Salve, sto attraversando un periodo bruttissimo che sta andando avanti da marzo 2025. Siamo alla fin
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Salve, sto attraversando un periodo bruttissimo che sta andando avanti da marzo 2025. Siamo alla fine di quest'anno e non riesco a dimenticare un ragazzo che ho frequentato da gennaio fino ad aprile. È ststa per me una frequentazione importante dove ho investito sentimenti e credo che ne sia stata e sono ancora innamorata di questa persona. Sto male perche nonostante sia consapevole del fatto che non è la persona giusta per me per via dei valori troppo diversi in cui crediamo, io penso ancora a lui, controllo ancora le sue storie nonostante non ci seguiamo e questa cosa mi sta consumando. Mi lascio prendere dalle domande "e se avessi continuato, se avessi accettato il tutto, se solo fosse andata diversamente..? " Lui mi racconto con molta leggerezza ol tradimento alla sua ex ragazza e dopo vari discorsi mi disse che l'uomo è debole e che non riesce a garantire fedeltà siccome è gia successo. Che lui è ststo almeno sincero e che altri uomini non mi direbbero mai queste cose perche codardi. Lo lasciai , ma stavo male perche mi piaceva xlme persona, era intelligente, persuasivo, bello soprattutto. Ma il mio cuore purtroppo non riusciva a stare tranquillo. Ci sentivamo lo stesso perche volevo sapere come stesse siccome stava male per la gamba per l'incidente che ha avuto a dicembre e lui pubblico una storia su instagram con l'intento di approcciare con ragazze. Mi arrabbiai un pochettino pervhe gia non mi fidavo , poi aveva questi comportamenti e quando gli dissi e confermai il motivo che non volevo proseguire la frequentazione, lui mi licenziava con "va bene, fai come vuoi, buonanotte stai serena e tranquilla, addio". Non mi dava nessun motivo per stare tranquilla e ci piangevo, ogni notte prima di dormire piangevo. Arrivo il giorno in cui ci dovevamo vedere per chiarire dal vivo ma purtroppo non ci vedemmo per svariati motivi. In quei giorni mi supplicava di tornare, mi diceva "saremmo stati bene insieme ". Poi cj pensai. Due giorni fopo tornai indietro. Sui miri passi. Dissi ci riproviamo? Lui mi disse ch4 le cose erano cambiate e che voleva solo amicizia perche non voleva perdermi. Io non accettai la sua amicizia e cosi non risposi piu ai suoi messaggi. Lui mi scriveva lo stesso. Mi dava il buongiorno ma io niente. Arrivo il suo compleanno, a maggio gli feci gli auguri e da lì iniziammo a parlare di nuovo del piu e del meno. Poi mi chiede di inviargli foto, di farmi vedere, inviava messaggi provocatori e da lì gli chiesi finalmente "cosa vuoi tu?" Lui "non una storia". Mi cadde il mondo addosso. Iniziai a pensare che mi avessw presa in giro per due mesi .. tutti quei "mi piaci come sei, la tua persona mi piace, mj piace tutto di te, da dove sei arrivata?" Era tutto finto? Non volevo crederci. Mi disse poi che non voleva perdermi che siamo stati bene e che gli piaceva parlare con me. Io non accettai perche volevo lui . Mi riscrisse a giugno per farmi gli auguri. Mi chiese un invito last minute alle 22, dopo avermi fatto complimenti sull'aspetto fisico. Rifiutai lincontro. Il giorno dopo ijizio a dirmi che sono come le altre, che sono la peggiore, che sono brutta senza trucco. Io gli rispondo che si offende ciò che non si puo avere e lui mi risponde "non voglio avere ciò che ho gia avuto" con tanto di superiorità. Si contraddice poi da solo perche il giorno prima mi aveva chiesto di uscire. Poi pubblica i miei messaggi privati come storia deridendlmi in pubblico e mi arrabbio. Lui mi da della psicopatica e mi blocca su whatsapp. Io lo tolgo da instagram. Dopodiché verso settembre, mi ricontatta su whatsapp, dicendomi testuali parole "hola. Devo dirti una cosa. Ora sto bene relativamente con la gamba, ma non mi sono dimenticato di chi mi è ststo vicino quando manco riuscivo a camminare " io rispondo "mi fa piacere che stai meglio " lui mi fa solo una reazione al messaggio senza rispondere. Attualmente mi guarda ancora tutti gli stati whatsapp nonostante non ci seguiamo su instagram. Dopodiché il 28 ottobre, mi blocca improvvisamente su instagram. Senza motivo. Poi mi sblocca il 3 novembre. Vorrei capire cosa significano questi suoi comportamenti e perché sono ancora legata a lui nonostante non è la persona giusta? Perché piango tutti i giorni ? Perché solo al pensiero che lui possa avere unaltra mi turba? Perché mi guarda ancora gli stati whatsapp tempestivamente?
Gentile Utente, quello che descrive è senza dubbio molto complesso, e sarebbe riduttivo affrontarlo attraverso una sintesi di poche righe. Le suggerisco di affrontare la questione attraverso una psicoterapia, che senza dubbio potrà supportarla.
Eventualmente resto a disposizione, anche online.
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Certo ci piace le storie piene di eventi, che ci fa sentire vivi, ma piu amore è adrenalina, spontaneità e curiosità per il prossimo episodio. Se ti fa male, perché l’attrazione deve avere l’ultima parola? Chiaro, vi siete piaciuti e tutto va perfetto, ma la vita da carosello non va bene. È bello a volte quell’ondata di energia, ma le cose nell’amore sono distinte.
Quando è amore, ti puoi fidare della persona a occhi chiusi, ti offre sicurezza, ti dà importanza vera, non solo come un oggetto bello che domina. Lui ha bisogno di regolare le sue emozioni, di capirsi meglio perche fa cosi, perche cerca tanta atenzione, cosa gli manca veramente. Tu invece non puoi essere la sua ombra. Ti raccomando di accettare il fatto che ti piace, ma non è quello che vuoi: mantieni il sentimento di piacere verso di lui, ma quel lui che poteva essere, e capire che lui da diritto e ha scelto così, di darti solo insicurezze.
Se eviti di connetterti in vari modi, anche piccoli (WhatsApp ecc.), darai spazio pure ad altre idee di cos’è l’amore. Sii onesta con te stessa: se per il prezzo dell’attrazione vuoi rinunciare alla tua tranquillità, alla pace, a sorridere e pensare alle cose belle da fare sulla terra? È bello innamorarsi, ma se quell’amore ci dà tossicità, insicurezza, dubbi, rabbia, confusione, valuta se merita.
Quando è amore, ti puoi fidare della persona a occhi chiusi, ti offre sicurezza, ti dà importanza vera, non solo come un oggetto bello che domina. Lui ha bisogno di regolare le sue emozioni, di capirsi meglio perche fa cosi, perche cerca tanta atenzione, cosa gli manca veramente. Tu invece non puoi essere la sua ombra. Ti raccomando di accettare il fatto che ti piace, ma non è quello che vuoi: mantieni il sentimento di piacere verso di lui, ma quel lui che poteva essere, e capire che lui da diritto e ha scelto così, di darti solo insicurezze.
Se eviti di connetterti in vari modi, anche piccoli (WhatsApp ecc.), darai spazio pure ad altre idee di cos’è l’amore. Sii onesta con te stessa: se per il prezzo dell’attrazione vuoi rinunciare alla tua tranquillità, alla pace, a sorridere e pensare alle cose belle da fare sulla terra? È bello innamorarsi, ma se quell’amore ci dà tossicità, insicurezza, dubbi, rabbia, confusione, valuta se merita.
Salve,
quello che stai vivendo non è follia, è attaccamento traumatico. Non sei legata a ciò che questa persona è, ma a ciò che ti ha fatto sentire all’inizio e a ciò che poi ti ha tolto senza mai davvero chiudere. Questo alternare seduzione e ritiro, promessa e svalutazione, presenza e sparizione, crea una dipendenza emotiva potentissima. Non perché lui sia speciale, ma perché il tuo sistema affettivo è rimasto in allarme.
Quest’uomo ti ha detto fin da subito una verità, non posso essere fedele, ma l’ha detta senza responsabilità, trasformandola in superiorità morale. Poi ha agito coerentemente con quel copione, confusione, ambiguità, provocazione, umiliazione, ribaltamento delle colpe. Questo non è amore, è potere relazionale. Quando ti desiderava, eri idealizzata, quando mettevi un limite, eri svalutata. È così che si spezza l’autostima.
Il dolore che provi oggi non riguarda lui, riguarda la ferita che si è aperta in te, quella parte che sperava di essere scelta, vista, riconosciuta. Piangi perché sei rimasta agganciata a una storia senza chiusura, e il cervello, in assenza di un finale, continua a cercare senso. Il fatto che guardi i suoi profili, che ti turbi l’idea di un’altra donna, che tu osservi ogni segnale, è il tentativo disperato di recuperare controllo su qualcosa che ti ha disorientata.
Il suo guardare i tuoi stati non significa amore. Significa controllo, curiosità narcisistica, bisogno di conferma, non progettualità. Bloccare e sbloccare è un gesto infantile e manipolativo, serve a lasciare traccia senza esporsi.
La domanda giusta non è “perché lui fa così”, ma perché io resto agganciata a chi mi fa male. Qui non serve capire lui, serve proteggere te stessa, interrompere ogni canale, smettere di alimentare il legame fantasma e iniziare un lavoro su di te. Non sei debole, sei stata coinvolta emotivamente da qualcuno che non sa amare.
Questo dolore non passa da solo, ma può trasformarsi. Con aiuto, con verità, con distanza reale. Tu non sei sbagliata, sei stata ferita. E le ferite curate diventano confini.
Se vuoi seguimi su Instagram @adrianoformosoofficial, potresti trovare altre risposte utili per te!
quello che stai vivendo non è follia, è attaccamento traumatico. Non sei legata a ciò che questa persona è, ma a ciò che ti ha fatto sentire all’inizio e a ciò che poi ti ha tolto senza mai davvero chiudere. Questo alternare seduzione e ritiro, promessa e svalutazione, presenza e sparizione, crea una dipendenza emotiva potentissima. Non perché lui sia speciale, ma perché il tuo sistema affettivo è rimasto in allarme.
Quest’uomo ti ha detto fin da subito una verità, non posso essere fedele, ma l’ha detta senza responsabilità, trasformandola in superiorità morale. Poi ha agito coerentemente con quel copione, confusione, ambiguità, provocazione, umiliazione, ribaltamento delle colpe. Questo non è amore, è potere relazionale. Quando ti desiderava, eri idealizzata, quando mettevi un limite, eri svalutata. È così che si spezza l’autostima.
Il dolore che provi oggi non riguarda lui, riguarda la ferita che si è aperta in te, quella parte che sperava di essere scelta, vista, riconosciuta. Piangi perché sei rimasta agganciata a una storia senza chiusura, e il cervello, in assenza di un finale, continua a cercare senso. Il fatto che guardi i suoi profili, che ti turbi l’idea di un’altra donna, che tu osservi ogni segnale, è il tentativo disperato di recuperare controllo su qualcosa che ti ha disorientata.
Il suo guardare i tuoi stati non significa amore. Significa controllo, curiosità narcisistica, bisogno di conferma, non progettualità. Bloccare e sbloccare è un gesto infantile e manipolativo, serve a lasciare traccia senza esporsi.
La domanda giusta non è “perché lui fa così”, ma perché io resto agganciata a chi mi fa male. Qui non serve capire lui, serve proteggere te stessa, interrompere ogni canale, smettere di alimentare il legame fantasma e iniziare un lavoro su di te. Non sei debole, sei stata coinvolta emotivamente da qualcuno che non sa amare.
Questo dolore non passa da solo, ma può trasformarsi. Con aiuto, con verità, con distanza reale. Tu non sei sbagliata, sei stata ferita. E le ferite curate diventano confini.
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Gentile paziente,
quello che sta vivendo è molto doloroso, ma non è incomprensibile né “strano”. La sofferenza che prova oggi non è legata solo alla persona in sé, ma al tipo di legame che si è creato e al modo in cui questo legame si è interrotto e riattivato più volte...
Quest’uomo è stato fin dall’inizio molto chiaro su un punto, anche se emotivamente ambiguo: non voleva una relazione stabile e non si sentiva in grado di garantire fedeltà. Lei, però, si è innamorata nonostante questo, perché lui aveva caratteristiche che colpiscono profondamente: fascino, intelligenza, sicurezza, capacità persuasiva. Quando una persona unisce attrazione, ambivalenza e intermittente conferma affettiva, può creare un legame molto forte e difficile da sciogliere.
I suoi comportamenti successivi sono coerenti con una dinamica di potere e controllo emotivo. Alterna avvicinamenti e distacchi, seduzione e svalutazione, richieste e rifiuti. La cerca quando sente di perderla, la respinge quando lei si riavvicina. Questo non è amore, ma una relazione basata sull’asimmetria, dove lui decide tempi, modalità e distanza. Pubblicare i suoi messaggi, insultarla, bloccarla e sbloccarla sono comportamenti aggressivi e umilianti che non indicano confusione, ma mancanza di rispetto.
Il fatto che lei sia ancora legata non significa che lui sia “la persona giusta”. Significa che il suo sistema emotivo è rimasto agganciato a un legame non risolto, fatto di attese, speranze e continue riaperture. Questo tipo di dinamica crea una sorta di dipendenza affettiva: il cervello resta in allerta, cerca segnali, interpreta ogni gesto, come il guardare gli stati o il bloccare e sbloccare, come se avessero un significato profondo. In realtà questi gesti parlano più del suo bisogno di controllo e conferma che di un reale interesse affettivo.
Lei piange ogni giorno perché non ha perso solo una persona, ma anche l’idea di ciò che avrebbe potuto essere, l’immagine idealizzata che aveva costruito, e perché la relazione non si è chiusa in modo netto e rispettoso. Il pensiero che lui possa avere un’altra la turba perché riattiva il senso di sostituibilità e di svalutazione che ha già vissuto con lui.
Il guardare i suoi stati WhatsApp non è un segnale d’amore né di nostalgia sana. È un modo per restare presente senza esporsi, per mantenere un filo, per non sparire del tutto dalla sua mente. Questo però la tiene bloccata.
La domanda più importante non è cosa significano i suoi comportamenti, ma cosa stanno facendo a lei. La stanno consumando, tenendola legata a qualcuno che non ha mai scelto davvero di prendersi cura di lei.
Per uscire da questa sofferenza è necessario un distacco reale, non solo formale. Smettere di controllare, bloccare ogni canale possibile, interrompere l’esposizione ai suoi segnali è un atto di protezione, non di debolezza. Allo stesso tempo, un percorso psicologico può aiutarla a comprendere perché questo tipo di persona l’abbia agganciata così profondamente e a ricostruire il suo senso di valore, oggi molto ferito.
Lei non sta soffrendo perché ha sbagliato a lasciare questa persona. Sta soffrendo perché si è legata a qualcuno che non era capace di offrirle sicurezza, rispetto e continuità. E questo, per quanto doloroso, non dice nulla di sbagliato su di lei.
Un caro saluto
Dott.ssa Alina Mustatea
Psicologa clinica e giuridica
Psicodiagnosta clinica e forense
Coordinatore genitoriale
Se desidera un supporto per elaborare questo legame e uscire dal dolore che la accompagna ogni giorno, può prenotare una visita.
quello che sta vivendo è molto doloroso, ma non è incomprensibile né “strano”. La sofferenza che prova oggi non è legata solo alla persona in sé, ma al tipo di legame che si è creato e al modo in cui questo legame si è interrotto e riattivato più volte...
Quest’uomo è stato fin dall’inizio molto chiaro su un punto, anche se emotivamente ambiguo: non voleva una relazione stabile e non si sentiva in grado di garantire fedeltà. Lei, però, si è innamorata nonostante questo, perché lui aveva caratteristiche che colpiscono profondamente: fascino, intelligenza, sicurezza, capacità persuasiva. Quando una persona unisce attrazione, ambivalenza e intermittente conferma affettiva, può creare un legame molto forte e difficile da sciogliere.
I suoi comportamenti successivi sono coerenti con una dinamica di potere e controllo emotivo. Alterna avvicinamenti e distacchi, seduzione e svalutazione, richieste e rifiuti. La cerca quando sente di perderla, la respinge quando lei si riavvicina. Questo non è amore, ma una relazione basata sull’asimmetria, dove lui decide tempi, modalità e distanza. Pubblicare i suoi messaggi, insultarla, bloccarla e sbloccarla sono comportamenti aggressivi e umilianti che non indicano confusione, ma mancanza di rispetto.
Il fatto che lei sia ancora legata non significa che lui sia “la persona giusta”. Significa che il suo sistema emotivo è rimasto agganciato a un legame non risolto, fatto di attese, speranze e continue riaperture. Questo tipo di dinamica crea una sorta di dipendenza affettiva: il cervello resta in allerta, cerca segnali, interpreta ogni gesto, come il guardare gli stati o il bloccare e sbloccare, come se avessero un significato profondo. In realtà questi gesti parlano più del suo bisogno di controllo e conferma che di un reale interesse affettivo.
Lei piange ogni giorno perché non ha perso solo una persona, ma anche l’idea di ciò che avrebbe potuto essere, l’immagine idealizzata che aveva costruito, e perché la relazione non si è chiusa in modo netto e rispettoso. Il pensiero che lui possa avere un’altra la turba perché riattiva il senso di sostituibilità e di svalutazione che ha già vissuto con lui.
Il guardare i suoi stati WhatsApp non è un segnale d’amore né di nostalgia sana. È un modo per restare presente senza esporsi, per mantenere un filo, per non sparire del tutto dalla sua mente. Questo però la tiene bloccata.
La domanda più importante non è cosa significano i suoi comportamenti, ma cosa stanno facendo a lei. La stanno consumando, tenendola legata a qualcuno che non ha mai scelto davvero di prendersi cura di lei.
Per uscire da questa sofferenza è necessario un distacco reale, non solo formale. Smettere di controllare, bloccare ogni canale possibile, interrompere l’esposizione ai suoi segnali è un atto di protezione, non di debolezza. Allo stesso tempo, un percorso psicologico può aiutarla a comprendere perché questo tipo di persona l’abbia agganciata così profondamente e a ricostruire il suo senso di valore, oggi molto ferito.
Lei non sta soffrendo perché ha sbagliato a lasciare questa persona. Sta soffrendo perché si è legata a qualcuno che non era capace di offrirle sicurezza, rispetto e continuità. E questo, per quanto doloroso, non dice nulla di sbagliato su di lei.
Un caro saluto
Dott.ssa Alina Mustatea
Psicologa clinica e giuridica
Psicodiagnosta clinica e forense
Coordinatore genitoriale
Se desidera un supporto per elaborare questo legame e uscire dal dolore che la accompagna ogni giorno, può prenotare una visita.
Buon pomeriggio. Dalle sue parole, è molto chiaro che stia attraversando un periodo estremamente tumultuoso.
Anche se, in situazioni simili, è normale e comprensibile farsi mille domande, questa modalità non la aiuta, perché non fa altro che peggiorare il suo stato emotivo, consumare le sue risorse mentali e tenerla bloccata nella situazione.
Per comprendere meglio il comportamento di questo ragazzo, le consiglio di informarsi riguardo al rinforzo intermittente. Questo non significa che lui stia mettendo consapevolmente in atto delle strategie, ma può aiutarla a dare significato a quello che le sta accadendo.
Inoltre, penso che potrebbe esserle utile concentrarsi su se stessa e su come possa fare a stare meglio, anziché su un'altra persona o su cosa sarebbe potuto essere.
Qualora avesse voglia di parlare più approfonditamente della questione, sono a disposizione per un colloquio.
Anche se, in situazioni simili, è normale e comprensibile farsi mille domande, questa modalità non la aiuta, perché non fa altro che peggiorare il suo stato emotivo, consumare le sue risorse mentali e tenerla bloccata nella situazione.
Per comprendere meglio il comportamento di questo ragazzo, le consiglio di informarsi riguardo al rinforzo intermittente. Questo non significa che lui stia mettendo consapevolmente in atto delle strategie, ma può aiutarla a dare significato a quello che le sta accadendo.
Inoltre, penso che potrebbe esserle utile concentrarsi su se stessa e su come possa fare a stare meglio, anziché su un'altra persona o su cosa sarebbe potuto essere.
Qualora avesse voglia di parlare più approfonditamente della questione, sono a disposizione per un colloquio.
Salve, quello che descrive è una situazione emotivamente complessa e dolorosa, caratterizzata da un legame affettivo molto intenso e da comportamenti ambivalenti e contraddittori da parte di questa persona. È normale che, nonostante sia consapevole che non è la persona giusta per lei, provi ancora attaccamento, tristezza e rabbia: quando investiamo sentimenti profondi in qualcuno e veniamo coinvolti in dinamiche confuse, il cervello fatica a “staccarsi”, e si possono manifestare pensieri ricorrenti, controlli sui social e sofferenza emotiva.
Il comportamento dell’altro, alternando contatti, attenzioni e blocchi, può rinforzare questo legame emotivo, generando una forma di dipendenza affettiva: il suo cervello associa ogni piccolo segnale positivo a speranza e sollievo, mentre i rifiuti e i comportamenti ambigui alimentano ansia e tristezza. Il pianto quotidiano, il disagio al pensiero che lui possa frequentare altre persone, e la curiosità verso i suoi stati riflettono proprio questo conflitto interno tra affetto, desiderio di vicinanza e consapevolezza dei limiti della relazione.
Affrontare queste emozioni richiede tempo, ma può essere utile lavorarci con strategie specifiche per gestire pensieri intrusivi, regolare il dolore emotivo e rafforzare l’autostima. È consigliabile approfondire la situazione con uno specialista che possa supportarla nel chiarire i suoi sentimenti e trovare strumenti efficaci per elaborare questa esperienza.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Il comportamento dell’altro, alternando contatti, attenzioni e blocchi, può rinforzare questo legame emotivo, generando una forma di dipendenza affettiva: il suo cervello associa ogni piccolo segnale positivo a speranza e sollievo, mentre i rifiuti e i comportamenti ambigui alimentano ansia e tristezza. Il pianto quotidiano, il disagio al pensiero che lui possa frequentare altre persone, e la curiosità verso i suoi stati riflettono proprio questo conflitto interno tra affetto, desiderio di vicinanza e consapevolezza dei limiti della relazione.
Affrontare queste emozioni richiede tempo, ma può essere utile lavorarci con strategie specifiche per gestire pensieri intrusivi, regolare il dolore emotivo e rafforzare l’autostima. È consigliabile approfondire la situazione con uno specialista che possa supportarla nel chiarire i suoi sentimenti e trovare strumenti efficaci per elaborare questa esperienza.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Buonasera, questa persona da come la descrive appare veramente poco affidabile per lei che mi sembra di capire desideri con lui una relazione stabile. Questo andirivieni di comportamenti sebra mandarla in confusione con il rischio che si sviluppi una dipendenza affettiva. Forse prima che la sua sofferenza continui può chiedere aiuto tramite una consultazione psicologica. Se ritiene posso essere disponibile anche online. Saluti Dario Martelli
Buongiorno, le consiglio un percorso di sostegno psicologico che l'auti anche a vedere con obiettività il suo ex. Cordiali saluti.
Buongiorno,
la ringrazio per aver condiviso una storia così dolorosa e complessa. Colpisce veramente nel profondo ascoltare le sue parole. Emerge una sofferenza autentica, profonda, che merita rispetto e comprensione. È importante dirle subito una cosa con molta chiarezza: ciò che ha vissuto non è stata una relazione sana, e il comportamento di questo ragazzo ha avuto tratti marcatamente tossici, svalutanti e manipolatori.
Lei non è “esagerata”, “debole” o “incapace di lasciar andare”. È una persona che ha investito affettivamente in qualcuno che ha alternato avvicinamenti intensi e promesse implicite a rifiuti, silenzi, provocazioni e umiliazioni. Questo tipo di dinamica crea un legame molto forte proprio perché instabile: il cervello e il sistema emotivo restano agganciati alla speranza di ricevere finalmente quella conferma che ogni volta viene promessa e poi negata.
Quest’uomo è stato chiaro su un punto fin dall’inizio: non crede nella fedeltà, normalizza il tradimento e lo giustifica come “debolezza maschile”. Questo non è sincerità, è scarico di responsabilità. Presentarsi come “onesto” mentre si dichiara incapace di rispettare un legame è una forma di manipolazione: sposta su di lei il peso della scelta (“se resti, accetti questo”) e la mette nella posizione di dover tollerare qualcosa che va contro i suoi valori pur di non perderlo.
Successivamente, il suo comportamento è diventato sempre più incoerente e dannoso: prima la supplica di tornare, poi il ritiro improvviso; prima la seduzione, poi la svalutazione; prima il bisogno di lei, poi il disprezzo. Questo continuo “tirare e mollare” non è confusione emotiva: è un modo di mantenere controllo e potere, tenendola agganciata senza assumersi alcuna responsabilità affettiva.
Il momento più grave, che va nominato con forza, è la pubblicazione dei suoi messaggi privati per deriderla. Questo è un atto di violenza psicologica e di umiliazione pubblica. Non è immaturità, non è rabbia: è una chiara mancanza di rispetto e di empatia. Così come darle della “psicopatica” dopo averla provocata, cercata e poi rifiutata è una forma di gaslighting, che porta la vittima a dubitare di sé e della propria legittima reazione al dolore.
Il fatto che continui a guardare i suoi stati, a bloccarla e sbloccarla, a riapparire con messaggi ambigui, non significa che provi amore o interesse sano. Significa che non tollera di essere dimenticato, che ha bisogno di sentirsi ancora presente nella sua mente. È un comportamento intrusivo, non affettivo.
Lei oggi soffre così tanto perché non è legata a “lui” come persona reale, ma al legame traumatico che si è creato: un intreccio di idealizzazione, speranza, rifiuto e svalutazione. Piange ogni giorno perché il suo sistema emotivo è ancora in allarme, come se dovesse continuamente elaborare una perdita che in realtà è stata riattivata molte volte. Il pensiero che lui possa avere un’altra la turba perché la sua autostima è stata colpita: non perché lei valga meno, ma perché è stata fatta sentire sostituibile e “non abbastanza”.
Il fatto che razionalmente lei sappia che non è la persona giusta, ma emotivamente non riesca a lasciarlo andare, non è una contraddizione: è l’effetto di una relazione che ha minato sicurezza, fiducia e confini.
Quello che ora è fondamentale non è capire lui, ma proteggere lei stessa. Continuare a monitorare i suoi movimenti, anche solo attraverso gli stati, mantiene aperta la ferita. Questo legame non può guarire da solo perché non è mai stato uno spazio sicuro.
Se lo desidera, posso accompagnarla in un percorso di supporto psicologico per aiutarla a sciogliere questo attaccamento doloroso, ricostruire i confini e restituire dignità al suo sentire. Lei non è sbagliata per aver amato, ma merita una relazione in cui non debba consumarsi per essere vista.
Se ha desiderio, sono qui per Lei. Mi contatti pure in privato.
Un caro saluto,
Dott.ssa Susanna Brandolini
la ringrazio per aver condiviso una storia così dolorosa e complessa. Colpisce veramente nel profondo ascoltare le sue parole. Emerge una sofferenza autentica, profonda, che merita rispetto e comprensione. È importante dirle subito una cosa con molta chiarezza: ciò che ha vissuto non è stata una relazione sana, e il comportamento di questo ragazzo ha avuto tratti marcatamente tossici, svalutanti e manipolatori.
Lei non è “esagerata”, “debole” o “incapace di lasciar andare”. È una persona che ha investito affettivamente in qualcuno che ha alternato avvicinamenti intensi e promesse implicite a rifiuti, silenzi, provocazioni e umiliazioni. Questo tipo di dinamica crea un legame molto forte proprio perché instabile: il cervello e il sistema emotivo restano agganciati alla speranza di ricevere finalmente quella conferma che ogni volta viene promessa e poi negata.
Quest’uomo è stato chiaro su un punto fin dall’inizio: non crede nella fedeltà, normalizza il tradimento e lo giustifica come “debolezza maschile”. Questo non è sincerità, è scarico di responsabilità. Presentarsi come “onesto” mentre si dichiara incapace di rispettare un legame è una forma di manipolazione: sposta su di lei il peso della scelta (“se resti, accetti questo”) e la mette nella posizione di dover tollerare qualcosa che va contro i suoi valori pur di non perderlo.
Successivamente, il suo comportamento è diventato sempre più incoerente e dannoso: prima la supplica di tornare, poi il ritiro improvviso; prima la seduzione, poi la svalutazione; prima il bisogno di lei, poi il disprezzo. Questo continuo “tirare e mollare” non è confusione emotiva: è un modo di mantenere controllo e potere, tenendola agganciata senza assumersi alcuna responsabilità affettiva.
Il momento più grave, che va nominato con forza, è la pubblicazione dei suoi messaggi privati per deriderla. Questo è un atto di violenza psicologica e di umiliazione pubblica. Non è immaturità, non è rabbia: è una chiara mancanza di rispetto e di empatia. Così come darle della “psicopatica” dopo averla provocata, cercata e poi rifiutata è una forma di gaslighting, che porta la vittima a dubitare di sé e della propria legittima reazione al dolore.
Il fatto che continui a guardare i suoi stati, a bloccarla e sbloccarla, a riapparire con messaggi ambigui, non significa che provi amore o interesse sano. Significa che non tollera di essere dimenticato, che ha bisogno di sentirsi ancora presente nella sua mente. È un comportamento intrusivo, non affettivo.
Lei oggi soffre così tanto perché non è legata a “lui” come persona reale, ma al legame traumatico che si è creato: un intreccio di idealizzazione, speranza, rifiuto e svalutazione. Piange ogni giorno perché il suo sistema emotivo è ancora in allarme, come se dovesse continuamente elaborare una perdita che in realtà è stata riattivata molte volte. Il pensiero che lui possa avere un’altra la turba perché la sua autostima è stata colpita: non perché lei valga meno, ma perché è stata fatta sentire sostituibile e “non abbastanza”.
Il fatto che razionalmente lei sappia che non è la persona giusta, ma emotivamente non riesca a lasciarlo andare, non è una contraddizione: è l’effetto di una relazione che ha minato sicurezza, fiducia e confini.
Quello che ora è fondamentale non è capire lui, ma proteggere lei stessa. Continuare a monitorare i suoi movimenti, anche solo attraverso gli stati, mantiene aperta la ferita. Questo legame non può guarire da solo perché non è mai stato uno spazio sicuro.
Se lo desidera, posso accompagnarla in un percorso di supporto psicologico per aiutarla a sciogliere questo attaccamento doloroso, ricostruire i confini e restituire dignità al suo sentire. Lei non è sbagliata per aver amato, ma merita una relazione in cui non debba consumarsi per essere vista.
Se ha desiderio, sono qui per Lei. Mi contatti pure in privato.
Un caro saluto,
Dott.ssa Susanna Brandolini
Le consiglio di consultare uno psicoterapeuta che la aiuti a migliorare la comunicazione ed il rapporto con questo ragazzo ed a chiarire eventuali errori commessi da uno o da entrambi. Le consiglio anche di non sottovalutare la sua condizione: se dura già da molti mesi, evidentemente ha una forte base emotiva, mi sembra da parte di entrambi. Le segnalo il sito a mio nome dove può trovare info sulla terapia strategico-gestaltica che è particolarmente adatta a migliorare le relazioni interpersonali.
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