di servizi psichiatrici territoriali, comunità riabilitative e servizi sociali, maturando esperienza nella gestione di situazioni cliniche complesse.

Altro Su di me

Approccio terapeutico

Psicoterapia cognitivo comportamentale

Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica
  • Psicodiagnostica

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Maurizio Rossetti
Dott. Maurizio Rossetti Psicologo

Via Monte Pasubio 5, Castellanza 21053

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19 recensioni

Più menzionato dai pazienti

  • Attenzione durante la visita
  • Efficacia del trattamento
  • Spiegazioni dettagliate
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  • D

    Il mio percorso con il Dott. Maurizio Rossetti mi ha permesso di superare un periodo molto difficile, causato da un forte disturbo ossessivo compulsivo.

    La sua empatia e la sua competenza sono stati efficaci nel trattamento del problema. Inoltre, il suo approccio cognitivo-comportamentale mi ha permesso non solo di risolvere il problema da un punto di vista sintomatologico, ma anche di lavorare su molti aspetti della mia persona.

     • Dott. Maurizio Rossetti Psicologo colloquio psicologico  • 

  • C

    Ho iniziato il mio percorso con il Dott. Maurizio Rossetti in un momento molto difficile della mia vita, e posso dire con sincerità che mi sono sentita fin da subito accolta, ascoltata e compresa. È un professionista serio, empatico e molto preparato.

    Durante le sedute mi ha aiutata a fare chiarezza, a lavorare su di me e a trovare strumenti concreti per affrontare le difficoltà quotidiane. Il suo approccio è rispettoso, attento e mai giudicante.
    Consiglio vivamente il Dott. Rossetti a chiunque stia cercando un supporto psicologico competente e umano.

     • Dott. Maurizio Rossetti Psicologo psicoterapia  • 

  • N

    Dott. Maurizio è stato una guida preziosa in un momento difficile. Mi ha aiutato a superare la rottura e a ritrovare fiducia in me stesso. Professionale, empatico e altamente raccomandato.

     • Dott. Maurizio Rossetti Psicologo colloquio individuale  • 

  • M

    Maurizio mi ha aiutato e mi sta aiutando ancora tantissimo nel nostro percorso che va avanti ormai da circa un anno!
    Professionale, empatico e flessibile.. lo consiglierei a chiunque!

     • Dott. Maurizio Rossetti Psicologo colloquio psicologico  • 

  • A

    Il Dott. Rossetti è estremamente capace e gentile. Mi sono affidato con fiducia a lui, e mi sta seguendo con metodo e pazienza.

     • Studio Online Dott. Rossetti consulenza online  • 

  • L

    È un professionista serio, capace e molto empatico. Le sue competenze spaziano in vari ambiti tutti orientati al farti ottenere dei risultati concreti (con un po' di pazienza) è il primo a "esultare" quando arrivi agli stessi, fornisce tanti strumenti diversi per affrontare il problema che ti affligge e soprattutto è capace di metterti al centro facendoti sentire ascoltato e dalla tua parte! Lo consiglio vivamente, non ve ne pentirete.

     • Dott. Maurizio Rossetti Psicologo colloquio psicologico  • 

  • A

    Ottimo professionista mi sento a mio agio sono soddisfatto e contento di aver trovato il Dott. Rossetti lo consiglio a chi ne avesse bisogn

     • Dott. Maurizio Rossetti Psicologo colloquio psicologico  • 

  • P

    Ottima empatia e correttezza.
    Non ero mai stato da uno psicologo; non ho quindi modo di confrontare questa esperienza rispetto ad altri professionisti.
    Fatto che non mi interessa paragonare perché le sedute presso Dr. Rossetti sono del tutto compatibili con le attese.

     • Dott. Maurizio Rossetti Psicologo colloquio psicologico  • 

  • E

    Il dott.rossetti mi ha ascoltato durante i primi colloqui ed è riuscito a indirizzarmi in maniera precisa sui meccanismi che mi bloccavano e instradarmi verso un percorso di pensiero più sano nel modo di relazionarmi con gli altri

     • Dott. Maurizio Rossetti Psicologo colloquio psicologico  • 

  • T

    Mia figlia ha avuto la prima visita con il dottor Rossetti proprio oggi,l'impressione è ottima...sarà un percorso per lei impegnativo ma è certa di aver trovato la persona giusta

     • Dott. Maurizio Rossetti Psicologo colloquio psicologico  • 

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Risposte ai pazienti

ha risposto a 5 domande da parte di pazienti di MioDottore

masturbazione a 50 anni è normale? sento questa necessita almeno 3 volte a settimana e non ho una relazione stabile . sento che il corpo ne ha bisogno e cerco di assecondarlo eppure mi sembra di essere tornato adolescente

Salve,

sì, la masturbazione a 50 anni è assolutamente una pratica normale.
Il desiderio sessuale non appartiene solo all’adolescenza: cambia nel corso della vita, ma non “scade” a una certa età.

Spesso il problema non è il comportamento in sé, ma il significato che gli attribuiamo.

Molte persone associano inconsciamente la masturbazione a qualcosa di “immaturo” o adolescenziale, e quindi quando il desiderio rimane presente anche in età adulta tendono a viverlo con dubbio o imbarazzo. In realtà la sessualità adulta può esprimersi in modi diversi: dentro una relazione, fuori da una relazione, oppure anche attraverso momenti personali di piacere e scarico fisico.

Da ciò che scrive, non emerge tanto una perdita di controllo, quanto un bisogno corporeo che lei riconosce e gestisce senza che questo sembri compromettere la sua vita quotidiana.

Tre volte a settimana, in assenza di una relazione stabile, non rappresentano di per sé un dato preoccupante.
Più che la frequenza, è importante osservare:

se diventa un comportamento compulsivo o incontrollabile,
se viene usato esclusivamente per anestetizzare emozioni difficili,
oppure se le crea sofferenza significativa o interferenze nella vita sociale, lavorativa o relazionale.

Un altro aspetto importante è questo: avere desiderio non significa “essere rimasti adolescenti”.
Può semplicemente significare che il suo corpo e la sua dimensione affettivo-sessuale sono ancora vitali.

A volte, crescendo, cambia più il modo in cui giudichiamo certi bisogni che i bisogni stessi.

Può essere utile quindi provare a guardare questa esperienza con meno autocritica e più naturalezza, senza trasformarla automaticamente in qualcosa di cui preoccuparsi.

Un caro saluto

Dott. Maurizio Rossetti

Buongiorno. Io e il mio ragazzo ci siamo lasciati dopo 2 anni e mezzo di relazione perché, a detta sua, il sentimento si è affievolito e non vogliamo le stesse cose dal futuro. In realtà però i valori e i desideri per il futuro erano spesso condivisi, ma la pressione da parte mia per una convivenza futura l’aveva messo molto sulla difensiva nell’ultimo periodo. Abbiamo passato circa un mese separati dopo la rottura, nessun contatto di alcun tipo. Abbiamo continuato a vivere le nostre vite separatamente e io ho intrapreso un percorso di terapia per affrontare il dolore della perdita. Ieri, però, mi sono sentita di contattarlo e di chiedergli di vederci nei prossimi giorni. La conversazione è stata molto formale e lui ha accettato tranquillamente, mettendomi davanti all’evenienza che possa partire per lavoro (me lo saprebbe dire il giorno stesso). Mi è sembrata una strategia di fuga all’ultimo. Il mio intento sarebbe quello di ricostruire il legame, perché non credo che il sentimento sia perso da parte sua e da parte mia c’è ancora molto amore. Ovviamente non voglio che tutto accada subito, ho bisogno anche io di vedere se lui fa dai passi verso di me. Vorrei capire se è davvero possibile ricostruire un rapporto dopo così poco tempo dalla rottura e soprattutto se esiste una possibilità concreta di rimettersi insieme. La relazione, seppur con i suoi alti e bassi, non mostrava problemi di complicità, comunicazione o immaturità. Cosa dovrei fare? Grazie per i vostri pareri.

Buongiorno,

da ciò che racconta, mi sembra che in questo momento stia cercando di rispondere a due domande diverse: “Lo amo ancora?” e “Esiste una reale possibilità di ricostruire il rapporto?”.

Sono domande comprensibili, ma è importante non confonderle tra loro.

Ci sono alcuni aspetti che meritano attenzione.

1. Un mese è un tempo molto breve per trarre conclusioni definitive.
Dopo una separazione è normale che sentimenti, dubbi e bisogni siano ancora molto presenti. Questo vale sia per chi lascia sia per chi viene lasciato.

Per questo motivo, il fatto che lei provi ancora amore non è necessariamente un indicatore di ciò che accadrà alla relazione, ma racconta soprattutto ciò che sta vivendo in questo momento.

2. Ricostruire un rapporto è possibile, ma richiede il coinvolgimento di entrambi.
Una relazione non riparte perché una delle due persone ama ancora l'altra. Riparte quando entrambe sono disposte a interrogarsi su ciò che non ha funzionato e a investire nuovamente nel legame.

Per questo motivo, più che cercare di capire oggi se tornerete insieme, potrebbe essere utile osservare se lui mostra una reale disponibilità a riavvicinarsi.

3. Faccia attenzione a non interpretare troppo presto ogni comportamento.
Il fatto che abbia accettato di vedersi è un dato. L'ipotesi che stia cercando una via di fuga è, al momento, un'interpretazione.

Quando siamo molto coinvolti emotivamente è facile leggere ogni dettaglio come un segnale positivo o negativo. Spesso però è più utile restare aderenti ai fatti e raccogliere informazioni prima di arrivare a conclusioni.

4. L'incontro potrebbe essere un'occasione per comprendere, non per convincere.
Capisco il desiderio di ricostruire il rapporto, ma forse l'obiettivo più utile per questo primo incontro potrebbe essere capire meglio dove si trova lui oggi e dove si trova lei.

Quando entriamo in una conversazione con l'urgenza di ottenere una risposta, rischiamo di ascoltare meno. Quando entriamo con curiosità, spesso emergono informazioni più autentiche.

Mi sembra inoltre molto positivo che abbia iniziato un percorso terapeutico. Al di là dell'esito della relazione, questo può aiutarla a comprendere meglio i propri bisogni, le proprie aspettative e il significato che questa storia ha avuto per lei.

In questo momento probabilmente la domanda più utile non è: “Come faccio a far tornare la relazione?”, ma: “Cosa mi mostrerà questo incontro sulla disponibilità reciproca a costruire qualcosa insieme?”

È una differenza sottile, ma importante.

Un caro saluto.

Dott. Maurizio Rossetti
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