Buonasera a tutti. Volevo raccontarvi della mia storia conclusasi ormai da 5 mesi. Sono stata fidanz

24 risposte
Buonasera a tutti. Volevo raccontarvi della mia storia conclusasi ormai da 5 mesi. Sono stata fidanzata con questo ragazzo di 26 anni per 6 anni e mezzo. È stata una storia caratterizzata da alcuni bassi (ci siamo allontanati 2 volte per periodi di crisi dovuti a litigi per poi ricongiungerci poco dopo, più innamorati di prima) ma nel complesso andavamo molto d'accordo e ci amavamo e rispettavamo tanto. Avevamo tanti interessi in comune e passavano con piacere le nostre giornate insieme. Lui non ha mai avuto una vera famiglia alle spalle , la madre è morta quando aveva 21 anni. Questo lutto non è stato facile per lui in quanto era l'unico a prendersi cura di lei (era separata dal padre che stava lontano da casa) e si è sentito molte volte responsabile per la morte della madre (che soffriva di una grave depressione) in quanto lei si è ammalata in un periodo nel quale lui era fuori casa per motivi di studio. In seguito alla morte della madre , il padre è tornato a casa e ha iniziato a voler costruire un rapporto con il mio ex che però non riusciva ad accoglierlo veramente ( e direi anche giustamente). Proprio per questi motivi il mio ex aveva trovato una famiglia nella mia, era accolto come se fosse un figlio dai miei genitori e aveva stretto un bellissimo rapporto con mia sorella. Avevo adottato una cagnolina che lui sentiva essere anche sua, volendo contribuire sempre a tutte le spese per lei. Insomma il nostro era un rapporto molto profondo di cui andavo fiera in quanto notavo che il nostro legame era davvero forte e che ci consideravamo entrambi parte fondamentale della vita dell'altro. Pochi mesi prima di lasciarci però ci sono stati dei cambiamenti. Lui era più distaccato, alternava momenti di forte affetto e attenzione ai miei bisogni a momenti di disinteresse. Io avendo notato questi atteggiamenti provavo a parlargliene ma vedevo che la cosa lo stressava e lui rispondeva sempre che era stressato per motivi di studio e che tra noi era tutto ok. La situazione però è degenerata nel giro di un mese quando abbiamo avuto una brutta litigata ( come coppia andavamo talmente d'accordo da non litigare praticamente mai). Durante il litigio lui era smarrito, come se non riuscisse a gestire la cosa, mi voleva abbracciare continuamente come spaventato che potesse succedere qualcosa. In preda alla rabbia del momento gli dissi che non ero felice con lui per come le cose stavano andando (avevo accumulato diverso stress dato che lui non sembrava ascoltarmi ogni volta che gli evidenziavo i miei disagi per i suoi comportamenti) e che forse avremmo dovuto lasciarci ( cosa che non volevo davvero fare ma volevo semplicemente ottenere in lui una reazione). Lui , evidentemente scosso, prima si mostra spaventato all'idea di lasciarci per poi subito dopo dire che forse era la cosa giusta, lasciandomi effettivamente. Non riesce a darmi delle vere motivazioni per porre fine alla relazione e io ne esco palesemente sconvolta in quanto è vero che in quell'ultimo mese le cose non erano belle come sempre ma nemmeno talmente brutte da non provare nemmeno a cercare una soluzione. Manteniamo i contatti per 3 mesi circa , con un rapporto ambiguo di amicizia/fidanzamento nei quali io provo a capire perché non volesse tornare insieme a me. Lui qui mi dice che nei periodi poco prima di lasciarci sentiva come se non riuscisse più a gestire la relazione, aveva ansia e paura. Mi racconta di aver avuto alcuni momenti di apatia che lo facevano sentire inadatto e in colpa con sé stesso. Dice di aver sviluppato una sorta di intolleranza relativa agli impegni sentimentali, afferma che non vuole legami stretti con nessuno, che quando stava con me era estremamente felice ma troppo coinvolto e quando c'erano le discussioni sentiva di perdere se stesso e stare troppo male. Dice che è uscita fuori questa parte di lui che lo indispone ad amare, ha ansia a immaginare la sua vita insieme a qualcuno ma allo stesso tempo soffre per questa cosa. Ha affermato che sa quanto io valgo e che per lui io ero più di quanto potesse immaginare mai di avere. Mi ha fatto presente che pensa che questo suo stato probabilmente dipende dal suo trauma familiare. Inoltre dice che anche il fatto che io un domani volessi dei figli l'ha spaventato perché lui non crede di volere una famiglia. Quando ci siamo visti per l'ultima volta lui mi ha accompagnata a casa dicendomi che non avrà pace fin quando la nostra relazione non resterà che un lontano ricordo ( questa cosa mi ha proprio fatta soffrire perché la nostra relazione è stata molto bella... con tanti momenti di forte amore) per poi dire subito dopo che ricorderà il periodo con me come il più bello della sua vita (quindi ha detto due cose fortemente in contrasto). Da questa situazione ne sono uscita molto scossa, ho iniziato a fare ricerche e i suoi comportamenti corrispondono con quelli di chi soffre di filofobia. Non capisco però come sia possibile che tutto questo sia uscito dopo quasi 7 anni, chi ha questi problemi non li dovrebbe manifestare da molto prima ? Lui al momento si sta concentrando unicamente sullo studio , ignorando totalmente il problema. Dice che si distrae con gli impegni dell'accademia e questo lo aiuta. Ma non credo sia un bene ignorare la fonte del suo disagio e scappare anziché provare a superarla magari rivolgendosi a uno specialista... Non so se vorrà mai cercare aiuto, io mi sono sentita trattata come se valessi ben poco... Allontanata dalla sua vita come se fossi una sua nemica quando in realtà gli sono sempre stata vicina e gli ho sempre offerto il mio supporto per ogni cosa... Non so davvero cosa pensare o cosa fare
Dott.ssa Martina Panerai
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Roma
Gentilissima, il suo dettagliato racconto permette di apprezzare quanto significativa e determinante sia stata questa storia nell’arco della sua giovane vita ed è comprensibile il dolore e il disorientamento da lei provati in questa fase. In relazione a eventi legati a una perdita, paragonabile a un lutto, come quello che sta attraversando è davvero importante concentrarsi su quello che è il suo stato d’animo e la sua capacità di dare un senso a quanto accaduto, perché possa uscirne compatta e consapevole. Ritengo che sia infatti questo il focus su cui potrebbe essere importante soffermarsi: non tanto sull’apparente inspiegabilità del comportamento del suo ex quanto su di lei, sul suo benessere da ristabilire e sulla capacità (che non sente di avere ma di cui sicuramente dispone) per andare avanti nella sua vita avendo chiuso un capitolo con consapevolezza e risolutezza. Restando a disposizione, la saluto cordialmente MP

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Dott.ssa Elisa Pappacena
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Latina
Salve cara ragazza, mi dispiace. Penso che lei debba occuparsi di se stessa. Non ha potere sul suo ex purtroppo. Si faccia aiutare a superare la separazione e scoprirà anche il senso della sua relazione sentimentale terminata? Ha mai fatto una psicoterapia?
Dr. Federico Barzan
Psicologo, Psicologo clinico
Padova
Buongiorno, capisco che la sua situazione sia molto difficile e che lei si senta confusa e ferita. È normale sentirsi così dopo una rottura, soprattutto se la relazione è stata lunga e importante.
Il suo ex ha chiaramente dei problemi di ansia e di paura legati alle relazioni. È possibile che questi problemi siano legati al suo trauma familiare, come ha lui stesso affermato. È anche possibile che il fatto che lei volesse dei figli lo abbia spaventato, in quanto questo potrebbe aver significato per lui un impegno a lungo termine.
È difficile capire perché questi problemi si siano manifestati dopo quasi 7 anni. È possibile che il suo ex abbia cercato di reprimerli per tutto questo tempo, ma che alla fine non sia stato più in grado di farlo.
È importante che il suo ex si renda conto che ha un problema e che cerchi aiuto. La filofobia è una condizione che può essere trattata con successo, ma è importante che la persona che ne soffre sia disposta a lavorare su se stessa.
Per quanto riguarda lei, è importante che si prenda cura di sé stessa. Si conceda il tempo per elaborare la perdita della relazione e per guarire dalle ferite. Parli con le persone che le vogliono bene e cerca di distrarti con attività che le piacciono. Se ha bisogno di supporto o di altri chiarimenti non esisti a contattarmi.
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo quanto possa essere difficile convivere con questa situazione riportata. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi e disfunzionali che mantengono in atto la sofferenza impedendole il benessere desiderato.
Ritengo altresì utile un approccio EMDR al fine di favorire la rielaborazione del materiale connesso con la genesi della sofferenza in atto.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Dott.ssa Martina Orzi
Psicologo, Psicologo clinico
Collegno
Buonasera, quello che può fare è affrontare la sofferenza legata alla rottura con il suo ex.
Inoltre nel suo racconto mi colpisce il fatto che questa rottura e il comportamento che ha avuto il suo ex le ha dato un rimando su stessa negativo che riguarda il valore di sè.
Questo è un aspetto importante da esplorare in terapia, ossia esplorare in che modo alcuni comportamenti di lui hanno influenzato l'immagine che ha di se stessa.
Dal prendere contatto con la propria sofferenza spesso si sviluppano o potenziano delle risorse che non si pensava neanche di avere e/o si comprende il proprio modo di funzionare all'interno di una relazione e aver consapevolezza di come certi atteggiamenti le sono risuonati al punto di sentirsi di valer poco.
Si prenda cura di se stessa, così come il suo ex prenderà le scelte migliori per la sua salute psicologica.
Rimango a sua disposizione, anche online.
Un caro saluto, Dott.ssa Martina Orzi
Dott.ssa Claudia Artuso
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
San Paolo d'Argon
Buonasera, dal suo racconto si percepisce chiaramente la sofferenza legata alla fine della relazione, ma anche la preoccupazione e cura che sembrano ancora molto presenti per il suo ex. Ciò che mi colpisce è quanto la sua narrazione sia focalizzata su di lui e sui suoi bisogni e solo parzialmente sui vissuti che sta sperimentando lei in prima persona. Sarebbe importante dare spazio alle proprie emozioni connesse alla fine del rapporto e all'immagine negativa di sé come persona di scarso valore che ne è emersa.
Rimango a disposizione in presenza e online per un consulto più approfondito. Cordialmente, Dott.ssa Claudia Artuso
Dott.ssa Valeria Randisi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Casalecchio di Reno
Buonasera, comprendo il dolore e il senso di impotenza nel non riuscire a trovare una logica al cambiamento repentino del suo ex e alla sofferenza che manifesta nelle sue incoerenze. Probabilmente è un uomo in difficoltà e in confusione ma nella relazione, anche se conclusa, ci sono parti di lei e del suo dolore per una fine a cui non sa dare spiegazioni. Lui avrebbe sicuramente necessità di un supporto ma nulla può fare lei se non lasciare che sia lui a chiarirsi e a trovare la sua strada. Spesso nei momenti difficili la percezione di ciò che è stato viene alterata e ciò non ha nulla a che fare con il suo valore. Si curi di se stessa e si dia il tempo di elaborare la fine della storia. Se si accorge che ciò ha un impatto sul modo in cui si valuta, può sempre cercare un aiuto. Spesso da un evento negativo può nascere qualcosa di buono.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Dott.ssa Giulia Doni
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Buongiorno! Capisco che la situazione, attualmente, sia difficile da gestire e da comprendere.
E' importante, però, che lei si focalizzi su sè stessa e sul riposizionarsi, cercando di cogliere quali possono essere le sue opportunità future e obiettivi.
Rimango a sua disposizione!
Cordialmente
Dott.ssa Giulia Doni
Dott.ssa Anna Paolantonio
Psicologo, Psicoterapeuta, Posturologo
Roma
Salve. Descrive in modo chiaro la relazione con il suo ragazzo e l'inspiegabilità del suo allontanamento. Non ha nulla a che fare con lei. Probabilmente lui, dopo essersi legato in modo importante a lei e alla sua famiglia, ha sentito il bisogno di stare per conto suo, di concentrarsi su di sé, per un bisogno di individuarsi, di identificarsi. Segua l'esempio del suo ex, si focalizzi su di lei, sulla sua realizzazione personale al di là delle relazioni, sulla sofferenza che sta vivendo per questa perdita, che come già sottolineato da altri colleghi si può paragonare a un lutto. Questo potrà aiutarla ad affrontare in modo più sereno relazioni future. Sono disponibile per approfondimenti. Distinti saluti
Dott.ssa Ilaria De Pretto
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Gentile utente,

Capisco la tua sofferenza per la fine della tua relazione.

Dal tuo racconto, sembra che il tuo ex partner stia vivendo una situazione di forte disagio emotivo, probabilmente riconducibile al suo lutto infantile e alla sua difficoltà a costruire relazioni significative.

La filofobia è un disturbo d'ansia caratterizzato dalla paura di impegnarsi in una relazione romantica. I sintomi possono includere ansia, panico, evitamento di situazioni sociali e pensieri ossessivi sul rifiuto.

È possibile che il tuo ex partner abbia iniziato a manifestare questi sintomi solo di recente, in seguito a un periodo di stress o di cambiamento nella sua vita.

È importante che lui si rivolga a un professionista per ricevere un aiuto qualificato. Un percorso di psicoterapia può aiutarlo a comprendere le cause del suo disagio e a sviluppare strategie per affrontarlo.

Nel frattempo, è importante che tu ti prenda cura di te stessa.

Permettiti di provare il dolore della perdita e di elaborare le tue emozioni.

Richiedi il supporto dei tuoi amici e della tua famiglia.

Evita di contattare il tuo ex partner.

Lavorando su te stessa e dandoti il tempo necessario, riuscirai a superare questo momento difficile.

Cordiali saluti,

Ilaria
Dott.ssa Cristina Campigli
Psicologo, Terapeuta, Psicologo clinico
Sarnico
Accolgo la sua preoccupazione e il momento doloroso che sta trascorrendo. Comprendere come migliorare la comunicazione e di conseguenza il rapporto con la sua partner, sono per lei ora la priorità. Per riuscire a mettere a fuoco, dal punto di vista psichico, la problematica e risolvere i confitti le consiglio, a questo punto della sua vita, di intraprendere la cura terapeutica della psicoterapia. Resto a disposizione per un eventuale colloquio. Buone cose
Dott.ssa Giorgiana Figus
Psicologo, Psicologo clinico, Neuropsicologo
Albano Sant'Alessandro
Le relazioni sono davvero molto complesse, e noi siamo persone travolte dalle emozioni, ci sentiamo piccoli, impotenti.
Quando si investe molto di sé in una relazione, nel suo caso essere (tutta) la sua famiglia poi si resta vuoti.
Quando una relazione finisce, resta l'amarezza, la necessità di chiarirsi. Tutto é possibile perché le persone sono ancora lì. Prima di affrontarle, bisogna guardarsi dentro e approfondire che tipo di persona abbiamo amato e quali spettri combatte.
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Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Buongiorno,
In questo momento sarebbe importante per lei concentrarsi su se stessa. Non ha alcun potere in merito al suo ex. Si faccia aiutare a superare la separazione potrebbe dare un significato a quanto accaduto nella relazione. Inizi quanto prima un percorso psicologico, potrà aiutarla a trovare le risposte che cerca.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
Dott. Iacopo Curzi
Psicologo, Psicologo clinico
Senigallia
Buongiorno, comprendo il dolore che sta attraversando in questo difficile momento.
Dalle sue parole penso che sia importante per lei tornare ad essere focalizzata su sé stessa e non sull'altro. Ciò le permetterà di cogliere le opportunità o i segnali che la vita le porrà di fronte a lei.
Certo, non è facile, in alcuni momenti potrà sentirsi vuota ma sono solo momenti di passaggio che si manifestano in relazione alla fine una importante relazione.
Cominci un percorso di sostegno psicologico o psicoterapico, entrami i percorsi le daranno modo di guardarsi dentro e di elaborare i suoi vissuti e le sue emozioni all'interno di una relazione accogliente, sicura e protetta.
Dott. Iacopo Curzi
Dott.ssa Sara Lezzi
Psicologo, Psicologo clinico
Pescara
Buongiorno, dalle sue parole emerge chiaramente il dolore per questa relazione così importante per lei, terminata in maniera così improvvisa e inaspettata. È comprensibile che lei si sia sentita profondamente scossa e che cerchi delle risposte per dare un senso a ciò che è accaduto tra voi.
Da ciò che scrive sembra che il suo ex stia davvero affrontando un momento di grande malessere, caratterizzato da ansia e stress. Purtroppo, tutto quello che può fare per lui è provare a consigliargli degli incontri con un esperto della salute mentale per comprendere meglio le origini del suo malessere e cercare di superarlo, ma affinché il percorso dia risultati è necessario che lui sia deciso a volerlo intraprendere.
Ciò che può fare per se stessa, invece, è darsi del tempo e dare ascolto ai suoi vissuti, alle sue emozioni, ai suoi pensieri (sia su ciò che è accaduto mentre eravate insieme, sia su ciò che è accaduto negli ultimi mesi). In questo modo potrà elaborare i suoi vissuti e la ferita che sente di avere potrà guarire pian piano. Inoltre, le consiglio di valutare la possibilità di svolgere degli incontri con un professionista: una/o psicologa/o potrebbe offrirle un valido supporto in questo percorso non facile.
Resto a sua disposizione qualora voglia approfondire queste tematiche e la saluto cordialmente.
Dott. Matteo Mossini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Parma
Le do una risposta razionale che probabilmente le spiega il perchè ed il come si sta comportando lui. Tecnicamente perdere le figure per lui significative, e a cui tiene, è la cosa che suo malgrado ha imparato a fare meglio. Non è facile avere a che fare con queste persone se non lavorano sulle loro dinamiche personali perchè possono avere reazioni incomprensibili di fronte a discussioni e problematiche che emergono. è difficile anche perchè tenuto conto della loro situazione non possono essere considerate persone che risponderanno nel modo che ci aspettiamo ad un certo tipo di provocazioni, ad esempio minacciare il legame nel corso di una discussione, come è successo a voi. Non è nemmeno detto che sia giusto però riservare un trattamento speciale stando attenti a quello che si dice e come si dice. Così la relazione non è simmetrica. Lui sembra vere scelto la via dell'evitamento in quanto ha imparato che i legami significativi generano solo dolore ed abbandono, finchè non risolve questa posizione (dovuta alla sua storia) non potrà avere un rapporto equilibrato.
Dott.ssa Linda Trogi
Psicologo
Viareggio
Caro Utente, innanzitutto vorrei ringraziarla per aver condiviso con noi la sua storia e la sua sofferenza. Quando si tratta di questioni, argomenti psicologici (che si tratti di rapporti sociali, disagi personali, o dei disturbi, autostima, motivazione etc..) dare risposte con così poche informazioni su di una piattaforma web, è difficile. Ognuno di noi è diverso e per comprenderlo fino in fondo bisogna ascoltarlo attentamente e porre le giuste domande.
Detto questo, le consiglio di rivolgersi a uno psicologo con il quale riesca ad entrare in sintonia e intraprendere un percorso di sostegno o supporto psicologico così da poter indagare a fondo le sue emozioni, i suoi pensieri e il suo modo di percepire sé stesso e il mondo circostante. In questo modo è possibile raggiungere quel benessere che ognuno di noi si merita.
Rimango in attesa per eventuali chiarimenti.
Dott.ssa Linda Trogi
Dott. Daniele D'Amico
Psicologo, Psicologo clinico
Torre del Greco
Gentile utente, buongiorno. È evidente che lei stia attraversando un momento molto difficile. La fine di una relazione così lunga e profonda può essere estremamente dolorosa, soprattutto quando le spiegazioni sono sfuggenti e il partner sembra distante o poco capace di comunicare chiaramente i propri sentimenti e le proprie motivazioni.

È normale sentirsi confusi e feriti quando ci si trova in una situazione del genere. Potrebbe sentirsi tradita e respinta, soprattutto perché ha investito tanto tempo ed energie in questa relazione. È comprensibile che lei sia incline a cercare risposte e spiegazioni, ma è importante ricordare che non è responsabile per le mancanze emotive o le paure del suo ex partner.

La sua preoccupazione per il benessere del suo ex è comprensibile, specialmente considerando la sua storia familiare difficile e i segni che sembrano indicare una possibile filofobia. Tuttavia, è fondamentale che lei si concentri anche su se stessa e sul suo benessere emotivo in questo momento.

Ricordi che merita di essere con qualcuno che è in grado di affrontare una relazione in modo sano e che la apprezzi per la persona che è. Continui a cercare il supporto dei suoi amici e familiari e, se necessario, consideri di parlare con uno psicologo o uno psicoterapeuta per aiutarla a elaborare i suoi sentimenti e superare questa situazione difficile.

Con il tempo e con il giusto supporto, sarà in grado di guarire dalle ferite emotive e trovare la felicità e la soddisfazione in futuro. Si concentri su se stessa e sulle sue esigenze, e cerchi di concentrarsi su attività e relazioni che le portano gioia e pace interiore. Se il suo ex decide di affrontare i suoi problemi personali e cerca aiuto, potrebbe essere una strada verso la guarigione e la crescita personale, ma al momento è fondamentale che lei si dedichi al suo recupero emotivo.
Resto a sua disposizione per ogni domanda o richiesta. Un caro saluto, dott. Daniele D'Amico
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Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buongiorno,
Mi dispiace profondamente per il dolore che stai vivendo, e posso solo immaginare quanto ti senta ferita. È chiaro che tu abbia investito tantissimo in questa relazione, e la sensazione di essere improvvisamente allontanata, dopo tutto quello che avete condiviso, deve essere devastante. Sei stata una presenza amorevole, comprensiva e attenta ai suoi bisogni, anche nei momenti più difficili, e capisco quanto sia doloroso sentirsi respinta e confusa. Il comportamento del tuo ex partner potrebbe riflettere una paura profonda del coinvolgimento emotivo. Le difficoltà che ha vissuto con la sua famiglia, in particolare la perdita della madre e la complessa relazione con il padre, possono aver contribuito a sviluppare in lui un conflitto interiore: il desiderio di vicinanza e amore, da un lato, e la paura di soffrire e di perdersi nel legame dall’altro. Questo potrebbe spiegare il suo alternare momenti di forte vicinanza a periodi di distacco e confusione. Il suo distacco non è un riflesso del tuo valore o della bellezza della vostra relazione, ma piuttosto delle sue paure e insicurezze. In questi casi, la persona, ovvero lui, può sentirsi travolta dalle proprie emozioni e, paradossalmente, allontanarsi da chi ama di più per paura di soffrire o di perdere il controllo. Gestire le tue emozioni in questo momento è essenziale. È naturale sentirsi triste, confusa e ferita, ma ti incoraggio a dare spazio a queste emozioni, senza giudicarle o respingerle. Un buon modo per elaborare i tuoi sentimenti potrebbe essere tenere un diario in cui annoti i tuoi pensieri quotidiani, questo ti aiuterà a chiarire ciò che provi e a esternalizzare il dolore che porti dentro. Inoltre, è importante evitare la ruminazione, cioè quel continuo ripensare alla situazione cercando risposte. Ogni volta che noti che i tuoi pensieri tornano a lui e alle domande senza risposta, cerca di interrompere il ciclo, dedicandoti a qualcosa che ti distragga e ti appassioni, come un hobby o l'esercizio fisico. La terapia cognitivo-comportamentale ci insegna che possiamo sfidare i pensieri negativi. Quando ti senti sminuita o pensi di non valere abbastanza, prova a chiederti: “Qual è la prova che questo pensiero sia vero? Sto davvero vedendo tutta la situazione in modo obiettivo?” Questa riflessione ti aiuterà a separare i fatti dai pensieri, e a riconoscere che il suo allontanamento non ha nulla a che fare con il tuo valore come persona. Un altro passo pratico è stabilire dei confini emotivi chiari. Se mantenere i contatti con lui ti causa dolore e confusione, potrebbe essere utile considerare una pausa dai messaggi e dalle interazioni ambigue. Questa pausa può permetterti di guarire e riprendere il controllo delle tue emozioni, senza riaprire continuamente vecchie ferite. Non significa chiudere per sempre, ma darti lo spazio necessario per ritrovare la tua serenità. Inoltre, dedicati a te stessa. Chiediti: "Cosa mi rende felice? Quali obiettivi voglio raggiungere per il mio futuro?" Inizia a focalizzarti su ciò che desideri per te stessa, indipendentemente dalla relazione. Prendersi cura di sé in questo momento è fondamentale per ricostruire la tua autostima e riprendere il controllo della tua vita. So che desideri che lui affronti i suoi blocchi emotivi e trovi una via per guarire, ma purtroppo non possiamo costringere nessuno a cambiare. Se senti che potrebbe esserci uno spiraglio, puoi suggerirgli, con gentilezza, di considerare l'idea di parlare con uno specialista. Tuttavia, il cambiamento deve partire da lui, e solo quando sarà pronto ad affrontare le sue paure. Infine, ti consiglio di valutare un percorso di supporto psicologico per te stessa. Parlarne con un professionista, se decidi attraverso un approccio cognitivo-comportamentale, potrebbe offrirti strumenti specifici per affrontare meglio questa fase e aiutarti a elaborare il tuo dolore in modo più funzionale. Ricorda sempre che sei una persona preziosa, e meriti di essere amata e rispettata per quello che sei. Questo momento di difficoltà non definisce il tuo valore. Il tuo benessere, il tuo equilibrio e la tua serenità devono essere al centro del tuo percorso di guarigione. Spero che questi consigli possano darti un po’ di sollievo e aiutarti a trovare un percorso che ti porti verso una maggiore pace interiore. Ti sono vicino e spero che tu possa presto ritrovare la serenità che meriti. Dott. Andrea Boggero
Dott.ssa Chiara Lisa Lovati
Psicologo, Psicologo clinico, Terapeuta
Milano
Cara utente,

leggere il tuo racconto fa emergere il grande amore e la dedizione che hai messo in questa relazione, ma anche il profondo dolore e la confusione che provi adesso. È evidente che questa storia per te è stata importante e che la sua conclusione improvvisa e sofferta ti ha lasciato molte domande aperte.

Il comportamento del tuo ex, per come lo descrivi, sembra riflettere un conflitto interiore molto complesso, legato probabilmente ai traumi vissuti nella sua storia familiare. La sua difficoltà nel gestire impegni emotivi profondi, l’ansia rispetto alla relazione e il bisogno di "scappare" da ciò che lo coinvolge troppo, potrebbero essere una forma di protezione inconscia dal rischio di soffrire ulteriormente. Questo tipo di reazioni, anche se possono sembrare improvvise, spesso maturano nel tempo e si manifestano quando le emozioni diventano troppo intense da sostenere.

Il dolore che provi, sentendoti esclusa dalla sua vita e trattata come se valessi meno, è comprensibile e legittimo. Tuttavia, è importante ricordare che il suo allontanamento non è un riflesso del tuo valore, ma del suo stato emotivo e delle difficoltà che sta attraversando. Probabilmente non ha gli strumenti per affrontare il suo disagio, e scegliere di ignorarlo immergendosi nello studio potrebbe essere il suo modo di gestire la situazione, anche se non risolutivo.

Per quanto riguarda la tua domanda sulla filofobia, è vero che chi soffre di questa paura delle relazioni intime può manifestarla in vari momenti della vita, spesso innescata da eventi o dinamiche specifiche. Non c’è una “regola” precisa su quando dovrebbe emergere.

Il tuo dolore e la tua confusione meritano attenzione e cura. Ti invito a considerare un percorso di supporto psicologico, che potrebbe aiutarti a elaborare questa perdita, a trovare una nuova consapevolezza sul tuo valore e sulle tue emozioni, e a capire come riprendere in mano il tuo benessere.

Se vuoi approfondire o sentirti ascoltata in modo più diretto, possiamo parlarne in privato. Sono qui per aiutarti a esplorare ciò che stai vivendo e a trovare un modo per affrontarlo con serenità.
Un caro saluto.
Dott.ssa Sara Bochicchio
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Gentile utente
Grazie per la generosità del tuo racconto.
Quello che emerge é sicuramente una grande preoccupazione, per una persona che é stata importante per te, e il dolore della fine di una relazione.
Leggendoti ho pensato a quanto spesso, per trovare una spiegazione razionale la nostra mente ci protegga dallo sperimentare emozioni e sensazioni che in qualche modo possono essere molto poco spiegate e ragionate.
Quello che ha vissuto il tuo ex ragazzo, cosa lo ha portato ad allontanarsi da te, sono domande che rimangono aperte, di cui forse lui stesso fa fatica ancora a trovarne risposta.
La vicinanza (fisica, sentimentale) può essere confondente se non siamo sicuri di quello che vogliamo. E sempre più difficile poi può essere distinguere i propri desideri da quelli dell’altro e da quelli che sono in comune.
Ti suggerisco ti prendere in considerazione la stesso consiglio che hai dato a lui di prendersi uno spazio per parlare con un professionista. Concediti la stessa possibilità se pensi che la fine di questa relazione ti abbia lasciato un disagio e un malessere, una matassa, un groviglio, che può essere difficile dipanare in solitudine.
Prenditi cura di te, lui cercherà di fare lo stesso con i suoi modi e tempi.
Un abbraccio
Dott.ssa Antonella Abate
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Gentile utente quello che hai vissuto è un’esperienza emotivamente molto intensa e dolorosa, e i tuoi sentimenti di confusione e frustrazione sono del tutto comprensibili. La tua relazione è stata lunga e profonda, e la sua fine improvvisa, con motivazioni poco chiare, può lasciare un grande senso di smarrimento.
Ora, la cosa più importante è concentrarti su di te e sulla tua guarigione. Continuare a cercare risposte da lui potrebbe portarti a rimanere bloccata in questo dolore. Potrebbe essere utile per te elaborare questa esperienza anche con un professionista, in modo da trovare uno spazio sicuro per esprimere e comprendere i tuoi sentimenti.
Dott.ssa Gloria Giacomin
Psicologo, Psicologo clinico
Bologna
Gentile,
dalle sue parole emerge con chiarezza quanta cura, dedizione e profondità lei abbia messo in questa relazione. Sei anni e mezzo sono un periodo importante, e ciò che racconta mostra che per lei non è stata una storia qualsiasi, ma un legame significativo, costruito con amore, rispetto e condivisione. È quindi assolutamente naturale che, di fronte a una rottura così improvvisa e poco comprensibile, lei oggi si senta scossa, confusa e persino svalutata.
Il comportamento del suo ex compagno – alternanza di affetto e distacco, difficoltà a sostenere le discussioni, paura di “perdere sé stesso” quando il rapporto diventava impegnativo – può effettivamente rimandare a una difficoltà emotiva profonda. Spesso persone che hanno vissuto traumi affettivi o lutti importanti sviluppano, senza esserne pienamente consapevoli, paure legate all’intimità e al legame stabile. Non si tratta di “filofobia” nel senso di un’etichetta diagnostica, ma di una difficoltà relazionale che può emergere anche dopo molti anni, quando la relazione diventa più seria o prospetta impegni futuri.
Questo però non significa che lei “valesse poco” o che abbia fatto qualcosa di sbagliato. Anzi, lei ha rappresentato per lui un porto sicuro e una presenza importante. Ma quando l’altra persona non è in grado di affrontare i propri blocchi emotivi, può accadere che scelga la fuga o il distacco come unica strategia per proteggersi. È doloroso, perché lascia l’impressione di essere respinti, quando in realtà il problema non è la qualità dell’amore ricevuto, ma la difficoltà dell’altro ad accoglierlo.
In questo momento la cosa più importante è rivolgere a sé stessa la cura che ha sempre dato a lui: riconoscere il valore del suo impegno, validare il suo dolore, darsi tempo per elaborare il lutto di questa separazione. Cercare di comprendere i suoi motivi può aiutarla a dare un senso a ciò che è successo, ma non deve diventare una colpa o un giudizio verso di sé. Se sente di non riuscire a uscire da questo stato di confusione e sofferenza, un percorso di sostegno psicologico potrebbe offrirle uno spazio sicuro per elaborare la fine della relazione, rafforzare la sua autostima e ritrovare gradualmente fiducia nel futuro.
Lei non è stata “nemica” di nessuno: è stata una compagna presente, generosa e amorevole. Queste sono qualità che resteranno con lei e che, con il tempo, potranno essere la base per legami più sani e ricambiati.

Cordialmente
Dottoressa Gloria Giacomin
Dott.ssa Alina Mustatea
Psicologo, Psicologo clinico
Pomezia
Gentile paziente,
quello che racconta è una storia molto intensa e il dolore che sta vivendo è comprensibile. Non è stata una relazione superficiale o instabile, ma un legame profondo, costruito negli anni, in cui lei ha rappresentato per il suo ex non solo una compagna, ma anche una famiglia, una base sicura dopo una perdita traumatica. Proprio per questo la rottura è stata così destabilizzante.
È importante chiarire un punto centrale: ciò che è accaduto non ha a che fare con il suo valore, con ciò che lei ha dato o con una mancanza da parte sua. Le contraddizioni che lui esprime, il passare dal dire che non avrà pace finché la relazione non sarà solo un ricordo al dire che quello con lei è stato il periodo più bello della sua vita, non indicano ambiguità affettiva verso di lei, ma un conflitto interno molto forte.

Il suo ex sembra vivere una profonda difficoltà nel tollerare il coinvolgimento emotivo quando questo diventa stabile, impegnativo e proiettato nel futuro. Per anni ha probabilmente funzionato perché la relazione era anche una fonte di riparazione del suo dolore, un luogo di appartenenza dopo la perdita della madre. Quando però la relazione ha iniziato a richiedere una progettualità più adulta, a confrontarsi con conflitti, richieste, differenze e temi come la famiglia e i figli, si è attivata una parte di lui che vive l’intimità come una minaccia alla propria identità e al proprio equilibrio.

Non è così raro che queste difficoltà emergano tardi. In alcune persone i meccanismi di difesa funzionano per anni, soprattutto quando il legame offre protezione e senso, ma possono crollare quando aumentano le richieste emotive o quando la persona sente di “perdersi” nell’altro. Questo non significa che lui non l’abbia amata, ma che non è riuscito a sostenere quel tipo di amore.

Che si tratti di filofobia o di un funzionamento evitante legato a un trauma non elaborato, il punto è che al momento lui non sembra in grado di affrontare questo disagio. Rifugiarsi nello studio e nell’iperimpegno è una strategia di evitamento che può funzionare nel breve periodo, ma non risolve il problema. Tuttavia, questa è una scelta che spetta solo a lui. Lei non può curarlo, né convincerlo a cercare aiuto.

Il senso di essere stata messa da parte come se non contasse nulla è una ferita molto comune in queste situazioni, ma non riflette la realtà. È il risultato di una rottura avvenuta non per mancanza d’amore, ma per incapacità emotiva. Questo, però, non rende meno doloroso l’allontanamento.

In questo momento la cosa più importante è spostare l’attenzione da lui a lei. Cercare spiegazioni, diagnosi o speranze di cambiamento rischia di tenerla legata a una persona che oggi non può offrirle una relazione stabile. Lei ha dato supporto, presenza, amore. Ora ha bisogno di fare spazio al suo dolore, senza colpevolizzarsi e senza aspettare che lui affronti qualcosa che al momento sta evitando.

Un percorso psicologico può aiutarla a elaborare questa perdita, a ricostruire il senso di sé e a non interiorizzare come rifiuto personale ciò che è stato, in realtà, un limite dell’altro. La relazione che ha vissuto non è stata inutile né un errore, ma il fatto che sia stata bella non significa che fosse sostenibile nel tempo con una persona che oggi non riesce a stare in un legame.

Un caro saluto
Dott.ssa Alina Mustatea
Psicologa clinica e giuridica
Psicodiagnosta clinica e forense
Coordinatore genitoriale
Se desidera un supporto per elaborare questa separazione e ritrovare equilibrio emotivo, può prenotare una visita.

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