Domande del paziente (42)

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Roxana Munteanu

    Buondi,

    Come psicologa con una laurea in psicosessuologia, posso offrirti una breve spiegazione della risposta sessuale. Nelle donne, la risposta è generalmente circolare: questo significa che, se un’esperienza... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Roxana Munteanu

    Salve,

    L’ansia nasce dalle nostre paure, e le paure spesso derivano da ricordi con un forte carico emotivo. La nostra amigdala, per proteggerci dai pericoli, tende a riproporci questi ricordi traumatici;... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Roxana Munteanu

    Gent.ma,

    Per quanto possa sembrare una situazione particolare, purtroppo accade spesso che le coppie si formino in modo superficiale, con conseguenze che possono risultare dolorose, soprattutto per un... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Roxana Munteanu

    Ogni età ha i suoi cambiamenti; quindi, suo figlio è probabilmente nell’età dello sviluppo ormonale, legato all’eccitamento affettivo e sessuale, che in genere inizia intorno ai 10 anni nei maschi, anche... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Roxana Munteanu

    Gent.mo,
    Le regole morali che vogliamo rispettare servono a creare la forma perfetta di noi stessi o tante volte per la società. Questo io ideale ci dà motivazione ad adottare certi comportamenti. Ma nella... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Roxana Munteanu

    Cara persona,

    l’attrazione, l’innamoramento è bello come emozione in sé: ci dà energia, ci dà speranza, un sentimento di piacere che proviamo, ci fa essere persone migliori, più carine. Ma nello stesso... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Roxana Munteanu

    Gent.ma, prima di tutto mi dispiace che i tuoi sforzi non siano apprezzati dalle figure importanti della tua vita. Iniziamo a capire che le figure importanti non le possiamo scegliere, ma neanche devono... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Roxana Munteanu

    Gli uomini sono molto più recettivi agli stimoli visivi rispetto a noi donne, quindi il suo impulso è più forte. Per iniziare, senza creare false interpretazioni di sé stessa come ossessiva o possessiva,... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Roxana Munteanu

    I parenti non li possiamo scegliere purtroppo, pero manco dobbiamo accettare tutto. Sarebbe ideale che la sua sorella parla con uno psicologo per capirsi meglio, per gestire le emozioni, per aumentare... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Roxana Munteanu

    Cara persona,

    Nella nostra mente creiamo, dalle esperienze, dei tipi di comportamenti che ci aiutano per la nostra esistenza, nel crescere ed arrivare ad aggiungere i nostri obiettivi. Anche se abbiamo... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Roxana Munteanu

    Certo ci piace le storie piene di eventi, che ci fa sentire vivi, ma piu amore è adrenalina, spontaneità e curiosità per il prossimo episodio. Se ti fa male, perché l’attrazione deve avere l’ultima parola?... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Roxana Munteanu

    Cara Giulia,

    Al solito troviamo quello che cerchiamo, ma non è detto che sia vero. In psicologia si chiama ''cherry picking'', ovvero focalizzare l'attenzione solo su ciò che vogliamo trovare per confermarlo.... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Roxana Munteanu

    Dobbiamo capire la risposta sessuale: Desiderio – Eccitazione – Plateau – Orgasmo – Risoluzione. L’uso di antidepressivi ha un grande impatto sulla prima fase, cioè il desiderio.
    Il funzionamento successivo,... Altro


    Scusate il post lungo. Ho 27 anni e non ho mai avuto una relazione.
    L'unica volta in cui ho baciato una ragazza è stata quando avevo 14 anni, provando una forte eccitazione tanto che mi vergognavo pure ad uscire dalla stanza perché avevo il pene in erezione.
    A lungo andare ho scoperto - qui sorge il dubbio - di rimanere attratto da tutti i bei ragazzi: ogni qualvolta ne resto attratto sento un magone sul petto, una sorta di calore, ansia, batticuore e mi dico "ma che succede? perché con le ragazze non mi succede? Sono gay!".
    Mi è capitato all'università di infatuarmi di due ragazze però non sentivo l'esigenza di fidanzarmi né avere un rapporto sessuale (in generale non la sento mai con nessuna persona) però mi è capitato anche di provare forti erezioni accanto ad una qualche amica dopo aver stretto forte confidenza oppure cercarne il contatto fisico, la vicinanza.
    Ora sono nella situazione in cui penso che queste reazioni siano false e che sia un gay represso. Una volta ad un matrimonio di un mio amico - complice un bicchiere di troppo - corsi verso una 35enne che si stava strusciando con un un tipo e iniziai a ballare anch'io con lei con conseguente mia reazione/erezione. Dovetti però andare via perché scoprii che c'era il suo fidanzato.
    Però ripeto, pur vedendo bellissime ragazze, non sento quell'attenzione estetica/fisica che sento quando vedo un bel ragazzo.
    Una cosa che invece mi ricordo dall'adolescenza, quando avevo 12 anni, è che rimasi quasi incantato dalle gambe in collant della mia professoressa di italiano 40enne dell'epoca. Collego quella scoperta poi allo sviluppo del mio feticismo verso i collant.
    Infatti amo molto massaggiare e se una ragazza mi chiede un massaggio ai piedi glielo faccio ma dovrei controllarmi perché il rischio di eccitarmi sarebbe molto alto.
    Lato masturbazione ho provato qualsiasi cosa senza problemi. Se immagino un rapporto sessuale con un uomo però non provo alcun tipo di reazione, mentre con una donna qualcosina cambia.
    Mi è capitata una cosa strana recentemente ad una festa: a primo impatto non ho provato attrazione verso ragazze, ma ho trovato belli e attraenti alcuni ragazzi. Durante la festa una mia amica mi ha presentato una sua amica più grande di me e non so come, data la mia timidezza, le ho proposto di andare a ballare verso il centro della pista. Durante, è come se ho avvertito una sorta di erezione lì sotto e non me l'aspettavo.
    L'altra notte, pensando ad una scena dove io che massaggio i piedi in collant di una ragazza, mi sono eccitato tantissimo e questa cosa mi è capitata anche dal vivo tanto che poi mi masturbai in bagno.
    L'unica cosa è che se immagino una scena di sesso tra me e un ragazzo che mi ha colpito non riesco mai ad eccitarmi, ma nemmeno un accenno di erezione manco a guardare un porno gay con due bei ragazzi.

    Onestamente non so più cosa pensare, non è questione di etichette, solo per capire. Mi piacerebbe ricevere da voi un parere.
    Grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Roxana Munteanu

    Buonasera,
    L’aspetto positivo in tutto questo è che lei ha erezioni, gli stimoli riescono ad eccitarla e riesce a provare piacere, quindi sano.

    Per avere una maggiore chiarezza, è importante fare esperienza diretta nella realtà. Non è necessariamente detto che sia gay: potrebbe trattarsi di ammirazione per la bellezza di un uomo, oppure di una curiosità legata alla sfera del kinky sex, cioè a un desiderio di esplorazione della propria sessualità, che è del tutto naturale e affascinante.

    Sarebbe utile iniziare, con gradualità, a fare esperienze reali ed esplorare la propria sessualità, perché la nostra immaginazione tende a creare immagini idealizzate, mentre la realtà può essere diversa.

    Oggi la sessualità non è più un tabù come in passato, ma rappresenta un’importante area di esplorazione personale, nella quale le etichette non sono sempre necessarie. Potrebbe essere bisessuale, gay, pansessuale, oppure semplicemente una persona curiosa di esplorare alcuni aspetti della propria sessualità.

    Un percorso con uno psicologo potrebbe essere molto utile per comprendere meglio se stesso e imparare a esplorare in modo sano e consapevole.


    Buongiorno dott. io soffro di ansia è disturbo ossessivo da ben 15 anni oramai.. infatti sono in cura.. ma ci sono periodi che ho paure strane se sto solo nella stanza mi sento come se prima o poi dovrei vedere qualcuno di allucinazione, oppure tipo ieri sera ho avuto una discussione con la mia ragazza mene sono andato a dormire nel salone da solo dopo 30 minuti nemmeno sono dovuto tornare nella stanza dalla mia ragazza perchè avevo paura come se dovevo avere qualche allucinazione, oppure se la sera passo dal corridoio per andare in bagno di buoi è come se mi mette ansia... adesso vorrei chiedere tutte queste paure che mi faccio che mi vergogno anche dirlo.. può essere un inizio di psicosi o schizofrenia... anche se non ho mai avuto in 34 anni che ho allucinazioni... Grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Roxana Munteanu

    Gentile,
    le nostre paure nascono proprio dal centro emotivo del nostro cervello, l’amigdala. Le nostre emozioni, infatti, quando proviamo paura, si intensificano e si attiva anche il sistema di sorveglianza, perché l’amigdala ha il ruolo di proteggerci dai pericoli per la sopravvivenza.

    Questo può chiaramente portare a un’alterazione della realtà, poiché tutto il nostro meccanismo interno cerca una spiegazione a questo stato di ipervigilanza e può generare percezioni distorte.

    È quindi importante lavorare sulla paura, affrontandola fin dal primo momento in cui si manifesta, cercando di indebolire il meccanismo attraverso la consapevolezza, la compassione e anche la distrazione, insieme a metodi chiari e verificati.

    Il cervello è estremamente plastico e si adatta alla realtà che costruiamo, ma è fondamentale utilizzare le tecniche giuste.


    Salve sono una donna biologica che stava intraprendendo un percorso ftm ,sono quasi arrivato a prendere ormoni maschili ma non li ho presi.il mio aspetto e completamente maschile.adbun certo punto non mi riconosco più allo specchio .mi sento come se fossi una donna transgender.mi immagino vol seno e col pene.perche solo testando il mio essere uomo riesco ad essere e a vedermi più femminile.tanto xhe non riesco più a riconoscerminpiu allo specchio perché mi vedo troppo maschile rispetto a quello che sento.in tutto questo ho prrso la mia mascolinità e il mio linguaggio mascile.e normale che immaginandomi con unnpeme mi da sollievo?cosa devobfare?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Roxana Munteanu

    Di sicuro serve un vero percorso psicologico prima dell’accetto di questa transizione. Ha conseguito l’accordo dello psicologo per la transizione?

    Una delle cose chiave nel rapporto è da analizzare con lo psicologo, e fermamente anche questo aspetto di essere pronto per vedere dei cambiamenti corporali e fisici. La valutazione si fa in piena serietà del suo benessere emotivo in questa condizione di cambiamento dell’aspetto.


    Buon pomeriggio,
    Negli ultimi giorni sto vivendo un aumento significativo dell’ansia, soprattutto in ambito relazionale e sessuale.

    Mi sto frequentando con un ragazzo che mi piace molto e questo mi ha portato a sentirmi più coinvolto emotivamente rispetto al passato. Parallelamente, ho iniziato ad avere difficoltà durante i rapporti: in due occasioni recenti non sono riuscito a mantenere l’erezione. Una di queste volte ero sotto effetto di cannabis, l’altra invece ero lucido ma molto in ansia.

    In generale, ho notato che negli ultimi tempi mi sento più sotto pressione, con pensieri frequenti legati alla performance sessuale (paura di non essere all’altezza, di deludere, ecc.). Questo sta riducendo il piacere e aumentando l’ansia nei momenti di intimità.

    A volte arrivo anche a mettere in dubbio il mio reale interesse verso questa persona (pensieri del tipo “e se in realtà non mi piacesse?”), ma riconosco che questi pensieri sembrano più legati all’ansia e al fatto che inizialmente avevo idealizzato questa persona. Conoscendola nella realtà, ovviamente è emersa una differenza rispetto all’immagine che avevo costruito, e questo mi genera confusione.

    Oltre a questo, sto vivendo un periodo di stress generale: preoccupazioni per il lavoro, per la casa e per il futuro. Ho anche ansia legata alla mia condizione di HIV (sono in terapia e undetectable) della quale lui non è ancora a conoscenza. (Sia chiaro che non ho mai messo a rischio nessuno, sono molto prudente sulla questione)

    Al momento mi sento spesso in uno stato di agitazione, con pensieri ripetitivi e difficoltà a rilassarmi. In alcuni momenti l’ansia è intensa.

    Vorrei capire:
    - se può trattarsi principalmente di ansia da prestazione
    - se è utile un supporto psicologico (es. psicoterapia o sessuologo)
    - se ha senso valutare un supporto farmacologico temporaneo per l’ansia

    Grazie.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Roxana Munteanu

    Se la situazione generale di vita presenta aspetti che richiedono attenzione, come quelli legati alla salute, al lavoro o alla nostra sicurezza generale, questo ci porta ad avere pensieri, perché il cervello cerca soluzioni formulando varie ipotesi. Le ipotesi che creiamo non devono per forza essere vere. A volte aiuta molto di più mantenere la calma.
    Ci sono farmaci che possono aiutare per l’ansia, come Cipralex, quindi può essere utile una visita dallo psichiatra; tuttavia, il farmaco da solo è spesso meno efficace senza il supporto della terapia psicologica.

    È importante imparare a bloccare i pensieri automatici prima che gli stimoli dolorosi arrivino all’ipotalamo. Si può iniziare con piccoli esercizi, come essere grati per una cosa al giorno.

    In una relazione, alcuni aspetti vanno comunicati, come condizioni di salute che possono influire sulla vita dell’altro; questo può anche creare un’intimità più forte e sana, in cui esplorare la sessualità.
    L’erezione, in presenza di pensieri intrusivi, tende a diminuire perché l’ipotalamo non si focalizza sugli stimoli fisici, ma su aspetti legati alla sicurezza personale.


    Ho 29 anni e mi sento una fallita. Nessun aspetto della mia vita sta andando come speravo. Non sono riuscita ancora a laurearmi perché ogni qualvolta io debba preparare un esame e mi trovi a dover approcciare lo studio vengo letteralmente assalita da un'ansia micidiale e inarrestabile. Avrei dovuto avere il coraggio di rinunciare agli studi già da qualche anno ma al tempo stesso, se avessi preso questa decisione, avrei pensato di aver perso sia tempo che soldi e la paura di deludere i miei genitori è stata più forte, anche se per loro non avrebbe importato niente, solo la mia felicità. Non ho ancora un lavoro stabile perché da una parte ho procrastinato a causa dello studio e poi perché ho paura di dovermi accontentare di un lavoro che non mi appaghi o che non mi faccia sentire all’altezza e, ciliegina sulla torta, il mio ragazzo mi ha lasciata dopo 10 anni perché già da qualche anno sarebbe voluto andare a convivere per “scappare” da una situazione familiare complicata (premetto che lui sarebbe potuto andare intanto a vivere da solo avendo un lavoro a tempo indeterminato e ben retribuito) ma non lavorando non avrei potuto ancora assecondarlo in questo passo e sostiene che non abbia fatto abbastanza per cambiare questa situazione e in qualche modo a “salvarlo” facendomi sentire sbagliata e la causa della nostra rottura, anche se gli ho espresso più volte che anch’io sentivo questo desiderio, tanto che stavo mandando curriculum su curriculum per trovare un qualsiasi lavoro… forse avrei dovuto farlo prima per fargli capire che era davvero la persona con cui immaginavo il mio futuro, ma avrei voluto da parte sua un po’ più di comprensione e di sostenimento. Non ho mai avuto un briciolo di autostima, anzi, ho sempre denigrato me stessa e le mie capacità, e mi sento costantemente inadeguata e frustrata, non riesco a capire cosa fare per prendere davvero in mano la mia vita. Sono davvero stanca di tutto questo perché, non avendo mai avuto il coraggio di andare da un* psicolog*, non so cosa mi stia succedendo, qualcuno potrebbe aiutarmi a vederci più chiaro? Grazie mille!

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Roxana Munteanu

    La cosa che ci delude di più sono le nostre aspettative: l’immagine di noi stessi come qualcosa di diverso da ciò che siamo adesso. Canalizziamo le nostre energie su quella proiezione di come “dovremmo essere davvero”, come se la versione attuale fosse sbagliata.

    Alla prima verifica di questa ipotesi mentale che abbiamo creato, entriamo in panico e lì può succedere di tutto. L’esame, in sé, non è altro che una prova del materiale memorizzato o compreso; ma se lo prendiamo come un test per validare noi stessi, non funziona.

    L’autostima bassa emerge anche quando la voce interiore è molto critica e ci diciamo: “non sei capace”, “sei un fallimento”, “hai perso tutto”. Siamo abituati a pensare che questa voce ci aiuti a motivarci e a raggiungere quell’Io ideale che “dobbiamo essere”. Invece no.

    Qui manca la compassione. Non parlo di procrastinazione, dove il corpo si rifiuta di lavorare, ma della capacità di dirsi: “che bello che ho ancora tante cose da scoprire su di me”, “che bello se oggi riuscissi a imparare qualcosa di nuovo da questa materia”, senza mettere troppa pressione. Anche se l’esame non viene superato, può comunque aver aiutato a capire meglio di cosa si tratta: tutto nella vita è un’esperienza. Il fidanzato, dopo 10 anni, penso sia stato di aiuto se si offriva coprire lui le spese finche lei sta meglio.

    Non serve sempre etichettare tutto come negativo o positivo, ma vivere e sperimentare. Io credo che una terapia potrebbe aiutare a consolidare comportamenti più benevoli verso se stessi e a comprendere meglio come nasce questo meccanismo, in modo più chiaro e utile, non basandosi su una sola descrizione.

    Intanto, spero che tu possa trovare il coraggio di presentarti all’esame, ad un psicologa cara e affrontare le cose passo dopo passo, senza dare un giudizio generale su di te.


    Salve ,scrivo in breve la mia storia perchè vorrei capire se la persona con cui ho intrapreso una relazione quatto anni fa circa potrebbe essere un narcisista patologico Malvagio.Sono una insegnante di 63 anni benestante ,stimata come professionista e considerata di bella presenza.Sono sposata ma mio marito è affetto da una malattia neuridegenerativa e sette anni fa ha subito danni cognitivi,Così che quattro anni fa mentre ero in un momento molto difficicile ,mi sentivo molto sola ho intrapreso una relazione con un uomo che oggi ha 69 anni .Quest'uomo lo conosco da circa 27 anni ed in passato lo avevo incontrato qualche volta in un momento di crisi profonda della relazione con mio marito.In questo tempo a cicli si era sempre presentato ma io no lo avevo più considerato.quando ho deciso di intraprendere la re relazione con lui l'ho fatto anche perchè mi sono fatta convincere dal fatto che lui mi aveva raccontato di essere rimasto vedovo ( sua moglie era morta a causa di un cancro ) e che la sua compagna aveva un mieloma al terzo stadio .all'inizio sembrava andare bene ,ma il suo comportamento era molto strano,mi invia centinaia di messaggi ,banali e pieni di emoji e quando io chiedevo chiarimenti lui spariva ..Nelle varie sparizioni chredendo di essere io la persona sbagliata l'ho cercato cosi la relazine è andata avanti dal 2022 al 2024. In giugno del 2024 dice di avere una depressione e sparisce.Nel luglio del 2025 a causa di una circostanza si ripresenta e mi convince nuovamente a riprendere la relazione nel frattempo io ero venuta a conoscenza (voci di popolo) che lui aveva manipolato più persone sole ,sopratutto done approfittandone per appropriarsi dei loro risparmi , era un bancario ,e per questa ragione era stato sospeso dal suo lavoro ,anche se non si era riuscito a dimostrare nulla .Inoltre che aveva sempre intessuto più relazioni in contemporanea .Ma io che sono una persona buona nonostante i vari dubbi ho deciso di ridargli fiducia .Sembrava che le cose andassero bene lui mi dedicava ,tempo ed attenzioni, fino a quando in gennaio lui sbaglia ad inviare un messaggio ed intuisco che c'era una quarta persona ,chiedo spiegazioni , ma lui sparisce.
    Ora mi chiedo potrà ricomparire ancora ? E' un narcisista patologico maligno?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Roxana Munteanu

    Nessuno specialista può fare una diagnosi con una sola descrizione. È come scrivere al medico e dire: “ho dolori al fegato, ho la cistite cronica?”. Chiaramente il suo comportamento sembra evitante, e forse anche infantile, ma per una diagnosi così seria è necessario un incontro di persona.

    Dobbiamo capire lei: se sta bene in questo tipo di relazione, un po’ “all’avventura”, in cui l’altro non è sempre presente. Perché nella vita abbiamo l’opportunità di conoscere chi ci fa davvero bene. Lei è felice in questa situazione?

    Forse sarebbe interessante creare un diario emotivo e avere accanto un professionista che aiuti a mettere in luce cosa cerca veramente, per aumentare la qualità della sua vita anche dal punto di vista sentimentale.


Domande più frequenti

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