Buonasera, Ho 36 anni e sono sposata da 13 anno con mio marito. Da un circa un anno ha perso il la
Buonasera, Ho 36 anni e sono sposata da 13 anno con mio marito. Da un circa un anno ha perso il lavoro (lavoro solo io) ed è diventato ipercritico nei miei confronti, litighiamo spesso, dice che io lo provocò, qualsiasi cosa dico rischio di sbagliare e capito qualche raro episodio in cui il litigi degeneri in modo fisico e verbale da parte sua seppur rarissime volte. Io sto molto male psicologicamente per la situazione e a causa di questo mi e' capitato di irritarmi per poco con estranei o conoscenti. Non ho nessuna amicizia o parente con cui parlare della situazione e questo mi fa sentire peggio. Non so se tutto sia legato alla situazione di non lavoro di mio marito, che in questo frangente si occupa della casa anche più di me ma anche perché mi ritiene incapace. Ultima cosa ho la patente di guida e la macchina ma ho sempre guidato poco ora stavo cercando di guidare di più finché non ho avuto in incidente e ho distrutto la macchina da allora mio marito non vuole che guidi e questo mi sta creando anche dei problemi lavorativi non da poco seppure per la maggior parte del tempo sono in Smart working ma ogni tanto devo andare in ufficio. Vorrei uscire da questa situazione con una terapia di coppia ma mio marito pensa che chi va dallo psicologo sia matto... Non so che fare. GraZie di un vostro consiglio.
25 risposte
Salve, mi spiace per la situazione ed il disagio espresso. Comprendo pienamente le sue difficoltà e mi dispiace che purtroppo a causa di qualche evento spiacevole e sfortunato sia arrivata a trovarsi in questa condizione. Ha mai provato ad esporre a suo marito in maniera chiara e sincera i suoi pensieri e vissuti emotivi connessi a tale situazione? Mi rendo conto, inoltre, che l'assenza di una valida rete di supporto sociale contribuisca a rendere la situazione ancora più difficile. D'altra parte, ritengo che non può costringere suo marito a intraprendere un percorso psicologico se non sufficientemente motivato, purtroppo le false credenze oggi sono molto diffuse. Potrebbe, tuttavia, intraprendere per sè, anzi lo ritengo fondamentale, un percorso psicologico al fine di elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi a tali dinamiche e trovare strategie utili per fronteggiare la situazione, onde evitare che la situazione possa irrigidirsi. Cordialmente, dott. FDL
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Buongiorno, probabilmente suo marito esterna nel modo che meglio conosce quella che è la sua sofferenza attuale in seguito alla perdita del lavoro (comunica con lei con il solo modo che sa utilizzare). Comprendo benissimo la sua sofferenza in merito, talvolta il senso di impotenza quando di fronte ad una sua proposta riceve come risposta un "no". Può comunque decidere di intraprendere un percorso per se stessa, trovando con il professionista che sceglierà modi alternativi e strategici per poter comunicare con suo marito ed accogliersi rispetto al suo vissuto. Un caro saluto
Capisco nel profondo il senso di impotenza che lei possa avere, notando che suo marito abbia delle difficoltà che non vuole affrontare e si senta responsabilizzata lei. Non avendo altri legami importanti diventa più difficile per lei chiarirsi. Posso immaginare la solitudine e l'angoscia derivante, che lei tende a sfogare dove il danno non è così grave. Una psicoterapia potrebbe essere un momento suo, solo suo, in cui capire, sfogarsi, chiarirsi, per trovare i modi di comunicare per essere compresa da suo marito, oltre che per rinforzare il suo senso di sè e l'autostima, partendo dalla consapevolezza che lo psicologo...non è per i matti. Non somministra psicofarmaci, ma guida verso una consapevolezza di sè, dei propri limiti, dei propri desideri, dei propri bisogni...e del proprio valore. Io, come tanti altri colleghi, siamo a disposizione anche on line, anche dal proprio ufficio, per aiutarla a riotrovarsi. Cordialmente M Adelaide Paolucci
Buonasera, quella che riporta è una difficoltà che al momento avete a livello di coppia. Penso che quanto sta qui riportando necessiti un maggior approfondimento. Le consiglio di parlarne con suo marito e di contattare un terapeuta per una terapia di coppia. Un saluto, Dott. Alessandro D'Agostini
Gentile signora, da quanto scrive sembrerebbe che l'evento scatenante della situazione attuale sia la perdita del lavoro di suo marito. In effetti è un evento che per molte persone può esser percepito al pari di un trauma, quindi questo cambiamento potrebbe esser secondario alla perdita del lavoro. Provi ad accogliere la sofferenza di suo marito aprendo un dialogo con lui, provi ad ascoltarlo e fargli sentire la sua presenza e gli rimandi anche come si sente lei quando litigate. Se in questo momento le risulta difficile fare questo o se pensa che possa essere infruttuoso, provi a prendere in considerazione la possibilità di intraprendere un percorso psicologico individuale, un suo spazio per affrontare queste difficoltà. Magari anche suo marito, vedendo il suo esempio, potrebbe sentirsi meno giudicato nella possibilità di rivolgersi ad uno specialista che lo aiuti a nominare e trasformare il suo malessere. Un cordiale saluto, BT
Buongiorno Signora, comprendo la difficoltà da lei espressa. Non so se ha mai affrontato l'argomento con suo marito. Se non l'ha fatto potrebbe provarci se invece ha timore è possibile raggiungere questo obiettivo partendo da un percorso personale . Sicuramente per un uomo ritrovarsi senza lavoro per un periodo così lungo è molto frustrante e da quanto lei dice, ciò viene espresso con modalità brusche per motivi che possono essere di vario genere. Tuttavia per intraprendere una terapia di coppia è necessaria una motivazione reciproca. Le consiglio di focalizzare l'attenzione sul suo benessere personale per avere effetti positivi sulla relazione matrimoniale. Resto a disposizione M. Gesuè
Buonasera, l'dea di una terapia di coppia è sicuramente lungimirante. Visto che suo marito non ne vuole sapere io le consiglio di iniziare comunque lei una psicoterapia. Questo l'aiuterà sicuramente ed in seguito potrebbe convincersi anche suo marito dell'utilità di una terapia di coppia. Un cordiale saluto Dott. Roberto Pitzalis
Gentile signora, da ciò che scrive sembra che la causa scatenante dell'atteggiamento di suo marito sia la perdita del suo lavoro. In effetti perdere un lavoro per un uomo può essere un fattore di stress soprattutto quando il periodo a casa diventa lungo e quando in un momento sociale come questo può essere complicato trovare subito un'altra occupazione. Probabilmente questo atteggiamento è il modo che suo marito ha trovato per esprimere la sua frustrazione, magari non si sta accorgendo fino in fondo che la sta facendo soffrire. Ha mai parlato con lui dei suoi vissuti? Provi ad accogliere la fatica e la frustrazione che lui prova in questo momento e a condividere i propri vissuti attraverso il dialogo e la presenza. Se questo non fosse sufficiente potrebbe prendere in considerazione l'idea di rivolgervi ad un terapeuta di coppia per farvi aiutare a ritrovare il dialogo e la serenità. Un cordiale saluto Dott.ssa Paola Trombini
Gentile Signora, dalle sue parole emerge il forte disagio viste le grosse difficoltà del momento presente; al contempo nomina il bisogno di centrasi su di sè e dare risposta a bisogni personali di soddisfazione e autorealizzazione. Questo mi sembra positivo.
Buongiorno, mi dispiace per la situazione difficile e dolorosa che sta vivendo. Mi sento di consigliarle intanto di prendere appuntamento con una/o psicologa/o per avere un suo spazio personale di ascolto e di sfogo e per comprendere meglio queste dinamiche con suo marito. Poi in un secondo momento potrà riflettere se sia possibile parlarne con suo marito e iniziare un percorso di coppia. Le auguro una buona serata, un caro saluto Dott.ssa Alice Carbone
Buongiorno, sicuramente ciò che esprime è una difficoltà a vivere il suo rapporto di coppia, da quando suo marito ha perso il lavoro. Probabilmente per lui è più difficile, o semplicemente non è ancora pronto, ad ammettere di avere un problema. Lei invece chiede di essere ascoltata e penso che possa iniziare un percorso di supporto psicologico per sé stessa, sia per stare meglio, sia per poter affrontare la sua crisi, ed anche per poter in qualche modo aiutare suo marito. Vedendola stare meglio magari lo aiuterà a capire che lo psicologo può essere un'ottima risorsa nei momenti difficili. Le auguro di stare meglio, resto a disposizione, dott.ssa Michela Solia
Salve, concordo con i colleghi che vedendo il rifiuto di suo marito le propongono di iniziare un suo percorso, anche per approfondire delle cose che per messaggio è difficile affrontare. Le auguro il meglio Saluti Massimiliano
Gentile Signora, se suo marito non ha intenzione di fare un percorso di coppia, non si può "obbligarlo". Per cui, come consigliato anche dai colleghi, provi a valutare l'ipotesi di un suo percorso psicologico. Rimango a sua disposizione. Un caro saluto Dr.ssa Sposini
Gentilissima utente, innanzitutto grazie per essere riuscita ad esternare la sua preoccupazione, assolutamente comprensibile e legittima, in merito. Non sarà semplice portare suo marito in terapia quando nemmeno la accetta. Ma nulla è impossibile! Il mio consiglio per lo stato attuale della situazione è quello di provare ad avviare un percorso di coppia una volta scelto il terapeuta e, se nemmeno a scelta fatta suo marito vorrà accettare, le converrebbe iniziare con colloqui individuali. Ne gioverebbe a prescindere e, anzi, acquisirebbe gli strumenti per modificare il rapporto di coppia che attualmente è difficoltoso ed angosciante. Resto a disposizione per eventuali domande. Un cordiale saluto, Dott.ssa Valentina Maggiore
Gentilissima, La ringrazio per essere riuscita a esternare la sua situazione, sebbene immagino non sia stato facile. Concordo con i colleghi che le hanno consigliato di intraprendere un percorso individuale, poiché riservare uno spazio tutto per sé le permetterà di uscire dall'isolamento, riacquisire una centralità nella sua vita e affrontare con maggior risolutezza anche le problematiche nel rapporto di coppia. Un caro saluto, Dott.ssa Frigau
Buona sera, in situazioni di forte disagio nonchè durature nel tempo sarebbe importante rivolgersi ad uno specialista per poter meglio comprendere ed elaborare questa sua problemtica. Preferibilmente le consiglierei di rivolgersi ad uno psicologo psicoterapeuta così che possa intraprendere un percorso di terapia anche in videochiamata WhatsApp. Cordiali saluti, Dott.ssa Beatrice Planas. Psicologa psicoterapeuta per consulenze online
Gentile signora, mi dispiace per questa difficile situazione che sta vivendo con suo marito. Non è possibile fare una terapia di coppia se entrambi i membri della coppia non sono d'accordo. Tuttavia, se lei sente un forte disagio e il bisogno di un sostegno, potrebbe iniziare un percorso individuale per meglio comprendere ciò che le sta accadendo in questo momento. Cordiali saluti, Rosella Pettinari
Buonasera, alcuni elementi del suo racconto colpiscono la mia attenzione: la lite alcune volte sfocia in episodi violenti, suo marito la considera incapace in ambito domestico, non le permette di guidare dopo un incidente (sono cose che possono capitare) e pensa che bisogna essere matti per andare dallo psicologo. Questo insieme di atteggiamenti le danno pochi spazi di manovra come coppia, mi verrebbe da chiederle quale era il comportamento-atteggiamento di suo marito prima che perdesse il lavoro: era molto diverso da adesso o ha intensificato una condotta ipercritica, svalutante e controllante verso di lei? Alcuni eventi luttuosi (come la perdita del lavoro) possono innescare dei processi che già sono latenti o poco manifesti nella personalità di un individuo, credo che il primo impegno lei lo debba a se stessa prima che alla coppia, in questo caso il dovere di proteggersi e mantenere i giusti confini di rispetto. Lei possiede il minimo controllo sulla psiche di suo marito, ma il massimo della possibilità di intervento su lei stessa: partirei proprio da un percorso individuale su di lei, affinché possa guadagnare maggior chiarezza ed orientamento su un momento di difficoltà che state attraversando sia come coppia che come persone singole. Mi auguro di esserle stato d'aiuto, un caro saluto. Walter Sammi
Gentile utente di mio Dottore, il cambiamento legato alla pandemia, quale la perdita del lavoro di suo martire, il suo lavorare da casa, richiedono un cambiamento anche nell’assetto della vostra coppia. Laddove questo aggiustamento non trovi spazio nella coppia, ecco che può realizzarsi una rottura, una Crisi, come quella di cui ci ha parlato. Provi piuttosto a chiedere uno spazio per Lei. Mi sembra che dalle sue parole siano emersi degli aspetti, dei vissuti che sarebbe utile esplorare e approfondire. Le poche amicizie, la sua difficoltà ad uscire con la macchina, gli episodi di aggressione da parte di suo marito, il senso di incapacità e debolezza che traspare. Ci provi. Saluti, Dottore Diego Ferrara
Buongiorno, mi dispiace per il suo disagio, capisco la situazione difficile che sta attraversando. In situazioni drammatiche, quali quelle legate alla pandemia e alla conseguente perdita del lavoro, un conflitto coniugale può esacerbarsi fino a creare una rottura. Mi trovo d'accordo con lei sull'importanza di iniziare un percorso di coppia, tuttavia qualora suo marito ancora non si senta pronto, può intraprendere un suo percorso individuale che possa aiutarla a capire come affrontare la situazione e come attivare le sue risorse. Cordiali saluti, Dott. ssa Valentina Maccioni
Buonasera, La sua situazione è molto complessa e dolorosa, e posso solo immaginare quanto possa sentirsi sola nel portare questo peso da così tanto tempo. Il suo malessere è comprensibile, perché sta vivendo un contesto in cui si sommano diversi elementi difficili da gestire: il cambiamento nel ruolo di suo marito dopo la perdita del lavoro, la crescente tensione nella relazione, episodi di conflitto che degenerano e un senso di isolamento che sembra renderle tutto ancora più pesante. Quando una persona vive a lungo in una situazione di stress, come sta accadendo a lei, è normale che le emozioni diventino più difficili da regolare e che possano emergere irritabilità e frustrazione anche nei confronti di persone esterne. Questo non significa che ci sia qualcosa di sbagliato in lei, ma semplicemente che sta accumulando molta pressione senza avere un reale spazio di sfogo o un supporto adeguato. Un aspetto che mi colpisce molto nella sua storia è il fatto che il comportamento di suo marito sia cambiato dopo la perdita del lavoro, diventando più critico e svalutante nei suoi confronti. Questo potrebbe essere legato a un senso di frustrazione e perdita di autostima da parte sua, che però sta trasformandosi in un atteggiamento svalutante nei suoi confronti. È molto importante sottolineare che, indipendentemente dalle cause, questo comportamento non è giustificabile, soprattutto se sono avvenuti episodi di violenza, anche se rari. La violenza, sia essa fisica o verbale, non dovrebbe mai essere normalizzata o accettata come parte del rapporto. Il fatto che suo marito non voglia prendere in considerazione la terapia di coppia per via dei pregiudizi sulla psicologia è purtroppo un ostacolo, ma questo non significa che lei debba restare in questa situazione senza alcun aiuto. Anche se la terapia di coppia sarebbe una strada utile, il primo passo potrebbe essere quello di prendersi uno spazio tutto suo per iniziare un percorso personale. Parlarne con uno psicologo potrebbe aiutarla a ritrovare una prospettiva più chiara su quello che sta vivendo, a capire meglio le sue emozioni e a trovare strategie concrete per affrontare questa situazione. Un altro elemento che sembra averla colpita molto è la questione della guida. L’incidente che ha avuto sembra aver contribuito a una sensazione di perdita di autonomia e a un ulteriore senso di controllo da parte di suo marito, che ora le impedisce di guidare. Questo, oltre a crearle difficoltà lavorative, potrebbe rafforzare una sensazione di dipendenza e di riduzione della sua libertà personale. Sarebbe importante lavorare su questo aspetto, sia dal punto di vista pratico, per ritrovare la sicurezza nella guida, sia dal punto di vista emotivo, per recuperare un senso di controllo sulla sua vita. Non deve affrontare tutto questo da sola. Il primo passo potrebbe essere proprio quello di concedersi la possibilità di parlare con qualcuno che possa aiutarla a rielaborare questa situazione e a trovare soluzioni concrete. Anche se suo marito non è disposto ad affrontare un percorso, lei può comunque iniziare a costruire un nuovo equilibrio per sé stessa, e questo potrebbe portare a dei cambiamenti significativi anche nella dinamica della coppia. Si dia il permesso di chiedere aiuto e di prendersi cura di sé. Non è "matto" chi va dallo psicologo, ma chi sceglie di affrontare la propria sofferenza con coraggio. E lei merita di stare meglio. Un caro saluto Dott. Andrea Boggero
Se suo marito non è d'accordo ad iniziare una terapia di coppia potrebbe pensare di iniziare lei un percorso individuale per avere uno spazio suo dove è possibile parlare e approfondire tutto questo. un saluto dott.ssa Carmela Fulco
Buonasera, Da quanto racconta, sembra esserci molta tensione nella relazione con suo marito, legata sia ai cambiamenti nella sua vita lavorativa sia alla gestione quotidiana della coppia. Tuttavia, il fatto che sia consapevole delle dinamiche in gioco, che riesca a riflettere sui suoi vissuti e sulle emozioni, e che stia cercando soluzioni per affrontare la situazione dimostra grande introspezione e resilienza. Anche il suo desiderio di rivolgersi a un percorso terapeutico è una risorsa preziosa: indica volontà di prendersi cura di sé e di migliorare il proprio benessere, pur in un contesto difficile. Sicuramente ci sono delle dinamiche tra di voi che andrebbero approfondite in terapia, ma ritengo che molto parta da questa improvvisa inversione dei ruoli provocato dalla perdita di lavoro di suo marito. Spesso queste dinamiche possono diventare circolari: la tensione di uno genera tensione nell’altro. Anche se suo marito non è disponibile alla terapia, un percorso individuale per lei può aiutarla a rafforzare queste risorse, a definire confini chiari, a gestire lo stress e a comprendere meglio le vostre dinamiche relazionali. Possiamo esplorare insieme come valorizzare ciò che già funziona nella sua vita e come creare spazi sicuri di ascolto e riflessione, così da sentirsi più padrona del proprio benessere e delle scelte quotidiane. Un caro saluto, Dott.ssa Valentina Vaglica
Grazie per la condivisione, Capisco quanto possa essere difficile e dolorosa la situazione che sta vivendo. Essere in una relazione dove la comunicazione è tesa e i conflitti sono frequenti può pesare molto sul benessere personale. Sentirsi sopraffatta e isolata è comprensibile, soprattutto quando manca un sostegno esterno. Consideri un supporto professionale che potrebbe offrirle un momento di ascolto, aiutandola a navigare queste difficoltà con maggiore serenità.
La situazione che descrivi è complessa e presenta elementi di forte stress relazionale, isolamento e possibili dinamiche di controllo e aggressività, che stanno avendo un impatto significativo sul tuo benessere psicologico. È comprensibile che tu stia cercando una soluzione attraverso la terapia di coppia, ma la disponibilità di entrambi è fondamentale perché possa essere efficace. Ti consiglio di rivolgerti quanto prima a un professionista della salute mentale (psicologo o psicoterapeuta) per un supporto individuale, così da poter valutare con chiarezza la situazione e individuare i passi più adeguati per tutelarti. Un caro saluto Antonella Socrate
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