Via della Giuliana 68, Roma 00195
Offro un percorso psicologico a prezzi calmierati per coloro che hanno un ISEE basso perché considero la salute mentale un diritto universale.
Leggi di più15/01/2026
Roma 2 indirizzi
Sono la Dott.ssa Federica Pomente, psicologa clinica e psicoterapeuta ad orientamento Analitico Transazionale, con studio a Roma.
Mi occupo di psicoterapia per ansia, attacchi di panico, depressione, stress e difficoltà emotive, aiutando le persone a ritrovare equilibrio, stabilità e benessere psicologico.
Lavoro con adulti, adolescenti e coppie che stanno attraversando momenti di crisi, insicurezza o blocchi emotivi, offrendo percorsi di psicoterapia personalizzati e costruiti sui bisogni specifici della persona.
Intervengo in particolare in caso di:
attacchi di panico e sintomi d’ansia
depressione e calo dell’umore
bassa autostima e insicurezza personale
difficoltà relazionali e di coppia
stress, sovraccarico emotivo e burnout
disturbi psicosomatici e insonnia
traumi relazionali
Credo in una psicoterapia accogliente, strutturata e centrata sulla persona, in cui sia possibile esplorare il proprio mondo emotivo in uno spazio sicuro, rispettoso e professionale.
Ricevo a Roma in presenza e, in alcuni casi, anche online. Contatto telefonico 3492209402
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Pagamento online accettato
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12 recensioni
Più menzionato dai pazienti
Ottima professionista, sensibile e attenta ai bisogni della persona. Mi sono trovata molto bene nella relazione con lei e ho imparato ad apprezzarmi. Sono felice dei cambiamenti che ho fatto nella mia vita grazie alla terapia con lei.
Empatica e competente mi ha aiutato a ritrovarmi. La consiglio per la qualita' del suo ascolto e la profondita' umana.
Dottoressa con molta competenza e professionalità’, empatica, con spiegazioni chiare, mirate e dettagliate. Consiglio vivamente.
Faccio terapia con Federica da un anno e mezzo. Mi sono rivolto a lei in un momento in cui mi sentivo smarrito, confuso e molto angosciato. La dottoressa mi sta aiutando a superare delle difficoltà relazionali che ho capito sono legate a vissuti passati. Mi sta accompagnando con sensibilità, rispetto ed empatia e competenza. Sento di fidarmi di lei e che la mia vita sta cambiando in meglio
mi sono trovata malissimo la Dott.ssa Pomente. A mio parere è mancata di sensibilità. Ho fatto solo due incontri.
Ho iniziato il mio percorso terapeutico con la Dott.ssa Pomente mesi fa e mi sono da subito trovata benissimo. I punti di vista che mi sono stati offerti dalla Dottoressa durante le nostre sedute mi hanno permesso di prendere consapevolezza delle mie criticità e di affrontarle al meglio.
Una vera professionista in tutti i suoi aspetti, che consiglio vivamente.
La dottoressa Federica Pomente è una collega competente e umana. Il suo modo di lavorare incarna a pieno il principio dell'Okness, presupponendo un'accoglienza ed un'empatia di chi vede l'altro essere umano incondizionatamente dotato di valore, dignità, adeguatezza e capacità di impadronirsi della propria vita scegliendone il corso. Federica riesce a cogliere il cuore dei vissuti dell'altro, a rispettarli e ad accompagnarlo alla riscoperta delle proprie risorse. La sua forte motivazione e il suo amore per questo lavoro sono intravedibili nella cura che mette nella sua formazione, nella riflessione autentica e sincera su aspetti del processo terapeutico e nello scambio stimolante di opinioni.
Consiglio a tutti di affidarsi alla stimata collega Federica Pomente per un lavoro bilaterale che prevederà cura, rispetto e, soprattutto, il credere nelle grandi potenzialità e nella voglia di perseguire il benessere dell'altro
Ho iniziato il mio percorso di terapia con la Dottoressa Pomente in un periodo della mia vita in cui probabilmente avevo tante domande ma quasi nessuna risposta. Il percorso con la stessa mi ha guidata verso una sempre maggiore consapevolezza delle mie risorse, accettazione delle difficoltà e forse, soprattutto, di me, sostenendomi soprattutto nell’affrontare i miei limiti e le difficoltà con una forza e visione differente, grazie all’aiuto di strumenti (sempre stati presenti nella mia persona) ma che fino ad allora non credevo di avere. La dottoressa ha una capacità di ascolto, empatia e attenzione che la contraddistinguono e, fanno sì, che il rapporto con il paziente, sia di fiducia e collaborazione reciproca.
Fare terapia con Federica è stata un’esperienza che mi ha profondamente cambiata. In un momento di grande fragilità, è riuscita a mostrarmi la mia vita da una prospettiva completamente nuova. Grazie ai nostri incontri ho lavorato su me stessa e, soprattutto, ho maturato la decisione di intraprendere il percorso per diventare psicologa.
Federica è una professionista straordinaria: empatica, preparata e sempre aperta al confronto. La sua capacità di ascolto e il suo sguardo mai giudicante mi hanno fatta sentire accolta e compresa come mai prima. E per questo le sarò sempre grata.
É una professionista attenta e preparata, ma soprattutto empatica e accogliente, capace di farti sentire subito a tuo agio.
ha risposto a 13 domande da parte di pazienti di MioDottore
Dopo un trauma psicologico, son iniziate vertigini, ho fatto varie visite specialisti ed esami vari, alcuni specialisti mi dicono che sono vertigini psicogene dovute al trauma e sto facendo una terapia psicologica, non tollero i medicinali, per cui il processo di guarigionee' lento. Vorrei sapere se ci sono altri percorsi per risolvere il problema delle vertigini psicogene grazie
Buongiorno, quello che descrivi è abbastanza frequente dopo un evento traumatico. Le vertigini psicogene sono l'espressione dello stato di allerta e di squilibrio in cui è rimasto il tuo sistema nervoso a seguito del trauma. Comprendo che possa essere frustrante sentire che il processo di guarigione è lento, soprattutto quando il sintomo è così impattante come le vertigini. Da un punto di vista psicodinamico, tuttavia, il tempo lento non è un ostacolo ma parte della cura: hai bisogno di gradualità per integrare ed elaborare l'evento traumatico che hai vissuto. E' un lavoro che non può essere accelerato o forzato troppo perché riguarda livelli profondi di sicurezza interna. Il fatto che tu stia già facendo un percorso psicoterapeutico, nonostante le difficoltà e senza supporto farmacologico, è un aspetto molto importante e indica la tua motivazione a prenderti cura di te. Puoi confrontarti su questi aspetti con il/la terapeuta che ti segue per costruire insieme un percorso integrato e costruito sulle tue necessità valutando ad esempio tecniche di rilassamento, respirazione guidata o training autogeno da affiancare al lavoro psicologico.
Buongiorno, vorrei un parere.
Mio figlio ha 7 anni e da circa due settimane presenta un comportamento che mi sta preoccupando.
Prima delle vacanze di Pasqua entrava a scuola tranquillamente: lo accompagnavo fino alla classe, ci salutavamo con un abbraccio e un bacio, e poi entrava senza problemi. Sorridente e contento di andarci. (fa la prima elementare).
Dopo le vacanze (quindi inizio aprile), al rientro il primo giorno mi ha detto di non stare bene e l’ho tenuto a casa. Nei giorni successivi ho capito che probabilmente non era un malessere reale, quindi ho ripreso a portarlo regolarmente a scuola.
Da quel momento, ogni mattina davanti alla porta della classe inizia a piangere in modo intenso, dicendo che vuole stare con me. Le maestre devono intervenire per prenderlo e portarlo dentro, mentre io vado via. Questo momento è emotivamente molto forte, anche se so di star facendo la cosa giusta.
Tuttavia, dopo circa 20–30 minuti le insegnanti mi confermano sempre che si è calmato, è sereno, lavora normalmente ed è tranquillo durante tutta la mattinata.
Invece, in occasioni diverse (ad esempio una gita) è stato capace di salutarmi senza problemi e andare verso i compagni.
Quando gli chiedo il motivo del pianto, risponde semplicemente “non lo so”.
Le insegnanti mi riferiscono inoltre che questo comportamento si verifica solo quando lo accompagno io, mentre con la madre non succede. (Siamo una coppia separata e nostro figlio è prevalente a me).
Non presenta febbre, dolori o altri sintomi fisici evidenti, se non occasionali lamentele al mattino che però non sembrano avere una base reale.
Il tragitto verso la scuola è calmo, ascoltiamo la musica, parliamo di giochi e di vita quotidiana. La salita delle scale è tranquilla, ma come arriva davanti la porta della classe scatta questo meccanismo.
Vorrei capire se questo comportamento può avere una componente legata all’ansia o al distacco e se è qualcosa di fisiologico oppure se è il caso di approfondire con uno specialista.
Grazie mille.
Buongiorno, da quello che scrive si percepisce quanto lei sia presente e coinvolto nel benessere di suo figlio. Il comportamento di suo figlio sembra indicare una momentanea difficoltà nel distacco più che una un problema generale con la scuola. Il fatto che il pianto sia breve ma intenso e che poi il resto della giornata prosegue con serenità è un segnale rassicurante e conferma che il momento delicato per il suo bambino è quello in cui deve salutarla. Dopo le vacanze può capitare che emergano regressioni temporanee di questo tipo. Il fatto che accada con lei e non con la madre potrebbe essere legato al fatto che spesso i bambini esprimono le emozioni più forti con il genitore di riferimento. Io credo che al momento non ci sia motivo di portarlo da alcun specialista, sta già facendo la cosa giusta mantenendo la routine e tenendo un dialogo con le insegnanti. Se il comportamento resta confinato al momento dell'ingresso a scuola e si riduce nel tempo è da considerarsi fisiologico. Se invece nel corso del tempo dovesse intensificarsi o estendersi ad altri momenti, può essere utile un confronto con un esperto dello sviluppo. Nel frattempo, se già non lo sta facendo, può essere di aiuto adottare alcune strategie per accompagnare il momento del distacco come ad esempio anticipare a suo figlio cosa succederà dopo usando un linguaggio semplice e rassicurante.
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