Domande del paziente (22)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ciao, ti ringrazio per aver trovato il coraggio di dare voce a questo buio, perché ammettere di avere bisogno di aiuto è il primo passo, per iniziare a vedere uno spiraglio. Quando il dolore diventa così... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ciao, ti ringrazio per la fiducia che hai riposto in questo spazio e voglio dirti subito che quello che provi non è affatto "ridicolo, ma il segnale di un carico emotivo che è diventato troppo pesante... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ciao, ti ringrazio per aver condiviso queste tue emozioni così profonde e sincere, a 15 anni è normale sentirsi un po' "fuori posto", è un periodo di grandi transizioni. Sembrerebbe che tu abbia costruito... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, quello che lei sta raccontando è di estrema delicatezza e il fatto che lo sappia soltanto lei, indica una grande fiducia nei suoi confronti. Potrebbe provare a consigliarle di intraprendere... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ciao Michela. L'amore non è possessività, anzi rende liberi. La gelosia è un sentimento umano e non abbiamo potere su come ci sentiamo, ma abbiamo potere su come decidiamo di comportarci al riguardo. Tu... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Da quello che racconti sembra una situazione molto delicata e complessa. Quello che mi colpisce è che sento tanto parlare di lui ma poco di te: dici di sentirti divisa, ma parli poco di come effettivamente... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Capisco quanto possa essere frustrante vivere in una situazione dove senti di non avere il controllo delle tue emozioni. Credo che parlarne con un professionista potrebbe aiutarti a capire come gestire... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ciao :) capisco i tuoi dubbi, specialmente se questo è il tuo primo percorso. 4 appuntamenti sono davvero pochi per capire se una relazione terapeutica stia funzionando o meno, state imparando a conoscervi... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno Marisa, capisco profondamente il senso di sfinimento e solitudine che prova in una posizione così sacrificata, potremmo dire che lei ha costruito il suo ruolo attorno alla funzione di mediatrice,... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, da ciò che racconta sembra che la sua compagna stia leggendo la realtà attraverso una "lente" di minaccia: per lei, la presenza della sua ex moglie non è un dato di fatto logistico, ma un segnale... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, la situazione che descrive riflette un vissuto molto comune in cui l'immagine che abbiamo di noi stessi, finisce per distorcere il modo in cui interpretiamo le intenzioni degli altri. Quando... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, credo che innanzitutto bisogna fare degli accertamenti medici, rivolgersi al medico di base che la può indirizzare agli specialisti più adatti a indagare meglio i suoi sintomi (ad es. un neurologo).... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, innanzitutto ci tengo a rassicurarla: quello che sta vivendo non è un segno di "pazzia", ma un’esperienza che in psicologia chiamiamo relazione parasociale, un legame emotivo unilaterale che... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, dalla situazione che descrive il suo sentirsi un "estraneo" suggerisce che non è ancora stato costruito un significato condiviso sul suo ruolo all'interno di quella casa: lei entra in un sistema... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, in ottica clinica la diagnosi non è mai un automatismo matematico: anche se lei riconosce in sé tutti i criteri del DSM (il manuale diagnostico), il terapeuta valuta la personalità come un... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, la sua richiesta descrive con grande lucidità un meccanismo moderno di gestione dell'ansia: quello che lei ha sviluppato con l'IA è un circolo vizioso simile a quello del disturbo ossessivo:... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, la sua frustrazione è più che legittima in quanto sembra ritrovarsi in una posizione difficile in quanto apprendista in un posto dove nessuno ha la serenità per insegnare. La sensazione di... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ciao, è comprensibile che tu ti senta così sopraffatta, ma quello che descrivi non è il segnale che sei una persona cattiva o "infedele", bensì la reazione fisiologica di un sistema emotivo che sta soffrendo... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, il dolore che descrivi arriva dritto, e immagino quanto possa essere difficile affrontare una situazione del genere. A 20 anni, vivere un legame così profondo che viene spezzato non per mancanza... Altro
Buon pomeriggio, sono una ragazza di 24 anni che a periodi alterni si sente sola e nell'abitudine di provare questo sentimento a volte "respinge" situazioni sociali. Cinque anni fa, per motivi di studio, sono trasferita in un'altra città. Mio padre lavorava qui da un pò di anni e l'ho raggiunto. Ciò che mi ha spinta a fare questo grande passo - e allontanarmi dal mio contesto sociale, amici, famiglia, abitudini - è stata sia la voglia di provare qualcosa di nuovo in una nuova città, ma anche la solitudine che mi ha sempre accompagnata silenziosamente sin da piccola. Nel mio paese di origine non mi sono mai sentita parte di una "comunità" o contesto sociale. Provo a spiegarmi meglio: abitavo nella periferia di un paesino piccolo in cui non c'era la possibilità di uscire a piedi, fare una passeggiata, andare da un'amica a prendere un caffè ... e in più la mia vita sociale e scolastica avveniva in un paese limitrofo a 10 min di macchina dal mio (i miei genitori preferirono mandarmi a scuola in un altro paese). Per questo motivo non mi sono mai sentita parte di un mondo, quel piccolo microcosmo fatto di "5 min e ti passo a prendere" o di "vieni con me al supermercato un attimo?". Spesso le mie amiche, nonostante avessi un bel gruppo di amiche (con cui con alcune ancora ho rapporti ben stretti), non mi invitavano per le cose banali come le piccole cose che si fanno quotidianamente all'interno di un paese, questo perché ero "lontana" e per fare queste piccole cose non aveva senso spostarmi. Nei weekend o per feste e compleanni invece partecipavo spesso, anzi, mi manca la mia compagnia. Il luogo fisico in cui avveniva la mia vita sociale non era quindi lo stesso in cui abitavo. Spesso per sentirmi "inclusa" nelle dinamiche sociali mi adattavo anche a situazioni che non facevano parte di me, anche solo per un'approvazione nei miei confronti e per non sentirmi diversa o quella che "veniva da lontano". Oggi però a distanza di cinque anni mi ritrovo in una nuova città (in cui si sono trasferiti anche poi mia madre e mio fratello), ho conosciuto persone nuove ma paradossalmente la situazione si è ribaltata, se prima ero lontana dal paese e vivevo in "solitudine" quotidianamente, ora abito in città ho tutto quello che desideravo, posso uscire a piedi e vivere la vita all'interno della città, ho dei vicini di casa ... ma le amiche che ho qui abitano invece fuori città e in più hanno già un loro gruppo di amici. Mi sembra un circolo vizioso. Inoltre nella città a nord Italia in cui mi trovo è raro trovare studenti fuori sede (meta poco ambita), quindi i miei colleghi universitari non sono nella mia stessa condizione da "fuori sede", ma vengono all'università con la consapevolezza di tornare a casa dalla loro cerchia di amici. in più in questo contesto fatico a sentirmi me stessa, ho partecipato spesso alla vita sociale anche di uno dei miei colleghi e dei loro amici, ma mi sento sempre fuori posto, quel fuori posto che sento provenire dal passato ... io che non faccio parte di nessun mondo. Io che non facevo parte né del paesino in cui abitavo, né di quello che frequentavo e né nella città in cui mi trovo ora. C'è da dire che sono però una persona solare e aperta a nuovi contesti sociali, ma la sensazione che sento ora è di sforzarmi continuamente e mai di essere me stessa. Ho molta confusione in testa. Da poco ho finito l'università e frequento un master in un'altra città durante i weekend ... questo mi sta aiutando molto ma quando torno il pattern quotidiano è sempre lo stesso: faccio ripetizioni, mi alleno, vado al master. La mia vita sociale da quando mi sono trasferita è un pò povera e sto iniziando a pensare che ormai mi ci sono anche abituata a stare sola e ho paura di non riuscire a togliere quest'abitudine. Il mio sentirmi fuori posto potrebbe derivare anche dal fatto che non sono mai stata fidanzata e soprattutto dalle costanti paranoie che penso nei confronti delle persone che mi stanno vicino. Credo che loro si accorgano della mia solitudine, anche se io cerco di mascherarla il più possibile e tenermi occupata spesso durante le giornate. poi quando sono sola a casa piango e mi sfogo. Mi è capitato anche di sfogarmi con mamma, papà e mio fratello ma a distanza di giorni le mie paranoie tornano. Ho anche pensato di andare in terapia per cercare un modo per vivere meglio questa situazione. Probabilmente ciò che ho scritto sarò molto confuso, ma è stato come un flusso di pensieri. Grazie a chi ha letto fin qui.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, la sensazione che descrivi di essere costantemente "fuori posto" non è un difetto del tuo carattere, ma l'eredità di quello che hai vissuto: abitando lontano dai centri di aggregazione durante l'adolescenza, la tua mente ha imparato che l'appartenenza non è un diritto naturale, ma qualcosa che va conquistato attraverso lo sforzo e l'adattamento. Questa dinamica ti porta oggi a vivere la socialità come una performance estenuante, dove cerchi di mascherare la tua solitudine per timore che gli altri la percepiscano come un'anomalia, finendo però per sentirti ancora più sola proprio perché non ti mostri mai per chi sei davvero.
Il fatto che tu ti sia "abituata" alla solitudine è una forma di protezione che il tuo sistema ha adottato per evitare il dolore del rifiuto o dell'esclusione che hai sperimentato da piccola, quando le tue amiche non ti coinvolgevano nelle piccole cose quotidiane. Quella ferita oggi si ripresenta sotto forma di paranoie e stanchezza sociale, facendoti sentire un'estranea anche quando avresti tutte le carte in regola per far parte del contesto in cui vivi. Intraprendere un percorso di terapia sarebbe estremamente prezioso per te, non perché ci sia qualcosa di "sbagliato" da riparare, ma per aiutarti a integrare la tua storia e smettere di vedere la solitudine come una colpa da nascondere. Esplorare questi vissuti ti permetterebbe di abbassare la maschera della ragazza sempre solare, scoprendo che è proprio attraverso la condivisione della propria vulnerabilità che si creano i legami autentici e quel senso di "casa" che cerchi da sempre.
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Gentile paziente,
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