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Esperienze

Sono il dott. Luca Moratti, psicologo clinico e specializzando in Psicoterapia Sistemico-Relazionale presso la Scuola di Psicoterapia Sistemica Integrata IDIPSI di Parma e psicologo dello sport.

Svolgo la mia attività a Reggio Emilia e online, offrendo consulenze e percorsi di sostegno psicologico per adolescenti, giovani adulti e adulti.

Il mio lavoro ha come obiettivo la promozione del benessere personale e relazionale, accompagnando la persona nei momenti di difficoltà e fragilità per aiutarla a ritrovare equilibrio e nuove risorse.

All’interno della terapia, lo spazio di ascolto e confronto diventa un’occasione per comprendere meglio sé stessi, le proprie relazioni e il contesto di vita, favorendo una maggiore consapevolezza e la possibilità di costruire nuovi significati.

L’approccio sistemico-relazionale pone al centro la persona e le connessioni che la circondano, valorizzando il racconto della propria storia per aprire la strada a nuove prospettive di crescita e benessere.

Altro Su di me

Aree di competenza principali:

  • Psicologo
  • Psicologia clinica
  • Psicologo clinico
  • Psicologia sportiva

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Adulti
Bambini

Tipologia di visite

Consulenza online

Foto e video

Prestazioni e prezzi

  • Colloquio psicologico

    70 €

  • Prima Visita

    70 €

  • Superamento di eventi traumatici

    70 €

  • Sostegno psicologico adolescenti

    70 €

  • Sostegno psicologico

    70 €

Indirizzi (2)

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Studio di Psicologia Dott. Luca Moratti

Via Alberto Pansa 55i, Reggio Emilia 42124

Disponibilità

Telefono

0522 168...

Pazienti accettati

  • Pazienti senza assicurazione sanitaria
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16 recensioni

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  • F

    Ho iniziato il mio percorso con il dottor Moratti più di un anno fa. In questo periodo mi ha aiutato a conoscere meglio me stesso e le mie emozioni, affrontando con maggiore consapevolezza momenti complessi sia a livello personale che lavorativo. Grazie alla sua professionalità e capacità di ascolto, ho sempre trovato un luogo di confronto sicuro, dove mi sono sentito ascoltato e compreso. Esperienza molto positiva

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  • M

    Dopo circa due anni di percorso posso dire che questo terapeuta è stato un punto di riferimento fondamentale per me. Grazie alle sue grandi qualità empatiche, alla capacità di ascolto profondo e a uno sguardo mai giudicante, mi ha aiutato a comprendere meglio me stessa e le mie relazioni, accompagnandomi con rispetto e sensibilità anche nei momenti più difficili. Un professionista attento, umano e competente, che consiglio sinceramente.

     • Studio di Psicologia Dott. Luca Moratti colloquio psicologico  • 

  • F

    Quando mi sono rivolta al dott. Moratti stavo attraversando un periodo di forte vulnerabilità. Grazie al suo metodo, alla capacità di ascolto e alla sua sensibilità professionale sono riuscita ad affrontare parti importanti e complesse della mia storia personale, ritrovando gradualmente stabilità e chiarezza.
    Il dott. Moratti ha riconosciuto e valorizzato le mie risorse, guidandomi con competenza e presenza nello sviluppo di nuove modalità di comprendere me stessa e il mondo circostante. La sua accoglienza e la capacità di creare uno spazio sicuro e attento mi hanno permesso di recuperare una connessione profonda con il mio mondo interiore, di riconoscere i miei bisogni e di acquisire strumenti concreti per gestire le difficoltà e trasformarle in opportunità di crescita.
    Gli sono profondamente grata per la professionalità, la cura, la fiducia e l’empatia che ha saputo trasmettermi. Il lavoro svolto insieme ha rappresentato un punto di svolta significativo e fondamentale nella mia vita.

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  • I

    Consiglierei a chiunque il Dr. Moratti, per professionalità, empatia, accoglienza, ascolto, efficacia e presenza. Ha saputo accogliere mio figlio in una fase delicata del suo percorso sportivo e scolastico, prenderlo per mano, rialzarlo e rifarlo credere in se stesso, donandogli la fiducia che gli mancava e questo sempre attraverso ovviamente il dialogo ma soprattutto col sorriso, l’ironia e la complicità perfetta. Grazie infinite.

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  • D

    Ho iniziato un percorso con il dott. Moratti in un momento di grossa fatica e sofferenza della mia vita, in cui ero confusa e spaventata da quanto mi stava accadendo. Luca è riuscito ad accogliermi e ad ascoltarmi senza giudizio e mi ha aiutata ad iniziare un percorso di conoscenza di me stessa e delle mie relazioni, che mi ha portato, passo dopo passo, a comprendermi, amarmi e rimettere insieme i pezzi della mia vita in modo finalmente scelto e consapevole. Consiglio a tutti questo professionista, per la sua competenza ma anche per la sua umanità

     • Studio di Psicologia Dott. Luca Moratti colloquio psicologico clinico  • 

  • S

    Mi ispira un desiderio di affidamento, speranza e tranquillita, perciò mi ispira fiducia

     • Studio di Psicologia Dott. Luca Moratti colloquio psicologico individuale  • 

  • F

    Devo ringraziare il Dott.Moratti, mi ha accolto in un momento di fragilità e mi ha aiutato, grazie al suo modo accogliente ed empatico, a ricostruire la mia storia. Mi ha permesso di accogliere le parti che più mi ferivano, guidandomi nel prendermene cura.
    Grazie!

     • Studio di Psicologia Dott. Luca Moratti colloquio psicologico  • 

  • C

    Il dottore mi ha offerto spunti di riflessione davvero molto utili, che mi hanno aiutato a vedere le cose da una prospettiva nuova. Ho apprezzato la sua capacità di guidarmi con chiarezza e professionalità, rendendo l’incontro arricchente e costruttivo.

     • Studio di Psicologia Dott. Luca Moratti colloquio psicologico di coppia  • 

  • P

    Abbiamo conosciuto il Dott. Luca Moratti quando nostra figlia era ancora molto giovane e affrontava alcune difficoltà scolastiche e personali. Grazie al suo supporto competente e appassionato, oggi è una giovane adulta serena, autonoma e realizzata.

    Il Dott. Moratti ha dimostrato una rara capacità di entrare in relazione con i ragazzi, guidandoli con empatia e rispetto. È stato un punto di riferimento importante non solo per i nostri figli, ma anche per noi genitori, aiutandoci ad affrontare con maggiore consapevolezza le sfide educative.

    Anche nostro figlio, pur senza difficoltà evidenti, ha beneficiato del suo percorso con il dottore, ritrovando motivazione e fiducia in sé stesso.

    La presenza costante, i consigli equilibrati e la professionalità del Dott. Moratti hanno avuto un impatto significativo sul benessere della nostra famiglia. Gli siamo profondamente grati.

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  • S

    Il Dott. Moratti mi ha seguito fin dalle medie, aiutandomi a crescere sia nello studio che nello sport. Non mi ha mai dato soluzioni pronte, ma mi ha guidato a trovarle da solo, facendomi sentire sempre ascoltato e compreso. Ha un modo raro di unire professionalità ed empatia, creando un rapporto di fiducia autentico. Consigliatissimo!

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Risposte ai pazienti

ha risposto a 15 domande da parte di pazienti di MioDottore

Buonasera Gentili Dottori e Buon inizio di un Nuovo Anno. Stavo con un uomo piu' grande di me di 15 anni..io ho 30 anni, uomo con cui pensavo ci potesse essere una relazione seria ma ho capito tempo dopo che per lui era solo una relazione fisica,.nessun sentimento, a differenza dei miei sentimenti...l'ho capito per una situazione spiacevole creata da me per cui ora mi sento in colpa, penso di aver rovinato tutto..in quel periodo mia madre stava molto male (scoperto una brutta malattia e dopo qualche mese è morta) ma dopo aver avuto un rapporto fisico con quest' uomo, gli confidai di mia madre, della mia preoccupazione credendo di ricevere da parte sua parole di conforto, un abbraccio ma invece si era come trasformato; con un tono infastidito, mi disse: "allora pensa a tua mamma, falla contenta, mi spiace per tua mamma; se vuoi possiamo continuare a parlare come facevamo prima, io mi trovavo bene a parlare con te, ho raccontato a te cose che non ho mai raccontato a nessuno, se non mi vuoi piu' salutare non mi salutare nemmeno.
Ho sbagliato, e' stato un impulso, colpa del lavoro, sono stato un cretino, io che sono più grande di te" .Lui parlava velocemente mentre io non riuscivo a dire niente perché mi ero accorta che quando provavo a pronunciare qualche parola, avevo la voce rotta e cercavo di trattenere le lacrime ma non riuscivo..In realtà nei suoi occhi leggevo altro rispetto a questo suo discorso sconnesso, incomprensibile..Sicuramente ho sbagliato il momento, forse l'ho ferito involontariamente e magari lui aveva altri problemi in testa e sono stata insensibile..ho deciso di confidarmi con lui data la nostra intimità e mi sentivo bene con lui. Dopo un anno da tutto ciò in cui non c'è stato più niente, nessun contatto, nessun rapporto, ci siamo rincontrati per caso ma si è comportato facendo l'indifferente ( penso che sia peggio dell'odio) abbassando la testa nel passare vicino a me, evitandomi e trattandomi da estranea..è come se mi volesse punire..di sua iniziativa non mi ha detto neanche un ciao, sono stata io a dirgli "ciao" dopo aver esitato per un po' nel trovarmelo di fronte a me..lui penso sorpreso nel rivedermi, ha solo risposto "ciao".. avrei voluto chiedergli come stesse ma ho avuto paura che si infastidisse..io non riesco a provare odio nonostante quell' episodio..mi è dispiaciuto questo suo comportamento..non so più che pensare, come comportarmi..Vi ringrazio per il vostro parere ed aiuto.

Gentile Utente,
la ringrazio per aver condiviso una storia così carica di emozioni e di dolore. Dalle sue parole emerge quanto questo legame sia stato significativo per lei, soprattutto perché vissuto in un momento di grande vulnerabilità della sua vita, segnato dalla malattia e poi dalla perdita di sua madre.

È comprensibile che, in un contesto di intimità fisica ed emotiva, lei abbia sentito il bisogno di confidarsi e di cercare conforto. Il desiderio di essere ascoltati, accolti e sostenuti in un momento così difficile non è un errore, né un segno di insensibilità. La reazione dell’uomo che descrive sembra invece indicare un limite suo nel tollerare un coinvolgimento emotivo più profondo, limite che non coincide necessariamente con una colpa o una mancanza da parte sua.

Il senso di colpa che oggi la accompagna (“ho sbagliato il momento”, “l’ho ferito”, “ho rovinato tutto”) appare molto forte e rischia di farle attribuire a sé una responsabilità che, in realtà, nasce da una dinamica relazionale asimmetrica: lei cercava vicinanza e riconoscimento, lui sembrava orientato a mantenere una distanza emotiva. In una prospettiva sistemica, ciò che accade tra due persone non dipende mai da uno solo, ma dall’incontro o dallo scontro tra bisogni, tempi e possibilità differenti.

Il comportamento evitante che ha avuto nell’incontro successivo può essere stato per lei particolarmente doloroso, perché riattiva sentimenti di rifiuto e invisibilità. È comprensibile che questo la lasci confusa e ferita, soprattutto considerando che lei non riesce a provare rabbia ma resta con molte domande aperte e con un senso di tristezza.

Più che capire cosa lui pensi o perché si comporti così, forse oggi il punto centrale è dare spazio a ciò che questa relazione ha mosso dentro di lei: il bisogno di essere vista, accolta, scelta, e il dolore legato a perdite importanti non ancora completamente elaborate. Un percorso di supporto psicologico o psicoterapeutico potrebbe aiutarla a comprendere meglio questi vissuti, a ridurre il senso di colpa e a ritrovare maggiore chiarezza su ciò che desidera e merita nelle relazioni.

Prendersi cura di sé e delle proprie emozioni è un passo importante, soprattutto dopo esperienze così intense.
Le auguro di poter trovare uno spazio in cui sentirsi ascoltata e accompagnata.

Un caro saluto.

Dott. Luca Moratti

Buon pomeriggio e Buon Anno Gentili Dottori..Vorrei scrivo perché mi sento inutile..ho 33 studio farmacia e nonostante sia in ritardo e lenta, quando sostengo gli esami prendo ottimi voti, seguo le lezioni, partecipo..ma nonostante ciò mi sento inutile , anche se mi laureassi nessuno verrebbe a chiedere consiglio a me e non sarei in grado di salvare la vita a nessuno..questo perché la figlia di una amica di mia sorella si è laureata a 24 anni in medicina ed e' riuscita anche a capire che un suo familiare aveva una insufficienza cardiaca e viene elogiata da tutti : " è brava, si vede che ha la passione, è riuscita a salvarle la vita " " ci vuole un medico in famiglia"..mi sento inutile..non so neanche fare una puntura.. dopo che è morta mia madre ho pensato che se avesse avuto una figlia come lei non sarebbe morta..e poi quando mia madre stava male, mia sorella fece vedere le analisi a questa ragazza (all'epoca non ancora laureata" e siccome le disse che doveva fare una ecografia, allora mia sorella
disse" solo una studentessa di medicina è riuscita a capire " e mi disse mi disse tempo fa: "i farmacisti non sono medici, non dovrebbero consigliare"...penso che già esistendo questa ragazza ed altre persone perfette laureate giovani e con 110, non ha senso la mia laurea, penso che non mi sceglieranno per un lavoro. Vi chiedo cosa dovrei fare, non so come poter reagire, continuare a studiare. Grazie per il vostro tempo.

Gentile Utente,
la ringrazio per aver condiviso una parte così delicata e dolorosa della sua storia. Dalle sue parole emerge una sofferenza profonda, fatta non solo di confronto e senso di inadeguatezza, ma anche di un lutto importante che sembra ancora molto presente: la perdita di sua madre.

Il sentimento di “inutilità” che descrive non appare legato alle sue reali competenze, che anzi lei stessa riconosce come buone, quanto piuttosto a un confronto continuo con modelli percepiti come “perfetti” e a messaggi svalutanti ricevuti nel tempo, soprattutto all’interno di relazioni significative. In una prospettiva sistemica, il modo in cui gli altri la guardano e le parole che le sono state rivolte possono aver contribuito a costruire un’immagine di sé molto severa, che oggi sembra parlare al posto suo.

È comprensibile che, dopo la malattia e la morte di sua madre, si sia attivato anche un senso di colpa o di impotenza (se fossi stata diversa, se avessi saputo di più), ma è importante ricordare che attribuirsi una responsabilità così grande è spesso una forma di dolore che cerca un colpevole, più che una valutazione realistica dei fatti.

Il punto centrale sembra essere quanto oggi lei faccia fatica a riconoscere il proprio valore, al di là dello sguardo degli altri. Il valore di una persona non si può misura né dall’età della laurea né dal confronto con il percorso altrui. Medicina e farmacia sono ruoli diversi, entrambi fondamentali, e nessuno dei due salva o fallisce da solo.

Per questo, più che una risposta su cosa fare nello studio, potrebbe essere utile prendersi uno spazio per sé, in cui poter elaborare il lutto, il senso di inadeguatezza e il confronto costante che la fa soffrire. Un percorso di supporto psicologico o psicoterapeutico potrebbe aiutarla a rimettere ordine in questi vissuti e a costruire uno sguardo su di sé più gentile e realistico.

Chiedere aiuto in momenti come questo non è un segno di debolezza, ma un modo per prendersi cura di sé.
Le auguro di poter trovare uno spazio in cui sentirsi ascoltata e accompagnata.

Un caro saluto.

Dott. Luca Moratti
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