Buongiorno Dottori, avrei bisogno di un aiuto perché è ormai 1 mese che mi sento come sulle montagne
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Buongiorno Dottori, avrei bisogno di un aiuto perché è ormai 1 mese che mi sento come sulle montagne russe.
È tutto cominciato da quando ho scoperto la mia compagna (con cui sto insieme da 8 anni) scriversi e mandare foto ad altri. Abbiamo discusso di questa situazione e infine ho deciso di perdonarla. Sentendo le ragioni per cui l'ha fatto ci siamo messi d'accordo di sperimentare questa cosa, le mi ha detto che l'ha fatto perché si sentiva trascurata e sentirsi fare i complimenti da altre persone la fanno stare bene.
Ora è un mese che io mi sento letteralmente morto dentro come se non avessi più emozioni dentro di me e ho paura che alla lunga possa farmi cadere magari in depressione, io le ho detto di fare questo "gioco" perchè a lei fa stare bene ricevere complimenti e perche l'amo così tanto che metto sempre prima il suo benessere del mio, ma a me piano piano mi sta spegnendo.
È tutto cominciato da quando ho scoperto la mia compagna (con cui sto insieme da 8 anni) scriversi e mandare foto ad altri. Abbiamo discusso di questa situazione e infine ho deciso di perdonarla. Sentendo le ragioni per cui l'ha fatto ci siamo messi d'accordo di sperimentare questa cosa, le mi ha detto che l'ha fatto perché si sentiva trascurata e sentirsi fare i complimenti da altre persone la fanno stare bene.
Ora è un mese che io mi sento letteralmente morto dentro come se non avessi più emozioni dentro di me e ho paura che alla lunga possa farmi cadere magari in depressione, io le ho detto di fare questo "gioco" perchè a lei fa stare bene ricevere complimenti e perche l'amo così tanto che metto sempre prima il suo benessere del mio, ma a me piano piano mi sta spegnendo.
Gentile Utente, Lei litiga/discute con la sua compagna? Ha perdonato oppure ha compreso il comportamento della sua compagna? Le montagne russe di cui scrive riguardano le sue emozioni ... le ascolta oppure le evita? Anteporre il benessere di una qualsiasi persona al proprio NON è amore verso se stessi. Le piace questo gioco oppure sta mentendo a se stesso? A volte, pur di evitare situazioni dolorose preferiamo "capire" e dare una spiegazione a ciò che ci sta succedendo dentro senza ascoltare realmente le nostre emozioni e dire la verità a chi ci sta vicino per paura di perderla o di restare soli. La invito ad ascoltare il suo corpo, le sue sensazioni, emozioni e comunicare con sincerità la sua verità. Grazie.
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Gentile Utente, la situazione che descrive è comprensibilmente molto dolorosa e destabilizzante. La scoperta dei messaggi e delle foto scambiate dalla sua compagna rappresenta una ferita importante nella relazione, e il senso di “montagne russe” emotive che riferisce è una reazione frequente quando viene messa in discussione la fiducia. Il fatto che Lei abbia scelto di perdonare e di accettare una modalità relazionale che però la sta facendo soffrire merita attenzione. Mettere costantemente il benessere dell’altro prima del proprio, soprattutto quando questo comporta un costo emotivo così alto, può nel tempo portare a un senso di svuotamento, come quello che descrive (“mi sento morto dentro”). Questo stato di anestesia emotiva è spesso un segnale di sovraccarico e di sofferenza non pienamente espressa. È importante che lei possa chiedersi quali siano i suoi bisogni, i suoi limiti e cosa sia realmente sostenibile per lei all’interno della relazione. Un accordo funziona quando tutela entrambi, non solo uno dei due partner. Se qualcosa la sta “spegnendo”, è un segnale che merita ascolto e non va minimizzato. La paura di poter scivolare in uno stato depressivo è comprensibile; per questo potrebbe essere utile uno spazio di ascolto individuale, in cui elaborare quanto accaduto, comprendere meglio le sue emozioni e valutare con maggiore lucidità quali scelte siano coerenti con il suo benessere. Un caro saluto
Nella vostra dinamica sembra esserci un movimento chiaro: lei cerca riconoscimento fuori, tu cerchi di compensare sacrificando il tuo disagio. Questo crea un equilibrio apparente ma fragile, in cui uno si espande e l’altro si contrae. Il tuo “spegnerti” può essere il segnale che stai oltrepassando un tuo limite interno. L’amore non dovrebbe richiedere di annullare parti di sé. Più che temere la depressione, forse è importante fermarti ora e chiederti quali sono i tuoi bisogni, e se trovano spazio dentro questa relazione. Potrebbe essere utile riaprire il dialogo in modo autentico o valutare un percorso di coppia.
Salve, capisco profondamente il suo stato d'animo. Mi colpisce quando dice "è come se non avessi più emozioni", quasi come se per evitare di soffrire la sua mente, mettendo in atto un meccanismo difensivo, avesse anestetizzato le sue emozioni. Purtroppo però il distacco emotivo, se non affrontato, può minare la sua identità e le sue relazioni (quella attuale e le possibili relazioni future). In questi casi il mio consiglio è di rivolgersi ad un terapeuta con cui poter lavorare sul tema del tradimento e su quello che ha generato in lei, sul rimettere al centro se stesso e sulla comprensione di ciò che si nasconde dietro la protezione emotiva che sta mettendo in atto.
Resto a sua disposizione qualora intenda voler affrontare queste dinamiche.
Un caro saluto.
Dott.ssa Fabiana Esposito
Resto a sua disposizione qualora intenda voler affrontare queste dinamiche.
Un caro saluto.
Dott.ssa Fabiana Esposito
Capisco, provo a restare più vicino a te. Quello che stai vivendo è uno shock affettivo: la persona che era il tuo punto stabile improvvisamente non lo è più come prima. Quando dici “mi sento morto dentro” io sento un dolore congelato, non assenza di sentimento ma un cuore che si è protetto. Hai scelto di perdonare e di adattarti per non perdere il legame, perché per te l’amore è qualcosa che si preserva anche a costo di te stesso. Questo però ti sta lentamente spegnendo e il tuo “vuoto” sembra dire che stai andando oltre il tuo limite. Non c’è niente di sbagliato in te, c’è una parte molto innamorata e una parte molto ferita che forse non si sente autorizzata a esistere. Se ti fermi un momento, senza dover essere comprensivo o forte, quanto è grande la tua tristezza in tutto questo?
Gentile utente, capisco la sua fatica. Scoprire messaggi e foto con altri può essere vissuto come un vero scossone, e anche quando si decide di “perdonare” la parte emotiva spesso resta in allarme. Il senso di vuoto o di “spegnimento” che descrive, dopo un mese, può essere una risposta allo stress relazionale: una sorta di anestesia quando l’intensità emotiva è troppo alta.
Senza conoscere nel dettaglio la vostra storia, mi sembra importante sottolineare un punto: qualsiasi accordo di coppia funziona solo se è realmente sostenibile per entrambi. Se lei nota che questa scelta, pur fatta con buone intenzioni, la sta consumando, vale la pena fermarsi e parlarne con chiarezza, riportando l’attenzione sui suoi limiti e sul suo benessere, non solo su quello della sua compagna.
In questi casi può essere utile un supporto professionale: una consulenza di coppia per rimettere ordine nei bisogni reciproci e nelle regole, oppure un percorso individuale per aiutarla a capire cosa sta succedendo dentro di lei e come tutelarsi. Il fatto che lei tema una possibile deriva depressiva è già un segnale da ascoltare.
Ha fatto bene a chiedere aiuto: ora l’obiettivo è ritrovare stabilità, non “resistere” a costo di spegnersi.
Un caro saluto
Gabriele
Senza conoscere nel dettaglio la vostra storia, mi sembra importante sottolineare un punto: qualsiasi accordo di coppia funziona solo se è realmente sostenibile per entrambi. Se lei nota che questa scelta, pur fatta con buone intenzioni, la sta consumando, vale la pena fermarsi e parlarne con chiarezza, riportando l’attenzione sui suoi limiti e sul suo benessere, non solo su quello della sua compagna.
In questi casi può essere utile un supporto professionale: una consulenza di coppia per rimettere ordine nei bisogni reciproci e nelle regole, oppure un percorso individuale per aiutarla a capire cosa sta succedendo dentro di lei e come tutelarsi. Il fatto che lei tema una possibile deriva depressiva è già un segnale da ascoltare.
Ha fatto bene a chiedere aiuto: ora l’obiettivo è ritrovare stabilità, non “resistere” a costo di spegnersi.
Un caro saluto
Gabriele
Quello che descrive è comprensibilmente molto doloroso. Quando, all’interno di una relazione, si accetta qualcosa che tocca profondamente la propria sicurezza emotiva, può accadere di sentirsi “spenti”, svuotati o come se le emozioni si ritirassero. Sono segnali importanti, che parlano dei suoi bisogni e dei suoi limiti, e meritano ascolto.
In una relazione affettiva non è possibile mettere sempre da parte sé stessi: i bisogni dell’altro sono importanti, ma lo sono altrettanto i propri. Quando questo equilibrio si rompe, il corpo e le emozioni iniziano a farlo sentire in modo molto chiaro, come sta accadendo a lei.
Può essere utile parlarne apertamente con la sua compagna, ma anche considerare un supporto esterno. Una terapia di coppia potrebbe aiutarvi a comprendere meglio cosa sta accadendo tra voi, quali bisogni sono rimasti inascoltati e come ritrovare un terreno comune che non richieda sacrifici dolorosi da una delle due parti.
Allo stesso tempo, un percorso individuale potrebbe offrirle uno spazio sicuro per esplorare ciò che sta vivendo, capire cosa la ferisce e come prendersi cura di sé senza sentirsi in colpa. A volte, proprio nei momenti di crisi, emerge la possibilità di ascoltarsi più profondamente.
In una relazione affettiva non è possibile mettere sempre da parte sé stessi: i bisogni dell’altro sono importanti, ma lo sono altrettanto i propri. Quando questo equilibrio si rompe, il corpo e le emozioni iniziano a farlo sentire in modo molto chiaro, come sta accadendo a lei.
Può essere utile parlarne apertamente con la sua compagna, ma anche considerare un supporto esterno. Una terapia di coppia potrebbe aiutarvi a comprendere meglio cosa sta accadendo tra voi, quali bisogni sono rimasti inascoltati e come ritrovare un terreno comune che non richieda sacrifici dolorosi da una delle due parti.
Allo stesso tempo, un percorso individuale potrebbe offrirle uno spazio sicuro per esplorare ciò che sta vivendo, capire cosa la ferisce e come prendersi cura di sé senza sentirsi in colpa. A volte, proprio nei momenti di crisi, emerge la possibilità di ascoltarsi più profondamente.
Buongiorno, sono la psicologa Anna Spanio. Quello che sta vivendo non è casuale: il suo malessere nasce da un cambiamento profondo nell’equilibrio della relazione.
La scoperta dei messaggi ha incrinato un patto implicito costruito in 8 anni.
Anche se ha scelto di perdonare, emotivamente qualcosa è rimasto ferito.
Accettare il “gioco” per amore può aver creato uno sbilanciamento tra i vostri bisogni.
Quando uno dei due si sacrifica troppo, spesso compaiono sintomi come spegnimento o vuoto.
Il sentirsi “morto dentro” può essere una forma di protezione emotiva.
Non è necessariamente depressione, ma è un segnale importante.
Una relazione sana richiede reciprocità, non solo adattamento.
È fondamentale chiedersi quali siano i suoi limiti e bisogni autentici.
Il suo malessere merita ascolto e, se necessario, uno spazio terapeutico per comprenderlo meglio.
La scoperta dei messaggi ha incrinato un patto implicito costruito in 8 anni.
Anche se ha scelto di perdonare, emotivamente qualcosa è rimasto ferito.
Accettare il “gioco” per amore può aver creato uno sbilanciamento tra i vostri bisogni.
Quando uno dei due si sacrifica troppo, spesso compaiono sintomi come spegnimento o vuoto.
Il sentirsi “morto dentro” può essere una forma di protezione emotiva.
Non è necessariamente depressione, ma è un segnale importante.
Una relazione sana richiede reciprocità, non solo adattamento.
È fondamentale chiedersi quali siano i suoi limiti e bisogni autentici.
Il suo malessere merita ascolto e, se necessario, uno spazio terapeutico per comprenderlo meglio.
Buongiorno, quello che lei descrive non riguarda soltanto un comportamento della sua compagna, ma tocca qualcosa di molto più profondo: il modo in cui vive il legame, la perdita, il tradimento e forse anche il valore che sente di avere per l’altro.
Il fatto che si senta “morto dentro” è un elemento clinicamente significativo. In psicoanalisi, quando un’esperienza relazionale è troppo dolorosa o destabilizzante, può accadere che l’apparato psichico metta in atto una sorta di ritiro affettivo: un abbassamento dell’intensità emotiva che protegge dal dolore, ma al prezzo di una sensazione di vuoto.
Lei ha scelto di perdonare e persino di legittimare questa dinamica. Sarebbe importante interrogarsi su cosa l’ha spinta a farlo. È stato un movimento libero, o una necessità interna?
A volte, di fronte al rischio di perdere l’oggetto amato, si può essere disposti a sacrificare parti di sé pur di preservare il legame. La domanda, allora, non è tanto se sia giusto o sbagliato ciò che avete concordato, ma quale prezzo psichico sta pagando per mantenere questa relazione.
Potrebbe essere utile chiedersi:
La scelta di accettare questa dinamica è davvero sentita e condivisa anche da lei, oppure nasce soprattutto dalla paura di perderla?
Quanto spazio stanno avendo i suoi bisogni e le sue emozioni in questo momento?
Che cosa ha provato realmente quando ha scoperto quei messaggi?
Non esiste una forma “giusta” di relazione valida per tutti; ciò che conta è che le scelte siano autentiche e non vissute come un sacrificio silenzioso di sé. Talvolta la sofferenza non nasce solo dall’evento attuale, ma riattiva vissuti più antichi legati al timore di non essere scelti, di non essere sufficienti o di essere sostituibili.
Il senso di vuoto che descrive merita uno spazio di ascolto. Un percorso analitico potrebbe aiutarla a comprendere quali dinamiche inconsce si stanno muovendo e a distinguere tra un perdono autentico e un adattamento difensivo dettato dall’angoscia di perdita.
Non si tratta di decidere cosa fare nella relazione, ma di comprendere cosa sta accadendo dentro di lei mentre cerca di mantenerla.
Il fatto che si senta “morto dentro” è un elemento clinicamente significativo. In psicoanalisi, quando un’esperienza relazionale è troppo dolorosa o destabilizzante, può accadere che l’apparato psichico metta in atto una sorta di ritiro affettivo: un abbassamento dell’intensità emotiva che protegge dal dolore, ma al prezzo di una sensazione di vuoto.
Lei ha scelto di perdonare e persino di legittimare questa dinamica. Sarebbe importante interrogarsi su cosa l’ha spinta a farlo. È stato un movimento libero, o una necessità interna?
A volte, di fronte al rischio di perdere l’oggetto amato, si può essere disposti a sacrificare parti di sé pur di preservare il legame. La domanda, allora, non è tanto se sia giusto o sbagliato ciò che avete concordato, ma quale prezzo psichico sta pagando per mantenere questa relazione.
Potrebbe essere utile chiedersi:
La scelta di accettare questa dinamica è davvero sentita e condivisa anche da lei, oppure nasce soprattutto dalla paura di perderla?
Quanto spazio stanno avendo i suoi bisogni e le sue emozioni in questo momento?
Che cosa ha provato realmente quando ha scoperto quei messaggi?
Non esiste una forma “giusta” di relazione valida per tutti; ciò che conta è che le scelte siano autentiche e non vissute come un sacrificio silenzioso di sé. Talvolta la sofferenza non nasce solo dall’evento attuale, ma riattiva vissuti più antichi legati al timore di non essere scelti, di non essere sufficienti o di essere sostituibili.
Il senso di vuoto che descrive merita uno spazio di ascolto. Un percorso analitico potrebbe aiutarla a comprendere quali dinamiche inconsce si stanno muovendo e a distinguere tra un perdono autentico e un adattamento difensivo dettato dall’angoscia di perdita.
Non si tratta di decidere cosa fare nella relazione, ma di comprendere cosa sta accadendo dentro di lei mentre cerca di mantenerla.
Buongiorno,
comprendo la sofferenza dietro il suo messaggio.
Dietro la storia che racconta sembrerebbero emergere dinamiche personali di natura emotiva e psicologica.
Forse questo momento di difficoltà potrebbe diventare un'occasione per approfondire se stesso ed indagare eventuali parti ed emozioni inelaborate.
Se volesse indagare quanto detto sarei felice di organizzare un colloquio conoscitivo gratuito, anche online, in cui discutere di questi argomenti.
Resto a sua disposizione,
auguri per tutto.
Dott. Marco Feola
comprendo la sofferenza dietro il suo messaggio.
Dietro la storia che racconta sembrerebbero emergere dinamiche personali di natura emotiva e psicologica.
Forse questo momento di difficoltà potrebbe diventare un'occasione per approfondire se stesso ed indagare eventuali parti ed emozioni inelaborate.
Se volesse indagare quanto detto sarei felice di organizzare un colloquio conoscitivo gratuito, anche online, in cui discutere di questi argomenti.
Resto a sua disposizione,
auguri per tutto.
Dott. Marco Feola
Buongiorno,
la situazione che descrive rappresenta un forte stress emotivo. La sensazione di sentirsi “morto dentro” e senza emozioni può essere una risposta di difesa a un dolore relazionale non ancora elaborato.
Il fatto di aver accettato questa dinamica mettendo al primo posto il benessere della Sua compagna, trascurando il Suo, può generare conflitto interno e progressivo svuotamento emotivo. Se protratta, questa condizione può effettivamente favorire sintomi depressivi.
È importante capire cosa desidera davvero Lei e quali sono i Suoi limiti, senza annullarsi nella relazione.
Se lo desidera possiamo approfondire la questione fissando un colloquio con me.
Un saluto,
dott.ssa Pisano
la situazione che descrive rappresenta un forte stress emotivo. La sensazione di sentirsi “morto dentro” e senza emozioni può essere una risposta di difesa a un dolore relazionale non ancora elaborato.
Il fatto di aver accettato questa dinamica mettendo al primo posto il benessere della Sua compagna, trascurando il Suo, può generare conflitto interno e progressivo svuotamento emotivo. Se protratta, questa condizione può effettivamente favorire sintomi depressivi.
È importante capire cosa desidera davvero Lei e quali sono i Suoi limiti, senza annullarsi nella relazione.
Se lo desidera possiamo approfondire la questione fissando un colloquio con me.
Un saluto,
dott.ssa Pisano
Buongiorno,
quello che descrive è un vissuto molto delicato e comprensibilmente doloroso. La scoperta dei messaggi e delle foto ha rappresentato una frattura importante nella fiducia, anche se avete deciso di parlarne e di “trasformare” la situazione in qualcosa di condiviso. Il fatto che lei oggi si senta “morto dentro”, svuotato, come sulle montagne russe emotive, è un segnale che non andrebbe ignorato.
A volte, quando si ama molto una persona, si tende a mettere il suo benessere davanti al proprio, convincendosi che questo sia il modo giusto di proteggere la relazione. Tuttavia una coppia sana non può reggersi sul sacrificio silenzioso di uno dei due. Se lei sta accettando qualcosa che interiormente la ferisce, il prezzo emotivo rischia di essere alto. Quel senso di spegnimento che descrive può essere una forma di difesa: quando qualcosa fa troppo male, ci si anestetizza per non sentire.
È importante distinguere tra una scelta realmente condivisa e una scelta fatta per paura di perdere l’altro. Se questa “sperimentazione” la sta facendo sentire svuotato, è fondamentale che lei lo riconosca e lo comunichi con chiarezza. L’amore non dovrebbe comportare l’annullamento di sé.
La sua preoccupazione rispetto a una possibile depressione non va sottovalutata, soprattutto se la sensazione di apatia e tristezza persiste. Potrebbe essere molto utile uno spazio personale di confronto psicologico per aiutarla a comprendere meglio cosa sta provando, quali sono i suoi limiti e come tutelare il suo equilibrio emotivo.
Mettere il benessere dell’altro prima del proprio può sembrare un atto d’amore, ma nel lungo periodo una relazione funziona solo se entrambi si sentono rispettati, sicuri e vitali, non se uno dei due si spegne.
Un cordiale saluto.
quello che descrive è un vissuto molto delicato e comprensibilmente doloroso. La scoperta dei messaggi e delle foto ha rappresentato una frattura importante nella fiducia, anche se avete deciso di parlarne e di “trasformare” la situazione in qualcosa di condiviso. Il fatto che lei oggi si senta “morto dentro”, svuotato, come sulle montagne russe emotive, è un segnale che non andrebbe ignorato.
A volte, quando si ama molto una persona, si tende a mettere il suo benessere davanti al proprio, convincendosi che questo sia il modo giusto di proteggere la relazione. Tuttavia una coppia sana non può reggersi sul sacrificio silenzioso di uno dei due. Se lei sta accettando qualcosa che interiormente la ferisce, il prezzo emotivo rischia di essere alto. Quel senso di spegnimento che descrive può essere una forma di difesa: quando qualcosa fa troppo male, ci si anestetizza per non sentire.
È importante distinguere tra una scelta realmente condivisa e una scelta fatta per paura di perdere l’altro. Se questa “sperimentazione” la sta facendo sentire svuotato, è fondamentale che lei lo riconosca e lo comunichi con chiarezza. L’amore non dovrebbe comportare l’annullamento di sé.
La sua preoccupazione rispetto a una possibile depressione non va sottovalutata, soprattutto se la sensazione di apatia e tristezza persiste. Potrebbe essere molto utile uno spazio personale di confronto psicologico per aiutarla a comprendere meglio cosa sta provando, quali sono i suoi limiti e come tutelare il suo equilibrio emotivo.
Mettere il benessere dell’altro prima del proprio può sembrare un atto d’amore, ma nel lungo periodo una relazione funziona solo se entrambi si sentono rispettati, sicuri e vitali, non se uno dei due si spegne.
Un cordiale saluto.
Buonasera,
quello che descrive è comprensibile e merita grande rispetto. Dopo una scoperta che ha toccato la fiducia e il senso di sicurezza nella relazione, è naturale vivere emozioni intense, contrastanti, o persino una sensazione di “vuoto” e spegnimento. A volte, quando si cerca di mettere il benessere dell’altro davanti al proprio, si rischia di non ascoltare abbastanza ciò che accade dentro di sé.
Il sentirsi “morto dentro” può essere un segnale importante: non necessariamente indica una depressione, ma suggerisce che qualcosa sta chiedendo attenzione, spazio e comprensione. Prima di prendere decisioni o adattarsi a una situazione che oggi la fa soffrire, potrebbe essere utile fermarsi e capire meglio quali sono i suoi bisogni, i suoi limiti e cosa per lei significa sentirsi rispettato e sereno in una relazione.
Un percorso psicologico può offrire uno spazio protetto in cui esplorare queste emozioni senza giudizio, ritrovare contatto con ciò che prova e comprendere come tutelare il suo equilibrio affettivo.
Non è egoismo prendersi cura di sé: è una condizione fondamentale per poter stare bene anche in coppia.
Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta
Ricevo anche on-line
quello che descrive è comprensibile e merita grande rispetto. Dopo una scoperta che ha toccato la fiducia e il senso di sicurezza nella relazione, è naturale vivere emozioni intense, contrastanti, o persino una sensazione di “vuoto” e spegnimento. A volte, quando si cerca di mettere il benessere dell’altro davanti al proprio, si rischia di non ascoltare abbastanza ciò che accade dentro di sé.
Il sentirsi “morto dentro” può essere un segnale importante: non necessariamente indica una depressione, ma suggerisce che qualcosa sta chiedendo attenzione, spazio e comprensione. Prima di prendere decisioni o adattarsi a una situazione che oggi la fa soffrire, potrebbe essere utile fermarsi e capire meglio quali sono i suoi bisogni, i suoi limiti e cosa per lei significa sentirsi rispettato e sereno in una relazione.
Un percorso psicologico può offrire uno spazio protetto in cui esplorare queste emozioni senza giudizio, ritrovare contatto con ciò che prova e comprendere come tutelare il suo equilibrio affettivo.
Non è egoismo prendersi cura di sé: è una condizione fondamentale per poter stare bene anche in coppia.
Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta
Ricevo anche on-line
Buongiorno. Capisco bene il suo tormento: lei sta cercando di "curare" il rapporto annullando se stesso, ma questo sacrificio rischia di spegnerla definitivamente. Amare non significa mettere il benessere dell'altro sopra la propria sopravvivenza emotiva.
Quello che lei chiama "gioco" è in realtà una ferita aperta che alimenta insicurezza e distacco. È fondamentale che lei torni a dare voce ai suoi bisogni, perché un equilibrio basato sulla sofferenza di uno dei due partner non è sostenibile a lungo. Un percorso psicoterapeutico potrebbe aiutarla a fare chiarezza su ciò che desidera davvero e a stabilire confini sani per non cadere in un vuoto depressivo. Non permetta che l'amore per lei diventi il motivo per cui smette di amare se stesso. Un caro saluto.
Quello che lei chiama "gioco" è in realtà una ferita aperta che alimenta insicurezza e distacco. È fondamentale che lei torni a dare voce ai suoi bisogni, perché un equilibrio basato sulla sofferenza di uno dei due partner non è sostenibile a lungo. Un percorso psicoterapeutico potrebbe aiutarla a fare chiarezza su ciò che desidera davvero e a stabilire confini sani per non cadere in un vuoto depressivo. Non permetta che l'amore per lei diventi il motivo per cui smette di amare se stesso. Un caro saluto.
Buongiorno,
quello che descrivi è comprensibile: hai scoperto qualcosa che per molti viene vissuto come una ferita di fiducia (messaggi e foto ad altri) e subito dopo ti sei trovato a “tenere insieme” due bisogni in conflitto: proteggere la relazione e proteggere te stesso. In questa tensione è normale sentirsi sulle montagne russe, e anche quel “sentirmi morto dentro” può essere una reazione di difesa: quando il dolore e l’allarme sono troppo alti, a volte ci si anestetizza per riuscire ad andare avanti.
Il punto centrale, però, è che tu stai pagando un prezzo emotivo molto alto. Dire “lo faccio perché la amo e metto prima lei” può suonare generoso, ma se diventa un modo per non ascoltare il tuo limite rischia di trasformarsi in autosacrificio e, col tempo, in risentimento o svuotamento. Il benessere di coppia non si costruisce se uno dei due sta bene e l’altro si spegne.
C’è anche un aspetto delicato nelle “ragioni” che avete dato a questa scelta: se lei si è sentita trascurata, il nodo di fondo è la qualità del legame tra voi (attenzione, riconoscimento, intimità), non solo i complimenti esterni. Spostare tutto fuori dalla coppia può dare un sollievo immediato a lei, ma se per te diventa una continua micro-ferita, il rischio è che la relazione perda sicurezza proprio mentre avrebbe bisogno di ricostruirla.
Per questo, prima ancora di chiederti “resisterò?”, può essere utile riconoscere che i tuoi vissuti sono legittimi: gelosia, dolore, paura, senso di svalutazione, e anche il vuoto. E che una sperimentazione di questo tipo, perché sia davvero consensuale, dovrebbe includere anche te: non solo “sei d’accordo”, ma “stai bene abbastanza” e senti che i confini sono chiari e rispettosi.
In situazioni così spesso aiuta molto un confronto di coppia o individuale con un professionista: non per decidere se “si può o non si può” fare quel gioco, ma per capire cosa state cercando davvero (lei: conferme, desiderabilità, attenzione; tu: sicurezza, esclusività, rispetto) e se esiste un modo di rispondere a questi bisogni senza che uno dei due si perda. Se ti senti già “spento” dopo un mese, è un segnale da ascoltare ora, non dopo.
Il fatto che tu abbia paura della depressione è un campanello che merita cura: se continui a sacrificarti mentre dentro ti anestetizzi, non è sostenibile. Volerle bene non dovrebbe richiedere che tu ti consumi.
Un caro saluto,
Dott. Valerio Romano
quello che descrivi è comprensibile: hai scoperto qualcosa che per molti viene vissuto come una ferita di fiducia (messaggi e foto ad altri) e subito dopo ti sei trovato a “tenere insieme” due bisogni in conflitto: proteggere la relazione e proteggere te stesso. In questa tensione è normale sentirsi sulle montagne russe, e anche quel “sentirmi morto dentro” può essere una reazione di difesa: quando il dolore e l’allarme sono troppo alti, a volte ci si anestetizza per riuscire ad andare avanti.
Il punto centrale, però, è che tu stai pagando un prezzo emotivo molto alto. Dire “lo faccio perché la amo e metto prima lei” può suonare generoso, ma se diventa un modo per non ascoltare il tuo limite rischia di trasformarsi in autosacrificio e, col tempo, in risentimento o svuotamento. Il benessere di coppia non si costruisce se uno dei due sta bene e l’altro si spegne.
C’è anche un aspetto delicato nelle “ragioni” che avete dato a questa scelta: se lei si è sentita trascurata, il nodo di fondo è la qualità del legame tra voi (attenzione, riconoscimento, intimità), non solo i complimenti esterni. Spostare tutto fuori dalla coppia può dare un sollievo immediato a lei, ma se per te diventa una continua micro-ferita, il rischio è che la relazione perda sicurezza proprio mentre avrebbe bisogno di ricostruirla.
Per questo, prima ancora di chiederti “resisterò?”, può essere utile riconoscere che i tuoi vissuti sono legittimi: gelosia, dolore, paura, senso di svalutazione, e anche il vuoto. E che una sperimentazione di questo tipo, perché sia davvero consensuale, dovrebbe includere anche te: non solo “sei d’accordo”, ma “stai bene abbastanza” e senti che i confini sono chiari e rispettosi.
In situazioni così spesso aiuta molto un confronto di coppia o individuale con un professionista: non per decidere se “si può o non si può” fare quel gioco, ma per capire cosa state cercando davvero (lei: conferme, desiderabilità, attenzione; tu: sicurezza, esclusività, rispetto) e se esiste un modo di rispondere a questi bisogni senza che uno dei due si perda. Se ti senti già “spento” dopo un mese, è un segnale da ascoltare ora, non dopo.
Il fatto che tu abbia paura della depressione è un campanello che merita cura: se continui a sacrificarti mentre dentro ti anestetizzi, non è sostenibile. Volerle bene non dovrebbe richiedere che tu ti consumi.
Un caro saluto,
Dott. Valerio Romano
Quello che sta vivendo è comprensibilmente pesante, scoprire un tradimento dopo otto anni insieme è uno shock, e il mese che ha attraversato lo dimostra.
Ha scelto di perdonare e di cercare un accordo per andare avanti, ed è una scelta che merita rispetto. Allo stesso tempo, vale la pena chiedersi: il perdono è arrivato perché ha davvero elaborato quanto successo, o perché mettere prima il benessere dell’altra persona è qualcosa che avviene quasi automaticamente?
Sentirsi svuotati, privi di emozioni, come se ci si stesse spegnendo, può essere il segnale che una parte di sé non è d’accordo con ciò che la testa ha deciso. Le emozioni hanno un ritmo diverso dalla ragione, e a volte chiedono più tempo o più spazio per essere ascoltate.
Non esiste una risposta giusta su come gestire una situazione così complessa. Ma potrebbe valere la pena esplorare, magari con il supporto di uno psicologo, cosa sta davvero succedendo dentro di lei al di là di ciò che ha scelto di accettare.
Ha scelto di perdonare e di cercare un accordo per andare avanti, ed è una scelta che merita rispetto. Allo stesso tempo, vale la pena chiedersi: il perdono è arrivato perché ha davvero elaborato quanto successo, o perché mettere prima il benessere dell’altra persona è qualcosa che avviene quasi automaticamente?
Sentirsi svuotati, privi di emozioni, come se ci si stesse spegnendo, può essere il segnale che una parte di sé non è d’accordo con ciò che la testa ha deciso. Le emozioni hanno un ritmo diverso dalla ragione, e a volte chiedono più tempo o più spazio per essere ascoltate.
Non esiste una risposta giusta su come gestire una situazione così complessa. Ma potrebbe valere la pena esplorare, magari con il supporto di uno psicologo, cosa sta davvero succedendo dentro di lei al di là di ciò che ha scelto di accettare.
E' la prima volta che il benessere dell'altro viene da lei anteposto al suo ? Come si sente all'interno di questa montagna russa? Potremmo interrogarci su questo all'interno di un percorso anche breve di tipo psicologico. Si conceda un aiuto, il suo spazio dove è?
Buongiorno,
la ringrazio per aver condiviso qualcosa di così delicato. Si percepisce quanto questa situazione la stia mettendo a dura prova: ha scelto di perdonare e di mettere al primo posto il benessere della sua compagna, ma dentro di lei qualcosa sembra essersi spento.
Quel sentirsi “morto dentro” spesso non è assenza di emozioni, ma un segnale: può accadere quando stiamo accettando qualcosa che, profondamente, ci fa soffrire... un modo che la mente trova per proteggersi quando sta tollerando qualcosa che fa troppo male.
Più che capire cosa sia giusto o sbagliato, forse il punto è chiedersi se questa scelta è davvero sostenibile per lei e se i suoi bisogni stanno trovando spazio nella relazione.
Se sentirà il bisogno di approfondire questi vissuti, uno spazio dedicato potrebbe aiutarla a rimettere al centro anche il suo benessere.
Rimango a disposizione!
la ringrazio per aver condiviso qualcosa di così delicato. Si percepisce quanto questa situazione la stia mettendo a dura prova: ha scelto di perdonare e di mettere al primo posto il benessere della sua compagna, ma dentro di lei qualcosa sembra essersi spento.
Quel sentirsi “morto dentro” spesso non è assenza di emozioni, ma un segnale: può accadere quando stiamo accettando qualcosa che, profondamente, ci fa soffrire... un modo che la mente trova per proteggersi quando sta tollerando qualcosa che fa troppo male.
Più che capire cosa sia giusto o sbagliato, forse il punto è chiedersi se questa scelta è davvero sostenibile per lei e se i suoi bisogni stanno trovando spazio nella relazione.
Se sentirà il bisogno di approfondire questi vissuti, uno spazio dedicato potrebbe aiutarla a rimettere al centro anche il suo benessere.
Rimango a disposizione!
Buongiorno, mi dispiace molto. Quello che descrivi ha senso: hai vissuto un “trauma relazionale”, una ferita alla fiducia, e il sentirti spento o come senza emozioni può essere una risposta di protezione quando si è troppo in allerta e troppo addolorati.
È importante che tu ti ascolti: il fatto che tu abbia accettato questo “gioco” per amore non basta se dentro ti sta consumando. Mettere sempre il benessere dell’altra prima del tuo, in questa situazione, rischia di diventare un modo per non perdere la relazione, ma al prezzo di perdere te stesso.
Qui la domanda centrale non è se lei riceva complimenti, ma quali confini ti permettono di stare bene e di sentirti rispettato. Se per te l’idea di foto e messaggi ad altri fa male e ti spegne, è un’informazione preziosa. Puoi dirglielo in modo fermo e non accusatorio: “Ti amo, ma questa cosa mi sta distruggendo. Io non riesco a reggerla. Ho bisogno che ci fermiamo e che ricostruiamo fiducia”.
Spesso, dopo un evento così, serve un tempo di riparazione: chiarezza su cosa è accaduto, trasparenza, scelte condivise, e un piano concreto per non ripetere la ferita. Se lei si è sentita trascurata, è legittimo parlarne e lavorarci, ma non è detto che la soluzione debba essere cercare validazione fuori. Potete trovare modi diversi per rimettere attenzione, desiderio e riconoscimento dentro la coppia.
Se senti che “ti stai spegnendo”, io non aspetterei che passi. Una consulenza di coppia può essere molto utile, ma anche un supporto individuale per te, per rimettere a fuoco bisogni e limiti senza colpa. Se compaiono insonnia, calo di energia, ritiro sociale o pensieri molto cupi, chiedi aiuto subito al medico o a uno psicologo: non per “etichettarti”, ma per proteggerti.
Se ti va, dai un’occhiata al mio profilo: trovi come lavoro su fiducia, tradimento, confini e crisi di coppia, e puoi valutare un colloquio.
È importante che tu ti ascolti: il fatto che tu abbia accettato questo “gioco” per amore non basta se dentro ti sta consumando. Mettere sempre il benessere dell’altra prima del tuo, in questa situazione, rischia di diventare un modo per non perdere la relazione, ma al prezzo di perdere te stesso.
Qui la domanda centrale non è se lei riceva complimenti, ma quali confini ti permettono di stare bene e di sentirti rispettato. Se per te l’idea di foto e messaggi ad altri fa male e ti spegne, è un’informazione preziosa. Puoi dirglielo in modo fermo e non accusatorio: “Ti amo, ma questa cosa mi sta distruggendo. Io non riesco a reggerla. Ho bisogno che ci fermiamo e che ricostruiamo fiducia”.
Spesso, dopo un evento così, serve un tempo di riparazione: chiarezza su cosa è accaduto, trasparenza, scelte condivise, e un piano concreto per non ripetere la ferita. Se lei si è sentita trascurata, è legittimo parlarne e lavorarci, ma non è detto che la soluzione debba essere cercare validazione fuori. Potete trovare modi diversi per rimettere attenzione, desiderio e riconoscimento dentro la coppia.
Se senti che “ti stai spegnendo”, io non aspetterei che passi. Una consulenza di coppia può essere molto utile, ma anche un supporto individuale per te, per rimettere a fuoco bisogni e limiti senza colpa. Se compaiono insonnia, calo di energia, ritiro sociale o pensieri molto cupi, chiedi aiuto subito al medico o a uno psicologo: non per “etichettarti”, ma per proteggerti.
Se ti va, dai un’occhiata al mio profilo: trovi come lavoro su fiducia, tradimento, confini e crisi di coppia, e puoi valutare un colloquio.
Buongiorno, la ringrazio per la sua condivisione.
Sicuramente scoprire questo scambio di chat con altre persone ha aperto qualcosa in lei a livello emotivo sul versante della tristezza.
Oltre, immagino, ad un tradimento della fiducia che riponeva nella sua compagna.
Pur comprendendo le ragioni per le quali la sua compagna lo fa, c’è qualcosa nel vostro rapporto che non vi ha portato a discutere di quelle mancanze.
Detto questo sembra che lei l’abbia perdonata razionalmente, ma non emotivamente. Scambiare messaggi con altre persone non è un gioco e lei ne sta pagando le conseguenze. Forse, si chieda, come mai l’ha accettato? Perchè si sente in colpa nei suoi confronti? Perchè crede di non darle le giuste attenzioni?
Ma soprattutto si chieda, che conseguenze ha il fatto che la sua compagna riceva dei complimenti da altri? Mina il suo valore personale? La sua amabilità? Teme di perderla?
Comprendo come pian piano si stia spegnendo, è una reazione assolutamente normale, ma questa disattivazione non la aiuta.
Le consiglio di intraprendere un percorso psicologico per approfondire meglio le motivazioni di tale spegnimento, per capire se l’ha perdonata davvero e se può tollerare questi scambi di messaggi e riorientare il suo comportamento verso ciò che desidera davvero.
Cordiali saluti
Sicuramente scoprire questo scambio di chat con altre persone ha aperto qualcosa in lei a livello emotivo sul versante della tristezza.
Oltre, immagino, ad un tradimento della fiducia che riponeva nella sua compagna.
Pur comprendendo le ragioni per le quali la sua compagna lo fa, c’è qualcosa nel vostro rapporto che non vi ha portato a discutere di quelle mancanze.
Detto questo sembra che lei l’abbia perdonata razionalmente, ma non emotivamente. Scambiare messaggi con altre persone non è un gioco e lei ne sta pagando le conseguenze. Forse, si chieda, come mai l’ha accettato? Perchè si sente in colpa nei suoi confronti? Perchè crede di non darle le giuste attenzioni?
Ma soprattutto si chieda, che conseguenze ha il fatto che la sua compagna riceva dei complimenti da altri? Mina il suo valore personale? La sua amabilità? Teme di perderla?
Comprendo come pian piano si stia spegnendo, è una reazione assolutamente normale, ma questa disattivazione non la aiuta.
Le consiglio di intraprendere un percorso psicologico per approfondire meglio le motivazioni di tale spegnimento, per capire se l’ha perdonata davvero e se può tollerare questi scambi di messaggi e riorientare il suo comportamento verso ciò che desidera davvero.
Cordiali saluti
Buongiorno, grazie di aver condiviso così apertamente quello che sta vivendo. Dal suo racconto emerge quanto lei tenga alla sua compagna e alla vostra relazione, al punto di mettere da parte i suoi bisogni e sentimenti. Il suo "spegnimento" psichico forse le sta segnalando che qualcosa in questa situazione non è realmente sostenibile per lei, anche se razionalmente vorrebbe che lo fosse. Mettendo davanti i bisogni della sua compagna sembra che lei stia cercando di mantenere l'amore rinunciando a parti di se stesso, e lo spegnimento emotivo (sentirsi "morto dentro", "piano piano mi sto spegnendo") può essere il prezzo di queste sua rinuncia. Se da un lato lei vuole accogliere e comprendere, dall'altro è possibile che abbia provato gelosia, senso di esclusione o svalutazione e che si sia sentito ferito dalla sua compagna. Riconoscere ed esprimere i suoi bisogni e i suoi sentimenti non significa mettere in discussione l'amore o la relazione ma le consentirà di starci sullo stesso piano della sua compagna.
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