Salve dottori, soffro da oltre 2 anni di attacchi di panico e depressione, 2 eventi che mi hanno str
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Salve dottori, soffro da oltre 2 anni di attacchi di panico e depressione, 2 eventi che mi hanno stravolto la vita. Ho smesso di andare all'università, di uscire, di frequentare le persone, perché i rumori, il casino, l'ansia che mi creano queste situazioni mi fanno stare male. Ho trascorso più di un anno in casa, nella mi camera, sempre più sola con il mio cane ma stavo bene nel silenzio, poi ho ripreso a fare piccole cose ma sempre accompagnata oppure di durate brevi. Vi dico questo perché venerdì dovrei partire per andare a trovare la mia migliore amica che vive in Sicilia, non ci vediamo da anni ed è stata la persona che più mi ha capita ed aiutata e so che andando da lei, vivere con lei mi aiuterà tantissimo, mi farà sentire accolta, compresa, amata e so anche che questo viaggio mi aiuterà a capire e forse anche a fare passi avanti nella mia vita quotidiana, ma a distanza di pochi giorni inizio ad avere dei ripensamenti, l'ansia e la paura si stanno impossessando di me e so che i giorni che precederanno saranno devastanti per me, ho paura di non essere in grado a sopportare di stare con più persone, di fare cose che ormai non faccio più, sto pensando se è giusto fare questo viaggio se questi sono i miei pensieri.
Ho un brutto rapporto con la mia famiglia, non mi sento accolta, capita e sostenuta ed ho avuto una brutta esperienza la settimana scorsa, la mia psicologa mi ha abbandonato per un motivo che non ho neanche capito e questa cosa mi ha ferito profondamente e mi ha reso più insicura e lei lo sapeva del viaggio e di come avrei preso l'essere lasciata ma l'ha fatto lo stesso, adesso mi sento più sola, ferita, fragile e confusa.
Grazie mille per le vostre risposte
Ho un brutto rapporto con la mia famiglia, non mi sento accolta, capita e sostenuta ed ho avuto una brutta esperienza la settimana scorsa, la mia psicologa mi ha abbandonato per un motivo che non ho neanche capito e questa cosa mi ha ferito profondamente e mi ha reso più insicura e lei lo sapeva del viaggio e di come avrei preso l'essere lasciata ma l'ha fatto lo stesso, adesso mi sento più sola, ferita, fragile e confusa.
Grazie mille per le vostre risposte
Carissima, mi dispiace molto il tuo senso di abbandono. Sono certa che la tua psicologa non ti ha abbandonata. Prova a scriverle e a chiederle un appuntamento prima della tua partenza, per chiarire i tuoi vissuti nei suoi confronti. Prova a ripercorrere tutto il lavoro che avete fatto insieme, anche in forma di contenuti scritti se ti può aiutare. Sicuramente il lavoro che avete fatto insieme c'è, solo che a fronte di questa paura imminente ti si sono riattivati tutti i vecchi schiemi. Ti auguro il meglio, un caro saluto, Dott.ssa Roberta Evangelista
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Buongiorno gentile Utente,
la ringrazio per aver condiviso con tanta sincerità la sua esperienza. Le sue parole trasmettono chiaramente quanto dolore e quanta forza si intreccino nel suo vissuto: il dolore per ciò che ha attraversato in questi anni, ma anche la forza nel riconoscere cosa le fa bene, nel desiderare di prendersi cura di sé e nel voler provare a ripartire, nonostante la paura.
Comprendo quanto l’ansia, in questi giorni che precedono il viaggio, possa sembrarle schiacciante. Quando si vive a lungo in uno stato di isolamento forzato, persino i cambiamenti positivi possono far paura. È del tutto naturale che pensare di uscire dalla propria zona di sicurezza, dopo tanto tempo, scateni timori e incertezze. Questo però non significa che lei non sia pronta o che stia sbagliando nel volere questa esperienza. Anzi, mi sembra che ci sia dentro di lei una parte molto lucida e consapevole che riconosce quanto possa essere preziosa questa occasione, proprio perché si tratta di un incontro che sa di comprensione, di affetto autentico, e anche di speranza.
I suoi pensieri e le sue emozioni non devono essere letti come segnali di fallimento, ma come il segno di un sistema emotivo che sta cercando di adattarsi ad un cambiamento importante. L’ansia è un’emozione che, pur dolorosa, spesso accompagna i passaggi di crescita. E questo viaggio potrebbe essere proprio un passo, anche piccolo, ma significativo, nella direzione della ripresa.
Mi dispiace molto per ciò che è accaduto con la sua psicologa. Sentirsi lasciati nel momento del bisogno può essere un’esperienza profondamente dolorosa, soprattutto quando il rapporto terapeutico è stato un punto di riferimento. La rottura inaspettata di questo legame può lasciare un vuoto e aumentare il senso di fragilità, ma la invito a non rinunciare alla possibilità di cercare un nuovo supporto. Ci sono professionisti che possono accoglierla, rispettare i suoi tempi e accompagnarla in questo momento così delicato con competenza e umanità.
Lei ha già fatto molto, più di quanto forse riesca a riconoscersi. E anche solo il fatto di pensare a questo viaggio, di desiderarlo, di scrivere per chiedere un confronto, è un atto di profondo coraggio e desiderio di cura.
Dott. Luca Vocino
la ringrazio per aver condiviso con tanta sincerità la sua esperienza. Le sue parole trasmettono chiaramente quanto dolore e quanta forza si intreccino nel suo vissuto: il dolore per ciò che ha attraversato in questi anni, ma anche la forza nel riconoscere cosa le fa bene, nel desiderare di prendersi cura di sé e nel voler provare a ripartire, nonostante la paura.
Comprendo quanto l’ansia, in questi giorni che precedono il viaggio, possa sembrarle schiacciante. Quando si vive a lungo in uno stato di isolamento forzato, persino i cambiamenti positivi possono far paura. È del tutto naturale che pensare di uscire dalla propria zona di sicurezza, dopo tanto tempo, scateni timori e incertezze. Questo però non significa che lei non sia pronta o che stia sbagliando nel volere questa esperienza. Anzi, mi sembra che ci sia dentro di lei una parte molto lucida e consapevole che riconosce quanto possa essere preziosa questa occasione, proprio perché si tratta di un incontro che sa di comprensione, di affetto autentico, e anche di speranza.
I suoi pensieri e le sue emozioni non devono essere letti come segnali di fallimento, ma come il segno di un sistema emotivo che sta cercando di adattarsi ad un cambiamento importante. L’ansia è un’emozione che, pur dolorosa, spesso accompagna i passaggi di crescita. E questo viaggio potrebbe essere proprio un passo, anche piccolo, ma significativo, nella direzione della ripresa.
Mi dispiace molto per ciò che è accaduto con la sua psicologa. Sentirsi lasciati nel momento del bisogno può essere un’esperienza profondamente dolorosa, soprattutto quando il rapporto terapeutico è stato un punto di riferimento. La rottura inaspettata di questo legame può lasciare un vuoto e aumentare il senso di fragilità, ma la invito a non rinunciare alla possibilità di cercare un nuovo supporto. Ci sono professionisti che possono accoglierla, rispettare i suoi tempi e accompagnarla in questo momento così delicato con competenza e umanità.
Lei ha già fatto molto, più di quanto forse riesca a riconoscersi. E anche solo il fatto di pensare a questo viaggio, di desiderarlo, di scrivere per chiedere un confronto, è un atto di profondo coraggio e desiderio di cura.
Dott. Luca Vocino
Buongiorno, grazie per la sua dolorosa condivisione. Mi dispiace molto per la situazione difficile che stia vivendo, e posso immaginare che l'idea di intraprendere questo viaggio dopo tanto tempo trascorso in solitudine, senza il sostegno nè della sua famiglia nè della sua vecchia terapeuta possa essere davvero spaventosa. Avrei due suggerimenti da darle: il primo è sicuramente quello di provare a non farsi totalizzare da questa paura; per quanto in queste condizioni, senza un sostegno possa essere difficile, il mio suggerimento è di provare ad allontanare la paura per ricordarsi i motivi per cui intraprende questo viaggio: vedere la sua migliore amica, sentirsi accolta, amata, vista. Non so se è un viaggio di breve durata o si sta trasferendo a vivere con lei, ma in entrambi i casi sta affrontando questa paura per un motivo valido, per cui vale la pena sopportare questa paura. Il secondo suggerimento è quello di avviare una nuova terapia. Non si lasci frenare dalla delusione e dal dolore che le ha provocato la sua psicologa precedente: io credo che se ha bisogno di sostegno sia fondamentale che lei possa trovarlo, che possa essere affiancata da qualcuno che possa sostenerla ed aiutarla a rientrare gradualmente nella socialità, che possa accompagnarla nella riconquista di una vita meno solitaria, e che possa aiutarla anche a elaborare il lutto e la ferita della rottura del rapporto terapeutico precedente. Credo possa essere molto importante. Se avesse bisogno di ulteriore supporto mi trova a disposizione, anche online. Un caro saluto, Dott.ssa Elena Gianotti
Ciao,
grazie di cuore per aver condiviso con tanta sincerità quello che stai attraversando. Il tuo messaggio racconta un coraggio immenso: anche solo il pensare di affrontare un viaggio dopo un periodo così difficile è già un grande passo.
Hai affrontato molto — il silenzio della tua stanza è diventato una sorta di rifugio, ma ora stai cercando uno spiraglio, qualcosa di diverso, forse un luogo e un affetto che ti ricordino com’è sentirsi accolti davvero. La tua amica sembra essere per te proprio questo: uno spazio sicuro e pieno di amore.
È del tutto normale che, a pochi giorni dalla partenza, l’ansia si faccia più intensa. L’ansia spesso non ci parla del pericolo reale, ma della paura del cambiamento, del “nuovo”, del lasciar andare il controllo. Ma dentro questa ansia c’è anche un messaggio: ci tieni davvero. Vuoi stare bene. Vuoi ritrovare un po’ di te stessa.
Capisco quanto la rottura con la tua psicologa ti abbia ferita. In un momento così delicato, sentirsi lasciati può accentuare le ferite già presenti, e far vacillare la fiducia. Ma il fatto che tu stia ancora cercando risposte, confronto, supporto… significa che non ti sei arresa. Non sei fragile: sei sensibile, e in questo momento stanca, sì, ma anche piena di vita che vuole esprimersi.
Se puoi, prova a vedere questo viaggio non come una prova da superare tutta d’un fiato, ma come un passo alla volta. Se arrivi alla stazione, è un passo. Se prendi il treno, è un altro. Se stai un giorno con la tua amica, ne avrai conquistato uno enorme. Non c’è giusto o sbagliato: c’è solo il tuo tempo, il tuo sentire. E ogni tuo passo va rispettato.
Ti meriti di sentirti accolta, amata, capita. Forse questa esperienza potrà ricordarti che quelle sensazioni esistono davvero e sono ancora raggiungibili. Portati dietro il tuo cane interiore — quello che ti ha fatto compagnia nel silenzio — e prova a credere che un po’ di luce ti stia già aspettando.
Un abbraccio grande,
e se decidi di partire, che sia con tanta dolcezza verso te stessa
Janett Aruta
Psicologa - ricevo su MioDottore
grazie di cuore per aver condiviso con tanta sincerità quello che stai attraversando. Il tuo messaggio racconta un coraggio immenso: anche solo il pensare di affrontare un viaggio dopo un periodo così difficile è già un grande passo.
Hai affrontato molto — il silenzio della tua stanza è diventato una sorta di rifugio, ma ora stai cercando uno spiraglio, qualcosa di diverso, forse un luogo e un affetto che ti ricordino com’è sentirsi accolti davvero. La tua amica sembra essere per te proprio questo: uno spazio sicuro e pieno di amore.
È del tutto normale che, a pochi giorni dalla partenza, l’ansia si faccia più intensa. L’ansia spesso non ci parla del pericolo reale, ma della paura del cambiamento, del “nuovo”, del lasciar andare il controllo. Ma dentro questa ansia c’è anche un messaggio: ci tieni davvero. Vuoi stare bene. Vuoi ritrovare un po’ di te stessa.
Capisco quanto la rottura con la tua psicologa ti abbia ferita. In un momento così delicato, sentirsi lasciati può accentuare le ferite già presenti, e far vacillare la fiducia. Ma il fatto che tu stia ancora cercando risposte, confronto, supporto… significa che non ti sei arresa. Non sei fragile: sei sensibile, e in questo momento stanca, sì, ma anche piena di vita che vuole esprimersi.
Se puoi, prova a vedere questo viaggio non come una prova da superare tutta d’un fiato, ma come un passo alla volta. Se arrivi alla stazione, è un passo. Se prendi il treno, è un altro. Se stai un giorno con la tua amica, ne avrai conquistato uno enorme. Non c’è giusto o sbagliato: c’è solo il tuo tempo, il tuo sentire. E ogni tuo passo va rispettato.
Ti meriti di sentirti accolta, amata, capita. Forse questa esperienza potrà ricordarti che quelle sensazioni esistono davvero e sono ancora raggiungibili. Portati dietro il tuo cane interiore — quello che ti ha fatto compagnia nel silenzio — e prova a credere che un po’ di luce ti stia già aspettando.
Un abbraccio grande,
e se decidi di partire, che sia con tanta dolcezza verso te stessa
Janett Aruta
Psicologa - ricevo su MioDottore
La ringrazio per aver condiviso con tanta sincerità il suo vissuto. Quello che racconta mostra un’enorme consapevolezza di sé, del proprio dolore e dei suoi limiti attuali, ma anche una profonda forza, che probabilmente a volte fatica a riconoscere. Vivere con attacchi di panico e depressione non è affatto semplice. Sono condizioni che tendono ad isolare, a restringere progressivamente lo spazio di vita, a convincerci che restare fermi, nel silenzio, sia l’unico modo per non soffrire ulteriormente. Ma, allo stesso tempo, ogni passo che prova a fare per tornare a vivere (anche solo pensato) è un passo coraggioso. E il fatto che stia valutando un viaggio, pur con tutte le paure che esso comporta, è il segno che una parte di lei continua a desiderare qualcosa di più della protezione assoluta. Desidera relazioni autentiche, contesti che la facciano sentire al sicuro, ma anche viva. Il timore che sta provando in questi giorni è comprensibile. L’ansia anticipatoria è una delle caratteristiche centrali dei disturbi d’ansia, ed è proprio questo tipo di ansia che ci porta a voler rinunciare prima ancora di aver provato. La sua mente, come quella di chi soffre d’ansia da molto tempo, cerca continuamente segnali di pericolo per proteggerla, ma così facendo rischia di impedirle anche l’accesso a esperienze che potrebbero invece guarirla, arricchirla, rimetterla in contatto con sé stessa e con gli altri. Lei scrive che stare con la sua amica la farebbe sentire accolta, compresa, amata. Questo è un messaggio importantissimo. Le emozioni che prevede di provare in quella situazione sono esattamente l’opposto del dolore che sta sentendo ora, e sono anche quelle che hanno un potenziale terapeutico profondo. Perché quando ci sentiamo visti e ascoltati, qualcosa dentro di noi comincia a curarsi. E questa è un’occasione preziosa per spezzare l’isolamento in un contesto sicuro, con una persona che le vuole bene. È anche importante che lei si prepari con gentilezza a questo viaggio. Le emozioni ci saranno, e forse ci sarà anche la paura. Ma la domanda non è tanto “riuscirò a non avere ansia?”, quanto piuttosto “riuscirò a portare con me questa ansia, e ad andare lo stesso?”. Questo è il cuore di un approccio cognitivo-comportamentale: non si tratta di eliminare subito il sintomo, ma di cominciare a modificare il rapporto che abbiamo con esso. E spesso questo si traduce nell’imparare a vivere anche con la presenza della paura, accogliendola come un’emozione che non definisce chi siamo, ma che possiamo imparare a contenere e attraversare. Capisco profondamente quanto la ferita lasciata dalla sua psicologa sia stata dolorosa. Quando ci si affida a qualcuno per lungo tempo e questo legame si rompe senza spiegazioni, il senso di abbandono può essere intenso. Ma tenga presente che il valore del percorso fatto fin qui non viene cancellato da questo episodio. Quello che ha imparato, la consapevolezza che ha sviluppato, la forza con cui è riuscita a rialzarsi tante volte, tutto questo è ancora dentro di lei. Il viaggio, forse, non sarà facile. Ma potrebbe rappresentare proprio quella piccola frattura nel muro dell’isolamento che la sua mente ha costruito per difendersi. E se anche dovesse essere difficile, o se qualche momento fosse duro da affrontare, non sarebbe un fallimento. Sarebbe solo un altro pezzo del suo percorso. Si dia il permesso di provare. E, soprattutto, si tratti con gentilezza. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Gentile utente mi dispiace tanto per la situazione che ha raccontato. Le consiglio di intraprendere nuovamente un percorso di supporto psicologico.
Sarei felice di accompagnarla in questo percorso.
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
Sarei felice di accompagnarla in questo percorso.
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
Buonasera, capisco la sua preoccupazione ed è del tutto comprensibile avere dei dubbi e delle paure, soprattutto quando ci si confronta con esperienze nuove, come l’idea di affrontare un viaggio da sola. Mi colpisce l’impegno che sta mettendo in questo percorso: questo rappresenta già un passo significativo, che racconta il suo desiderio di crescita e autonomia. Chiedersi ‘se è giusto’ non significa che stia sbagliando, ma che desidera fare una scelta consapevole, che rispecchi i suoi valori e i suoi bisogni. Spesso però le paure si amplificano, offuscando il nostro desiderio. In questi momenti può essere prezioso fermarsi, prendersi un tempo per ascoltarsi, e provare a distinguere la voce delle paure da quella del proprio desiderio profondo. In questa fase potrebbe esserle d’aiuto confrontarsi con la sua migliore amica, che rappresenta per lei un punto di riferimento importante: confidarle le sue incertezze potrebbe offrirle uno spazio sicuro in cui sentirsi capita e sostenuta.
Mi dispiace molto per ciò ha vissuto con la sua psicologa e capisco quanto possa essere stato doloroso per lei interrompere la terapia in un momento così delicato. Qualora sentisse il bisogno di ritrovare un luogo sicuro dove sentirsi accolta, può anche valutare l’idea di affidarsi ad un altro professionista. Resto a disposizione, se lo desidera, per un confronto più approfondito.
Mi dispiace molto per ciò ha vissuto con la sua psicologa e capisco quanto possa essere stato doloroso per lei interrompere la terapia in un momento così delicato. Qualora sentisse il bisogno di ritrovare un luogo sicuro dove sentirsi accolta, può anche valutare l’idea di affidarsi ad un altro professionista. Resto a disposizione, se lo desidera, per un confronto più approfondito.
Gentile utente, comprendo profondamente le sue preoccupazioni e il suo stato d'animo. È naturale che, avvicinandosi un evento così significativo dopo un periodo di isolamento, l'ansia si faccia sentire.
Tuttavia, rifletta sul desiderio che la spinge verso questo viaggio: ritrovare un'amica che le vuole bene e in cui ripone fiducia. Questa potrebbe essere un'occasione preziosa per sentirsi meglio e fare dei piccoli passi verso il suo benessere.
Le sue paure sono comprensibili, date le sue recenti esperienze. Forse potrebbe concentrarsi su piccoli obiettivi quotidiani in vista del viaggio, cercando di gestire l'ansia un passo alla volta.
Consideri questo viaggio come un'opportunità di crescita, sapendo che la sua amica sarà lì per sostenerla. Se l'ansia dovesse diventare eccessiva, non esiti a cercare un nuovo supporto psicologico nella sua zona.
Tuttavia, rifletta sul desiderio che la spinge verso questo viaggio: ritrovare un'amica che le vuole bene e in cui ripone fiducia. Questa potrebbe essere un'occasione preziosa per sentirsi meglio e fare dei piccoli passi verso il suo benessere.
Le sue paure sono comprensibili, date le sue recenti esperienze. Forse potrebbe concentrarsi su piccoli obiettivi quotidiani in vista del viaggio, cercando di gestire l'ansia un passo alla volta.
Consideri questo viaggio come un'opportunità di crescita, sapendo che la sua amica sarà lì per sostenerla. Se l'ansia dovesse diventare eccessiva, non esiti a cercare un nuovo supporto psicologico nella sua zona.
Gentile utente,
grazie per aver condiviso la sua esperienza così intensa e personale. È evidente il grande desiderio di cambiamento e la forza con cui sta affrontando il disagio. Il viaggio di cui parla potrebbe effettivamente rappresentare un passo importante verso il recupero della fiducia in sé e negli altri, ma è naturale che l’ansia possa intensificarsi nei giorni precedenti.
Il recente abbandono da parte della sua psicologa, soprattutto in un momento così delicato, ha probabilmente acuito il senso di vulnerabilità. In questi casi, un nuovo percorso psicologico può offrire un luogo sicuro in cui elaborare quanto vissuto e ritrovare stabilità e orientamento.
Un sostegno mirato potrebbe aiutarla a gestire meglio i sintomi legati all’ansia e a rafforzare la sua autonomia nelle scelte quotidiane.
Rimango a disposizione.
Dott.ssa Veronica Savio
grazie per aver condiviso la sua esperienza così intensa e personale. È evidente il grande desiderio di cambiamento e la forza con cui sta affrontando il disagio. Il viaggio di cui parla potrebbe effettivamente rappresentare un passo importante verso il recupero della fiducia in sé e negli altri, ma è naturale che l’ansia possa intensificarsi nei giorni precedenti.
Il recente abbandono da parte della sua psicologa, soprattutto in un momento così delicato, ha probabilmente acuito il senso di vulnerabilità. In questi casi, un nuovo percorso psicologico può offrire un luogo sicuro in cui elaborare quanto vissuto e ritrovare stabilità e orientamento.
Un sostegno mirato potrebbe aiutarla a gestire meglio i sintomi legati all’ansia e a rafforzare la sua autonomia nelle scelte quotidiane.
Rimango a disposizione.
Dott.ssa Veronica Savio
Salve. Immagino come possa sentirsi in questo momento, immagino la sofferenza e il senso di solitudine. Mi dispiace molto per quello che l'è successo con la collega.
Faccia questo viaggio e raggiunga la sua amica che sicuramente in questo momento è la persona che può aiutarla maggiormente a farla sentire meno sola e meno incompresa.
Le consiglio anche di intraprendere un percorso psicologico, che può aiutarla invece a ritrovare se stessa e a riprendere in mano la sua vita.
Dott.ssa Nunzia Mazzone
Faccia questo viaggio e raggiunga la sua amica che sicuramente in questo momento è la persona che può aiutarla maggiormente a farla sentire meno sola e meno incompresa.
Le consiglio anche di intraprendere un percorso psicologico, che può aiutarla invece a ritrovare se stessa e a riprendere in mano la sua vita.
Dott.ssa Nunzia Mazzone
Buongiorno, le consiglio un consulto psichiatrico per valutare l'eventuale assunzione di farmaci, da affiancare ad un percorso di psicoterapia. Cordiali saluti.
Buongiorno,
mi sembra di capire che il tema del sentirsi accolta e ascoltata sia molto importante così come prendere consapevolezza delle Sue emozioni, bisogni e desideri.
Sicuramente prenderne atto e comprendere meglio il Suo funzionamento consentirebbe di ridefinire degli obiettivi e riprendere degli aspetti che ora la bloccano e non le consentono di vivere appieno
mi sembra di capire che il tema del sentirsi accolta e ascoltata sia molto importante così come prendere consapevolezza delle Sue emozioni, bisogni e desideri.
Sicuramente prenderne atto e comprendere meglio il Suo funzionamento consentirebbe di ridefinire degli obiettivi e riprendere degli aspetti che ora la bloccano e non le consentono di vivere appieno
Gentile utente , momento molto difficile. Se riesce faccia appello alla sua forza per affrontare questo viaggio, magari facendosi supportare dalla sua amica. Quando sarà possibile parli con la sua psicologa di come si e sentita. Un caro saluto , Giada di Veroli
Gentilissima, grazie per aver condiviso le sue difficoltà e la sua sofferenza. Comprendo benissimo i suoi ripensamenti, il timore di muovere dei passi verso un terreno per certi versi ignoto, penso anche che la presenza della sua amica, il vostro forte legame possa essere un importante incentivo. Capisco la paura che prova, tuttavia la invito anche a riflettere sulle sue stesse parole, cioè sul fatto che attualmente la sua vita a casa sembra provocarle forte disagio e la sensazione di fare pochi passi aventi per sé stessa. Non sono assolutamente in grado, non conoscendola, di darle un consiglio, ne so che cosa è meglio per lei. Mi sembra però che lei abbia intuito che questo trasferimento potrebbe essere un punto di svolta per la sua vita e forse sarebbe un peccato lasciarsi sfumare questa opportunità. Le consiglierei, una volta in Sicilia, se ne avesse desiderio, di iniziare un percorso psicologico che possa aiutarla a fronteggiare le nuove sfide, a migliorarsi, a ritrovarsi. Un caro saluto, Dott. Marco Squarcini
Gentile Paziente Anonima
con i suoi vissuti d'ansia e di depressione era più che naturale che difronte ad un cambiamento così importante, le difese si mettessero a farle da ostacolo. Provi a non avere troppe aspettative su questo viaggio, provi a pensare che la sua amica anche se le vuole bene, non potrà risolvere i suoi problemi, che potrà darle del calore ma solo nella misura in cui lei è in grado di accoglierlo. Provi a dirsi che i cambiamenti di routine a cui andrà incontro non sono così importanti da farle perdere ogni riferimento: chieda per esempio di avere una stanza per sé, chieda di poter mantenere alcune sue abitudini che la rassicurano, spieghi alla sua amica che lei sta provando ad uscire da questa depressione e che quindi, pur andando ospite da lei, è bene che le sia lasciata una certa libertà di movimento: ad esempio se non le va di accettare un invito, o se dopo un po' che sta fra la gente se ne vuole andare, le deve essere consentito di farlo. Ma soprattutto avvisi la sua amica che in qualunque momento lei deve sentirsi libera di rientrare. Questo la farà sentire meglio, non creerà aspettative salvifiche, né timori di delusioni. Lei ha molto coraggio ad affrontare queste insicurezze profonde, che sono molto diffuse, ma spesso occultate da atteggiamenti di apparente disinvoltura o da forme di negazione. Vada incontro a chi le tende una mano ma con i suoi tempi, la capiranno.
con i suoi vissuti d'ansia e di depressione era più che naturale che difronte ad un cambiamento così importante, le difese si mettessero a farle da ostacolo. Provi a non avere troppe aspettative su questo viaggio, provi a pensare che la sua amica anche se le vuole bene, non potrà risolvere i suoi problemi, che potrà darle del calore ma solo nella misura in cui lei è in grado di accoglierlo. Provi a dirsi che i cambiamenti di routine a cui andrà incontro non sono così importanti da farle perdere ogni riferimento: chieda per esempio di avere una stanza per sé, chieda di poter mantenere alcune sue abitudini che la rassicurano, spieghi alla sua amica che lei sta provando ad uscire da questa depressione e che quindi, pur andando ospite da lei, è bene che le sia lasciata una certa libertà di movimento: ad esempio se non le va di accettare un invito, o se dopo un po' che sta fra la gente se ne vuole andare, le deve essere consentito di farlo. Ma soprattutto avvisi la sua amica che in qualunque momento lei deve sentirsi libera di rientrare. Questo la farà sentire meglio, non creerà aspettative salvifiche, né timori di delusioni. Lei ha molto coraggio ad affrontare queste insicurezze profonde, che sono molto diffuse, ma spesso occultate da atteggiamenti di apparente disinvoltura o da forme di negazione. Vada incontro a chi le tende una mano ma con i suoi tempi, la capiranno.
Gentile utente, comprendo il suo dolore per gli attacchi di panico, la depressione e le difficoltà che sta vivendo, inclusa la delusione con la precedente psicologa. Immagino quanto sia difficile convivere con gli attacchi di panico e la depressione, e quanto coraggio ci voglia per affrontare anche solo i piccoli gesti quotidiani. Nonostante questa delusione, vorrei incoraggiarla a non perdere la speranza. Un'esperienza negativa non deve precludere la possibilità di trovare un altro professionista che possa offrirle il sostegno e la guida di cui ha bisogno in questo momento. Le suggerisco di intraprendere un percorso psicologico, così da esplorare più a fondo la situazione e affrontare i pensieri e le emozioni legati ad essa, con l’obiettivo di trovare maggiore serenità.
Resto a disposizione anche per consulenze online.
Un caro saluto,
Dott.ssa Valentina De Chiara
Brescia
Capisco quanto sia difficile affrontare un periodo così delicato della tua vita. Gli attacchi di panico e la depressione possono davvero compromettere la qualità della vita, limitando le tue esperienze e creando un isolamento che aumenta la sofferenza. Il fatto che tu stia riflettendo sul viaggio e sul cambiamento che potrebbe portarti è sicuramente un segno positivo, ma è normale che questi pensieri ed emozioni siano accompagnati da ansia e incertezze.
Il viaggio da solo può rappresentare un'opportunità di crescita, ma anche una fonte di stress, soprattutto se le tue risorse emotive sono già scarse a causa di esperienze dolorose. La paura di stare con altre persone e fare cose che un tempo erano facili da fare è comprensibile. Tuttavia, è importante ricordare che affrontare queste paure passo dopo passo, con il giusto supporto, può portare a un miglioramento graduale. A volte, uscire dalla propria zona di comfort, seppur difficile, è una parte importante del processo di guarigione.
Il dolore legato all'abbandono della tua psicologa, poi, sembra aver aggravato ulteriormente la tua situazione, aumentando i sentimenti di solitudine e fragilità. Queste esperienze sono dolorose, ma sarebbe utile parlarne con un altro professionista per comprendere meglio le tue emozioni e trovare il modo di affrontarle in modo sano.
Ti consiglio vivamente di rivolgerti a un altro specialista che possa supportarti in questo momento di difficoltà e aiutarti a prendere decisioni consapevoli riguardo al viaggio e alle tue paure. Un percorso di psicoterapia può fornirti gli strumenti necessari per gestire l'ansia e la paura che stai vivendo.
Concludo dicendo che sarebbe utile e consigliato per approfondire rivolgersi ad uno specialista.
Un abbraccio affettuoso,
DOTTORESSA SILVIA PARISI PSICOLOGA PSICOTERAPEUTA SESSUOLOGA
Il viaggio da solo può rappresentare un'opportunità di crescita, ma anche una fonte di stress, soprattutto se le tue risorse emotive sono già scarse a causa di esperienze dolorose. La paura di stare con altre persone e fare cose che un tempo erano facili da fare è comprensibile. Tuttavia, è importante ricordare che affrontare queste paure passo dopo passo, con il giusto supporto, può portare a un miglioramento graduale. A volte, uscire dalla propria zona di comfort, seppur difficile, è una parte importante del processo di guarigione.
Il dolore legato all'abbandono della tua psicologa, poi, sembra aver aggravato ulteriormente la tua situazione, aumentando i sentimenti di solitudine e fragilità. Queste esperienze sono dolorose, ma sarebbe utile parlarne con un altro professionista per comprendere meglio le tue emozioni e trovare il modo di affrontarle in modo sano.
Ti consiglio vivamente di rivolgerti a un altro specialista che possa supportarti in questo momento di difficoltà e aiutarti a prendere decisioni consapevoli riguardo al viaggio e alle tue paure. Un percorso di psicoterapia può fornirti gli strumenti necessari per gestire l'ansia e la paura che stai vivendo.
Concludo dicendo che sarebbe utile e consigliato per approfondire rivolgersi ad uno specialista.
Un abbraccio affettuoso,
DOTTORESSA SILVIA PARISI PSICOLOGA PSICOTERAPEUTA SESSUOLOGA
Gentilissima,
Comprendo le sue paure. Non c'è niente di peggio dell'aver paura di qualcosa che non è ancora (e probabilmente non lo sarà mai) successo.
Nel nostro inconscio non distinguiamo ciò che è reale da ciò che è una nostra immaginazione, motivo per cui si ha paura di qualcosa che fin'ora è solo un pensiero astratto, e non un dato di fatto, se gli attribuiamo un valore negativo.
Al contrario, le potrebbe essere capitato di pensare ad un invito a cena con la persona amata e di prefigurarsi l'esito della serata, sentendosi felice.
Non abbia paura di quello che potrebbe succedere o di come potrebbe succedere o di come potrebbe stare. Lo faccia succedere. Poi provvederemo, se sarà necessario.
Potrebbe scoprire di provare piacere a fare qualcosa che, nella sua testa, la terrorizza. Si fidi, e continui ad essere così coraggiosa! Un problema lo si supera quando lo si oltrepassa; aggirarlo non serve: si ripresenterà.
Si goda la nostra Sicilia.
Abbia cura di sé.
Buona giornata!
Coraggio!!
Comprendo le sue paure. Non c'è niente di peggio dell'aver paura di qualcosa che non è ancora (e probabilmente non lo sarà mai) successo.
Nel nostro inconscio non distinguiamo ciò che è reale da ciò che è una nostra immaginazione, motivo per cui si ha paura di qualcosa che fin'ora è solo un pensiero astratto, e non un dato di fatto, se gli attribuiamo un valore negativo.
Al contrario, le potrebbe essere capitato di pensare ad un invito a cena con la persona amata e di prefigurarsi l'esito della serata, sentendosi felice.
Non abbia paura di quello che potrebbe succedere o di come potrebbe succedere o di come potrebbe stare. Lo faccia succedere. Poi provvederemo, se sarà necessario.
Potrebbe scoprire di provare piacere a fare qualcosa che, nella sua testa, la terrorizza. Si fidi, e continui ad essere così coraggiosa! Un problema lo si supera quando lo si oltrepassa; aggirarlo non serve: si ripresenterà.
Si goda la nostra Sicilia.
Abbia cura di sé.
Buona giornata!
Coraggio!!
Buona giornata, ho letto attentamente la sua storia, è stata molto chiara nella spiegazione ed ho capito bene il suo stato di disagio. Le consiglio di intraprendere un percorso psicologico con un altro professionista, magari di scuola Comportamentale, più pratico sicuramente nel farle affrontare i vari step del percorso, ma soprattutto per darle degli strumenti importanti per affrontare questi brutti momenti di ansia ed attacchi di panico...deve imparare a gestirli intanto che piano piano si vanno risolvendo...
Riesco anche ad intuire le motivazioni profonde che l'hanno portata a questo, il suo passato e presente famigliare...non si sente accolta, amata e sicuramente ne ha risentito la sicurezza che ha in se stessa e la capacità di affrontare le situazioni sociali normali di ogni giorno. Per quanto riguarda il viaggio, se i sintomi non si acuiscono io le consiglio di sforzarsi ed andare, le farà sicuramente bene e le farà ritrovare un minimo di sicurezza in se stessa, un abbraccio, buona giornata,
Manuela
Riesco anche ad intuire le motivazioni profonde che l'hanno portata a questo, il suo passato e presente famigliare...non si sente accolta, amata e sicuramente ne ha risentito la sicurezza che ha in se stessa e la capacità di affrontare le situazioni sociali normali di ogni giorno. Per quanto riguarda il viaggio, se i sintomi non si acuiscono io le consiglio di sforzarsi ed andare, le farà sicuramente bene e le farà ritrovare un minimo di sicurezza in se stessa, un abbraccio, buona giornata,
Manuela
Cara utente,
le tue parole raccontano una battaglia quotidiana, ma anche una luce che non si è mai spenta. In mezzo all’ansia, alla solitudine, alla paura di ricadere nel buio, tu stai facendo qualcosa di profondamente coraggioso: ti stai dando una possibilità.
Quel viaggio verso la tua amica non è solo un movimento fisico. È un viaggio verso la cura, verso un luogo in cui ti senti vista, amata, protetta. E questo desiderio, nonostante il terrore che ti attraversa, dice tanto di te. Dice che la tua voglia di vivere, di fidarti, di aprirti, è più forte del tuo panico.
Un pensiero da portare con te: Non devi dimostrare niente a nessuno. Nemmeno a te stessa.
Questo viaggio non è una prova di forza, ma un dono che fai alla parte viva di te. Quella che vuole respirare, quella che non si è arresa.
E anche se i giorni prima saranno duri, puoi farcela un respiro alla volta, con gentilezza, con piccoli gesti di cura verso di te.
Ti auguro di cuore un grosso in bocca al lupo e rimango a disposizione.
Un caro saluto
Dott.ssa Maria Francesca Cusmano
le tue parole raccontano una battaglia quotidiana, ma anche una luce che non si è mai spenta. In mezzo all’ansia, alla solitudine, alla paura di ricadere nel buio, tu stai facendo qualcosa di profondamente coraggioso: ti stai dando una possibilità.
Quel viaggio verso la tua amica non è solo un movimento fisico. È un viaggio verso la cura, verso un luogo in cui ti senti vista, amata, protetta. E questo desiderio, nonostante il terrore che ti attraversa, dice tanto di te. Dice che la tua voglia di vivere, di fidarti, di aprirti, è più forte del tuo panico.
Un pensiero da portare con te: Non devi dimostrare niente a nessuno. Nemmeno a te stessa.
Questo viaggio non è una prova di forza, ma un dono che fai alla parte viva di te. Quella che vuole respirare, quella che non si è arresa.
E anche se i giorni prima saranno duri, puoi farcela un respiro alla volta, con gentilezza, con piccoli gesti di cura verso di te.
Ti auguro di cuore un grosso in bocca al lupo e rimango a disposizione.
Un caro saluto
Dott.ssa Maria Francesca Cusmano
Gentile,
non vedo quando ha scritto questo messaggio.
Se la mia risposta arriva dopo il suo viaggio in Sicilia, significa che è riuscita a superare quella che ha definito come "ansia".
Ognuno di noi vive, in modi differenti, "un'ansia anticipatoria" (prima di un evento a cui attribuiamo un importante significato-può anche essere svolgere una semplice attività quotidiana-); ciò che fa la differenza è comprendere quanto questo stato emotivo sia invalidante per la vita di tutti i giorni e quanto ne influenza la quotidianità. Pertanto, è sempre valido affidarsi ad un/una Professionista per comprendere bene e capire il percorso migliore da intraprendere.
Cordiali Saluti
Dott. Ssa Scognamiglio Rita
non vedo quando ha scritto questo messaggio.
Se la mia risposta arriva dopo il suo viaggio in Sicilia, significa che è riuscita a superare quella che ha definito come "ansia".
Ognuno di noi vive, in modi differenti, "un'ansia anticipatoria" (prima di un evento a cui attribuiamo un importante significato-può anche essere svolgere una semplice attività quotidiana-); ciò che fa la differenza è comprendere quanto questo stato emotivo sia invalidante per la vita di tutti i giorni e quanto ne influenza la quotidianità. Pertanto, è sempre valido affidarsi ad un/una Professionista per comprendere bene e capire il percorso migliore da intraprendere.
Cordiali Saluti
Dott. Ssa Scognamiglio Rita
Buonasera. Immagino sia un momento molto importante e nel contempo difficile per lei. Questo viaggio sembra rappresentare una grande sfida e l'avvicinamento a quelli che sono i suoi bisogni più profondi, l'essere capita, accolta ed amata. é normale che stiano emergendo tutte queste paure e dubbi e che si facciano sempre più intensi, dal momento che per molto tempo l'evitamento è stato la sua protezione. Tutto ciò che evitiamo diviene nella nostra mente sempre più forte e spaventoso! Penso abbia lavorato tanto su di sè per riuscire a credere questo viaggio possibile. "Sarò in grado di stare con altre persone?" "saprò fare ancora quella cosa che non faccio da tempo?" sono domande a cui troverà risposta solamente nel caso in cui decidesse di intraprendere l'esperienza, che potrà comunque interrompere in ogni momento nel caso in cui le risultasse troppo faticosa. Spero di esserle stata di supporto. Auguro una buona serata. Dott.ssa Remondino Corinne
Buon pomeriggio,
presenta alcuni elementi che meriterebbero maggior approfondimento (es. ansia, depressione, chiusura dei colloqui con la collega). Spesso nell'affrontare la paura quello che inizialmente si crede tutelato (es. evitare, parlarne, chiedere aiuto per le attività quotidiane, scelte,consigli,ascoltare le proprie reazioni) si irrigidiscono e finiscono non solo con l'alimentare i timori, ma possono diventare a loro volta singoli problemi. Quindi posso immaginare la fatica che riferisce e i timori che riporta.
In questo contesto Le posso suggerire di intraprendere un nuovo percorso di sostegno al fine di continuare a collezionare piccoli successi, per scrivere un nuovo capito in cui sentirsi atleta e non schiacciata dalla paura.
Mi permetto di ricordare che la paura è un'emozione soggettiva e cosi pure va affrontata e gestita. Nella mia pratica clinica molti pazienti mi riportano di chiedere aiuto e poi aggiungere questa strategia al "mucchietto dei tentativi non più sufficienti".
Un saluto
presenta alcuni elementi che meriterebbero maggior approfondimento (es. ansia, depressione, chiusura dei colloqui con la collega). Spesso nell'affrontare la paura quello che inizialmente si crede tutelato (es. evitare, parlarne, chiedere aiuto per le attività quotidiane, scelte,consigli,ascoltare le proprie reazioni) si irrigidiscono e finiscono non solo con l'alimentare i timori, ma possono diventare a loro volta singoli problemi. Quindi posso immaginare la fatica che riferisce e i timori che riporta.
In questo contesto Le posso suggerire di intraprendere un nuovo percorso di sostegno al fine di continuare a collezionare piccoli successi, per scrivere un nuovo capito in cui sentirsi atleta e non schiacciata dalla paura.
Mi permetto di ricordare che la paura è un'emozione soggettiva e cosi pure va affrontata e gestita. Nella mia pratica clinica molti pazienti mi riportano di chiedere aiuto e poi aggiungere questa strategia al "mucchietto dei tentativi non più sufficienti".
Un saluto
Cara utente, immagino la fatica che sta vivendo in questo periodo... Le emozioni che descrive – l’ansia, i dubbi sul viaggio, la paura di non riuscire a sostenere alcune situazioni – sono comprensibili considerando ciò che ha attraversato. Allo stesso tempo, il desiderio di raggiungere la sua amica e di concedersi un’esperienza che sente come accogliente mostrano chiaramente che c'è una parte di lei piena di risorse e che, nonostante tutto, continua a cercare movimento e contatto. In terapia si può lavorare proprio su questi punti: sulle paure che si riaffacciano, sulle ferite lasciate dalle relazioni, ma anche sulle risorse che sta già mostrando. Non deve affrontare tutto da sola: con un percorso adeguato è possibile ritrovare uno spazio sicuro da cui ripartire e costruire maggiore fiducia e stabilità. Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento, un caro saluto!
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