Dott.ssa
Denise Spalice
Psicoterapeuta
·
Psicologa
Altro
Giugliano in Campania 1 indirizzo
Esperienze
Competenze in diagnosi e valutazione delle problematiche psicologiche, gestione dello stress psico-emotivo, tecniche e strumenti di consulenza psicologica, utilizzo di strumenti psicodiagnostici, tecniche di coaching e formazione, esperta area minori, mediazione familiare e di coppia.
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
- Psicodiagnostica
- Psicoterapia sistemico relazionale
Principali patologie trattate
- Depressione
- Disturbi della personalità
- Alcolismo
- Autolesionismo
- Crisi relazionali
- +30 a11y_sr_more_diseases
Presso questo indirizzo visito
Prestazioni e prezzi
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Consulenza online
50 € -
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Psicoterapia
50 € -
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Psicoterapia individuale
50 € -
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Colloquio psicologico online
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Colloquio via Skype
50 € -
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Indirizzi (2)
Disponibilità
Pagamento online
Accettato
Telefono
Pazienti accettati
- Pazienti senza assicurazione sanitaria
Via A. Fogazzaro 1, Giugliano in Campania 80014
Disponibilità
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Pazienti accettati
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Recensioni
3 recensioni
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M
marika
La dottoressa è una professionista molto preparata e competente. Essendo il mio primo percorso psicologico, avevo qualche timore iniziale, ma fin dal primo incontro è riuscita a mettermi completamente a mio agio. Mi sono sentita ascoltata, compresa e mai giudicata. La consiglio a chiunque stia pensando di iniziare un percorso.
• Studio di Psicoterapia • psicoterapia •
Dott.ssa Denise Spalice
La ringrazio sinceramente per le sue parole. Sono felice che si sia sentita accolta e compresa fin dal primo incontro e spero che il nostro percorso continui a offrirle benessere e serenità.
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S
ST
Mi sono trovata molto bene con la dottoressa Spalice. Grazie alla sua professionalità e sensibilità è riuscita a creare un ambiente in cui mi sono sentita a mio agio, Mi ha aiutata ad affrontare un periodo di grande difficoltà!
• Altro • Altro •
Dott.ssa Denise Spalice
La ringrazio per le sue parole. Mi fa molto piacere sapere che il percorso intrapreso insieme le sia stato utile. Il suo feedback è per me uno stimolo prezioso per continuare a migliorare nel mio lavoro.
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A
Arianna Rosano Enriquez
Denise è molto brava e disponibile ed è anche molto empatica, ti ascolta e ti fa sentire ascoltata il che penso che sia molto importante, onestamente sono molto soddisfatta
• Consulenze online • consulenza online •
Dott.ssa Denise Spalice
Sono felice di poterle essere utile.
A presto.
Risposte ai pazienti
ha risposto a 9 domande da parte di pazienti di MioDottore
Salve, sto con un ragazzo da due anni circa, premetto che c'è differenza di età(circa 20 anni, io 26), non so cosa fare di noi due.. una volta era successo che avesse scritto a una ragazza su un social (tipiche ragazze che mettono foto con qualcosa mezzo fuori insomma)e le avesse scritto un ciao che, si può non significare nulla ma comunque perché farlo se ci sono io con te..infatti quando glielo avevo chiesto con calma e tranquilla mi aveva risposto che non lo sapeva che neanche e non si ricordava di averlo fatto e che lo aveva fatto per distrazione o cosa del genere ecco, senza un motivo e comunque senza secondi fini..però che senso ha, mi aveva chiesto scusa, che mi ama e so che mi ama, che ci tiene e fa tanto per me però io come faccio a credere a stare con lui e stare tranquilla.. come faccio a crederci che lui non faccia piu queste cose? per una probabile tentazione o altro solo perche vede una foto provocante o altro..cioe avrei sempre il pensiero ogni tanto..io ci sono passata sopra a questo ma comunque ci penso mi capita..cosa faccio? è giusto rimanere con lui? Io vorrei stare tranquilla e non dover pensare che possa succedere di nuovo di vedere qualcosa cosi, non voglio che se magari lui sente mancanze mie io devo essere costretta ad mandargli cose magari o fare con lui perche altrimenti le guarda altrove ecco..che faccio, come posso continuare a stare con lui, o altrimenti dovrei forse chiudere? rimanere amici? Grazie a chi mi darà un parere.
Capisco quanto questa situazione ti stia pesando e le emozioni che provi sono legittime. Quando la fiducia viene anche solo sfiorata, soprattutto in una relazione importante, è normale che si attivino dubbi, paure, pensieri ricorrenti. Un “ciao” può sembrare un gesto banale, ma per te ha un significato emotivo preciso: ti ha fatto sentire non scelta, non considerata, forse sostituibile. È su questo che vale la pena soffermarsi, più che sul gesto in sé.
Il tuo compagno ti ha chiesto scusa e ha detto che ti ama. Questo è importante, ma non sempre basta a calmare quella parte di te che teme che possa accadere di nuovo.
La fiducia ha bisogno di tempo, di coerenza, di comportamenti ripetuti che ti facciano sentire al sicuro.
“Devo restare o devo chiudere?” questa non è una domanda che si risolve con un sì o un no. È una domanda che parla di bisogni, limiti, paure, desideri, e soprattutto del modo in cui tu vuoi sentirti in una relazione.
A volte la cosa più utile non è prendere una decisione drastica, ma fermarsi, respirare e capire cosa sta succedendo dentro di te.
La tua domanda “come faccio a stare tranquilla?” è già un punto di partenza prezioso.
Se senti che questo tema continua a tornare, che ti pesa, che ti toglie serenità, parlarne in uno spazio protetto con un professionista può davvero alleggerire il carico e aiutarti a vedere con più chiarezza.
buonasera. Scrivo qui perché sono molto confusa, ma anche molto motivata.
Sto facendo la triennale in Filosofia alla Federico II di Napoli e, una volta laureata, sto prendendo in considerazione l’idea di fare un’altra triennale: **Dietistica** oppure **Scienze dell’Alimentazione**. Questa idea nasce anche dal fatto che ho sofferto di disturbi del comportamento alimentare (in particolare alimentazione incontrollata) e ho affrontato un intervento bariatrico. Per forza di cose ho maturato una certa “confidenza” con il tema dell’alimentazione. Allo stesso tempo mi interessano anche psicologia, filosofia, antropologia: capire l’agire umano, i meccanismi mentali, il rapporto tra corpo e mente. Sono passioni che si intrecciano.
Vi racconto però una cosa che mi ha delusa e mi ha fatto dubitare, in un certo senso, delle mie capacità.
Prima di Filosofia ero iscritta a Lettere Moderne. Ho fatto una rinuncia agli studi, poi mi sono riscritta e poi ho rinunciato di nuovo. A Lettere davo pochissimi esami: **tre esami in tre anni**. Era un periodo molto difficile. A un certo punto mi sono guardata dentro e ho capito che dovevo cambiare percorso. Così ho scelto Filosofia.
E qui, finalmente, sta andando **molto meglio**: sto dando gli esami, ho preso anche un voto alto a Filosofia Critica e, in generale, sento che sto costruendo qualcosa.
Il problema è che io, nel tempo, ho cambiato spesso idea. Anche quando mi sono trasferita a Filosofia mi è capitato di pensare: “forse mollo e faccio qualcosa di più medico”, tipo Medicina, Psicologia, Nutrizione… idee un po’ vaghe, lo so. Poi però mi sono detta: **no, devo restare a Filosofia**. Ho iniziato questo percorso e non voglio fallire anche questo. Anche perché i miei studi li pagano i miei genitori e, inoltre, ho ricevuto una borsa di studio.
Oggi ho parlato con mia madre di questa possibilità, cioè fare Nutrizione/Dietistica dopo Filosofia. E lei, in modo brusco (diciamo così), mi ha detto che dico “scemenze”, che cambio sempre idea, che non va bene. Non è stata una vera e propria offesa, ma mi sono sentita sottovalutata. Forse c’è stato anche un fraintendimento: a volte non sono chiara quando parlo e non riesco a spiegarmi bene.
Da un lato capisco che, visto il mio passato, questa critica abbia una base: **è vero, ho cambiato tante volte direzione**, anche per instabilità personale. Dall’altro lato, però, non capisco fino in fondo perché io debba essere sempre letta attraverso quello che ero prima, senza considerare il lavoro che sto facendo adesso.
I miei genitori, in realtà, non mi hanno mai abbandonata. Sono stati presenti, sempre, anche quando ho affrontato il bypass gastrico e ho perso 30 chili. E io riconosco tutto questo. Però sento anche di avere una grande consapevolezza di me stessa, e penso che la fiducia sia una cosa che **si costruisce e si dimostra**: se una persona per anni si è comportata in un certo modo, è normale che gli altri si abituino a vederla così. Ma se inizia a cambiare davvero — e cambiare è difficile, richiede fatica e continuità — allora, col tempo, anche gli altri possono cambiare sguardo.
In questi anni ho cercato tantissimo l’approvazione dei miei genitori. Ho una dipendenza affettiva da loro: sono stati sempre presenti, forse fin troppo, e io mi ritrovo a 25 anni a fare ancora molto affidamento su di loro. Dentro di me convivono tante cose: immaturità, consapevolezza, impulsività.
Un esempio: ho ricevuto circa 2.300 euro della borsa di studio e, invece di conservarli, li ho spesi per un computer Apple e un tapis roulant. Per me non erano “stronzate”: dietro c’erano delle necessità (anche legate all’attività fisica post intervento). Però capisco che, da fuori, queste scelte possano essere viste come impulsive e che possano alimentare la loro preoccupazione. Non è tanto il tapis roulant o il computer in sé: sono **i miei comportamenti** nel complesso.
Un’altra cosa che riconosco è questa: io penso sempre al “dopo”. Al futuro. A cosa farò dopo. E rischio di non vivere mai il presente. Per esempio, ora sono a Filosofia, ma non ho mai frequentato davvero in modo continuativo: magari uno, due, tre giorni e poi smetto. Anche questo dice qualcosa di me e dei meccanismi che ci sono dietro. Quando ne parlo mi rendo conto di tante cose; quando tengo tutto dentro, faccio più fatica, perché ci sono parti di me che lottano tra loro.
E qui arrivo al punto più importante: io sento che ho bisogno di un percorso psicoterapico. Però economicamente non è semplice, e anche se lo fosse, so che i miei genitori hanno paura che io non lo porti a termine, perché in passato non sono riuscita a essere costante neanche con i percorsi psicologici.
Scrivo tutto questo perché vorrei capire come fare a costruirmi una direzione senza ricadere nei miei vecchi schemi, e come smettere di dipendere così tanto dall’approvazione degli altri (soprattutto dei miei genitori). Grazie.
Mi verrebbe da dire che tu non sei “quella che cambia sempre idea”, ma una persona che sta imparando, forse per la prima volta, a restare.
Probabilmente restare ora a Filosofia è una scelta sana. Non perché “devi finirla a tutti i costi”, ma perché stai sperimentando continuità, stai avendo riconoscimenti e stai costruendo la tua identità.
Pensare dopo ad altri percorsi di studi non è incoerenza, ma una possibile integrazione futura, a patto che:
non diventi una fuga dal presente;
non sia vissuta come “la vera me” contrapposta a quella attuale.
Una domanda interessante potrebbe essere non è “cosa farai dopo?”, ma: “riesci a restare dove sei senza autosabotarti?"
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