Buonasera a tutti, Sono fidanzato con una ragazza da 4 anni di cui due di convivenza. Le cose son

24 risposte
Buonasera a tutti,

Sono fidanzato con una ragazza da 4 anni di cui due di convivenza. Le cose sono sempre andate bene ma dal punto di vista sessuale, gia da qualche mese dopo la convivenza, complice anche motivi di salute risolti e "leggeri" da parte sua (non voglio colpevolizzarla) dal punto di vista sessuale la cosa è andata sempre peggiorando.

Io la trovo attraente dal punto di vista fisico, lo stesso vale per lei di me, ma manca quella scintilla dalla sua parte che c'era all'inizio.

Complice anche due lavori stancanti e che ci fanno arrivare a sera cotti, la cosa mi pesava ma mi "andava bene".

Questo finché non ho conosciuto un'altra persona, con la quale sono finito a letto e ho avuto una frequentazione di circa 2 mesi. Era tutto fantastico, non solo dal punto di vista sessuale, avevamo anche molta complicità e entrambi abbiamo sentito qualcosa di più del semplice sesso.

Qualche giorno fa ho interrotto questa relazione extraconiugale per non buttare via 4 anni di relazione.

Dal giorno dopo però ho avuto fortissimi dubbi, continuo a pensare alla persona con la quale ho chiuso alla relazione e voglio, vorrei avere qualcosa di più. Vorrei essere un po' egoista da un lato e buttarmi di testa in questa infatuazione? Non saprei come altro chiamarla.

Dall'altro lato la mia compagna non si aspetta nulla di questo, ne abbiamo parlato più volte della nostra vita sessuale ma nulla. Le cose non cambiano.

Questa cosa extraconiugale ho paura mi abbia aperto gli occhi, io voglio bene alla mia ragazza o provo qualcosa che, come dovrebbe essere, va oltre all'amicizia?

Sono devastato, per la prima volta in vita mia mi sento insicuro. Cambio idea su quello che voglio fare dal giorno alla notte e so che se dovessi troncare la mia relazione devastarei una persona. Ci sarebbero anche impatti sulle nostre famiglie, sulle nostre famiglie e sulla casa.
Dall'altra parte penso spesso a questa seconda persona.

Sono davvero devastato.
Dott.ssa Silvia Bertolotti
Psicologo, Sessuologo, Psicoterapeuta
Milano
Quello che racconta mostra quanto sia difficile trovarsi in una situazione in cui il cuore e la mente sembrano andare in direzioni opposte. Da un lato c’è una relazione costruita nel tempo, fatta di affetto, condivisione e progetti comuni; dall’altro, l’esperienza recente che ha riacceso sensazioni di complicità e desiderio, portando alla luce bisogni che forse erano rimasti in silenzio. Non è raro che, quando la dimensione sessuale si indebolisce, emergano domande profonde sul senso della relazione e sul proprio modo di vivere l’intimità.
Il fatto che lei si senta “devastato” racconta quanto questa scelta non sia banale: non riguarda solo il presente, ma anche il futuro, le persone coinvolte, le conseguenze emotive e pratiche. È comprensibile oscillare tra il desiderio di preservare ciò che è stabile e la spinta verso ciò che sembra riportare vitalità. A volte, però, questa oscillazione non è un segnale di indecisione superficiale, ma il riflesso di una complessità che merita ascolto.
Forse, più che cercare subito una risposta definitiva, può essere utile concedersi il tempo di capire cosa rappresentano per lei entrambe le esperienze: non solo sul piano del desiderio, ma anche sul piano dei valori, dei progetti e del senso di sé. Quali parti di lei si sentono vive in una relazione e quali nell’altra? Quali bisogni sono rimasti in ombra e quali sono emersi con forza? Sono domande che non hanno risposte immediate, ma che possono aprire spazi di consapevolezza.
Non c’è una strada giusta per tutti, ma c’è la possibilità di non agire nell’urgenza. Lasciarsi il tempo di riflettere, senza fretta e senza giudizio, può essere il primo passo per capire cosa desidera davvero. E se dovesse sentire che da solo è difficile, parlarne con qualcuno di fiducia o con un/a professionista potrebbe aiutarla a fare chiarezza, non per trovare una soluzione pronta, ma per ascoltare meglio se stesso.

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Salve, grazie per aver condiviso un suo vissuto cosi delicato. Quando c è una crisi di coppia, con un altra situazione in parallelo, è normale sentirsi devastati, vulnerabili, e pieni di dubbi, soprattutto per aver quel peso dentro senza mai riuscire a liberarsi, capisco perfettamente come si sente. Iniziare un percorso di supporto psicologico ( online o in presenza) può aiutarla sin da subito ad avere più consapevolezza su come si sente davvero, senza freni e senza giudizio, trovando un ambiente sano e d ascolto, e di supporto. Lavorando su se stesso, sui suoi blocchi e sulle sue emozioni più vere può darla una mano per fare chiarezza dentro di se. Resto a sua disposizione.
Dott.ssa Silvana Grilli
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Buongiorno,
comprendo quanto questa situazione possa essere dolorosa e faticosa per lei. Da ciò che scrive, sembra che in questo momento diversi elementi importanti della sua vita, in particolare alcune dinamiche relazionali, siano entrati in conflitto tra loro. L’incontro con questa persona pare aver riattivato sentimenti di connessione e desiderio che nella relazione attuale percepiva come assopiti. Allo stesso tempo, emerge come le difficoltà con la sua partner si siano sedimentate nel tempo e, nonostante questo, appare evidente anche il legame che la unisce a lei.
È comprensibile che tutto ciò la porti a sentirsi profondamente confuso e ad oscillare tra desideri opposti, con preoccupazioni e sensi di colpa legati alle possibili conseguenze delle sue decisioni. La domanda che si pone rispetto alla relazione è legittima e significativa. Il fatto che in questo momento faccia fatica a sentire quale sia la risposta “giusta” può essere il segnale della necessità di fermarsi e riflettere sui suoi bisogni emotivi e su ciò che oggi sta cercando in una relazione.
Un percorso di supporto psicologico potrebbe essere di grande aiuto in questa fase delicata, offrendole uno spazio in cui comprendere meglio cosa sta accadendo nella sua vita e arrivare a decisioni più consapevoli, nelle quali possa sentirsi davvero rappresentato.
Un caro saluto, Dott.ssa Silvana Grilli
Dott.ssa Maria Betteghella
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Napoli
A me più che devastato mi sembra in conflitto: da un lato il sesso,
Dott.ssa Ilaria Redivo
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buonasera,
la ringrazio per aver condiviso una riflessione così personale e dolorosa. Dalle sue parole emerge con forza quanto questa situazione la stia mettendo in crisi, facendola sentire confusa, divisa e profondamente stanca sul piano emotivo. È comprensibile: quando entrano in gioco desiderio, senso di responsabilità, legami affettivi importanti e paura di far soffrire gli altri, il conflitto interno può diventare molto intenso.

Ciò che descrive non parla tanto di “egoismo” o di scelte giuste o sbagliate, quanto di un momento di passaggio in cui bisogni, aspettative e parti di sé che forse erano rimaste in secondo piano chiedono spazio. La relazione extraconiugale, al di là del suo significato concreto, sembra aver funzionato come uno specchio: non solo del desiderio, ma anche di ciò che oggi sente mancare nella relazione stabile e, forse, di aspetti di sé che desiderano essere riconosciuti.

È importante sottolineare che la confusione che prova non è un segnale di debolezza, ma spesso il segno che qualcosa merita di essere ascoltato con maggiore attenzione e senza giudizio. In momenti come questo, prendere decisioni affrettate – in un senso o nell’altro – può aumentare il dolore e la sensazione di smarrimento.

Un percorso di supporto psicologico individuale potrebbe offrirle uno spazio protetto in cui fare chiarezza su ciò che prova, distinguere l’infatuazione dal bisogno di cambiamento più profondo, e comprendere che tipo di relazione desidera oggi e che persona vuole essere dentro una relazione. Non per dirle cosa fare, ma per aiutarla a scegliere in modo più consapevole e coerente con se stesso.

Se lo desidera, possiamo prendere un appuntamento per valutare insieme un percorso che possa esserle utile.. Mi trova su Mio Dottore Dott.ssa Ilaria Redivo

La ringrazio ancora per la fiducia e le auguro di poter trovare uno spazio in cui sentirsi meno solo in questa fatica.
Un cordiale saluto, Dott.ssa Ilaria Redivo
Capisco quanto questa situazione possa essere dolorosa e destabilizzante. Quando una relazione lunga entra in una fase di distanza, soprattutto sul piano dell’intimità, è naturale che emergano domande profonde su di sé, sui propri bisogni e su ciò che si desidera davvero. L’incontro con un’altra persona, in questo contesto, può agire come una lente d’ingrandimento: non crea il disagio, ma spesso lo rende più visibile e difficile da ignorare.
Dal suo racconto emerge una grande confusione emotiva, ma anche molta consapevolezza: il senso di responsabilità verso la sua compagna, il timore di farle del male, il peso delle conseguenze pratiche e familiari, insieme al desiderio, alla vitalità e alla connessione riscoperta con l’altra persona. Non sono sentimenti “giusti” o “sbagliati”: sono segnali di un conflitto interno reale, che merita tempo e spazio per essere compreso. In momenti come questo, cercare risposte immediate o definitive può aumentare la sofferenza. Spesso è più utile fermarsi a comprendere che cosa rappresentano queste emozioni, cosa sta mancando, cosa è cambiato dentro di lei e nella relazione, al di là delle scelte concrete da fare nell’immediato.
Un percorso psicologico può offrire uno spazio sicuro per esplorare questi vissuti senza giudizio, distinguere l’infatuazione dal bisogno di sentirsi desiderati, ascoltati o vivi, e fare chiarezza su ciò che davvero desidera per sé, nel rispetto di tutte le persone coinvolte. Il fatto che oggi si senta così fragile non è un segno di debolezza, ma il segnale che qualcosa di importante sta chiedendo attenzione. Con il giusto supporto, è possibile ritrovare lucidità e prendere decisioni più consapevoli, senza farsi guidare solo dalla paura o dall’impulso.
Dott. Luca Moratti
Psicologo, Psicologo clinico
Reggio Emilia
Buonasera,
da ciò che scrive emerge una situazione complessa, in cui si intrecciano legami affettivi, bisogni personali, responsabilità reciproche e cambiamenti avvenuti nel tempo.
In una prospettiva sistemica, momenti come questo non vengono letti tanto in termini di “scelte giuste o sbagliate”, quanto come segnali di un equilibrio relazionale che sta cambiando e che chiede di essere ascoltato. I dubbi, la sofferenza e l’ambivalenza che descrive possono essere visti come informazioni importanti su ciò che oggi è significativo per lei e per il sistema di relazioni in cui è inserito.
Prima di arrivare a decisioni definitive, può essere utile fermarsi a esplorare cosa rappresentano per lei questi legami, quali bisogni stanno emergendo ora rispetto al passato e che significato hanno le difficoltà nella relazione di coppia, al di là della singola questione sessuale.
Un percorso di riflessione, anche breve, può aiutare a fare maggiore chiarezza su di sé e sulle proprie scelte, senza la necessità di affrettare risposte in un momento emotivamente molto carico.
Le auguro di poter trovare uno spazio e un tempo adeguati per ascoltarsi.
Dr. Massimiliano Siddi
Psicologo, Psicologo clinico, Terapeuta
Roma
Buonasera,
ciò che descrive è una situazione emotivamente molto complessa e comprensibilmente dolorosa. Dopo anni di relazione e di convivenza è frequente che la dimensione del desiderio cambi, soprattutto in presenza di stanchezza, routine, problemi di salute o carichi lavorativi importanti. Questo non significa automaticamente che il legame affettivo sia finito, ma può generare frustrazione e senso di vuoto.

L’incontro con un’altra persona, in un momento di vulnerabilità, può riattivare sensazioni di vitalità, desiderio e riconoscimento che sembravano perdute. Questo spesso non parla solo della nuova relazione, ma anche di bisogni personali rimasti insoddisfatti nella relazione principale. È comprensibile che ora lei si senta confuso, oscillando tra il senso di responsabilità, l’affetto, il desiderio e la paura di far soffrire.

Più che decidere “di pancia” o sulla base del senso di colpa, può essere utile fermarsi a riflettere su cosa prova realmente per la sua compagna, su cosa desidera oggi da una relazione e su cosa è disposto o meno a tollerare nel tempo. La sofferenza che sta vivendo segnala che qualcosa merita ascolto e chiarezza.

Un percorso individuale, o eventualmente di coppia, può aiutarla a comprendere meglio questa crisi, distinguere tra infatuazione, bisogno di conferme e sentimenti più profondi, e prendere decisioni più consapevoli, nel rispetto di sé e degli altri.
Dr. Stefano Previtali
Psicologo, Psicologo clinico
Bergamo
Buonasera,
grazie per avere condiviso quello che sta vivendo in questo momento che, da quanto mi sembra di capire dalle sue parole, la sta mettendo a dura prova.

La sua riluttanza e insicurezza a chiudere la relazione con la sua ragazza sono più che comprensibili, 4 anni sono già un arco di tempo significativo e rappresentativo di una relazione strutturata – e anche lei riconosce che il vostro rapporto si è sviluppato non solo attorno ad una buona intesa sessuale. Al tempo stesso, l’essere venuto meno alla fedeltà può significare che nella vita di coppia c’erano dei bisogni che non trovavano ascolto, accoglimento o espressione. Spesso infatti le relazioni extraconiugali si sviluppano o ruotano comunque attorno a “qualcosa” che nella relazione con il partner non c’è, non c’è più, o si teme – più o meno consciamente – che non ci potrà essere.

Farei quindi due considerazioni. La prima è relativa al significato dell’infatuazione che ha vissuto: che bisogni, aspetti di lei è riuscito ad esprimere o ha sentito accolti? – visto che anche lei riconosce che entrambi avete sentito “qualcosa di più del semplice sesso”.
La seconda, relativa a una delle due soluzioni che lei si è dato, ovvero restare con la sua attuale compagna nonostante tutto e in forza solo della durata della vostra relazione. Il rischio infatti è che si verifichi di nuovo in futuro un episodio extraconiugale; oltre a ciò si dovrebbe tenere anche in considerazione come lei potrebbe vivere una situazione in cui viene portato avanti un rapporto umano che lei non avverte più come autentico ma superato.

Cordialmente, dott. Previtali
Buonasera dopo aver letto con attenzione la sua lettera, ritengo che in questo suo momento di "grande confusione "la cosa migliore sia quella di prendersi un pò di tempo per riflettere e per capire cosa fare. Intanto potrebbe parlare molto apertamente con la sua fidanzata, spiegandole che le manca una vita sessuale soddisfacente. Si interroghi anche sul motivo o i motivi che hanno fatto si che tra voi non ci si più quella scintilla che c'era all'inizio. Nelle relazioni serene, oltre all'affetto occorre che ci siano amore e reale desiderio di condividere anche i momenti di difficoltà.
Sperando di esserle stata un pò di aiuto, la saluto cordialmente.
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buonasera, da quello che scrive emerge una grande sofferenza, ma anche una notevole lucidità. Si percepisce quanto questa situazione la stia mettendo in crisi e quanto si senta diviso, quasi tirato da due parti opposte, entrambe cariche di peso emotivo. È comprensibile che si senta devastato: quando entrano in gioco affetti profondi, responsabilità condivise, convivenza, famiglie e allo stesso tempo un’esperienza nuova che riaccende emozioni intense, la confusione non è un segno di debolezza, ma il segnale di un conflitto interno reale. Da un lato c’è una relazione lunga, costruita nel tempo, con affetto, abitudine, cura reciproca e un progetto di vita che ha preso forma concreta. Dall’altro lato c’è un incontro che ha riattivato sensazioni forti, non solo sul piano sessuale ma anche su quello della complicità, del sentirsi visti, desiderati, vivi. Quando qualcosa si spegne lentamente in una relazione stabile, spesso non ce ne si accorge fino a quando non arriva un confronto così netto. Non perché l’altra persona sia necessariamente “la risposta”, ma perché fa emergere bisogni rimasti a lungo in secondo piano. È importante però fare una distinzione delicata ma fondamentale. Il fatto che lei pensi continuamente all’altra persona non significa automaticamente che sia quella giusta o che rappresenti un progetto più solido. In momenti come questo, la mente tende a idealizzare ciò che è nuovo e a svalutare ciò che è diventato complesso, faticoso, irrisolto. Allo stesso tempo, sarebbe riduttivo liquidare tutto come una semplice infatuazione passeggera, perché ciò che ha provato le sta dicendo qualcosa di importante su di lei, sui suoi bisogni emotivi e relazionali, su ciò che oggi le manca. La domanda centrale forse non è scegliere tra due donne, ma fermarsi a capire cosa sta succedendo dentro di lei. Si chiede se vuole bene alla sua compagna o se il sentimento sia diventato solo amicizia, e questa è una domanda legittima, ma molto difficile da rispondere quando è travolto da emozioni contrastanti e sensi di colpa. L’idea di ferire la sua compagna, di destabilizzare le famiglie e di smontare una vita costruita insieme pesa enormemente, ed è evidente che non si tratta di egoismo, ma di responsabilità e di empatia. Allo stesso tempo, vivere restando per paura di far soffrire l’altro, ignorando ciò che lei sente davvero, rischia nel tempo di trasformarsi in frustrazione, distanza emotiva e risentimento. Il fatto che abbiate parlato più volte della vostra vita sessuale senza vedere cambiamenti è un elemento da non sottovalutare. Non perché il sesso sia tutto, ma perché spesso è il termometro di una connessione più profonda. Quando il dialogo c’è ma non produce movimento, è normale che una parte di lei inizi a chiedersi se quella relazione, così com’è oggi, sia ancora in grado di nutrirlo. In questo momento lei è in uno stato di forte attivazione emotiva, e prendere decisioni definitive sull’onda di questo dolore può essere rischioso. Non perché debba restare dove non sta bene, ma perché ha bisogno di uno spazio mentale più chiaro per distinguere ciò che è desiderio di fuga, ciò che è bisogno autentico e ciò che è paura. La confusione che descrive, il cambiare idea da un giorno all’altro, è il segnale che serve tempo per ascoltarsi davvero, senza forzarsi a una scelta immediata. Può essere utile provare a spostare il focus dal “cosa devo fare” al “cosa mi sta succedendo”. Chiedersi, con onestà, se restando nella relazione attuale, anche ipotizzando che nulla cambi, riuscirebbe a sentirsi pienamente coinvolto e presente, oppure se dentro di sé sente che qualcosa si è già incrinato. Allo stesso modo, è importante chiedersi cosa rappresenti davvero l’altra persona: una possibilità concreta di costruzione o il simbolo di una parte di lei che chiede più vitalità, desiderio, connessione. Non esistono scelte indolori in situazioni come questa. Qualunque strada comporterà una perdita. Ma rimanere bloccati nella paralisi, per paura di fare del male o di sbagliare, rischia di prolungare una sofferenza che coinvolge tutti. Darsi il permesso di prendersi sul serio, di ascoltare ciò che sente senza giudicarsi come cattivo o egoista, è un primo passo fondamentale. Non è devastato perché è una persona instabile, ma perché sta affrontando una decisione emotivamente complessa che tocca valori profondi. Qualunque direzione prenderà, merita di essere il frutto di una scelta consapevole e non solo della paura o dell’impulso del momento. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Buonasera,

quanto racconti è comprensibilmente fonte di grande confusione e disagio emotivo. È naturale, dopo anni di relazione, che la routine, la stanchezza e i cambiamenti nella vita quotidiana possano influenzare la sfera sessuale e l’intimità. Il fatto che tu abbia trovato attrazione e complicità con un’altra persona non significa necessariamente che il tuo rapporto con la tua compagna sia senza valore, ma indica che ci sono bisogni e desideri insoddisfatti che meritano attenzione.

Questi sentimenti contrastanti – amore per la tua compagna e attrazione per un’altra persona – generano insicurezza e senso di colpa, emozioni comuni in situazioni di questo tipo. Cercare di comprendere cosa provi davvero, quali bisogni emotivi e sessuali non sono soddisfatti nella relazione attuale, e quali aspetti della nuova infatuazione sono reali o idealizzati, è fondamentale per fare scelte consapevoli senza danneggiare te stesso o gli altri.

Spesso in questi casi può essere utile un percorso di riflessione guidata da uno specialista, che ti aiuti a chiarire i tuoi sentimenti, a capire le dinamiche della tua relazione e a valutare le possibili strade per migliorare la comunicazione e l’intimità con la tua compagna, oppure per prendere decisioni ponderate sulla tua vita sentimentale.

Ti consiglio quindi di approfondire quanto stai vivendo con uno specialista che possa accompagnarti in questo momento complesso.

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Buongiorno, quello che sta vivendo è un momento di grande confusione e turbamento emotivo, e la devastazione che descrive è comprensibile. Lei si trova in una condizione in cui due desideri profondi e contraddittori si scontrano: da una parte il legame consolidato e affettivo con la Sua compagna, con la storia condivisa, la convivenza, il rispetto reciproco; dall’altra, la forte attrazione e complicità con un’altra persona, che ha acceso sentimenti nuovi e intensi. Non è raro che situazioni del genere producano confusione, dubbi e insicurezza: il cuore e la mente spesso reagiscono in modi opposti di fronte a desideri contrastanti.

È importante fare chiarezza su alcune cose: prima di tutto, l’esperienza extraconiugale non annulla automaticamente l’amore per la Sua compagna, ma ha evidenziato bisogni insoddisfatti, desideri latenti e aspetti della vita sessuale e affettiva che meritano attenzione. Questi sentimenti non sono “cattivi” o indice di cattiveria, ma segni di bisogni non espressi o di mancanza di soddisfazione emotiva e sessuale.

Ciò che percepisce nei confronti della seconda persona può essere reale, intenso e coinvolgente, ma va considerato nel contesto: spesso le infatuazioni nuove accendono emozioni più forti perché sono incontaminate da routine, abitudini e responsabilità quotidiane. Questo non significa necessariamente che siano più importanti o più vere dei sentimenti verso la compagna; indicano però che esiste una parte di sé che desidera nuova passione, novità e coinvolgimento emotivo.

Il rischio ora è agire impulsivamente, lasciandosi guidare solo dall’attrazione momentanea, senza considerare il peso emotivo delle conseguenze: interrompere una relazione lunga può causare sofferenza profonda non solo a Lei e alla Sua compagna, ma anche all’equilibrio familiare e alla stabilità quotidiana. Al tempo stesso, ignorare completamente i propri sentimenti può portare a frustrazione, risentimento o senso di rinuncia e insoddisfazione.

Il passo più utile, in questo momento, è fermare il giudizio e prendersi del tempo per riflettere, senza decisioni affrettate. Può aiutare chiedersi: quali sono i bisogni insoddisfatti nella mia relazione attuale? Quali sono le emozioni che realmente voglio coltivare? Cosa sarei disposto a perdere e cosa voglio proteggere? Cercare di rispondere con sincerità a queste domande può fornire chiarezza e ridurre la confusione emotiva.

Un percorso di supporto psicologico può essere molto utile in questi casi, perché permette di esplorare i propri sentimenti, distinguere infatuazione da amore consolidato, e trovare strategie per affrontare il conflitto interno senza ferire se stessi o gli altri.

In sintesi, ciò che sente è comprensibile e umano: l’obiettivo ora non è agire d’impulso, ma comprendere profondamente i propri desideri e bisogni, così da prendere decisioni più consapevoli e rispettose sia di sé stesso che della compagna. Rimango a disposizione, un saluto.
Gentile Utente,
la sua sofferenza emerge in modo molto chiaro dalle parole che usa, e merita di essere accolta senza giudizio. Quello che sta vivendo non è segno di superficialità o egoismo, ma di un conflitto profondo tra bisogni diversi e legittimi: il desiderio, la lealtà, il senso di responsabilità, l’affetto costruito nel tempo.
Dal punto di vista sistemico-relazionale, non è utile leggere questa situazione solo come una “scelta tra due persone”, ma come un passaggio critico del ciclo di vita della coppia. La convivenza, la routine, la stanchezza lavorativa e i problemi di salute hanno probabilmente spostato gli equilibri: ciò che all’inizio era sostenuto dalla novità e dalla passione oggi richiede nuove modalità di incontro, che però sembrano non essersi ancora costruite. Il calo del desiderio non è quasi mai un problema individuale, ma un segnale relazionale.
L’incontro con l’altra donna arriva in questo contesto e ha una funzione precisa: non tanto “aprire gli occhi” su chi amare, quanto riportare alla luce parti di sé che forse nella relazione stabile si erano silenziate — il sentirsi desiderato, vivo, visto, in sintonia. Per questo l’intensità è così forte. Non è solo sesso, è riconnessione con un Sé che chiedeva spazio. Questo però non equivale automaticamente a dire che quella sia “la relazione giusta”, così come non significa che il legame con la sua compagna sia solo amicizia. Spesso l’infedeltà non parla di mancanza d’amore, ma di un amore che non riesce più a trasformarsi.
Il senso di colpa e la paura di “devastare” l’altra persona mostrano quanto lei sia legato al benessere dell’altro, forse anche a costo di mettere in secondo piano i propri bisogni. Ma restare in una relazione solo per proteggere l’altro, senza più chiarezza su ciò che si prova, rischia nel tempo di diventare una forma di distanza emotiva ancora più dolorosa.
In momenti come questo, più che decidere subito cosa fare, è fondamentale fermarsi a capire che cosa sta chiedendo questa crisi.
Si tratta di chiudere una relazione o di provare a rinegoziarla davvero?
Il desiderio che manca è qualcosa che può essere esplorato insieme, magari con un aiuto esterno, o è già diventato silenzio e distanza?
E soprattutto: chi è lei oggi dentro questa coppia, e chi sta diventando?
La confusione che descrive non è un nemico, ma un segnale di passaggio. Un percorso psicoterapeutico individuale (o di coppia, se ci fosse disponibilità) potrebbe offrirle uno spazio protetto per mettere ordine, senza agire sull’onda dell’urgenza né sacrificarsi per dovere. Le scelte più autentiche non nascono dall’infatuazione né dal senso di colpa, ma dalla possibilità di ascoltarsi fino in fondo.
Se vorrà, questo spazio di riflessione può diventare il primo passo per capire non solo con chi stare, ma come stare in relazione — oggi e nel futuro.
Un caro saluto,
Dott.ssa Caterina Lo Bianco – Psicologa ad orientamento Sistemico-Relazionale
Dott.ssa Sara Petroni
Psicologo clinico, Psicologo
Tarquinia
Gentile utente,

la sofferenza e la confusione che descrive sono comprensibili e meritano di essere prese sul serio, senza giudizi né semplificazioni. Quando una relazione di lunga durata entra in una fase di impoverimento dell’intimità, soprattutto dopo la convivenza e sotto il peso della stanchezza quotidiana, può accadere che alcuni bisogni restino insoddisfatti pur continuando a voler bene al partner. Questo non rende automaticamente “sbagliato” il legame, ma segnala che qualcosa si è trasformato e chiede attenzione.

L’incontro con un’altra persona spesso non crea il problema, ma lo porta alla luce. La forte intensità emotiva e fisica che ha vissuto in quella relazione parallela può aver riattivato parti di sé che si sentivano spente, facendole emergere con forza proprio nel momento in cui ha scelto di interromperla. È normale che ora i pensieri tornino lì e che tutto appaia confuso: l’infatuazione tende a essere amplificata dalla novità e dalla mancanza, mentre una relazione stabile porta con sé responsabilità, storia condivisa e conseguenze concrete.

La domanda centrale, più che scegliere tra due persone, riguarda ciò che Lei sente oggi nella relazione ufficiale: se il legame affettivo è ancora vivo, se esiste un desiderio di ricostruire un’intimità diversa, o se sta lentamente trasformandosi in qualcosa di più vicino all’abitudine e all’amicizia. Il timore di ferire la partner, le famiglie e di “distruggere tutto” è umano, ma rimanere in una relazione solo per paura delle conseguenze può, nel tempo, generare ulteriore distanza e risentimento.

In momenti come questo è importante fermarsi prima di prendere decisioni drastiche, distinguendo l’emotività intensa del presente da ciò che è davvero sostenibile nel lungo periodo. Un percorso di supporto psicologico potrebbe aiutarla a fare chiarezza sui suoi bisogni affettivi e sessuali, sulle responsabilità che sente verso l’altro e verso se stesso, e su quale direzione rispecchi davvero chi è oggi.

La sua insicurezza non è un segno di debolezza, ma il segnale che sta attraversando un passaggio delicato e significativo della sua vita relazionale.

Un caro saluto
Dott.ssa Sara Petroni
Da ciò che racconti emerge un conflitto interno molto profondo, ed è comprensibile che tu ti senta devastato. Ti trovi in un punto della tua vita in cui desiderio, senso di responsabilità, affetto, paura di far soffrire e bisogno di autenticità si scontrano tra loro. Quando questo accade, l’insicurezza che descrivi non è un segnale di debolezza, ma spesso il segno che qualcosa dentro di te sta chiedendo attenzione.

La relazione con la tua compagna sembra fondata su legami importanti: storia condivisa, convivenza, affetto, progettualità. Tuttavia, dal tuo racconto emerge anche una frustrazione protratta, soprattutto sul piano dell’intimità, che nel tempo è stata in parte tollerata, forse messa da parte, forse minimizzata per non “creare problemi”. Quando un bisogno profondo resta a lungo inascoltato, non scompare: tende piuttosto a riemergere in altre forme.

L’incontro con un’altra persona non va letto solo come “tradimento” o “infatuazione”, ma anche come un evento che ha riattivato parti di te: il sentirti desiderato, vivo, in sintonia emotiva e fisica. È comprensibile che ora la tua mente torni spesso lì. Non tanto perché quella relazione sia necessariamente “la scelta giusta”, ma perché rappresenta qualcosa che oggi senti mancare.

Allo stesso tempo, è evidente quanto tu sia sensibile alle conseguenze delle tue scelte: la sofferenza della tua compagna, le famiglie, la casa, gli equilibri costruiti. Questo dice molto del tuo senso di responsabilità e della tua capacità empatica. Tuttavia, è importante ricordare che restare in una relazione solo per non ferire l’altro, ignorando se stessi, alla lunga genera comunque dolore, spesso più silenzioso ma altrettanto profondo.

La domanda centrale che poni non è tanto “sono egoista?” quanto piuttosto: che tipo di legame voglio costruire e che tipo di vita emotiva desidero? A volte l’amore cambia forma; altre volte ci si accorge che ciò che resta è affetto, stima, abitudine, ma non più una relazione di coppia nel senso pieno.

In momenti come questo può essere molto utile fermarsi, senza prendere decisioni impulsive ma nemmeno soffocare ciò che senti. Darti uno spazio di riflessione, magari con un professionista, potrebbe aiutarti a distinguere tra l’effetto travolgente della novità e bisogni più strutturali e profondi che chiedono ascolto.

Qualunque scelta farai, non esiste una via indolore. Ma esiste la possibilità di scegliere con maggiore consapevolezza, onestà e rispetto — sia verso l’altro, sia verso te stesso.

Un caro saluto.
Alma Magnani - Psicologa
La ringrazio per aver condiviso una situazione così complessa e dolorosa. Da quello che scrive emerge con molta chiarezza quanto in questo momento lei sia confuso e affaticato emotivamente. È comprensibile sentirsi così: quando entrano in gioco sentimenti, desideri, senso di responsabilità e paura di far soffrire gli altri, l’incertezza può diventare destabilizzante.
È importante, prima di tutto, che lei si conceda del tempo. In questo momento sembra oscillare continuamente tra ciò che sente, ciò che pensa di “dover” fare e il timore delle conseguenze. Prendere decisioni definitive quando si è così sopraffatti rischia di aumentare il carico emotivo e la confusione. Fermarsi, ascoltarsi davvero e cercare di capire cosa le passa per la mente è un passo fondamentale.
La sessualità, come giustamente emerge dal suo racconto, è spesso un nodo centrale nella vita di coppia. Ognuno vive il sesso in modo diverso: per alcuni è soprattutto intimità, per altri connessione emotiva, per altri ancora conferma di desiderabilità. Nella coppia è fondamentale trovare equilibrio e un compromesso, ma questo è possibile solo se entrambi riescono a riconoscere e dare spazio ai bisogni reciproci. Quando questo non accade, la frustrazione tende ad accumularsi nel tempo.
In quest'ottica la relazione extraconiugale può essere letta come un segnale importante utile da considerare in un momento di difficoltà come quello che sta attraversando. Intrattenere una relazione segreta spesso indica che alcuni bisogni non trovano spazio all’interno della relazione principale. Vale la pena chiedersi: si tratta solo di un bisogno sessuale rimasto insoddisfatto? Oppure le è mancato sentirsi desiderato, visto, complice, vivo emotivamente?
Queste domande potrebbero aiutarla a indirizzarsi nella sua complessa decisione riguardo al da farsi, per comprendere cosa sta realmente cercando.
Un altro aspetto su cui, a mio parere, sarebbe utile riflettere è la differenza tra abitudine e noia. L’abitudine è una fase naturale delle relazioni lunghe, fatta di quotidianità e stabilità, in cui viene racchiusa anche la piacevolezza della routine, il conoscersi, sentirsi sereni e al sicuro; la noia, invece, è spesso il segnale che qualcosa di importante non viene più nutrito. Capire dove si colloca la sua relazione attuale può aiutarla a fare chiarezza.
La decisione che si trova davanti è indubbiamente difficile e carica di conseguenze, e il suo timore di far soffrire la sua compagna è indice di sensibilità e responsabilità. Tuttavia, è importante ricordare che la sua vita, il suo benessere e la sua autenticità vengono prima di una casa in comune, delle aspettative familiari o delle conseguenze esterne.
Vista la confusione e il dolore che descrive, parlare con una psicologa o uno psicologo potrebbe offrirle uno spazio neutro e sicuro in cui mettere ordine emozioni e pensieri, dandosi in giusto tempo per elaborare la situazione. A volte non serve una risposta immediata, ma qualcuno che aiuti a formulare le domande giuste.
Resto a disposizione, se sente il bisogno di continuare a riflettere su questi temi.
Dott. Sergio Borrelli
Psicologo, Psicologo clinico
Tradate
Buonasera.
Crisi: parola che deriva da un verbo greco che significa "scelgo".
Lei parla di «relazione extraconiugale», ma all'inizio ha scritto di essere fidanzato.
Insomma qualcosa non quadra. Ha investito nella sua relazione con la sua ragazza in un modo che non è chiaro e che potrebbe essere arrivato il momento di chiarirsi.
A volte inciampare fa vedere le cose da un altro punto di vista decisamente utile.
Dott. GILBERTO FULVI
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Buonasera, tra restare o mollare la terza scelta è, venire in terapia di coppia.
Se già hai aspettato tanto, forse puoi dedicare del tempo per trasformare il tuo matrimonio o, eventualmente, uscirne con maggiore serenità e accettazione.
Sono disponibile ad accogliervi online o presso il mio studio in zona Romolo. Buona serata e buon amore.
Dott.ssa Giada Casumaro
Psicologo, Terapeuta, Professional counselor
Rovereto sulla Secchia
Buonasera, è una situazione sicuramente che mette in dubbio ma penso che sia importante prendersi del tempo per ascoltarsi e capire se effettivamente si è perso il sentimento per la persona con cui stai o se magari la routine e la stanchezza vi sta un po' facendo rallentare. Questo è uno stato che capita a qualunque coppia (probabilmente succederà anche se instauri una relazione con questa nuova persona) ma non significa che si è spento per forza ogni tipo di sentimento o rapporto. D'altra parte anche la nuova persona potrebbe potenzialmente essere una compagna e questo va però constatato prendendosi dello spazio per riflettere, per ascoltarsi e capirsi. Da una parte non è tutto perduto e dall altra è da creare ex novo non senza difficoltà. Entrambe sono soluzioni ma quello che conta è andare in profondità e cercare la risposta giusta per te. Ovviamente non si ha mai la certezza delle scelte che si fanno e ciò significa sempre lasciare qualcosa per qualcos'altro.
Per qualunque cosa anche un confronto rimango a disposizione,
Dott.ssa Casumaro Giada
Dott.ssa Ilaria De Pretto
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buonasera, la tua sofferenza nasce da un conflitto reale tra ciò che senti e ciò che temi di perdere. L’incontro con l’altra persona non è solo “infatuazione”, ma un segnale che qualcosa nella relazione di coppia non ti basta più, soprattutto sul piano del desiderio e della vitalità. Restare solo per paura di far soffrire l’altro o delle conseguenze pratiche rischia, nel tempo, di trasformarsi in risentimento e distanza. Prima di decidere, è importante fermarti e chiederti con onestà se nella tua relazione attuale vedi un futuro desiderabile, non solo sicuro. La confusione che provi è comprensibile, ma merita uno spazio di riflessione — anche con un professionista — perché qualsiasi scelta, per essere sana, deve partire dalla verità verso te stesso.
Dott.ssa Angela Borgese
Psicologo, Psicologo clinico
Gravina di Catania
Gentile utente, quello che sta vivendo non è tanto una “scelta tra due donne”, quanto uno scarto improvviso nel suo desiderio. La relazione stabile ha portato sicurezza, legame, progetto; l’incontro extraconiugale ha riattivato invece la scintilla, l’intensità, il sentirsi nuovamente desiderante. In poche parole, non sono due cose facilmente conciliabili.
L’altra persona non è “la soluzione”, ma il segnale che qualcosa nella relazione di coppia si è spento non solo sul piano sessuale, bensì sul piano del desiderio reciproco. E il desiderio, quando non trova più spazio, cerca altrove.
Il senso di devastazione che prova indica che oggi lei è diviso: da una parte la responsabilità, dall’altra ciò che la muove. Non si tratta di essere egoisti o altruisti, ma di non ingannarsi: restare solo per paura di far soffrire l’altro rischia, nel tempo, di svuotare ulteriormente il legame.
La domanda non è: “Chi scelgo?”
ma: “In che relazione posso ancora desiderare, e non solo voler bene?”
Prima di qualsiasi decisione, sarebbe importante fermarsi a chiarire questo punto, magari in uno spazio terapeutico, per non agire spinto solo dall’urgenza o dal senso di colpa.
Un caro saluto.
buongiorno,
Quello che stai vivendo non è affatto raro, ma quando succede può essere profondamente destabilizzante, soprattutto se fino a oggi ti sei sempre percepito come una persona coerente, affidabile, sicura delle proprie scelte. Il senso di smarrimento e di devastazione che descrivi è comprensibile: ti trovi nel mezzo di un conflitto interno complesso, dove si intrecciano lealtà, desiderio, responsabilità e identità personale. È come se parti diverse di te stessero chiedendo cose diverse, tutte legittime, ma difficili da far convivere.

Nella relazione stabile con la tua compagna, da quello che racconti, ci sono elementi solidi e importanti: c’è affetto, c’è attrazione fisica riconosciuta da entrambi, c’è una storia costruita nel tempo e un progetto di vita condiviso. Allo stesso tempo, però, è presente una frustrazione sessuale che dura da tempo e che, nonostante il dialogo, non ha trovato una vera risoluzione. Quando la sessualità resta insoddisfacente a lungo, soprattutto in una convivenza, spesso smette di essere “solo sesso” e diventa il segnale di qualcosa di più profondo: una distanza emotiva, ruoli che si sono irrigiditi, una perdita di vitalità e di scambio nella coppia.

Tu, come molte persone fanno, ti sei adattato. Ti sei detto che sì, ti pesava, ma che in fondo poteva andare bene così. Questo tipo di adattamento è comprensibile e spesso nasce dal voler proteggere la relazione e l’altra persona. Tuttavia, ha un costo emotivo che non scompare: resta in sottofondo e prima o poi chiede di essere ascoltato.

L’incontro con l’altra persona, allora, non va letto solo come un tradimento o una semplice infatuazione. Dal punto di vista psicologico è spesso qualcosa di più: una riattivazione del desiderio, la sensazione di sentirti di nuovo visto, scelto, vivo, in contatto con una parte di te che nella relazione stabile si era progressivamente spenta. Il fatto che tu non pensi solo all’aspetto sessuale, ma anche alla complicità e alla connessione emotiva, è un dato importante: indica che non stai cercando solo eccitazione, ma un’esperienza relazionale più piena.

Questo, però, non significa automaticamente che l’altra persona rappresenti “la scelta giusta”. Le relazioni che nascono in un contesto di evasione o di segretezza tendono a essere amplificate dall’intensità, dall’assenza della quotidianità e dalle responsabilità. Sono spesso molto vere nelle sensazioni che suscitano, ma non sempre sono un metro affidabile per decidere il futuro.

Il punto centrale, infatti, non è tanto scegliere tra “lei o l’altra”, quanto chiederti chi sei tu oggi. La domanda davvero importante non è “devo restare o devo andare via?”, ma “la relazione in cui sono mi rappresenta ancora?”. Stai restando per amore o soprattutto per senso di responsabilità? Per desiderio o per paura di ferire? Per una scelta consapevole o per inerzia? Quando dici che, lasciando la tua compagna, la devasteresti, stai esprimendo un sentimento umano e comprensibile. Allo stesso tempo, è importante considerare che restare senza esserci davvero, emotivamente e affettivamente, può essere una forma di devastazione più lenta e silenziosa anche per l’altro.

L’ambivalenza che vivi, il cambiare idea di giorno in giorno, l’oscillare continuo, non è un segno di immaturità. Al contrario, è spesso il segnale che stai toccando un nodo profondo della tua vita. L’insicurezza che senti per la prima volta può indicare che stai smettendo di funzionare in automatico e che stai iniziando a interrogarti seriamente su ciò che vuoi e su chi vuoi essere.

In questo momento ci sono alcune cose che sarebbe utile evitare: prendere decisioni sull’onda dell’infatuazione, restare esclusivamente per senso di colpa o minimizzare ciò che è successo come se fosse stato solo un incidente senza significato. Allo stesso tempo, può aiutarti molto prenderti uno spazio di riflessione autentica, anche fisico se possibile, per ascoltarti senza pressioni. Può essere importante chiederti se, indipendentemente dall’altra persona, vorresti davvero investire energie concrete per lavorare sulla tua relazione attuale, ad esempio attraverso una terapia di coppia o cambiamenti reali, non solo buone intenzioni. Un supporto psicologico individuale potrebbe inoltre aiutarti non a “scegliere” al posto tuo, ma a capire che tipo di uomo vuoi essere dentro una relazione.

In conclusione, non sei cattivo, non sei egoista e non sei sbagliato. Sei una persona che ha incontrato un desiderio che non riesce più a ignorare. Qualunque strada sceglierai, il criterio più sano non è evitare il dolore a tutti i costi, ma scegliere con onestà, perché il dolore che viene evitato spesso non scompare: semplicemente si accumula e si moltiplica.
Buongiorno, grazie per aver condiviso con tanta sincerità una situazione così dolorosa.
La confusione che descrive è comprensibile quando bisogni emotivi e di coppia sembrano non allinearsi. Prima di prendere decisioni che avranno un forte impatto su più persone, può essere utile fermarsi e chiarire cosa desidera, per fare una scelta per lei consapevole.
Un percorso di confronto con un professionista può aiutarla a fare ordine e scegliere con maggiore consapevolezza. Se lo desidera, può prenotare un colloquio conoscitivo gratutito e raccontarmi la sua storia, insieme capiamo come la posso aiutare. A presto, Dott.ssa Alessandra Corti

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