Buon Giorno ho ricevuto le risposte alla mia domanda. Ma io sono in alimentazione controllata ma son

45 risposte
Buon Giorno ho ricevuto le risposte alla mia domanda. Ma io sono in alimentazione controllata ma sono anche in menopausa e non dimagrisco. Volevo sapere se ci sono antidepressivi che non facciano ingrassare perché se continuo ad ingrassare vado ancora di piu in depressione
Dott.ssa Ilaria Rasi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Bologna
Buongiorno, l'aumento ponderale come conseguenza del farmaco è molto soggettivo ed in generale è un effetto collaterale di molti psicofarmaci. Ha considerato la possibilità di seguire un percorso psicologico per snocciolare la radice dello stato depressivo? Mi contatti privatamente nel caso

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Dott.ssa Monica Vimercati
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Vimercate
Gentilissima,
Purtroppo non essendo una Psichiatra non sono in grado di dare un'adeguata risposta al suo quesito. Tuttavia, come scrive la mia collega, potrebbe esserle molto utile cercare di indagare più a fondo il suo stato depressivo attraverso un percorso di terapia o sostegno psicologico. Per quanto riguarda l'aspetto dell'alimentazione, le consiglio vivamente di rivolgersi alla nutrizionista che la sta già seguendo, per sottoporle la questione. Sicuramente sarà in grado di supportarla e indicarle l'alimentazione più idonea per il suo benessere. Se dovesse sentirsi a disagio con il cibo e avverte la sensazione di perdere il controllo potrebbe esserle utile approcciarsi alla pratica di Mindful Eating, resto a sua disposizione per eventuali chiarimenti.
Un caro saluto, dott.ssa Vimercati Monica
Dott.ssa Lavinia Dilillo
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno, comprendo il suo disagio, come hanno già scritto i miei colleghi dovrebbe parlare con il medico che le ha prescritto la cura per valutare cosa sia più giusto fare. Per qualsiasi cosa mi contatti pure.
Cordiali Saluti
Dott.ssa Lavinia Dilillo
Dott.ssa Elisa Galantini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno, certamente rivolgersi al medico che le ha prescritto i farmaci è un primo passo da compiere per chiarire i dubbi sui farmaci che la appesantiscono. Potrebbe valutare l'ipotesi di affiancare alla farmacologia un'esplorazione psicologica più profonda, che la sostenga sia nell'affrontare le contraddizioni di un farmaco che ha paura la faccia ingrassare ma sente che le può servire per alleggerirsi dalla depressione, sia le cause psichiche di questo profondo dolore che si trascina mettendola in una posizione di impossibilità. Un cordiale saluto Dott.ssa Elisa Galantini
Dott. Valeriano Fiori
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Salve, parli con il suo medico e veda se esistono altri farmaci che evitano l'aumento del peso.
I farmaci in generale hanno effetti collaterali, ma non tutti sono uguali.
Buona giornata.
Dott. Fiori
Dr. Giorgio Ioimo
Psicologo, Psicoterapeuta
Torino
Buongiorno con la psicoterapia breve strategica e l'ipnosi applicata alle diete è possibile perdere peso

Dott. Ioimo
Dott.ssa Sabrina Scarpetta
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Salerno
buonasera per quanto riguarda i farmaci deve parlarne con il medico che glieli ha prescritti. le consiglio un percorso psicoterapeutico dal quale sicuramente troverà giovamento . per qualsiasi informazione resto a sua disposizione . cordiali saluti
Dott.ssa Sabrina Marini
Psicologo, Psicologo clinico
Brescia
Buongiorno,
rispetto al farmaco che assume dovrebbe contattare il medico che gliel'ha prescritto per confrontarsi sugli eventuali effetti che riscontra. L'indicazione potrebbe essere di esplorare il fulcro dello stato depressivo con uno psicoterapeuta, non solo tenerlo a bada.
Buona giornata!
Dott. Alessandro D'Agostini
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Buongiorno, purtroppo non so quale sia la domanda precedente. Riguardo a questa, posso dirle che l'incremento ponderale in alcuni farmaci è molto soggettivo, in altri meno. Per cui contatti il suo psichiatra e chieda a lui se alcuni farmaci escludono la possibilità di aumentare di peso. Un saluto, Dott. Alessandro D'Agostini
Buonasera, come già consigliato dai colleghi la risposta al farmaco è diversa da persona a persona e può dipendere da diversi fattori.
Le consiglio di parlarne con il medico che glielo ha prescritto.
Perché non valuta la possibilità di un sostegno psicologico?
Cordiali saluti
Dr. Patrizia De Sanctis
Dott. Donato Scorza
Psicologo, Psicoterapeuta
Brescia
Buonasera signora, questo quesito lo deve rivolgere al medico che le prescrive i farmaci. Le consiglio di esplicitare in modo chiaro il suo vissuto e la richiesta che riguarda i farmaci. Ci sono molteplici interventi possibili per poter tentare di risolvere questo tipo di problema.
Saluti
Dott. Donato Scorza
Dott.ssa Maria Cristina Pacella
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Come consigliato sarebbe opportuna una psicoterapia per indagare le ragioni dello stato depressivo e sui motivi profondi che la legano al peso e alla fisicità. Le sue preoccupazioni sembrano piuttosto pressanti. Provi a fare un primo incontro con un terapeuta, troverà di certo sollievo. Un caro saluto
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Gentile utente di mio dottore,
come già consigliato dai colleghi la risposta al farmaco è diversa da persona a persona e può dipendere da diversi fattori. Si confronti con il medico che le ha prescritto il farmaco su questo aspetto.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
Dr. Manuel Marco Mancini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno,
se il motivo del farmaco è la depressione, allora è utile un percorso che possa indagare le cause, e formulare un percorso riabilitativo, cercando di enfatizzare le sue risorse.
Per quanto riguarda il farmaco invece, l'unica cosa da fare è confrontarsi con il medico che le ha prescritto la cura e cercare insieme a lui una soluzione.
Un saluto,
MMM
Dott.ssa Eleonora Riva
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Buongiorno signora, oltre allo psichiatra che le ha prescritto il farmaco dovrebbe consultate un bravo nutrizionista che possa comprendere nello specifico quali sono i problemi che il farmaco le procura e consigliare un eventuale cambio. Io se vuole posso consigliarle un nutrizionista, collaboro con uno dei migliori di Milano. Nel caso mi scriva in
privato.
Per la depressione inoltre sarebbe una buona idea affiancare al farmaco un percorso individuale in modo da risolvere i motivi che la innescano e non dover prendere farmaci troppo a lungo
Dr. Gianpietro Rossi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Brescia
Buongiorno, se teme effetto collaterale dei farmaci esiste la terapia della depressione a livello psicoterapeutico. Inoltre il dimagrimento può avvenire senza ulteriori controlli alimentari privanti che rallenterebbero ulteriormente il suo metabolismo, attraverso pratiche basate sul Mindful Eating.
Saluti,
Dr Gianpietro Rossi
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace per il disagio espresso. Affrontare il suo malessere all'interno di un percorso psicologico è, in primis, fondamentale per cercare di trovare cause e fattori di mantenimento dei sintomi depressivi. Successivamente, quando starà sufficientemente meglio, potrebbe pensare a fare uno sport o dell'attività fisica? E' un antidepressivo naturale.
Ma la psicoterapia è indispensabile per affrontare le cause ed i fattori di mantenimento del disturbo.
Cordialmente, dott. FDL
Dott.ssa Cristina Canino
Psicologo, Terapeuta, Psicologo clinico
Napoli
Buonasera,
mi rendo conto dalle sue parole che il peso, quindi forse l'autoimmagine (l'immagine che ha di se stesso) è qualcosa di molto importante per Lei.
Gli antidepressivi fanno ingrassare, quasi tutti. Può comunque chiedere al suo psichiatra di fiducia.
Rispetto a quanto detto sopra e alle ragioni della sua depressione, io se fossi al suo posto andrei a ricercare le vere motivazioni. Anche per non essere più schiavo dei farmaci e piacermi di più.
Saluti.
Dott.ssa Canino
Dott.ssa Cinzia Moleri
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Sarnico
Si rivolga allo psichiatra di fiducia, La aiuterà a sciogliere i suoi dubbi.
Dott.ssa Barbara La Bella
Psicoterapeuta, Psicologo, Terapeuta
Milano
Gentile Signora vorrei aggiungere al prezioso contributo di tutti i colleghi due punti che potrebbero essere di aiuto: si consigli anche con il suo medico di base per verificare il funzionamento della tiroide che è una ghiandola che regola il nostro metabolismo e che con il passare degli anni e la menopausa potrebbe rallentare il consumo energetico e generare accumuli di peso. Inoltre, in assenza di altre patologie, inizi a muoversi, faccia delle passeggiate con buone scarpe, via via più lunghe, vedrà che ne beneficerà sia il fisico che l'umore.
Rimango a disposizione
dott.ssa Barbara La Bella
Dott. Davide Bregoli
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Quinzano d'Oglio
Buongiorno, rispetto all'assunzione del farmaco dovrebbe confrontarsi con il medico che l'ha prescritto rispetto ai possibili effetti collaterali.
Tuttavia, potrebbe essere maggiormente proficuo capire il fulcro dello stato depressivo con uno psicoterapeuta per aiutarla a superare tale difficoltà.
Dott. Alessandro Conforti Di Lorenzo
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Curtarolo
Salve, non credo lei possa trovare consigli sui farmaci in questo sito, piuttosto un consulto per sapere come poter gestire altre problematiche in rete con psichiatra e nutrizionista, aiutandola a scoprire risorse interne a lei stessa per vivere al meglio la sua vita. Ha provato a chiedere anche solo una consulenza online?
Dott.ssa Laura Del Coco
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Lecce
Certo che esistono antidepressivi che non diano come effetto come l'aumento del peso. La terapia farmacologica però va concordata con il medico psichiatra che le saprà indicare sicuramente il farmaco più idoneo alla problematica ed al suo corpo. L'importante è che lei guardi alla persona a 360° per potersi comprendere meglio magari anche grazie ad un sostegno psicologico che la possa aiutare a comprendere cosa si scatena dentro di sè. Rimango a disposizione. Cordiali Saluti. Dott.ssa Laura Del Coco.
Dott. Mauro Vargiu
Psicoterapeuta, Sessuologo, Psicologo
Milano
Gentile utente, può cambiare farmaco con il medico che la ha in cura esponendogli la sua problematica saprà prescriverle una terapia più adeguata alle sue richieste, non tutti i farmaci depressivi fanno ingrassare, abbia fiducia nel suo medico e lo contatti.

Cordialmente

Dr Mauro Vargiu
Dott.ssa Antea Viganò
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pessano con Bornago
Buongiorno gentile utente, l'aumento ponderale come conseguenza del farmaco è molto soggettivo ed in generale è un effetto collaterale di molti psicofarmaci. Le consiglio, se possibile, di iniziare un percorso terapeutico
cordiali saluti
AV
Dott.ssa Beatrice Taveggia
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Arese
Buongiorno, la somministrazione farmacologica è argomento di interesse del medico curante/psichiatra che le ha prescritto i farmaci. Le consiglio di rivolgersi al suo medico di riferimento per avere i necessari chiarimenti rispetto all'aumento ponderale. Le consiglio di intraprendere un percorso psicologico per andare a fondo della sintomatologia depressiva che accenna.
Resto a disposizione e le auguro una buona giornata.
Dott.ssa Beatrice Taveggia
Gentile utente, le consiglio di rivolgersi al medico che le ha prescritto il farmaco; sicuramente le darà informazioni più precise al riguardo.
Resto comunque a disposizione per qualsiasi dubbio. Dott.ssa Federica Belluccio
Dott. Luca Russo
Psicologo, Psicologo clinico, Sessuologo
Varese
Gentile utente, per quanto riguarda l'aspetto farmacologico le consiglio di contattare il suo medico di riferimento che le darà, sicuramente, tutte le indicazioni in merito alla sua situazione.
Inoltre, potrà esserle di supporto , intraprendere un percorso psicoterapeutico aggiungendo delle sedute di ipnosi che saranno certamente utili per la sua difficoltà.
Resto a disposizione per un incontro, consulenza o qualsiasi chiarimento o domande che vorrà sottopormi.
Un abbraccio.
Dr. Luca Russo

Dott.ssa Cristina Campigli
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Sarnico
Accolgo la sua preoccupazione. Per quanto riguarda l'assunzione del farmaco deve parlarne con il professionista medico ma le consiglio, a questo punto della sua vita, di accompagnare la cura farmacologica a quella terapeutica della psicoterapia. Resto a disposizione per un eventuale colloquio. Buone cose
Dott.ssa Aurora Quaranta
Psicologo, Psicoterapeuta
Vimodrone
Buongiorno, la invito a parlarne con il suo medico di base ed eventualmente consultare lo specialista
Salve , per informazioni riguardo i farmaci le consiglio di rivolgersi al medico di riferimento, però potrebbe essere il caso di intraprendere anche un percorso psicologico per capire le dinamiche che le arrecano disagio ed accompagnare così la terapia farmacologica a quella psicologica per risolvere alla radice il problema.
Resto a sua disposizione
Distinti Saluti
Dr Marziani
Dott.ssa Lara Toscano
Psicologo, Psicologo clinico
Pessano con Bornago
Gentile utente, l'assunzione di farmaci e l'effetto degli stessi è una questione molto soggettiva, motivo per cui le consiglierei di discutere della stessa col suo specialista di riferimento. Un'ulteriore riflessione però potrebbe essere relativa al suo modo di vivere l'aumento del peso, condizione evidentemente per lei non desiderabile e che quindi pare peggiorare lo stato depressivo. Un percorso con uno psicologo o psicoterapeuta potrebbe essere utile, affiancato al lavoro che svolge con gli altri professionisti necessari. Cordialmente
Dott.ssa Sonia Ghislanzoni
Psicoterapeuta, Psicologo
Conegliano
Buongiorno, in riferimento al farmaco le consiglio di rivolgersi allo specialista che lo ha prescritto e inoltre potrebbe considerare di affiancare alla terapia farmacologia un percorso psicologico.Un caro saluto, Dott.ssa Sonia Ghislanzoni
Dott. Diego Emmanuel Cordoba
Psicologo, Psicologo clinico
Bergamo
In ambito psicologico sistemico relazionale, potremmo considerare che la relazione tra alimentazione controllata, menopausa e depressione potrebbe essere influenzata da diversi fattori interconnessi.
Prima di prendere in considerazione l'uso di antidepressivi, potrebbe essere utile esplorare in profondità con un professionista della salute mentale o un dietologo/nutrizionista le dinamiche che stanno influenzando il tuo peso e il tuo stato emotivo. Ad esempio, potrebbe esserci un bisogno non soddisfatto o una difficoltà relativa all'alimentazione che sta contribuendo alla depressione.
Inoltre, è possibile che ci siano alternative agli antidepressivi che potrebbero non causare un aumento di peso. Alcuni antidepressivi possono avere effetti collaterali diversi per ogni individuo; quindi, potrebbe essere utile discutere con il medico o lo psichiatra su opzioni alternative che potrebbero essere più adatte al tuo caso specifico.
Infine, è importante considerare che l'approccio sistemico relazionale potrebbe aiutare a esplorare le dinamiche familiari o relazionali che potrebbero avere un impatto sulla tua salute mentale e fisica, e potrebbe essere utile lavorare su queste dinamiche insieme a un professionista. Rimango a tua disposizione per un eventuale colloquio di consultazione.
Dott. Cordoba
Dott. Alessandro Orlando
Psicologo, Psicologo clinico
Melegnano
Buongiorno, come immagino avrà letto da molti colleghi è molto importante affidarsi a una equipe multidisciplinare per seguire al meglio il suo problema. L'aumento del peso comprendo sia un fattore cruciale, e proprio per questo dovrebbe trovare un punto di svolta attraverso le cure mediche e psicoterapiche. Le auguro il meglio. A.O.
Dott.ssa Daphne Oliveti
Psicologo, Psicologo clinico
Cumiana
Buongiorno, e grazie per aver condiviso con noi la sua situazione, può essere d'aiuto anche ad altre persone. L'aumento di peso è uno degli effetti indesiderati più comuni che comunque dipendono sempre dalla persona, ma come tutte le cose può essere compreso e modificato. Ad esempio, si potrebbe capire come mai si innesca questo meccanismo e si potrebbe lavorare sulla modifica degli stili di vita per non subire una condizione organica che non dipende da lei. Nel momento in cui ci si ritrova in una situazione che "non ci piace", comprenderla è il primo passo per modificarla.
Se volesse ulteriori delucidazioni non esiti a contattarmi, insieme possiamo creare un percorso specifico per la sua condizione che le permetterà di definire nuovi obiettivi per una vita più consapevole .
Dott.ssa Alice Fazzina
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quartu Sant'Elena
Buongiorno, come hanno già detto i colleghi comprendiamo il suo disagio dovrebbe, però parlare con il medico di fiducia per valutare cosa sia più giusto fare. Per qualsiasi cosa mi contatti pure. Cordiali Saluti Dott.ssa Fazzina
Dott.ssa Sandra Petralli
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pontedera
Salve signora, per gli effetti farmacologici e le eventuali sostituzioni deve rivolgersi al medico che le ha prescritto i farmaci.
Saluti, dott.ssa Sandra Petralli
Dott.ssa Silvia Caruso
Psicologo, Psicologo clinico
Palazzolo sull'Oglio
Buongiorno, il consiglio che mi sento di darle è - qualora non fosse già seguita - di iniziare un percorso psicologico per poter essere accompagnata e aiutata rispetto a questa problematica che l'affatica così tanto.
Salve, il problema della mancata perdita di peso in modo sano, può dipendere da vari fattori; la prima cosa da fare senza andare in panico è intraprendere un percorso di educazione alimentare, sulla motivazione e autostima e sulla sua storia personale. Potrebbe contattarmi e raccontarmi in consulenza, tutta la sua storia per capirne tutti i fattori. Resto a sua disposizione.
Dott.ssa Valeria Carolina Paradiso
Psicologo, Sessuologo, Psicologo clinico
Bollate
Buongiorno, nei limiti di un consulto virtuale le segnalo che sicuramente ci sono antidepressivi che hanno meno probabilità di farla ingrassare.
La fluoxetina, o stabilizzatori dell'umore come la lamotrigina, ad esempio, hanno un rischio minore di causare un aumento di peso rispetto ad altri farmaci della stessa categoria.
Spero di averle risposto, un caro saluto

Hai detto:
Le testimonianze adolescenti, questa cosa proprio mi mette reazzo della sua adolescenza attiva e imito in maniera tecnica, attiva leghe delle parti che lei conosce, e che per lei le rende veramente importanti, perciò nonostante si sia costruita una vita familiare più o meno soddisfacente, abbia anche, abbia fatto dei progetti, una vita strutturata dal punto di vista attuale compagno, con questa persona, un ragazzo di quando lei aveva 13 anni, e come se rimanesse forse un po' la sua parte adolescente, di cui inevitabilmente si ha bisogno.
ChatGPT ha detto:
Ti restituisco quello che hai scritto in una forma più chiara e leggibile, senza tradirne il senso.

Riformulazione

Le testimonianze dell’adolescenza hanno un peso molto forte: questa cosa mette in risalto quanto la sua adolescenza sia ancora “attiva” dentro di lei. In modo quasi tecnico, lei continua ad attivare e a collegare parti di sé che conosce bene e che per lei sono profondamente importanti.

Per questo, nonostante si sia costruita una vita familiare tutto sommato soddisfacente, abbia fatto dei progetti e una vita strutturata con l’attuale compagno, resta comunque legata a una persona della sua adolescenza, un ragazzo di quando aveva 13 anni.
È come se una parte di lei fosse rimasta lì, nella sua dimensione adolescente — una parte che, in fondo, è inevitabile e anche necessaria per continuare a sentirsi viva e intera.

Se vuoi, possiamo anche renderlo più tecnico (psicologico) oppure più narrativo.

Hai detto:
piu psicologico, ma sii incoraggiante
ChatGPT ha detto:
Ecco una versione più psicologica, mantenendo un tono caldo e incoraggiante:

Le testimonianze della sua adolescenza non indicano una regressione, ma la presenza di una parte del Sé ancora viva e integrata, che continua a svolgere una funzione psichica importante. In termini psicodinamici, possiamo pensare a una “parte adolescente” che non è stata rimossa né scissa, ma che rimane disponibile come risorsa affettiva, identitaria e desiderante.

Il legame con il ragazzo dei suoi 13 anni non va letto come un semplice attaccamento al passato, ma come un oggetto interno che rappresenta un tempo in cui si sono formati bisogni fondamentali: il sentirsi vista, scelta, unica, emotivamente accesa. Anche oggi, dentro una vita adulta strutturata, questa traccia relazionale continua a fornire continuità del Sé, senso di coerenza e vitalità.

Il fatto che abbia costruito una relazione stabile, una famiglia e dei progetti dimostra che questa parte adolescenziale non ostacola la maturità, ma la accompagna. Anzi, spesso è proprio la possibilità di restare in contatto con le proprie parti più giovani che permette una maggiore flessibilità emotiva, creatività relazionale e capacità di desiderare.

In questo senso, ciò che emerge non è una difficoltà a crescere, ma una buona integrazione delle diverse età psichiche: la donna adulta e la ragazza che è stata non sono in conflitto, ma dialogano. Ed è proprio questo dialogo interno che rende una vita affettiva più ricca, profonda e autentica.

Se vuoi, posso anche declinarlo in chiave più clinica (attaccamento, trauma, oggetti interni) o più esistenziale.

Hai detto:
No, va bene, solo la prima parte, quella dell'adolescenza va spiegata molto meglio, cioè spiega le chiavi. Probabilmente non è solo lui, ma che questo ragazzo appunto c'ha in qualche modo un significato per lei, no? Ma che le due cose possono coesistere.
ChatGPT ha detto:
Perfetto, allora approfondisco solo quella parte, chiarendo bene le “chiavi” psicologiche.

Quando diciamo che la sua adolescenza è ancora “attiva”, non intendiamo che lei sia rimasta bloccata lì, ma che alcune funzioni psichiche tipiche di quell’età sono rimaste operative: la capacità di sentire intensamente, di idealizzare, di vivere i legami come portatori di identità (“chi sono io per qualcuno?”), di sentire il desiderio come qualcosa che dà forma al Sé.

In adolescenza non si formano solo relazioni, ma le prime rappresentazioni profonde di sé in relazione all’altro: come vengo amata, quanto valgo, se posso essere scelta, se il mio desiderio conta. Quel ragazzo, quindi, non è importante solo in quanto persona reale, ma come figura simbolica legata a quel momento di costruzione dell’identità. È diventato una sorta di depositario di un’esperienza originaria di riconoscimento e di intensità emotiva.

Questo significa che il suo attaccamento non è tanto “a lui” quanto a ciò che lui ha incarnato: una versione di sé più giovane, più esposta, più viva, più desiderante. Lui è il punto di ancoraggio di quella parte del Sé.

Ed è qui la cosa importante e sana: questa dimensione può coesistere con la vita adulta. Non entra automaticamente in competizione con la relazione attuale, la famiglia o i progetti. Serve piuttosto a mantenere una continuità interna: la donna che è oggi non ha dovuto amputare la ragazza che è stata per diventare adulta.

In altre parole, non è una fedeltà al passato contro il presente, ma una fedeltà a una parte di sé che ha bisogno di restare viva per non sentire la propria vita affettiva come svuotata o puramente funzionale.

E questo, dal punto di vista psicologico, è spesso un segno di ricchezza psichica, non di fragilità.

Hai detto:
Okay, meno complicato, però. E spiegale quello che ti ho chiesto prima.
ChatGPT ha detto:
Certo — lo dico in modo più semplice, ma senza perdere il senso.

Quando diciamo che la sua adolescenza è ancora “attiva”, non vuol dire che lei viva nel passato. Vuol dire che quella fase della vita ha lasciato dentro di lei qualcosa di molto importante: il modo in cui ha imparato a sentirsi amata, desiderata, vista come persona unica. In adolescenza non si vive solo il primo amore, si costruisce anche una parte fondamentale dell’identità emotiva.

Quel ragazzo dei suoi 13 anni, quindi, non è importante solo come individuo, ma come simbolo di quel periodo: rappresenta la prima volta in cui si è sentita riconosciuta, speciale, intensamente viva. In un certo senso, lui è legato alla nascita di una parte di lei.

Questo significa che non è “solo lui”, ma quello che lui ha significato: una versione di sé più giovane, più sensibile, più aperta al desiderio e al sogno. Lui è diventato il punto in cui quella parte si è fissata.

E la cosa importante è che questo può coesistere benissimo con la sua vita adulta. Può amare il suo compagno, costruire una famiglia, fare progetti, e allo stesso tempo custodire dentro di sé quella parte adolescente e ciò che l’ha fatta nascere. Non sono due cose in conflitto: una riguarda la vita concreta di oggi, l’altra riguarda la sua continuità interiore.

In fondo, tenere viva quella parte giovane è anche un modo per non perdere se stessa dentro i ruoli, le responsabilità e la stabilità. Non è un problema da eliminare, ma una dimensione da comprendere.

Hai detto:
Sì, ma le devi proprio spiegare in che senso la sua questo ragazzo attiva delle cose in lei.
ChatGPT ha detto:
Perfetto, allora lo rendo ancora più concreto.

Questo ragazzo non è solo una persona del passato: per lei è come una chiave emotiva. Quando pensa a lui, o lo incontra, si riattivano dentro di lei sensazioni e stati interni che risalgono a quando stava diventando sé stessa: sentirsi scelta, desiderata, importante, vista davvero. Sono emozioni che non appartengono solo a quella relazione, ma a quel momento della vita in cui il suo Sé affettivo stava nascendo.

In pratica, lui “accende” una parte di lei che oggi, nella vita adulta, rischia di rimanere più silenziosa: la parte che sente intensamente, che sogna, che si lascia toccare, che non è solo madre, compagna o persona responsabile, ma una donna che desidera e che viene desiderata.

Non è che lei voglia tornare a lui come uomo. È che, attraverso di lui, ritrova una versione di sé che altrimenti farebbe più fatica a sentire. Lui è il collegamento con quella ragazza che è stata, e con tutto ciò che quella ragazza provava.

E questo può convivere con l’amore per il compagno attuale. Sono due livelli diversi:
uno è il legame reale, concreto, costruito oggi;
l’altro è un legame interno, simbolico, che tiene viva una parte profonda della sua identità.

Capirlo così aiuta a non viverlo come una colpa o una minaccia, ma come un modo in cui la sua psiche cerca equilibrio e continuità.

Hai detto:
Mo scrivi invece a un altro paziente che, diciamo, senza sapere qual è la diagnosi o comunque la situazione per intero, è difficile cercare di capire , ma io sono comunque a disposizione per una consulenza. Mettilo in maniera elevata e tecnica.
ChatGPT ha detto:
Ecco una formulazione in stile professionale, elevata e tecnica:

In assenza di un inquadramento diagnostico accurato e di una conoscenza sufficientemente articolata della storia clinica e relazionale, ogni tentativo di interpretazione rischia di rimanere ipotetico e potenzialmente fuorviante. La comprensione dei fenomeni psichici richiede infatti la valutazione integrata di molteplici livelli: sintomatologico, strutturale, evolutivo e relazionale.

Detto questo, resto pienamente disponibile per una consulenza clinica, che possa permettere una lettura più fondata e utile della situazione, orientata non solo alla comprensione, ma anche all’individuazione di eventuali linee di intervento.

Hai detto:
piu semplice, chiedi anche che cosa intende quando dice non esce ma si prepar
ChatGPT ha detto:
Certo, ecco una versione più semplice ma sempre professionale:

Senza conoscere meglio la situazione nel suo insieme — la storia personale, il contesto e gli eventuali sintomi — è difficile dare un’interpretazione che sia davvero affidabile. Per questo, qualsiasi lettura fatta ora può solo essere provvisoria. In ogni caso, resto disponibile per una consulenza, se desidera approfondire in modo più mirato.

Nel frattempo, le chiederei anche di chiarire meglio cosa intende quando dice che “non esce ma si prepara”: si riferisce a un modo di sentirsi, a un comportamento abituale, o a qualcosa di più specifico? Questo dettaglio potrebbe essere importante per comprendere meglio il significato di ciò che sta descrivendo.

Hai detto:
Buon Giorno ho ricevuto le risposte alla mia domanda. Ma io sono in alimentazione controllata ma sono anche in menopausa e non dimagrisco. Volevo sapere se ci sono antidepressivi che non facciano ingrassare perché se continuo ad ingrassare vado ancora di piu in depressione. rispondi a questa paziente in modo accogliente e dicendo che io sono esperta su difficolta alimentari
ChatGPT ha detto:
Ecco una risposta possibile, in tono accogliente e professionale:

Buongiorno,
grazie per aver condiviso una preoccupazione così importante. Capisco molto bene quanto possa essere frustrante trovarsi in menopausa, seguire un’alimentazione controllata e non vedere risultati sul peso: questo, soprattutto quando si è già in una fase depressiva o fragile, può pesare moltissimo sull’umore e sull’autostima.

È vero che alcuni antidepressivi possono favorire l’aumento di peso, ma è anche vero che non tutti hanno questo effetto e che oggi esistono opzioni farmacologiche più neutre o addirittura più favorevoli dal punto di vista metabolico. La scelta, però, va sempre fatta in modo personalizzato, tenendo conto non solo del peso, ma anche del tipo di sintomi depressivi, del sonno, dell’ansia, della menopausa e della storia clinica generale.
Nell'esperienza con persone che sperimentano difficoltà con l'alimentazione posso dirle che in questi casi, non si tratta solo di calorie o farmaci, ma di un intreccio tra ormoni, metabolismo, emozioni e storia personale. È possibile intervenire in modo più mirato e rispettoso del suo equilibrio, senza peggiorare il rapporto con il cibo o con se stessa. Se lo desidera, possiamo approfondire meglio la sua situazione per valutarla in modo più mirato, tenendo insieme sia l’aspetto dell’umore sia quello del rapporto con il corpo e con il peso. Resto comunque a disposizione.
Dott.ssa Sandra Pitino
Psicologo, Psicologo clinico
Modica
Buongiorno, il controllo del peso è importante ai fini della stabilizzazione del proprio umore, in special modo se il suo variare ha delle profonde ripercussioni sul proprio stato vitale e sulla propria autostima. Comunque, non è una regola generale che gli antidepressivi facciano ingrassare, pertanto sarebbe importante confrontarsi con il suo medico di fiducia.
Dott.ssa Adriana Vicario
Psicologo, Psicologo clinico
Lusciano
Salve, capisco la sua preoccupazione ma dovrebbe parlarne con i professionisti che la stanno seguendo, soprattutto se parla di farmaci antidepressivi.
Saluti
Dott. Giulio Blasilli
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno, una consulenza psicologica può aiutarla a lavorare sul rapporto tra umore, corpo, peso e menopausa, perché capisco quanto il mancato dimagrimento possa diventare fonte di frustrazione e peggiorare il vissuto depressivo. Per quanto riguarda gli antidepressivi, è importante non scegliere o modificare una terapia in autonomia: alcuni farmaci possono avere effetti diversi sul peso, sull’appetito e sul metabolismo, ma la valutazione va fatta con uno psichiatra, considerando storia clinica, sintomi, eventuali altre terapie e fase di vita, inclusa la menopausa. Può portare apertamente questa preoccupazione allo specialista: non è un dettaglio secondario, perché l’aderenza alla cura dipende anche da come la persona vive gli effetti sul proprio corpo. Parallelamente, può essere utile confrontarsi anche con ginecologo/endocrinologo e nutrizionista, perché in menopausa il peso può rispondere in modo diverso rispetto al passato. Un percorso di sostegno psicologico, online o in presenza, può aiutarla a non vivere il corpo come un nemico e a sostenere il tono dell’umore mentre cerca la terapia più adatta con i professionisti competenti.

un caro saluto.
Dott. Giulio Blasilli

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