Buongiorno, sono una ragazza di quasi 22 anni e scrivo perché sto vivendo una situazione che mi cre
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Buongiorno,
sono una ragazza di quasi 22 anni e scrivo perché sto vivendo una situazione che mi crea disagio e che faccio fatica a comprendere fino in fondo. Non essendo più un’adolescente, mi sento molto in imbarazzo e mi chiedo se in me ci sia qualcosa che non va o qualche trauma non risolto.
Nel corso della mia vita mi è già capitato, a partire dall’adolescenza, di sviluppare forti “attaccamenti” verso personaggi di film o serie TV o verso attori. Tuttavia, l’episodio attuale è quello che mi sta mettendo più in difficoltà.
Da un paio di mesi provo una sensazione simile all’innamoramento nei confronti di un personaggio di una serie TV medica di cui lui è il protagonista. Un bellissimo ragazzo esteticamente , da quel punto di vista mi ha colpito subito , ma all’inizio caratterialmente non mi piaceva , poi con il tempo mi sono molto legata e ho iniziato a provare un forte sentimento per lui, pur sapendo che non è reale. Ora faccio fatica a guardare la serie con serenità, perché ho paura di ciò che provo per lui …
Successivamente ho iniziato a sentirmi emotivamente legata anche all’attore che lo interpreta: tra interviste e altre serie in cui ha recitato, mi sono affezionata a lui, perché mi sembra una persona educata, dolce e rispettosa (per quello che mostra pubblicamente).
A un certo punto però ho cominciato ad avere pensieri intrusivi che mi hanno spaventata molto. Sono cominciati soprattutto dopo aver visto l’attore in un video mentre abbracciava un’altra ragazza italiana come me ( lui é americano ) o comunque con altre ragazze a mio parere bellissime .. hanno iniziato a comparire in me pensieri ripetitivi in cui mi immagino come sarebbe stato se io fossi stata al posto suo. Nella mia mente compaiono scene di finta gentilezza nei miei confronti o situazioni in cui mi sento inferiore rispetto ad altre fan. Non immagino un rifiuto diretto, ma piuttosto la sensazione di non essere abbastanza perché lui possa apprezzarmi davvero come le altre. ( Ora vi sembrerà pazza… ) ma , ho persino immaginato ripetutamente che, in un ipotetico incontro, lui mi avrebbe detto parole rassicuranti, ma io non sarei riuscita a crederci, sentendomi come se mi stesse prendendo in giro e questo mi ha fatto molto soffrire .
Razionalmente so che si tratta di fantasie e proiezioni, ma emotivamente, in alcuni momenti, risultano molto intense e mi fanno paura.
Ci tengo a specificare che questi pensieri non interferiscono con la mia quotidianità: esco con le amiche, studio, faccio volontariato, ecc. Tuttavia compaiono soprattutto quando sono stanca o in momenti di riposo .
Mi chiedo se questo tipo di attaccamento possa essere collegato a insicurezze personali o a difficoltà legate all’autostima (ad esempio il fatto che non mi piaccio fisicamente), e come sia possibile lavorare sui pensieri intrusivi senza dover necessariamente eliminare l’interesse per il personaggio/attore, che in origine era qualcosa di positivo .
Sono già in terapia con una psicologa per altri motivi, ma ho timore di affrontare questo tema perché, quando ho provato ad accennarlo, ho percepito una reazione che mi ha fatta sentire a disagio, un sorriso , come se fosse una cosa poco importante. Per me però non lo è perché mi fa soffrire , ho pensato tanto che potrebbe essere legato all’abbandono di mio padre o comunque al mio passato .. non lo so , ma sono un po’ spaventata , dovrei fare un altro tentativo ? Dovrei provare a parlarne di nuovo ?
Grazie mille .
sono una ragazza di quasi 22 anni e scrivo perché sto vivendo una situazione che mi crea disagio e che faccio fatica a comprendere fino in fondo. Non essendo più un’adolescente, mi sento molto in imbarazzo e mi chiedo se in me ci sia qualcosa che non va o qualche trauma non risolto.
Nel corso della mia vita mi è già capitato, a partire dall’adolescenza, di sviluppare forti “attaccamenti” verso personaggi di film o serie TV o verso attori. Tuttavia, l’episodio attuale è quello che mi sta mettendo più in difficoltà.
Da un paio di mesi provo una sensazione simile all’innamoramento nei confronti di un personaggio di una serie TV medica di cui lui è il protagonista. Un bellissimo ragazzo esteticamente , da quel punto di vista mi ha colpito subito , ma all’inizio caratterialmente non mi piaceva , poi con il tempo mi sono molto legata e ho iniziato a provare un forte sentimento per lui, pur sapendo che non è reale. Ora faccio fatica a guardare la serie con serenità, perché ho paura di ciò che provo per lui …
Successivamente ho iniziato a sentirmi emotivamente legata anche all’attore che lo interpreta: tra interviste e altre serie in cui ha recitato, mi sono affezionata a lui, perché mi sembra una persona educata, dolce e rispettosa (per quello che mostra pubblicamente).
A un certo punto però ho cominciato ad avere pensieri intrusivi che mi hanno spaventata molto. Sono cominciati soprattutto dopo aver visto l’attore in un video mentre abbracciava un’altra ragazza italiana come me ( lui é americano ) o comunque con altre ragazze a mio parere bellissime .. hanno iniziato a comparire in me pensieri ripetitivi in cui mi immagino come sarebbe stato se io fossi stata al posto suo. Nella mia mente compaiono scene di finta gentilezza nei miei confronti o situazioni in cui mi sento inferiore rispetto ad altre fan. Non immagino un rifiuto diretto, ma piuttosto la sensazione di non essere abbastanza perché lui possa apprezzarmi davvero come le altre. ( Ora vi sembrerà pazza… ) ma , ho persino immaginato ripetutamente che, in un ipotetico incontro, lui mi avrebbe detto parole rassicuranti, ma io non sarei riuscita a crederci, sentendomi come se mi stesse prendendo in giro e questo mi ha fatto molto soffrire .
Razionalmente so che si tratta di fantasie e proiezioni, ma emotivamente, in alcuni momenti, risultano molto intense e mi fanno paura.
Ci tengo a specificare che questi pensieri non interferiscono con la mia quotidianità: esco con le amiche, studio, faccio volontariato, ecc. Tuttavia compaiono soprattutto quando sono stanca o in momenti di riposo .
Mi chiedo se questo tipo di attaccamento possa essere collegato a insicurezze personali o a difficoltà legate all’autostima (ad esempio il fatto che non mi piaccio fisicamente), e come sia possibile lavorare sui pensieri intrusivi senza dover necessariamente eliminare l’interesse per il personaggio/attore, che in origine era qualcosa di positivo .
Sono già in terapia con una psicologa per altri motivi, ma ho timore di affrontare questo tema perché, quando ho provato ad accennarlo, ho percepito una reazione che mi ha fatta sentire a disagio, un sorriso , come se fosse una cosa poco importante. Per me però non lo è perché mi fa soffrire , ho pensato tanto che potrebbe essere legato all’abbandono di mio padre o comunque al mio passato .. non lo so , ma sono un po’ spaventata , dovrei fare un altro tentativo ? Dovrei provare a parlarne di nuovo ?
Grazie mille .
Buongiorno, dalle sue parole emerge chiaramente la sua capacità riflessiva, che è senza dubbio da considerare una grande risorsa. Si sta interrogando, ascoltando ed osservando con attenzione e questo, oltre che prezioso, è magari anche il frutto del lavoro che sta facendo con la sua psicologa. Forse, provare a riparlare con lei di questo argomento potrebbe costituire una buona opportunità per comprendere se ha davvero percepito correttamente la reazione non verbale che ha colto quando gliel'ha accennato. Considererei anche molto utile esplicitarle il vissuto di disagio, sofferenza e preoccupazione che sente, insieme alle domande che si sta facendo riguardo ad eventuali relazioni con il suo passato.
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Buonasera, la ringrazio per aver condiviso con tanta sincerità ciò che sta vivendo.
Quello che descrive non la rende “pazza” né immatura. Gli attaccamenti intensi verso personaggi o attori – talvolta chiamati legami parasociali – sono esperienze abbastanza comuni. Nel suo caso sembrano assumere una forte valenza emotiva perché toccano aspetti profondi: il bisogno di sentirsi scelta, rassicurata, abbastanza. I pensieri che riporta (sentirsi inferiore, non credere a eventuali parole rassicuranti, immaginare altre ragazze “migliori”) parlano molto più della sua autostima e delle sue ferite relazionali che dell’attore in sé.
Il fatto che questi pensieri compaiano soprattutto quando è stanca o a riposo è significativo: nei momenti di vulnerabilità emotiva emergono più facilmente insicurezze e paure antiche. È possibile che il tema dell’abbandono o del sentirsi non abbastanza abbia radici nel suo passato, ma questo va esplorato con delicatezza, non dato per scontato.
Un punto importante: il problema non è l’interesse per il personaggio o per l’attore. Il nodo è il significato che la sua mente attribuisce a quelle immagini e il modo in cui lei si valuta dentro quelle fantasie. I pensieri intrusivi, per quanto intensi, restano pensieri: non definiscono chi è né indicano che c’è “qualcosa che non va”.
Riguardo alla terapia: sì, le suggerirei di riprovare a parlarne. Se si è sentita a disagio per una reazione della psicologa, questo è materiale terapeutico prezioso. Può dirle proprio questo: “Quando ho accennato a questa cosa mi sono sentita non presa sul serio”. Una buona terapia dovrebbe essere uno spazio in cui anche il disagio verso il terapeuta può essere espresso e compreso. Se per lei è importante, allora è importante.
Sta funzionando nella sua quotidianità, mantiene relazioni, studia, fa volontariato: questo è un segnale di buona strutturazione. Non c’è nulla di “rotto” in lei. C’è probabilmente una parte più fragile che chiede di essere vista e rassicurata in modo reale, non immaginato.
Affrontarlo, con gradualità, potrebbe diventare un passaggio di crescita molto significativo.
Un caro saluto.
Dott.ssa Gaia Evangelisti, Psicologa.
Quello che descrive non la rende “pazza” né immatura. Gli attaccamenti intensi verso personaggi o attori – talvolta chiamati legami parasociali – sono esperienze abbastanza comuni. Nel suo caso sembrano assumere una forte valenza emotiva perché toccano aspetti profondi: il bisogno di sentirsi scelta, rassicurata, abbastanza. I pensieri che riporta (sentirsi inferiore, non credere a eventuali parole rassicuranti, immaginare altre ragazze “migliori”) parlano molto più della sua autostima e delle sue ferite relazionali che dell’attore in sé.
Il fatto che questi pensieri compaiano soprattutto quando è stanca o a riposo è significativo: nei momenti di vulnerabilità emotiva emergono più facilmente insicurezze e paure antiche. È possibile che il tema dell’abbandono o del sentirsi non abbastanza abbia radici nel suo passato, ma questo va esplorato con delicatezza, non dato per scontato.
Un punto importante: il problema non è l’interesse per il personaggio o per l’attore. Il nodo è il significato che la sua mente attribuisce a quelle immagini e il modo in cui lei si valuta dentro quelle fantasie. I pensieri intrusivi, per quanto intensi, restano pensieri: non definiscono chi è né indicano che c’è “qualcosa che non va”.
Riguardo alla terapia: sì, le suggerirei di riprovare a parlarne. Se si è sentita a disagio per una reazione della psicologa, questo è materiale terapeutico prezioso. Può dirle proprio questo: “Quando ho accennato a questa cosa mi sono sentita non presa sul serio”. Una buona terapia dovrebbe essere uno spazio in cui anche il disagio verso il terapeuta può essere espresso e compreso. Se per lei è importante, allora è importante.
Sta funzionando nella sua quotidianità, mantiene relazioni, studia, fa volontariato: questo è un segnale di buona strutturazione. Non c’è nulla di “rotto” in lei. C’è probabilmente una parte più fragile che chiede di essere vista e rassicurata in modo reale, non immaginato.
Affrontarlo, con gradualità, potrebbe diventare un passaggio di crescita molto significativo.
Un caro saluto.
Dott.ssa Gaia Evangelisti, Psicologa.
Potresti considerare inizialmente di parlare con la tua terapeuta proprio del disagio che hai provato legato a questo racconto. Approfondire questo potrebbe alleggerire il setting e permetterti di aprirti e porre luce su aspetti che per te sono poco sopportabili. Ricorda che una terapeuta si astiene da giudizio e tutti noi professionisti riteniamo che tutte le dinamiche umane possono essere comprese. Non sempre ciò che appare indicibile lo è realmente, il tuo caso mi sembra uno di questi.
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