Buongiorno Vorrei un vostro consiglio/parere Ho iniziato ad uscire con la mia collega di lavoro, d
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risposte
Buongiorno
Vorrei un vostro consiglio/parere
Ho iniziato ad uscire con la mia collega di lavoro, diciamo che siamo diventati amici.
Sto notando che mi sta iniziando a piacere, lei ha già messo le cose in chiaro dicendo che siamo solo amici però c'è molto contatto fisico tra noi.
Ieri sera siamo usciti di nuovo insieme e mi ha detto che ha parlato di me ad una sua amica facendole vedere una mia foto, quest'ultima mi trova carino.
In conclusione la mia collega vorrebbe che io uscissi o provassi a conoscere la sua amica ma il problema è che mi sta iniziando a piacere proprio la mia collega...
Sto perdendo le speranze.
Che dovrei fare??
Vorrei un vostro consiglio/parere
Ho iniziato ad uscire con la mia collega di lavoro, diciamo che siamo diventati amici.
Sto notando che mi sta iniziando a piacere, lei ha già messo le cose in chiaro dicendo che siamo solo amici però c'è molto contatto fisico tra noi.
Ieri sera siamo usciti di nuovo insieme e mi ha detto che ha parlato di me ad una sua amica facendole vedere una mia foto, quest'ultima mi trova carino.
In conclusione la mia collega vorrebbe che io uscissi o provassi a conoscere la sua amica ma il problema è che mi sta iniziando a piacere proprio la mia collega...
Sto perdendo le speranze.
Che dovrei fare??
Cara persona,
l’attrazione, l’innamoramento è bello come emozione in sé: ci dà energia, ci dà speranza, un sentimento di piacere che proviamo, ci fa essere persone migliori, più carine. Ma nello stesso tempo, molto più spesso nella società succede che l’altro non sia in sintonia con le nostre emozioni; non dobbiamo provare rabbia o altro, è semplicemente così.
Accettiamo anche che l’amica sarà sempre tale, ma non ha un desiderio in particolare per lei. Dobbiamo essere capaci di rispettare ciò che l’altro ci comunica. Nella vita deve dedicarsi a migliorare e a conoscere persone che riflettono la stessa emozione per avere un vero godimento di quello che significa il amore.
l’attrazione, l’innamoramento è bello come emozione in sé: ci dà energia, ci dà speranza, un sentimento di piacere che proviamo, ci fa essere persone migliori, più carine. Ma nello stesso tempo, molto più spesso nella società succede che l’altro non sia in sintonia con le nostre emozioni; non dobbiamo provare rabbia o altro, è semplicemente così.
Accettiamo anche che l’amica sarà sempre tale, ma non ha un desiderio in particolare per lei. Dobbiamo essere capaci di rispettare ciò che l’altro ci comunica. Nella vita deve dedicarsi a migliorare e a conoscere persone che riflettono la stessa emozione per avere un vero godimento di quello che significa il amore.
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Buongiorno,
capisco ed è normale sentirsi confusi: provare interesse per una persona che ha espresso chiaramente di voler restare “solo amica” può creare aspettative, speranze e allo stesso tempo timori di esporsi. È comprensibile sentirsi in bilico quando i comportamenti (contatto, confidenza, uscite) sembrano comunicare qualcosa di diverso dalle parole.
In situazioni così, più che cercare la risposta “giusta”, può essere utile chiedersi cosa desidera realmente lei e come si sente dentro questa ambiguità. Non si tratta di forzare una scelta, ma di capire se restare in questa dinamica le fa bene o se, pur con delicatezza, vale la pena esprimere ciò che prova per avere un po’ di chiarezza.
Queste sono riflessioni generali; senza conoscere direttamente la situazione non è possibile indicare cosa dovrebbe fare, ma è legittimo cercare una posizione che la faccia stare meglio con se stesso. un Cordiale saluto
capisco ed è normale sentirsi confusi: provare interesse per una persona che ha espresso chiaramente di voler restare “solo amica” può creare aspettative, speranze e allo stesso tempo timori di esporsi. È comprensibile sentirsi in bilico quando i comportamenti (contatto, confidenza, uscite) sembrano comunicare qualcosa di diverso dalle parole.
In situazioni così, più che cercare la risposta “giusta”, può essere utile chiedersi cosa desidera realmente lei e come si sente dentro questa ambiguità. Non si tratta di forzare una scelta, ma di capire se restare in questa dinamica le fa bene o se, pur con delicatezza, vale la pena esprimere ciò che prova per avere un po’ di chiarezza.
Queste sono riflessioni generali; senza conoscere direttamente la situazione non è possibile indicare cosa dovrebbe fare, ma è legittimo cercare una posizione che la faccia stare meglio con se stesso. un Cordiale saluto
Dal punto di vista psicologico è comprensibile che lei si senta confuso e coinvolto, perché quando una persona mantiene una vicinanza emotiva e fisica significativa, pur dichiarando un legame esclusivamente amicale, può generare aspettative e sentimenti contrastanti nell’altro. È importante considerare che le parole espresse dalla sua collega rappresentano al momento l’indicazione più affidabile delle sue intenzioni, mentre i comportamenti ambigui possono riflettere un bisogno di affetto, di conferma o di compagnia, senza necessariamente implicare un interesse sentimentale. In questa fase diventa centrale tutelare il suo benessere emotivo, chiedendosi se continuare questo tipo di rapporto così com’è sia sostenibile per lei oppure se rischia di alimentare ulteriormente una speranza che potrebbe non trovare riscontro. Un confronto sincero e rispettoso, qualora lei se la sentisse, potrebbe aiutarla a fare chiarezza e a ristabilire confini più definiti, permettendole di comprendere se esista uno spazio reale per qualcosa di diverso o se sia più opportuno prendere una lieve distanza per proteggersi emotivamente. Qualunque scelta farà, è fondamentale che tenga conto dei suoi bisogni e delle sue emozioni, senza metterle in secondo piano per paura di perdere il rapporto.
ciao, fare qualcosa che non ci va di fare, non è mai una soluzione, anche perché non essendo una ns scelta, prima o poi si torcerebbe contro. capisco anche che non vuoi perderla e dirle ciò che provi inclinerebbe il tuo rapporto con lei. Ma la verità è che non stai cercando in lei un'amica ma vorresti condividere con lei un altro tipo di esperienza: l'amicizia implica sincerità, e se vuoi darti una possibilità, dovresti valutare l'idea di essere più sincero con lei, o cqe che se dovessi decidere di non dirle nulla, dovresti capire quanto sei in grado ad accontentarti della sua amicizia pur di non perderla e di rischiare che sia lei un giorno a poter incontrare qualcun altro.
Capisco la confusione e la difficoltà che stai vivendo: quando i segnali sono ambigui è facile sentirsi bloccati e perdere chiarezza su cosa fare. È importante fermarsi e ascoltare cosa provi davvero tu, al di là delle aspettative degli altri.
Se vuoi fare ordine in questa situazione e capire come muoverti, ti invito a fissare un colloquio conoscitivo gratuito con me, così possiamo ragionarci insieme con calma. Ti aspetto, Dott.ssa Alessandra Corti
Se vuoi fare ordine in questa situazione e capire come muoverti, ti invito a fissare un colloquio conoscitivo gratuito con me, così possiamo ragionarci insieme con calma. Ti aspetto, Dott.ssa Alessandra Corti
Buongiorno,
ha valutato la possibilità di uscire con l'amica della sua collega?
Ho l'impressione che la sua collega sia stata molto chiara.
ha valutato la possibilità di uscire con l'amica della sua collega?
Ho l'impressione che la sua collega sia stata molto chiara.
Buongiorno, da ciò che racconta sembra trovarsi in una situazione ambigua che comprensibilmente può generare confusione e frustrazione. Da un lato c’è una vicinanza e un contatto che possono alimentare speranze; dall’altro la sua collega ha espresso esplicitamente il desiderio di mantenere il rapporto su un piano di amicizia.
In questi casi può essere utile fermarsi e chiedersi cosa sia più tutelante per sé: se continuare a restare in una dinamica che rischia di farle coltivare aspettative non condivise, oppure provare a fare chiarezza e riflettere sui propri bisogni e limiti. Accettare di conoscere l’amica solo per “non perdere” il legame con la collega potrebbe infatti aumentare il suo senso di disagio e alimentare la confusione.
A volte la difficoltà non sta tanto nel “cosa fare” quanto nel riconoscere e legittimare ciò che si prova, senza svalutarlo. Se questa situazione dovesse farla stare male o ripetersi spesso nelle sue relazioni, un confronto con un professionista potrebbe aiutarla a comprendere meglio le sue modalità affettive e a fare scelte più in linea con ciò che desidera davvero.
Un caro saluto,
Simona Santoni - Psicologa
In questi casi può essere utile fermarsi e chiedersi cosa sia più tutelante per sé: se continuare a restare in una dinamica che rischia di farle coltivare aspettative non condivise, oppure provare a fare chiarezza e riflettere sui propri bisogni e limiti. Accettare di conoscere l’amica solo per “non perdere” il legame con la collega potrebbe infatti aumentare il suo senso di disagio e alimentare la confusione.
A volte la difficoltà non sta tanto nel “cosa fare” quanto nel riconoscere e legittimare ciò che si prova, senza svalutarlo. Se questa situazione dovesse farla stare male o ripetersi spesso nelle sue relazioni, un confronto con un professionista potrebbe aiutarla a comprendere meglio le sue modalità affettive e a fare scelte più in linea con ciò che desidera davvero.
Un caro saluto,
Simona Santoni - Psicologa
Buongiorno,
dalla sua descrizione emerge una situazione complessa dal punto di vista emotivo. È normale provare attrazione verso qualcuno con cui si trascorre tempo e c’è confidenza, specialmente se ci sono segnali ambigui come il contatto fisico frequente. Tuttavia, è importante distinguere tra amicizia, attrazione e la possibilità concreta di una relazione, rispettando i limiti che la sua collega ha chiaramente indicato.
In questo momento, cercare di allontanarsi un po’ emotivamente potrebbe aiutarla a valutare meglio i propri sentimenti e a prendere decisioni senza forzature o aspettative. Inoltre, riflettere su cosa desidera realmente e su come gestire la situazione senza ferire nessuno può essere utile per evitare confusione e frustrazione.
Ogni dinamica di questo tipo è unica, quindi per avere strategie personalizzate e chiarire i propri sentimenti in modo sicuro, è consigliabile approfondire la questione con uno specialista.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
dalla sua descrizione emerge una situazione complessa dal punto di vista emotivo. È normale provare attrazione verso qualcuno con cui si trascorre tempo e c’è confidenza, specialmente se ci sono segnali ambigui come il contatto fisico frequente. Tuttavia, è importante distinguere tra amicizia, attrazione e la possibilità concreta di una relazione, rispettando i limiti che la sua collega ha chiaramente indicato.
In questo momento, cercare di allontanarsi un po’ emotivamente potrebbe aiutarla a valutare meglio i propri sentimenti e a prendere decisioni senza forzature o aspettative. Inoltre, riflettere su cosa desidera realmente e su come gestire la situazione senza ferire nessuno può essere utile per evitare confusione e frustrazione.
Ogni dinamica di questo tipo è unica, quindi per avere strategie personalizzate e chiarire i propri sentimenti in modo sicuro, è consigliabile approfondire la questione con uno specialista.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Gentile utente,
la situazione che descrive è emotivamente comprensibile e, dal punto di vista clinico–relazionale, tutt’altro che banale.
Provo a offrirle una lettura chiara e alcuni orientamenti utili.
1. Messaggi espliciti vs messaggi impliciti
La sua collega ha espresso verbalmente un confine chiaro: “siamo solo amici”. Questo è un messaggio esplicito che va preso sul serio.
Allo stesso tempo, il contatto fisico frequente, il tempo condiviso e il coinvolgimento (parlare di lei a un’amica, mostrarne la foto) costituiscono messaggi impliciti, che possono facilmente generare ambivalenza e confusione emotiva.
Dal punto di vista sistemico-relazionale, quando i messaggi sono incongruenti, chi li riceve tende a “restare agganciato”, sperando che il significato implicito prevalga su quello dichiarato. È spesso qui che nasce la sofferenza.
2. Il suo coinvolgimento merita ascolto
Il fatto che lei stia iniziando a provare qualcosa è un dato importante, non un errore. Tuttavia, continuare a frequentarla fingendo di essere “solo un amico”, mentre dentro di sé cresce un investimento affettivo, rischia di metterla in una posizione asimmetrica e dolorosa.
La richiesta di uscire con l’amica, in questo senso, può essere letta come un tentativo della collega di:
• ribadire il confine amicale
• oppure alleggerire una tensione che percepisce ma che non desidera trasformare in relazione
3. Cosa può fare concretamente
Più che “perdere o mantenere le speranze”, la domanda centrale diventa: come posso tutelare il mio equilibrio emotivo?
Alcuni passaggi possibili:
• si chiarisca prima di tutto con se stesso: è davvero disponibile a restare in un’amicizia senza aspettative?
• se la risposta è no, può essere utile comunicare in modo rispettoso e diretto che per lei la relazione sta assumendo un significato diverso
• accettare la proposta di conoscere l’amica solo se nasce da un reale interesse, non come strategia difensiva o tentativo di dimenticare qualcun’altra
4. Accettare il limite non è una sconfitta
Se la collega confermasse il suo confine, questo non direbbe nulla sul suo valore personale, ma solo sulla sua disponibilità relazionale in questo momento. Saper riconoscere e rispettare un limite è una forma di maturità affettiva, non di rinuncia.
In sintesi:
non resti in una posizione ambigua che alimenta speranza e frustrazione
dia dignità a ciò che prova
scelga ciò che la fa stare meglio nel medio periodo, non solo nell’immediato
Rimango a disposizione per qualsiasi approfondimento.
Un caro saluto,
Dott.ssa Caterina Lo Bianco – Psicologa clinica, Psicologa ad orientamento Sistemico-Relazionale
la situazione che descrive è emotivamente comprensibile e, dal punto di vista clinico–relazionale, tutt’altro che banale.
Provo a offrirle una lettura chiara e alcuni orientamenti utili.
1. Messaggi espliciti vs messaggi impliciti
La sua collega ha espresso verbalmente un confine chiaro: “siamo solo amici”. Questo è un messaggio esplicito che va preso sul serio.
Allo stesso tempo, il contatto fisico frequente, il tempo condiviso e il coinvolgimento (parlare di lei a un’amica, mostrarne la foto) costituiscono messaggi impliciti, che possono facilmente generare ambivalenza e confusione emotiva.
Dal punto di vista sistemico-relazionale, quando i messaggi sono incongruenti, chi li riceve tende a “restare agganciato”, sperando che il significato implicito prevalga su quello dichiarato. È spesso qui che nasce la sofferenza.
2. Il suo coinvolgimento merita ascolto
Il fatto che lei stia iniziando a provare qualcosa è un dato importante, non un errore. Tuttavia, continuare a frequentarla fingendo di essere “solo un amico”, mentre dentro di sé cresce un investimento affettivo, rischia di metterla in una posizione asimmetrica e dolorosa.
La richiesta di uscire con l’amica, in questo senso, può essere letta come un tentativo della collega di:
• ribadire il confine amicale
• oppure alleggerire una tensione che percepisce ma che non desidera trasformare in relazione
3. Cosa può fare concretamente
Più che “perdere o mantenere le speranze”, la domanda centrale diventa: come posso tutelare il mio equilibrio emotivo?
Alcuni passaggi possibili:
• si chiarisca prima di tutto con se stesso: è davvero disponibile a restare in un’amicizia senza aspettative?
• se la risposta è no, può essere utile comunicare in modo rispettoso e diretto che per lei la relazione sta assumendo un significato diverso
• accettare la proposta di conoscere l’amica solo se nasce da un reale interesse, non come strategia difensiva o tentativo di dimenticare qualcun’altra
4. Accettare il limite non è una sconfitta
Se la collega confermasse il suo confine, questo non direbbe nulla sul suo valore personale, ma solo sulla sua disponibilità relazionale in questo momento. Saper riconoscere e rispettare un limite è una forma di maturità affettiva, non di rinuncia.
In sintesi:
non resti in una posizione ambigua che alimenta speranza e frustrazione
dia dignità a ciò che prova
scelga ciò che la fa stare meglio nel medio periodo, non solo nell’immediato
Rimango a disposizione per qualsiasi approfondimento.
Un caro saluto,
Dott.ssa Caterina Lo Bianco – Psicologa clinica, Psicologa ad orientamento Sistemico-Relazionale
Gentile utente, non possiamo scegliere per chi provare interesse e curiosità. Se la sua collega è stata chiara rispetto alle sue intenzioni, credo che questo vada rispettato. Sarà lei a decidere quanto vicino riesce a stare a questa collega senza provare malessere. Con il tempo passerà. Cordialmente Dott.ssa Alessia D'Angelo
Buongiorno. Ci si può solo proporre all’altro e rispettare il suo voler o non voler una relazione con noi.
Se la sua collega è stata chiara rispetto alla qualità del vostro rapporto d’amicizia le suggerirei di lasciar andare quei sentimenti è valutare se uscirci spesso le giova o meno.
Gli amori non corrisposti talvolta toccano dei tasti delicati.
Rimango a sua disposizione qualora potesse esserle utile uno spazio di supporto.
Un caro saluto.
Dott.ssa Martina Orzi
Se la sua collega è stata chiara rispetto alla qualità del vostro rapporto d’amicizia le suggerirei di lasciar andare quei sentimenti è valutare se uscirci spesso le giova o meno.
Gli amori non corrisposti talvolta toccano dei tasti delicati.
Rimango a sua disposizione qualora potesse esserle utile uno spazio di supporto.
Un caro saluto.
Dott.ssa Martina Orzi
Buongiorno, come mai sta chiedendo un parere a dei professionisti della salute mentale? lei ci sta chiedendo un consiglio su questioni sentimentali, forse siamo un pò fuori tema.
Spero che quanto le ho scritto possa farla riflettere.
Cordialmente, dottor Moraschini.
Spero che quanto le ho scritto possa farla riflettere.
Cordialmente, dottor Moraschini.
Buongiorno, parli sinceramente con la sua collega e le dica che non è assolutamente interessato alla sua amica ma a lei. "e se perdo il rapporto con la mia collega/amica?", non perderebbe nulla di serio al momento avete solo un rapporto tra colleghi nulla di più! Almeno in questo modo non rimarrebbe incastrato in un limbo di incertezza.
Buongiorno,
quella che descrive è una situazione molto più comune di quanto possa sembrare, e soprattutto profondamente umana. Quando nasce una vicinanza fatta di tempo condiviso, confidenze e contatto fisico, è naturale che i sentimenti si muovano, anche se a parole le cose vengono tenute su un piano “amicale”.
Da una parte c’è ciò che la sua collega ha espresso chiaramente, dall’altra c’è ciò che accade nei fatti: la presenza, il contatto, il fatto che lei occupi uno spazio nei suoi pensieri. Questa discrepanza può generare confusione, ma non indica che stia sbagliando o che stia “perdendo”. Indica piuttosto che sta iniziando ad ascoltare ciò che prova.
Forzarsi a conoscere un’altra persona quando dentro di sé sente qualcosa di diverso rischia di aumentare la frustrazione e il disagio. Allo stesso tempo, è importante rispettare i confini che le sono stati comunicati, senza viverli come un rifiuto totale o definitivo. In questi casi, può essere utile rallentare, ridurre l’ambiguità e chiedersi di cosa ha davvero bisogno in questo momento: chiarezza, tutela emotiva, autenticità.
Se e quando lo sentirà, comunicare con semplicità ciò che prova, senza pressioni né aspettative, può essere un modo per prendersi cura di sé e della relazione, qualunque forma poi assuma.
Se questa situazione le sta creando confusione o fatica emotiva, prendersi uno spazio di ascolto dedicato può aiutarla a rimettere ordine dentro di sé e a fare scelte più serene e consapevoli.
quella che descrive è una situazione molto più comune di quanto possa sembrare, e soprattutto profondamente umana. Quando nasce una vicinanza fatta di tempo condiviso, confidenze e contatto fisico, è naturale che i sentimenti si muovano, anche se a parole le cose vengono tenute su un piano “amicale”.
Da una parte c’è ciò che la sua collega ha espresso chiaramente, dall’altra c’è ciò che accade nei fatti: la presenza, il contatto, il fatto che lei occupi uno spazio nei suoi pensieri. Questa discrepanza può generare confusione, ma non indica che stia sbagliando o che stia “perdendo”. Indica piuttosto che sta iniziando ad ascoltare ciò che prova.
Forzarsi a conoscere un’altra persona quando dentro di sé sente qualcosa di diverso rischia di aumentare la frustrazione e il disagio. Allo stesso tempo, è importante rispettare i confini che le sono stati comunicati, senza viverli come un rifiuto totale o definitivo. In questi casi, può essere utile rallentare, ridurre l’ambiguità e chiedersi di cosa ha davvero bisogno in questo momento: chiarezza, tutela emotiva, autenticità.
Se e quando lo sentirà, comunicare con semplicità ciò che prova, senza pressioni né aspettative, può essere un modo per prendersi cura di sé e della relazione, qualunque forma poi assuma.
Se questa situazione le sta creando confusione o fatica emotiva, prendersi uno spazio di ascolto dedicato può aiutarla a rimettere ordine dentro di sé e a fare scelte più serene e consapevoli.
Buongiorno, ti rispondo in modo semplice e onesto. La tua collega è stata chiara a parole (“siamo solo amici”), ma nei fatti mantiene un’ambiguità: contatto fisico, uscite, confidenze. Questo però non significa che voglia una relazione con te. Significa che le fa piacere il legame, l’attenzione, la vicinanza… senza impegnarsi.
Il fatto che ti proponga la sua amica è un segnale abbastanza netto: lei ti sta collocando fuori dal piano sentimentale. Può far male, ma è meglio vederlo ora che illuderti.
Il punto vero è questo: continuare a frequentarla fingendo di essere “solo amici” mentre ti piace ti farà stare peggio.
Hai due strade sane:
o accetti davvero l’amicizia, mettendo dei confini (meno ambiguità);
oppure sei onesto e le dici che ti sta iniziando a piacere e che così fai fatica.
Uscire con l’amica per “non perdere l’occasione” mentre pensi a lei non ti aiuterebbe.
Se vuoi, possiamo capire insieme come dirlo senza rovinare il clima lavorativo e senza metterti in una posizione scomoda. Scrivimi pure in privato.
Il fatto che ti proponga la sua amica è un segnale abbastanza netto: lei ti sta collocando fuori dal piano sentimentale. Può far male, ma è meglio vederlo ora che illuderti.
Il punto vero è questo: continuare a frequentarla fingendo di essere “solo amici” mentre ti piace ti farà stare peggio.
Hai due strade sane:
o accetti davvero l’amicizia, mettendo dei confini (meno ambiguità);
oppure sei onesto e le dici che ti sta iniziando a piacere e che così fai fatica.
Uscire con l’amica per “non perdere l’occasione” mentre pensi a lei non ti aiuterebbe.
Se vuoi, possiamo capire insieme come dirlo senza rovinare il clima lavorativo e senza metterti in una posizione scomoda. Scrivimi pure in privato.
Buongiorno,
la ringrazio per aver condiviso una situazione che, comprensibilmente, può generare confusione e frustrazione. Quando all’interno di un rapporto nascono emozioni non previste o non reciproche, soprattutto in un contesto lavorativo, è normale sentirsi divisi tra ciò che si prova e ciò che “sarebbe più semplice” fare.
Da quello che racconta, la sua collega è stata abbastanza chiara nel definire il rapporto come amicizia, anche se il contatto fisico e alcune attenzioni possono rendere il messaggio emotivamente ambiguo e alimentare speranze. Questo tipo di incongruenza può essere molto destabilizzante, perché crea uno spazio di possibilità che non è però confermato a parole.
È importante che lei si chieda, con onestà verso se stesso, cosa riesce davvero a sostenere. Provare a conoscere l’amica potrebbe essere una possibilità solo se lo fa per reale interesse e non come tentativo di “distrarsi” o di reprimere ciò che prova per la collega. Forzarsi in una direzione che non sente rischia di aumentare il senso di frustrazione e di perdita.
Allo stesso tempo, restare in una relazione amicale che alimenta il coinvolgimento emotivo, senza possibilità di evoluzione, può diventare doloroso nel tempo. In questi casi può essere utile fare chiarezza prima di tutto dentro di sé: capire se per lei questa amicizia, così com’è, è sostenibile oppure se ha bisogno di ridefinire dei confini per tutelarsi emotivamente.
Non esiste una scelta “giusta” in assoluto, ma esiste quella più rispettosa del suo sentire. Prendersi il tempo per ascoltarsi, senza agire solo per paura di perdere qualcuno o di “restare indietro”, è spesso il primo passo per non perdere se stessi.
Se lo desidera, possiamo approfondire meglio insieme questa situazione e lavorare su come gestire il coinvolgimento emotivo e la comunicazione in modo più chiaro e protettivo per lei.
Resto a disposizione.
Un caro saluto,
Alessia Mariosa
Psicologa
la ringrazio per aver condiviso una situazione che, comprensibilmente, può generare confusione e frustrazione. Quando all’interno di un rapporto nascono emozioni non previste o non reciproche, soprattutto in un contesto lavorativo, è normale sentirsi divisi tra ciò che si prova e ciò che “sarebbe più semplice” fare.
Da quello che racconta, la sua collega è stata abbastanza chiara nel definire il rapporto come amicizia, anche se il contatto fisico e alcune attenzioni possono rendere il messaggio emotivamente ambiguo e alimentare speranze. Questo tipo di incongruenza può essere molto destabilizzante, perché crea uno spazio di possibilità che non è però confermato a parole.
È importante che lei si chieda, con onestà verso se stesso, cosa riesce davvero a sostenere. Provare a conoscere l’amica potrebbe essere una possibilità solo se lo fa per reale interesse e non come tentativo di “distrarsi” o di reprimere ciò che prova per la collega. Forzarsi in una direzione che non sente rischia di aumentare il senso di frustrazione e di perdita.
Allo stesso tempo, restare in una relazione amicale che alimenta il coinvolgimento emotivo, senza possibilità di evoluzione, può diventare doloroso nel tempo. In questi casi può essere utile fare chiarezza prima di tutto dentro di sé: capire se per lei questa amicizia, così com’è, è sostenibile oppure se ha bisogno di ridefinire dei confini per tutelarsi emotivamente.
Non esiste una scelta “giusta” in assoluto, ma esiste quella più rispettosa del suo sentire. Prendersi il tempo per ascoltarsi, senza agire solo per paura di perdere qualcuno o di “restare indietro”, è spesso il primo passo per non perdere se stessi.
Se lo desidera, possiamo approfondire meglio insieme questa situazione e lavorare su come gestire il coinvolgimento emotivo e la comunicazione in modo più chiaro e protettivo per lei.
Resto a disposizione.
Un caro saluto,
Alessia Mariosa
Psicologa
Buonasera, Buongiorno, provo a risponderti in modo chiaro e diretto.
Certe volte le parole contano più dei gesti. Lei ti ha detto chiaramente “siamo solo amici”: questo è il limite che ha messo. Il contatto fisico e le ambiguità non indicano necessariamente un desiderio amoroso, ma possono servire a tenere l’altro vicino senza impegnarsi.
Il fatto che ti proponga l’amica è un segnale importante: ti sta collocando fuori dal posto del partner possibile. Qui il punto non è “perdere le speranze”, ma ascoltare la realtà invece di restare agganciato all’ambiguità.
Ora hai due strade:
accettare il ruolo di amico e conoscere davvero l’amica, se ti va
oppure fermarti e dirle onestamente che per te non è solo amicizia, prendendoti il rischio di perdere quell’equilibrio
Restare nel “forse” ti farà solo soffrire.
In sintesi: chiediti cosa vuoi tu, non cosa speri che lei cambi. Il desiderio, per Lacan, non cresce nell’attesa, ma nella scelta.
Un caro saluto
Certe volte le parole contano più dei gesti. Lei ti ha detto chiaramente “siamo solo amici”: questo è il limite che ha messo. Il contatto fisico e le ambiguità non indicano necessariamente un desiderio amoroso, ma possono servire a tenere l’altro vicino senza impegnarsi.
Il fatto che ti proponga l’amica è un segnale importante: ti sta collocando fuori dal posto del partner possibile. Qui il punto non è “perdere le speranze”, ma ascoltare la realtà invece di restare agganciato all’ambiguità.
Ora hai due strade:
accettare il ruolo di amico e conoscere davvero l’amica, se ti va
oppure fermarti e dirle onestamente che per te non è solo amicizia, prendendoti il rischio di perdere quell’equilibrio
Restare nel “forse” ti farà solo soffrire.
In sintesi: chiediti cosa vuoi tu, non cosa speri che lei cambi. Il desiderio, per Lacan, non cresce nell’attesa, ma nella scelta.
Un caro saluto
Buongiorno, comprendo il senso di confusione e frustrazione che sta vivendo. Quando nasce un interesse emotivo in una relazione che era partita come amicizia, soprattutto in un contesto lavorativo, è naturale sentirsi divisi tra ciò che si prova e ciò che l’altro ha dichiarato.
Da quello che racconta, sembra che ci sia un vissuto ambiguo, in cui i gesti e la vicinanza fisica possono alimentare speranze, anche se a parole lei ha messo dei limiti chiari. Questo può rendere difficile capire come muoversi e può far sentire bloccati, con la sensazione di “stare aspettando qualcosa” che forse non arriverà.
Più che cercare una strategia giusta o sbagliata, potrebbe essere utile fermarsi ad ascoltare cosa prova davvero. A volte tutelarsi significa anche riconoscere i propri sentimenti e i propri confini, senza forzarsi in direzioni che non sentiamo autentiche.
Un confronto sincero con se stesso — e, se e quando possibile, anche con l’altra persona — può aiutare a fare chiarezza. Un percorso psicologico potrebbe offrirLe uno spazio sicuro per comprendere meglio cosa desidera, come gestire questa ambivalenza e come muoversi in modo più rispettoso dei Suoi bisogni emotivi.
Un caro saluto
Dott.ssa Barcella
Da quello che racconta, sembra che ci sia un vissuto ambiguo, in cui i gesti e la vicinanza fisica possono alimentare speranze, anche se a parole lei ha messo dei limiti chiari. Questo può rendere difficile capire come muoversi e può far sentire bloccati, con la sensazione di “stare aspettando qualcosa” che forse non arriverà.
Più che cercare una strategia giusta o sbagliata, potrebbe essere utile fermarsi ad ascoltare cosa prova davvero. A volte tutelarsi significa anche riconoscere i propri sentimenti e i propri confini, senza forzarsi in direzioni che non sentiamo autentiche.
Un confronto sincero con se stesso — e, se e quando possibile, anche con l’altra persona — può aiutare a fare chiarezza. Un percorso psicologico potrebbe offrirLe uno spazio sicuro per comprendere meglio cosa desidera, come gestire questa ambivalenza e come muoversi in modo più rispettoso dei Suoi bisogni emotivi.
Un caro saluto
Dott.ssa Barcella
Salve, la situazione che descrive è comprensibilmente confusa e può creare aspettative contrastanti.
Da un lato, la sua collega è stata chiara nel definire il rapporto come amicizia. Questo è un punto importante da rispettare, anche se il contatto fisico e l’attenzione che le dedica possono generare segnali ambigui. A volte alcune persone vivono l’amicizia in modo molto affettuoso senza che questo implichi un interesse sentimentale.
Dall’altro lato, è normale che lei stia sviluppando dei sentimenti. Il rischio, continuando così senza chiarire, è quello di farsi male o di restare in una posizione di attesa che la mette a disagio.
Il consiglio è di fermarsi un momento e chiarire prima di tutto con se stesso cosa desidera davvero. Se sente che l’interesse per la collega sta diventando forte, potrebbe valutare di dirglielo con calma e sincerità, senza pressioni, accettando anche la possibilità che lei confermi di voler restare solo amica. Questo le permetterebbe almeno di uscire dall’ambiguità.
Per quanto riguarda l’amica, accettare di conoscerla solo per “dimenticare” la collega probabilmente non sarebbe corretto né verso di lei né verso se stesso. Potrebbe farlo solo se si sente davvero libero e curioso di conoscere un’altra persona, non come ripiego.
In sintesi: rispetto dei confini, chiarezza e tutela dei propri sentimenti. Anche se può sembrare difficile, affrontare la situazione in modo onesto è spesso il modo migliore per non perdere la stima di sé e per andare avanti, qualunque sia l’esito.
Un caro saluto.
Dott.ssa Gaia Evangelisti, Psicologa.
Da un lato, la sua collega è stata chiara nel definire il rapporto come amicizia. Questo è un punto importante da rispettare, anche se il contatto fisico e l’attenzione che le dedica possono generare segnali ambigui. A volte alcune persone vivono l’amicizia in modo molto affettuoso senza che questo implichi un interesse sentimentale.
Dall’altro lato, è normale che lei stia sviluppando dei sentimenti. Il rischio, continuando così senza chiarire, è quello di farsi male o di restare in una posizione di attesa che la mette a disagio.
Il consiglio è di fermarsi un momento e chiarire prima di tutto con se stesso cosa desidera davvero. Se sente che l’interesse per la collega sta diventando forte, potrebbe valutare di dirglielo con calma e sincerità, senza pressioni, accettando anche la possibilità che lei confermi di voler restare solo amica. Questo le permetterebbe almeno di uscire dall’ambiguità.
Per quanto riguarda l’amica, accettare di conoscerla solo per “dimenticare” la collega probabilmente non sarebbe corretto né verso di lei né verso se stesso. Potrebbe farlo solo se si sente davvero libero e curioso di conoscere un’altra persona, non come ripiego.
In sintesi: rispetto dei confini, chiarezza e tutela dei propri sentimenti. Anche se può sembrare difficile, affrontare la situazione in modo onesto è spesso il modo migliore per non perdere la stima di sé e per andare avanti, qualunque sia l’esito.
Un caro saluto.
Dott.ssa Gaia Evangelisti, Psicologa.
Buonasera, comprendo la confusione che prova, forse alimentata dai segnali ricevuti dalla collega che risultano ambigui e poco chiari (parole che pongono un limite, ma comportamenti di vicinanza fisica), quindi è normale sentirsi disorientati. Tuttavia per capire meglio la situazione ci sarebbe da approfondirla. Se è interessato può contattarmi e potremmo fissare un colloquio conoscitivo.
Dott.ssa Federica Amorosino - Psicologa
Dott.ssa Federica Amorosino - Psicologa
Buongiorno,
la situazione che descrive è comprensibilmente fonte di confusione: da un lato l’interesse emotivo che sta emergendo nei confronti della sua collega, dall’altro i segnali talvolta ambigui che riceve , insieme al fatto che lei ha chiarito di voler mantenere il vostro rapporto su un piano amicale.
È importante partire proprio da questo punto: lei ha chiarito di vedervi come amici. Il contatto fisico o il parlare di lei a un’amica possono avere significati diversi e non sempre indicano un coinvolgimento sentimentale; talvolta esprimono affetto, complicità o semplicemente uno stile relazionale aperto. Quando i messaggi sono contrastanti, il rischio è quello di investire aspettative che possono portare frustrazione. Può essere utile fermarsi a riflettere su alcuni aspetti:
Chiarire prima di tutto con se stesso cosa prova per la collega e cosa desidererebbe realmente da questo rapporto.
Rispettare i confini che lei ha espresso, evitando di leggere nei comportamenti segnali che non sono stati dichiarati.
Valutare una comunicazione aperta e diretta con la collega, se l’ambiguità le crea confusione o disagio, esprimendo ciò che prova in modo calmo e senza aspettative o pressioni.
Dirle con serenità che non se la sente di uscire con la sua amica, se questa proposta non rispecchia ciò che prova: forzarsi in una direzione che non sente autentica rischia di provocarle ulteriore disagio e frustrazione.
Tenere conto del contesto lavorativo, che rende particolarmente importante tutelare il rispetto reciproco e la chiarezza. Più che parlare di “perdere le speranze”, può essere utile leggere questo momento come un passaggio di maggiore consapevolezza emotiva: dare ascolto a ciò che prova e comunicarlo con autenticità è già un modo per prendersi cura di sé, al di là dell’esito della relazione.
Se la situazione dovesse crearle ulteriore disagio potrebbe considerare di intraprendere un percorso di supporto psicologico.
Resto a disposizione.
Un caro saluto,
Dott.ssa Chiara Pesce.
la situazione che descrive è comprensibilmente fonte di confusione: da un lato l’interesse emotivo che sta emergendo nei confronti della sua collega, dall’altro i segnali talvolta ambigui che riceve , insieme al fatto che lei ha chiarito di voler mantenere il vostro rapporto su un piano amicale.
È importante partire proprio da questo punto: lei ha chiarito di vedervi come amici. Il contatto fisico o il parlare di lei a un’amica possono avere significati diversi e non sempre indicano un coinvolgimento sentimentale; talvolta esprimono affetto, complicità o semplicemente uno stile relazionale aperto. Quando i messaggi sono contrastanti, il rischio è quello di investire aspettative che possono portare frustrazione. Può essere utile fermarsi a riflettere su alcuni aspetti:
Chiarire prima di tutto con se stesso cosa prova per la collega e cosa desidererebbe realmente da questo rapporto.
Rispettare i confini che lei ha espresso, evitando di leggere nei comportamenti segnali che non sono stati dichiarati.
Valutare una comunicazione aperta e diretta con la collega, se l’ambiguità le crea confusione o disagio, esprimendo ciò che prova in modo calmo e senza aspettative o pressioni.
Dirle con serenità che non se la sente di uscire con la sua amica, se questa proposta non rispecchia ciò che prova: forzarsi in una direzione che non sente autentica rischia di provocarle ulteriore disagio e frustrazione.
Tenere conto del contesto lavorativo, che rende particolarmente importante tutelare il rispetto reciproco e la chiarezza. Più che parlare di “perdere le speranze”, può essere utile leggere questo momento come un passaggio di maggiore consapevolezza emotiva: dare ascolto a ciò che prova e comunicarlo con autenticità è già un modo per prendersi cura di sé, al di là dell’esito della relazione.
Se la situazione dovesse crearle ulteriore disagio potrebbe considerare di intraprendere un percorso di supporto psicologico.
Resto a disposizione.
Un caro saluto,
Dott.ssa Chiara Pesce.
Gentile utente, la situazione che descrive è comprensibilmente fonte di confusione emotiva, perché coinvolge segnali che possono apparire ambigui e aspettative non allineate. Da un punto di vista psicologico è importante distinguere tra ciò che lei sente e ciò che l’altra persona ha esplicitamente comunicato: la sua collega ha dichiarato di voler mantenere un rapporto di amicizia, e questo rappresenta al momento il dato più chiaro su cui orientarsi, anche se il contatto fisico e alcune attenzioni possono generare speranza o alimentare il dubbio. È possibile che per lei questo legame stia assumendo un significato affettivo crescente, mentre per lei resti su un piano diverso, ed è proprio questo scarto che può creare sofferenza se non viene riconosciuto. Più che “perdere le speranze”, può essere utile chiedersi cosa sia sostenibile per lei: continuare a frequentarla accettando un rapporto solo amicale, con il rischio di alimentare aspettative, oppure chiarire con rispetto come si sente, senza pressioni e senza richieste implicite di cambiamento. Accettare di conoscere l’amica potrebbe avere senso solo se lei sente di poterlo fare in modo autentico, e non come ripiego o strategia per avvicinarsi indirettamente alla collega. In generale, una comunicazione chiara e coerente con i propri vissuti, unita alla capacità di tollerare anche una possibile delusione, è spesso la strada più tutelante per il proprio equilibrio emotivo, soprattutto considerando che il contesto lavorativo richiede particolare attenzione ai confini relazionali. Dott.ssa Chiara Avelli.
Gentile utente, la situazione che descrive è comprensibilmente ambigua e può generare confusione. Dal momento che lei ha già chiarito di vedervi come amici, è importante prendere sul serio questo limite e chiedersi se per lei è sostenibile restare in questa posizione. Può essere utile fare chiarezza dentro di sé su cosa desidera davvero e, se necessario, ridurre l’ambiguità per tutelare il suo coinvolgimento emotivo. Un caro saluto
Buongiorno, grazie per aver condiviso il dubbio. È una situazione più comune di quanto si pensi e comprensibilmente crea confusione. Da quello che racconta sembra esserci una discrepanza tra ciò che viene detto e ciò che viene agito: da un lato la collega chiarisce che vi considera “solo amici”, dall’altro mantiene un contatto fisico e un livello di confidenza che può facilmente alimentare aspettative. Questo non significa necessariamente che lei stia giocando o che abbia cattive intenzioni, ma che probabilmente non è chiara (o pronta) sul piano emotivo. Il punto centrale, più che capire cosa prova lei, è fermarsi un attimo su cosa sta facendo lei a sé stesso restando in questa ambiguità. Continuare a frequentarla sperando che cambi idea può esporla a frustrazione e delusione, soprattutto se intanto le viene proposto di “guardare altrove”. Forzarsi a conoscere l’amica quando il suo interesse è rivolto alla collega difficilmente sarebbe autentico, né per lei né per l’altra persona. Allo stesso tempo, esporsi con la collega in modo diretto può essere rischioso, specie considerando che lavorate insieme. In casi come questo spesso è utile:
- rallentare, senza prendere decisioni impulsive
- osservare se alle parole seguono fatti coerenti nel tempo
- chiarire prima di tutto con sé stesso cosa è disposto ad accettare: amicizia vera o qualcosa di diverso
Se sente che la situazione la sta coinvolgendo emotivamente più di quanto riesca a gestire, mettere un po’ di distanza può essere una forma di tutela, non una sconfitta.
Un saluto, Dottoressa Chiara Venitucci.
- rallentare, senza prendere decisioni impulsive
- osservare se alle parole seguono fatti coerenti nel tempo
- chiarire prima di tutto con sé stesso cosa è disposto ad accettare: amicizia vera o qualcosa di diverso
Se sente che la situazione la sta coinvolgendo emotivamente più di quanto riesca a gestire, mettere un po’ di distanza può essere una forma di tutela, non una sconfitta.
Un saluto, Dottoressa Chiara Venitucci.
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