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Esperienze

Sono la dott.ssa Federica Mazzilli, psicologa clinica ad orientamento costruttivista-relazionale. Mi occupo di ansia, depressione, disturbi di personalità, disturbo ossessivo-compulsivo, disturbi alimentari, difficoltà relazionali, momenti di cambiamento significativi, rivolgendomi ad adolescenti, giovani adulti e adulti.

Attualmente lavoro nell'ambito della salute mentale in contesto ospedaliero, occupandomi di valutazione psicodiagnostica, supporto psicologico e ricerca clinica nell'ambito della psichiatria e psicobiologia clinica.

Nel mio lavoro pongo particolare attenzione al modo in cui ogni persona costruisce il proprio modo di sentirsi, pensarsi e stare in relazione con gli altri, considerando la sofferenza psicologica come un'esperienza da comprendere all'interno della propria storia e del proprio percorso di vita.

Offro uno spazio di ascolto accogliente e rispettoso, in cui poter esplorare liberamente i propri vissuti, accogliere la propria unicità e costruire nuove possibilità di comprensione di sé.

Altro Su di me

Approccio terapeutico

Psicoterapia costruttivista

Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica
  • Psicodiagnostica
  • Psicobiologia e neuroscienze cognitive

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Studio di Psicologia Dott.ssa Federica Mazzilli

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2 recensioni

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  • A

    A.L

    Ho fissato appuntamento con la Dott.ssa su consiglio di un’amica.
    Ero molto titubante perche ho 55 anni e ho sempre pensato, non avendo competenza in materia, che solo l’aver studiato e senza esperienza di vita vissuta , una persona così giovane non potesse consigliarmi al meglio.
    Mi sono dovuta ricredere e ne sono felice!
    Molto competente mette le persone a proprio agio e il parlare di cose personali e dolorose non è mai risultato così facile !
    Sono felice del percorso intrapreso : vedo già una luce in fondo al tunnel ed è tutto merito della Dott.ssa Federica .
    Mi sento di consigliarla caldamente!

     • Studio di Psicologia Dott.ssa Federica Mazzilli • colloquio psicologico  • 

  • M

    M.R.

    All'inizio ero un po' in difficoltà, ma con lei mi sono sentito subito a mio agio. Mi sta aiutando tanto a gestire l'ansia e a vedere le cose con più serenità. Sono davvero felice di aver iniziato questo percorso e la consiglio senza dubbi.

     • Studio di Psicologia Dott.ssa Federica Mazzilli • colloquio psicologico  • 

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Risposte ai pazienti

ha risposto a 5 domande da parte di pazienti di MioDottore

Buongiorno Cari Dottori, vorrei chiedervi aiuto, un parere..sto sempre a pensare e piangere..non rie

Buongiorno Cari Dottori,
vorrei chiedervi aiuto, un parere..sto sempre a pensare e piangere..non riesco a dimenticare un uomo con cui ci sono stati solo rapporti fisici, ma io mi ero illusa potesse provare qualcosa..nonostante ci vedessimo solo sul lavoro, mai una uscita fuori, mai chiamarmi per nome, nessun numero di telefono.. mai fatto domande sulla sua vita privata ..avevo paura di rovinare tutto..era tutto evidente ma io ci speravo ma in quei momenti mi sentivo considerata, il suo avvicinamento fisico anche se tutto di nascosto e quando poteva lui, mi faceva sentire importante, c'era complicita'. da quando ha interrotto tutto perche' ha capito il mio coinvolgimento emotivo, io ci soffro, io non riesco a star bene,ne' a parlare con altri ragazzi quando lo vedo parlare con altre ragazze, ci soffro..ad oggi tra di noi solo "ciao" , quando ci troviamo alla porta"prego, grazie" sguardi fissi, restiamo immobili l'uno di fronte all'altro per alcuni secondi..non si avvicina a salutare neanche quando parlo con un collega in comune...mi sento di aver sbagliato tutto..se fossi stata leggera, capace di tecniche di seduzione, ad oggi mi parlerebbe come tempo fa..non sarei stata depressa, triste. Grazie per il vostro tempo

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott.ssa Federica Mazzilli

Buongiorno, grazie per aver raccontato quello che sta vivendo con tanta sincerità, mi arriva tutta la sua sofferenza. Credo sia importante non sminuire quello che ha descritto pensando che, trattandosi principalmente di rapporti fisici, non avrebbe dovuto coinvolgersi emotivamente; al contrario, può accadere che anche un legame non definito assuma un significato affettivo molto importante, soprattutto quando in quei momenti ci si sente visti, desiderati, considerati e importanti per l'altra persona.
Allo stesso tempo, mi sembra interessante soffermarsi su un altro aspetto del suo racconto: forse, accanto a ciò che realmente c'era tra voi, può essersi costruita nel tempo anche una componente di idealizzazione e di aspettativa rispetto a ciò che quella relazione avrebbe potuto diventare. Questo non significa che i suoi sentimenti fossero “falsi”, ma potrebbe essere utile comprendere che cosa abbia reso così importante per lei quella possibilità e che cosa rappresentasse.
Mi colpisce anche il forte senso di colpa che emerge quando dice di aver “sbagliato tutto”, di non essere stata abbastanza leggera o di non aver saputo utilizzare delle tecniche di seduzione. Come se il fatto che lui si sia allontanato potesse essere spiegato da qualcosa che lei avrebbe fatto o non fatto nel modo giusto. Ma una relazione non dipende dalla capacità di essere abbastanza seducenti, distaccati o “leggeri”: il coinvolgimento emotivo non è un errore e non dovrebbe diventare una colpa.
Forse, più che chiedersi come avrebbe potuto comportarsi per fare in modo che lui restasse, potrebbe essere utile chiedersi che cosa cercava lei in quella relazione, che cosa le permetteva di sentirsi importante e perché oggi il suo modo di considerarla sembra essere così legato a come lui si comporta con lei o con altre donne.
Anche la difficoltà a vederlo parlare con altre ragazze e il continuare a cercare significati nei vostri sguardi e nei vostri brevi incontri possono mantenere vivo questo legame emotivo. Comprendere questi meccanismi, senza giudicarsi, potrebbe aiutarla progressivamente a separare ciò che realmente è accaduto da ciò che aveva sperato potesse accadere e, soprattutto, a ritrovare un senso di valore personale che non dipenda dalla sua attenzione.
Se questa sofferenza è molto intensa e persiste nel tempo, un percorso psicologico potrebbe offrirle uno spazio per comprendere più profondamente questi vissuti e il significato che questa relazione ha assunto per lei.

Si prenda cura.

Un caro saluto,

Dott.ssa Federica Mazzilli


Buongiorno, vorrei provare a chiedervi un parere riguardo un argomento che ormai da tutta la vita mi

Buongiorno,
vorrei provare a chiedervi un parere riguardo un argomento che ormai da tutta la vita mi angoscia.
Mi spiego meglio, vado per i 38 anni e per quasi tutta la vita sono stata single se non per qualche relazione della durata di un anno, la più lunga è stata dai 20 ai 23 anni. Sento che mi sono innamorata davvero 2 volte in vita mia ma queste persone mi hanno lasciata dicendomi una volta che uno preferiva avere una relazione aperta e un altro che non si sentiva il ragazzo giusto per me. Ho trascorso e continuo a trascorrere molto tempo da sola e sento che ormai mi sto abituando. Ho amici e diverse conoscenze, esco e mi dedico ai miei hobby ma in tutta la mia esistenza non sono mai stata corteggiata (e capisco perché non sono una bella ragazza e dicono parli troppo) e da diverso tempo quando provo a conoscere qualche ragazzo non si va mai oltre il "come va" "che lavoro fai?" Come se non avessero argomenti o si aspettino che sia io a portare avanti la conversazione. Personalmente dopo una sfilza di appuntamenti non sento di avere voglia di conoscere ragazzi. Inoltre attraverso i miei hobby essendo molto di nicchia fatico a fare incontri dal vivo. Mi chiedo se sia normale questa situazione o se invece sia stata solo sfortunata.
Personalmente mi sto abituando alla singletudine e non penso cercherò più. Avrei piacere almeno una volta nella vita che sia qualcuno a cercare me, ma se non accadrà sono pronta a rassegnarmi ad una vita di singletudine. Mi domando solo se sia vivere sempre senza amare e senza avere più rapporti intimi.
Grazie a chi vorrà rispondere.

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott.ssa Federica Mazzilli

Buongiorno, grazie per aver condiviso una parte così importante della sua storia. Capisco che, dopo molti anni trascorsi prevalentemente da sola e dopo alcune esperienze sentimentali che si sono concluse con un, a detta sua, rifiuto, possa essere arrivata a chiedersi se per lei una relazione sia davvero possibile e se sia semplicemente stata sfortunata.
Credo però sia importante non trasformare le esperienze avute finora in una previsione sul futuro. Il fatto di non essere stata corteggiata spesso o di aver incontrato persone con cui non è nato un interesse reciproco non significa che ci sia qualcosa che non va in lei, né che sia destinata a rimanere sola.Nel suo racconto mi colpisce soprattutto il modo in cui sembra essersi costruita, nel tempo, un'immagine di sé come di una persona poco desiderabile: “non sono una bella ragazza”, “dicono che parlo troppo”. Sono aspetti che forse vale la pena guardare con maggiore attenzione, perché una cosa è riconoscere alcune proprie caratteristiche, un'altra è utilizzarle per spiegare e definire il proprio valore o la possibilità di essere amata. Anche il fatto che oggi senta di non avere più voglia di conoscere uomini merita di essere ascoltato, senza forzarsi. Potrebbe essere semplicemente stanca di appuntamenti che non portano a nulla, ma potrebbe anche esserci una parte di lei che, dopo diverse delusioni, ha imparato a proteggersi smettendo di aspettarsi qualcosa.
E c'è un passaggio del suo racconto che trovo particolarmente significativo: “vorrei almeno una volta nella vita che sia qualcuno a cercare me”. Mi sembra che non stia chiedendo semplicemente di avere una relazione, ma anche di poter fare esperienza del sentirsi scelta, desiderata e importante per qualcuno. Non credo quindi che la questione sia stabilire se sia “normale” (che poi, che significa normale?) essere single a 38 anni oppure se sia stata soltanto sfortunata. Forse sarebbe più utile chiedersi che significato ha avuto per lei questa lunga esperienza di solitudine, come si è costruito nel tempo il suo modo di guardarsi e di vivere l'incontro con l'altro e, soprattutto, che cosa desidera realmente oggi, al di là della paura di dover rinunciare per sempre all'amore.
Non è necessario decidere oggi se passerà tutta la vita da sola. Può concedersi di non cercare per un periodo, senza trasformare questa scelta in una condanna definitiva.
Un percorso psicologico potrebbe aiutarla proprio a esplorare questi aspetti, non con l'obiettivo di “trovarle un compagno”, ma di comprendere meglio il suo modo di stare nelle relazioni e di costruire una maggiore libertà rispetto alle possibilità che sente di avere. Nel caso, sono a disposizione.

Dott.ssa Federica Mazzilli


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