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Esperienze

Benvenuti nel mio profilo. Sono una Psicologa Psicoterapeuta con base a Treviso e offro percorsi di supporto sia in presenza che online.

La mia pratica clinica nasce da una pluriennale esperienza in studio privato, dove ho accompagnato persone di ogni fascia d’età ad affrontare sfide emotive, personali e relazionali complesse. Credo fermamente in un approccio concreto e personalizzato: ogni individuo è unico, e il mio obiettivo è costruire insieme alla persona un percorso che favorisca il benessere e la crescita personale.

Di cosa mi occupo

Nel corso della mia carriera mi sono specializzata nel trattamento di diverse aree del disagio psicologico, tra cui:

  • Area dell'Ansia: Attacchi di panico, ansia da prestazione, paure, fobie, disturbo ossessivo compulsivo, ipocondria, insonnia e disturbi alimentari

  • Sfera Personale e Relazionale: Autostima, problemi dell'identità personale, disturbi sessuali, dipendenza affettiva, difficoltà nei rapporti interpersonali.

  • Cambiamento e Benessere: Gestione dello stress e sostegno psicologico durante fasi di transizione della vita.

Inoltre, porto la mia competenza nel mondo dello sport attraverso percorsi specifici di Psicologia della difesa personale, degli sport da combattimento e ottimizzazione della prestazione sportiva.

Come iniziamo: Il Primo Colloquio

Intraprendere un percorso terapeutico è un atto di cura verso se stessi. Il nostro primo incontro è un momento fondamentale di conoscenza reciproca e ascolto, volto a creare il clima di fiducia necessario per lavorare insieme.

Durante la prima seduta:

  1. Esploreremo le sue richiesta e i suoi bisogni.

  2. Definiremo obiettivi chiari e concreti.

  3. Valuteremo insieme l'efficacia del percorso per la sua situazione specifica.

  4. Stabiliremo le modalità di lavoro, le responsabilità reciproche e i tempi indicativi.

Nota sulla trasparenza: Il costo del primo colloquio è di 50 €. Tuttavia, se al termine dell'incontro dovessimo valutare di non proseguire insieme, la seduta sarà gratuita.

Accessibilità e Prenotazioni

Per rendere il supporto psicologico più accessibile, comunico che aderisco al Bonus Psicologico 2025-2026.

Può prenotare la tua seduta direttamente tramite MioDottore o sentendoci telefonicamente. Resto a disposizione per qualsiasi dubbio o informazione preliminare.

https://www.martuccipsicoterapeuta.it/ 

Altro Su di me

Aree di competenza principali:

  • Psicologia sportiva
  • Psicoterapia breve strategica
  • Psicoterapia costruttivista

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Adulti
Bambini a partire da 4 anni (Solo in alcuni indirizzi)

Tipologia di visite

Consulenza online

Foto e video

Prestazioni e prezzi

  • Consulenza online

    60 €

  • Psicoterapia

    70 €

  • Bonus Psicologo - Consulenza Psicologica

    70 €

  • Colloquio psicologico individuale

    60 €

  • Primo colloquio psicologico

    50 €

Indirizzi (2)

Luana Martucci
Luana Martucci

Via Zermanese, 119, Treviso 31100

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Luana Martucci

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6 recensioni

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  • R

    R.T.

    Il mio percorso con la Dottoressa mi ha dato l'opportunità di affrontare le mie difficoltà da diverse prospettive trovando soluzioni che mi stanno aiutando. Ottimo percorso

     • Luana Martucci • sostegno psicologico  • 

    Dott.ssa Luana Martucci

    La ringrazio sinceramente per questo riscontro. È un piacere sapere che il percorso le stia offrendo spunti e soluzioni utili per la sua vita quotidiana. Un caro saluto!


  • N

    N.S.

    La dottoressa Martucci, fin dal primo incontro mi ha messo a mio agio. Si è dimostrata molto empatica. Non mi sono sentita giudicata e questo mi ha permesso di affrontare le mie ansie. Ha saputo darmi strumenti che mi hanno aiutato ad affrontare le mie difficoltà.

     • Luana Martucci • psicoterapia  • 

    Dott.ssa Luana Martucci

    La ringrazio di cuore per la sua testimonianza. Sapere che si è sentita accolta e che gli strumenti condivisi le sono stati utili per affrontare l'ansia è per me una grande soddisfazione. Le auguro il meglio per il suo cammino!


  • T

    T.B.

    Preparata, empatica e mai giudicante. La dottoressa mi ha aiutato a ritrovare serenità.

     • Luana Martucci • psicoterapia  • 

    Dott.ssa Luana Martucci

    La ringrazio per queste bellissime parole. Sapere di esserle stata d'aiuto nel ritrovare la serenità è la gratificazione più grande. Un caro augurio


  • C

    C.C.

    Gli incontri con la Dott.ssa Martucci si rivelano sempre esperienze di alta qualità. Capacità di ascolto, di stimolo alla mente, un importante aiuto a prefiggersi obiettivi, sfide e strategie da provare per migliorare la propria vita e liberarsi autonomamente e con consapevolezza delle gabbie che impoveriscono la nostra esistenza. L'altro punto di vista che arricchisce la mente per superare le barriere.
    Un grande ringraziamento come sempre alla Dottoressa Martucci.

     • Luana Martucci • psicoterapia  • 

    Dott.ssa Luana Martucci

    Grazie delle belle parole. Quando una persona affronta il proprio percorso con responsabilità, prospettiva, costanza e volontà di guidare il proprio futuro, tutto si trasforma in un'armoniosa danza in cui i passi si seguono l'un l'altro. Non ci sono aspettative magiche fuori dal proprio controllo, ma rispetto dei tempi e lungimiranza. un abbraccio.


  • S

    S. R.

    Con la Dott.ssa Martucci sto iniziando a comprendere meglio me stessa, a dare un senso alle mie difficoltà e a sviluppare strumenti concreti per affrontarle. Ogni seduta è uno spazio sicuro, accogliente e costruttivo, dove sento di potermi esprimermi liberamente ed essere ascoltata.

     • Luana Martucci • psicoterapia  • 

    Dott.ssa Luana Martucci

    Grazie per la fiducia e per aver condiviso la sua esperienza.


  • L

    Luigi

    La mia esperienza con la Dottoressa Martucci è stata estremamente positiva. Fin dal primo incontro mi sono sentito ascoltato con attenzione, rispetto e senza alcun giudizio. La consiglio vivamente.

     • Luana Martucci • psicoterapia  • 

    Dott.ssa Luana Martucci

    Grazie delle sue parole


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 16 domande da parte di pazienti di MioDottore

Le scrivo in forma anonima per chiedere un parere riguardo ad alcuni meccanismi mentali che sto nota

Le scrivo in forma anonima per chiedere un parere riguardo ad alcuni meccanismi mentali che sto notando in me nell'ultimo periodo e che mi creano un po' di preoccupazione su come gestirli.
Di recente è emersa sui social una
notizia relativa a un fatto di cronaca molto grave, e molte persone e ragazze della mia età hanno iniziato a condividere le proprie esperienze personali di abuso e violenza.

Leggendo le loro testimonianze, pur sentendomi fortunata per non aver mai vissuto nulla del genere ed empatizzando profondamente con loro, nella mia mente scatta in automatico la domanda: "E io perché no?". So benissimo che non desidero che mi accada nulla di male, ma la presenza spontanea di questo pensiero mi disorienta. Mi chiedo perché il cervello formuli questo tipo di interrogativo e come interpretare questo pensiero automatico.

Poi mi succeda associazioni tra pensieri o contenuti negativi e oggetti del tutto neutri della mia giornata. Ad esempio, dopo aver cambiato la cover del telefono (un regalo di mia madre), mi è ricomparso quel contenuto emotivamente impattante sui social. Da quel momento la mia mente ha legato la nuova cover a quelle sensazioni di disagio, portandomi a dubitare se tenendola io possa "portarmi appresso" quel pensiero negativo per molto tempo.

Poiché ho notato che queste associazioni tra oggetti o momenti quotidiani e pensieri ansiosi mi capitano anche in altre occasioni, vorrei capire da cosa derivino questi automatismi e quale sia il modo migliore per gestirli senza cadere nell'evitamento.
La ringrazio per l'attenzione e per il tempo che vorrà dedicarmi.
Un cordiale saluto

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott.ssa Luana Martucci

Gentile utente,
La ringrazio per aver condiviso con lucidità un'esperienza che, specie nell'era dei social media e dell'iper-informazione, tocca molte più persone di quanto si immagini.
Voglio rassicurarla subito: ciò che descrive non è il segno che qualcosa non va nella sua testa, ma il risultato di due reazioni del tutto normali – per quanto faticose – del nostro modo di funzionare.
La prima cosa che accade è legata a quello che vediamo e leggiamo ogni giorno. Quando sui social scorriamo flussi continui di racconti dolorosi e intensi, la nostra mente cerca in qualche modo di sintonizzarsi con quel vissuto collettivo. Il pensiero "E io perché no?" non nasce da un desiderio o da una mancanza di sensibilità, ma è un vero e proprio "cortocircuito" della mente. Di fronte a un tema che satura lo spazio sociale, il cervello esplora per un attimo l'ipotesi opposta o estranea, proprio mentre cerchiamo di allontanarla. E ironia della sorte: più ci diciamo "Non devo pensarci", più quel pensiero diventa ingombrante, perché la nostra stessa attenzione finisce per accenderci i riflettori sopra.
Il secondo aspetto riguarda la cover del telefono. È qui che il disagio si è come "ancorato". Nel tentativo di dare un nome, un confine o un colpevole a un'emozione astratta che l'aveva disorientata, la sua attenzione si è legata a un oggetto del tutto neutro e quotidiano. La mente ha creato un ponte: da quel momento, la cover è diventata per lei un promemoria costante di quel disagio. Più si interroga sul fatto che quell'oggetto possa "portarsi appresso" il pensiero negativo, più il cervello rafforza questo legame, trasformando un semplice accessorio in un piccolo spauracchio.
Il rischio più grande, come giustamente temeva, è cadere nella trappola dell'evitamento: iniziare a temere gli oggetti, a controllare i pensieri o a cercare continue rassicurazioni per scacciare l'ansia. Ma la verità è che i pensieri intrusivi perdono la loro forza nel momento esatto in cui smettiamo di combatterli. Più lottiamo per eliminarli, più li facciamo restare.
Accettare il transito del pensiero: quando il pensiero arriva spontaneamente, si ricordi che i pensieri sono eventi mentali transitori, non profezie né desideri. Imparare a gestire tutto questo significa smettere di lottare contro la propria mente: i pensieri, infatti, sono come nuvole passeggere nel cielo della nostra coscienza. Possono assumere forme strane, scure o minacciose, ma la loro natura è quella di trasformarsi e disfarsi da soli nel loro passaggio, se solo evitiamo di trattenerli o di soffiarci contro per mandarli via. Non ha bisogno di interpretarli o di metterli sotto processo: più li lascia scorrere senza opporre resistenza, più perderanno la loro carica emotiva.
Se sente che questi automatismi stanno iniziando a pesare troppo sulla sua serenità quotidiana, valutare un breve percorso di supporto psicologico – orientato a comprendere come funzionano questi circoli viziosi e a disattivarli in modo pratico – può aiutarla a ritrovare rapidamente leggerezza e a riprendere il pieno controllo della sua attenzione.
Un cordiale saluto.


Buongiorno sto passando dei bruttiomenti di gelosia piuttosto esagerata con mia moglie. Perché in me

Buongiorno sto passando dei bruttiomenti di gelosia piuttosto esagerata con mia moglie. Perché in merito al mio lavoro che sono spesso giorni fuori (camionista) e in merito a cose che mi sono capitate i primi mesi di matrimonio (26 anni fa) mia moglie ha trovato un bigliettino di indirizzo di prostitute che non ho mai usufruito ma ho solo scherzato con i mie amici e dopo un po di tempo mi arrivavano degli SMS (a mio avviso publicitarie) di cose del genere oggi su Facebuk mi escono dei real e pagine del genere.
Premesso che io non uso i social e non lo mai tradita e ho cercato di rassicurarla in tutti i modi oggi quando usciamo se incontriamo una ragazza un po più appariscente con una gonna un po più corta lei dice che io la guardo in modo più intenso e ci roviniamo sempre le serate.
Io chiedo se esiste qualcosa da farle rassicurare e salvare questa situazione che va sempre più a peggiorare.
Grazie.

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott.ssa Luana Martucci

Buongiorno,
la ringrazio per aver condiviso una situazione così delicata e faticosa. Quella che descrive è una dinamica relazionale molto comune, ma che purtroppo rischia di avvitarsi in una spirale in cui più si cerca di raddrizzare le cose, più la situazione peggiora.
Il punto di partenza per comprendere cosa sta accadendo è un meccanismo paradossale della mente e delle relazioni: più lei cerca di rassicurare sua moglie e di dimostrare la sua innocenza, più alimenta i suoi dubbi. È come trovarsi in un'aula di tribunale surreale dove, ogni volta che l'imputato grida "Vi giuro che sono innocente!", la giuria lo guarda con ancora più sospetto, interpretando la difesa stessa come la prova inconfutabile della colpevolezza. Quando ci si giustifica continuamente, si invia involontariamente il messaggio che c'è davvero qualcosa su cui indagare. La rassicurazione, anziché spegnere il fuoco della gelosia, finisce per tenerlo alimentato.
Dopo 26 anni di matrimonio e un vecchio episodio goliardico ripescato dalla memoria (e amplificato oggi dagli algoritmi dei social), sua moglie vive in uno stato di "allerta costante". Quando si esce insieme, i suoi occhi sono sintonizzati alla ricerca di un segnale di conferma ("Ecco, vedi che la guardi?"). Quando si cerca una prova con tanta intensità, la mente finisce inevitabilmente per trovarla, distorcendo la realtà: uno sguardo casuale o neutro viene letto come un'intenzione di tradimento. Questo innesca una discussione che rovina la serata, confermando alla moglie che il pericolo esiste. È un circolo vizioso perfetto.
Come rompere il circolo vizioso?
Per salvare la situazione e invertire la rotta, bisogna smettere di fare ciò che finora non ha funzionato (ovvero giustificarsi, rassicurare o discutere sul fatto che l'abbia guardata o meno).
Quando si ripresenta l'accusa o la tensione sulla ragazza di turno, invece di entrare nel merito della discussione o cercare di dimostrare la propria innocenza, si può cambiare completamente copione con un atteggiamento fermo, calmo e non difensivo. Ad esempio, spostando il focus sul fatto che non volete permettere ai vecchi fantasmi di rovinarvi i momenti insieme.
Valutare uno spazio di coppia: spesso, quando la gelosia diventa un copione rigido che imprigiona entrambi, l'intervento di uno specialista, anche in sedute di coppia mirate, aiuta a disinnescare la logica del sospetto in poche sedute, aiutando i coniugi a ritrovare una comunicazione pulita e funzionale.
Un cordiale saluto.


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