Buongiorno dell età di 18 anni soffro di ansia e attacchi di panico. Ora ho 44 anni e nei ultimi 3 a

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Buongiorno dell età di 18 anni soffro di ansia e attacchi di panico. Ora ho 44 anni e nei ultimi 3 anni a causa di una malattia renale rara che è peggiorata ,ho un rene che funziona poco e devo sperare di non togliere all inizio avevo solo la mia solita ansia ma ultimamente mi sono tornati crisi di pianto ansia forte e non riesco a stare al lavoro e in piu non ho tante amicizie mi sento sola. Faccio una cura con zarelis e xanax che nell ultima settimana mi hanno aumentato. Mi ripetono che li avrò sempre. Fino a un anno mezzo fa avevo un ragazzo che poi mi ha lasciato e quello che mi da piu fastidio è che mi ha cancellato. Non mi parla e non segue piu niente di me e se mi trova difronte mi saluta. Io non sono fatta cosi e mi fa rabbia e tristezza. Non capisci a distanza di tempo mi viene da pensare ancora a questa cosa. Vorrei capire cosa posso fare e perché mi viene da pensare ancora a questa cosa. E non riuscire a cambiare il modo di pensare su tutto.
Grazie
Dott. Davide Martinelli
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Buongiorno,
grazie molte per aver condiviso una parte così delicata della Sua vita. Da quello che racconta si sente tutta la fatica che sta portando avanti da tanti anni, e negli ultimi tempi ancora di più: l’ansia che ritorna forte, il corpo che chiede attenzione con la malattia, il lavoro che diventa difficile da sostenere, e in mezzo a tutto questo anche una solitudine che pesa. È davvero tanto da reggere, e il fatto che oggi si senta così fragile non è un segno di debolezza, ma una risposta umana a un accumulo importante di stress e dolore.
L’ansia e gli attacchi di panico che conosce da anni, in momenti come questo possono riattivarsi con più intensità, soprattutto quando ci sono condizioni fisiche che spaventano e fanno sentire meno al sicuro. Il corpo e la mente si parlano continuamente, e quando uno è sotto pressione, anche l’altro ne risente. Le crisi di pianto, la difficoltà a stare al lavoro, la sensazione di non farcela sono segnali di un sistema che è arrivato al limite e sta chiedendo aiuto.
Anche il pensiero che torna al Suo ex compagno ha un senso preciso. Non è solo nostalgia per la persona, ma è il modo in cui la mente cerca di elaborare una chiusura che non è stata davvero vissuta. Il fatto che lui sia “sparito” senza un confronto lascia dentro una ferita aperta, una parte di Lei che non ha trovato una spiegazione, un senso. Per questo, anche a distanza di tempo, quel pensiero torna: non perché Lei non riesca ad andare avanti, ma perché quella parte emotiva è rimasta in sospeso.
Il punto importante è che non deve “sforzarsi” di smettere di pensare, perché più si prova a bloccare questi pensieri, più diventano insistenti. Piuttosto, è necessario imparare a comprenderli, a dare loro un posto, senza esserne travolta. Allo stesso modo, anche l’ansia non va combattuta con la forza, ma gestita con strumenti adeguati che Le permettano di ritrovare un senso di stabilità e controllo.
Un percorso psicologico in questo momento può fare una grande differenza, perché Le permetterebbe di lavorare su più livelli: contenere l’ansia e gli attacchi di panico, elaborare quella ferita affettiva che è rimasta aperta, e soprattutto aiutarLa a non sentirsi più sola dentro quello che prova.
Non è destinata a stare così per sempre, anche se adesso può sembrarlo. Con il giusto supporto, queste sensazioni possono diventare più gestibili e la Sua vita può tornare ad avere spazi di serenità.

Se se la sente, possiamo iniziare insieme questo lavoro, con calma e rispetto dei Suoi tempi. Non deve affrontare tutto questo da sola. Sono convinto che questo può essere il passo necessario per alleggerire davvero questo peso che sta portando.

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