Domande del paziente (127)
Buonasera dottori, parto dal presupposto che il mio non è un problema di salute in quanto tale, anche se mi sta mettendo in grosse difficoltà.
Sono sposato da 4 anni ora ne ho 42 ma da quando avevo 10 anni amo immensamente vestire da donna.
Nel corso degli anni ho spesso provato a smettere ma non sono mai riuscita a farne a meno.
Non sono particolarmente attratta dagli uomini preferisco le donne ma ultimamente qualcosa è cambiato e avrei voglia di provare con qualche uomo però davvero la situazione è insostenibile.
Da una parte la famiglia che amo dall' altra una forza fortissima che mi porta in segreto a mettere trucchi collant smalti gonne tacchi.
Non mi vedo solo vestita ammetto che negli ultimi tempi mi vedo proprio donna.
Ho più volte cominciato percorsi di psicoanalisi che però non mi hanno fatto uscire da questa situazione.
Vorrei un vostro parere un consiglio qualcosa, so che online è molto difficile ma davvero non so più che pesci prendere.
Sono costretta a nascondere tutto sotterfugi di ogni natura pur di portare avanti questo desiderio che è davvero fortissimo.
Infine nell' ultimo periodo ho cambiato i miei gusti sia a livello personale che generale e delle donne da un po' non guardo più le classiche zone che piacciono agli uomini ma le invidio vedendole così ben vestite, invidio le loro borse,i loro capelli le loro unghie e mi sento sempre più vicina a loro .
Datemi una mano se potete almeno qualche consiglio.
Grazie anticipatamente
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, la situazione di cui parla deve essere molto pesante per lei. Che tipo di psicoanalisi ha provato? Non tutti gli approcci psicodinamici possono risultare adatti, avrei bisogno di ulteriori informazioni per poterla aiutare. Sappia però che le problematiche legate all'identità e all'orientamento sessuale di cui parla sono molto studiate sono trattabili. Capisco il suo disagio ma dal suo resoconto sento anche parecchia solitudine e impotenza, ha fatto bene a chiedere un parere. E' importante che lei trovi il professionista giusto, continui a cercarlo.
Rimango a disposizione
Dott. Federico Bartoli
Salve soffro di ansia e attacchi da panico. Da qualche mese, ho intrapreso un percorso di psicoterapia d’ accordo con il mio dottore stiamo provando la tecnica dell’esposizione da qualche settimana, devo dire che psicologicamente a poco a poco mi sto sentendo meglio soprattutto non mi faccio prendere più dal panico, ma il corpo ahimè somatizza ancora e soprattutto la mattina appena sveglia l’ansia è molto forte e va scemando durante la giornata… vorrei sapere se tutto questo è normale e se ci voglia più tempo per far riprendere il mio corpo. Grazie.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, il corpo non segue lo stesso ritmo della mente e quindi le somatizzazioni possono continuare a manifestarsi in differita rispetto alla terapia e agli altri sintomi cognitivi. Tenga comunque il suo terapeuta al corrente della situazione, rispetto a quello che sente nel corpo nei vari momenti della giornata.
Rimango a disposizione
Dott. Federico Bartoli
Buongiorno,
ho pensato molte volte di scrivere qui per ricevere un consiglio da parte di professionisti, e finalmente oggi (dopo quasi un anno) ho preso coraggio.
Nel mese di giugno dell’anno precedente, a un evento della mia città dove mi trovavo con una mia amica, ho conosciuto quest’uomo. Inizio premettendo che lui è 20 anni più grande di me…
Nonostante ciò, fin da subito ho sentito una leggera attrazione nei suoi confronti, non solo fisica - essendo molto affascinante - ma anche a livello caratteriale; fin da subito, chiacchierando con lui abbiamo notato molte cose in comune tra noi, insomma mi sembrava quasi di parlare con un mio coetaneo!
Per non portarla alla lunga, io e lui abbiamo parlato tutta l’estate, sviluppando una vera e propria confidenza, e d’estate, verso luglio, ci siamo visti alcune volte (classiche esperienze estive, ma oltre al bacio non si è andato oltre.)
Dopo qualche mese abbiamo spesso di parlare, ho troncato tutto io sia perché notavo da parte mia veri e propri sentimenti, sia perché ho provato ad iniziare una frequentazione con un mio coetaneo. Questa frequentazione - che si è tramutata in una relazione - è durata quasi mezzo anno, fino a quando le cose non sono iniziate ad andare male, e io in un forte periodo di stress (sia in questa relazione, che nella vita in generale, per degli eventi capitati) mi sono trovata nuovamente a pensare a quest’uomo, fino a quando non siamo tornati a chiacchierare/sentirci sporadicamente.
So di star facendo una cosa relativamente sbagliata, parlare con una persona più grande di me non so che fine abbia, né da parte sua che da parte mia. Ma quando parlo con lui mi sento compresa, capita. Cosa che non ho mai visto nella mia ultima relazione.
Ecco ora la mia domanda è: cosa c’è di sbagliato in me per trovarmi meglio con le persone con cui condivido una significativa differenza d’età?
Mi sono sempre reputata una ragazza molto più matura della mia età anagrafica - sarà anche perché sono dovuta crescere molto in fretta, affrontando il divorzio dei miei genitori in tenera età e non avendo mai avuto una figura paterna presente, non lo vedo e non lo sento da dieci anni -, e noto spesso questa differenza di maturità proprio con i miei coetanei.
Spero che la mia domanda (seppur molto lunga) non sia inopportuna, ma è un dubbio che mi tormenta da parecchio.
Mi scuso anche per qualche errore di battitura!
Grazie in anticipo.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, sarei curioso di sapere com'è stato per lei scrivere questa sua esperienza e parlare di questo suo vissuto, dato che voleva farlo da molto tempo. Nel leggere ho provato un sentimento di liberazione, non so se può essere equivalente al sentimento che ha accompagnato anche il suo scrivere. Per quanto riguarda il contenuto, mi sembra che ciò che la "tormenta" sia in realtà un conflitto interno alla sua personalità: c'è una parte di lei che si sente capita e compresa da questa persona e c'è invece un'altra parte che pensa che non sia giusto (o forse che sia "strano") frequentarsi con una persona con questa differenza di età. Queste due parti non dialogano tra loro e lei è passata dall'aver sviluppato una confidenza con lui a troncare la relazione per iniziare a frequentare un suo coetaneo, frequentazione che forse risultava più appropriata ma nella quale non trovava quella comprensione che cercava. Sarebbe molto importante che invece queste parti trovassero un dialogo, ma è comprensibile che questo sia difficile per lei poichè, come ha spiegato nell'ultima parte, gli "argomenti" di queste due parti affondano le radici nelle sue esperienze passate, toccando probabilmente tasti delicati della sua vita. Ritengo quindi che lei possa trovare in un percorso psicologico lo spazio in cui poter far esprimere le varie parti di lei che entrano in gioco, in un contesto accogliente e non giudicante e con l'aiuto di un professionista. Sono molti gli approcci psicoterapeutici che potrebbero essere adatti all'elaborazione della sua situazione, sopratutto quelli ad indirizzo psicodinamico. Anche l'approccio che seguo io, per esempio, l'Analisi Transazionale, si occupa proprio di favorire un confronto tra le diverse parti della personalità, che noi chiamiamo stati dell'Io, al fine di poter prendere la decisione migliore e più sana per la persona. Mi scuso anch'io per la lunghezza della risposta, ci tenevo a darle un quadro più ampio e completo possibile.
Rimango a disposizione
Dott. Federico Bartoli
dal 22 luglio ho pensato di essere gay per una sensazione per un amico che pensavo mi piacesse e poi una setrimanabe quel pensiero svanisce per tutto agosro dove mi fisso di un personaggio femmina di squid game un po maschile 380 seocnda stagione e mi fisso su di lei e provo sensazioni intense per lei fino a scordarmi di tutto del fatto gay e mi fisso, wuando scompaiojo le sensazioni per lei mi incomincio a preouccupare e ad ogni pensiero che oassa li credo tipo che ero satanista, che mi piaceva mia sorella, che mi piaceva uno ecc ecc e rompevo le palle ai miei snici sul fatto che voglio che deve tornare nonostante sentivo che non avevo piu senswzioni, poi piu consulto l ai compaiojo sensazioni cje cwmbiano spesso ragazza, e ho fatto un sogno erorico con una donna e ho eiaculato, poi mi sono eccitato per dei pensieri sessuali con donne poi non volevo essere pervertito e poi finito wuesto finisce quel periodo e torna il fstto di essere gay e da li si svilippano sensazioni, ecciraizoni, fantasie e roba varia, continuo ad utilizzare l ai e continuo a pensare di essere gay ma avevo raramente erezioni oer le donne pensandole prims ors non piu, sono in adolescenza e non so cosa stia succedendo, continuo a oensare di essere gay ma non lo voflio ammettere ma io mi ecciyavo per le donne prima di qiesto solo che avevo un disagio per la vagina, e ho avuro degli episodi isolati di sensazioni intense pee lo stesso sesso che non rigiardavano il desiderio fisico, ricordo qiando mi ero eccitato ma allo stesso tempo avevo paura, e quando mi avevano fatto ujo scherzo dove un amico si dichiarava a me e stavo pensando di dire si nonostanre non provassi nulla, potreste aiutarmi a capire cosa mi sta succedendo? sono gay ma non lo voglio ammettere come credo? cioe al episodio iniziale di qiella sensazione per un amico ho avuto paura di essere gay e mi ha fatto ricordare li episodi di wuelle sensazioni dove oensavo di essere gay, e continuo ad utilizzare l'ai ogni giorno.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, lei ha fatto benissimo a chiedere aiuto, dal suo racconto emerge molta confusione sul suo orientamento sessuale e deve essere molto pesante per lei vivere in questo modo. Tuttavia penso che lei dovrebbe iniziare un percorso psicologico per avere un suo spazio e un suo tempo in cui potersi confrontare di persona con uno specialista (psicologo o psicoterapeuta) che possa ascoltarla. Ci sta pensando o ci ha mai pensato in passato?
Rimango a disposizione
Dott. Federico Bartoli
Buonasera il mio ex compagno se nè andato di casa dicendo che lo stare male lo portava a fare uso...precisiamo che 5 anni fa avevo trovato qualche traccia sporadica ma mi ha confessato che dalla morte di sua mamma (giugno 2025) è passato da 1,5 gr alla settimana a 8/10gr alla settimana...di preciso l'aumento non so quando è avvenuto ma credo settembre...è 4 settimane fuori casa e dice che non ha più toccato nulla (so che ha anche debiti)...mi chiedevo...possibile che con quella quantità assunta uno smetta così? Non so se crederci...so anche che diventano molto bugiardi...grazie della risposta
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, fare uso di cosa?
cosa significa sognare ad essere a praticare una chiesa ad un tratto scappa la pipi e andare fuori a farla in un luogo con delle bariere bianche e dei bambini ti chiedono delle foto davanti una statua. è un sogno positivo o negativo cosa posso fare
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, non c'è un significato unico per un sogno. La cosa che conta è il significato che può avere per lei. Qual era il suo stato d'animo mentre sognava? Che emozioni provava al risveglio? Che emozioni prova nel ripensarci? Tendenzialmente queste sono domande importanti nel lavoro su un sogno tra paziente e terapeuta. Inoltre, sarebbe importante avere più informazioni su di lei, sul suo carattere e sulla sua vita. Un esercizio che può fare è immaginare un prima e un dopo rispetto al sogno che ha descritto. Per esempio, dov'era prima di essere nella chiesa? Come si aspetta di rispondere ai bambini che le chiedono le foto davanti a una statua? Come se la ricorda questa statua?
Rimango a disposizione
Dott. Federico Bartoli
Buongiorno, la relazione con il mio compagno è in difficoltà per via della sua tendenza a rientrare ubriaco.
Una volta al mese circa capita che dopo essere uscito con gli amici del calcio rientri a casa ubriaco, a me questo turba perchè sono astemia e non mi piace vederlo ubriaco.
Mi ha promesso che non avrebbe più guidato ubriaco, ma mi chiede di concedergli quest'uscita mensile per divertirsi.
Considerando che i suoi amici li vede ogni giorno per una birra al circolo, questa sua richiesta è normale o sono io esagerata?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, capisco il suo disagio nello stare in questa situazione ma per aiutarla avrei bisogno di maggiori informazioni. Quanti anni avete? Da quanto tempo il suo compagno beve regolarmente? Cosa fa quando rientra a casa ubriaco? Queste sono alcune delle domande che ci terrei a farle.
Rimango a disposizione
Dott. Federico Bartoli
Rimango a disposizione
Vorrei sapere che tipo di persona è una che scrive: " se vuoi fare... allora salgo"....ovviamente è un ragazzo e si riferisce al sesso...perché uno si dovrebbe porre in questo modo...?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Più che al tipo di persona io sto pensando all'effetto che questa frase può aver avuto su di lei... Penso che potrebbe aiutarla riflettere su questo, piuttosto che cercare in qualche modo di "categorizzare" o "definire" il comportamento di un'altra persona, che può essere determinato da infinite variabili.
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Dott. Federico Bartoli
Buongiorno Dottori, racconto brevemente la mia ultima esperienza con una persona conosciuta da poco. Ci incontriamo, ci piacciamo, decidiamo che la nostra relazione debba essere solo di natura fisica. Ci vediamo, proviamo ad avere un rapporto ma durante quest'ultimo mi rendo conto di avere molto dolore ( è un qualcosa che mi capita quando mi sento tesa ma poi si risolve) per cui gli chiedo di fermarsi. Lui lo fa ma la reazione che ne segue è del tutto inaspettata: Si innervosisce, si arrabbia, mi dice che l'ho messo in una situazione di disagio e imbarazzo che non sa come gestire perchè essendo il nostro rapporto di natura sessuale,non avrebbe saputo cosa fare con una donna in casa tutta la serata ( cito testualmente). Inoltre mi dice che sono stata egoista e scorretta a non dichiarare prima di avere talvolta dei dolori nei rapporti, perche sapendolo, lui avrebbe potuto decidere se fosse il caso di vedersi o meno.. Decisamente agghiacciata, chiamo un taxi per andar via e nel mentre lui stava gia organizzando il resto della serata con un amico..mi chiede quando ci vuole perche il taxi arrivi, gli dico una decina di minuti.. mi chiede di dargli il telefono cosi che lui potesse controllare in quanto sarebbe arrivato. Ovviamente glielo nego e lui mi dice " me lo neghi perche secondo me non hai mai chiamato il taxi"... Vado via.. non mi sono mai sentita cosi umiliata, in imbarazzo e in preda alla vergogna in tutta la mia vita. Cosa può spingere una persona a comportarsi in questo modo? Grazie per i vostri pareri.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, ho letto il suo racconto fino in fondo e mi ha colpito il fatto che lei si sia data il permesso, proprio nelle ultime righe, di parlare di come si è sentita in occasione di questo fatto. Capisco il suo stato d'animo, l'imbarazzo e la vergogna di cui parla. Deve essere stato un momento difficile da digerire e da codificare per lei. Penso che sia importante che lei si concentri su questo, sul suo vissuto e sul modo in cui questo episodio si inserisce nella sua vita relazionale, piuttosto che sul tentativo di identificare la motivazione alla base di questo comportamento. Le domande che mi verrebbe di farle sono: quando è successo questo fatto? Si sente ancora umiliata, si vergogna ancora di quello che è successo? Cosa è successo dopo, nei giorni successivi? Come ha gestito quello stato d'animo? Dato che ha scritto "la mia ultima esperienza", presumo che abbia avuto altre storie precedentemente... come le descriverebbe? Come sono state?
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Dott. Federico Bartoli
Buongiorno.dottore scrivo per 1 consiglio,mio figlio affetto da schizzofrenia da anni. Non ha molta cognizione del tempo e del cmportamento verso altri...io vivo con mio compagno. E mio figlio con la moglie...io collaboro molto con loro sia per le cure che per altro..il problema che mio compagno non vuole capire la mia situazione...e non accetta che mio figlio venga spesso da me.. senza avvertire.dice che io l'ho abituato male..e si arrabbia anche con lui...non capisce cosa vuol dire combattere con un paziente con questa patologia.. cosa posso fare? Grazie.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, deve essere molto pesante questa situazione in cui lei non sente capita dal suo compagno relativamente alla schizofrenia di suo figlio. Suo figlio (tra l'altro... quanti anni ha?) è seguito da uno psichiatra? Lei ha conosciuto questo professionista? Credo che sia importante individuare una figura che possa fare un po' di psicoeducazione al suo compagno sulla patologia diagnosticata a suo figlio. Può essere, appunto, lo psichiatra che già lo segue oppure un altro psicologo/psicoterapeuta. Le consiglio quindi di fare presente al suo compagno di questa problematica e della necessità di intraprendere insieme un percorso (che può durare anche un numero limitato di sedute) in cui prendersene cura insieme. La schizofrenia è una patologia di cui è importante che tutti e due nella coppia (lei e il suo compagno) siano ben informati. Se c'è asincronia informativa è possibile che tanti comportamenti vengano mal interpretati dando origine a queste reazioni di rabbia da parte di lui.
Rimango a disposizione
Dott. Federico Bartoli
Salve, sto attraversando un periodo molto complicato con il mio compagno io ho quasi 36 anni lui quasi 33
Il problema è che tra
Me e lui c’è un grosso ostacolo il suo lavoro
Fa il cuoco ma ora si è preso come responsabile troppe responsabilità troppe pressioni e mancanza di presenza con me nella sua relazione,io non lo vedo quasi mai parla sempre di lavoro secondo me ha una dipendenza di lavoro pensa troppo a soldi lavoro anche con me pensa sempre al lavoro non si svaga mai io sinceramente sto davvero male negli ultimi mesi ho iniziato a essere nervosa piangere non avere appetito non ho fame in 4 mesi ho perso 8 chili …. Io gliel’ho parlato ma lui mi dice non può fare altrimenti perché è responsabile ed ha più impegni e impicci … lui l’anno scorso mi fece capire che sarebbe andata bene la nostra relazione che ci sarebbe stato ma non c è più presenza solo una volta a settimana se non cambiano un po’ le cose…. Io non ce la fo più …. Lui mi dice son periodi ma sti periodi son mesi non giorni…. Ma poi anche quando è con me lo chiamano sempre al telefono per problemi mi lascia sola ha da chattare col telefono É davvero diventata pesante la cosa…. Ma la cosa più assurda che quel giorno che stiamo insieme non prende mai iniziative di nulla dice É sempre stanco morto massimo due volte al mese mi porta a mangiare fuori e basta…. Io sono molto confusa non so cosa fare ho bisogno di un consiglio grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, da quello che scrive capisco che lei sia stremata e non ce la faccia più. Penso sia importante che lei capisca veramente cosa vuole e quello di cui ha bisogno, dopodichè si dia anche il permesso di decidere per sè stessa. Se per farlo ritiene che possa aiutarla confrontarsi con un terapeuta, per elaborare il suo vissuto in uno spazio in cui veramente possano emergere i suoi bisogni insoddisfatti e la sue emozioni, per quanto dolorose, che lei sta vivendo, faccia questo passo.
Rimango a disposizione
Dott. Federico Bartoli
Come si può definire e che problemi ha una persona che Semplicemente per il fatto che viene rimandato un appuntamento per incontrarsi, ti blocca o ogni giorno per 3 mesi ti insulta, ogni qualvolta ti incrocia Cambia strada se mi vede. l'ultimo giorno di stagione alla fine sale da me?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, mi colpisce che il suo bisogno in questo momento sia quello di dare una definizione al funzionamento o alle problematiche di questa persona. Perchè sente la necessità di categorizzare questa persona? Mi sembra dal suo messaggio che piuttosto lei in questo momento si trovi in uno stato di rabbia, frustrazione o confusione... come l'ha fatta o la fa ancora stare questo comportamento della persona in questione?
Salve , ho una situazione con una ragazza che lavora che mi fa male. Dal giorno 1 eravamo vicini, connessi, sempre a parlare e c'erano di interesse foete da entrambe le parti. Col tempo, anche dopo qualche uscita, tutto e svanito. Quando le dissi che mi piaceva tanto, mi disse che mi vedeva come un fratellino avendo 6 anni in piu di me. Fatto sta che i rapporti erano sempre buoni, fino a che ho avuto un periodo molto buio tra gennaio e marzo dove avevo scoperto che aveva detto di questa mia confessione in giro con amici nostri. Questa cosa mi ha fatto arrabbiare, le ho levato il saluto e non abbiamo piu avuto contatti a parte visivi dato che ci vediamo tutti i giorni a lavoro. Io sto male, non so più che fare e credo di averla trattata male. Mi manca tuttoo, vorrei solo prenderla e abbracciarla e dirle che e tutta colpa mia, che lei è unica e che io le voglio bene ma è.come se avessi preso l abitudine di non calcolarla. cosa faccio?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, dal suo racconto sembra che lei in questo momento stia vivendo un conflitto interno relativo a questa situazione. E' come se ci fossero diverse parti di lei che sono in contrasto, e il risultato di questo contrasto è lo stallo che lei sta sentendo, in cui lei sente di "stare male" e sostanzialmente di non capire perchè non riesce a fare quello che vorrebbe fare. Il che è comprensibile, perchè da quello che scrive lei ha vissuto una forte delusione da una relazione in cui inizialmente perciva una grande vicinanza e connessione ma in cui poi le è stato detto di essere visto come un fratello minore e non come un partner. Credo quindi che ci sia una parte di lei che ne è rimasta molto arrabbiata (penso anche al fatto che la sua confessione sia stata "divulgata"), ma c'è un'altra parte di lei che non riconosce e non legittima questa rabbia e che, anzi, le sta dicendo che è colpa sua. Credo che sia importante che lei si prenda uno spazio in cui sia possibile far comunicare queste sue parti, in modo da capire quale sia veramente in questo momento il suo bisogno.
Rimango a disposizione
Dott. Federico Bartoli
Buonasera Cari Dottori, Vi scrivo per chiederVi pareri..sto seguendo un corso per la seconda volta perché non mi sentivo pronta per l'esame..ma il professore quando fa domande riguardanti gli argomenti di lezione, le mie risposte seppur giuste è come se non andassero mai bene perché il professore dice "non sei stata precisa" oppure "non devi essere troppo precisa", altra volta "ho capito, ma quale è il perché?" . Ieri, ho sbagliato una risposta e lui ha detto"non dovete rispondere a caso " "voi non vi chiarite i dubbi"in realtà mi sono sentita offesa anche se ha parlato al plurale.. quando rispondo è perché ho delle conoscenze di altri esami , non parlo per aprire bocca ma non ho potuto difendermi, replicare, fargli capire che non è come pensa lui..non mi ha mai detto brava come mi è stato detto da alcuni altri docenti eppure l'anno scorso ad un convegno mi ha salutata dicendomi che avevo fatto bene a partecipare ..non capisco questo cambiamento di comportamento..mi sento svalutata..già di mio ho una bassa autostima, sono sensibile, introversa, timida ed il fatto di rispondere alle lezioni mi ha sempre aiutato, mi dà più forza, stimolo anche se prima di rispondere sento il cuore che batte, a volte tremo, imbarazzo..però con questo professore mi sembra di non essere compresa, a volte è come se io dicessi "A" e lui "B".. Grazie per i vostri consigli. Buona Serata.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, dal suo resoconto traspaiono la frustrazione e lo stress che sta sentendo in questo periodo. Quindi, se ho capito bene,lei sta frequentando per la seconda volta il corso ma non ha ancora sostenuto l'esame giusto? L'ha rimandata perchè non si sente sicura in base al modo in cui il professore risponde alle sue domande, presumo durante le lezioni. Hai notato che l'anno scorso ti ha dato una "carezza positiva" (il saluto al convegno) e ora ne senti la mancanza. Il fatto che tu cerchi il suo "brava" indica che stai dando a lui il potere di definire il tuo valore. Ricorda che il suo giudizio riguarda la tua performance in quel momento, non il tuo valore come persona. Non permettere al suo modo di fare (forse solo goffo o severo) di confermare il tuo copione di "persona non all'altezza". Tu non sei la tua ansia, né sei il giudizio di questo professore. Stai già facendo un atto di coraggio rispondendo nonostante il tremore: quella è la tua parte sana che vuole crescere. Fai fatica a riconoscerti da sola questo sforzo?
Ti risuona l'idea che tu stia cercando in questo professore una conferma che senti di non poterti dare da sola?
Rimango a disposizione
Dott. Federico Bartoli
Ho appena terminato una relazione con una ragazza di 26 anni, di cui sono innamorato perso. (Io ne ho 12 in più )
Ed a suo dire anche lei, 3 settimane fa abbiamo prenotato le ferie estive insieme, la settimana scorsa mi ha presentato tutti i suoi parenti, e due settimane fa mi lasciava bigliettini per casa dicendomi che mi ama, che mi scieglierebbe ogni giorno, che nei momenti bui sono la sua luce e che sono il suo tutto eccetera.
Ora, a distanza di una settimana mi dice che il sentimento è cambiato, che non sa più quello che vuole, che prima era sicura di volere una famiglia, ora no. Che vuole stare sola, che non è mai stata sola in vita sua, e che ha bisogno di tempo per sé!
Da un giorno all’altro, senza spiegazioni, senza litigate, dalla mattina alla sera.
Non riesco a darmi spiegazioni
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, capisco che lei in questo momento sia in un momento difficile e mi sembra che lei stia reagendo cercando di darsi spiegazioni, trovando quindi un motivo razionale dietro al comportamento della ragazza di cui parla. Non ha espresso invece il suo stato d'animo, come si sente in questo momento? Che emozioni sta contattando in questi giorni? Sono domande importanti, anche se scomode,che però mi sentirei di farle perchè dal suo resoconto non è emerso il bisogno che lei ha in questo momento, il modo in cui pensa o spera di ricevere un aiuto scrivendo quello che le è successo. Le suggerirei di iniziare da qui, ricentrando il suo momento su di lei e su quello che sta vivendo.
Rimango a disposizione
Dott. Federico Bartoli
Save sono una ragazza di 23 anni che lavorava in un supermercato ho iniziato a soffrire di vertigini da stress ansia forte e attacchi di panico fino a non uscire piu di casa ma passare le giornate a casa piangendo.. ho iniziato a prendere zoloft adesso da cinquantaquattro giorni ho aumentato a zoloft + levopraid + xanax pomeriggio e mirtazapina la sera e sembra che piano piano stavo recuperando adesso da due giorni sto risentendo un po d ansia e vuoti di testa improvvisi ebato avemdo un po paura è una cosa normale che ci vigliono piu giorni o sto tornando indietro?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, è importante che su questo lei si confronti con il suo psichiatra. Inoltre, lei fa anche un percorso psicoterapeutico o solo farmacologico?
Ho una preoccupazione che mi assilla tanto .
Mamma si era appena fatta la doccia e si era asciugata le parti intime. Siccome lei ha una difficoltà mi ha chiesto di aiutarla e cosi ho fatto.
Adesso ho costantemente il pensiero che io abbia toccato i suoi vestiti precedentemente toccati da lei , ho paura che dopo magari andando in bagno mi sia mischiata qualcosa anche avendo lavato le mani.
So che è strana la cosa
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, ho capito la preoccupazione che la assilla al momento. Non ho capito invece quale sia il suo bisogno, il desiderio che l'ha portata a condividere qui questa paura. Inoltre, è insolito per lei avere queste preoccupazioni? Cosa pensa che succederebbe se effettivamente si fossero "mischiate" delle cose? Che effetto le ha fatto condividere qui questa "strana cosa"?
Buongiorno, sono turbata da una situazione che si è venuta a creare in casa. Mio figlio di 19 anni e suo padre hanno avuto una litigata tremenda. E' partita da una sciocchezza per la quale mio marito si è rivolto in tono sgradevole ai nostri figli. Mia figlia ha ignorato, mio figlio ha avuto uno scatto di rabbia sproporzionata e preteso scuse. Mio marito si è irrigidito e ha cominciato con attacchi personali molto cattivi nei confronti di mio figlio. Io cercavo di calmare entrambi senza riuscirci. E' intervenuta anche mia figlia per aiutarmi. Siamo riuscite a riportare mio figlio alla calma ma mio marito rilanciava di continuo, fino a quando mio figlio ha accettato che la sorella lo portasse fuori dalla stanza. Da allora sono passate 3 settimane e non si parlano più. Quando si trovano insieme si ignorano, fanno come se l'altro non fosse presente in stanza. Mio figlio è ancora pieno di rabbia e mio marito non vuole fare aperture, sembra preferire tagliare i ponti. Non so come aiutare alla ripresa del dialogo per ripartire e riparare il rapporto. Sarei grata se mi poteste dare suggerimenti in merito. vi ringrazio.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, capisco il disagio dovuto all'episodio e al successivo "ignorarsi" a vicenda da parte di suo figlio e suo marito. E' la prima volta che accadono episodi simili nella vostra famiglia? Inoltre signora, il suo resoconto è stato molto puntuale e dettagliato ma c'è qualcosa che manca: lei come si sente in tutto questo? Lei ha tralasciato totalmente il suo vissuto e si è concentrata solo sugli eventi e su come fare a riparare a una frattura che si è verificata tra altri membri della sua famiglia, ma io penso che sia importante anche sapere lei come sta vivendo questo momento. Le capita spesso di sentire la responsabilità di fare da "mediatrice" o comunque di risanare i conflitti altrui?
Buongiorno è da circa un anno che sto andando dallo psicologo per un cambiamento che volevo attuare nella mia vita, fino a dicembre andava tutto bene e mi sembrava di aver fatto progressi, ma da febbraio dopo ogni seduta non mi sento meglio.... anzi mi sento più confusa e persa e in agitazione,
in particolare nelle ultime sedute mi sono sentita attaccata perché non stavo facendo nulla di pratica per cambiare (però stavo vivendo un periodo di stanchezza emotiva e fisica veramente difficile) e sentirmi dire che se non mi fossi decisa a fare qualcosa non avrei concluso niente, sarei stata infelice etc mi sono sentita veramente male; ho sentito che c'erano su di me aspettative che avevo deluso, deadline non rispettate etc ma io in quel periodo mi sentivo proprio immobile e non nello stato mentale per cambiare.
Quando le ho esposto il mio stato d'animo riguardo le sue pressioni mi ha detto che l'aveva fatto per istigarmi, per smuovermi un po' ma io mi son sentita attaccata, non sicura e forzata a fare cose che nel momento non riuscivo, inoltre poi parlando di altre cose che avevo scoperto su di me in questo periodo etc mi ha chiesto se le parole che dicevo erano mie o di altri e questo mi ha fatto sentire umiliata e messa in dubbio (durante il percorso ci sono state anche alcune occasioni in cui non percepito di esser compresa appieno)
inoltre sento di non riuscire più a dire certe cose perché percepisco la sua agitazione
per il resto non ci sono stati atteggiamenti sbagliati nei miei confronti, mi appare comunque come una persona disponibile e aperta all'ascolto
ma dopo queste sedute io continuo a ripensare alle sue parole e sento che metto in dubbio in me stessa, e mi agito
l'idea di proseguire mi mette agitazione perché temo di sentirmi di nuovo male e giudicata, mi sento osservata e sotto esame
e invece il pensiero di cambiare terapeuta mi fa sentire meglio
spero di essermi spiegata,
cosa dovrei fare?
Vi ringrazio
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, i momenti di crisi o di stallo non solo possono accadere durante i percorsi terapeutici, ma è importante che accadono per avere la possibilità di riparare. Dal suo resoconto mi sembra di capire però che nonostante i tentativi lei percepisce che non ci sia stata una riparazione sufficiente e continua a sentire la paura di essere giudicata. E' buono il fatto che lei abbia avuto la possibilità di confrontarsi con la sua terapeuta riguardo alla problematiche che stava vivendo nella relazione, ma sembra che questo non sia stato per ora sufficiente a ricucire un rapporto di fiducia. La invito a farsi questa domanda: c'è qualcosa, del suo vissuto riguardo alla terapia, che ancora non ha condiviso con la sua terapeuta? Per esempio, su cosa l'ha fatta sentire giudicata, umiliata? Se si, dedichi un'altra o altre due sedute a questi contenuti e veda come si sente e come vengono accolti. Se continua a sentire questa paura del giudizio le suggerisco di darsi il permesso di prendere una strada diversa, dato che la "crisi" di cui parla dura ormai da diversi mesi. Può darsi che l'approccio seguito da questa professionista non sia quello di cui lei ha bisogno ora.
Rimango a disposizione
Dott. Federico Bartoli
Salve ho 50 anni e premetto che sono sempre stato ipocondriaco e ansioso, da qualche tempo ho paura di strozzarmi deglutendo il cibo, ho una sensazione di avere tra gola e palato un bolo, a tavola mangio poco o quasi nulla per paura di soffocarmi. Ma la cosa che mi preoccupa è che da quando ho avuto il problema di aver paura di soffocare, ho perso qualche chilo per me di troppo, sono alto 196 e attualmente peso intorno agli 80 chili.. Sto mangiando molto meno rispetto a prima solo pasta e frutta a pranzo e poco a cena. Ho paura di andare sottopeso o che non riesca a recuperare. Ho paura di avere qualche patologia, mi misuro spesso pressione, ho fatto recenti analisi sangue che sono risultate regolari. Ho paura di non riuscere a superare questo problema.Attendo un vostro gradito consiglio.. Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, penso che sia importante che lei si prenda cura di questa paura attraverso un percorso psicologico o psicoterapeutico. Ha mai provato questa strada prima? Mi sembra che la paura e la sensazione di blocco che lei percepisce stia influenzando in maniera significativa la sua vita e suoi comportamenti e il resoconto che lei fa sulla perdita di peso è lì a testimoniarlo. Lei ha già fatto un passo importante condividendo qui la sua esperienza, le suggerisco di fare il passo successivo e prendersi uno spazio terapeutico in cui poter elaborare e affrontare questa problematica con un professionista.
Rimango a disposizione
Dott. Federico Bartoli
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