Buongiorno dottori soffro di attacchi di panico e ansia oramai da tanti anni, solo che 3 mesi fa mi

25 risposte
Buongiorno dottori soffro di attacchi di panico e ansia oramai da tanti anni, solo che 3 mesi fa mi succedeva che appena sentivo una sirena realmente dopo questo suono mi rimaneva in testa anche se non cera piu realmente, mi succedeva per pochi minuti è poi svaniva, adesso ha distanze di 3 mesi non mi sta succedendo piu ma ho una costanza h24 di sbandamenti, che qualunque cosa vedo smuoversi mi causa sbandamenti piu forti... per esempio guardare una visuale di un gioco muover, oppure vedere delle foto scorrere ecc... vorrei capire se possibile da cosa può essere causato tutto ciò.. grazie
Dott.ssa Cecilia Cicchetti
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Buongiorno,
quello che descrive non è raro in chi soffre di ansia e attacchi di panico da tempo. Quando il sistema nervoso è cronicamente in allerta, può amplificare o “trattenere” gli stimoli (come la sirena) e può creare sensazioni di instabilità o sbandamento, soprattutto davanti a immagini in movimento.
Al di là dell’aspetto fisico — che è comunque importante valutare con il medico per escludere cause organiche — mi colpisce la persistenza h24 dello sbandamento: spesso questi sintomi compaiono quando c’è uno stato interno di tensione continua, magari non del tutto consapevole.
In terapia lavoreremmo proprio su questo: capire cosa sta mantenendo il suo sistema in allerta e che cosa, dentro di lei, fatica a trovare uno spazio di elaborazione. I sintomi non arrivano “a caso”, anche se così sembra.
Resto con l’idea che il suo corpo stia cercando di dirle qualcosa, e merita di essere ascoltato con attenzione, non combattuto. Resto a disposizione

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Dott. Federico Valeri
Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Buongiorno.

Per quanto riguarda la sensazione di sbandamento, credo che lei debba rivolgersi ad un professionista medico (oculista, otorino a seconda del caso).
Per quanto riguarda la sua ansia e gli attacchi di panico sarebbe opportuno rivolgersi ad uno psicologo per alleviare e risolvere questa condizione. Tralasciarla non è consigliabile, mentre intervenire potrebbe anche portarle sollievo verso l'altro problema (se eventualmente si conferma una origine "da stress").
Resto a disposizione.
Dr. Federico D'Alessio
Psicologo, Sessuologo, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno, deve essere difficile convivere con questa difficoltà. Le suggerisco di rivolgersi ad un medico per scongiurare possibili cause organiche di questi sbandamenti. Nel caso in cui dovesse escludere questa possibilità, sarebbe consigliabile cercare un proprio spazio psicologico per approfondire il significato di questi sintomi e magari lavorarli da un punto di vista emotivo. Buona giornata!
Dott. Rocco Ressa
Psicologo, Psicologo clinico, Neuropsicologo
Palagiano
I sintomi di cui parla sembra abbiano a che fare con i suoi disturbi di ansia e attacchi di panico di cui a lungo ha sofferto. È molto probabile che il suo sistema nervoso resti perennemente in uno stato di iperattivazione, come se fosse sempre allerta per cui la sua attenzione si concentra sui segnali sensoriali, uditivi e visivi. In altre parole, è come se il suo cervello restasse perennemente in uno stato di “pericolo” anche se non c’è alcun pericolo. Probabilmente non si tratta di vera e propria allucinazione ma di una iperattivazione uditiva; gli sbandamenti, invece, potrebbero avere a che fare con una instabilità percettiva da ansia o vertigine visiva causata da un lungo periodo di stress. In realtà non sta accadendo nulla di grave, può essere un segnale di sovraccarico del suo sistema nervoso. Certamente può esserle utile iniziare un percorso psicologico per ridurre i sintomi, ma preventivamente andrebbe consultato un neurologo per escludere cause vestibolari. Si faccia coraggio e si faccia sostenere in questo momento, vedrà che ne trarrà beneficio. Saluti
Buonasera,
i sintomi che descrive possono essere collegati a uno stato ansioso prolungato, che può influire sia sulla percezione dei suoni sia sulla sensazione di equilibrio. È comunque importante, in primo luogo, escludere eventuali cause mediche rivolgendosi al medico curante o a uno specialista. Se gli accertamenti risultassero nella norma, potrebbe essere utile valutare un supporto psicologico per approfondire il quadro ansioso.
Un saluto
Dott.ssa Carla Ferraro
Psicologo, Psicoterapeuta, Terapeuta
Firenze
Da quanto descrive, i sintomi possono essere collegati ad uno stato d’ansia prolungato, che talvolta può aumentare la sensibilità ai suoni e alle stimolazioni visive, provocando sensazioni di instabilità o “sbandamento”. Per un inquadramento corretto è sempre meglio escludere eventuali cause mediche. Resto a disposizione se desidera fissare un colloquio conoscitivo on line.
Un cordiale saluto.
Dott.ssa Anthea Quagliana
Psicologo clinico, Psicologo
Formello
Salve, da ciò che descrive si avverte quanto il suo corpo sia rimasto a lungo in uno stato di allerta continua, come se non riuscisse più a “spegnere” del tutto il segnale di pericolo, anche quando il pericolo non c’è.
In una lettura junghiana potremmo dire che l’ansia, quando si cronicizza, smette di manifestarsi solo come paura e diventa una iper–attenzione percettiva: i sensi restano troppo aperti, la psiche troppo vigile. La sirena che continuava a “risuonare dentro” è un buon esempio simbolico: non era più il suono reale, ma la sua eco psichica, come se l’inconscio non avesse ancora ricevuto il messaggio che l’emergenza era finita.
Gli sbandamenti che oggi compaiono davanti a immagini in movimento non indicano necessariamente una patologia organica, ma spesso sono l’espressione di un sistema nervoso affaticato, che fatica a integrare gli stimoli. Jung direbbe che quando l’Io è sotto stress prolungato, il confine tra dentro e fuori diventa più fragile, e il mondo viene vissuto come “troppo”. Il punto importante è che lei nota un cambiamento: alcuni sintomi si sono attenuati. Questo è un segnale che la situazione non è fissa, ma trasformabile. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a dare un senso a questi segnali del corpo, non combattendoli, ma comprendendo cosa cercano di comunicare e aiutando gradualmente la sua psiche a ritrovare un ritmo più sicuro. Non è il suo corpo che la sta tradendo: sta cercando, forse in modo scomodo, di proteggerla da qualcosa che è rimasto in sospeso. E questo può essere ascoltato e curato, passo dopo passo.
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buongiorno, grazie per aver raccontato con tanta chiarezza ciò che sta vivendo, perché quando il corpo e la mente iniziano a dare sensazioni insolite o difficili da spiegare è naturale preoccuparsi e cercare di capire cosa stia succedendo. Da quello che descrive emerge una lunga storia di ansia e attacchi di panico, e spesso proprio dopo periodi prolungati di forte attivazione emotiva il sistema nervoso può diventare particolarmente sensibile agli stimoli, quasi come se restasse in uno stato di allerta anche quando non ce n’è più bisogno. L’episodio delle sirene che continuavano a riecheggiare nella percezione anche dopo essere cessate può spaventare molto, ma non è raro che durante fasi di forte ansia il cervello rimanga “agganciato” a uno stimolo percepito come importante o minaccioso. Quando siamo molto tesi l’attenzione diventa iper focalizzata e alcune sensazioni possono persistere per qualche minuto anche in assenza dello stimolo reale. Il fatto che questo fenomeno sia poi scomparso è già un elemento rassicurante, perché suggerisce una reazione legata a un periodo specifico di sovraccarico piuttosto che qualcosa di stabile. Gli sbandamenti che descrive oggi sembrano invece collegarsi molto alla modalità con cui il cervello elabora il movimento e le informazioni visive quando si trova in uno stato di tensione cronica. Molte persone con ansia intensa riferiscono sensazioni di instabilità, testa leggera, difficoltà a tollerare immagini in movimento, videogiochi, scorrimento rapido di foto o ambienti molto stimolanti visivamente. Non significa che stia realmente perdendo l’equilibrio, ma che il sistema di orientamento del corpo e quello dell’attenzione sono particolarmente sensibili. Quando l’ansia mantiene il corpo in uno stato di allarme costante, anche stimoli normali possono essere percepiti come eccessivi e generare quella sensazione di sbandamento. Un aspetto importante è che spesso, senza accorgersene, si inizia a controllare continuamente le proprie sensazioni fisiche per capire se stanno peggiorando o se sta arrivando qualcosa di brutto. Questo monitoraggio continuo aumenta la percezione dei sintomi e li rende più persistenti. Più si osserva ogni minima variazione, più il cervello la amplifica. Può essere utile iniziare a lavorare su due direzioni. Da una parte aiutare il corpo a uscire gradualmente dallo stato di iper attivazione attraverso momenti regolari di rallentamento, respirazione calma e attività che riportino l’attenzione al presente concreto, come camminare osservando ciò che la circonda o concentrarsi sulle sensazioni fisiche dei movimenti. Dall’altra provare a non evitare completamente gli stimoli che provocano sbandamento, ma riavvicinarsi con gradualità, permettendo al cervello di riabituarsi senza interpretare quelle sensazioni come pericolose. È comprensibile che tutto questo generi paura, soprattutto quando si ha la sensazione che il proprio corpo non risponda più come prima. Tuttavia molte di queste esperienze sono legate a meccanismi di sensibilizzazione dell’ansia e tendono a ridursi quando si lavora sulla sicurezza percepita e sulla fiducia nelle proprie capacità di tollerare le sensazioni interne. Il fatto che stia cercando di capire e chiedendo aiuto è già un passo molto importante. Un percorso di supporto psicologico può aiutarla a comprendere meglio cosa mantiene attivi questi sintomi e a ritrovare progressivamente una sensazione di stabilità e tranquillità nella vita quotidiana. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Dott.ssa Federica Tropea
Psicologo, Psicoterapeuta
Catania
Buongiorno, sono la dottoressa Tropea Federica, grazie per aver condiviso quanto ha riportato. Quello che descrive è molto compatibile con un disturbo d’ansia cronico.
Il suono della sirena che “rimaneva in testa” dopo averlo sentito realmente può succedere quando il cervello è in forte stato di allerta. Se era breve, legato a uno stimolo reale e ora non succede più, è un segnale rassicurante.
Gli sbandamenti costanti, attuali, peggiorati da immagini in movimento (giochi, scrolling), sono frequenti nelle persone con ansia e attacchi di panico. L’ansia può alterare la percezione dell’equilibrio e rendere il sistema nervoso più sensibile agli stimoli visivi.
Spesso è un circolo:
ansia → sintomo fisico → paura del sintomo → aumento del sintomo.
Non significa automaticamente qualcosa di neurologico grave, ma è comunque utile fare un controllo medico per escludere cause organiche e stare tranquillo.
La psicoterapia mirata all’ansia e al panico potrebbe essere molto indicata per queste situazioni. Resto a disposizione, Buona giornata
Salve, credo che innanzitutto bisogna fare degli accertamenti medici, rivolgersi al medico di base che la può indirizzare agli specialisti più adatti a indagare meglio i suoi sintomi (ad es. un neurologo). Credo inoltre sia importante affiancare un percorso di psicoterapia che possa aiutarla a trovare gli strumenti giusti per affrontare i disturbi di ansia e di attacco di panico. Spero possa riuscire a trovare le risposte che cerca
Dott.ssa Valentina Piccione
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Viterbo
Sarebbe importante esplorare insieme i momenti in cui avvengono gli sbandamenti che mi sembra siano molto frequenti, cosa prova quando accade e quali pensieri le affollano la mente. è possibile che la paura che prova durante questo episodi influenzi la frequenza degli stessi (piu arrivano, piu si spaventa, piu ne arriveranno perche la nostra mente finche non risolve il problema continua a stare sul problema stesso). le consiglio un percorso di psicoterapia cognitivo comportamentale atto a comprendere questi momenti di difficoltà e intervenire per ridurli.
Buongiorno, posso comprendere che questa sintomatologia sia invalidante nel quotidiano.
Sarebbe importante prendersene cura. In primis potrebbe rivolgersi al suo medico di base così che possa valutare la sua condizione medica generale. Se i sintomi venissero ascritti, come forse lei ritiene, all'ansia, si tratterebbe di effettuare una consultazione psicologica con un professionista Psicologo/Psicoterapeuta per dare ascolto profondo e attento alle sue emozioni. Le auguro di trovare modo di occuparsene al meglio!
Buongiorno sarebbe opportuno approfondire bene cosa succede in quel momento e cosa pensa durante gli sbandamenti. Sarebbe anche indicato parlarne con il medico di base per capire la natura di questi sbandamenti
Dott.ssa Valeria Baldi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Napoli
Buongiorno, deve essere faticoso, mi dispiace. Ha escluso già cause organiche e fisiologiche?
Dott.ssa Alice Carbone
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buon pomeriggio, mi dispiace per le sgradevoli sensazioni che sta sperimentando. Sicuramente potrebbe esserle di aiuto un colloquio con uno psicologo, per cercare di comprendere come lavorare sui momenti di ansia e panico. In ogni caso, può rivolgersi al suo medico di base per eventuali accertamenti, riguardo a questi giramenti di testa/senso di sbandamento, per escludere problematiche mediche. Le auguro una buona giornata, dott.ssa Alice Carbone
Dott. Davide Martinelli
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Quello che descrive è un meccanismo psicologico molto più comune di quanto immagini, e soprattutto non dice nulla sulla sua identità o sui suoi desideri profondi.

Provo a spiegarle con chiarezza. Lei aveva già attivato una risposta corporea legata a un gesto regolatorio che nel tempo si è associato anche al rilassamento e talvolta all’orgasmo. In quel momento è comparso uno stimolo emotivo molto intenso — la tenerezza per i cuccioli — amplificato dalla fase premestruale, in cui la sensibilità emotiva e corporea è spesso aumentata. Il sistema nervoso non distingue in modo così netto tra “attivazione emotiva intensa” e “attivazione sessuale”: entrambe sono forme di arousal fisiologico. Se due attivazioni coincidono temporalmente, il corpo può arrivare al rilascio orgasmico anche senza che ci sia stato desiderio sessuale verso quello stimolo.

Il punto centrale è questo: l’orgasmo è un riflesso neurofisiologico, non una dichiarazione di desiderio.

Il problema ora non è l’episodio in sé, ma il controllo che è iniziato dopo. Quando lei fa “check” durante la masturbazione per verificare cosa prova, sta attivando un meccanismo ossessivo: più controlla, più aumenta l’attenzione sullo stimolo, più le sensazioni diventano intense. Non perché rappresentino un desiderio nascosto, ma perché l’ansia amplifica la percezione corporea. È un circolo vizioso molto tipico dei dubbi a contenuto sessuale.

Se davvero ci fosse stata un’attrazione, non ci sarebbe questa angoscia, questa necessità di verifica continua. L’elemento che orienta la lettura clinica è proprio il disagio e il bisogno di controllo.

Il suo sistema nervoso ha semplicemente associato, in un momento di vulnerabilità ormonale e di attivazione corporea già in corso, un’emozione intensa a una risposta fisiologica. Questo può accadere. Non definisce chi è lei.

Se però i controlli mentali stanno diventando frequenti o intrusivi, sarebbe importante lavorarci prima che si strutturino come pensieri ossessivi stabili. In uno spazio di confronto clinico possiamo analizzare con calma il meccanismo, ridurre il bisogno di verifica e aiutarla a uscire dal circolo ansia–controllo–conferma apparente. Se vuole, possiamo approfondire in privato online.
Dott.ssa Maria Rosa Biondo
Psicologo, Psicoterapeuta
Vizzini
Buon pomeriggio,
posso comprendere il senso di smarrimento che prova. Leggendo le sue parole, emerge un corpo che sta cercando di dire qualcosa che la mente non riesce ancora a processare. I suoi sintomi, sono messaggi cifrati del suo mondo interno e dopo anni di attacchi di panico, il suo sistema nervoso sembra essere in uno stato di iper-attivazione cronica. Il mio consiglio: sarebbe necessario uno spazio terapeutico per comprendere meglio ciò che le capita e per trasformare questi sbandamenti in parole.
Buongiorno,
i sintomi che descrive sono molto spaventanti, ma non sono rari nelle persone che soffrono di ansia e attacchi di panico.
Quando il sistema nervoso rimane a lungo in uno stato di iperattivazione, può diventare più sensibile sia agli stimoli interni (sensazioni corporee) sia a quelli esterni (suoni, movimento, immagini). Episodi come la “sirena che continua a risuonare” o la sensazione costante di sbandamento possono essere manifestazioni di questa ipersensibilità, soprattutto se compaiono in periodi di forte stress o preoccupazione.
La sensazione di sbandamento, in particolare, è molto frequente nei disturbi d’ansia: non è necessariamente legata a un problema neurologico, ma spesso a tensione muscolare, respirazione alterata e stato di allerta costante. Quando il cervello è in modalità “pericolo”, anche stimoli visivi in movimento (videogiochi, immagini che scorrono) possono amplificare la percezione di instabilità.
Naturalmente, quando compaiono sintomi fisici persistenti è sempre corretto confrontarsi anche con il proprio medico curante per escludere cause organiche.
Se gli accertamenti risultano nella norma, un percorso psicologico mirato sull’ansia e sulla regolazione del sistema nervoso può essere molto utile per ridurre questi sintomi.
Resto a disposizione per un eventuale approfondimento.
Dott.ssa Giorgia Pinessi
Psicologo, Psicologo clinico
Lissone
Buongiorno gentile utente, ringraziandola per le informazioni che mi ha fornito io le potrei suggerire un primo confronto con il suo medico di base così che si possano eventualmente escludere o confermare delle cause biologiche/fisiche e successivamente valutare un percorso con un professionista sanitario come un psicologo.
Resto a disposizione per eventuali
Dott.ssa Psicologa - Pinessi Giorgia
Dr. Francesco Rossi
Psicologo, Psicologo clinico
Ozzano dell'Emilia
Salve, in questo casi, l'iter migliore da seguire potrebbe essere il seguente:
1) andare dal proprio medico di base, spiegare la situazione e la sintomatologia passata e presente ed eseguire gli eventuali esami diagnostici prescritti per escludere cause di natura organica.
2) qualora il medico non rivelasse anomalie o non emergessero diagnosi specifiche dagli esami suggeriti, cominciare un percorso psicologico con uno Psicologo Clinico o uno Psicoterapeuta Funzionale (o comunque ad approccio psico-corporeo integrato) che possano aiutarla a gestire l'ansia e la sintomatologia correlata (questo potrebbe farlo anche parallelamente agli accertamenti medici che comunque caldeggerei).
Saluti.
Dr. Francesco Rossi.
Buonasera, la ringrazio per aver condiviso ciò che sta vivendo.
L’episodio che descrive rispetto al suono della sirena che continuava a rimanerle in testa per alcuni minuti, anche dopo che lo stimolo reale era cessato, può verificarsi in periodi di forte attivazione ansiosa. Quando il sistema nervoso è in uno stato di allerta prolungata, tende ad amplificare e prolungare le percezioni sensoriali, il fatto che questo fenomeno non si ripresenti da tre mesi è sicuramente un elemento rassicurante.
Per quanto riguarda invece la sensazione costante di sbandamento e il peggioramento quando osserva immagini in movimento (come nei videogiochi o nello scorrere contenuti), si tratta di sintomi che spesso si associano a stati di ansia cronica. L’iperattivazione del sistema nervoso può influenzare anche il sistema dell’equilibrio, provocando instabilità, derealizzazione o una maggiore sensibilità agli stimoli visivi dinamici.
Dal punto di vista psicologico, in generale, quando l’ansia si mantiene nel tempo il corpo può restare in una condizione di allerta costante e questo contribuisce a cronicizzare sintomi fisici come quelli che descrive. Un percorso di sostegno psicologico mirato può aiutarla a comprendere l’origine e il mantenimento di questi sintomi, ridurre l’iperattivazione e imparare strategie concrete per gestire ansia e sbandamenti.

Resto disponibile qualora desiderasse approfondire o valutare insieme un percorso di supporto.
Un caro saluto.
Dott.ssa Federica Di Benedetto
 Adele Cito
Psicologo
Ostuni
Le ho già risposto in precedenza. Se le occorre uno psicoterapeuta mi contatti x quello.
Grazie
Dott.ssa Rossella Carrara
Psicologo, Psicologo clinico
Bergamo
Buongiorno, le consiglio un percorso psicologico per il trattamento dell'ansia. Cordiali saluti.
Dott. Luca Rochdi
Psicologo, Psicologo clinico
Campobasso
Gentile utente, le consiglio di chiedere al suo medico di fiducia se possono esserci cause organiche e di intraprendere un percorso di supporto psicologico.
Sarei felice di accompagnarla in questo percorso.
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
Dott.ssa Rita Anastasi
Psicologo, Psicologo clinico
Rizziconi
Buongiorno. Comprendo quanto possa essere disorientante vivere con la sensazione che il mondo "scivoli" o si muova sotto i tuoi occhi, specialmente dopo aver già affrontato l'ansia per così tanto tempo.

Quello che descrivi è un passaggio molto comune nelle dinamiche dell'ansia cronica: i sintomi cambiano forma. Quella che tre mesi fa era una persistenza sensoriale (il suono della sirena che restava "impresso" nel cervello), oggi si è trasformata in un'ipersensibilità visiva.

Proviamo a capire cosa sta succedendo al tuo sistema nervoso, analizzando i due fenomeni:

1. Il fenomeno della "Sirena" (Palinacusia temporanea)
Sentire un suono che continua nella mente per qualche minuto dopo che è cessato è spesso legato a un forte stato di iper-vigilanza. Quando il cervello è in ansia perenne, è come se alzasse il volume di tutti i sensori. Il sistema uditivo diventa così reattivo che "trattiene" lo stimolo (un po' come quando guardi una luce forte e ti resta la macchia nell'occhio). Il fatto che sia sparito è un buon segno: significa che quel particolare circuito si è calmato.

2. Gli sbandamenti h24 e la sensibilità al movimento
Il problema attuale degli sbandamenti quando guardi un gioco o delle foto è riconducibile a una condizione che spesso accompagna l'ansia cronica, chiamata PPPD (Persistent Postural-Perceptual Dizziness - Vertigine Posturale-Percettiva Persistente).

Il conflitto visivo: Quando giochi o guardi immagini che scorrono, i tuoi occhi inviano al cervello un segnale di "movimento rapido". Tuttavia, il tuo corpo è fermo. In una persona serena, il cervello scarta l'incongruenza. In una persona ansiosa, il cervello interpreta questa discrepanza come un pericolo (un malessere o una perdita di equilibrio) e genera lo sbandamento come segnale di allarme.

Perché h24? Perché ormai il tuo cervello è "fissato" sul monitoraggio dell'equilibrio. Sei diventato un osservatore troppo attento di te stesso: ogni minimo micro-movimento del campo visivo viene amplificato.

3. Il legame con la tua postura (PC e Streaming)
Ripensando a quanto mi avevi accennato in precedenza sulla tua situazione cervicale (la spondilosi e la perdita di lordosi), c'è una "tempesta perfetta":

Il collo rigido invia segnali di equilibrio imprecisi.

Gli occhi, guardando lo streaming, inviano segnali di movimento intenso.

L'ansia agisce come un collante che unisce questi due segnali e crea la sensazione di sbandamento costante.

Cosa puoi fare per gestire questa fase?
Rieducazione Vestibolare: Esistono esercizi molto semplici che insegnano al cervello a "ignorare" i segnali visivi disturbanti. Un fisioterapista specializzato in vertigini potrebbe aiutarti molto a ridurre la sensibilità mentre giochi.

Esposizione Graduale: Non evitare del tutto i giochi o le foto (l'evitamento nutre l'ansia), ma riduci il tempo di esposizione o la velocità del movimento finché il cervello non si sente di nuovo al sicuro.

Rivedi la terapia farmacologica: Dato che soffri di ansia da molti anni e i sintomi stanno diventando così fisici e limitanti (sbandamenti h24), potrebbe essere utile parlare con il tuo specialista per capire se l'attuale antidepressivo è ancora il più adatto per gestire questa componente "somatica" e vertiginosa.

Ti capita di sentire lo sbandamento più forte anche quando entri in spazi grandi e molto illuminati (come un supermercato o una piazza), o accade prevalentemente davanti agli schermi? Capire se il disturbo è legato solo al digitale o anche allo spazio reale ci aiuta a definire meglio se si tratti di una sensibilità visiva pura o di una forma di agorafobia legata all'equilibrio.

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