Cosa posso dire o come devo comportarmi con una persona che ogni volta che mi vede emette suoni sgra
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Cosa posso dire o come devo comportarmi con una persona che ogni volta che mi vede emette suoni sgradevoli e dice parole offensive come: " mi viene da vomitare", "che palle", "che schifo" ed altre volte borbotta qualcosa ma non si capisce.
Buongiorno,
Capisco quanto possa essere fastidioso. In questi casi è importante non restare in silenzio subendo, ma nemmeno reagire impulsivamente. Può adottare un comportamento assertivo e fermo, ad esempio dicendo con calma:“Quando fai questi commenti mi metti a disagio, ti chiedo di smettere.” Se la persona continua, la strategia migliore è ridurre il contatto e non rinforzare il comportamento (niente reazioni emotive forti, che spesso alimentano queste dinamiche).
Il modo in cui l’altro si comporta parla di lui, non del nostro valore, ma noi possiamo però mettere confini chiari e proteggerci.
Saluti
Dott.ssa Mara Di Clemente
Capisco quanto possa essere fastidioso. In questi casi è importante non restare in silenzio subendo, ma nemmeno reagire impulsivamente. Può adottare un comportamento assertivo e fermo, ad esempio dicendo con calma:“Quando fai questi commenti mi metti a disagio, ti chiedo di smettere.” Se la persona continua, la strategia migliore è ridurre il contatto e non rinforzare il comportamento (niente reazioni emotive forti, che spesso alimentano queste dinamiche).
Il modo in cui l’altro si comporta parla di lui, non del nostro valore, ma noi possiamo però mettere confini chiari e proteggerci.
Saluti
Dott.ssa Mara Di Clemente
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Gentile Utente, la ringrazio per la condivisione.
Quello che descrive è un comportamento svalutante e offensivo, che può far sentire feriti, arrabbiati o anche confusi, soprattutto se si ripete nel tempo senza una spiegazione chiara.
La prima cosa importante è riconoscere che non è un modo di relazionarsi rispettoso. A prescindere dalle motivazioni dell’altra persona, lei ha il diritto di non essere trattato in questo modo.
Sul piano pratico, può essere utile distinguere due livelli: la comprensione e il limite.
Da una parte, può chiedersi se esiste un contesto o una dinamica specifica che attiva questo comportamento (ad esempio tensioni pregresse, modalità comunicative immature, difficoltà dell’altro a gestire il disagio). Questo non per giustificare, ma per orientarsi.
Dall’altra parte (ed è il punto centrale) c’è la possibilità di porre un confine chiaro. Se se la sente, può provare a esplicitare direttamente ciò che accade e come la fa sentire, con una comunicazione semplice e ferma.
Non è necessario entrare in discussioni lunghe o giustificarsi, a volte la chiarezza e la coerenza nel tempo sono già molto significative.
Se la persona continua nonostante il limite espresso, può essere utile valutare quanto e come esporsi a questa relazione. Proteggersi, in alcuni casi, significa anche ridurre il contatto o prendere distanza, soprattutto se il comportamento è sistematico e non cambia.
Un altro aspetto importante riguarda l’impatto interno in quanto atteggiamenti ripetuti di questo tipo possono, nel tempo, intaccare l’autostima o generare dubbi su di sé. Tenere a mente che ciò che viene detto dall’altro parla prima di tutto del suo modo di stare nella relazione (e non del suo valore personale) può aiutare a mantenere una posizione più solida.
Se questa situazione le crea particolare disagio o si inserisce in dinamiche relazionali più ampie e complesse, confrontarsi con un professionista può aiutarla a capire come tutelarsi al meglio e trovare modalità comunicative efficaci e sostenibili per lei.
Non è semplice affrontare comportamenti così diretti e sgradevoli, ma ha il diritto di stare in relazioni in cui si sente rispettato.
Resto disponibile per ulteriori approfondimenti.
Un caro saluto, dott.ssa Martina Veracini
Psicologa
(Empoli & Online)
Quello che descrive è un comportamento svalutante e offensivo, che può far sentire feriti, arrabbiati o anche confusi, soprattutto se si ripete nel tempo senza una spiegazione chiara.
La prima cosa importante è riconoscere che non è un modo di relazionarsi rispettoso. A prescindere dalle motivazioni dell’altra persona, lei ha il diritto di non essere trattato in questo modo.
Sul piano pratico, può essere utile distinguere due livelli: la comprensione e il limite.
Da una parte, può chiedersi se esiste un contesto o una dinamica specifica che attiva questo comportamento (ad esempio tensioni pregresse, modalità comunicative immature, difficoltà dell’altro a gestire il disagio). Questo non per giustificare, ma per orientarsi.
Dall’altra parte (ed è il punto centrale) c’è la possibilità di porre un confine chiaro. Se se la sente, può provare a esplicitare direttamente ciò che accade e come la fa sentire, con una comunicazione semplice e ferma.
Non è necessario entrare in discussioni lunghe o giustificarsi, a volte la chiarezza e la coerenza nel tempo sono già molto significative.
Se la persona continua nonostante il limite espresso, può essere utile valutare quanto e come esporsi a questa relazione. Proteggersi, in alcuni casi, significa anche ridurre il contatto o prendere distanza, soprattutto se il comportamento è sistematico e non cambia.
Un altro aspetto importante riguarda l’impatto interno in quanto atteggiamenti ripetuti di questo tipo possono, nel tempo, intaccare l’autostima o generare dubbi su di sé. Tenere a mente che ciò che viene detto dall’altro parla prima di tutto del suo modo di stare nella relazione (e non del suo valore personale) può aiutare a mantenere una posizione più solida.
Se questa situazione le crea particolare disagio o si inserisce in dinamiche relazionali più ampie e complesse, confrontarsi con un professionista può aiutarla a capire come tutelarsi al meglio e trovare modalità comunicative efficaci e sostenibili per lei.
Non è semplice affrontare comportamenti così diretti e sgradevoli, ma ha il diritto di stare in relazioni in cui si sente rispettato.
Resto disponibile per ulteriori approfondimenti.
Un caro saluto, dott.ssa Martina Veracini
Psicologa
(Empoli & Online)
Buongiorno,
per decidere che comportamento adottare è necessario valutare più elementi della situazione, tra cui il tipo di relazione con la persona che restituisce tali espressioni offensive.
Cordialmente,
Dott.ssa Elisa Fiora
per decidere che comportamento adottare è necessario valutare più elementi della situazione, tra cui il tipo di relazione con la persona che restituisce tali espressioni offensive.
Cordialmente,
Dott.ssa Elisa Fiora
Buongiorno, tanto dipende da che tipo di rapporto vi lega! Tra le possibilità c'è quella di provare ad instaurare un dialogo che aiuti lei a capire perchè questa persona reagisce così e la persona ad esprimersi in maniera più costruttiva. Dott.ssa Bonomi
Comportati mantenendo un tono calmo e neutro, senza reagire alle provocazioni, ripeti lo stesso messaggio se necessario e, se il comportamento continua, allontanati o chiudi la conversazione. Saluti
Buongiorno, sono la dottoressa Maria Cristina Giuliani, psicologa sessuologa.
Di fronte a comportamenti di questo tipo, la cosa più importante è non normalizzarli: frasi offensive, disgusto ostentato e atteggiamenti umilianti non sono modalità relazionali sane e meritano di essere riconosciuti per quello che sono.
Il consiglio è di provare, se ti senti nelle condizioni di farlo, a mettere un confine chiaro e fermo, con poche parole, ad esempio: “Ti chiedo di non rivolgerti a me in questo modo” oppure “Se hai qualcosa da dire, dillo con rispetto”. Non serve entrare in discussioni lunghe o giustificarti: spesso chi si comporta così cerca proprio una reazione emotiva.
Se invece questa persona continua, può essere utile prendere distanza, per proteggerti da una dinamica svalutante che nel tempo può diventare molto pesante sul piano psicologico. Quando certi atteggiamenti si ripetono, il punto non è convincere l’altro a cambiare subito, ma tutelare il proprio benessere e la propria dignità.
Se questa situazione ti fa stare male, ti mette in soggezione o ti porta a dubitare di te, parlarne con una psicologa o psicologo può aiutarti a rafforzare i tuoi confini e a capire come gestire al meglio questa relazione.
Di fronte a comportamenti di questo tipo, la cosa più importante è non normalizzarli: frasi offensive, disgusto ostentato e atteggiamenti umilianti non sono modalità relazionali sane e meritano di essere riconosciuti per quello che sono.
Il consiglio è di provare, se ti senti nelle condizioni di farlo, a mettere un confine chiaro e fermo, con poche parole, ad esempio: “Ti chiedo di non rivolgerti a me in questo modo” oppure “Se hai qualcosa da dire, dillo con rispetto”. Non serve entrare in discussioni lunghe o giustificarti: spesso chi si comporta così cerca proprio una reazione emotiva.
Se invece questa persona continua, può essere utile prendere distanza, per proteggerti da una dinamica svalutante che nel tempo può diventare molto pesante sul piano psicologico. Quando certi atteggiamenti si ripetono, il punto non è convincere l’altro a cambiare subito, ma tutelare il proprio benessere e la propria dignità.
Se questa situazione ti fa stare male, ti mette in soggezione o ti porta a dubitare di te, parlarne con una psicologa o psicologo può aiutarti a rafforzare i tuoi confini e a capire come gestire al meglio questa relazione.
Gentile,
Il comportamento che descrive risulta come irrispettoso e può essere vissuto come una forma di svalutazione. In questi casi è importante, se possibile, porre un limite chiaro e definire confini nella relazione, ad esempio chiedendo di smettere oppure evitando il contatto con questa persona quando non è necessario. Se la situazione la mette a disagio o si ripete nel tempo, può essere utile confrontarsi con un professionista per trovare strategie efficaci di gestione e tutela del tuo benessere
Il comportamento che descrive risulta come irrispettoso e può essere vissuto come una forma di svalutazione. In questi casi è importante, se possibile, porre un limite chiaro e definire confini nella relazione, ad esempio chiedendo di smettere oppure evitando il contatto con questa persona quando non è necessario. Se la situazione la mette a disagio o si ripete nel tempo, può essere utile confrontarsi con un professionista per trovare strategie efficaci di gestione e tutela del tuo benessere
Capisco quanto possa essere difficile e destabilizzante trovarsi di fronte a comportamenti del genere. Quando una persona reagisce con suoni sgradevoli o parole offensive come “mi viene da vomitare”, “che schifo” o simili, può generare disagio, rabbia o insicurezza. È importante innanzitutto tutelare il proprio benessere: puoi scegliere di mantenere la calma, non rispondere alle provocazioni e, se possibile, allontanarti dalla situazione per proteggerti emotivamente.
In alcuni casi può essere utile comunicare in modo assertivo, ad esempio dicendo: “Quando dici certe cose mi sento ferito/a, ti chiedo di non rivolgerti a me in questo modo”. Tuttavia, è importante valutare attentamente il contesto: se il comportamento è ripetitivo o crea forte disagio, può essere indicativo di dinamiche relazionali difficili o di problemi personali dell’altra persona.
Per gestire al meglio la situazione, comprendere le cause e trovare strategie efficaci di comunicazione e protezione emotiva, è consigliabile approfondire con uno specialista.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
In alcuni casi può essere utile comunicare in modo assertivo, ad esempio dicendo: “Quando dici certe cose mi sento ferito/a, ti chiedo di non rivolgerti a me in questo modo”. Tuttavia, è importante valutare attentamente il contesto: se il comportamento è ripetitivo o crea forte disagio, può essere indicativo di dinamiche relazionali difficili o di problemi personali dell’altra persona.
Per gestire al meglio la situazione, comprendere le cause e trovare strategie efficaci di comunicazione e protezione emotiva, è consigliabile approfondire con uno specialista.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Buonasera, penso che sia necessario approfondire la situazione per valutarla nella maniera corretta. Questa persona è un conoscente? Un amico? Una frequentazione? In ogni caso potrebbe essere utile comunicare il suo disappunto e far rispettare quelli che per lei sono i presupposti per una comunicazione piacevole. Spero di averla aiutata e le auguro una buona serata.
Buongiorno, grazie per aver condiviso questa situazione. Si percepisce quanto possa essere spiacevole e anche destabilizzante trovarsi ripetutamente di fronte a comportamenti così svalutanti. Sentirsi rivolgere frasi offensive o percepire atteggiamenti di disgusto può far emergere rabbia, tristezza, imbarazzo e, a volte, anche dubbi su di sé. Dal punto di vista cognitivo comportamentale è utile distinguere tra ciò che accade fuori da lei e ciò che accade dentro di lei. Il comportamento di questa persona è oggettivamente inappropriato e non rispettoso. Allo stesso tempo, il modo in cui lei interpreta e reagisce a questi episodi può amplificare o ridurre l’impatto emotivo che hanno su di lei. È molto comune, in situazioni simili, che la mente inizi a chiedersi “perché lo fa?”, “ce l’ha con me?”, oppure che trasformi questi comportamenti in giudizi su di sé. Questo passaggio è delicato, perché può portare a interiorizzare qualcosa che in realtà parla più dell’altra persona che di lei. Un aspetto importante è comprendere che non sempre si ha il controllo sul comportamento altrui, ma si può lavorare su come rispondere. In alcune situazioni, mantenere una posizione ferma e chiara può essere utile, comunicando in modo diretto che quel tipo di atteggiamento è sgradito e non accettabile. In altre, può essere più funzionale non dare rinforzo a questi comportamenti, soprattutto se sembrano cercare una reazione. La scelta dipende molto dal contesto e dal tipo di relazione che ha con questa persona. È comprensibile che, a lungo andare, episodi ripetuti possano portarla a sentirsi a disagio anche prima di incontrare questa persona, anticipando ciò che potrebbe accadere. Questo meccanismo di anticipazione è molto tipico e può aumentare il livello di tensione ancora prima che la situazione si verifichi. Lavorare su questi pensieri anticipatori e su come influenzano le sue emozioni può aiutarla a ridurre il carico che porta con sé. Un altro punto centrale riguarda i confini personali. Riconoscere che ha diritto a essere trattato con rispetto è fondamentale. A volte, quando ci si trova in dinamiche ripetute di questo tipo, si rischia di adattarsi o di minimizzare, ma questo può aumentare il senso di frustrazione interna. Trovare un modo per proteggere il proprio spazio, emotivo e relazionale, è un passaggio importante. Se questa situazione sta diventando fonte di disagio costante, potrebbe essere utile approfondire come mai questi comportamenti la colpiscono in modo così forte e quali reazioni attivano in lei. Un percorso di supporto psicologico può aiutarla proprio a comprendere questi meccanismi e a sviluppare modalità più efficaci per gestirli, sia sul piano pratico che su quello emotivo. Spesso, acquisire maggiore consapevolezza su come funzioniamo nelle relazioni permette di sentirsi più sicuri e meno esposti a comportamenti altrui. Il fatto che lei si stia ponendo queste domande è già un segnale importante di attenzione verso il proprio benessere. Anche nelle situazioni difficili, lavorare su ciò che è sotto il proprio controllo può fare una differenza significativa. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Buongiorno, mi scusi, sarebbe utile capire cosa rappresenta questa persona nella sua vita, è un collega, un parente, un compagno? Questa persona deve essere necessariamente presente o può essere allontanata? Come saprà non è possibile cambiare gli altri ma è sicuramente possibile cambiare il nostro atteggiamento verso di loro in modo da creare un distanziamento che possa essere sia fisico che emotivo.
Buongiorno, non esiste un modo corretto di comportarsi ma la possibilità di riuscire a sentire che si è espresso il nostro disagio. Lei provi a capire come la fa sentire quello che le viene detto, e può provare ad esprimere il suo sentire alla persona interessata. Sicuramente comprendere se la modalità di questa persona si attiva solo in sua presenza o è un suo comportamento tipico.
Buongiorno,
capisco quanto possa essere spiacevole e anche ferente trovarsi di fronte a comportamenti di questo tipo, soprattutto quando si ripetono nel tempo. È naturale che tu possa sentirti a disagio, confuso o anche arrabbiato.
In situazioni come questa, può essere utile innanzitutto fermarsi a osservare come ti fa sentire ciò che accade e riconoscere che le tue emozioni hanno valore. Allo stesso tempo, se possibile, potrebbe aiutarti provare a comprendere il contesto in cui questi comportamenti si manifestano e che tipo di relazione c’è tra voi.
Se ti senti nelle condizioni, puoi valutare di esprimere in modo chiaro e rispettoso come ti fanno sentire quelle parole, ponendo un limite. In altri casi, invece, può essere più tutelante prendere distanza da atteggiamenti che risultano svalutanti o offensivi.
Non esiste una risposta unica valida per tutte le situazioni: ogni dinamica relazionale è complessa e merita di essere compresa con attenzione. Se questo comportamento ti crea un disagio significativo, parlarne con un professionista potrebbe offrirti uno spazio sicuro per chiarire come muoverti e proteggere il tuo benessere.
Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta
Ricevo anche on-line
capisco quanto possa essere spiacevole e anche ferente trovarsi di fronte a comportamenti di questo tipo, soprattutto quando si ripetono nel tempo. È naturale che tu possa sentirti a disagio, confuso o anche arrabbiato.
In situazioni come questa, può essere utile innanzitutto fermarsi a osservare come ti fa sentire ciò che accade e riconoscere che le tue emozioni hanno valore. Allo stesso tempo, se possibile, potrebbe aiutarti provare a comprendere il contesto in cui questi comportamenti si manifestano e che tipo di relazione c’è tra voi.
Se ti senti nelle condizioni, puoi valutare di esprimere in modo chiaro e rispettoso come ti fanno sentire quelle parole, ponendo un limite. In altri casi, invece, può essere più tutelante prendere distanza da atteggiamenti che risultano svalutanti o offensivi.
Non esiste una risposta unica valida per tutte le situazioni: ogni dinamica relazionale è complessa e merita di essere compresa con attenzione. Se questo comportamento ti crea un disagio significativo, parlarne con un professionista potrebbe offrirti uno spazio sicuro per chiarire come muoverti e proteggere il tuo benessere.
Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta
Ricevo anche on-line
Al di là del motivo per cui questa persona si comporta così, sembra comunque importante iniziare a pensare a dei confini che possano proteggerti. Non è necessario affrontarla direttamente se non te la senti: a volte può bastare prendere un po’ di distanza, non dare spazio a questi comportamenti e stare dove ti senti più a tuo agio. Quello che stai vivendo non è qualcosa che devi per forza sopportare.
salve, si allontani o diventa assertiva con la persona
grazie
grazie
Una situazione così può essere molto spiacevole e attivare vissuti di rabbia o svalutazione. In termini di Analisi Transazionale, l’altra persona sembra comunicare da un Genitore Critico o da un Bambino passivo-aggressivo.
Il punto centrale è evitare di agganciarsi rispondendo dal Bambino (reagendo con rabbia o mortificazione) e provare a mantenersi nello stato dell’Io Adulto. Questo permette di non entrare in una dinamica disfunzionale.
Un caro saluto
Il punto centrale è evitare di agganciarsi rispondendo dal Bambino (reagendo con rabbia o mortificazione) e provare a mantenersi nello stato dell’Io Adulto. Questo permette di non entrare in una dinamica disfunzionale.
Un caro saluto
Buongiorno,
quanto descrive è un comportamento svalutante e non va normalizzato. Può esprimere in modo fermo e calmo che queste modalità la mettono a disagio e non sono accettabili, ponendo un limite chiaro. Se la situazione continua, è utile prendere distanza e valutare il contesto (lavorativo, familiare) per eventuali tutele.
Le auguro il meglio.
quanto descrive è un comportamento svalutante e non va normalizzato. Può esprimere in modo fermo e calmo che queste modalità la mettono a disagio e non sono accettabili, ponendo un limite chiaro. Se la situazione continua, è utile prendere distanza e valutare il contesto (lavorativo, familiare) per eventuali tutele.
Le auguro il meglio.
Gentile utente,
Il come affrontare una persone che ritiene offensiva dipende anche dal perchè finora non si è mai legittimato a farlo?
Cosa la blocca o non le consente di chiedergli il perchè di queste offese?
Non so a chi si sta riferendo e in quale contesto ha rapporti con questa persona, la modalità e il contenuto della comunicazione dipende da ciò che sente.
Rimango a disposizione,
Un cordiale saluto.
Dott.ssa Chiara Roselletti
Il come affrontare una persone che ritiene offensiva dipende anche dal perchè finora non si è mai legittimato a farlo?
Cosa la blocca o non le consente di chiedergli il perchè di queste offese?
Non so a chi si sta riferendo e in quale contesto ha rapporti con questa persona, la modalità e il contenuto della comunicazione dipende da ciò che sente.
Rimango a disposizione,
Un cordiale saluto.
Dott.ssa Chiara Roselletti
Buongiorno, e grazie per la condivisione. Chiedi cosa puoi dire e come comportarti. Il tuo istinto cosa ti dice? In questo caso è utile ascoltare i segnali del corpo. Che sensazioni senti quando ti vengono rivolte queste parole? c’è un irrigidimento? C’è una parte di te che vuole andarsene? Dal tuo messaggio non emergono le sensazioni che provi in quella situazione ma sono proprio questo che ti danno la chiave per capire qual è la reazione più allineata con te stesso, nei confronti di questa persona.
Buongiorno gentile utente, per poterle rispondere nel modo adeguato servirebbero altri dettagli circa la situazione riscontrata come per esempio che tipo di rapporto intercorre tra lei e questa persona.
Dott.ssa Psicologa Pinessi Giorgia
Dott.ssa Psicologa Pinessi Giorgia
Buongiorno credo che ci possano essere due soluzioni: la prima chiedere apertamente il motivo di tali comportamenti.
Se invece reputa questa persona non "degna" della sua attenzione, cerchi di non incontrarla più.
La saluto cordialmente
Se invece reputa questa persona non "degna" della sua attenzione, cerchi di non incontrarla più.
La saluto cordialmente
caro utente, la situazione che descrive non è sicuramente semplice da gestire. Per darle una risposta più esaustiva sarebbe utile avere altre informazioni in merito alla situazione. Per esempio questa persona che ruolo ha nella sua vita, è un amico, conoscente, una persona che vede spesso o meno? la situazione è sempre stata questa o è peggiorata nel tempo? hai mai provato ad affrontare l'argomento con questa persona? insomma sicuramente le alternative da considerare potrebbero essere due: la prima è ignorare la situazione cercando di essere superiori e farsi scivolare addosso la cosa, cercando anche di evitare il più possibile interazioni con lo stesso. S equesto non è possibile bisognerebbe affrontare la situazione di petto e far presente alla persona degli atteggiamenti, capire il problema e condividere con lui le tue emozioni. RImango a disposizione per ulteriori chiarimenti o domande, un caro saluto Dott.ssa Valentina Mestici
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