Domande del paziente (127)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, avrei bisogno di più informazioni per aiutarla.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, penso di aver capito il contesto che ha descritto e, di conseguenza, anche la pesantezza e la difficoltà che lei può avere nello stare in un ambiente con queste caratteristiche. Nel suo resoconto... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, mi colpisce che lei concentrando la sua attenzione sulle modalità del suo ex-compagno di elaborare la fine della vostra relazione. Che senso crede che possa avere per lei cercare un esperto... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, se sente il bisogno di parlarne penso che la figura più appropriata sia uno psicologo o psicoterapeuta. Sarebbe importante per lei avere uno spazio in cui elaborare queste sue paure e preoccupazioni,... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, servirebbero maggiori informazioni per aiutarla.
Rimango a disposizione
Dott. Federico Bartoli
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, servirebbero maggiori informazioni riguardo alla problematica a cui ha accennato. Chi è questa persona? Vi vedete spesso? Che cosa vorrebbe che succedesse, qual è il suo obiettivo riguardo... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno. Credo di aver capito ciò che è successo e ciò che la fa stare male. Quale pensa che possa essere il suo bisogno in questo momento?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno signora, servirebbero maggiori informazioni riguardo alla situazione che ha descritto per poter aiutare il ragazzo di cui parla.
Rimango a disposizione
Dott. Federico Bartoli
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, gli attacchi di panico possono dare sintomi di vario tipo e l'occhio che sbatte è molto correlato con lo stress. Lei in che modo si sta prendendo cura di questi attacchi di panico e di questo... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, dal suo racconto si percepisce molto disagio e frustrazione ma anche una importante consapevolezza su quelle che sono le cose importanti per lei (la sfera sessuale, per esempio). Riguardo alle... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, capisco la carica "destabilizzante" della situazione e la sua difficoltà nel capire cosa fare. La domanda che mi sento di farle è: cosa fare per arrivare a quale obiettivo? Qual è il suo bisogno... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, mi sembra di capire che lei sia in un momento di grande sofferenza e disperazione. Penso che sia importante che lei in questo momento si rivolga ad uno psicologo o psichiatra
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, mi sembra che lei abbia diverse emozioni difficili da gestire in questo momento, penso sarebbe importante che lei faccia anche un percorso psicologico o psicoterapeutico oltre che farmacologico.... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, lei si attende delle risposte ma si è dimenticato di scrivere la domanda. Penso che questo sia un punto di partenza da cui partire: quale potrebbe essere il suo bisogno in questo momento? he... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, le psicosi e la schizofrenia si manifestano in età evolutiva. Credo piuttosto che quelli di cui lei sta parlando siano sintomi ansiosi-ossessivi che stanno assumendo ulteriore rigidità e gravità... Altro
Salve a tutti, sono una studentessa universitaria che ora più che mai sta avendo a che fare con pensieri che definirei "ossessivi" per quanto riguarda le relazioni sociali (amicizie, conoscenze, ecc.): dopo ogni interazione non sentita al 100% riuscita, riavvolgo continuamente nella mia testa ogni piccolo dettaglio della situazione per capire cosa avrei potuto sbagliare, cercando continue rassicurazioni, e spendendoci la notte in pianti. Oltre a questo, sospetto da sempre di essere neurodivergente/essere nello spettro autistico.
Mi sto chiedendo quindi se non sia necessario partire da una valutazione psicodiagnostica per l'autismo/AuDHD. Ho il forte sospetto che i miei pensieri ossessivi siano il risultato di un sovraccarico cognitivo dovuto al masking e alla mancanza di strumenti adatti al mio funzionamento reale. Temo che un percorso generico, non formato sulla neurodivergenza, possa rivelarsi inefficace o invalidante, come già accaduto in passato. Dunque, quale percorso pensate sia meglio affrontare per prima (a fronte dei soldi)? Un percorso "generico" per risolvere inanzitutto i miei pensieri ossessivi, o un percorso psicodiagnostico (forse un po' più lungo?) per partire dalla radice?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, le due opzioni che lei ha individuato non sono necessariamente slegate l'una dall'altra. Credo, anzi, che ciò che potrebbe esserle utile in questo momento è una consulenza psicologica in cui lei possa esprimersi in un ambiente non giudicante, sottoponendo ad uno psicologo tutto ciò che in questo momento le causa sofferenza. Sarà il professionista, quindi, ad indirizzarla eventualmente in seguito verso una visita specialistica per la neurodivergenza. Spesso, se cerchiamo su Internet una diagnosi compatibile con quelli che identifichiamo come i nostri "sintomi", c'è il rischio di formarsi idee fuorvianti sul proprio funzionamento, che vengono in seguito confermate dalla nostra tendenza ad auto-suggestionarci... non so se questo sia il suo caso, ma mi sono fatto questa idea leggendo il suo resoconto.
Rimango a sua disposizione
Dott. Federico Bartoli
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, che cosa intende con "nuova forma di dipendenza"? Si riferisce a una dipendenza da informazioni su questo tipo di tematiche/avvenimenti?
Salve dottori, vorrei esporvi una situazione e cercare da voi un consiglio e rassicurazione o comprensione..sono una ragazza di 26 anni, mi sono lasciata da poco diciamo qualche mese con una persona molto più grande di 20 anni, abbiamo avuto molti momenti in cui non ci trovavamo bene insieme, ma continuavamo a stare perché ci volevamo e ci tenevamo l'uno all'altro, per me molto difficile lasciarlo andare, e anche per lui, ci siamo continuati a vedere ogni tanto, e delle volte facevamo anche qualcosa, però da poco dopo che ci siamo lasciati io avveo sentito un amico con cui mi frequentavo prima di lui, mi ha sempre capita e ascoltata, sempre capito i mie stati d'animo con il mio fidanzato, o comunque c'è sempre stato anche per stare vicino e darmi consigli, lui è a distanza infatti avevamo deciso di rivederci perché io volevo rivederlo anche per parlare, stare insieme o comunque fare cose di quotidianità insieme per cui prima non avevamo avuto l'occasione, vedere la città ecc. Il punto è che io sono frenata, lui prova a baciarmi, abbracciarmi ecc, ma io non riesco, mi sento in colpa e ogni volta che cerca di, io vedo il mio ex, le cose che mi ha detto quando gli ho raccontato che mi sarei dovuta vedere con lui in amicizia perché cosi era..mi ha detto che non voleva sapere nulla di cosa sarebbe successo e se succedeva qualcosa allora lo avrei perso, che non ho avuto rispetto nei suoi confronti ecc..purtroppo ci rimango male e mi faccio molto condizionare dalle cose che le persone mi dicono..e non so perché ho questo sentimento nei suoi confronti, la paura che lui possa lasciarmi o io possa perderlo definitivamente..è come se fossi dipendente da lui? ci sto male perché non riuscirò mai a vivermi nulla, neanche questo amico che sta per un paio di giorni, perché vorrei anche solo baciarlo ma so che poi avrei il senso di colpa..ho paura di tutto, non so cosa fare e perché ho questo attaccamento al mio ex fidanzato cosi tanto..come faccio a distaccarmi, non so che fare
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, da ciò che ha scritto traspare molta confusione ma anche molta frustrazione. Sembra che ci sia qualcosa dentro di lei, o una parte di lei, che le impedisce di entrare in contatto con ciò che lei vuole davvero e, di conseguenza, di ottenerlo. Credo che una risposta di poche righe non le sarebbe utile, sarebbe invece importante elaborare con calma il suo vissuto in un ambiente non giudicante e in cui lei possa parlare apertamente di quello che sente. Non si tratta di darle rassicurazioni o un consiglio, ma di accompagnarla in un viaggio dentro di lei, in un ambiente che, da quello che ha scritto, sembra esserle in questo momento almeno in parte sconosciuto.
Rimango a disposizione
Dott. Federico Bartoli
Un ragazzo non mi parla più da circa 2 mesi perché l ho ferito nel suo ego...ma ogni qual volta mi vede o dice a bassa voce parole offensive o cambia strada. Mi ha detto che non mi calcola eppure anche se gli faccio un brutto effetto comunque le sue reazioni vogliono dire che ho potere su di lui altrimenti gli sarei stata indifferente veramente. Cosa vuol dire in verità il suo modo di fare?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, avrei bisogno di maggiori informazioni sull'accaduto per poterla aiutare.
Buongiorno Gent.mi Dottori, vorrei un Vostro parere...non so come reagire, come comportarmi, mi trovo sempre impreparata...ho rivisto il mio ex stava parlando con suoi colleghi nel corridoio degli uffici, e siccome io dovevo attraversare per forza il corridoio (dove era fermo lui a parlare) per entrare in ufficio e lo spazio era stretto, non c'erano altre vie e gli sono dovuta passare affianco e quindi il mio braccio ha sfiorato il suo..lui non si è nemmeno spostato per farmi passare, come se non esistessi, un infantile.. so che avrei dovuto dire "permesso, scusate" per farlo spostare e farmi rispettare pero' non volevo rivolgere la parola a ne' a lui né agli altri...non capisco questi suoi dispetti dato che è stato lui a lasciarmi..Lavoriamo nella stessa università ma uffici distanti.. una altra volta mentre parlavo con un collega, mi sono accorta che camminava di fretta a testa bassa come se fossi invisibile, come se avessi la peste..(è come se volesse sottolineare che non mi vuole, di non iludermi ma di questo ne sono consapevole) .il mio collega che lo conosce ma non sa la nostra situazione, gli ha dato una pacca sulla spalla in segno di saluto ed il mio ex sempre a testa bassa , ha detto un buongiorno forzato e se ne è andato di fretta..tempo fa trovandomelo di fronte, gli ho detto ciao e lui ha ricambiato con ciao (ma sembrava un ciao forzato) e ci siamo guardati negli occhi per qualche istante ma di sua iniziativa non saluta né mi rivolge sguardi..forse ha paura non so per quale motivo..nonostante per due anni non ci siamo visti né sentiti..ho evitato luoghi comuni..e nonostante io sappia che non ci potrà essere un futuro tra noi, dopo che lo incontro, sento dentro di me una agitazione, tremore, come se dentro stessi esplodendo tanto che dopo ho bisogno di sedermi..sono purtroppo timida. introversa, ansiosa e non so mai quale è il modo migliore di comportarmi con lui, mi sembra di sbagliare sempre..Grazie per i vostri pareri..Vi Auguro una Buona Pasqua.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, la situazione che ha descritto deve essere molto spiacevole perchè in primo luogo riguarda la sua sfera sentimentale, che la porta a sperimentare emozioni e agitazione psicofisica, ma anche l'ambiente lavorativo. L'incrocio di queste due dimensioni può comprensibilmente portare molto stress, considerato anche il suo carattere che lei descrive come introverso e ansioso di base. Ha fatto bene a chiedere aiuto, sicuramente un percorso con un terapeuta può aiutarla a capire meglio cosa succede dentro di lei ( a livello psicologico, perchè lei nel suo resoconto si è concentrata sull'aspetto "fisico" delle sue reazioni") e cercare nuove strategie per affrontare queste situazioni quotidiane che si presentano. Quello che mi sento di chiederle in questo momento è: quale sarebbe per lei il "miglior modo" di comportarsi? In altre parole, qual è in questo momento il suo bisogno, o il suo desiderio, rispetto alla situazione che ha descritto?
Rimango a disposizione
Dott. Federico Bartoli
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