Salve, da quando mi sono sposata ogni volta che mi vedo con mia sorella cominciamo con il litigare,

11 risposte
Salve, da quando mi sono sposata ogni volta che mi vedo con mia sorella cominciamo con il litigare, da premettere che lei è più grande di me e non è sposata, ne tanto meno ha un compagno. Mi critica su tutto, il mio aspetto fisico, i miei comportamenti,il modo di fare la mamma e di educare i miei figli.....ogni incontro è un incubo e il mio limite di sopportazione è allimite,non ne posso proprio più, vorrei un rapporto diverso, cerco di mettermi nei suoi panni, ma lei mai nei miei, sembra che lei sia l'unica a lavorare e ad essere stanca e a gestire casa,premetto che vive ancora con i miei genitori all'età di quasi 49anni,non capisce che anche io sono stanca e che mi divido tra il lavoro, i figli,le faccende domestiche, il gestire i bambini con i compiti.....non c'è la faccio proprio più e avrei bisogno di un consiglio su come gestire una persona del genere. È anche spesso invadente e quando capita di mangiare insieme a casa mia vuole quasi decidere lei cosa devo preparare senza tenere conto che casa mia non è un ristorante
I parenti non li possiamo scegliere purtroppo, pero manco dobbiamo accettare tutto. Sarebbe ideale che la sua sorella parla con uno psicologo per capirsi meglio, per gestire le emozioni, per aumentare l'intelligenza emotiva. Si può osservare un tentativo di controllo, e puo essere un disturbo narcisistico. Ripeto, comunque lei non ha bisogno di subire stress inutilmente. Le consiglio di frequentarla di meno; se non è possibile, di farle capire i suoi limiti riguardo alla sua persona e la sua salute psicologica.

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Dott.ssa Giulia Antonacci
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Gentile utente, da quanto descrive, il cambiamento della sua vita sembra aver messo in difficoltà l’equilibrio del rapporto con sua sorella, che oggi si esprime soprattutto attraverso critiche e invadenza. Questo tipo di comportamento parla più di una sua fatica che di reali mancanze da parte sua. Comprenderlo, però, non significa doverlo subire. È importante interrompere la dinamica abituale, mettendo confini chiari e comunicandoli in modo fermo e semplice, senza giustificarsi né entrare in discussioni. Le scelte che riguardano la sua casa e i suoi figli non sono negoziabili. Se il confronto non porta cambiamenti, limitare le occasioni di incontro può essere una scelta di tutela e di rispetto verso se stessa e la sua famiglia. Proteggere il proprio equilibrio non significa rompere il legame, ma provare a renderlo più sostenibile.
Ti ringrazio per aver condiviso la tua difficoltà, puoi fare coraggio a tante altre persone. Capisco quanto questa situazione con tua sorella ti stia creando stress. Quando ci sono continui conflitti, è naturale sentirsi sopraffatti e frustrati.

È importante riconoscere quanto tu stia facendo per conciliare tutto, e che anche tu meriti rispetto e comprensione.
Ogni relazione familiare può avere momenti difficili, ma trovare un equilibrio è essenziale per il tuo benessere.

Se vuoi, possiamo parlare di più su come affrontare questi sentimenti in un colloquio conoscitivo gratuito e insieme capire come posso esserti utile. Ti aspetto, Dott.ssa Alessandra Corti
Dott.ssa Lisa Minafra
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Buongiorno,
comprendo quanto questa situazione con sua sorella possa essere faticosa e dolorosa, soprattutto quando ci si sente continuamente criticati e non compresi nel proprio impegno come madre, lavoratrice e donna.
Quando i rapporti familiari diventano fonte di tensione, spesso dietro ai conflitti si nascondono dinamiche emotive più profonde, legate ai ruoli, alle aspettative e alle diverse fasi di vita. In questi casi può essere utile lavorare su alcuni aspetti, come il riconoscimento dei propri limiti, la definizione di confini più chiari e l’espressione dei propri bisogni in modo assertivo, senza arrivare allo scontro.
Un percorso psicologico può aiutarla a comprendere meglio ciò che accade nella relazione con sua sorella, a ridurre il carico emotivo e a trovare modalità più funzionali per tutelare il suo benessere personale e familiare.
Se lo desidera, sarò lieta di approfondire la situazione insieme a lei in un incontro, così da valutare con calma ciò di cui ha bisogno e individuare le strategie più adeguate
Dott.ssa Manuela Valentini
Psicologo, Psicologo clinico
Melfi
Buongiorno,
Spero che il Natale sia stato sereno,
Comprendo quanto la situazione con sua sorella sia diventata pesante per lei. Quando in una relazione familiare si ripetono critiche, invadenza e mancanza di ascolto, è naturale sentirsi stanchi e sopraffatti, soprattutto se si è già impegnati nella gestione della propria famiglia, del lavoro e della quotidianità.
Da ciò che descrive, sembra che tra voi due ci sia una difficoltà legata ai ruoli e ai confini.
Lei ha costruito una sua vita autonoma, con responsabilità e priorità diverse, mentre sua sorella fatica a riconoscere questo cambiamento e tende a mantenere un atteggiamento giudicante o direttivo che genera inevitabilmente forti tensioni.
In questi casi può essere utile introdurre dei limiti chiari e rispettosi, non per creare distanza, ma per proteggere la relazione da dinamiche che la feriscono. Ad esempio, può esprimere con calma che non accetta commenti sul suo aspetto o sul suo modo di essere madre, oppure che a casa sua le decisioni spettano a lei. Sono confini sani, che non hanno lo scopo di cambiare sua sorella, ma di tutelare il suo benessere.
Può anche valutare di ridurre la frequenza o la durata degli incontri, scegliendo momenti o contesti meno stressanti. Non è una mancanza di affetto: è un modo per preservare un rapporto che, così com’è, si sta logorando per comportamenti che tendono a ripetersi automaticamente.
Il suo desiderio di un legame più sereno è comprensibile, ma non può portare da sola il peso della relazione. Lavorare sui confini e sulla protezione del proprio spazio emotivo può aiutarla a ritrovare equilibrio e a vivere questi incontri con meno sofferenza.
Resto a disposizione per un eventuale supporto anche in modalità online.
Grazie per la condivisione in piattaforma e per essersi aperta al confronto.
Colgo il momento per augurarle il meglio.
Dr.ssa Manuela Valentini
Dott.ssa Alessia Mariosa
Psicologo, Psicologo clinico
Settimo Milanese
Grazie per aver scritto. Da quello che racconti emerge una grande stanchezza emotiva, oltre che fisica, e la sensazione di essere costantemente sotto giudizio. È comprensibile che tu sia arrivata al limite: sentirsi criticate su tutto come donna, come madre, come persona, rende ogni incontro pesante e logorante, soprattutto quando avviene in un contesto che dovrebbe essere familiare e sicuro.

Il cambiamento che hai vissuto con il matrimonio e la tua famiglia sembra aver modificato l’equilibrio tra voi. Spesso, in questi casi, le critiche continue non parlano davvero di chi le riceve, ma di difficoltà, frustrazioni o vissuti irrisolti di chi le mette in atto. Questo però non significa che tu debba comprenderle a scapito tuo, né tantomeno tollerarle.

Colpisce molto come tu cerchi di metterti nei suoi panni, mentre senti che questo movimento non è reciproco. Quando una relazione diventa a senso unico, e una persona si sente legittimata a invadere, giudicare e sminuire, è naturale arrivare a un punto di saturazione. Il fatto che tu riconosca la tua fatica, lavoro, figli, casa, responsabilità quotidiane ,è importante: la tua stanchezza è reale e valida, anche se non viene riconosciuta da lei.

Più che chiederti “come farla cambiare”, può essere utile spostare la domanda su come proteggere te stessa e il tuo spazio. Alcuni punti possono aiutarti a riflettere:

non tutte le critiche meritano una risposta o una spiegazione

mettere limiti non significa rompere il rapporto, ma provare a renderlo più sano

casa tua è uno spazio tuo: avere confini chiari (anche su decisioni pratiche come i pasti) è legittimo

A volte, quando l’altro non è disponibile a mettersi in discussione, l’unica cosa su cui possiamo davvero lavorare è il modo in cui ci esponiamo e quanto permettiamo. Ridurre la frequenza degli incontri, cambiare contesto, interrompere conversazioni svalutanti o dichiarare con calma che certi commenti non sono accettabili può essere un primo passo, anche se non facile.

Se lo desideri, un percorso di confronto psicologico potrebbe aiutarti a:

rafforzare i tuoi confini senza sentirti in colpa

gestire il senso di rabbia e di esasperazione accumulato

capire che tipo di rapporto vuoi (e puoi realisticamente avere) con tua sorella

Hai il diritto di voler stare meglio e di non trasformare ogni incontro in una prova di resistenza.

Resto a disposizione.

Dott.ssa Alessia Mariosa
Dott. Mattia Moraschini
Psicologo, Psicologo clinico
Fano
Buongiorno e grazie per la sua condivisione. Mi permetto di dirle che le persone non si gestiscono, ergo se la sua intenzione è cambiare sua sorella ciò è impossibile, non solo per lei ma per chiunque. Dice che vorrebbe un rapporto diverso con sua sorella, ma un rapporto dipende da due persone e se essa non ha la minima intenzione di cambiarlo lei potrebbe anche muovere mari e monti rimendo solo delusa e frustrata di non essere riuscita a raggiungere qualcosa di impossibile. Il consiglio che le do è provare ad interfacciarsi con la psicoterapia per provare a lavorare su di se con un presupposto importante: non possiamo cambiare un'altra persona ma si può migliorare come io sto con un'altra persona, e questo potrebbe aprire a delle possibilità che prima non venivano nemmeno concepite o tollerate.
Per qualsiasi cosa mi contatti pure, rimango a disposizione.
Cordialmente, dottor Moraschini
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Salve,
da quanto descrive, sembra che il rapporto con sua sorella sia diventato fonte di forte stress e frustrazione per lei. È comprensibile sentirsi sopraffatti quando una persona, soprattutto un familiare stretto, critica costantemente e non riconosce i nostri sforzi.

In situazioni come questa può essere utile:

Stabilire limiti chiari: definire in anticipo ciò che è accettabile o meno durante gli incontri. Ad esempio, può decidere quali argomenti evitare o stabilire regole sul comportamento a tavola.

Comunicazione assertiva: esprimere in modo chiaro e rispettoso come si sente quando viene criticata o invasa, senza accusare ma facendo presente il proprio punto di vista (“Mi sento frustrata quando…”).

Distanza emotiva e fisica: a volte ridurre la frequenza degli incontri o prevedere momenti più brevi può aiutare a preservare il proprio benessere.

Autoprotezione emotiva: ricordarsi che non è responsabile dei sentimenti o delle aspettative altrui e che il suo impegno come moglie, madre e lavoratrice è valido e sufficiente.

Tuttavia, ogni dinamica familiare è unica e può risultare difficile gestirla da soli. Per questo è sempre consigliabile approfondire la situazione con uno specialista, che possa fornire strategie concrete per migliorare il rapporto e ridurre lo stress.

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
com'era il vostro rapporto prima del tuo matrimonio?. Le hai spiegato come ti senti quando lei ti muove una critica?, prima di sposarti vivevi con lei e i tuoi genitori? Il fatto che tu abbia identificato come inizio della conflittualità il tuo matrimonio mi fa pensare che forse bisognerebbe indagare cosa ha rappresentato per lei questo evento importante.
Dott.ssa Rossella Carrara
Psicologo, Psicologo clinico
Bergamo
Buongiorno, i parenti non ce li siamo scelti, quindi nessuno ci obbliga a frequentarli, se la cosa ci fa stare male. Cordiali saluti.
Dott. Omar Vitali
Psicologo, Terapeuta, Professional counselor
Dalmine
Buongiorno, penso che la cosa migliore sia di parlare tra di voi in un ambiente adatto. Spesso ci sono dei non detti che se non esplicitati possono essere causa di fraintendimenti. Organizzare tra di voi un momento per chiarire alcune situazioni/atteggiamenti.
Potrebbe essere un momento fruttifero per entrambi.

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