Domande del paziente (18)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera. In alcuni casi dolore cervicale e senso di sbandamento possono essere correlati, soprattutto quando sono presenti tensioni muscolari, ridotta mobilità cervicale o alterazioni del controllo motorio... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, nelle microfratture del calcagno la durata dell’immobilizzazione dipende soprattutto dal tipo di frattura, dal grado di consolidamento osseo e dai sintomi presenti. In molti casi, dopo il periodo... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, per quanto riguarda la Bioptron/Biotron, non esistono evidenze scientifiche solide che dimostrino un beneficio specifico e determinante sulla guarigione ossea o sul recupero funzionale dopo... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, dopo un intervento per frattura scomposta di tibia e perone è molto importante seguire le indicazioni dell’ortopedico riguardo ai tempi di carico e immobilizzazione, perché dipendono dal tipo... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, a 15 giorni da un intervento neurochirurgico lombare è ancora piuttosto frequente avvertire sintomi residui lungo il decorso del nervo sciatico, soprattutto se la compressione era presente... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, il referto descrive dei lievi segni di “usura” dell’articolazione dell’anca (coxofemorale), più evidenti a sinistra.
In particolare:
- “Addensati i cigli supero-esterni dei tetti cotiloidei”...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, considerando i tempi dalla frattura e la rimozione del gesso, il recupero che descrive è nel complesso incoraggiante. Nelle fratture composte del capitello radiale il recupero della pronosupinazione... Altro
Salve,
Sono un uomo di 34 anni e da 7 anni soffro di dolori alle anche e gluteo (specialmente lato destro) dopo la masturbazione/atti sessuali.
Da piccolo tendevo a strizzare molto i muscoli per mantenere l'erezione e, purtroppo, questa abitudine è rimasta negli anni. Adesso cerco di non farlo ma spesso avviene involontariamente. Non appena strizzo anche solo un po' e anche solo involontariamente, sento subito dolore. La parte tesa tende poi ad infiammarsi anche per uno/due giorni consecutivi e ho dolori nel camminare.
Sono ormai quasi tre anni che mi masturbo massimo 2/3 volte a settimana e che cerco di tenere i rapporti sessuali al minimo, senza giovamento.
Recentemente ho fatto risonanza e radiografia della zona lombare ma il fisiatra non ha trovato nulla di particolarmente negativo. Solo una lieve scoliosi con curva lombare a sinistra e trocanterite alla gamba destra, per cui sto facendo ginnastica posturale (iniziata da due settimane). Credo che la posturale stia aiutando in generale per rafforzare le gambe ma non so se sta risolvendo il mio problema.
Due giorni fa mi sono masturbato letteralmente solo per 15 minuti (non continuativi) e quasi senza strizzare i muscoli (a parte, ripeto, tensioni involontarie) e ho dolore al trocantere da due giorni.
Onestamente, questo problema mi sta facendo impazzire dal punto di vista psicologico. Ormai per me sesso e masturbazione sono associate a paura, frustrazione e dolore.
Non so più che fare o a che specialista rivolgermi o se pagare qualcuno che mi faccia dei massaggi ecc. Non so se portebbe aiutare e per quanto.
Per caso avete consigli su come potrei muovermi o altre cose che potrei fare?
Cordialmente,
P.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
quello che descrive è un quadro complesso ma non raro, e il fatto che gli esami non abbiano evidenziato problematiche importanti è già un elemento positivo. Da ciò che racconta, sembra esserci una forte componente di ipertono muscolare e di sensibilizzazione della zona pelvica e glutea, probabilmente mantenuta nel tempo da anni di contrazione involontaria durante l’attività sessuale.
Quando si “stringono” i muscoli per mantenere l’erezione, spesso vengono coinvolti pavimento pelvico, adduttori, glutei profondi, ileopsoas e muscoli lombari. Se questo schema si ripete per anni, il sistema può diventare molto reattivo: anche una minima contrazione può essere percepita come minacciosa e generare dolore persistente dopo il rapporto o la masturbazione.
Il fatto che il dolore compaia in modo molto prevedibile dopo l’attività sessuale, gli esami strutturali siano sostanzialmente tranquilli, e ci sia ormai una forte associazione tra sessualità, paura e tensione, fa pensare più a un problema funzionale che a un danno “grave” dell’anca o della colonna.
La trocanterite che le hanno riferito potrebbe anche essere una conseguenza del sovraccarico e della tensione dei muscoli glutei, più che la causa primaria del problema.
A mio avviso potrebbe esserle molto utile un percorso con fisioterapista esperto ed eventualmente un supporto psicologico/sessuologico, non perché “il problema è nella testa”, ma perché il circolo paura-tensione-dolore spesso mantiene il sintomo attivo nel tempo.
La ginnastica posturale può aiutare, ma probabilmente da sola non basta se non viene affrontato il controllo involontario della tensione muscolare pelvica e la sensibilizzazione del sistema nervoso.
In genere il lavoro fisioterapico in questi casi comprende educazione al rilassamento del pavimento pelvico, respirazione diaframmatica, lavoro su anche e colonna, esposizione graduale e non dolorosa all’attività sessuale, riduzione della vigilanza continua sul sintomo.
Le sconsiglio invece di continuare a evitare completamente la sessualità o “testare continuamente” se sente dolore, perché questo rischia di rinforzare ulteriormente l’associazione negativa.
Non credo che qualche massaggio occasionale possa risolvere il problema in modo stabile; può dare sollievo temporaneo, ma il punto centrale è modificare il meccanismo di tensione e protezione che si è instaurato negli anni.
Con il professionista giusto, però, questo tipo di problema può migliorare in modo significativo, anche se spesso richiede un percorso graduale e non immediato.
Buongiorno,
Il 17 dicembre 2025 mi sono operato di ricoatruzione del LCA destro e insieme ho fatto un osteotomia di valgizzazione tibiale. Sono tornato al lavoro al 100% 2 mesi fà (faccio un lavoro sedentario) sto continuando la fisio e faccio palestra.
E con la palestra 1 settimana fà mi accorgo di non aver forza per fare la leg extesion zero proprio( se prima facevo tutto il pacco pesi con una gamba adesso max 15 kg facendo molta fatica).
E in oltre a volte dei giorni sento del dolore che va dal ginocchio alla caviglia sento come se mi stanno tirando.
Mi chiedevo se è normale tutto ciò?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, a circa 5 mesi da un intervento combinato di ricostruzione del LCA e osteotomia tibiale valgizzante, una certa perdita di forza del quadricipite può ancora essere presente, soprattutto negli esercizi in catena cinetica aperta come la leg extension. Dopo questo tipo di chirurgia è abbastanza frequente avere un’inibizione del quadricipite (“fatica ad attivarlo”), che può manifestarsi anche con un calo improvviso delle prestazioni.
Detto questo, una riduzione così marcata della forza rispetto a prima, soprattutto se comparsa improvvisamente, merita di essere approfondita con il fisioterapista che la segue e con il chirurgo ortopedico. Le cause possono essere diverse: sovraccarico, irritazione, infiammazione dei tessuti, difficoltà di controllo neuromuscolare oppure semplice aumento troppo rapido dei carichi in palestra.
Anche la sensazione di “tirare” dal ginocchio alla caviglia può essere compatibile con tensioni muscolari/fasciali o adattamenti legati all’osteotomia, ma se il dolore aumenta, compare gonfiore, instabilità, calore, oppure la forza continua a peggiorare, è importante fare una valutazione clinica.
Nel frattempo le consiglierei di ridurre temporaneamente i carichi della leg extension, privilegiare esercizi controllati e progressivi per il quadricipite, monitorare eventuale gonfiore o aumento del dolore dopo allenamento, continuare il percorso fisioterapico con test di forza e controllo funzionale.
Il recupero dopo + osteotomia è generalmente più lungo rispetto a una semplice ricostruzione del crociato, e spesso servono 9-12 mesi per recuperare forza e performance in modo soddisfacente.
La radioterapia pulsata può servire per una cronica anterolistesi lombare con artrosi cronica e restringimento canale spinale? grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera. In caso di anterolistesi lombare associata ad artrosi e restringimento del canale spinale, il trattamento dipende soprattutto dai sintomi e dal livello di limitazione funzionale.
La cosiddetta "radioterapia pulsata" non è il trattamento di prima scelta per queste condizioni. Nella maggior parte dei casi l'approccio conservativo comprende fisioterapia, esercizio terapeutico mirato, gestione dei carichi e strategie per migliorare mobilità e tolleranza alle attività quotidiane.
è comunque importante una valutazione specialistica per capire l'origine prevalente dei sintomi e individuare il percorso terapeutico più appropriato, soprattutto se sono presenti dolore persistente, difficoltà nella deambulazione o sintomi neurologici.
Buongiorno. Da due mesi ho un rigonfiamento nella zona del legamento inguinale, poco sotto. Ho fatto una serie di controlli, tra cui ecografia che ha dato esito negativo. Da sdraiata questo rigonfiamento lo sento meno. Il momento in cui lo sento di più è quando spingo in fuori il bacino. L'ecografia non rileva nulla di preoccupante. Nemmeno il medico di base, in quanto ha constatato che la zona inguinale gli sembra essere morbida. Una visita con un chirurgo ha suggerito l'idea che possa essere un rigonfiamento causato dai tendini anche se anche lui dice di faticare a sentire sia da sdraiata che da in piedi la zona che gli indicavo. Io purtroppo continuo ad essere preoccupata. Chiedo quindi se può essere che qualcosa sia sfuggito in queste visite e se la valutazione del tendine possa essere quella corretta. Ringrazio molto per la pazienza e la disponibilità
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
capisco la sua preoccupazione, soprattutto quando si continua a percepire un rigonfiamento nonostante gli esami eseguiti risultino negativi. Da ciò che descrive, il fatto che l’ecografia non abbia evidenziato ernie o altre problematiche significative e che il rigonfiamento cambi in base alla posizione del bacino e del corpo è un elemento piuttosto rassicurante.
In alcuni casi, nella regione inguinale possono essere percepite strutture muscolo-tendinee o fasciali che diventano più evidenti in determinate posture, soprattutto quando il bacino viene spinto in avanti o quando aumenta la tensione della parete addominale e dei muscoli dell’anca. Anche tendini, inserzioni muscolari o piccoli ispessimenti dei tessuti molli possono dare questa sensazione senza rappresentare necessariamente una patologia importante.
Il fatto che da sdraiata il rigonfiamento diminuisca, la palpazione risulti “morbida”, l’ecografia sia negativa e il chirurgo non abbia riscontrato segni chiari di ernia o masse sospette rende meno probabile la presenza di condizioni preoccupanti sfuggite ai controlli.
Detto questo, se il fastidio dovesse aumentare, comparissero dolore importante, arrossamento, aumento progressivo del volume o sintomi associati (ad esempio febbre o disturbi intestinali), sarebbe opportuno rivalutare la situazione.
Dal punto di vista fisioterapico, una valutazione muscolo-scheletrica approfondita potrebbe essere utile per capire se il rigonfiamento sia correlato a tensioni della muscolatura addominale, degli adduttori, dell’ileopsoas o della regione inguinale stessa, soprattutto considerando la variazione legata al movimento del bacino.
Le consiglierei quindi, più che ulteriori accertamenti “a ripetizione”, una valutazione clinica mirata dell’area lombo-pelvica e dell’anca, in modo da contestualizzare meglio il sintomo nel movimento e nella postura.
Buongiorno, da una settimana circa sento fastidio alla parte alta della coscia. La zona è abbastanza circoscritta ed è in alto, zona a metà fra coscia anteriore e interna. Il fastidio si presenta principalmente quando sto seduta in determinate posizioni o quando premo in quella zona. Da sdraiata non sento praticamente nulla. A volte lo percepisco anche mentre cammino o faccio sport, ma è molto leggero, quasi paragonabile a una piccola scossa. Quali potrebbero essere le cause di questo fastidio? Potrebbe essere causato da un tendine o simile? Come lo posso curare? Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, da ciò che descrive, il fastidio potrebbe effettivamente essere legato a una struttura muscolo-tendinea della regione inguinale prossimale della coscia, soprattutto considerando la localizzazione molto circoscritta e il fatto che i sintomi cambino in base alla posizione.
Il fatto che da sdraiata il sintomo quasi sparisca, il dolore sia lieve, non ci sia una limitazione importante nel cammino o nello sport e il fastidio compaia soprattutto in alcune posizioni o alla pressione fa pensare più a un’irritazione lieve o tendinea che a qualcosa di serio.
In fase iniziale può essere utile evitare per qualche giorno le posizioni che provocano maggiormente il fastidio, non insistere nel premere continuamente la zona, mantenere attività fisica leggera senza forzare, eseguire esercizi dolci di mobilità di anca e bacino.
Se il problema fosse tendineo o muscolare lieve, spesso tende a migliorare spontaneamente nel giro di alcune settimane, ma per una guarigione cercando di limitare il più possibile il ritorno di questo dolore è meglio farsi seguire da un fisioterapista in un programma ben individualizzato di esercizio terapeutico.
Una valutazione fisioterapica può comunque aiutare a capire meglio se il disturbo origina da adduttori, flessori dell’anca, articolazione dell’anca o da una lieve irritazione nervosa locale, soprattutto se il sintomo dovesse persistere o aumentare.
Le consiglierei invece di approfondire rapidamente con il medico se dovesse comparire gonfiore evidente, dolore importante, perdita di forza, alterazioni della sensibilità estese, oppure peggioramento progressivo dei sintomi.
Dottore io ho male in mezzo alla schiena, devo andare dal medico di base, da 75 Kili per 115 sto facendo dieta può essere il peso può essere ernia del disco ci sono le cure
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Il dolore nella parte centrale della schiena può avere diverse cause: sovraccarico, postura, ridotta attività fisica o anche il peso corporeo, che può aumentare lo stress sulla colonna. Più raramente può dipendere da problematiche discali, ma senza una valutazione clinica non è possibile stabilirlo.
Ha fatto bene ad iniziare un percorso di dimagrimento, sicuramente sarà di aiuto. Le consiglio di rivolgersi direttamente a un fisioterapista che lavora in ambito muscoloscheletrico, così da capire l'origine del dolore ed impostare un percorso di trattamento mirato. Sicuramente la strategia avrà come fulcro l'esercizio terapeutico ed imparare a gestire correttamente i carichi.
Buongiorno. Ho.una lieve protrusione circonferenziale. In fisioterapia è sbagliato fare esercizi di flessione della schiena?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno. Una lieve protrusione discale non significa automaticamente che i movimenti di flessione della schiena siano da evitare. Dipende soprattutto dai sintomi e dalla fase clinica.
In alcuni casi la flessione può temporaneamente aumentare i disturbi, in altri invece viene tollerata e può essere recuperata gradualmente attraverso un programma mirato. In fisioterapia non esistono movimenti "sbagliati", ma esercizi da adattare alla persona e al suo quadro clinico.
Una valutazione fisioterapica accurata permette di capire quali movimenti siano utili, quali eventualmente limitare temporaneamente e come tornare progressivamente alle normali attività in sicurezza.
Salve a tutti, sono un uomo di 45 anni, ho fatto una serie di 5 massaggi decontratturanti alla cervicale, trapezi, spalle e schiena, una volta a settimana, tra cui anche una coppettazione. Ma ho presentato subito forti dolori, contratture al collo ed alle spalle che persistono da settimane. Per quale motivo? Scompariranno? Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, dopo un trattamento manuale intenso può capitare di avvertire un lieve indolenzimento muscolare nelle ore successive, soprattutto se i tessuti erano molto contratti o sensibili. Tuttavia dolori importanti e persistenti per settimane non sono una risposta considerata “normale” e meritano attenzione.
Le cause possono essere diverse: trattamento troppo intenso rispetto alla tolleranza dei tessuti, irritazione di strutture già infiammate, eccessiva pressione sui muscoli cervicali oppure una problematica di base non adeguatamente valutata prima del trattamento. Anche la coppettazione, in alcune persone, può aumentare temporaneamente l’irritabilità dei tessuti.
Nella zona cervicale spesso il dolore non dipende solo da “contratture”, ma da una combinazione di fattori articolari, muscolari, postura, stress, sensibilizzazione del sistema nervoso e carichi quotidiani. Per questo un approccio esclusivamente decontratturante non sempre è la soluzione migliore.
In molti casi i sintomi tendono a ridursi gradualmente, ma se il dolore persiste da settimane è consigliabile effettuare una valutazione fisioterapica approfondita per capire quale struttura sia realmente coinvolta ed evitare ulteriori trattamenti troppo aggressivi.
Nel frattempo può essere utile evitare massaggi molto intensi; mantenere un movimento leggero e graduale; non immobilizzare completamente il collo; monitorare eventuali sintomi associati come mal di testa, formicolii o dolore irradiato al braccio.
Un trattamento più mirato e progressivo, basato sulla valutazione clinica, generalmente è meglio tollerato rispetto a sedute molto “forti” ripetute nel tempo.
Salve, da settimane ho un forte dolore alla base del pollice che si sta estendendo al polso.
Credo sia rizoartrosi, qual'è la procedura per la cura ? Ci sono esercizi da fare ? O è meglio prima fare una visita da un ortopedico e/o una risonanza ?
Al momento non riesco nemmeno a tagliare una mela, tagliare una cosa con le forbici o aprire un tappo di una bottiglia, perchè fa male.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, il dolore alla base del pollice con difficoltà nei movimenti di presa e nelle attività quotidiane può effettivamente essere compatibile con una rizoartrosi, soprattutto se il dolore compare quando stringe, apre barattoli o usa le forbici. Tuttavia esistono anche altre condizioni che possono dare sintomi simili, come tendiniti o infiammazioni dei tendini del pollice (ad esempio tenosinovite di De Quervain).
Prima di iniziare esercizi specifici, il consiglio è di effettuare una valutazione clinica da parte di un ortopedico della mano o di un fisioterapista esperto in disturbi muscolo-scheletrici. Spesso la diagnosi si basa già sulla visita. Una radiografia può essere utile per valutare l’eventuale artrosi, mentre la risonanza magnetica non è generalmente il primo esame necessario salvo dubbi diagnostici particolari.
Nelle fasi dolorose iniziali di solito si lavora su riduzione del carico e dei movimenti irritanti;
eventuale tutore per il pollice; terapia manuale e fisioterapia; esercizi graduali per mobilità e rinforzo; gestione del dolore e dell’infiammazione.
Eviterei invece esercizi “fai da te” senza una diagnosi precisa, perché in alcune condizioni potrebbero peggiorare i sintomi. Vista la limitazione funzionale importante che descrive, le consiglierei di non rimandare la valutazione specialistica.
ho fatto una distorsione al piede sx 22/2/26 nelle prime radiografie non c'era frattura consigliato solo riposo ghiaccio e voltare, per 30 gg, sempre male ho rifatto radiografia 25/03/26 ed ecografia risultato frattura al V metatarso e lesione legamenti caviglia, messo tutore fino a 19/05/26. richiesta ortopedico nuova radiografia la frattura consolidata quasi del tutto, tolto il tutore mi è stata consigliato la magnetoterapia notturna per 30/45gg. ho noleggiato un dispositivo in una sanitaria per una settimana, vorrei acquistarlo visto il periodo lungo e vorrei sapere quale può andare bene visto che ce ne sono tantissimi e non so decidere quale va bene. grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Nel suo caso la magnetoterapia può avere senso come supporto al consolidamento osseo, soprattutto considerando la frattura del V metatarso e i tempi piuttosto lunghi di guarigione. Tuttavia è importante chiarire che il dispositivo, da solo, non sostituisce il recupero funzionale: dopo settimane di tutore sarà fondamentale lavorare su mobilità, forza, equilibrio e recupero del passo.
Per l’acquisto non è necessario orientarsi verso apparecchi “molto potenti” o particolarmente costosi. È preferibile scegliere un dispositivo medico certificato CE, semplice da utilizzare, che permetta programmi specifici per consolidamento osseo/fratture e che consenta trattamenti prolungati notturni. In genere i modelli con campi magnetici pulsati (CEMP/PEMF) e solenoidi applicabili a piede e caviglia sono quelli più usati in questi casi.
Più che il marchio, conta la possibilità di fare sedute lunghe automatiche, l’intensità regolabile, i programmi dedicati alle fratture, il comfort durante l’utilizzo notturno e l’assistenza e affidabilità del produttore.
Le consiglio comunque di non limitarsi alla sola magnetoterapia dopo quasi 3 mesi di immobilizzazione è necessario un percorso fisioterapico mirato volto a recuperare al meglio ed evitare recidive o dolori persistenti.
Il Mag 2000 è un apparecchio professionale? Bisogna seguire, per le terapie, la durata scritta sul libretto? Si possono fare sessioni notturne della durata di 10 ore consecutive, oppure è errato? Grazie.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Il MAG 2000 è un dispositivo per magnetoterapia ad uso domiciliare, quindi non rientra propriamente tra le apparecchiature professionali utilizzate in ambito clinico o fisioterapico avanzato. Può comunque essere utile come supporto in alcune condizioni muscolo-scheletriche, ma va utilizzato seguendo le indicazioni del produttore e, possibilmente, dopo una valutazione da parte di un professionista sanitario.
Per quanto riguarda la durata delle sedute, è consigliabile attenersi ai protocolli riportati nel manuale. Le impostazioni di tempo, frequenza e intensità sono studiate per garantire un utilizzo sicuro ed evitare trattamenti inutilmente prolungati.
Le sessioni notturne molto lunghe (ad esempio 8-10 ore consecutive) sono previste da alcuni dispositivi e protocolli commerciali, ma non sempre hanno un razionale clinico forte né evidenze scientifiche superiori rispetto a trattamenti più brevi e mirati. Inoltre, prolungare eccessivamente l’esposizione senza indicazione specifica non significa necessariamente ottenere risultati migliori.
Il consiglio è di personalizzare il trattamento in base alla problematica da trattare (frattura, tendinopatia, artrosi, dolore muscolare, ecc.) e confrontarsi con un fisioterapista o il medico curante per capire se la magnetoterapia sia realmente indicata e con quali parametri utilizzarla.
Domande più frequenti
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Ernia del disco lombare
Gentile paziente,
certamente un'ernia potrebbe essere la causa del suo…