Esperienze

Mi sono laureata in Psicologia e successivamente specializzata in Psicoterapia Breve Focale Integrata presso ISeRDiP (Istituto per lo Studio e la Ricerca sui Disturbi Psichici).

Ponendo un’attenzione particolare al rapporto tempo-efficacia, il mio approccio prevede un utilizzo flessibile del modello psicoanalitico e di quello cognitivo-comportamentale. Include, inoltre, un lavoro per “focus”, cioè obiettivi definiti, in base all’identificazione dei bisogni specifici della persona, con la finalità di migliorare la qualità della sua vita, promuovendo la capacità di auto-cura, ovvero sostenendo ad individuare ed utilizzare in modo autonomo le sue risorse.

Infatti, può accadere che nel proprio percorso di vita si attraversino dei momenti di crisi. Oltre al disagio e alla sofferenza che si provano, queste circostanze possono essere utilizzate come un'occasione per trasformare le difficoltà in vantaggi, migliorando le proprie capacità di adattamento e favorendo un percorso personale verso una maggiore autostima ed autonomia.

Nel corso degli anni ho maturato una competenza specifica nella psicodiagnosi e nel trattamento psicoterapico (inclusa la psicoterapia EMDR) rivolti all’età adulta, presso CPS e l'Ospedale San Carlo Borromeo di Milano. Possiedo, inoltre, una formazione ed un’esperienza specifiche nell’intervento psicologico rivolto a situazioni di patologia organica cronica, a pazienti geriatrici affetti da demenza (maturata principalmente presso il Pio Albergo Trivulzio) e loro familiari. Dal 2009 mi occupo di formazione al personale sanitario delle aziende pubbliche della Regione Lombardia e di Università private.  Attualmente collaboro con un Consultorio,  strutture sanitarie accreditate, poliambulatori e svolgo attività libero professionale presso alcuni studi a Milano e Hinterland.

Altro Su di me

Approccio terapeutico

Psicoterapia breve integrata

Aree di competenza principali:

  • Psicodiagnostica
  • Psicoterapia
  • Psicoterapia emdr
  • Psicoterapia cognitiva fenomenologica

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Dott.ssa Elena Villa

Piazza Marco Polo, Basiglio 20079

Gruppo di supporto rivolto ai caregiver di anziani con demenza

28/09/2026

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  • Psicoeducazione

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  • Trattamento EMDR

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  • Test psicologici

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Elena Villa
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2 recensioni

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  • F

    Franco Piacentino

    Professionista accogliente ed empatica. Il suo approccio integrato arriva direttamente al nocciolo del problema ed in tempi brevi. Mi sento di consigliarla a chiunque stia attraversando un periodo difficile ed è alla ricerca di un lavoro mirato ed efficace.

     • Studio San Vittore • psicoterapia  • 

  • D

    Davide Macocchi

    La consiglio con tutto il cuore a chiunque stia cercando un percorso di crescita o un supporto in un periodo complicato. È una professionista seria, attenta e sempre disponibile.

     • Altro • Altro  • 

    Dott.ssa Elena Villa

    Grazie per il riscontro. Mi ha fatto molto piacere accompagnarla nella sua evoluzione. Un caro saluto


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 7 domande da parte di pazienti di MioDottore

Salve, sono fuori corso da diversi anni e per un periodo ho praticamente smesso di dare esami. L’ult

Salve, sono fuori corso da diversi anni e per un periodo ho praticamente smesso di dare esami. L’ultimo esame che ho sostenuto risale a settembre dell’anno scorso.

Adesso mi mancano soltanto 4 esami, ma purtroppo sono proprio quelli che considero più difficili e ostici. È come se mi fossi bloccata: da una parte so di essere arrivata ormai a un passo dalla laurea, dall’altra mi pesa tantissimo rimettermi a studiare materie che trovo così impegnative e poco stimolanti.

Inoltre, avendo perso il ritmo, quando studio ci metto molto più tempo rispetto a prima e mi distraggo facilmente. Mi capita spesso di rimandare un esame perché mi rendo conto di non riuscire a prepararlo bene nei tempi che mi ero prefissata, e questo finisce per farmi perdere ancora più motivazione.

Nonostante tutto, non voglio assolutamente rinunciare: dopo tutti questi anni, per così pochi esami rimasti voglio arrivare alla laurea.

Qualcuno si è trovato in una situazione simile, magari dopo un lungo periodo senza dare esami? Come avete fatto a ritrovare il ritmo, a gestire la procrastinazione e soprattutto a superare il blocco davanti alle materie più difficili?

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott.ssa Elena Villa

Buongiorno, terminare gli ultimi esami ed arrivare a laurearsi rappresenta un passo di crescita molto importante.
Il conflitto interno tra desiderio e difesa rispetto a questo a volte si traduce in un "blocco", in una specie di limbo temporale, che però è solo illusorio.
Raggiungere l'obiettivo della laurea significa aprirsi ad infinite e non note possibilità. Da un lato questo può rappresentare uno stimolo, dall'altro un "rischio": di non fare la scelta giusta, di andare incontro a difficoltà inaspettate, di "fallire", di restre delusi rispetto alle proprie aspettative e desideri. Il vero limite di questa situazione è però quello di non accettare il limite.
Il desiderio che esprime scrivendo "non voglio assolutametne rinunciare" è molto sano. Per seguirlo bisogna che lei accetti l'imprevisto, il non controllabile di ciò che arriverà dopo, avendo fiducia nelle sue risorse, che forse ora fatica a riconoscere, perchè questo significherebbe accettare anche il "limite".
Auguri per il suo percorso.


Ho perso mamma un anno fa, sono figlia unica quindi al mio papà di 80 anni rimango solo io. È sempre

Ho perso mamma un anno fa, sono figlia unica quindi al mio papà di 80 anni rimango solo io. È sempre stato un uomo molto riservato, non ha amici, pochi parenti con cui non ha particolari rapporti e anche con i vicini di casa non ci sono punti di riferimento. Pertanto il mio senso di responsabilità è enorme. Cerco di fargli compagnia, gli pulisco casa e ogni tanto gli preparo qualcosa da mangiare per aiutarlo ma lui fortunatamente è autonomo in tutto. Nonostante il mio papà è un uomo buono e delicato io mi sento sempre in difetto, lui non mi accusa di nulla ma per me tutto quello che faccio non è mai abbastanza, vivo in un continuo senso di colpa e mi sento egoista quando non ho voglia di andarlo a trovare (anche se lo faccio sempre, tutti i giorni). Con la mia famiglia abbiamo una casa al mare con cui sono stata con papà per due settimane di luglio. Per me è stato pesante ma mi sono sentita con la coscienza a posto. Ora ripartirò con la mia famiglia ad agosto per tre settimane. Mio marito non vuole che mio padre ritorni perché, anche se vanno d'accordo e non ci sono problemi, dice che la convivenza è troppo complicata e non vuole rovinarsi le vacanze. Anche per me è così e quindi non porterò papà con noi ma vivo in un continuo senso di colpa e mi sento perennemente egoista. Inoltre, anche se voglio un bene enorme a mio padre, ce l'ho con lui per il fatto di non avere un minimo di vita sociale, se avesse anche un solo amico con cui farsi compagnia io mi sentirei più leggera. Gli ho consigliato di andare ad un centro anziani dove ci sono persone che giocano a carte, almeno la mattina, ma lui non ne vuole sapere. Come posso fare per vivermi la situazione in modo più sereno

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott.ssa Elena Villa

Gentilissima, la perdita della mamma ha sicuramente sconvolto l'equilibrio familiare precedente e probabilmente contribuito a mettere in evidenza alcune criticità nel rapporto tra lei e il papà.
Credo che in questo momento sia necessario mediare e conciliare i vostri reciproci bisogni, ovvero da un lato rispondere ai bisogni di accudimento del papà, ma percependo il "limite" rappresentato dai propri.
Lei fa già molto per il suo papà, quindi assecondare a volte il suo desiderio di dedicarsi ad altro anziché fargli visita o concedersi delle vacanze con la sua famiglia, rappresenterebbe la consapevolezza di questo limite, del fatto che non si può fare tutto, ma semplicemente "il meglio che si può".
Forse papà non si sente neanche motivato ad un cambiamento relazionale, iniziando delle nuove attività e frequentazioni in quanto non ne sente il bisogno, dato che c'è già lei a provvedervi.
Vi auguro di trovare presto un nuovo equilibrio.


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