Buonasera Gentili Dottori, Vi scrivo per chiedere consigli su come riprendere i rapporti almeno cord

25 risposte
Buonasera Gentili Dottori, Vi scrivo per chiedere consigli su come riprendere i rapporti almeno cordiali, con il mio ex , dato che lavoriamo nello stesso ambiente, anche se io ne sono ancora innamorata..ma mi sembra impossibile potergli dire anche solo buongiorno visto che lui prende le distanze, è freddo, cammina a testa bassa quando mi vede, neanche si avvicina a salutare i colleghi in comune se ci sono io, mi tratta come se fossi invisibile..non pensavo che qualcuno mai potesse avere così paura di me nonostante non sia mai stata aggressiva, violenta..anzi sempre dolce, sensibile..capisco che non voglia avere niente a che fare con me dato che è stato lui a lasciarmi l'anno scorso, poi è orgoglioso, permaloso però mi ferisce il suo atteggiamento, non mi ha mai più neanche guardata negli occhi..mi tratta da invisibile..penso che anche se lo lo chiamassi per nome farebbe finta di non sentire; se stessi per cadere neanche mi aiuterebbe, mi calpesterebbe, non esisto..mi fa solo piangere questo suo comportamento di evitamento e indifferenza..Vi ringrazio e Vi auguro una Serena Pasqua. Cordiali Saluti.
Dr. Vittorio Penzo
Psicologo, Psicologo clinico
Parma
Grazie per aver scritto — e buona Pasqua anche a lei.
Una cosa diretta, detta con rispetto: rileggendo anche il messaggio precedente che ha condiviso, emerge un quadro in cui questo ex occupa ancora un posto centrale nella sua vita emotiva quotidiana — ogni suo gesto viene osservato, interpretato, sentito. Questo sta causando una sofferenza reale e continua.
Sul recuperare rapporti cordiali: l'obiettivo è comprensibile, ma clinicamente vale la pena chiedersi se sia davvero questo il bisogno sottostante, o se il vero bisogno sia mantenere un contatto con qualcuno da cui non si è ancora riuscite a distaccarsi emotivamente. Le due cose sono diverse.
Il suo comportamento di evitamento — per quanto possa fare male — non è modificabile da lei. Tentare di riprendere anche solo un saluto cordiale in questo momento, con lui che prende attivamente le distanze, rischia di aumentare la sua sofferenza e non di ridurla.
Quello su cui ha senso lavorare non è come avvicinarsi a lui, ma come attraversare questi incontri quotidiani senza che le costino così tanto — e come iniziare a reinvestire emotivamente altrove.
Un percorso psicoterapeutico individuale in questo caso non è un optional — lavorare su un contesto in cui si è ancora innamorate di un ex con cui si condivide l'ambiente lavorativo richiede strumenti specifici che una consulenza online non può sostituire.
Lei merita di stare meglio — e stare meglio in questo caso passa attraverso se stessa, non attraverso di lui. Un caro saluto, Dr. Vittorio Penzo

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Buongiorno,
la situazione che descrive è comprensibilmente molto dolorosa: lavorare accanto a una persona per cui si provano ancora sentimenti, e sentirsi ignorata, può generare frustrazione, tristezza e senso di rifiuto.
Dal punto di vista psicologico, l’atteggiamento del suo ex sembra essere una forma di evitamento: non necessariamente paura di lei, ma piuttosto un modo (probabilmente immaturo) per gestire il disagio emotivo, il senso di colpa o il bisogno di mantenere distanza dopo la separazione. Questo però non giustifica il suo comportamento, né lo rende meno ferente per lei.
Se il suo obiettivo è ristabilire almeno una relazione cordiale, può essere utile partire da piccoli passi, senza aspettative troppo alte: ad esempio, un semplice saluto neutro e rispettoso, indipendentemente dalla sua risposta. Questo le permette di mantenere una posizione dignitosa e professionale, senza esporsi troppo emotivamente.
Allo stesso tempo, è importante proteggere sé stessa: il suo dolore indica che il legame non è ancora elaborato. A mio avviso...Prima di cercare un riavvicinamento, può essere utile lavorare su questo aspetto, accettando che lui potrebbe non essere disponibile a un rapporto, nemmeno cordiale, almeno per ora. un caro saluto
Dott.ssa Valentina Dernini
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Buongiorno, continui a salutarlo e a trattarlo come qualsiasi altro collega. Lei esiste eccome, non potrà ancora a lungo far finta che non esiste, specie in ambiente lavorativo. Si chieda poi se qualcuno che non riesce neanche a guardarla negli occhi sia degno del suo amore.
Cara, dal suo racconto emerge come lei si trovi sospesa in un silenzio che sembra negare ogni possibilità di scambio, lasciandola sola a confrontarsi con un’assenza di riconoscimento che ferisce nel profondo. Questa distanza così gelida sembrerebbe alimentare un’ansia costante, rischiando di farla scivolare in uno stato di depressione dinanzi a uno sguardo che non incontra più il suo. Sarebbe prezioso che lei potesse interrogare questo stallo con un professionista, esplorando se il rifiuto dell'altro di rivolgerle la parola la costringa in una posizione di attesa dolorosa e insostenibile.Cari saluti.
Dott.ssa Claudia Pica
Psicologo, Psicologo clinico
Napoli
buongiorno, grazie per ciò che ha condiviso. Mi chiederei come mai sente il bisogno di accorciare le distanze e di essere vista ad ogni costo proprio da lui che la fa sentire invisibile. Che cosa sta cercando di esprimere di sè che non viene visto? Se sente che la sofferenza che prova in questo periodo la blocca, potrebbe pensare di iniziare un percorso per prendersi cura di sè.
Dott.ssa Claudia Pica
Dott. GILBERTO FULVI
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Gentile ex compagna di una persona che continua a frequentare sul lavoro. Il mio primo consiglio è quello di parlarne di persona prenotando un primo colloquio. Lo dico perché anche qualora i miei consigli risultassero interessanti bisognerebbe poi vedere cosa ne farebbe. Non sempre al capire segue un'azione soddisfacente. In ogni modo ecco il seguito dei miei consigli. Primo elemento, La invito a riflettere sulla Sua necessità di mantenere una relazione con il suo ex. Se sono motivi legati a necessità lavorative, e se si, quali, oppure a necessità personali. Se il suo ex "cammina a testa bassa quando mi vede, neanche si avvicina a salutare i colleghi in comune se ci sono io" il problema sembrerebbe essere suo e non di Lei. Immagino che questo possa dispiacerLe per lui, ma questo non basta, nel senso che o trova un suo problema rispetto ai comportamenti del suo ex, altrimenti è importante che l'altro si assuma le sue responsabilità. Lo dico perché il mio consiglio sarebbe quello di parlargli e di chiedergli come sta, visto che ha l'impressione che cammini a testa bassa quando La vede e che neanche si avvicina a salutare i colleghi in comune quando c'è Lei. Se lui nega di avere un problema o se riconosce un suo problema e non vuole ricevere il suo aiuto, è importante che Lei sappia rispettare le sue scelte. Magari, anche se fu lui a lasciarLa, prova dei risentimenti nei Suoi confronti, oppure teme che gli altri possano giudicarlo per ciò che ha fatto, oppure chi lo sà. In tutti questi casi il problema sarebbe il suo e, una volta appurato, va rispettato. Per questo Le chiedevo qual fosse il Suo problema nel vederlo così. Cosa le risulta difficile da accettare in lui, quale bisogno ha di vederlo diversamente. Capire che problema ha nei confronti del suo ex che la tratta come se fosse invisibile. Ha forse bisogno di essere vista? Ha forse bisogno di piacere a tutti? Di saper aiutare tutti? Di non sentirsi a disagio? Di evitare il conflitto. Questo il mio consiglio, lo stesso che sostiene il mio invito a contattarmi per parlare di Lei e non di lui. Spero di esserLe stato utile. Cordiali Saluti.
Dott.ssa Isabella Macchia
Psicologo, Psicologo clinico
Pescara
Gentile Signora,
quello che racconta arriva con molta chiarezza: stare nello stesso ambiente di lavoro con una persona che si ama ancora, e sentirsi trattata come invisibile, fa davvero male. È una situazione che può far sentire rifiutate, confuse e anche un po’ impotenti, quindi la sua sofferenza è assolutamente comprensibile.
Allo stesso tempo, provo ad offrirle uno sguardo leggermente diverso: il comportamento del suo ex, per quanto duro, parla più di lui che di lei. L’evitamento così marcato spesso è un modo (non molto maturo, ma frequente) per gestire il disagio, il senso di colpa o emozioni che non si riescono ad affrontare. Non è necessariamente paura di lei, né un giudizio sul suo valore.
Capisco il desiderio di recuperare almeno un rapporto cordiale, anche per lavorare meglio. Può provare, se se la sente, a fare piccoli passi molto semplici e “neutri”, come un saluto educato quando capita. Non tanto per ottenere una risposta da lui, ma per rimanere coerente con il tipo di persona che vuole essere. È importante però mettere in conto che lui potrebbe non ricambiare, almeno per ora.
Un punto importante riguarda anche i pensieri che accompagnano questa situazione: frasi come “sono invisibile” o “non esisto” sono comprensibili, ma rischiano di aumentare ancora di più il dolore. Provare a riconoscerli come pensieri legati alla sofferenza del momento (e non come verità assolute) può aiutarla a non farsi travolgere completamente.
Infine, si dia anche il permesso di prendersi cura di sé e del suo tempo emotivo: il fatto che lei sia ancora innamorata rende tutto più intenso. Elaborare questa perdita, con calma, è un passaggio importante per stare meglio, indipendentemente da come si comporterà lui.
Resto a disposizione e le mando un caro saluto.
Dott.ssa Gaia Evangelisti
Psicologo, Psicologo clinico
Genzano di Roma
Salve, quello che descrive è molto doloroso: oltre alla fine della relazione, si trova a vivere ogni giorno un senso di rifiuto e invisibilità che riattiva il legame e la ferita.

Il comportamento del suo ex, per quanto difficile da accettare, sembra una forma di evitamento: non necessariamente paura di lei, ma un modo per gestire la distanza e forse anche le proprie emozioni. Questo però ha un impatto forte su di lei, soprattutto perché il sentimento è ancora presente.

Nel suo desiderio di riprendere almeno un rapporto cordiale c’è un bisogno comprensibile di riconoscimento. Allo stesso tempo, è importante considerare che la “cordialità” richiede una disponibilità reciproca, che al momento lui non sembra avere.

Potrebbe aiutarla spostare il focus da lui a sé: trovare un modo di stare in quell’ambiente che la protegga, anche con piccoli gesti coerenti con i suoi valori, come un saluto semplice, senza aspettativa di risposta. Non per riaprire il rapporto, ma per restare in una posizione che sente dignitosa.

Parallelamente, può essere utile prendersi uno spazio per elaborare la perdita e il legame ancora vivo, perché il rischio è che ogni suo gesto continui a ferirla.

Quello che prova è umano. La direzione, ora, può essere quella di tutelare se stessa dentro questa situazione.

Un caro saluto.

Dott.ssa Gaia Evangelisti, Psicologa.
Gentilissima,
Capisco quanto possa essere doloroso trovarsi ogni giorno in un ambiente condiviso con una persona che ha rappresentato molto per lei e che ora la evita in modo così evidente. Il comportamento del suo ex, per quanto ferisca, sembra parlare più delle sue difficoltà nel gestire la situazione che di un giudizio su di lei.
In questi casi può essere utile pensare a piccoli passi molto semplici, senza forzare nulla: un saluto neutro, un tono professionale, uno sguardo sereno quando capita di incrociarsi. Non per riaprire un rapporto, ma per restituire a lei un senso di padronanza della situazione. Se lui non risponde, non significa che lei stia sbagliando: significa solo che lui non è pronto o non sa come farlo.
Si dia il permesso di proteggersi emotivamente e di non interpretare la sua freddezza come un valore su di lei. Lei sta già facendo la cosa più difficile: restare rispettosa, sensibile e professionale nonostante il dolore. Resto a disposizione per ogni ulteriore eventuale richiesta. Cordialmente, Dott.ssa Michelle Borrelli
Dott.ssa Elena Petitti
Psicologo, Psicologo clinico
Firenze
Buongiorno,
mi dispiace molto per quanto sta vivendo, soprattutto in un contesto lavorativo.
Può fare molto male trovarsi davanti a questa distanza, ancora di più quando il sentimento è presente.
Mi colpisce che lei si senta invisibile, quasi come "di non esistere" e quanto dolore le restituisca il suo comportamento.
Credo sia importante dare spazio a ciò che questa esperienza muove dentro di lei, anche in un percorso terapeutico.
Un gentile saluto,
Dott.ssa Elena Petitti
Gentile utente,
Vivere l'indifferenza o l'evitamento di un ex partner nello stesso ambiente di lavoro è un'esperienza molto dolorosa che può generare un senso di invisibilità e profonda tristezza.
Spesso, l'atteggiamento di chiusura totale o di freddezza estrema è un meccanismo di difesa che l'altro mette in atto per gestire il proprio disagio o per porre una distanza netta con il passato. Tuttavia, questo non deve farla sentire "sbagliata".
Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a gestire l'impatto emotivo di questi incontri e a ritrovare la sua tranquillità indipendentemente dalle reazioni altrui.
Dott.ssa Sandra Cappello
Psicologo, Psicologo clinico
Floridia
Buonasera, la situazione è delicata, in questo momento è importante rispettare la volontà del suo ex, si concentri su altro e cerchi di andare anche lei avanti, si concentri sul superare la rottura, faccia un lavoro su se stessa, il tempo cambierà anche l'atteggiamento del suo ex.
Gentilissima, è comprensibile quanto possa essere difficile trovarsi ogni giorno a contatto con una persona per cui si provano ancora sentimenti, soprattutto quando dall’altra parte si percepisce distanza, chiusura e indifferenza. È naturale che questo atteggiamento la ferisca e alimenti il senso di rifiuto.
Allo stesso tempo, può essere utile fermarsi a riflettere su un punto importante: desidera davvero ristabilire un rapporto, anche solo cordiale, con una persona che al momento si pone in modo così evitante e non disponibile? Le relazioni, anche nelle loro forme più semplici, sono per loro natura bidirezionali e reciproche; quando una delle due parti erige un “muro”, le possibilità di influenzare da soli la qualità dell’interazione diventano molto limitate.
In questi casi, il lavoro più utile può spostarsi su di sé: allenare la tolleranza rispetto a emozioni dolorose come tristezza, frustrazione e senso di rifiuto, e sviluppare una maggiore accettazione della situazione così com’è nel presente, anche se distante da ciò che si desidererebbe.
Se sente di voler fare un passo, può provare a mantenere un comportamento coerente con i propri valori (ad esempio un saluto educato), senza però aspettarsi necessariamente una risposta o un cambiamento immediato dall’altra parte. Questo permette di restare centrati su di sé, evitando di dipendere dalle reazioni dell’altro.
Qualora la sofferenza dovesse risultare difficile da gestire, potrebbe essere utile uno spazio di supporto psicologico per elaborare le emozioni legate alla relazione e alla separazione.

Un cordiale saluto e i migliori auguri.
Dott. Sergio Borrelli
Psicologo, Psicologo clinico
Tradate
Buongiorno.
Lei chiede qualcosa che in sé è piuttosto contraddittorio.
Io non credo che si possa fingere di essere buoni amici dopo che si è diventati "ex", soprattutto considerato che lei è ancora innamorata.
I messaggi, anche non verbali, che passano sono contraddittori.
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Buonasera,
la situazione che descrive è comprensibilmente molto dolorosa: trovarsi ogni giorno nello stesso ambiente di lavoro con una persona che si ama ancora, e sentirsi ignorati o “invisibili”, può generare tristezza, frustrazione e anche un senso di rifiuto profondo.

È importante però partire da un punto realistico: il comportamento del suo ex, per quanto possa sembrare eccessivo o incomprensibile, rappresenta probabilmente una sua modalità di gestione della separazione. Alcune persone, soprattutto se orgogliose o emotivamente in difficoltà, scelgono l’evitamento totale per proteggersi, per non riattivare emozioni o per mantenere una distanza netta. Questo non significa che lei faccia paura o che abbia fatto qualcosa di sbagliato, ma che lui sta utilizzando una strategia (seppur poco empatica) per regolare il proprio mondo interno.

Capisco il suo desiderio di recuperare almeno un rapporto cordiale, soprattutto per il contesto lavorativo. Tuttavia, perché questo sia possibile, è necessario che ci sia una disponibilità minima da entrambe le parti. Se al momento lui non mostra apertura, forzare un riavvicinamento rischierebbe di aumentare il suo disagio e, purtroppo, anche la sua sofferenza.

Quello su cui può lavorare lei, invece, è:

Proteggere il suo benessere emotivo, cercando di non interpretare il suo comportamento come un giudizio sul suo valore personale.
Mantenere una posizione dignitosa e professionale, ad esempio limitandosi a un saluto educato quando possibile, senza aspettative di risposta.
Accettare gradualmente la distanza, anche se fa male: è un passaggio fondamentale per poter elaborare la fine della relazione.
Riconoscere e accogliere i suoi sentimenti, perché il fatto che sia ancora innamorata rende tutto più intenso e difficile.

Il dolore che prova è legittimo, ma merita anche di essere accompagnato e compreso, soprattutto perché la situazione lavorativa la espone continuamente a questa ferita.

Per questo motivo, le consiglierei di approfondire questi vissuti con uno specialista, che possa aiutarla a elaborare la separazione, gestire le emozioni e trovare strategie più funzionali per affrontare la quotidianità.

Un caro saluto e un augurio di serenità.

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott.ssa Tamara Di Carlo
Psicologo, Psicologo clinico
Catania
Gentile Signora, la situazione che descrive è comprensibilmente dolorosa, soprattutto quando si è ancora emotivamente coinvolti e si condivide lo stesso ambiente lavorativo. Il comportamento di evitamento del suo ex partner, pur essendo difficile da accettare, potrebbe rappresentare una sua modalità di gestire il distacco e le emozioni legate alla fine della relazione. In questi casi può essere utile mantenere un atteggiamento professionale, educato e neutro, senza aspettarsi necessariamente una reciprocità. Un semplice saluto formale, anche se non ricambiato, le consente di preservare la sua serenità e il suo ruolo lavorativo. Parallelamente, potrebbe essere importante prendersi cura della propria sofferenza emotiva e concedersi il tempo necessario per elaborare la conclusione della relazione, così da ridurre gradualmente l’impatto di questi comportamenti. Un cordiale saluto.
Dott.ssa Sara Segoloni
Psicologo, Psicologo clinico
Perugia
Buonasera, grazie per la sua condivisione.

Il dolore che descrive è comprensibile, soprattutto quando il sentimento è ancora presente e dall’altra parte si incontra chiusura e indifferenza.

Allo stesso tempo, il suo bisogno di ristabilire un contatto (anche solo un saluto) merita una riflessione: cosa cerca in quel gesto? Un riconoscimento, una risposta, o forse la difficoltà ad accettare davvero la distanza che lui sta mettendo?

Il suo ex, per quanto ferente, sembra aver posto un confine molto netto. Il rischio è che continuare a cercare un contatto la esponga ripetutamente a sentirsi ignorata.

In questo momento, più che recuperare un rapporto cordiale, potrebbe essere importante proteggere sé stessa e iniziare a costruire un confine interno, anche emotivo.

Se sente che questa situazione la coinvolge ancora così intensamente, parlarne in uno spazio psicologico può aiutarla a dare un senso a ciò che sta vivendo.
Dott.ssa Silvana Grilli
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Buonasera,
quello che descrive sembra essere molto doloroso, soprattutto per il modo in cui questo rapporto si è trasformato nel tempo.
Dal suo racconto emerge non solo la fine di una relazione importante, ma anche l’esperienza di sentirsi ignorata, come se non ci fosse più alcun riconoscimento tra voi. Questo tipo di distanza, fatta di evitamento e assenza di contatto, può risultare particolarmente difficile da tollerare, perché non lascia spazio a nessuna reciprocità.
Può accadere che, di fronte a un comportamento così chiuso, si attivi un forte bisogno di recuperare almeno un livello di normalità — come ad esempio, un saluto — come se questo potesse restituire un senso al legame che c’è stato. Allo stesso tempo, però, sembra che lui stia utilizzando una modalità molto netta di allontanamento.
Da una parte c’è quindi il suo desiderio di non sentirsi cancellata, dall’altra una distanza che lui mantiene in modo rigido, senza apertura. Questo scarto tra i due movimenti può amplificare il dolore e il senso di esclusione che descrive.
Più che trovare una strategia per modificare il suo comportamento, potrebbe essere utile spostare l’attenzione su come proteggere sé stessa dentro questa situazione: riconoscere quanto questo atteggiamento la ferisce, e allo stesso tempo provare a non far dipendere il suo valore dal modo in cui lui oggi si pone.
Uno spazio psicologico può aiutarla a elaborare sia il legame che si è interrotto sia l’impatto di questa distanza così marcata. Avere un luogo in cui poter dare parola a questi vissuti — il dolore, il senso di esclusione, la difficoltà a lasciar andare — può aiutarla a non restare sola dentro questa esperienza e a costruire, nel tempo, una posizione interna meno esposta a questo tipo di risposta.
Un caro saluto, Dott.ssa Silvana Grilli
Dott. Davide Martinelli
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Buonasera,
quello che descrive è molto doloroso, perché non riguarda solo la fine di una relazione, ma anche il modo in cui l’altra persona continua a esserci — o meglio, a “non esserci” — nella sua quotidianità. Essere trattati come invisibili, soprattutto da qualcuno che è stato importante, ferisce profondamente e può lasciare un senso di rifiuto difficile da elaborare.

Il comportamento del suo ex, per quanto duro da subire, non va necessariamente letto come cattiveria o disprezzo nei suoi confronti. Spesso, quando una persona prende le distanze in modo così marcato, sta cercando di proteggersi, di evitare il coinvolgimento emotivo o di non riaprire qualcosa che per lui è già stato chiuso. L’evitamento, in questi casi, è più una difesa che un attacco. Questo però non toglie nulla al fatto che per lei sia molto faticoso e doloroso viverlo ogni giorno.

C’è anche un aspetto importante da considerare: lei stessa dice di essere ancora innamorata. Questo rende ogni suo gesto — o non gesto — ancora più carico di significato. Il suo non salutare, non guardare, non avvicinarsi, non è solo mancanza di cordialità, ma viene vissuto come una conferma di non esistere più per lui. Ed è proprio questo che amplifica la sofferenza.

Il desiderio di ristabilire almeno un rapporto cordiale è comprensibile, soprattutto lavorando nello stesso ambiente. Tuttavia, perché questo possa accadere, è necessario che ci sia una disponibilità minima da entrambe le parti. Se lui, al momento, mantiene questa distanza così netta, è possibile che non sia pronto — o non voglia — costruire nemmeno una relazione formale.

In questo contesto, più che cercare di cambiare il suo comportamento, può essere utile spostare l’attenzione su ciò che è sotto il suo controllo. Ad esempio, può iniziare a comportarsi in modo coerente con i suoi valori: un saluto educato, se se la sente, anche senza aspettarsi una risposta; mantenere una postura professionale e rispettosa; evitare però di esporsi oltre, cercando un contatto che al momento lui non sembra voler avere. Non è un modo per “convincerlo”, ma per restare fedele a sé stessa senza entrare in un gioco di evitamenti reciproci.

Allo stesso tempo, è importante riconoscere che continuare a cercare un segnale da parte sua può tenerla emotivamente legata e ferma in questa sofferenza. Il suo dolore è legato non solo a come lui si comporta oggi, ma anche al fatto che il legame, dentro di lei, non si è ancora chiuso.

Riprendere un rapporto cordiale, in questo momento, potrebbe non dipendere da ciò che lei fa o dice, ma dai tempi e dalla posizione emotiva di lui. Quello che invece può iniziare a costruire è una forma di distanza interna, che la protegga un po’ di più da questi vissuti così intensi quando lo incontra.

Non significa smettere di provare ciò che prova, ma iniziare a non lasciare che ogni suo gesto definisca il suo valore o il suo posto nel mondo.

Se vuole, possiamo anche lavorare su come gestire concretamente quei momenti in cui lo incontra, così da ridurre l’impatto emotivo e aiutarla a sentirsi un po’ più stabile e padrona di sé in quelle situazioni.
Dott.ssa Sara Angeli
Psicologo, Psicologo clinico
Melegnano
Buonasera,

grazie per aver condiviso con tanta sincerità quello che sta vivendo. È comprensibile sentirsi feriti e frustrati di fronte a un comportamento di distacco, soprattutto quando i sentimenti per l’altra persona sono ancora vivi. Il dolore e la tristezza che descrive sono reazioni del tutto naturali di fronte a una situazione così difficile.

Trovarsi ogni giorno nello stesso ambiente di lavoro di una persona a cui si è stati legati può essere faticoso e generare emozioni intense. Prendersi cura di sé, riconoscere i propri sentimenti e trovare modi per gestirli è un passo importante per tutelare il proprio benessere.
Buonasera, comprendo la sua tristezza per questa situazione che sta vivendo. Mi colpisce che più volte nel suo racconto emerge il vissuto di invisibilità che sembra toccarla molto. Sicuramente potrebbero esserci diversi temi che la attivano rispetto alla situazione e che potrebbe esplorare insieme ad un professionista (oltre al fatto che ovviamente è complicato condividere lo stesso ambiente lavorativo con un ex in queste condizioni). Non conosco appofonditamente i dettagli della storia quindi non mi permetterei di darle un consiglio specifico. In linea generale penso che sia sempre utile fermarsi e tentare un dialogo. Qualora il suo ex non accettasse di dialogare con lei, potrebbe fermarsi a riflettere su come gestire al meglio la situazione pensando, non solo a delle strategie comportamentali, ma soprattutto elaborando i vissuti emotivi che sta vivendo grazie all'aiuto di un professionista. Rimango disponibile, cordiali saluti
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buonasera, grazie per aver condiviso un vissuto così doloroso. Dalle sue parole emerge chiaramente quanto questa situazione la stia ferendo, non solo per il legame che prova ancora, ma anche per il modo in cui viene trattata nel contesto lavorativo. Sentirsi ignorati, come se non si esistesse, soprattutto da una persona che ha avuto un ruolo affettivo importante, può toccare corde molto profonde e generare tristezza, senso di rifiuto e anche confusione. È comprensibile che il suo desiderio sia quello di recuperare almeno una relazione civile, fatta di piccoli gesti come un saluto o uno scambio educato. Allo stesso tempo, però, si trova di fronte a un comportamento molto chiaro da parte dell’altra persona, che sembra mantenere una distanza netta e costante. Questo atteggiamento, per quanto difficile da accettare, spesso non ha a che fare con ciò che lei è o ha fatto, ma con il modo in cui lui gestisce le emozioni e le situazioni che percepisce come scomode o coinvolgenti. Evitare, chiudere, non guardare, può essere un modo per non entrare in contatto con ciò che prova o con ciò che quella relazione rappresenta per lui. Dal punto di vista cognitivo comportamentale, è importante osservare anche cosa succede dentro di lei quando vive queste situazioni. Il pensiero “non esisto”, o l’idea che lui la stia trattando come invisibile, è estremamente doloroso e tende ad amplificare l’impatto emotivo di ogni episodio. Più questi pensieri diventano centrali, più ogni comportamento di lui viene letto attraverso questa lente, aumentando il senso di sofferenza e impotenza. Un passaggio delicato ma importante riguarda il distinguere tra ciò che è sotto il suo controllo e ciò che non lo è. Il comportamento del suo ex, in questo momento, non sembra disponibile al cambiamento, almeno non su sua iniziativa. Continuare a cercare di ottenere da lui un riconoscimento, anche minimo, rischia di esporla ripetutamente a nuove ferite. Questo non significa rinunciare al desiderio di una relazione civile, ma riconoscere che non può essere costruita da una sola persona. Allo stesso tempo, può iniziare a lavorare su come stare lei in quell’ambiente. Ad esempio, mantenere un comportamento coerente con i suoi valori, come salutare se lo ritiene giusto, senza aspettarsi necessariamente una risposta, può aiutarla a non perdere il suo modo di essere. Non è un gesto per lui, ma per sé, per rimanere allineata a ciò che sente corretto. Questo può gradualmente ridurre la sensazione di essere definita dal suo comportamento. Il fatto che lei sia ancora innamorata rende tutto più intenso. Ogni gesto di distanza viene percepito non solo come mancanza di educazione, ma come rifiuto affettivo. È proprio in questi casi che diventa importante prendersi cura di questa parte di sé che soffre, piuttosto che continuare a esporla a situazioni che la riattivano continuamente. Un percorso di supporto potrebbe aiutarla a elaborare questo legame, a comprendere meglio cosa la tiene ancora così coinvolta e a lavorare su quei pensieri che amplificano il dolore. Un approccio cognitivo comportamentale, in particolare, può offrire strumenti concreti per gestire le emozioni nel quotidiano, soprattutto in un contesto come quello lavorativo dove il contatto è inevitabile. Non si tratta di smettere di provare ciò che prova, ma di trovare un modo per stare meglio all’interno di questa situazione, recuperando gradualmente uno spazio personale meno condizionato dalle reazioni dell’altro. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Dott. Umberto Perrone
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Buonasera,
grazie per aver scritto, e auguri di buona Pasqua anche a lei.
Quello che descrive è doloroso, e si capisce. Condividere uno spazio di lavoro con qualcuno che si ama ancora, e che si comporta come se non esistesse, è una ferita quotidiana difficile da gestire.
Le dico una cosa che forse non è facile da sentire ma che potrebbe aiutarla a stare un po' meglio: non è detto che il suo comportamento dica qualcosa su di lei. Le persone gestiscono la fine di una relazione in modi molto diversi, e l'evitamento totale è spesso un meccanismo di chi fa fatica a stare nella complessità, non una sentenza sul valore di chi ha di fronte.
Detto questo, l'obiettivo di "riprendere rapporti cordiali" è comprensibile, ma forse in questo momento non è il più urgente. La cosa più urgente sembra essere trovare un modo per proteggersi un po', per non lasciare che ogni giornata lavorativa diventi un'occasione di dolore. Questo significa, per quanto possibile, smettere di monitorare i suoi comportamenti, ridurre i momenti di contatto non necessari, e investire energia altrove.
Il fatto che lei sia ancora innamorata rende tutto più complicato, ed è normale. Ma elaborare una fine, soprattutto in queste condizioni, è un lavoro che spesso non si riesce a fare da soli. Un supporto psicologico in questo momento potrebbe fare davvero la differenza.
Se sente il bisogno di uno spazio in cui parlarne, sono disponibile.

Dott. Umberto Perrone
Dott.ssa Stefania La Rocca
Psicologo, Psicologo clinico
Paderno Dugnano
Buongiorno,
Capisco quanto questo atteggiamento possa ferirla, soprattutto perché, oltre al dolore della separazione, si aggiunge anche la difficoltà di condividere lo stesso ambiente di lavoro. Il comportamento del suo ex, per quanto doloroso, può rappresentare una modalità di gestione della distanza emotiva dopo la fine della relazione, più che un giudizio sul suo valore come persona. Purtroppo, non è sempre possibile ricostruire un rapporto cordiale quando l’altra persona sceglie di mantenere una forte distanza, soprattutto perché tale ricostruzione richiede una disponibilità reciproca che al momento sembra mancare.
Può essere utile, nel frattempo, concentrarsi su ciò che è sotto il suo controllo: mantenere un atteggiamento professionale, rispettoso e neutro, senza forzare il contatto, tutelando al contempo il suo benessere emotivo. A volte, un semplice saluto, senza aspettarsi una risposta diversa da quella attuale, può già essere un modo per restare nel rispetto di sé. Se però questa situazione continua a farla soffrire intensamente, potrebbe esserle utile uno spazio psicologico in cui elaborare sia il legame ancora vivo sia l’impatto quotidiano di questa dinamica.
Dott. Giulio Blasilli
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buonasera, da ciò che descrive il punto centrale non sembra tanto riprendere un rapporto cordiale con il Suo ex, quanto il forte dolore e la destabilizzazione che i suoi atteggiamenti continuano a provocarLe. Quando la presenza di una persona riattiva agitazione, pianto e sofferenza, può essere utile spostare l’attenzione dal cercare di capire o modificare l’altro al comprendere meglio ciò che accade dentro di sé. Nelle relazioni sane, infatti, sono importanti rispetto reciproco, confini e tutela del proprio benessere emotivo.
In questo momento potrebbe esserLe sufficiente mantenere, se necessario, un atteggiamento educato e professionale, senza sentirsi obbligata a ristabilire una vicinanza che oggi La fa stare male. Se questa situazione continua a farLa soffrire così tanto, un supporto psicologico potrebbe aiutarLa a elaborare il distacco e a gestire con maggiore serenità ciò che prova.
Le auguro una buona serata.

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