Dott.
Carlo Cananzi
Psicologo
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Sono Carlo Maria Cananzi, sono laureato in Psicologia Clinica e della Riabilitazione iscritto all’Ordine degli Psicologi della Campania. Inoltre sono laureato in Scienze Politiche, Sono al quarto anno della Scuola quadriennale di Specializzazione in Psicoterapia della Gestalt, presso Nea-Zetesis – Istituto di Psicologia umanistico-esistenziale, traspersonale a Napoli.
Sono consapevole che le due competenze si integrino. L’anima individuale non può essere ascoltata se non si tiene conto dei processi socio-economici-istituzionali nei loro continui mutamenti o repliche, anche tragiche, della storia umana. Un paziente vive nei contesti, è influenzato da comunità, è essere in relazione.
Ho maturato un’esperienza venticinquennale nel campo delle politiche sociali, con un approccio psico-sociologico e di comunità. Svolgo attività rispetto al funzionamento dei gruppi di lavoro, nella gestione dei conflitti, nella ricerca-azione come metodologia di analisi e d’intervento, nella progettazione e programmazione sociale in contesti e realtà complesse.
Ora mi sto orientando sempre di più verso la professione clinica per singoli pazienti o per gruppi. Il setting lo intendo come uno spazio di relazione, dove non si programma niente e si guarda ciò che succede senza forzare o interpretare.
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
Principali patologie trattate
- Depressione
- Crisi
- Ansia
- Disturbi dell'umore
- Dipendenza affettiva
- +73 a11y_sr_more_diseases
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Prestazioni e prezzi
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Colloquio psicologico clinico
70 € -
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Consulenza online
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Analisi dello stress
70 € -
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Colloquio psicologico familiare
70 € -
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Colloquio psicologico individuale
70 € -
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Via Consalvo Carelli, 7, piano terra, citofono n° 16. Con portineria, Napoli 80127
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Recensioni
9 recensioni
Più menzionato dai pazienti
- Attenzione durante la visita
- Puntualità
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E
Elisa
Ho iniziato terapia quest’anno a gennaio perché avevo bisogno di aiuto nell’intraprendere e nel cominciare un nuovo percorso nella mia vita.
Il dottore Cananzi ha perfino superato le mie aspettative: si è dimostrato una persona fidata e professionale, attraverso i colloqui è riuscito a far fuoriuscire il mio io, la mia parte nascosta e recondita, suscitando delle emozioni intense, risolvendo questioni di cui prima non riuscivo neanche a dare un nome e aiutandomi a ritrovare quel amor proprio un po’ perduto.
Fortemente consigliato• Studio integrato Althea • •
Dott. Carlo Cananzi
Grazie innanzitutto Elisa per questo tua recensione. "Il dare nome alle cose" è un obiettivo importante della terapia. Quando viviamo fasi confuse, o siamo molto orientati a realizzare quello che gli altri chiedono, perdiamo il senso della nostra vita, che è quella di dare senso e autorealizzarci nel nostro profondo.
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D
D.M.G
Ho iniziato il percorso un po' di tempo fa perché sentivo il bisogno fare chiarezza dentro di me. Carlo, ha saputo individuare i miei nodi interiori che non riuscivano a farmi "vedere" la realtà con lucidità. Con pazienza e costanza mi ha aiutato a "disappannare" la vista e a interpretare la vita e le cose sotto un'altra lente, facendomi acquisire più consapevolezza verso me stessa e il mondo esterno.
Consiglio di intraprendere un percorso di crescita personale con Carlo a chiunque si senta smarrito e abbia delle paure "insormontabili".• Studio integrato Althea • consulenza psicologica •
Dott. Carlo Cananzi
Grazie innanzitutto DMG per la tua recensione e per scoprire su che cosa il percorso di di sostegno psicologico stia agendo. Sostenere il paziente per integrare le parti oscure del proprio "sfondo " con il malessere che sente, significa come dici tu, fare chiarezza, sostenere le paure del vivere, "buttarsi nel mondo" ragionevolmente in relazione ai nostri desideri e non rispetto a ciò che il contesto, le apparenze e le aspettative esterne richiedono.
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A
A. V.
Il dott. Cananzi è un professionista preciso, attento ed estremamente umano. Dopo due anni di terapia insieme, mi sento caldamente di consigliarlo!
• Studio privato di psicologia Dott. Carlo Maria Cananzi • •
Dott. Carlo Cananzi
Grazie molte!
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G
Giovanni Lanzano
Carlo è uno psicologo professionale e umano, con cui ho costruito uno spazio di fiducia in cui mi sento accolto e libero di esprimermi. Lavorare con lui mi sta aiutando ad esplorare il mio sentire, a mettere in discussione degli schemi mentali ed a cambiare il modo con cui guardo me stesso e la realtà.
• Studio privato di psicologia Dott. Carlo Maria Cananzi • colloquio psicologico individuale •
Dott. Carlo Cananzi
Grazie Giovanni per questa recensione. Ti ringrazio soprattutto per aver colto il lavoro che tento di fare con il paziente: individuare il copione di vita, cioè ciò che ha fatto adattare il paziente ai contesti familiari e non, andare alle cause profonde di questi atteggiamenti assimilati che però non fanno vivere bene. In questo senso comprendere le dinamiche che ci impediscono di essere, ma di dover essere, è uno degli obiettivi essenziali del mio modo di lavorare.
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A
Alessandra Mavaro
Ho iniziato da poco il percorso, mi sta aiutando tanto. È piacevole conversare e sto trovando semplice affrontare anche temi per me controversi. Sono tanto soddisfatta, lo consiglio.
• Studio privato di psicologia Dott. Carlo Maria Cananzi • consulenza psicologica •
Dott. Carlo Cananzi
Grazie molte Alessandra per questa tua recensione. Il mio approccio gestaltico è basato sul colloquio e terapeuta-paziente. Attraverso parole, silenzi, movimenti del volto e del corpo si crea profondità ed emergono delicatamente le parti che noi abbiamo messo troppe volte in sfondo nella nostra vita.
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R
Roberta Conte
Mi sono sentita subito a mio agio ed ascoltata con attenzione
• Studio privato di psicologia Dott. Carlo Maria Cananzi • primo colloquio psicologico •
Dott. Carlo Cananzi
Grazie Roberta, gran parte del nostro lavoro è l'ascolto, il lasciare che il paziente si autorizzi ad essere senza sentirsi giudicato e sente anche i sentimenti che non ha mai potuto sentire per un copione di vita.
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F
Federica
Mi sono rivolta al Dott Carlo in un momento particolarmente difficile della mia vita, e fin dal primo incontro ho trovato un ambiente accogliente, che mi ha fatto sentire a mio agio e libera di esprimermi.
Con grande empatia, professionalità e ascolto attivo,Carlo è riuscito ad aiutarmi a dare un senso alle emozioni che stavo vivendo, fornendomi gli strumenti giusti per affrontarle. Ogni seduta è stata un passo avanti verso una maggiore consapevolezza di me stessa e, anche se i momenti no capitano sempre, ad oggi mi rendo conto di essere una persona diversa.
Apprezzo molto il suo modo di comunicare: diretto ma sempre rispettoso, profondo ma mai pesante. Grazie a questo percorso sento di aver recuperato fiducia ed equilibrio.
Consiglio vivamente il/la Dott./Dott.ssa [Cognome] a chiunque stia cercando un/una professionista serio/a, umano/a e competente.• Studio privato di psicologia Dott. Carlo Maria Cananzi • consulenza psicologica •
Dott. Carlo Cananzi
Grazie Federica, innanzitutto, per la grande stima che hai comunicato nei miei confronti. Due aspetti della tua recensione vorrei sottolineare. La prima è che un buon percorso di sostegno psicologico o terapeutico deve necessariamente avere un elemento di corresponsabilità e fiducia tra psicologo e paziente, ed è questo anche che rafforza consapevolezza e trasforma i pazienti verso una maggiore autenticità con se stessi e con gli altri, nel qui ed ora. Poi, vorrei sottolineare che hai centrato profondamente una parte del mio lavoro: dare parola alle emozioni, che a volte, facciamo fatica a vedere ed esplicitare, per paura, coprendole d'ansia e sensi di colpa, o più pesantemente con altri sintomi, e non riconoscendo i nostri reali bisogni, desideri, le nostre ombre che se svelate, ci aiuterebbero a cambiare. Grazie ancora!
Dott. Carlo Maria Cananzi, psicologo
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M
Maria Cristina
Sono soddisfatta del percorso che sto facendo mi accorgo dell'attenzione dal modo in cui non ho necessità di ripetere nomi o episodi, mi sento accolta, compresa e indirizzata al meglio
• Studio privato di psicologia Dott. Carlo Maria Cananzi • consulenza psicologica •
Dott. Carlo Cananzi
Grazie molte per la stima! Ascoltare il paziente, sostenerlo a centrarsi di nuovo sulla sua vita, ridargli la possibilità di ridecidere della sua vita e delle sue aspettative è il senso del mio lavoro e del mio approccio.
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Simona
Un professionista eccellente, mi ha cambiato la vita. Empatico, accurato, concentrato sul paziente. Lo consiglierei a chiunque.
• Studio privato di psicologia Dott. Carlo Maria Cananzi • consulenza psicologica •
Dott. Carlo Cananzi
Grazie molte per la stima, e per il percorso arricchente fatto!
Risposte ai pazienti
ha risposto a 6 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buongiorno, sono una ragazza di 22 anni e da qualche mese è terminata una relazione durata cinque an
Buongiorno, sono una ragazza di 22 anni e da qualche mese è terminata una relazione durata cinque anni.
Da quel momento mi sento completamente persa e faccio molta fatica a ritrovare me stessa. Mi sento un fallimento perché, alla mia età, non ho un obiettivo preciso, non ho amiche e non ho un lavoro. Mi confronto continuamente con i miei coetanei e ho la sensazione di essere molto indietro rispetto a loro, cosa che mi fa soffrire profondamente.
Quello che mi fa stare male, però, non è tanto la fine della relazione in sé, quanto tutte le cose che sento di non riuscire a fare per me stessa. Vorrei costruirmi una vita, trovare i miei obiettivi, conoscere persone, lavorare e sentirmi realizzata, ma mi sembra di essere bloccata e di non riuscire a fare passi avanti. Questa situazione mi provoca molta frustrazione e mi porta a sentirmi sempre più insicura e inadeguata.
Ormai vivo costantemente nell’ansia, mi preoccupo per il mio futuro e sento di non riuscire a godermi il presente. La cosa che mi spaventa maggiormente è che provo una sensazione che non avevo mai provato prima: mi sento strana, diversa, come se non fossi più io stessa. Faccio fatica a riconoscermi e a capire cosa mi stia succedendo.
Vorrei capire da cosa possano derivare queste sensazioni, se siano legate al periodo che sto attraversando o se ci sia qualcosa su cui dovrei lavorare con l’aiuto di un professionista. Vorrei riuscire a ritrovare me stessa, a gestire questa ansia e a capire come ripartire senza sentirmi continuamente sbagliata e indietro rispetto agli altri.
Vi ringrazio per l’attenzione.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentilissima, grazie innanzitutto di questa tua "apertura emotiva" e chiara richiesta d'aiuto.
Da quello che ho capito, ma sono ipotesi del mio sentire emotivo leggendoti, è che forse su questa relazione (che hai iniziato a 17 anni) avevi riposto gran parte dei progetti, che ora sono stati tutti delusi, ti hanno provocato un vuoto ed un senso di frustrazione e di ansia sul tuo presente e sul tuo futuro. E' tutto naturale quello che stai vivendo, è come se ti sentissi bloccata e in una situazione "stagnante" in cui non riesci ad uscire. Forse questa crisi interiore, questo non senso che senti è un po' come quello che Guccini dice in una bellissima canzone "Vedi cara, certe crisi son soltanto segno di qualcosa dentro che sta urlando per uscire...". Forse hai paura di far uscire qualche dolore, la rabbia? Forse è venuto il momento di trasformare la propria adolescenza (un progetto di vita basato su una relazione) in un progetto definitivamente "adulto", nel senso costruito secondo i propri desideri, bisogni e soprattutto non avendo paura della solitudine e del senso di vuoto che stai provando. "La cosa che mi spaventa maggiormente è che provo una sensazione che non avevo mai provato prima: mi sento strana, diversa, come se non fossi più io stessa. Faccio fatica a riconoscermi e a capire cosa mi stia succedendo. " Forse stai facendo i conti con la parte di te matura, quell'adulto che ha paura di emergere e viversi pienamente il "qui ed ora", con piena libertà e responsabilità? L'ansia forse ti comprime le emozioni che vuoi fare uscire? Quali emozioni non ti autorizzi a fare uscire? sono antiche per la tua storia, o nuove perché ti mettono di fronte a responsabiltà che per ora non riesci a sostenere?
E' chiaro che in questa fase di confusione il chiedere aiuto ad un collega ti può aiutare a fare chiarezza, sentire anche lo spiacevole di cui hai paura, ma sentire e pensare soprattutto a ciò che desideri, aldilà di un progetto finito con la relazione, significa sbloccarsi dall'ansia e dal senso di colpa che ti blocca. Le domande ti servono a sentire ed ascoltare le parti di te "scomode", spero ti serviranno. Ti auguro di trovare il professionista più adatto ai tuoi bisogni e di delineare un progetto nel qui ed ora che ti potrà rafforzare emotivamente, psichicamente, ed in profondità.
Buona fortuna!
Dott. Carlo Maria Cananzi, psicologo specializzando in Gestalt e in terapia umanistico-esistenziale.
Salve, Sono una ragazza di 17 anni, vivo con i miei genitori e ho due fratelli di 10 e 11 anni in p
Salve,
Sono una ragazza di 17 anni, vivo con i miei genitori e ho due fratelli di 10 e 11 anni in più di me che ormai vivono nelle loro case. Circa due anni fa, (quindi avevo 15 anni) ho passato un periodo veramente brutto per me. Sono sempre stata davvero tanto legata a uno dei miei fratelli in particolare, e fin da quando ero piccolissima stavamo tutto il giorno insieme, condividevamo tante passioni e potevamo passare ore a parlare tra di noi. Lui era una persona, come me, abbastanza solitario e tranquillo, e addirittura i miei genitori cercavano di spronarlo a uscire di più. Quando avevo circa 15 anni, questo fratello ha fatto un cambiamento radicale. Da un momento all'altro, ha iniziato a uscire praticamente tutte le sere e, quando non lavorava, anche io pomeriggio, ha trovato un suo gruppo di amici con cui sta tuttora e poco dopo anche una ragazza. Ovviamente, non stando più tanto tempo a casa, passavamo veramente molto meno tempo insieme. Dal quel momento è iniziato il periodo peggiore della mia vita penso. Ero entrata in un tunnel di cui non vedevo la fine, piangevo quasi ogni giorno e per ogni minimo problema, mi sentivo di odiare me stessa (tanto da cercare anche di provocarmi dolore da sola attraverso lo schiocco di un elastico sul polso o più raramente dei graffi leggeri), non sopportavo neanche la mia estetica (a volte, nei giorni più stressanti mangiavo tantissimo per poi sentirmi in colpa), non avevo più voglia di fare niente di tutto ciò che prima mi piaceva, ero totalmente senza energie e soprattutto pensavo che questa condizione non sarebbe mai finita. Durante questo periodo ero convinta che tutto ciò derivasse dal rapporto particolare che ho con i miei genitori (con mio padre non ci parlo praticamente mai, e in generale entrambi a volte hanno delle regole su cui sono abbastanza severi), ma non volevo mai ammettere che forse era anche a causa dell'allontanamento da mio fratello. Sono stata così 8 mesi forse, poi anche dopo non stavo benissimo, ma ho iniziato a riprendermi piano piano, e forse lo sto ancora facendo dato che ho ancora diversi punti deboli. Ora, a distanza, di 2 anni dall'inizio di tutto quanto, non solo mi sono resa conto di quanto io stessi male e avessi bisogno di un aiuto che non ho ricevuto, ma inizio anche a prendere consapevolezza del fatto che probabilmente derivava anche dall'allontanamento di mio fratello. Vorrei chiarire che ovviamente la colpa non è sua, lui è giusto che si sia fatto la sua vita e, anzi, sono contentissima per lui perché ora finalmente lo vedo stare bene, ma mi rendo conto che forse prima ero talmente abituata a stare sempre con lui che non riuscivo a stare davvero da sola totalmente. Mi sono ritrovata a passare intere giornate chiusa in casa, in cui c'erano solo i miei genitori, e non sapevo da dove partire per stare meglio. Magari anche prima avevo problemi con me stessa con cui, però, non mi ero mai ritrovata a confrontarmi, invece, essendo rimasta sola, ho dovuto farlo. Scrivo qui perché so che questa non è la piattaforma per fare diagnosi o, ancora di più, sedute dallo psicologo, ma vorrei capire che questo ultimo ragionamento che ho fatto può avere senso.
Vi ringrazio con il cuore per il lavoro che fate ogni giorno.
Buona giornata
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentilissima,
grazie di esserti aperta in questo spazio pubblico, descrivendo le tue fragilità. La prima cosa che mi viene da dire è quella di autorizzarti ad accogliere le tue fragilità e il tuo malessere, non sentendoti in colpa. Ognuno di noi ha debolezze e fragilità con cui deve fare i conti. Queste possono spaventare, ma potrebbero essere una strada per crescere, diventare consapevoli, agire verso nostri desideri e bisogni.
La seconda osservazione è che forse stai prendendo coscienza della dipendenza che avevi con tuo fratello, e che questo legame, che come tu dici di forte condivisione, forse ti rassicurava ma non ti ha permesso di sviluppare e rafforzarti come ragazza e nel tuo poter farcela da sola nel mondo. Cogli questa occasione di "crisi" per chiedere aiuto ad un collega, per confrontarti e per esprimere disagio, emozioni, anche dolorose, per ritrovarti. Non patologizzando, ma vivendolo come una trasformazione naturale, forse lo vivrai con più leggerezza.
Cordiali saluti
Dott. Carlo Maria Cananzi, psicologo
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