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Esperienze

Nasciamo in relazione. È attraverso gli sguardi, le parole e la presenza delle persone che si prendono cura di noi che iniziamo a costruire il senso di chi siamo, del nostro valore e del nostro modo di stare nel mondo.

All'interno delle relazioni possono prendere forma le basi della nostra autostima e della nostra sicurezza, ma anche delle nostre fragilità e sofferenze. Se molte delle nostre ferite nascono nelle relazioni, è spesso attraverso una relazione significativa, sicura e autentica che possiamo trovare nuove risorse, riscoprire le nostre capacità e avviare processi di cambiamento e guarigione.

Sono una psicologa e mi occupo di percorsi individuali rivolti ad adolescenti, adulti e giovani adulti che affrontano momenti di crisi, disagio e sofferenza emotiva. Credo che il sintomo non sia un nemico da eliminare, bensì un segnale prezioso: un messaggio che esprime, nel suo linguaggio enigmatico, qualcosa che nella psiche non ha ancora trovato una strada per essere ascoltato o pensato.

Per questo considero il percorso psicologico uno spazio in cui poter dare voce ai propri vissuti, anche a quelli più difficili da esprimere. All’interno di uno spazio accogliente e sicuro costruito insieme, è possibile fermarsi ad ascoltarsi, comprendere meglio ciò che fa soffrire e trovare nuovi modi per affrontare le difficoltà.

Attraverso l'ascolto, il dialogo e la costruzione di una relazione autentica e rispettosa, è possibile avvicinarsi con maggiore consapevolezza alla propria storia, ai propri desideri e alle proprie modalità di stare nel mondo e in relazione.

Il lavoro che svolgeremo insieme sarà teso a supportare il benessere psicologico, a costruire una conoscenza più profonda di sè e dei propri bisogni, a riconoscere le proprie risorse e a costruire nuove possibilità di cambiamento.

Accolgo ogni persona nella sua unicità, offrendo uno spazio libero dal giudizio, in cui sentirsi ascoltati con attenzione, rispetto e cura.

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Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica

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Dott.ssa Sara Luongo

Corso Massimo d'Azeglio 78, Torino 10126

Lo studio si trova in Corso Massimo D’Azeglio 78, a Torino, ed è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici.
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È possibile prenotare una consulenza psicologica attraverso i seguenti canali:
- Direttamente dal portale di MioDottore;
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27/07/2026

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24 recensioni

Più menzionato dai pazienti

  • Attenzione durante la visita
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  • S

    S.F.

    Ho prenotato una visita dalla Dottoressa Luongo perchè sentivo il bisogno di affrontare alcune paure e ansie che mi bloccano costantemente. Sono rimasta molto soddisfatta del modo in cui sono stata accolta, della sua empatia e dalla grande professionalità. La consiglio assolutamente

     • Corso Massimo D’Azeglio colloquio psicologico clinico  • 

    Dott.ssa Sara Luongo

    Grazie, S., per le sue parole. Sono lieta che si sia sentita accolta e ascoltata e che abbia apprezzato il mio modo di lavorare. La ringrazio per la fiducia che ha riposto in questo percorso.


  • L

    L.P.

    Molto professionale, trasmette tranquillità e infonde sicurezza! Mi è stata molto di supporto…

     • Corso Massimo D’Azeglio colloquio psicologico clinico  • 

    Dott.ssa Sara Luongo

    Grazie L. Per il suo prezioso feedback. Le mando un caro saluto.


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    Ho iniziato un percorso con la Dottoressa Luongo ad ottobre, mi sta aiutando molto, è comprensiva, seria e accogliente. La consiglio!

     • Corso Massimo D’Azeglio sostegno psicologico  • 

    Dott.ssa Sara Luongo

    Grazie T. Per le sue parole, è un piacere poterla accompagnare!
    Un caro saluto


  • M

    M. D.

    Ottima professionista, la consiglio vivamente per affrontare i momenti più difficili della vita, ti prende per mano e ti porta a scoprire risorse che non sapevi di avere.

     • Corso Massimo D’Azeglio colloquio psicologico clinico  • 

    Dott.ssa Sara Luongo

    Grazie di cuore M.D. per le sue parole, sono per me motivo di grande soddisfazione. Le auguro di continuare a riconoscere e valorizzare tutte le risorse che ha dentro di sé.


  • B

    Brikena

    Con la Dott.ssa Luongo mi sono sentita subito accolta e capita. Grazie a lei ho trovato la forza di affrontare momenti davvero difficili e complessi. Il suo supporto e la sua empatia hanno fatto una grande differenza nella mia vita. La consiglio vivamente per la sua professionalità e empatia.

     • Studio di consulenza online colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Sara Luongo

    Grazie Brikena per il suo prezioso feedback. È un onore sapere di aver contribuito a un cambiamento significativo nella sua vita. Le auguro il meglio per il suo percorso.


  • V

    V.B

    Con Sara mi sono sentita subito a mio agio, grazie alla sua gentilezza e professionalità. Riesce a guidarmi con pazienza e energia nel mio percorso.
    Disponibilissima, mi permette di organizzare al meglio e a mio piacimento gli appuntamenti.

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    Dott.ssa Sara Luongo

    Grazie V.B. per le sue parole e per la fiducia. Sono felice che si sia sentita a suo agio fin da subito: per me è di grande importanza integrare professionalità, ascolto ed energia nel percorso.
    È un piacere poter continuare ad accompagnarla in questo cammino.


  • V

    Valentina

    Fin dal primo incontro la Dott.ssa Luongo mi ha fatto sentire accolta e a mio agio, grazie alla sua grande empatia, gentilezza e capacità di ascolto. È una professionista molto preparata, sempre puntuale e attenta ai bisogni della persona. Il percorso con lei è stato davvero prezioso e mi sento di consigliarla a chiunque cerchi un supporto competente e umano

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    Dott.ssa Sara Luongo

    Grazie di cuore, Valentina, per le sue parole.
    Sapere che il percorso sia stato per lei prezioso mi gratifica profondamente. Le auguro di proseguire il suo cammino con fiducia e serenità.


  • G

    Giovanna P.

    Una validissima professionista, preparata, empatica e che sa metterti a tuo agio. La consiglio vivamente!

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    Dott.ssa Sara Luongo

    Grazie Giovanna per questo suo prezioso feedback.


  • L

    L.A.

    La dottoressa è stata accogliente e comprensiva, mi sono sentita ascoltata fin dal primo momento. Il percorso con lei mi ha aiutata a comprendere e affrontare al meglio un momento di difficoltà.

     • Corso Massimo D’Azeglio colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Sara Luongo

    Grazie L. per le sue preziose parole, è stato un piacere poterla accompagnare!


  • F

    Francesco Micheli

    Mi sono subito sentito a mio agio e mi ha permesso di raccontarmi con molta più facilità di quello che mi aspettassi.

     • Corso Massimo D’Azeglio colloquio psicologico clinico  • 

    Dott.ssa Sara Luongo

    Grazie Francesco per aver condiviso il suo pensiero, e per la sua fiducia.


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 22 domande da parte di pazienti di MioDottore

Buongiorno, Mi capita a volte che con chi ha posizioni politiche molto diverse dalle mie o su degli

Buongiorno,
Mi capita a volte che con chi ha posizioni politiche molto diverse dalle mie o su degli argomenti per me "chiave", di dover fare finta di nulla reprimendo la rabbia repressa cercando di cambiare discorso, oppure di arrabbiarmi parecchio. Lo sento come che questo vada ad attaccare i miei valori morali, di giustizia, di "stare al mondo": insomma la mia visione di vita a 360°. Mi stavo chiedendo il significato di questa rabbia e come poter imparare a disinnescarla in qualche modo. Grazie

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott.ssa Sara Luongo

Gentile utente, la ringrazio per la domanda che trovo molto interessante.
Quello che descrive sembra andare oltre il semplice disaccordo di opinioni. Quando una posizione politica o un certo modo di vedere il mondo suscita una rabbia così intensa, spesso non è solo l'idea in sé a essere in gioco, ma qualcosa che quella idea rappresenta per noi a un livello più profondo.
I nostri valori morali, il senso di giustizia, le convinzioni su come si dovrebbe vivere non sono soltanto pensieri razionali: sono anche il risultato della nostra storia affettiva, delle identificazioni costruite nel corso della vita, delle esperienze che ci hanno formato. Per questo, quando qualcuno mette in discussione certi valori, possiamo sentirlo inconsciamente come una messa in discussione di una parte di noi stessi.
La rabbia, in questa prospettiva, può essere letta come una reazione alla percezione di una minaccia: non necessariamente una minaccia reale, ma una minaccia soggettiva alla propria identità, al proprio senso di coerenza interna o alla propria appartenenza a determinati ideali. Il lavoro, in questo caso, potrebbe consistere non nel reprimere la rabbia né nel darle libero sfogo, ma nel trasformarla in oggetto di riflessione. Quando riusciamo a chiederci "Perché proprio questa idea mi tocca così profondamente?", la rabbia tende a perdere parte della sua forza immediata e diventa una via di accesso alla conoscenza di sé. Sarebbe utile capire cosa accade dentro di lei in quei momenti. Ad esempio: che cosa sente che verrebbe negato o tradito se accettasse che l'altro la pensa diversamente? Quale aspetto di lei sembra essere chiamato in causa? La rabbia compare soprattutto quando percepisce certe posizioni come ingiuste, oppure quando si sente impotente di fronte a esse?
Disinnescare la rabbia, quindi, non significa convincersi che tutte le opinioni siano equivalenti o rinunciare ai propri valori. Significa riuscire a distinguere tra il valore in cui si crede e il fatto che un'altra persona non lo condivida. Quando questa distinzione diventa più solida, il dissenso può essere vissuto meno come un attacco personale e più come un incontro, talvolta difficile, con l'alterità.


Buonasera, da tempo ormai ho problemi a rispondere, specialmente oralmente, a domande intime. Spesso

Buonasera, da tempo ormai ho problemi a rispondere, specialmente oralmente, a domande intime. Spesso nelle discussioni su temi personali mi viene chiesto di esprimere un mio parere, oppure mi viene chiesto banalmente come sto o se sono triste, insomma tutte cose apparentemente tranquille... a quel punto io mi blocco totalmente, da una parte non so cosa dire, come dirlo, dall'altra parte io so di poter parlare di qualche esperienza, ma il mio cervello si blocca, sono completamente sopraffatta, minacciata, come se fossi interrogata dall'Inquisizione. Mi si irrigidiscono le mani, le dita dei piedi si arricchiano e poi inizio piano piano a piangere e vorrei solo urlare "basta", ma la voce non esce. Qualche spiegazione in realtà me la sono data: mi succede spesso quando a parlarmi è qualcuno di più grande, di autoritario o sovraordinato a me, allora penso sia perché mi sento in imbarazzo a parlare, ho paura magari di non dire la cosa giusta, di dire qualcosa di estremamente banale o stupido. Non sento la domanda come un invito a condividere semplicemente cosa provo, ma ad un test a cui io devo rispondere in maniera eccellente e riflessiva. Così io mi spiego anche la mia tendenza a ritenermi più "umile" degli altri perché non ostento ciò che credo o sento, che in realtà è in parte paura dell'aspettativa altrui. Non lo so, ma mi crea un malessere atroce ogni volta.

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott.ssa Sara Luongo

Gentile utente,
mi colpiscono molto l'intensità dei vissuti che descrive e il fatto che la difficoltà che riporta non sembri riguardare tanto il non sapere cosa prova, quanto il modo in cui viene vissuta la domanda stessa. Quando qualcuno le chiede come sta o che cosa pensa, soprattutto se percepito come una figura autorevole, sembra che la situazione si trasformi da un semplice invito alla condivisione in una sorta di esame, nel quale sente di dover fornire una risposta giusta, intelligente e sufficientemente profonda.
La reazione che descrive, il blocco, la tensione fisica, il pianto e la sensazione di essere sopraffatta, fa pensare a un forte timore del giudizio e dell'esposizione di sé.
Per questo motivo, una prima linea di indagine potrebbe riguardare la sua storia relazionale: chi erano le figure significative davanti alle quali sentiva di dover rispondere nel modo corretto? Come venivano accolte le sue emozioni quando le esprimeva spontaneamente? C'era spazio per essere confusa, incerta o vulnerabile, oppure sentiva il bisogno di giustificarsi, spiegarsi o dimostrare qualcosa?
Potrebbe essere importante esplorare il modo in cui si è costruita dentro di lei l'idea che parlare di sé significhi essere valutata. Nel suo racconto, infatti, sembra emergere che la domanda dell'altro non venga vissuta come un semplice "Mi racconti come sta?", bensì come una richiesta implicita del tipo: "Mi dimostri di conoscersi bene e di saper esprimere correttamente ciò che prova".
Proprio questa trasformazione della condivisione in una prova da superare potrebbe rappresentare uno degli elementi centrali della sofferenza che descrive.


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