Buonasera, Sto passando un periodo di stress che sfogo in ansia/attacchi di panico. Ho due bimbi di

21 risposte
Buonasera,
Sto passando un periodo di stress che sfogo in ansia/attacchi di panico. Ho due bimbi di 10 mesi e due anni. Sono anche anemica (ripeterò a breve analisi compreso tsh) . Soffro da sempre di reflusso e cardias incontinente. Ho spesso fastidi allo stomaco e al petto/ dietro la schiena alta e sono spesso stanca.. il che ovviamente mi fa andare in panico e così il cerchio continua. È un cane che si morde la coda che non so come risolvere. (Oggi ho iniziato terapia per reflusso e ferro) . A gennaio ho fatto visita cardiologica+ecg risultati nella norma, il mio medico di base mi ha visitato due giorni fa e cuore e torace risultano nella norma. Ho sempre paura che sia il cuore e mi faccio venire l'ansia da sola... mi date un parere? Grazie.
Dott.ssa Ilaria Panarelli
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Pegognaga
Buongiorno, a cosa si riferisce con periodo di "forte stress"? Quali sono i sintomi di ansia e panico che percepisce?

Se le analisi a cui giustamente si è sottoposta hanno dato esito negativo, molto probabilmente la natura dei sintomi somatici che avverte è da ricercare sotto il piano psicologico.
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Dott. Giancarlo Caselli
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Buongiorno, ha mai pensato di affrontare un breve percorso di tecniche di rilassamento tipo training autogeno, mindfulness MBSR o simili per lavorare sullo stress e sull'ansia e l tempo stesso ridurre le somatizzazioni?
Cordialmente, Giancarlo Caselli
Buonasera signora, corpo e mente sono strettamente collegati, come sicuramente avrà avuto modo di notare e quando qualcosa non va bene in un ambito, anche l'altro ce lo segnala. Potrebbe prendere in considerazione di fermarsi e fare un percorso terapeutico per comprendere come i due si parlino, come gestire i problemi fisici, come distinguerli dalle somatizzazioni e come rendere l'ansia un'alleata e non una nemica. In bocca al lupo!
Dott.ssa Gabriella Elmo
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buonasera gentile signora
è evidente che sta sviluppando una sindrome psicosomatica importante che La fa preoccupare moltissimo. Penso sia opportuno iniziare una psicoterapia che Le consenta di capire e contestualizzare le ragioni del Suo stress, ridando un senso alla Sua esistenza più forte e coeso di prima. Spesso la mente non sostiene alcune emozioni associate aesperienze di vita dolorose e rigetta tutto questo sul corpo, facendo scaturire sintomi a loro volta ingovernabili e dolorosi. Vedrà che riuscirà a stare meglio e a non sentirsi soffocata sempre dalla paura. Cordiali saluti dott.ssa G.Elmo
Dott. Antonio La Rocca
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Ribera
Buongiorno, da quello che descrive, si sente quanto questo periodo sia intenso è assolutamente comprensibile che il corpo e la mente stiano reagendo con ansia e, a volte, con attacchi di panico.

Mi sembra importante sottolineare un aspetto rassicurante: ha già effettuato controlli cardiologici (visita ed ECG) risultati nella norma, e anche il suo medico di base non ha rilevato problematiche al cuore o al torace. Questo è un dato molto significativo.

Quello che descrive – fastidi al petto, allo stomaco, alla schiena alta, stanchezza – può essere molto coerente con un insieme di fattori: reflusso, anemia e soprattutto ansia. L’ansia, infatti, può dare sintomi fisici anche molto intensi e realistici, al punto da sembrare qualcosa di pericoloso come un problema cardiaco.

Si crea così un “circolo”:
ho un un sintomo fisico, lo interpreto come pericoloso (“è il cuore”), aumenta l’ansia, il corpo si attiva ancora di più, i sintomi aumentano e di conseguenza la paura cresce.
È proprio quel “cane che si morde la coda” che ha descritto molto bene.

Il fatto che lei riesca a riconoscerlo è già un primo passo importante.

In questo momento ha anche iniziato le terapie per reflusso e ferro: questo aiuterà il corpo a ritrovare più equilibrio, e parallelamente le consiglio di lavorare su come riconosce e interrompere il circolo dell'ansia.

Se dovessero ripresentarsi questi sintomi, provi a ricordarsi: “Il mio corpo è attivato, l'ho già sperimentato e so che non è in pericolo”. Anche solo questo piccolo passaggio può iniziare a cambiare la risposta dell’ansia.
Dott.ssa Silvia Malandra
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Milano
Buonasera, la sua situazione sembra legata a più fattori che si influenzano tra loro.
Da un lato problematiche mediche che possono causare sintomi fisici reali; dall’altro, questi sintomi possono attivare ansia e paura, soprattutto rispetto al cuore.
L’ansia e gli attacchi di panico possono dare manifestazioni fisiche intense e simili a quelle che descrive. Questo alimenta il “circolo vizioso” tra sintomi e preoccupazione.
È utile quindi continuare le cure mediche già iniziate.
Parallelamente, un supporto psicologico può aiutare a gestire l’ansia.
Dott.ssa Maria Caterina Boria
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Buonasera,
si sente quanto questo circolo le stia pesando, anche perché si intrecciano più fattori: la stanchezza (con due bimbi così piccoli è comprensibile), l’anemia, i disturbi gastrointestinali e poi l’ansia che amplifica ogni sensazione corporea.

Quello che descrive è proprio un meccanismo “a loop”: il fastidio fisico → il pensiero “può essere il cuore” → aumento dell’ansia → intensificazione dei sintomi → ulteriore paura. Il fatto che abbia già effettuato controlli cardiologici con esito nella norma è un elemento molto rassicurante, anche se l’ansia tende comunque a far dubitare.

In questo momento può aiutarla provare a spostare gradualmente l’attenzione dal controllo del corpo alla regolazione dell’ansia, ad esempio con piccole pause di respiro lento, momenti di decompressione durante la giornata (per quanto possibile) e cercando di non rincorrere ogni sintomo con il pensiero.

È una fase in cui il suo corpo è probabilmente affaticato e più sensibile, e l’ansia si aggancia a queste sensazioni. Non è un circolo “senza uscita”, ma qualcosa che si può interrompere lavorando proprio su questo meccanismo.

Se sente che da sola fatica, un supporto psicologico può aiutarla a gestire meglio questi episodi e a ridurre la paura legata ai sintomi.

Un caro saluto.
Dott.ssa Daniela Murgianu
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Cagliari
Buonasera, probabilmente il suo corpo le sta comunicando che deve far luce nella sua vita interiore.
Dott.ssa Michela Pantano
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Vicenza
Buongiorno, ansia e attacchi di panico sono sicuramente l'effetto di una situazione di stress, che teme di non sapere gestire da sola. anche il reflusso può essere una risposta "psicosomatica" legata a situazioni di tensione. Anche il suo timore di avere un problema organico mi sembra possa essere correlata ad un elemento psichico. Il problema dovrebbe essere affrontato a partire da un analisi approfondita di ciò che veramente sta dietro ai sintomi che lei porta e che la disturbano
Dott.ssa Denise Spalice
Psicoterapeuta, Psicologo
Giugliano in Campania
Buonasera,
quello che descrive è un quadro molto frequente quando più fattori – fisici ed emotivi – si sovrappongono e si alimentano a vicenda.
Da una parte ci sono elementi **organici reali**: l’anemia, il reflusso (soprattutto con cardias incontinente), la stanchezza legata anche alla gestione di due bimbi così piccoli. Tutti questi aspetti possono dare sintomi come affaticamento, senso di peso al petto, fastidi alla schiena alta, respiro corto o sensazioni corporee “strane”.
Dall’altra entra in gioco l’ansia, che fa qualcosa di molto potente: **prende quei segnali corporei e li interpreta come pericolosi**, in particolare come legati al cuore. Questo attiva il panico, che a sua volta amplifica i sintomi fisici (tachicardia, tensione muscolare, respiro corto, oppressione toracica), confermando la paura iniziale. È proprio il “cane che si morde la coda” che lei descrive così bene.
Un punto importante:
ha già fatto controlli cardiologici ed è stata visitata di recente, con esiti nella norma. Questo è un elemento rassicurante significativo. Il fatto che i sintomi persistano non significa che ci sia qualcosa che “sfugge”, ma che il sistema ansia-corpo è molto attivo.
lto frequente quando più fattori – fisici ed emotivi – si sovrappongono e si alimentano a vicenda.
Potrebbe iniziare a :
1. Dare un nome corretto ai sintomi
Quando sente il fastidio, provi a dirsi:
“Questo è ansia + reflusso + stanchezza, non è pericolo imminente.”
2. Lavorare sul respiro
Respiri lenti, diaframmatici (inspirare dal naso, espirare lentamente dalla bocca) aiutano a spegnere la risposta di panico.
3. Ridurre il controllo continuo del corpo
Più si “ascolta” in modo allarmato, più il corpo amplifica i segnali.
4. Accogliere, non combattere l’ansia
Paradossalmente, cercare di farla sparire subito la rinforza. Funziona meglio dirsi:
“Posso tollerarla, passerà.”
5. Prendersi spazi di recupero (per quanto possibile con due bimbi piccoli)
Anche brevi momenti di pausa sono fondamentali per il sistema nervoso.
6. Continuare le cure mediche
Sta già facendo la cosa giusta (ferro, terapia per il reflusso, controlli). Questo aiuterà anche i sintomi fisici.

Se possibile, un percorso psicoterapeutico può aiutarla a:

* interrompere il circolo paura-sintomo
* gestire gli attacchi di panico
* ridurre la paura legata al cuore


Capisco quanto possa essere difficile affrontare attacchi di panico e ansia, soprattutto con due bambini piccoli. Questi sintomi sono spesso il corpo che ci segnala un carico emotivo che può sembrare difficile da gestire. È importante prendersi cura di sé, anche se sembra complicato con le responsabilità quotidiane. Lavorare su tecniche di rilassamento, come la respirazione profonda o la mindfulness, può essere utile. Ti consiglio anche di parlare con un professionista per esplorare insieme strategie più personalizzate che possano alleviare il tuo malessere e migliorare il tuo benessere psicologico.
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Buonasera,
quello che descrive è un quadro piuttosto frequente in cui fattori fisici e psicologici si intrecciano e si alimentano a vicenda, creando proprio quel “circolo vizioso” che lei stessa ha ben individuato.

Da una parte ci sono condizioni organiche reali – anemia, reflusso, stanchezza, possibili variazioni ormonali (motivo per cui è corretto controllare anche il TSH) – che possono provocare sintomi fisici come affaticamento, senso di oppressione al petto, fastidi allo stomaco o alla schiena. Questi sintomi, soprattutto quando coinvolgono il torace, vengono facilmente interpretati come segnali di qualcosa di grave, come un problema cardiaco.

Dall’altra parte interviene l’ansia, che amplifica la percezione corporea: il cuore può accelerare, il respiro diventare più corto, si può avvertire senso di costrizione o dolore toracico. Questo porta a pensare “è il cuore”, attivando paura e panico, che a loro volta intensificano i sintomi fisici. È così che il circolo si autoalimenta.

Un elemento importante nel suo caso è che ha già effettuato controlli cardiologici con esito nella norma e anche il medico di base non ha rilevato problematiche: questo è un dato rassicurante e va tenuto come punto fermo quando l’ansia tende a prendere il sopravvento.

Inoltre, non va sottovalutato il momento di vita che sta attraversando: due bambini molto piccoli richiedono energie fisiche ed emotive enormi. La stanchezza, la riduzione del riposo e il carico mentale possono rendere l’organismo più vulnerabile sia ai sintomi fisici sia all’ansia.

Alcuni suggerimenti utili nell’immediato possono essere:

ricordarsi, nei momenti di paura, che i controlli medici sono nella norma
lavorare sulla respirazione lenta e diaframmatica quando sente salire l’ansia
evitare di monitorare continuamente i sintomi corporei
concedersi, per quanto possibile, momenti di recupero e riposo

Detto questo, il fatto che il problema si stia mantenendo e che ci siano attacchi di panico indica che sarebbe molto utile intervenire anche sul piano psicologico. Un percorso psicoterapeutico può aiutarla a interrompere il circolo ansia-sintomi fisici, a gestire la paura legata alla salute e a ritrovare una maggiore serenità.

Le consiglio quindi di approfondire la situazione con uno specialista, che possa valutare in modo completo sia gli aspetti emotivi sia quelli legati allo stress che sta vivendo.

Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott.ssa Giusy Ruoppo
Psicoterapeuta, Psicologo
Castelfranco Emilia
Carissima, mi sembra di capire che, ancora prima dei recenti attacchi di panico, la sua tendenza fosse quella di somatizzare. In letteratura esistono tantissimi studi che affermano quanto il corpo sia “il primo” a segnalare il malessere e il disagio interiore… se tutti gli esami medici sono negativi, è ora di prendersi cura della sua salute psicologica!
In bocca al lupo
Dott. Fabio Mallardo
Psicoterapeuta, Psicologo
Venezia
Buongiorno,
da ciò che racconti sembra che tu stia vivendo un periodo molto intenso e faticoso. Avere due bambini così piccoli richiede moltissime energie, e quando alla stanchezza si aggiungono preoccupazioni per il corpo e per la salute è facile che l’ansia trovi spazio e si alimenti, creando proprio quel “circolo che si morde la coda” che descrivi.

Quando il corpo manda segnali come affaticamento, fastidi allo stomaco o al petto, soprattutto se si è già in uno stato di stress, può capitare che la mente li interpreti come pericolosi, facendo salire l’ansia o il panico. Il fatto che tu abbia già fatto controlli medici e che siano risultati nella norma è certamente un elemento rassicurante, ma questo non significa che ciò che provi non sia reale o non meriti attenzione.

A volte, in momenti di grande carico fisico ed emotivo, il corpo e la mente entrano in una sorta di stato di allerta che può amplificare sensazioni corporee e preoccupazioni. In questi casi può essere molto utile avere uno spazio psicologico in cui comprendere meglio cosa sta accadendo, ridurre il livello di ansia e trovare modalità più gentili e sostenibili per prenderti cura di te stessa, oltre che dei tuoi bambini.

Il fatto che tu abbia già iniziato a occuparti della tua salute, sia dal punto di vista medico che cercando un confronto, è un passo importante.

Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta

Ricevo anche on-line
Dott.ssa Maria Grazia Nuzzo
Psicoterapeuta, Psicologo
Maddaloni
Buongiorno. Quello che descrive è un vissuto molto comune e comprensibile: il carico fisico e mentale di due figli così piccoli, unito all'anemia e ai disturbi gastrici, mette il suo corpo in uno stato di allerta costante. Il reflusso e i fastidi al petto o alla schiena vengono spesso scambiati dal cervello per segnali d'allarme cardiaco, innescando quel "cane che si morde la coda" in cui il panico alimenta i sintomi e viceversa. Il fatto che i controlli cardiologici e la visita del medico siano negativi è la prova che il suo cuore è sano, ma il suo sistema nervoso è attualmente "ipersensibilizzato" e interpreta ogni segnale fisico come un pericolo imminente. Iniziare la cura per il ferro e il reflusso è un ottimo passo, perché ridurrà la stanchezza e i dolori fisici che scatenano l'ansia. Per uscire da questo cerchio, provi a ricordarsi, nei momenti di crisi, che ciò che sente è un fastidio gastrico o muscolare amplificato dallo stress e non una minaccia reale. Concedersi piccoli spazi di recupero, anche minimi, è fondamentale per abbassare la soglia di allerta del suo organismo. Resto a sua disposizione per aiutarla a gestire queste somatizzazioni e ritrovare un po' di serenità. Un caro saluto.
Dott. Stefano Ventura
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Gentile Amica,
sta attraversando un periodo davvero difficile: essere mamma di due bimbi piccoli è un compito così impegnativo, che basta davvero poco - come un problema fisico da tenere sotto controllo - per farci sentire incapaci di andare avanti, deboli e vulnerabili. Da qui l'ansia è più che comprensibile!
Brevemente le direi: è un essere umano, ha dei limiti, e la cosa più difficile è imparare ad accettarli. A questo, mi permetto di consigliarle anche un percorso di terapia, in modo da prendersi cura del panico e dell'ansia che le complicano la vita.
Se ne può uscire!

con i milgiori auguri,
dr. Ventura
Dott.ssa Giovanna Costanzo
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Buonasera, la situazione che descrive è molto comune e comprensibile, soprattutto in un periodo di forte carico fisico ed emotivo come quello che sta vivendo con due bimbi piccoli.

I sintomi che riferisce – fastidi al petto, allo stomaco, alla schiena, stanchezza e paura che sia il cuore – possono facilmente rientrare in un circolo tra ansia e corpo. Da un lato condizioni mediche reali come anemia e reflusso gastroesofageo (soprattutto con cardias incontinente) possono dare sintomi fisici anche intensi; dall’altro l’ansia e gli attacchi di panico amplificano le sensazioni corporee e portano a interpretarli come segnali di pericolo (ad esempio “è il cuore”), alimentando il circolo che lei stessa descrive.

Il fatto che abbia già eseguito una visita cardiologica con ECG nella norma e che il medico non abbia rilevato problemi è un elemento molto rassicurante. In questi casi, spesso il problema non è il cuore ma l’attenzione costante ai segnali corporei e la paura associata.

La sensazione di “cane che si morde la coda” è tipica: sintomo fisico → preoccupazione → aumento dell’ansia → intensificazione del sintomo → ulteriore paura.

Sta già facendo passi corretti iniziando terapia per reflusso e ferro. Parallelamente, però, è importante intervenire anche sul versante psicologico: un percorso di supporto, può aiutarla a gestire l’ansia, ridurre gli attacchi di panico e modificare queste interpretazioni catastrofiche dei sintomi corporei.

Nel frattempo può aiutarla: ricordarsi che i controlli medici sono nella norma, riconoscere i segnali dell’ansia quando arrivano, usare tecniche di respirazione lenta per abbassare l’attivazione.

In ogni caso, continui a confrontarsi con il suo medico di fiducia sia per il monitoraggio dei sintomi fisici sia per valutare insieme il percorso più adatto, anche sul piano psicologico. Dott.ssa Giovanna Costanzo.
Dott.ssa Elena Gianotti
Psicologo, Psicoterapeuta
Milano
Buongiorno, grazie per la sua condivisione. Ha fatto bene a fare degli accertamenti medici per escludere cause di natura organica, ma ora il punto è prendersi cura del sintomo dell'ansia, capire che cosa sta cercando di comunicarle: i sintomi sono sempre messaggi, sono l'unico modo che il nostro corpo e la nostra mente hanno di comunicarci qualche cosa, che altrimenti non saprebbero comunicare. Si tratta di ascoltare quest'ansia, con l'aiuto ed il supporto di un professionista di cui potersi fidare, trovando il modo di capirne il significato, inserendo questo sintomo nel contesto delle sue relazioni e della sua vita. Se ascoltiamo i nostri sintomi, spesso possono diventare degli alleati, oltre che sciogliersi. Il mio suggerimento è di cominciare un percorso che possa avere questo obiettivo. Se avesse domande o dubbi mi trova a disposizione, anche online. Un caro saluto, dott.ssa Elena Gianotti
Dott.ssa Rosa Russiello
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Arzano
Buonasera,
grazie per aver condiviso ciò che sta vivendo.
Da come lo descrive, sembra che si sia creato un circolo in cui le sensazioni fisiche (stanchezza, fastidi allo stomaco e al petto) attivano paura e preoccupazione, che a loro volta aumentano l’ansia e amplificano ancora di più i sintomi.
Il fatto che abbia già effettuato controlli cardiologici con esito nella norma è un elemento importante e rassicurante.
In momenti di forte stress, soprattutto con ritmi intensi come quelli che sta vivendo, corpo e mente tendono a influenzarsi reciprocamente: il sistema nervoso si attiva, il corpo diventa più sensibile (ad esempio a livello gastrointestinale o muscolare) e le sensazioni possono essere percepite come più intense e preoccupanti.
Può aiutarla, oltre a proseguire con le cure mediche già iniziate, iniziare gradualmente a non interpretare ogni segnale corporeo come pericoloso, ma come parte di uno stato di attivazione che può essere compreso e regolato nel tempo.
Se questo circolo continua, un percorso psicoterapeutico può aiutarla a interromperlo e a ritrovare maggiore tranquillità nel rapporto con il suo corpo.

Resto a disposizione
Dott.ssa Alessia D'Angelo
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Milano
Gentile utente, mi sembra che lei descriva in situazione costellata da diversi elementi di stress e pressione, sommate ad una sua intensa preoccupazione per la sua salute. L'ansia crescente crea un vortice di sintomi fisici, emotivi e cognitivi che spesso ci possono far sentire senza via di uscita. Comprendere tuttavia come mai si preoccupa così tanto per sè, e come poter trovare soluzioni che la possano alleggerire potrebbe essere importante. Alcuni dei suoi sintomi fisici potrebbe essere l'esito della sua ansia e stress che prende forma in sintomi prettamente psicosomatici ma molto fastidiosi e frustranti. Valuatare un percorso psicologico dove potrebbe ritagliarsi del tempo per sè ove dare spazio, senso e voce al suo malessere potrebbe essere importante. Rimango a sua disposizione Cordialmente Dott.ssa Alessia D'Angelo
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Buongiorno,

con l'ausilio della psicoterapia potrebbe guarire dalla problematica ansiosa qui descritta. Si affidi quanto prima ad uno specialista, la aiuterà col tempo ad uscire dalla morsa dei suoi sintomi.

Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara

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