Tempo medio di risposta:

Esperienze

Sono il dott. Maurizio Rossetti, Psicologo Clinico ad orientamento Cognitivo-Comportamentale.

Ricevo all'interno del mio studio privato che si trova a Castellanza, oppure anche da remoto.

Incontro principalmente adulti e giovani adulti con i quali mi occupo per lo più di ansia, panico, ossessioni, fobie, depressione, disturbi di personalità, gestione del lutto, dipendenza affettiva e difficoltà relazionali.

I miei interventi, scientificamente validati, agiscono sulla sofferenza emotiva andando a identificare e modificare pensieri e comportamenti disfunzionali.

Ho conseguito un master sulla valutazione psicodiagnostica, che mi permette di comprendere con precisione le aree di vulnerabilità del paziente e di indirizzare in modo accurato il trattamento fin dalle prime fasi.

Attualmente lavoro inoltre all'interno del CPS 4 di Milano svolgendo psicoterapie e valutazioni psicodiagnostiche.

Durante la mia esperienza professionale ho lavorato all'interno dei servizi psichiatrici territoriali (CPS, comunità riabilitative, servizi sociali), ampliando la mia conoscenza nella gestione e nel trattamento della psicopatologia più grave e complessa.
Altro Su di me

Approccio terapeutico

Psicoterapia cognitivo comportamentale

Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica
  • Psicodiagnostica

Presso questo indirizzo visito

Adulti
Bambini

Tipologia di visite

Consulenza online

Foto e video

Prestazioni e prezzi

  • Colloquio psicologico

    70 €

  • Somministrazione e interpretazione di test di intelligenza

    70 €

  • Superamento di eventi traumatici

    70 €

  • Sostegno psicologico adolescenti

    70 €

  • Sostegno psicologico

    70 €

Indirizzi (2)

Vedi mappa si apre in una nuova scheda
Dott. Maurizio Rossetti Psicologo

Via Monte Pasubio 5, Castellanza 21053

Disponibilità

Telefono

0331 167...
Vedi mappa si apre in una nuova scheda

Consulenza online

Pagamento dopo la consulenza

Consulenza online

Pagamento dopo la consulenza

Disponibilità

Telefono

0331 167...

Assicurazioni non accettate

Questo dottore accetta solo pazienti privati. Verrà richiesto un pagamento da parte tua per la prestazione o puoi ricercare un altro dottore che accetti la tua assicurazione

19 recensioni

Tutte le recensioni contano e non possono essere rimosse o modificate dai dottori a proprio piacimento. Scopri come funziona il processo di moderazione delle recensioni. Per saperne di più sulle opinioni
  • D

    Il mio percorso con il Dott. Maurizio Rossetti mi ha permesso di superare un periodo molto difficile, causato da un forte disturbo ossessivo compulsivo.

    La sua empatia e la sua competenza sono stati efficaci nel trattamento del problema. Inoltre, il suo approccio cognitivo-comportamentale mi ha permesso non solo di risolvere il problema da un punto di vista sintomatologico, ma anche di lavorare su molti aspetti della mia persona.

     • Dott. Maurizio Rossetti Psicologo colloquio psicologico  • 

  • C

    Ho iniziato il mio percorso con il Dott. Maurizio Rossetti in un momento molto difficile della mia vita, e posso dire con sincerità che mi sono sentita fin da subito accolta, ascoltata e compresa. È un professionista serio, empatico e molto preparato.

    Durante le sedute mi ha aiutata a fare chiarezza, a lavorare su di me e a trovare strumenti concreti per affrontare le difficoltà quotidiane. Il suo approccio è rispettoso, attento e mai giudicante.
    Consiglio vivamente il Dott. Rossetti a chiunque stia cercando un supporto psicologico competente e umano.

     • Dott. Maurizio Rossetti Psicologo psicoterapia  • 

  • N

    Dott. Maurizio è stato una guida preziosa in un momento difficile. Mi ha aiutato a superare la rottura e a ritrovare fiducia in me stesso. Professionale, empatico e altamente raccomandato.

     • Dott. Maurizio Rossetti Psicologo colloquio individuale  • 

  • M

    Maurizio mi ha aiutato e mi sta aiutando ancora tantissimo nel nostro percorso che va avanti ormai da circa un anno!
    Professionale, empatico e flessibile.. lo consiglierei a chiunque!

     • Dott. Maurizio Rossetti Psicologo colloquio psicologico  • 

  • A

    Il Dott. Rossetti è estremamente capace e gentile. Mi sono affidato con fiducia a lui, e mi sta seguendo con metodo e pazienza.

     • Studio Online Dott. Rossetti consulenza online  • 

  • L

    È un professionista serio, capace e molto empatico. Le sue competenze spaziano in vari ambiti tutti orientati al farti ottenere dei risultati concreti (con un po' di pazienza) è il primo a "esultare" quando arrivi agli stessi, fornisce tanti strumenti diversi per affrontare il problema che ti affligge e soprattutto è capace di metterti al centro facendoti sentire ascoltato e dalla tua parte! Lo consiglio vivamente, non ve ne pentirete.

     • Dott. Maurizio Rossetti Psicologo colloquio psicologico  • 

  • A

    Ottimo professionista mi sento a mio agio sono soddisfatto e contento di aver trovato il Dott. Rossetti lo consiglio a chi ne avesse bisogn

     • Dott. Maurizio Rossetti Psicologo colloquio psicologico  • 

  • P

    Ottima empatia e correttezza.
    Non ero mai stato da uno psicologo; non ho quindi modo di confrontare questa esperienza rispetto ad altri professionisti.
    Fatto che non mi interessa paragonare perché le sedute presso Dr. Rossetti sono del tutto compatibili con le attese.

     • Dott. Maurizio Rossetti Psicologo colloquio psicologico  • 

  • E

    Il dott.rossetti mi ha ascoltato durante i primi colloqui ed è riuscito a indirizzarmi in maniera precisa sui meccanismi che mi bloccavano e instradarmi verso un percorso di pensiero più sano nel modo di relazionarmi con gli altri

     • Dott. Maurizio Rossetti Psicologo colloquio psicologico  • 

  • T

    Mia figlia ha avuto la prima visita con il dottor Rossetti proprio oggi,l'impressione è ottima...sarà un percorso per lei impegnativo ma è certa di aver trovato la persona giusta

     • Dott. Maurizio Rossetti Psicologo colloquio psicologico  • 

Si è verificato un errore, riprova

Risposte ai pazienti

ha risposto a 2 domande da parte di pazienti di MioDottore

Buongiorno, sono Federica una ragazza di 32 anni e da quasi 3 anni convivo con il mio ragazzo. Da un paio di mesi penso di non sopportarlo più, tant’è che quando cerca di avere un contatto fisico ( per intenderci anche solo una carezza o un abbraccio quando siamo a letto ) io mi scosto.
Non ho mai desiderato stare con una persona diversa o che rispettasse dei canoni perfetti e per tale motivo entrambi ci siamo accettati con i nostri difetti ma con il tempo sto realizzando che il mio ragazzo è manchevole di ciò che dovrebbe stare alla base di ogni rapporto: il supporto.
Io mi sento davvero sola, a casa le faccende le faccio praticamente io, e seppur lui in parte contribuisce lo fa quasi sempre quando viene “delegato” a farlo e questo mi infastidisce, dovergli dire sempre cosa c’è da fare senza che sia lui a prendere l’iniziativa. È estenuante…
Quando mi apro con lui e cerco di spiegare cosa c’è che non va non ricevo alcun tipo di supporto emotivo. Anziché ascoltare le mie parole e focalizzarsi sul fatto che ciò che gli dico mi ferisce lui si concentra più sul fatto che si sente accusato e quindi mette su un muro. Le mie intenzioni sono sempre state quelle di crescere insieme affinché il rapporto potesse essere più solido e l’ho spronato a fare lo stesso con me, dicendomi se potessi migliorare in qualche aspetto che magari a lui non piaceva. Risultato? Lo ha fatto soltanto per replicare a ciò che io gli facevo notare.
Inoltre di recente mi sono aperta riguardo un trauma fatto di abusi quando ero piccola e non è stato facile.
La sua reazione è stata che non sapeva cosa dire, mi ha solamente accarezzato la gamba e detto “non ci pensare”.
Capisco il fatto di essere stati catapultati all’improvviso in una situazione particolare e delicata in cui insomma è difficile stabilire cosa dire e non dire ma mentre io piangevo mi sentivo sola in quella stanza.
Certamente non mi aspettavo neanche un supporto di tipo psicologico, infatti dopo anni di tentennamenti mi sto convincendo ad andare da un professionista che possa aiutarmi ma non credo di sbagliare a desiderare una presenza che non sia soltanto fisica.
Un’altra cosa di cui mi sono resa conto è che non ci conosciamo bene. Non ci sono mai momenti in cui ci apriamo apertamente l’uno con l’altra su qualsiasi cosa e mi manca stabilire una connessione che non sia soltanto fisica.
Lui è un ragazzo introverso forse un po’ troppo, dolce, paziente, mi fa ridere però adesso sto iniziando a farmi mille domande e i dubbi sono anche tanti poiché non c’è una crescita nel nostro rapporto e vorrei capire se ci si può lavorare su oppure se siamo incompatibili.
Inoltre non usciamo da mesi, se non per andare a fare la spesa. Non mi capacito di come lui possa vedere questa relazione come normale.

Cara Federica,

quello che descrivi non è “un momento no”.
È un progressivo senso di solitudine dentro la relazione.

Quando inizi a scostarti da una carezza, spesso non è il contatto fisico il problema: è ciò che quel contatto rappresenta. Se manca il supporto emotivo, la vicinanza fisica può diventare quasi incoerente con ciò che senti dentro.

Ci sono alcuni aspetti importanti da mettere a fuoco.

1. Non stai chiedendo troppo. Stai chiedendo reciprocità.
Il supporto emotivo, l’iniziativa nella gestione della casa, la capacità di ascoltare senza mettersi sulla difensiva non sono “pretese”. Sono elementi base di una relazione adulta.

Il fatto che tu debba delegare continuamente le faccende o spiegare ogni volta cosa ti ferisce crea quello che spesso viene chiamato “carico mentale”: non è solo fare, è dover pensare per due. Ed è estenuante.

2. Quando lui si concentra sul sentirsi accusato, la conversazione si blocca.
Non perché tu stia sbagliando, ma perché si attiva una dinamica difensiva. In quel momento il tema non è più “come stai tu”, ma “come si sente lui rispetto a ciò che hai detto”. Questo sposta il focus e ti lascia sola.

Una piccola strategia può essere questa: quando parli, prova a restare ancorata a frasi molto concrete su di te (“Io mi sento sola quando…”) senza entrare nella spiegazione lunga o nella ricerca di convincerlo. Se l’altro vuole capire, lo farà. Se non lo fa, l’informazione è comunque chiara.

3. Il momento in cui hai parlato del trauma è molto significativo.
Aprirsi su un abuso non è un dettaglio: è un atto di enorme fiducia.
Il fatto che tu ti sia sentita sola mentre piangevi dice qualcosa di importante sul tipo di connessione che desideri.

È vero: non tutti sanno cosa dire in situazioni così delicate. Ma tra “non sapere cosa dire” e “non esserci emotivamente” c’è una differenza. E tu stai percependo quella distanza.

4. La domanda vera non è solo “si può lavorare?”, ma “c’è disponibilità a lavorarci?”.
Una relazione cresce quando entrambi riconoscono che qualcosa non funziona e si mettono in movimento. Se il movimento è solo tuo, alla lunga ti stanchi.

Può essere utile osservare una cosa concreta nei prossimi mesi:
quando porti un tema importante, lui mostra curiosità e disponibilità a mettersi in discussione, oppure tende a chiudersi e tornare alla normalità di sempre?

Questo ti darà molte più risposte di mille ragionamenti.

Il fatto che non usciate, non condividiate momenti di apertura, non coltiviate connessione emotiva… non è “normale” o “anormale” in assoluto. È semplicemente una forma di relazione. La domanda è: è la forma che vuoi per la tua vita?

Stai facendo una cosa sana: non ignorare i dubbi.
E allo stesso tempo stai pensando di iniziare un percorso personale: questa è una direzione molto matura, soprattutto considerando il trauma che hai vissuto.

A volte non siamo incompatibili.
A volte siamo semplicemente su livelli diversi di consapevolezza e disponibilità emotiva.

Capire se esiste uno spazio di crescita reciproca è possibile.
Ma non dovrebbe essere una battaglia solitaria.

Un caro saluto

Dott. Maurizio Rossetti

Buongiorno soffro di ansia e attacchi di panico e sto facendo un percorso terapeutico già rispetto il mese scorso, il mio umore è migliorato molto e non mi faccio prendere dal panico, ma soffro anche di somatizzazioni è possibile che anche quando io stia bene, e non ci pensi il mio corpo somatizza comunque inducendo sintomi fisici dopo quanto anche se il mio umore è migliorato e e non mi faccio prendere più dal panico il mio corpo smetterà di mandarmi questi segnali

Buongiorno,

quello che descrive è molto comune nei percorsi sull’ansia:
la mente inizia a stare meglio… ma il corpo sembra “andare più lento”.

Sì, è assolutamente possibile che, anche quando si sente più tranquilla e non entra più nel panico, il corpo continui a mandare segnali fisici. Non è un segno che qualcosa non sta funzionando, ma spesso è parte del processo.

Ci sono alcuni aspetti utili da tenere a mente.

1. Il corpo ha una memoria più lenta della mente.
Anche se oggi gestisce meglio l’ansia, il sistema nervoso è stato allenato per un periodo a stare in allerta. È come se fosse ancora “abituato” a reagire, anche quando il pericolo non c’è più davvero.

Per questo i sintomi fisici possono comparire anche senza un pensiero ansioso evidente.

2. Le somatizzazioni non sono pericolose, anche se sono fastidiose.
Spesso il problema non è il sintomo in sé, ma l’interpretazione che gli diamo. Se il corpo manda un segnale e noi lo leggiamo come qualcosa di allarmante, il sistema si riattiva.

Una piccola strategia può essere questa: quando compare un sintomo, può provare a dirsi “È il mio corpo che si sta regolando, non c’è un pericolo reale”. Non per convincersi a forza, ma per cambiare gradualmente il modo in cui lo interpreta.

3. Il miglioramento non è lineare.
Può capitare di stare meglio a livello emotivo e avere ancora qualche strascico fisico. Questo non significa tornare indietro, ma attraversare una fase intermedia.

4. Il fatto che non entri più nel panico è già un cambiamento importante.
Significa che sta sviluppando nuove modalità di risposta. Con il tempo, anche il corpo tenderà ad allinearsi, ma spesso ha bisogno di più gradualità.

Non c’è un “tempo preciso” uguale per tutti.
Dipende da quanto a lungo il corpo è stato in allerta e da quanto riesce, nel presente, a non alimentare quel circolo con preoccupazioni o tentativi di controllo.

Se continua il percorso che sta facendo e mantiene questo atteggiamento, è molto probabile che i segnali fisici si riducano progressivamente.

Più che “farli sparire”, l’obiettivo iniziale è imparare a non farsi guidare da quei segnali.
Paradossalmente, è proprio questo che permette al corpo, piano piano, di spegnersi.

Sta già andando nella direzione giusta.

Un caro saluto

Dott. Maurizio Rossetti

Tutti i contenuti pubblicati su MioDottore.it, specialmente domande e risposte, sono di carattere informativo e in nessun caso devono essere considerati un sostituto di una visita specialistica.