Domande del paziente (218)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, certo, ci può essere una relazione tra le sue vertigini e la sua cervicalgia. Occorre però interpellare anche un otorino per escludere cause relative all'orecchio.
Ciò detto, per darle un parere...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buondì, le cause delle sue vertigini possono essere differenti: carvicale, orecchio, sistema vestibolare, ecc. Per darle un parere occorrerebbe una valutazione in presenza. Ne parli con il suo medico curante... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buondì, per darle una risposta occorrerebbe una valutazione in presenza attraverso dei test specifici. IN questi casi, oltre alla terapia manuale, è molto utile l'esercizo terapeutico.
Si rivolga ad un...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buondì, per questo deve interpellare il suo medico curante. Saluti
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buondì, prima dell'intervento chirurgico è importante provare con il trattanento conservativo per alcuni mesi: esercizio terapeutico e terapia manuale fisioterapica (neurodinamica). Spesso il problema... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buondì, per comprendere l'origine dei suoi sbandamenti occorrerebbe una valutazione in presenza attraverso dei test specifici. Le strutture che possono generarle sono diverse: orecchio, colonna cervicale,... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buondì, per comprendere l'origine dei suoi sbandamenti occorrerebbe una valutazione in presenza attraverso dei test specifici. Le strutture che possono generarle sono diverse: orecchio, colonna cervicale,... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buondì, per comprendere l'origine dei suoi sbandamenti occorrerebbe una valutazione in presenza attraverso dei test specifici. Le strutture che possono generarle sono diverse: orecchio, colonna cervicale,... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buondi, le sue vertigini possono essere causate da varie strutture: la colonna cervicale, il sistema vestibolare (che regola l'equilibrio), l'articolazione temporo mandibolare, ecc) per capirlo occorre... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buondì, per darle un parere occorre una valutazione in presenza, si rivolga ad un collega (laureato in fisioterapia) che si occupa di ATM (articolazione temporo madibolare) e disfunzioni cranio cervico... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buondì, per darle un consiglio occorrerebbe una valutazione in presenza, deve rivolgersi ad un collega (laureato in fisioterapia). Lui saprà aiutarla nel percorso riabilitativo per tornare a giocare.
Saluti
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buondì, per darle un parere occorrerebbe una valutazione in presenza. Il reflusso potrebbe, e dico potrebbe, essere causato da un problema del diaframma i cui pilastri avvolgono proprio il punto in cui... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, continui con gli esercizi, si faccia seguire da un fisioterapista (laureato in fisioterapia) e lasci stare la tecar.
Saluti
Buongiorno, chiedo consiglio su cosa mi stia succedendo. Da maggio 2025 ho rigidità al collo, sfociata in un’nfiammazione ad agosto. A settembre ho fatto una RX alla colonna cervicale che ha avuto questo esito: appianata la fisiologica lordosi, note di spondilosi e normali gli spazi intersomatici.
A fine settembre ho fatto 10 sedute di posturale e massaggi. La rigidità é rimasta ma per fortuna l’infiammazione è passata.
In un periodo di stress e forte tensione lavorativa, dieci giorni fa ho iniziato ad avere forti dolori al collo nella parte alta a sinistra fino alla spalla. Il dolore era così forte che non sono riuscita a dormire per 6 giorni provando ogni tipo di antidolorifico. Il medico mi aveva dato il tachifene che non faceva minimamente effetto. Ho trovato sollievo per 2-3 ore solo con l’Oki.
Mi ha successivamente prescritto iniezioni di dicloreum e muscuril per 6 giorni. Nel giro di due giorni il dolore è diminuito quasi a passare del tutto.
Nel frattempo sono andata dal fisiatra che da un esame del obiettivo mi ha trovato: rigidità del tratto cervicale, riduzione del ROM e contratture muscolari di: muscolo sternocleidomastoideo (davanti al collo), muscolo trapezio (spalle) più marcate a sinistra.
Mi ha prescritto da fare dopo che mi sarò sfiammata: massoterapia distrettuale riflessogena, elettroterapia antalgica TENS ed esercizi posturali propriocettivi.
A livello farmacologico invece: Flexiban 10 mg, Medrol 16 mg e Neurassial Dol.
Ho iniziato il cortisone appena prescritto (da 3 gg) mentre avevo pensato di non prendere il flexiban visto che non avevo dolori e perché ancora prendevo il muscoril.
A 24 h dalla fine dell’ultima iniezione (ieri) ho iniziato a sentire di nuovo dolore e rigidità, non così forte ma è presente.
Ora vi chiedo devo iniziare con il flexiban ? Inoltre devo aspettarmi che il cortisone non faccia effetto e che mi ritorneranno di nuovo i dolori forti che avevo una settima fa ?
Inizierò la terapia fisioterapica tra una settimana ma se avrò ancora dolore potrò farla secondo voi ?
Capisco che i farmaci tappano momentaneamente i buchi ma se non si sfiamma la contrattura come faccio a fare terapia e tornare alla normalità ?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buondì, inizi la fisioterapia senza problemi, il collega (spero laureato in fisioterapia) saprà certamente indicarle il percorso migliore per risolvere il suo problema con terapia manuale ed esercizio terapeutico.
Saluti
Buongiorno,
Il 17 dicembre 2025 mi sono operato di ricoatruzione del LCA destro e insieme ho fatto un osteotomia di valgizzazione tibiale. Sono tornato al lavoro al 100% 2 mesi fà (faccio un lavoro sedentario) sto continuando la fisio e faccio palestra.
E con la palestra 1 settimana fà mi accorgo di non aver forza per fare la leg extesion zero proprio( se prima facevo tutto il pacco pesi con una gamba adesso max 15 kg facendo molta fatica).
E in oltre a volte dei giorni sento del dolore che va dal ginocchio alla caviglia sento come se mi stanno tirando.
Mi chiedevo se è normale tutto ciò?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buondì, a quattro mesi e mezzo dall'intervento non è normale, ma dipende molto dal percorso riabilitativo seguito. Il pieno recupero dovrebbe avvenirte dopo sei mesi, anche se la completa ligamentizzazione avviene in tre anni. Insista con gli esercizi che il collega (spero laureato in fisioterapia) le ha suggerito.
Saluti
Gentili Dott./ssa
Sono incinta alla 27^ settimana e già dalle prime settimane avvertivo un dolore avuto appena sopra l'addome. Ho scoperto poi essere una disfunzione della sfinsi pubica o pubalgia dovuto all'aumento dell'ormone della relaxina. Mi hanno consigliato delle sedute dal fisioterapista solo che non capisco il nesso tra le cose. È comune ricevere queste diagnosi in gravidanza e risolverle con la fisioterapia?
Vorrei capire inoltre se alcuni esercizi con la palla fit possono aiutarmi con il dolore perché è piuttosto pungente.
Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, si, dovrebbe rilogersi ad un collega (laureato in fisioterapia) che si occupa di ginnastica addominale ipopressiva associata al pilates. Imparare a gestire gli sforzi, a conoscere come funziona la muscolatura addominale in sinergia col diaframma e il pavimento pelvico è fondamentale in vista del parto (e anche per il post parto). Inoltre è buona cosa lavorare sulla mobilità alla colonna vertebrale. In sostanza: ci sono vari aspetti di cui tener conto, a patto che ci si rivolga ad un professionista qualificato.
Saluti
Buongiorno, ho 38 anni e sono attualmente alla 11ª settimana di gravidanza (seconda gestazione) e da alcuni giorni avverto un dolore acuto a livello dell'osso sacro e delle ultime vertebre lombari, che si manifesta come un "blocco" o "accavallamento" e mi impedisce di caricare il peso sulla gamba. Inoltre, riporto dolore in zona pelvica/pubica durante i movimenti asimmetrici (stare su una gamba sola, spingere pesi con il piede).
Nell'ultima visita ginecologica (21 aprile) è stato riscontrato un lieve ipertono uterino; durante la mia prima gravidanza, intorno al 7-8 mese ho sofferto molto di dolori al bacino/pubalgia, motivo per cui cerco un approccio riabilitativo che tenga conto di questo quadro. Grazie,
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, a partire dalla 12 settimana dovrebbe rilogersi ad un collega (laureato in fisioterapia) che si occupa di ginnastica addominale ipopressiva associata al pilates. Imparare a gestire gli sforzi, a conoscere come funziona la muscolatura addominale in sinergia col diaframma e il pavimento pelvico è fondamentale in vista del parto (e anche per il post parto). Inoltre è buona cosa lavorare sulla mobilità alla colonna vertebrale. In sostanza: ci sono vari aspetti di cui tener conto, a patto che ci si rivolga ad un professionista qualificato. Saluti
Sono un uomo di 21 anni. Fino ad ottobre andavo in palestra e correvo. Da ottobre ho una pubalgia al lato destro. È stata riconosciuta per esclusione dopo una ecografia inguinale a gennaio per escludere un ernia, e dai test del fisioterapista e del medico di base. Ho iniziato la fisioterapia a inizio marzo, con due sedute di tecar e massaggio profondo delľadduttore e dello psoas e dell'attacco del quadricipite, che erano anche questi infiammati. Il fisioterapista mi ha detto di fare stretching per il primo mese e mezzo, e che poi adesso avremmo iniziato esercizi di rinforzo. Non ho ancora iniziato a fare gli esercizi di rinforzo. Mi sento peggio di prima: in questa ultima settimana/10 giorno poi addirittura lo psoas e ľattacco si sono infiammati molto e per compensare nella camminata quasi zoppico dal fastidio. Non so cosa fare e a chi rivolgermi per risolvere la situazione. Avrò tra qualche giorno una ecografia mouscolotendinea e scheletrica (esame mai fatto) per verificare lo stato della tendinopatia, ma ho paura che a questo punto sia direttamente necessaria una Risonanza Magnetica per avere una immagine completa della situazione. Potrei inoltre soffrire di una collagenopatia, cosa che però è ancora in fase di accertamento a seguito di una visita reumatologica per una possibile problematica immunitaria. A che medico posso rivolgermi? Alľortopedico? A un chinesiologo? A un fisioterapista più specializzato? Sono fermo da 8 mesi e non è cambiato niente, e ho paura che possa diventare una patologia che mi porterò avanti a vita, o che crei dei danni permanenti. Grazie per i vostri pareri.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buondì. Occorre rivolgersi al medico (in questo caso un ortopedico) il quale, fatta la diagnosi, la indirizzerà ad un fisioterapista (laureato in fisioterapia, specializzato in problematiche muscoloscheletriche) con cui troverete la via migliore per risolvere il suo problema. Se si stratta di una tendinopatia inserzionale occorre ristabilire il corretto carico sul tendine attraverso esercizio specifico, ma ripeto, prima è necessaria una diagnosi attraverso dei test valutativi.
Saluti
Buongiorno, sono una ragazza di 24 anni. Da un paio di anni sento tensioni sulla parte sx del corpo, particolarmente localizzate tra zona lombare, gluteo e gamba che peggiorano stando seduta. Negli ultimi mesi ho iniziato a lavorare aumentando le ore di guida/seduta e le tensioni si sono trasformate in dolori ai limiti della gestibilità nella vita quotidiana, in particolar modo anche nella zona dell'anca/inguine. Nessun medico/specialista ha ancora individuato causa precisa (sono state però escluse cause reumatologoiche); riporto qui i due referti delle RM Bacino e Lombosacrale che ho fatto.
RM BACINO: Non alterazioni dei profili ossei coxofemorali in sede bilaterale. Regolare il segnale e sede di articolazioni sacro-iliache in sede di sinfisi pubica. Sottilissima falda fluida peri articolare coxofemorale bilaterale più evidente a sinistra su base flogistica. Non alterazioni del segnale osseo compatibili con necrosi delle teste femorali. Non alterazioni del comparto muscolo-tendineo esplorato.
RM LOMBOSACRALE: Rotazione dei metameri in senso orario per atteggiamento scoliotico sinistroconvesso lombare
prossimale.
Allineamento dei muri posteriori sul piano sagittale mantenuto.
Non evidenti deformazioni somatiche né alterazioni di segnale compatibili con edema osseo.
L'altezza degli spazi intersomatici rientra nei limiti di norma.
Non si riconoscono reperti attribuibili a ernie discali.
A L5-S1 minima protrusione centrale rispetta sia il profilo ventrale del sacco durale sia l'emergenza
delle radici S1.
La superficie dello speco vertebrale è conservata.
Normale la conformazione del cono midollare.
Conclusioni: reperti lombosacrali sostanzialmente normali, atteggiamento scoliotico sinistroconvesso e
minima protrusione L5-S1 senza evidenti erniazioni.
Qualcuno ha indicazioni su quale potrebbe potenzialmente essere la causa originaria di questa problematica? Non so più a quale professionista rivolgermi. Grazie mille.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buondì, per darle un parere occorrerebbe una valutazione in presenza attreverso dei test specifici per capire se il problema deriva dalla schiena o dalle anche. Pare che non ci siano compressioni radicolari (le strutture nervose che innervano gli arti inferiori non sono compresse). Potrebbe incidere l'atteggiamento scoliotico e le ore trascorse in posizione seduta. Forse la mancanza di attività fisica.
C'è anche quel versamento coxofemorale. In sostanza, per fare diagnosi differenziale occorre somministarre dei test. Si rivolga ad un collega (laureato in fisioterapia, mi raccomando) esperto in problematiche muscolo scheletriche.
Saluti
Buongiorno. Ho.una lieve protrusione circonferenziale. In fisioterapia è sbagliato fare esercizi di flessione della schiena?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buondì. Dipende, per darle una risposta occorre fare dei test per differenziale l'origine del problema. Quinidi occorre una valutazione in presenza, si rivolga ad un collega (laureato in fisioterapia).
Saluti
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Gentile paziente,
certamente un'ernia potrebbe essere la causa del suo…